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cm. 17 x 24, 290 pp. 490 gr. 290 p.
br. «Non esiste perdigiorno peggiore di chi passa la maggior parte della sua vita a guadagnarsi il pane». Da riflessioni come questa prende spunto Thoreau per uno dei suoi ultimi scritti, pubblicato postumo nel 1863, in cui si interroga sul significato della parola «lavoro» all'interno della società americana (quale attività è considerata degna di questo nome e quale invece una semplice perdita di tempo?) e sull'importanza del denaro e dei beni materiali guadagnati e accumulati. Ma come spesso (forse sempre) accade nelle sue opere, Thoreau sviluppa il tema iniziale allargando la prospettiva per abbracciare l'intera vita di comunità e affrontare due temi che gli sono cari: la ricerca della verità (nelle parole che diciamo, nelle notizie che ascoltiamo o, cosa ancora più importante, nelle azioni quotidiane) e la conquista della libertà, quella interiore e quella dell'individuo nei confronti della società e dello Stato.
brossura
brossura
br. Le emozioni che abitano dentro di noi ci rendono umani. Fidarsi di quello che proviamo non significa essere deboli o instabili, ma vivi, aperti all'esperienza e pronti a meravigliarsi del mondo. Quante volte ci forziamo a reprimere un'emozione? Lo facciamo perché ci vergogniamo dello sguardo degli altri. O perché siamo abituati a diffidare delle emozioni, analfabeti del discorso emotivo. Eppure, è proprio quello che sentiamo a permetterci di conoscere il mondo. Ognuna delle emozioni che proviamo ha una storia: la storia di tutte le persone che l'hanno provata, detta, cantata, rivelata, studiata. Una storia di vita segreta e di metamorfosi, legata alla filosofia, che ne ha costruito paradigmi di osservazione e di studio; ma anche alla letteratura e alla poesia. Questo libro è un viaggio emotivo per tappe: ricostruendo le vicende delle parole con cui diciamo i nostri stati d'animo, traccia, un pezzetto alla volta, un autoritratto - frammentario, imperfetto. Perché nel nostro essere vulnerabili ci somigliamo tutti; e riconoscerci emotivi significa prendere coscienza del fatto che abbiamo dei bisogni e che proprio questi bisogni ci rendono umani.
br. Tra gli otto letterati napoletani invitati Vico fu l'unico ad aderire al Progetto ai letterati d'Italia per scrivere le loro Vite, del signor Co. Giovannartico di Porcìa. Quando, intorno al 1723, inviava il manoscritto dell'autobiografia (per noi perduto), il filosofo napoletano era già noto ai letterati italiani e citato in un interessante carteggio del Porcìa con Ludovico Antonio Muratori e Antonio Vallisnieri. Ad essere coinvolto fu anche l'abate Antonio Conti che manifestò grande interesse per la ristampa veneziana della Scienza nuova, così suscitando l'attenzione di Vico che in lui vide uno studioso di fama europea in grado di diffondere l'opera fuori dei confini nazionali. La proposta di scrivere un'autobiografia giungeva propizia, perché, negli anni della stesura della Scienza nuova prima, alla sua consacrazione intellettuale giovava il poter ripercorrere le tappe della formazione filosofica. Il taglio del racconto autobiografico è storico-filosofico, aggettivi che Vico utilizza come sostantivi in contesti distinti ma in una coerente dimensione di confronto e di polemica con Cartesio e il cartesianesimo meridionale del suo tempo.
brossura
ill., br. Dal 1929 al 1982, Paula Fichtl è stata un solido punto di riferimento in casa Freud. La domestica ha infatti accompagnato la famiglia per cinquantatré anni, venendo a contatto con molte delle personalità che passarono tra i corridoi della dimora del famoso psicanalista e filosofo, tra i quali Thomas Mann e Salvador Dalí. "Vita quotidiana in casa Freud" si serve di questo speciale punto di vista - quello interno della domestica Fichtl - per far rivivere al lettore i momenti salienti e più tragici della vita di Freud: dalla paura di fronte alla Gestapo all'esilio londinese, fino alla sua morte straziante, in seguito alla quale Paula Fichtl sarebbe passata al servizio della figlia Anna. Si tratta di una lunga intervista, raccolta nel corso di otto anni, dalla quale affiora un Freud inedito: casalingo, padre, marito. Postfazione di Friedrich Hacker.
br. Per rispondere alla domanda "Esiste la vita prima della vita?", una eminente psicologa esplorò, con l'aiuto dell'ipnosi, i ricordi e le esperienze vissute da 750 soggetti, uomini e donne, che accettarono di ricostruire e di rivivere i momenti e i giorni precedenti la loro nascita. Tutti risposero alle domande: Hai scelto tu di nascere? Perché hai scelto questo secolo? Hai scelto tu il sesso di questa incarnazione? Avevi già conosciuto tua madre in vite precedenti? Eri consapevole del fatto che avresti, incontrato alcune persone da te già conosciute? Conoscevi coloro che sarebbero poi stati il tuo coniuge e i tuoi figli? Ogni storia ebbe naturalmente caratteristiche individuali, ma tutte coincisero in numerosi aspetti e dettagli. Una selezione di questi casi è stata raggruppata e commentata in questo libro che ha fatto storia. Leggendolo riusciremo, a capire perché la dottoressa Wambach, alla fine della sua carriera, dopo aver studiato oltre 10.000 casi dichiarò: "lo non credo nella reincarnazione. Lo so che esiste!".
br. Il maestro B.K.S. lyengar, fondatore del metodo d'insegnamento yoga che porta appunto il suo nome, invita sia i neofiti che i praticanti esperti di yoga a intraprendere un viaggio interiore destinato ad aumentare stabilità fisica, vitalità emotiva, chiarezza mentale, saggezza spirituale e beatitudine spirituale. In questo libro, dallo stile chiaro e brillante, il maestro lyengar esamina il ruolo che le posizioni e le tecniche di respirazione dello yoga giocano nella nostra ricerca dell'interezza, gli ostacoli esterni ed interni che ci impediscono di avanzare lungo il cammino, e il modo in cui lo yoga può aiutarci a vivere in armonia con il mondo circostante. Utilizzando storie di vita personale, esempi presi dalla vita moderna e il suo innato umorismo, ci dimostra che la consapevolezza offerta dallo yoga può migliorare le nostre vite in maniera concreta e profonda.
br. La proposta dell'Intelligenza artificiale di comprendere la mente naturale simulandone i funzionamenti interni e le comunicazioni con l'ambiente esterno non può limitarsi a riprodurre le componenti intellettive della vita mentale reale, ma deve includerne gli aspetti adattivi, emotivi e relazionali. Le componenti adattive della vita possono essere riprodotte partendo da quanto altre scienze (tra cui soprattutto la psicologia) hanno precisato riguardo l'evoluzione filogenetica e lo sviluppo ontogenetico. Su questi temi è centrato il volume, che dopo aver ripercorso le origini e gli sviluppi recenti degli studi basati sulle reti neurali artificiali e sulle applicazioni robotiche, si sofferma sulle tecnologie educative e i "giochi di ruolo" che riproducono artificialmente la vita relazionale. Vengono quindi presentate le applicazioni di agenti artificiali al trattamento dei disturbi evolutivi (come l'autismo) e all'assistenza degli anziani, affrontando anche il problema dell'accettazione dell'artificiale da parte di operatori e utenti. Il testo è utile a quanti vogliono approfondire gli aggiornamenti sugli usi educativi e clinico-riabilitativi delle sempre più diffuse tecnologie di simulazione della vita. I capitoli del volume sono stati curati da esperti del settore dell'Intelligenza Artificiale che lavorano nelle Università di Plymouth, Catania, Enna e Napoli Federico II.
br. In un mondo internazionale dominato dalla vita estetica ed economica, dalle due "scienze mondane", il pensiero di Croce è ancora oggi indispensabile per capirci, riconoscere la bellezza e farci governare il meno possibile dai conformismi, dalla propaganda, dagli slogan. Questo terzo volume della Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce, interamente dedicato all'opera più nota del filosofo, ovvero l'Estetica, non ha pretesa di esaustività, bensì intende evidenziare originalità, idee e conquiste del pensiero estetico di Croce.
br. Felicità, vita e potenza sono termini inscindibili nella nostra tradizione filosofica. Sentire la propria potenza che cresce determina la felicità della vita. Questo volume si occupa del tema riflettendo su alcuni grandi autori della nostra storia: Nietzsche, e prima di lui Marco Aurelio (con il maestro Epitteto) e Spinoza. Lo fa lasciandosi accompagnare nella lettura dal commento di Foucault, per quanto riguarda il pensiero stoico, e di Deleuze, per quanto concerne Spinoza. Non si tratta di un puro contributo alla storia della filosofia - benché l'accostamento fra queste tre tradizioni non sia stato molto studiato - ma di un percorso che tende a individuare in un'ispirazione profondamente etica la forza perenne della filosofia: fare filosofia non è imparare a leggere e situare nel tempo gli autori, non è logica o teoria dell'argomentazione, ma capacità di operare un equilibrato governo su di sé, assecondando la potenza "al di là del bene e del male" della vita.
br. Inizialmente accolta con derisione o aperta ostilità, la psicoanalisi di Sigmund Freud si è in seguito affermata come una delle scoperte più importanti nella storia della medicina. Da teoria che si occupava di stati psichici patologici, essa ha finito per trasformarsi in una visione del mondo radicalmente nuova, dagli effetti incalcolabili, che ha influenzato la società, la cultura e la creazione artistica della nostra epoca. La biografia di Ernest Jones segue la nascita e l'evoluzione della psicoanalisi, a cui la vita di Freud è indissolubilmente legata: dalle prime elaborazioni alla crisi sfociata nell'"Interpretazione dei sogni", dall'opposizione dell'ambiente medico del tempo ai riconoscimenti internazionali. Prefazione di Silvia Vegetti Finzi.
br. Una monografia dedicata alle vicende biografiche e allo sviluppo intellettuale del padre della filosofia moderna. Il testo critico è completato da una ricca bibliografia ragionata e da un'esaustiva cronologia.
brossura Vita e morte: due riferimenti fondamentali nella teoria psicoanalitica, talvolta perfino eclatanti - si pensi al grande dualismo mitico delle pulsioni di vita e delle pulsioni di morte -, ma molto più indiretti o occultati nella clinica e nella pratica. L'ordine vitale non può essere definito unicamente in funzione della frontiera epistemologica che lo separa dal campo specifico della psicoanalisi: è infatti presente anche all'interno di quest'ultimo, nel senso che vi si fa rappresentare. Il problema è allora quello della trasposizione e derivazione, al tempo stesso concettuale e reale, di alcune entità psicoanalitiche - la sessualità, l'Io, il sadomasochismo - a partire dall'ordine vitale. Le approfondite trattazioni qui proposte, già nel 1970, su questi tre temi e su narcisismo e pulsione di morte, sono le tappe di una ricerca sulla problematica della psicoanalisi, che è una rimessa in discussione tanto dell'opera freudiana quanto dell'esperienza clinica, nella loro stringente attualità.
br. Nato come commento e integrazione alle opere complete di Kant, questo libro assunse ben presto una sua autonomia, che lo rese uno dei saggi più originali e completi sul filosofo del criticismo. Convinto che ogni scritto di storia della filosofia debba avere un respiro teoretico ampio, per non ridursi a un mero resoconto cronologico e didascalico, Cassirer offre un'analisi puntuale e acuta dei maggiori testi kantiani, mostrandone gli aspetti ancora vitali e le intuizioni insuperate, che trovarono il loro culmine nelle tre Critiche. L'originalità dell'interpretazione di Cassirer, che rende questo lavoro ancora oggi uno degli studi imprescindibili per la comprensione della filosofia di Kant, consiste nell'aver elaborato una lettura unitaria del suo percorso teorico, spiegando come ogni fase del suo pensiero contenga e porti a maturazione la fase precedente, senza perdere mai di vista lo scopo finale dell'impresa critica: chiarire le condizioni di possibilità di una conoscenza coerente dell'esperienza in tutta la sua ricchezza e complessità. Ne emerge un ritratto di Kant in cui vita e pensiero si intrecciano come aspetti di un'esistenza individuale eccezionale, che si è formata nella temperie culturale dell'Illuminismo europeo segnandone in profondità gli ulteriori sviluppi filosofici, estetici e morali. L'edizione è arricchita da una presentazione di Gianna Gigliotti, tra le massime studiose italiane di Kant e del neokantismo. Presentazione di Gianna Gigliotti.
br. Il Giardino era stato predisposto per rallegrare l'animo di coloro che facevano filosofia e per invitare con un certo entusiasmo sia a meditare che a discutere, grazie alla bellezza e alla varietà degli alberi, delle erbe, delle foglie, dei fiori, dell'ombra, dei rivi, degli uccelli, dei ronzii degli insetti, dei sentieri, e di tutte le cose di questo tipo. Inoltre non fu caratteristico solo di Epicuro questo fatto di fare filosofia in un giardino [...]. Infatti anche Platone e i suoi seguaci ebbero nell'Accademia un Giardino [...]. Ancora, Teofrasto nel suo testamento concesse un Giardino con la casa adiacente ad alcuni amici che desideravano usarli per dedicarsi alla filosofia [...]
br. Il volume si prefigge di rivoluzionare il nostro modo di intendere il pensiero pratico elaborandone logicamente i concetti primitivi fondamentali, in particolare di vita, azione e prassi. Secondo Michael Thompson la moderna filosofia morale ha rinunciato a investigare le strutture logico-elementari del pensiero e del giudizio espresse attraverso questi concetti, diventando così incapace di affrontare le ampie questioni relative al pensiero pratico, quali la socialità, la forma di vita, l'organizzazione pratica del vivente e la relazione con le altre specie. Questo approccio innovativo e di natura marcatamente neoaristotelica, auspica una revisione del nostro modo di intendere l'universo pratico e quindi la natura della nostra specie, prescindendo dagli aspetti meramente biologici ed evidenziando la logica sottostante a ogni atto di auto-comprensione.
brossura
br. Tra i lavori di Hobbes, le due autobiografie rappresentano sicuramente dei testi sui generis. Seppur arricchite da tratti apologetici, elementi cronachistici e aneddoti vari, le due opere testimoniano comunque la sensibilità filosofica di Hobbes che in queste pagine, scritte in età molto avanzata, pare aver condensato i tratti essenziali del suo pensiero. Un resoconto della vita dell'uomo e del filosofo che il vecchio precettore di Malmesbury traccia con animo sereno e incredibilmente lucido, una summa del suo pensiero, o - per dirla con Richard Blackburne - "una briciola dell'acume intellettuale di Hobbes", un testamento per i posteri. La cifra emotiva che le caratterizza è la serenità, quel senso di pace, raggiunto dopo molti eventi turbolenti, che ormai consente a un anziano studioso di rivedere il passato da una prospettiva distaccata, alla fine di una vita lunga e singolare, e di fare il punto sugli eventi e sulle persone che hanno fatto da cornice allo sviluppo del suo pensiero.
br. Tra i lavori di Hobbes, le due autobiografie rappresentano sicuramente dei testi sui generis. Seppur arricchite da tratti apologetici, elementi cronachistici e aneddoti vari, le due opere testimoniano comunque la sensibilità filosofica di Hobbes che in queste pagine, scritte in età molto avanzata, pare aver condensato i tratti essenziali del suo pensiero. Un resoconto della vita dell'uomo e del filosofo che il vecchio precettore di Malmesbury traccia con animo sereno e incredibilmente lucido, una summa del suo pensiero, o - per dirla con Richard Blackburne - "una briciola dell'acume intellettuale di Hobbes", un testamento per i posteri. La cifra emotiva che le caratterizza è la serenità, quel senso di pace, raggiunto dopo molti eventi turbolenti, che ormai consente a un anziano studioso di rivedere il passato da una prospettiva distaccata, alla fine di una vita lunga e singolare, e di fare il punto sugli eventi e sulle persone che hanno fatto da cornice allo sviluppo del suo pensiero.
brossura L'aldilà è sempre stato un tema che ha affascinato. Per quanto si possa essere scettici, evochiamo nei nostri ricordi le persone che ci hanno lasciato e a cui abbiamo voluto bene, a volte lo facciamo nei sogni, a volte ci parliamo come se fossero accanto a noi. Esistono persone che hanno dei doni, persone che riescono a connettersi con l'essenza di chi se n'è andato, ma riesce a tornare per comunicare con i vivi. Tra queste c'è chi usa la "scrittura automatica" come ponte di collegamento. A riportare le storie è uno scettico che suo malgrado si è ritrovato coinvolto nella vita dei morti e che aiuta la moglie a portare pace tra chi respira ancora su questo piano.
br. La Vita di Pitagora, ovvero di colui che non solo ha dato inizio alla parola filosofia, ma alla filosofia stessa come genere di vita, rappresenta così un esempio di verità e di purezza che il mondo classico al tramonto cerca di opporre all'ormai prevalente cristianesimo. Una religiosità pura, fondata sulla virtù e sulla ragione, è anche il messaggio che Porfirio lascia in quella Lettera a Marcella, la moglie, che è stata autorevolmente chiamata "ultima parola della sapienza antica", o "testamento morale dell'antichità", nota solo dal 1816, da tempo introvabile in libreria.