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Folio (cm.36x23), legatura coeva in piena pergamena (ininfluente strappetto alla cuffia), tit. in oro al dorso, pp. XII - 500. Fioriture sparse e bruniture in diverse pag., come consueto per la qualità della carta. Importante opera storico-diplomatica di Giovanni De Giovanni (Taormina 1699 - Palermo 1753), canonico della Cattedrale e rettore del Seminario di Palermo, erudito storico e paleografo. “Opera più bella ed importante del Di Giovanni... egli si accinse alle ricerche ed a raccogliere tutti i monumenti che riguardano la Sicilia, dividendoli in tre classi: genuini, dubbii e supposti, aggiungendovi brevi e succose note... aggiungendovi molte dissertazioni intorno ad alcuni articoli importantissimi del nostro diritto, della Chiesa siciliana, della polizia ecclesiastica di Sicilia, degli antichi pesi e misure e di altre simili investigazioni”. Unico volume pubblicato (riguarda il periodo dall’inizio dell’era cristiana alla metà dell’XI secolo). L’opera ebbe una singolare e romanzesca vicenda editoriale. Fu incaricato della revisione per la censura lo storico siciliano can. Antonio Mongitore, il quale “divorando in una notte l’intero volume, preso a sdegno e rancore” per gelosia e “per alcune cose ingiuriose alla Chiesa siciliana”, stroncò polemicamente l’opera. L’apprensione del Mongitore fu tale che si ammalò e in poco tempo addirittura morì. L’evento destò forti reazioni in Palermo, tanto che molti volevano bruciare il primo volume appena pubblicato e punire severamente l’autore. Il Di Giovanni “si tenne molti giorni in casa, affinché non fosse esposto a pubbliche villanie”. Il Senato di Palermò ordinò che il libro fosse soppresso e tutte le copie venissero requisite. Alcune copie vennero inviate di nascosto a Roma ed a Firenze dove ebbero lusinghieri giudizi e favorevoli recensioni sulle gazzette letterarie. Cfr. Mira, pag. 430 - 432.Rara edizione originale.
Una tav.ft del sistema metrico siciliano.
8vo. grande; molte tavole a colori applicate; legatura editoriale in seta nera; plancetta a colori e titolo in oro; cofanetto editoriale.<BR>In ottimo stato. Collana Antichi Stati diretta da Gianni Guadalupi. Prima tiratura di 1000 copie.
3 volumi in 5 tomi in-8 grande, pp.XLII, 677; XIX, 630; 350; XI, 638. Brossura editoriale, titoli in nero e rosso sui primi piatti. Opera storica fondamentale, la cui prima edizione apparve nel 1872. La presente è assai accresciuta e rivista. Il primo libro tratta della storia della Sicilia prima della conquista musulmana, il secondo giunge sino all'anno 902 e ne descrive gli ordinamenti nuovi e le vicende politiche, intellettuali e morali. Il secondo vol. narra tutto il periodo che corse dalla dominazione musulmana al dominio dei Normanni. Il terzo vol. giunge al potere di Federico II e di Manfredi, alla deportazione dei Musulmani a Lucera, alla narrazione dell'agire dei predetti monarchi di Casa Sveva con i successori di Malik al-Kamil. Esemplare perfetto, intonso. (Biblioteca Siciliana di storia, letteratura ed arte).. Diz. Biogr, Italiani, II, 637 e segg. Narbone, IV, 354. Mira I, 29..
Lemercier, Paris, metà XIX secolo. Liotgrafia in colore a mano, cm 19,5 x 27,5 circa (la parte figurata) più margini bianchi. Disegnata da Philippe Benoist e impressa dal Lemercier, veduta delimitata da doppio filetto. Due piccole zone di sporco all'angolo inferiore destro, peraltro in una magnifica coloritura e in ottimo stato di conservazione.
In Messina, Nella Regia stamperia di D. Michele Chiaramonte, 1738. In 4°, pp. 12 nn. + 463 n. Splendida marca tipografica di grandi dimensioni al frontespizio, iniziali e finali incise. BUONFIGLIO, Costanzo Giuseppe. - Nacque a Messina, presumibilmente nel 1547, da Giovanni Artale, barone di Casale e di Trisino. Lo troviamo ancor giovane alle dipendenze del duca d'Alba nelle campagne di Fiandra. Alla base della sua Historia siciliana, pubblicata a Venezia nel 1604, sta infatti un orgoglio municipalistico che gli impedisce quasi sempre una visione serena del passato, e lo spinge spesso a inventare situazioni politiche e benemerenze militari, a manipolare leggende e a falsificare documenti. Divisa in due parti, questa Historia, "nella quale si contiene la descrittione antica et moderna di Sicilia, le guerre et altri fatti notabili dalla sua origine per sino alla morte del Cattolico re D. Filippo II", è un monotono racconto annalistico delle vicende dell'isola cui solo la insistente polemica, col Collenuccio e col Fazello riesce a dare un valore documentario. Sebbene nell'introduzione l'autore precisi di aver tralasciato "la descrittione della città di Messina per non essere notato di passione dagli uomini di sana mente e di non pervertuto giudicio", quest'opera deve essere apprezzata appunto nel suo significato polemico che si ricollega al tono di una cultura minore e allo squallido municipalismo vivo, in quel tempo, specie a Messina e Palermo. Esemplare di ottima consultazione, tuttavia con legatura in pergamena coeva un po sciupata e stropicciature marginali alle prime 100 – 120 pagine. Solo parte I, che racchiude i primi X libri. Raro.
Con le formule di tutti gli atti del loro Ministero, qui viene presentata la rarissima edizione siciliana del Daubanton, contenente il confronto con il Codice per lo Regno delle Due Sicilie; opera non censita in OPAC SBN. In calce all'esemplare: Tavola alfabetica. Daubanton fu uno straordinario autore di testi con presentazione di modelli operativi suggeriti nel settore del diritto, sia di carattere civile che di carattere penale, destinati a giudici, operatori di polizia, etc. Le sue opere vennero sviluppate in lingua francese ed è raro quindi ritrovarle in lingua diversa dall'originale, ancor più in edizione palermitana (33e).
2 volumi in 8, cm 14 x 19,5, pp. XII + 248; XII + 202 + (2). Presenza di tarletti in varie parti dei 2 volumi che in qualche caso interessano il testo ma non ledono l'integrita' dell'opera. Raro insieme dei 2 volumi di questo importante testo, pubblicato il primo nel 1796 e il secondo nel 1803. De Cosmi, uomo di larghe vedute, considerato uno dei piu' importanti illuministi siciliani, fu Direttore generale delle scuole normali a partire dal 1788. Sostenitore della necessita' che l'istruzione, pubblica e di buon livello toccasse tutte le classi sociale e che le scuole dovessero raccogliere giovani di ogni ceto, vedeva in questa attivita' di diffusione del sapere la base per la prosperita' di una nazione, oltreche nel miglioramento delle condizioni della classe media. Autore di una importante opera economica (Riflessioni su l'economia e l'estrazione de' frumenti in Sicilia), e' negli elementi di filologia che questo importante pedagogista sviluppa le sue teorie sull'educazione e sulla preparazione degli insegnanti. Sindoni, La scuola come bene comune, p. 106 segg.
In 8 (cm 14 x 20), pp. XVI + 288. Legatura in piena pergamena d'epoca con titolo manoscritto al dorso. Poco comune opera in versi del palermitano Giuseppe Giovanni Curtelli dedicata alla geografia d'Europa. Il canto I tratta della sfera e della topografia; il secondo della Lusitania e Spagna; il terzo della Gallia invitta, il quarto e' dedicato all'Italia; il quinto alla Sicilia e infine il sesto alla bellica Allemagna. Nel quinto canto, di tema siciliano, sono citati la valle di Mazzara, e Palerno, Monreale, Girgenti vescovile, Alicata fra le citta' del litorale, Sciacca, Marsala, Trapani, il Monte di San Giuliano, Termini Imerese, Salemi, Corleone, Polizzi, Naro, Messina, Patti, Cefalu', Milazzo, Pozzo di Gotto, Rometta, Castroreale, Taormina, l'Etna e Mongibello, Mistretta , Nicosia, Noto, Catania, Siracusa, Lentini, Carlentini, Mineo, Vizzini, Caltagirone, Calascibetta, ecc... Seguono ottave dedicate ai fiumi di Sicilia e poi alle isole: Eolie, Lipari, Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi, Panarea, Ustica, Tilanavi, Lisca Bianca, Isole delle Femmine, Buonconsiglio, Palombo, Colombara, Favignana, Marettimo, Lampedusa, Pantelleria fino a Malta; ecc... Mira, 'Bibliografia siciliana', p. 287. A pagina 121 (per errore di stampa numerata 221) le ottave 76 e 77, sull'Italia, riguardano San Marino (cfr. Padiglione, Dizionario bibliografico e istorico della repubblica di S. Marino, p. 147).
In folio, pp. (12) + 568. Frontespizio con stemma vescovile inc. all'acquaforte. Testo a 2 colonne. Qualche ombreggiatura. Galleria di tarlo al margine superiore di 30 cc. all'interno del volume. Tagli rossi. P. pergamena coeva. Edizione originale di questo raro commento agli otto libri della fisica di Aristotele.
In Palermo nella Regia Stamperia d'Antonio Epiro impressore del Monte della Pietà , 1742. In folio. (mm. 340 x 230). Legatura coeva in pergamena con titolo dorato al dorso. Pp. (12), XXXIII, 140. Capilettera, testatine e finalini xilografici. Ottimo esemplare, mancante dell’antiporta, ma completo della tavola fuori testo più volte ripiegata raffigurante l'edificio del Monte di Pietà, incisa in rame da Antonio Bova, spesso mancante. Bibl: Mira I, 181 - Moncada Lo Giudice 424.
Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. L'atlante delle province cappuccine era stato iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632 e doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera. Gli incisori delle lastre furono appunto Massimino da Guechen, Bernardino Burdigalensis e Ludovico Monteregali. L'atlante ebbe una prima edizione nel 1643 a Roma con un totale di 46 mappe (23 per l'Italia, 5 per la Spagna, 11 sulla Francia e 7 per la Germania), quindi ristampata nel 1646 ancora nella Città Eterna (Romae, et Taurini) con un numero di tavole accresciuto alle 51 definitive, compresa la grande carta geografica più volte ripiegata dell'Europa.Venne ristampata a Torino nel 1649, sumptibus Alexandri Federici Cauallerij sempre con le 51 carte geografiche definitive (l'Europa, 24 carte per l'Italia, 6 per la Spagna, 12 per la Francia e 8 per i territori dell'Impero). Infine si replicò a Torino per i torchi di Alessandro Federico Cavalleri un'ultima volta nel 1654 con le medesime carte presenti nella precedente pubblicazione. L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Incisione in rame in ottimo stato di conservazione. Rara. Taken from the “Chorographica Descriptio Provinciaru & Conventum F. F. Minorum S. Francisci Capucinorum...”.The atlas of the Capuchin provinces was initiated in manuscript form by the minister general of the order, Father Silvestro from Panicale in 1632 and was to serve as an aid for geographic General visits. At his death, the successor Father Giovanni from Montecaliero, which is often mistakenly attributed the authorship of maps, commissioned by his father Massimino Guechen to continue the work. The engravers of the plates were executed by Massimino from Guechen, Bernardino Burdigalensis and Ludovico Monteregali. The first edition was printed in Rome in 1643, the second in Turin in 1649 and then in 1654 and finally released in 1712, another convention attribute maps to Montecalerio. The work showed visually the spread of the order, in fact the different maps of the atlas, which represent nations and provinces, to offer each of them the full statistical convents.Copperplate, very good condition. Rare.
Carta geografica tratta dalla “Chorographica Descriptio Provinciarum et Conventum....”, atlante dell'ordine dei frati cappucini. L'atlante delle province cappuccine era stato iniziato in forma manoscritta dal ministro generale dell'ordine, padre Silvestro da Panicale nel 1632 e doveva servire da sussidio geografico per le visite generali. Alla sua morte il successore Padre Giovanni di Montecaliero, al quale spesso viene erroneamente attribuita la paternità delle carte, incaricò padre Massimino da Guechen di proseguire l'opera. Gli incisori delle lastre furono appunto Massimino da Guechen, Bernardino Burdigalensis e Ludovico Monteregali. L'atlante ebbe una prima edizione nel 1643 a Roma con un totale di 46 mappe (23 per l'Italia, 5 per la Spagna, 11 sulla Francia e 7 per la Germania), quindi ristampata nel 1646 ancora nella Città Eterna (Romae, et Taurini) con un numero di tavole accresciuto alle 51 definitive, compresa la grande carta geografica più volte ripiegata dell'Europa.Venne ristampata a Torino nel 1649, sumptibus Alexandri Federici Cauallerij sempre con le 51 carte geografiche definitive (l'Europa, 24 carte per l'Italia, 6 per la Spagna, 12 per la Francia e 8 per i territori dell'Impero). Infine si replicò a Torino per i torchi di Alessandro Federico Cavalleri un'ultima volta nel 1654 con le medesime carte presenti nella precedente pubblicazione. L'opera mostrava visivamente la diffusione dell'ordine, infatti le diverse carte dell'atlante, che rappresentano nazioni e province, offrono per ognuna di esse la statistica completa dei conventi. Incisione in rame in ottimo stato di conservazione. Rara. Taken from the “Chorographica Descriptio Provinciaru & Conventum F. F. Minorum S. Francisci Capucinorum...”.The atlas of the Capuchin provinces was initiated in manuscript form by the minister general of the order, Father Silvestro from Panicale in 1632 and was to serve as an aid for geographic General visits. At his death, the successor Father Giovanni from Montecaliero, which is often mistakenly attributed the authorship of maps, commissioned by his father Massimino Guechen to continue the work. The engravers of the plates were executed by Massimino from Guechen, Bernardino Burdigalensis and Ludovico Monteregali. The first edition was printed in Rome in 1643, the second in Turin in 1649 and then in 1654 and finally released in 1712, another convention attribute maps to Montecalerio. The work showed visually the spread of the order, in fact the different maps of the atlas, which represent nations and provinces, to offer each of them the full statistical convents.Copperplate, very good condition. Rare.
In 8°, pp. 367. Legatura cartonataposteriore. Edizione figurata da 12 litografie f.t. vedute di città siciliane e costumi ritoccate in colore.Leggero alone di macchia al frontespizio.
Remondini, Bassano del Grappa, 1780 circa. Incisione in rame all’acquaforte, colore d’epoca, cm 31 x 41 (il foglio). Le vedute ottiche edite dai Remondini a Bassano del Grappa verso il 1770 - 1780 erano preparate per essere inserite nel “Mondo Nuovo”, dove i popolani potevano vederle illuminate e conoscere così le città del mondo. Esse sono emblematicamente rappresentative della stampa popolare italiana: semplici nel tratto, colorate con poche tinte in maniera rapida e decisa, si pongono con immediatezza all’occhio di chi le guarda. Una delle rare vedute ottiche della città di Palermo, animata da personaggi e carrozze. Foglio con i margini rifilati in prossimità della parte figurata ma con visibile il filetto nero e con tutto il margine bianco inferiore che permette di leggere la didascalia; un leggero sporco vicino l’angolo superiore destro. Nell’insieme foglio in bella coloritura, buono stato.
Cm. 45; pp. (4), 90, (4). 24 tavole, protette da velina, in cromolitografia raffiguranti piante coltivate nell'Orto Botanico di Palermo. Cartonato editoriale a stampa. Restauro al dorso, ottimo esemplare. (750 / 25) (170 / P) 1049 / 30
Cm. 45; pp. (4), 90, (4). 24 tavole, protette da velina, in cromolitografia raffiguranti piante coltivate nell'Orto Botanico di Palermo. Cartonato editoriale a stampa. Restauro al dorso, ottimo esemplare. (750/25) (170/P) 1070/32
9 Voll. In-8 (Cm 22 x 14), pp. 483 - 788 - 740 - 868 - 874 - 984 - 948 - 939 - 727 , legatura mz pelle con titoli e fregi in oro al dorso. Opera nella quale si trovan fusi i lavori di Pigeau, Lepage, Berriat-Saint-Prix, Demiau-Crouzilhac, Thomine-DEsmazures, Carre, Chauveau, ec. con la recente giurisprudenza delle due sicile, di Francia e del Belgio, con un trattato su le azioni ed eccezioni in generale, con un trattato sul ricorso per annullamento, cn la sposizione della legislazione commerciale , delle leggi organiche, de' decreti, de' reali rescritti, delle ministeriali ec e di tutte le disposizioni delle altre parti del codice che vi han relazione. Qualche fioritura sparsa generalmente più insistente alle prime ed ultime carte ma anche tra le pp. 640 e 645 del volume 9. Interno dei volumi generalmente in ottimo stato. MOLTO BUONO.
Due volumi in un tomo, in-8, pp. (2), VIII, 259; (2), 255. Leg. del tempo p. pelle (alquanto consunta), con fregi oro al dorso, tagli rossi. Prima edizione francese di questa relazione di viaggio, scritta in 38 lunghe lettere dal 14 maggio al primo agosto 1770. Le lettere XIV-XVI nel I. vol. riguardano Malta. . Narbone I, 96. Mira I, 133. Fossati-Bellani I, 94. D'Ancona 582...
3 volumi in-4° (cm. 21), brossura muta coeva con numero del tomo anticamente manoscritto al dorso (strappetti e piccole mancanze); pp. [16] 267, [8] 256, [8] 324 in barbe e con amplissimi margini, piccoli fregi; poche carte brunite, poche altre con presenza di aloni, un paio di piccoli difetti con lieve fastidio. Edizione originale e unica molto rara di un trattato di dottrina controrivoluzionaria schiettamente isolano, originalissima analisi delle teorie filosofiche francesi identificate dal frate domenicano come causa principale della Rivoluzione, ovvero «antisociali zizanie» [Giornale Ecclesiastico di Roma, 16 Gennaio 1796, n.2, p.6 con ampia recensione]. Davvero interessanti i passaggi sulla libertà umana che nello 'stato politico' non viene affatto persa, bensì in esso si perfeziona [tomo 1° med. XII]. Il tipografo messinese Giovanni Del Nobolo stampò dal 1793 le prime gazzette legittimiste, quindi per oltre un trentennio pubblicazioni periodiche indipendentiste e liberal-conservatrici di stile anglosassone, tanto da utilizzare caratteri inglesi e dal 1806 definirsi esplicitamente «impressore britannico» [De Salvo P.. Editori e fogli periodici nella Sicilia fra Sette e Ottocento. Il caso Messina. Brocar, 34 (2010) p.44]. Cfr. Mira I, 283 (con errori). Esemplare genuino. (SK1)
gr. vol. in-8, pp. 304, leg. m. pelle coeva con fregi e tit. oro al d. Tagli spruzzati. La storia del feudalesimo siciliano contrastato dall’A. che lo considera “la più grande aberrazione dello spirito umano e come un avvenimento di sua natura ritardatario dei progressi della civiltà”. Sono analizzati diversi tipi di feudi, gli obblighi dei feudatari, i loro diritti, la inalienabilità dei feudi, etc... Lozzi 5028. Bell’esempl. in carta forte. [331]
2 volumi (LXXXIII, 570; 838 p.); 22,5 cm. Brossura editoriale. Qualche fioritura e ingiallitura della carta, ma nel complesso l'interno è più che buono; la copertina del primo volume è parzialmente staccata e con una veramente piccola mancanza. Buona copia di un'opera veramente rara, manca solo l'appendice di 87 p. stampata nel 1889
Disponiamo dei seguenti numeri del periodico: da n. 1 a n. 3 del 1907, mancano i nn. 4 e 5, da n. 6 a n. 12 del 1907, da n. 1 a n. 4 del 1908, da n. 1 a n. 12 del 1912 (annata completa), da n. 1 a n. 6 del 1913, nn. 11-12 del 1924, n. 12 del 1925, complessivamente 20 fascicoli conservati nella loro brossura originale fermata a filo e con applicata al piatto la fascetta di spedizione con il nome del destinatario. Vengono trattati al'interno gli argomenti più vari riferiti alle attività agricole dell'Isola (7d).
TITOLO COMPLETO: La Galleria di Minerva overo notizie universal, di quanto è stato scritto da Letterai d'Europa non solo nel presente secolo, mà ancora ne' già trascorsi, in qualuque materia Sacra, e Profana, RETORICA, POETICA, POLITICA, ISTORICA, GEOGRAFICA, Cronologica, Teologica, Filosofica, Matematica, Medica, e Legale, e finalmente in ogni Scienza, e in ogni arte sì Meccanica come Liberale. Tratte da libri non solo stampati, ma da stamparsi ove oltre à quanto insegnano gli Atti di Lipsia, e d'Inghilterra, l'Effemeride di Germania e la Biblioteca Universale di Francia, ed i Giornali de' Letterati d'Italia, saranno inserite nuove curiosità, ed insegnamenti, A PROFITTO DELLA REPUBBLICA DELLE LETTERE con intagli de' Rami opportuni e fuoi lochi. TOMO QUATTRO, Con Indice di quanto si Contiene distribuito per ordine di Materie. Consacrata all'Illustrissimo, Et Eccellentissimo SIgnor Vincenzo Gradenigo, Procurator di San Marco Dignissimo.<BR>In Folio (32,5x22,5 cm); (2) 360 pp. Con numerosi errori di numerzione. Bella legatura coeva in cartoncino molle. Piccolo tunnel di tarlo nel margine bianco delle ultime due carte. Piccolo tarlo al margine bianco del frontespizio che presenta, sempre nel margine bianco un leggerissimo alone d'umidità che prosegue nelle prime 100 pagine, mai fastidioso od intenso. Nel complesso buono-ottimo esemplare. Alcune illustrazioni nel testo. Quarto volume di questa celeberrima "rivista" di lettere, scienze ed arti, fra i primi esempi di giornalismo italiano, organo di un’accademia di eruditi, fra cui eccelle quell’Apostolo Zeno che avrà non poca importanza nel giornalismo letterario del Settecento. La Galleria di Minerva uscì in sette volumi fra il 1696 e il 1717. L'opera è oggi ricercata per la presenza in vari numeri di prime edizioni di diversi celebri scienziati e letterati. Questo quarto volume contiene fra le altre opere: - Giovanni Maria Lancisi, Del modo di filosofare nell’Arte Medica, e si prova che per la medicina razionale è meglio servirsi della filosofia sperimentale che di qualunque altra. Discorso detto nell'anno 1693. 1° edizione. - Varii scritti riguardanti il modo di realizzare una biblioteca. - Francesco Arisi, Cremona Letterata. - Hieronymo Renda.Ragusa, Siciliae Bibliotheca Venus. - Ambrosio Brigento Mantovano, Glossographia Onomatographia... - Baruffaldi giorgio ferrarese, Lettera intorno ad un'antica Inscrizione che trovasi nella Marca in Monte Giorgio. Marche, Ascoli Piceno. - Vari scritti sulle medaglie. - Scaramucci Batista, sopra un'idrofobo divenuto tale coll'impeto dello sdegno, Macerata. - Parunli Naturae miraciuli Phaenomena circa lachrymam vitream. - Francesco Dini, De Antiquitatibus Umbrorium Thuscorumque sede et Imperio. - Spiegazione del modo ritrovato, e sperimentato per ricuperare le Navi naufragate. - Varie lettere ed estratti di Antonio Vallisnieri. BUONA COPIA. GOOD COPY.
Silver print cm 23 x 36. Stampa vintage. Al verso timbro Copyright by Calogero e altri timbri di agenzie, didascalia tratta da quotidiano ritagliata e applicata. Titolo scritto a penna. Calogero Cascio dopo la laurea in medicina si diede alla fotografia. Siciliano, e' diventato una delle firme piu' rappresentative del fotogiornalismo italiano.