37 140 résultats
Splendida veduta a volo d'uccello della città di Aosta, tratta dal celebre "Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis", edito per la prima volta ad Amsterdam dagli eredi di Blaeu nel 1682, con testo in latino.L’opera, in due volumi, voluta dal Duca Carlo Emanuele II prima edalla sua vedova, Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours poi, èuno dei più importanti documenti per la conoscenza delterritorio piemontese alla fine del XVII secoloEsemplare tratto dalla seconda edizione dell'opera (1700), pubblicata da P. Mortier.In alto: al centro campeggia lo stemma del Ducato di Savoia; a sinistra, lo stemma della città e dell'antico Ducato di Aosta. In basso, legenda numerica di 27 rimandi. Firmata in basso a destra "Innocente Guizzaro delineavit".Poco è noto di Innocente Guizzaro: fu pittore e incisore attivo a Torino dal 1627 alla sua morte, nel 1665. Per il Theatrum realizza il disegno di questa veduta di Aosta, apponendo la sua firma. M. Firpo data la realizzazione dell'opera al 1662. Rimane anonimo l'incisore della lastra.Acquaforte, pieghe editoriali, ampi margini, sporadiche e lievi fioriture nei margini bianchi, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Splendida veduta a volo d'uccello della città di Aosta, tratta dal celebre "Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis", edito per la prima volta ad Amsterdam dagli eredi di Blaeu nel 1682, con testo in latino.L’opera, in due volumi, voluta dal Duca Carlo Emanuele II prima edalla sua vedova, Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours poi, èuno dei più importanti documenti per la conoscenza delterritorio piemontese alla fine del XVII secoloEsemplare tratto dalla seconda edizione dell'opera (1700), pubblicata da P. Mortier.In alto: al centro campeggia lo stemma del Ducato di Savoia; a sinistra, lo stemma della città e dell'antico Ducato di Aosta. In basso, legenda numerica di 27 rimandi. Firmata in basso a destra "Innocente Guizzaro delineavit".Poco è noto di Innocente Guizzaro: fu pittore e incisore attivo a Torino dal 1627 alla sua morte, nel 1665. Per il Theatrum realizza il disegno di questa veduta di Aosta, apponendo la sua firma. M. Firpo data la realizzazione dell'opera al 1662. Rimane anonimo l'incisore della lastra.Acquaforte, pieghe editoriali, ampi margini, sporadiche e lievi fioriture nei margini bianchi, nel complesso in ottimo stato di conservazione. M. Firpo, Theatrum Sabaudiae, 1985
In-4 gr., (mm. 365x260), mz. pelle coeva, fregi e tit. oro al dorso (restaur.), tagli azzurri, pp. 263, con un ritratto di Leonardo all'antiporta e 6 splendide tavv. f.t., alcune tirate in sanguigna, tratte da disegni leonardeschi ed inc. in rame da G. Benaglia e G. Longhi (come da Indice). Cfr. Predari, p. 426 - Brunet,I,1129 - Cicognara,3373 - Parenti "Rarità bibliografiche dell'800",IV,289/290 - Cat. Hoepli,1192: "monumento mirabile di erudizione e di critica. Quest'opera è frutto di lunghi studi che il Bossi fece sul Cenacolo, quando il Vicerè d'Italia Eugenio Napoleone gli commise di eseguirne una copia. Opera certamente importante anche dal lato bibliografico per la vasta menzione degli autori che hanno trattato l'argomento a partire dal Pacioli..”. Esemplare molto ben conservato, su carta distinta.
In-4 gr., astuccio e custodia in tela editoriale, quest’ultima impreziosita da un collage ideato e firmato da Nino Ricci. Vi sono contenuti 13 fogli doppi chiusi (legati a leporello), su cui sono state stampate nove poesie di Eugenio De Signoribus, con 10 incisioni all’acquatinta di Nino Ricci. Pregevole "edizione originale." Dal colophon: “Le acquetinte sono state tirate su fogli di carta Alcantara appositamente fabbricati nel formato 35x105, con filigrana al bordo (De Signoribus/Ricci 2007) e sui fogli sono stati poi impressi, con torchio a mano, i testi composti in carattere Californian. L’autore e l’artista hanno firmato l’edizione che consta di 130 esemplari numerati ”. Il ns., 4, “ad personam”, è in ottimo stato.
In-8 (mm. 237x147), mz. pelle coeva con ang., fregi e tit. oro al dorso, pp. XX,(4),284,(4), illustrato da 20 bellissime tavole di vedute, disegnate e litografate in tinta dall'Autore, e con 2 carte geografiche della Calabria e della Basilicata, f.t. Questi diari furono scritti durante viaggi compiuti nel 1847 nel Regno di Napoli, percorrendo le provincie di Reggio, Avellino, Potenza, Bari, etc. Affascinante guida descrittiva e illustrativa di itinerari poco frequentati dai viaggiatori stranieri dell'epoca. "Prima edizione". Cfr. Pine-Coffin,847(3) - Fera / Morlicchio “Bibl. Regno di Napoli e Due Sicilie”,I,2013: “illustrato da magnifiche tavole“ - Graesse,IV,131 - Brunet,III,897. Con qualche fiorit. ma certamente un buon esemplare, con le tavole ben conservate.
In folio (mm. 392x250), 6 volumi, p. pergamena coeva (con numerosi fori di tarlo e un vol. con picc. manc.), tit. oro su tassello al dorso. L’opera è così composta: - 1°) 4 (su 6) cc.nn. (manca: 1 c. di Indice e 1 c. di titolo, qui in fotocopia), 1298 pp.num. - 2°) 4 cc.nn., 1332 pp.num. (con numerose xilografie nel t. raffiguranti monete) - 3°) 4 cc.nn., 1242 pp.num. (con xilografie nel t. sui sigilli ed 1 bella tavola inc. in rame e ripieg. f.t.) - 4°) 4 cc.nn., 1174 pp.num. - 5°) 5 cc.nn., 1242 pp.num, con xilografie nel t. - 6°) 4 cc.nn., 1128 pp.num., 31 cc.nn. (Indice generale). Testo e numeraz. delle pagine su due colonne. Tutti i volumi hanno una bella antiporta figurata inc. in rame da Francesco Zucchi; titolo in rosso e nero con vignetta ai frontespizi; una pregevole testata con grande iniziale figurata a vignetta, inc. in rame, sempre dallo Zucchi. Dedicati a Federico Augusto III di Polonia. In appendice al VI vol.: "Aquilanarum rerum scriptores aliquot rudes, e variis manuscriptis, cura doctissimi viri Antonii Antinorii, Civis Aquilani, et tenebris erepti, nunc primum prodeunt, una cum ejus notis, atque additamentis", dissertazione dello storico ed epigrafista aquilano (1704-1778). "Edizione originale". Questa edizione è senz'altro più ricca e tipograficamente più importante di tutte le seguenti. “E' soprattutto in quest'opera che lo storico modenese (1672-1750) dà la misura della sua grandezza. Sono 75 dissertazioni sulle più svariate questioni della storia del costume, delle istituzioni, dell'economia, della religione e della letteratura dell’Italia, dopo la declinazione del romano imperio sino al 1500, e vi profuse i tesori della sua esperienza unica di medievalista, proponendo per alcuni problemi soluzioni ancora oggi valide”. Così Diz. Treccani,VIII, p. 174. Cfr. Brunet,III,1949 - Graesse,IV,626. Solo la legatura, i risg. e gli occhietti con fori di tarlo più o meno numerosi e nel 3° vol. anche sulle ultime 4 carte, altrimenti fresco esempl. ben conservato.
In-8 gr. (mm. 260 x 194), 2 volumi, elegante legatura in p. pelle coeva, sottile cornice a secco ai piatti, dorso a cordoni con fregi e tit. oro su tassello, pp. (4),VIII,326; (4),333,(3); bella vignetta incisa sui due frontespizi e con due antiporte allegoriche che racchiudono due ritratti in medaglione: uno del Tasso e l’altro di Hubert Gravelot, l’illustratore del poema. Magnifica edizione della "Gerusalemme Liberata" su carta distinta, e con le illustrazioni incise per lo più su carta azzurrina, così composte: 20 tavole all’inizio dei 20 canti con, a fronte, 20 tavole con solo grandi testate che raffigurano le medaglie degli eroi del Poema, oltre a 27 culs-de-lampes (a mezza e talvolta a piena pagina) magistralmente realizzate, ed incise in rame da diversi artisti (tra cui Henriquez, Le Roy, Rousseau, Duclos). Le stesse tavole che ornano la presente edizione furono utilizzate nella famosa edizione del 1771, stampata anch’essa a Parigi ma presso Delalain, Durand e Molini. Gli splendidi disegni si devono a Hubert Gravelot (pseudonimo di Hubert-François Bourguignon d’Anville, 1699-1773), celebre pittore e caricaturista francese; lavorò a lungo in Inghilterra e, una volta rientrato a Parigi, divenne un importante illustratore di libri del tempo; tra le sue opere più famose si annoverano le tavole del “Decamerone”, del “Théatre de Pierre Corneille”, delle “Métamorfose” e della già citata edizione della "Gerusalemme" del 1771. Cfr. Raccolta Tassiana della Biblioteca “Mai” di Bergamo, 307 e 277 - Lewine, p. 525 e Boissais / Deleplanque, p. 167 per l’ediz. del 1771 - Benezit,VI, p. 393. Nei margini del testo si rilevano dottissime ed eleganti glosse in scrittura calligrafica con citazioni in greco e latino, dell’Eneide e delle Georgiche, della Farsalia, delle Argonautiche e dell’Iliade. Solo una carta con lieve macchia marginale, altrimenti bell’esemplare, ben conservato.
In-8, legatura edit. in mz. marocchino con piatti in Linson avorio, sovrac. trasparente protettiva, astuccio in cartonato, pp. XXVIII,84, titolo in rosso e nero. Ristampa del trattato e del facsimile della costruzione dell'alfabeto maiuscolo seguito dal confronto fra le maiuscole di Luca Pacioli e quelle del Torniello. Introduzione con alcune illustrazioni, esempi delle costruzioni geometriche di alfabeti fino al 1529 e bibliografia di Giovanni Mardersteig; la xilografia nel frontispizio (p. 3) e' stata reincisa da Leonardo Farina. Cfr. Cat. Mardersteig,169. Tiratura di 90 esemplari numerati su carta a tino Magnani, di cui 7 “ad personam”. Il ns., 13, è in perfetto stato.
In-16 gr. (mm. 187x133), mz. pelle novecentesca, dorso a cordoni (restaur.) con filetti e tit. oro, 52 cc.nn., testo in carattere corsivo, dedica dell'autore a Papa Leone Decimo. Stampata nel bellissimo, inimitabile carattere corsivo di Janicolo (con l’adozione delle lettere greche omega ed epsilon), è questa la prima tragedia italiana di stretta imitazione classica, composta secondo le regole di Aristotele. Fu scritta a Roma tra il 1514 e il 1515, stampata nel 1524 e rappresentata soltanto nel 1556. L’autore (1478-1550) segue diligentemente il racconto di Livio e, come osserva l’unità di luogo e d’azione, così introduce i cori al modo dei tragici greci. L’importanza di quest’opera pone il Trissino tra i letterati più innovatori della nostra letteratura (così Diz. Opere Bompiani,VI, p. 810). Terza edizione, molto rara. Cfr. Gamba,1710 (note) - Brunet,V,953. Alone margin. sulle ultime 8 carte, altrim. esemplare ben conservato.
In-4 p. (mm. 314x200), p. pergamena coeva con unghie, tagli rossi, 4 cc.nn., 30 pp.num., 1 c.nn., 272 pp.num. (più 1 c.nn. fra le pp. 252-253), 14 cc.nn., 164,69,(1) pp.num., 1 c.nn. Il volume è ornato da una magnifica antiporta figurata inc. in rame, da testate, grandi capilettera e finalini inc. su legno, e con numerose xilografie nel testo. Conosciuta come "grande edizione elzevira o edizione ottava", quest'opera ebbe un'unica impressione ma godette di una notevole diffusione. Nell'opera sono raccolti: "Elementa Architecturae" di Henri Wotton - I dieci libri del "De Architectura" di Vitruvio - "Epitome In omnes Georgii Agricolae De mensuris et ponderibus libros" di G. Philandri - Le "Notae in Vitruvium" di Claudium Salmasii - "Volta ionica actenus amissa" di N. Goldmanno (inedito) - Il "Lexicon vitruvianum" di Bernardino Baldi - "Scamilli impares vitruviani" ancora del Baldi - Il trattato dell'Alberti "De pictura" - Estratto del "De sculptura" di Pomponio Gaurici - "Commentarius de sculptura" di L. Demontiosii a cui segue un commentario al "De pictura dell'Alberti". Cfr. Choix de Olschki,VI,5775: "Magnifique édition" - Cicognara,726: "Edizione la più ricca di opuscoli Vitruviani riprodotti con nitidezza d'impressione e correzione nei testi" - Fowler Collection,417 - Brunet,V,1328 - Riccardi,I,617. Edizione ricercata per la sua rarità. Con uniformi arross. e fiorit. interc. nel t., ma certamente un buon esemplare marginoso.
In-8 gr. (mm. 253x190), 22 volumi in 21 tomi, mz. pelle coeva (qualche abras. ai piatti in cartonato), filetti e tit. oro al dorso, ca. 200-300 pp. cad. vol., con ritratto del poeta inc. in rame (nel I vol.) e 1 bellissima tavola, pure incisa, nel vol. XVII (al "Misogallo"). Importante edizione delle opere complete così suddivisa: vol. I: "Rime. Rime inedite" - Vol. II: "Del Principe e delle lettere" - Vol. III: "Della Tirannide" - Vol. IV: "L'America libera. Panegirico di Plinio a Trajano. La virtù sconosciuta. L'Etruria vendicata" - Vol. V: "Versione di Sallustio" - Vol. VI: "Satire. Abele. Alceste" - Voll. VII. VIII: "Vita dell'autore scritta da esso" - Voll. IX. X. XI. XII. XIII. XIV: "Tragedie (Filippo. Polinice. Antigone. Virginia. Agamennone. Oreste. Rosmunda. Ottavia. Timoleone. Merope. Maria Stuarda. La congiura de' Pazzi. Don Garzia. Saul. Agide. Sofonisba. Bruto Primo. Mirra. Bruto Secondo)" - Voll. XV. XVI: "Commedie (L'uno. I pochi. I troppi. L'antidoto. La finestrina. Il divorzio)" - Voll. XVII /XVIII. XIX: "Il Misogallo" - "Versione di Terenzio (delle commedie: L'Andria. L'Eunuco. L'Aspreggia se stesso. Gli Adelfi. Formione. L'Ecira)" - Vol. XX: "Versioni dal greco (I Persiani di Eschilo - Il Filottete di Sofocle - L'Alceste di Euripide - Le Rane di Aristofane)" - Voll. XXI. XXII: "Versione di Virgilio (L'Eneide)". Cfr. Gamba,2529: "Splendida edizione di 250 esempl., in cui sono comprese le "Tragedie" e le "Opere postume"" - Brunet,I,175: "Belle édition" - Graesse,I,75. Con uniformi arross. più o meno pesanti interc. nei t., alone margin. al vol. IX, qualche lieve fiorit., ma complessivam. un buon esemplare marginoso con barbe.
In-16 p. (mm. 161x110), astuccio mod. con cuffia in pelle, p. marocchino ottocentesco (dorso a cordoni con tit. oro, rifatto), eleganti dentelles dorate ai risg., tagli dorati, cc.num. 276, incluso il bel frontespizio figurato con marca tipografica; ornato da grandi capilettera ed illustrato da 46 pregevoli vignette (una per ogni canto) xilografate nel t. Al recto della seconda carta una lettera ai lettori del Giolito e al verso un ritratto dell’Ariosto con sonetto del Dolce, a lui dedicato. L’ultima carta porta al recto il Registro e la data 1559, mentre al verso figura una seconda marca tipografica. Al poema fanno seguito, con proprio frontesp.: “Cinque canti di un nuovo libro di Lodovico Ariosto, i quali seguono la materia del Furioso. Di nuovo riveduti e corretti per Lodovico Dolce”, con 5 vignette nel t. pure xilografate. Questa edizione, con questo numero di carte, non figura nelle principali bibliografie. Il Bongi nei suoi “Annali del Giolito”, p. 113 ne cita una del 1560 (la trentesima e ultima delle giolitine, a partire dalla prima del 1536) ma con diversa numerazione. Leggerm. corto del marg. super. altrimenti fresco esemplare ben conservato.
Audot, 1830 circa (senza altre indicazioni tipografiche). Due volumi in 8vo oblungo composti di sole tavole, incise dai più valenti intagliatori di vedutismo dell'epoca, tra questi l' Audot, i fratelli Rouargue, l'Aubert e il Durau. Il vol. I contiene circa 116 vedute (Milano, Como, Pavia, Brescia Cremona, Verona, Venezia, Parma, Genova, Bologna, Livorno, Pisa, Capri, Taranto, Messina, Catania, Palermo e loro contorni, con alcune scene di costumi e tradizioni; ci sono vedute anche di altre città); il vol. 2 contiene circa 116 vedute (Roma e Napoli e loro contorni, con alcune scene di costumi e tradizioni). La numerazione di entrambi i volumi è discontinua ma si tratta in totale di circa 232 tavole. Legature con piatti in cartonato telato e dorso con titoli e nervi oro, contropiatti e fogli di guardia in carta marmorizz. marrone. Normali segni alla legatura, buone le tavole.
In-24 gr. (mm. 145x92), p. pelle bazana settecentesca, dorso (restaur.) con ricca decoraz. floreale e tit. oro su tassello, tagli rossi, 264 cc.num. (mal num. 262), 13 cc.nn. (tavola e registro), marca tipografica silografata al frontesp. e in fine; testo in corsivo, ornato da grandi capilettera figur. a vignetta, pure inc. su legno. “In 9 libri l’autore vi raccoglie, con evidente intento morale, biografie di personaggi illustri, da Adamo ai suoi contemporanei che, dopo esser stati singolarmente favoriti dalla fortuna, furono alla fine precipitati per la loro follia e il loro orgoglio in un abisso di miseria. L’impianto erudito-moralistico dell’opera ne giustifica la straordinaria fortuna negli ambienti umanistici europei durante tutto il Rinascimento e fino alle soglie del XVIII secolo, fortuna attestata dalle numer. ediz. e dalle versioni italiane, francesi, inglesi, spagnole e tedesche” (così Diz. Biografico Ital.,X, p. 851). "Prima edizione in lingua italiana". Cfr. Bacchi della Lega, p. 20 - Brunet,I,989: “cette édition conserve un passage sur le pape Jean, qui, au dire de M. Libri, aurait été supprimé dans d’autres” - Adams,I, p. 173 cita l’ediz. del 1551. Esempl. smarginato; restauro al frontesp. per ang. manc.; ultime 3 cc. con restauri margin., ma complessivam. ben conservato.
Due volumi in-folio, belle e robuste legature in mezza pelle con angoli, nervature e titolo in oro con decori in oro ai dorsi e a rifinire i bordi della pelle ai piatti e agli angoli, e con titoli ai piatti. Ogni fascicolo è formato da 8 pagine riccamente illustrate da scorci, edifici, strade, piazze panorami, chiese, più significative di ogni città, incise in zincotipia. Ogni 12 città un frontespizio con l'indice delle città a seguire. Veramente bella e copiosa raccolta di questa pubblicazione e arricchita dalle belle legature.
In-8 p. (mm. 215x148), 6 tomi, brossura orig. (con restauri; piccola manc. al piatto poster. di un vol.), pp. LI,245 (ma 249 perchè sono ripetute le pp. 205/208), 1 c.nn. (indice e errata); 312 (ma 318 per la ripetizione delle pp. 205/210), 2 cc.nn.; 382; 287; 296; 336; con 6 belle vignette in tavole incise in rame f.t. negli ultimi tre tomi, ad illustrare “I Promessi Sposi”, terza edizione di questa tipografia. Il 1° tomo contiene: Il Discorso preliminare di N. Tommaseo; Il Conte di Carmagnola con il giudizio di Goethe (tradotto in francese dal Fauriel); la lettera di Manzoni al Goethe e vari altri studi fra cui la “Lettre sur l'unité de temps et de lieu dans la tragédie” - Nel 2° tomo: l'Adelchi, il discorso sopra alcuni punti della storia longobardica in Italia; Le osservazioni intorno al giudizio di Goethe sull’Adelchi; Osservazioni di G. Montani intorno all’Adelchi e i Pensieri di Camillo Ugoni sulle tragedie di Alessandro Manzoni - Nel 3° tomo: le Poesie e vari studi sulla poetica del Manzoni; le Osservazioni sulla Morale Cattolica - I tomi 4°-5°-6° comprendono il Romanzo. "Prima edizione" collettiva delle Opere, a cura di Niccolò Tommaseo (per i primi 3 tomi), completa delle 6 tavole, per lo più mancanti e generalmente non citate dai bibliografi (come precisa Hoepli,211). Cfr. Parenti “Bibl. manzoniana”, n. 1 - Giujusa “Bibl. critica.. de I Promessi Sposi”, I, n. 21 in Nota: “"edizione ritenuta rarissima", costituita dagli ultimi tre voll. di un’omnia manzoniana in 6 voll. della stessa Casa (prima ediz. completa delle ‘Opere’ del M.). Con lievi fiorit. e arross. nei primi due tomi, altrimenti esemplare marginoso con barbe, ben conservato, contenuto in un astuccio.
Grande carta nautica dell'area del Mediterraneo centrale, con l'Italia e le isole maggiori, le coste occidentali della penisola balcanica e quelle settentrionali dell'Africa. Incisa da Peter Starckman, la carta fa parte del grande portolano Carte Generalle de le Mer Mediterranée realizzato dai due idrografi marini, che successivamente diedero alla luce, nel 1727, anche un atlante sui principale porti del Mediterraneo. Henry Michelot, dopo il successo riscosso con la pubblicazione della sua guida nautica Le Portulan de Partie de la Mer Méditerranée, ou Le vray Guide des Pilotes Costiers (1703), si unì a Laurent Bremond. All’inizio del XVIII secolo Henry Michelot e Laurens Bremond pubblicarono due importanti atlanti nautici del Mediterraneo e piani nautici ampiamente utilizzati dai naviganti costieri. Le carte sono interessanti e importanti per l’attendibilità derivata dall’esperienza di Michelot che, a differenza dei successivi “geografi del Dépôt des cartes et plans de la Marine” come Jacques-Nicolas Bellin, ha avuto una lunga esperienza in mare. Il primo atlante prodotto contiene 16 carte, su piccola scala, del Mediterraneo e della costa atlantica in prossimità dello stretto di Gibilterra, integrate da una o più profili costieri. Le date delle carte sono comprese tra il 1715 e il 1726; in questo periodo Michelot si firmava come Hydrographe et Pilote Real des Galères du Roy (idrografo e pilota della cambusa reale per il corpo della galea dei re). Poco si sa del co-creatore dell’opera Laurent Bremond. Nella raccolta nautica il suo nome succede sempre a quello di Michelot, e viene qualificato come Hydrographe du Roy et de la Ville (idrografo del re e della città). Bremond sembrerebbe essere stato l’editore e il venditore della raccolta nautica, la forza commerciale della società; titolare di una sorta di negozio vicino al porto. Tutte le carte sono chiaramente contrassegnate: Ce vendent a Marseille chez Laurens Bremond sur le Port au coin de Reboul (venduto a Marsiglia da Laurens Bremond nel porto all’angolo di Reboul). Incisione in rame, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia S. Bifolco, Mare Nostrum (2019), pp. 270-271, tav. 122. Nautical chart of the central Mediterranean, with Italy, Sardinia, Sicily, the west coast of the Balkan peninsula and the northern Africa. Engraved by Peter Starckman. From Henri Michelot and Laurent Bremond's Carte Generalle de le Mer Mediterranée, which was published along with their work depicting the ports of the Mediterranean. Henry Michelot, after the success achieved with the publication of his nautical guide Le Portulan de Partie de la Mer Méditerranée, ou Le vray Guide des Pilotes Costiers (1703), joined Laurent Bremond. In the early 18th century Henry Michelot and Laurens Bremond published two important nautical atlases of the Mediterranean and nautical plans widely used by coastal mariners. The charts are interesting and important for the reliability derived from the experience of Michelot who, unlike later "geographers of the Dépôt des cartes et plans de la Marine" such as Jacques-Nicolas Bellin, had long experience at sea. The first atlas produced contains 16 maps, on a small scale, of the Mediterranean and the Atlantic coast near the Strait of Gibraltar, supplemented by one or more coastal profiles. The dates of the charts are between 1715 and 1726; at this time Michelot signed himself as Hydrographe et Pilote Real des Galères du Roy (hydrographer and pilot of the royal galley for the kings' galley corps). Little is known about the co-creator of the work Laurent Bremond. In the nautical collection his name always succeeds that of Michelot, and he is qualified as Hydrographe du Roy et de la Ville (hydrographer of the king and the city). Bremond would seem to have been the publisher and seller of the nautical collection, the commercial force of the company; owner of a sort of store near the port. All charts are clearly marked: Ce vendent a Marseille chez Laurens Bremond sur le Port au coin de Reboul (sold in Marseille by Laurens Bremond in the port at the corner of Reboul). Copper engraving, in excellent condition. Literature S. Bifolco, Mare Nostrum (2019), pp. 270-271, tav. 122.
In-16 gr. (mm. 197x137 e 1 vol.: mm. 204x136), 7 volumi, mz. pelle coeva (un dorso restaur.), fregi e titolo oro su tassello al dorso, tagli rossi, contenuti in un astuccio mod. Questa pregevole ediz. è ornata da testate e grandi iniz. figurate a vignetta, inc. in rame; è illustrata sia nel t. (12 tavole) che fuori testo da belliss. inc. in rame di cui: 1 ritratto del Vallisneri e 1 del Redi, 4 pregevoli antiporte (2 per i "Consulti medici", 1 per l'"Arianna", 1 per le "Lettere"), 1 tav. ripieg. con il ritratto del Redi copiato da tre medaglie fatte coniare da Cosimo III in suo onore (nelle quali è celebrato come medico, come filosofo e come poeta) e complessive 62 tavole relative alla zoologia. Nel ns. esemplare i primi 3 rarissimi volumi sono in "edizione originale" e datati 1712. Introdotti da una “Vita del Redi” di S. Salvini e da una orazione funebre, sono così composti: vol. I: “Esperienze intorno alla generazione degli insetti. Osservazioni intorno agli Animali Viventi. Osservazioni intorno a' pellicelli del corpo umano. Lettera di G. Cestoni al Vallisneri. Miglioramenti e correzioni” - vol. II: “Esperienze intorno ad alcune cose naturali. Osservazioni intorno alle vipere. Lettera sopra alcune opposizioni ecc. Osservazioni intorno alle gocciole ecc. Esperienza intorno all'acqua che stagna. Lettera sull'invenzione degli occhiali. Esperienze intorno a' sali fittizi. Lettera di T. Platt. Lettere. Etimologie italiane” - vol. III: “Bacco in Toscana con le annotazioni, Sonetti, Giunta ai sonetti, Giunta di varie poesie”. La raccolta delle opere è completata da altri 4 volumi (1728-30): sono una ristampa di Gabriello Hertz delle ediz. fiorentine del Manni e contengono le "Lettere familiari" (volumi IV e V) e i "Consulti medici" (volumi VI e VII). Cfr. Prandi "Bibliogr. opere di F. Redi", pp. 32-34: "Difficilmente si trovano tutti i volumi insieme e gli esemplare completi sono rari" - Gamba,836 - Choix de Olschki,VII,9379 cita un'ediz. dell'Hertz, 1742. Una c. restaur. per strappo margin., altrimenti fresco esemplare, molto ben conservato.
5 vol. in-8, pp. (4), IV, 487; (4), 307; (4), 443; (4), 359; (4), 316; attraente leg. del tempo m. pelle, tit. e fregi oro ai dorsi. Prima edizione di opera dettagliatissima sull'Italia peninsulare, con particolare attenzione alla descrizione delle opere d'arte, ma anche alla letteratura ed alla storia. Valery amava molto l'Italia, alla quale dedicò anche altre analoghe opere (''Voyages en Corse, à l'ile d'Elbe et en Sardaigne'', 1837). Nella prefazione afferma: «Je souhaite que ce Journal, écrit sous l'admirable ciel de cette contrée, en présence des lieux illustrés par ses grands hommes, à l'aspect de ses chefs-d'oeuvre, puisse servir à la faire mieux voir et à la faire aimer, car il faut l'aimer pour la bien connaître». Bellissimo esempl.. Fossati-Bellani registra ediz. posteriori: 1838 e 1844. Pine-Coffin, 826.9 erra nel dire ''the original was published in Brussels 1835''. Manca a Cremonini..
Folio (420 x 275 mm), [2], 3-16pp., Latin text, followed by Italian translation, large paper copy, this being one of 60 copies for presentation, engraved title vignette, 18 engraved views by P. Parboni and others, after S. Pomardi and others, some minor signs of water-staining to fore-edge, cont. red crushed half morocco, spine with five raised bands, compartments gilt tooled, a nice copy. Only 150 copies of this work were printed for private distribution, sixty of which were for presentation from The Duchess of Devonshire who sponsored its publication, this copy inscribed by The Duchess to Captain Clifford. Cicognara, 1102; Brunet III, col. 327.
In-4 p. (mm. 295 x 240), brossure colorate e decorate da Giuseppe Cellini (tracce d'uso). Di questa famosa rivista offriamo la collezione "completa in 12 fascicoli", pp. compless. 1094,(2), con figg. nel t. e 42 tavole f.t., illustrata da artisti quali G. Cellini, A. Sartorio, G. Boggiani, il Morani, ecc. Periodico estremamente importante per il movimento letterario ed artistico della fine '800. Fondato da Adolfo De Bosis, fu pubblicato in 12 fascicoli o "libri" dal gennaio 1895 al gennaio 1898 (i primi 11 in 10 fascicoli) e il 12° solo nel dicembre 1907. Cfr. Parenti "Rarità Bibl. dell'800",VIII, pp. 66 e segg.: "E' una raccolta di cose d'arte: prose, poesie e disegni in ediz. di rara eleganza. Collaborarono D'Annunzio (del quale sui primi 6 fascicoli fu pubblicata l'ediz. pre-originale de "Le Vergini delle Rocce"), Pascoli, Diego Angeli, Enrico Panzacchi, Edoardo Scarfoglio, Adolfo Venturi. Il Carducci non collaborò effettivamente ma autorizzò la ristampa della "Canzone di Legnano"". Raffinata edizione, su carta di Fabriano con la filigrana raffigurante la coppa conviviale. Esempl. in parte intonso, ben conservato.
In folio gr. (mm. 550x385), astuccio e custodia in tela mod. contenente, a fogli sciolti, una raccolta di 45 bellissime acqueforti che riproducono capolavori di: Donatello, Beato Angelico, Verrocchio, Bellini, Lippi, Michelangelo, Giorgione, Tiziano, Raffaello, Cellini, Correggio, Parmigianino, Tintoretto, Caravaggio, Veronese, Tiepolo, etc. Ogni tavola è accompagnata da commento e descrizione (pp. 2), con l’illustrazione di altre opere dell’artista, in xilografia. Questa straordinaria collezione è introdotta da uno studio sulla pittura, scultura e architettura del Rinascimento italiano, pp. VIII,88, con ca. 200 pregevoli inc. su legno che ne riproducono le più celebrate opere (sono dipinti, sculture, bassorilievi, vedute di monumenti, chiese, basiliche, palazzi, ecc.), e con 2 tavole inc. in rame (1 al frontespizio). Importante edizione d'arte di 225 esemplare numer. Il ns., 52, fa parte della tirat. di 200 su carta simil-Giappone appositamente fabbricata. Solo 2 tavole con piccolo strappo margin., altrimenti esemplare ben conservato.
In-24 gr. (mm. 141 x 90), mz. pelle settecentesca con ang., dorso a cordoni con decoraz. e tit. oro su due tasselli, tagli rossi, 92 cc.num., compreso il frontespizio (entro cornice decorata) inc. su legno; ben illustrato nel t. da 9 pregevoli vignette, pure silografate; testo in corsivo. Dedica al marchese Federico di Mantova. “Poema cavalleresco composto con intenti satirici da Teofilo Folengo e pubblicato nel 1526 e 1527, in due ediz. diverse, con lo pseudonimo Limerno Pitocco (Limerno è anagramma dello pseudonimo Merlino, con cui l’A. scrisse le "Maccaronee"). Il poema in otto canti vuole illustrare la vita del piccolo Orlando, ma la folla dei motivi satirici e burleschi fu tale nell’affrettata composizione, che per gran parte non si parla che dei suoi genitori: Milone (paladino di Carlo Magno) e Berta, principessa reale”. Così Diz. Opere Bompiani,V, p. 302. Cfr. Melzi,II,132 - Brunet,II,1320 che cita varie ediz. veneziane del ‘500 e precisa: “Ces diverses éditions sont également rares, mais on préfère généralement la dernière (1550)” - Graesse,II,609 - Adams,I, p. 443. Corto di margini, altrim. esempl. ben conservato.
In-8 p. (mm. 205x125), bella legatura in p. vitellino coevo, elegante cornice floreale in oro ai piatti, decoraz. e tit. oro al dorso, dentelles dorate ai risguardi, taglio sup. dorato, conserv. la copertina coeva in cartoncino rustico, pp. 64 (compresa la prima carta bianca). Cfr. Bustico,92: ""Prima edizione anonima". A p. 64, "Imprimatur" del 24 luglio 1765 e il permesso di stampa in data 22 luglio 1765 a firma ‘Giuseppe Casati revisore de’ Libri per il Sant’Offizio’. Due sono le tirature dello stesso anno, con alcune varianti tipografiche, come l’"Imprimatur" a p. 64 che è su nove righe (come il ns.) oppure su otto” - Parenti “Prime ediz. ital.”, pp. 388-389. Lievi uniformi arross. su alc. cc., altrim. esempl. con barbe, ben conservato.
Anonima incisione raffigurane i Campi Flegrei, stampata probabilmente nelle Fiandre, alla fine secolo XVI. La prima rappresentazione del solo sito di Pozzuoli a stampa risulta essere quella di Mario Cartaro, incisa a Roma nel 1584, sebbene una mappa precedente, che tuttavia include anche la città di Napoli, è la celebre tavola del cosidetto “Maestro del trabocchetto”, stampata sempre a Roma nel 1540 circa. La lastra di Cartaro rimane però come il vero prototipo delle mappe della zona, dalla quale derivano tutte le successive opere a stampa, a partire da quella incisa da Ambrogio Brambilla per gli eredi Duchetti nel 1586 e da quella di Bertelli del 1599. Sebbene databile tra la fine del ‘500 e gli inizi del secolo successivo, questa sconosciuta carta geografica dell’area differisce totalmente dalla pianta di Cartaro e da quella di Brambilla, tuttavia alcuni elementi dimostrano come l’autore non possa averle ignorate. Identica è la rosa dei venti nel mare. La mappa fornisce pochissime informazioni toponomastiche, mostrando dei richiami alfabetici che lasciano pensare ad una legenda a stampa esterna. Raffigurate Procida e Vivara con le coste orientali di Ischia. Supponiamo che l’opera sia di origine fiamminga solamente per il fatto che era inclusa nella stessa raccolta della veduta della solfatara. Incisione in rame, rifilata ai margini e applicata su antico supporto cartaceo, in perfette condizioni. Sconosciuta ai repertori. The first printed representation of the sole area of Pozzuoli is the one realized by the heirs of Duchetti, printed in Rome by Ambrogio Brambilla in 1586, though a previous map, which still includes Naples, had been printed in Rome in 1540 circa by the so called “Maestro del trabocchetto”, Nonetheless, Brambilla’s plate is still the real prototype for maps of this area, from which derives the following production, starting with Bertelli in 1599. Though dated between the end of the XVI and the beginning of the XVII century, this unknown geographic map of the area differs completely from the Duchetti/Brambilla ‘s one, depicting nonetheless some elements that show the author must have known it. The compass rose in the sea is identical, for instance. The map provides but few toponyms, showing some alphabetical reminders as if they were part of an external index. Procida, Vivara and the Eastern coasts of Ischia are depicted. We do suppose the print is Flemish because it was inserted in the same collection of the view on the solfatara already described. Copper engraving, trimmed to platemark and laid on paper support, in perfect condition. Not listed in catalogues. Cfr. R. Almagià, Studi storici di cartografia napoletana, 104/106; Tooley 460; V. Valerio, E. Bellucci, Piante e vedute di Napoli dal 1486 al 1599, pp.62/63.
Rara pianta della città inserita nel "Raccolto istorico della fondazione di Rimino e vite de` Malatesti" di Cesare Clementini, opera edita a Rimini nel 1617. Ispirandosi agli storici dei tempi antichi, l`autore descrive in questa corposa opera distinta in 15 parti "generosi fatti di Casa Malatesta" dominatori per tanti anni dell`"Inclita Rimino" di cui narra l`origine, la grandezza, nonché l`importanza del suo territorioNella pianta della città di Rimini disegnata da Alfonso Arrigoni e pubblicata nel 1617 nel «Raccolto istorico» di Cesare Clementini, è ben delineato il corso del canale dei Mulini che prende acqua dal Marecchia ed entra in Rimini vicino alla porta di Sant'Andrea la quale s'affaccia sull'antica via Aretina. Il corso del canale dei Mulini è documentato all'esterno della città nelle mappe contemporanee dell'Istituto Geografico Militare ed è schematicamente indicato entro le mura in una pianta del 1520 (Archivio di Stato di Rimini, «Carte Zanotti»). In maniera ovviamente approssimativa la pianta indica il percorso del canale dei Mulini che all'uscita dal mulino del Comune si divide in due corsi.L' esemplare si presenta rifilato al rame e montato su antico supporto di collezione, riquadrato, numerato e annotato ad inchiostro antico. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Molto rara. Ex collezione Giannalisa Feltrinelli.Conti- Pasini p. 32 Rara pianta della città inserita nel "Raccolto istorico della fondazione di Rimino e vite de` Malatesti" di Cesare Clementini, opera edita a Rimini nel 1617. Ispirandosi agli storici dei tempi antichi, l`autore descrive in questa corposa opera distinta in 15 parti "generosi fatti di Casa Malatesta" dominatori per tanti anni dell`"Inclita Rimino" di cui narra l`origine, la grandezza, nonché l`importanza del suo territorioNella pianta della città di Rimini disegnata da Alfonso Arrigoni e pubblicata nel 1617 nel «Raccolto istorico» di Cesare Clementini, è ben delineato il corso del canale dei Mulini che prende acqua dal Marecchia ed entra in Rimini vicino alla porta di Sant'Andrea la quale s'affaccia sull'antica via Aretina. Il corso del canale dei Mulini è documentato all'esterno della città nelle mappe contemporanee dell'Istituto Geografico Militare ed è schematicamente indicato entro le mura in una pianta del 1520 (Archivio di Stato di Rimini, «Carte Zanotti»). In maniera ovviamente approssimativa la pianta indica il percorso del canale dei Mulini che all'uscita dal mulino del Comune si divide in due corsi.L' esemplare si presenta rifilato al rame e montato su antico supporto di collezione, riquadrato, numerato e annotato ad inchiostro antico. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Molto rara. Ex collezione Giannalisa Feltrinelli.Conti- Pasini p. 32 Conti- Pasini p. 32