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In 4° gr., mz. pelle coeva, tit. e decori in oro impressi al dorso, cc. (2nn)- cc.213. Splendida copia coeva manoscritta in chiara grafia su carta greve della "Costituzione siciliana" promulgata il 12 luglio 1812, sul modello iberico della costituzione di Cadice, adattato alle esigenze locali. Le dodici basi o principi generali, dopo la loro approvazione da parte del parlamento, furono sottoposte al re, che, pur molto lontano dall'entusiasmarsene, fu costretto ad accettarle. La Costituzione venne approvata dal Parlamento (fu perciò votata e non ottriata, proprio come quella di Cadice) e promulgata dal reggente Francesco. Appena poté, tuttavia, il re evitò di applicarla. Tornato a Napoli dopo la caduta di Gioacchino Murat, non convocò più il Parlamento siciliano e cos?, anche senza formale abrogazione, la costituzione siciliana cadde disapplicata, avendo soppresso nel 1816 il Regno di Sicilia. Interessante al termine del manoscritto la "Mappa del numero dei rappresentanti della Camera dei Comuni a tenore delle rispettive popolazioni delle Ciittà e Terre secondo la numerazione del 1798 e secondo quello che è stato stabilito dal Parlamento. Difetti ai piatti, assai consunti, ma ottima, freschissima conservazione del manoscritto
in-4, pp. (16), LII, 337; leg. coeva p. perg. Emblema dell'Accademia inc. sul tit., testatine, finaletti ed iniz. silogr. e 4 tav. inc. f.t. (di cui 3 più volte ripieg.). Dedica dello stampatore a Pietro Filingeri, Principe di S. Flavia. Prima edizione di questo primo vol. che raccoglie nove importanti scritti concernenti la Sicilia (il II vol. raramente si trova unito perché pubblicato nel 1800, quasi mezzo secolo dopo!). Le 8 Dissertazioni accademiche sono precedute dal vasto ''Saggio sopra la storia letteraria, e le antiche Accademie di Palermo'' di Dom. Schiavo; del medesimo sono anche le disertazioni I, IV e VI (Della necessità, e de' vantaggi delle leggi accademiche; Sopra un talismano di rame degli Eretici Basiliadi; Sopra due tazze suggellate di creta del Museo Martiniano); la dissertaz. II (Delle leggi de' Siciliani) è di Nicolò Gervasi; la III (Delle Università di Sicilia) è di Gius. Santacroce; di notevole importanza archeologica è la dissertaz. V (Sopra un vaso greco-siculo figurato del Museo Martiniano) nella quale Salvatore Maria Di Blasi rivendica alla civiltà siciliana la lavorazione dei vasi detti greco-sicoli che fino ad allora era stata attribuita agli Etruschi; le dissertazioni VII ed VIII (Intorno all'utilità della storia naturale, spezialmente di quella di Sicilia; Sopra un vase di creta greco-siculo rappresentante le cistefore di Cerere) sono rispettivamente di Agostino Tetamo e Gaetano Barbaraci. Esempl. in buono stato (con ex-libris ms. coevo sul tit. ed usuali bruniture della carta).. Mira II, 310 (per l'opera compl.). Mira I, 74, 110, 418; II, 327, 339 e 404 (per le singole Dissertazioni). Cicognara 3323..
Cm. 30; pp. XVI, 288, (2). Legatura coeva in piena pelle, dorso a 5 nervi, tassello con titoli in oro e ricchi fregi in oro ai comparti, piatti inquadrati entro doppio filetto dorato, risguardi in carta goffrata, tagli camaleonte che piegando i fogli rivelano una figura femminile che tiene in mano un piccolo cerchio contornata da Rose (Santa Rosalia ?). Decorati anche i tagli superiore e inferiore a motivi floreali colorati. Qualche piccolo restauro al dorso. Ottimo esemplare in rara legatura assolutamente coeva e italiana, quasi sicuramente siciliana 743/P
Cm. 30; pp. XVI, 288, (2). Legatura coeva in piena pelle, dorso a 5 nervi, tassello con titoli in oro e ricchi fregi in oro ai comparti, piatti inquadrati entro doppio filetto dorato, risguardi in carta goffrata, tagli camaleonte che piegando i fogli rivelano una figura femminile che tiene in mano un piccolo cerchio contornata da Rose (Santa Rosalia ?). Decorati anche i tagli superiore e inferiore a motivi floreali colorati. Qualche piccolo restauro al dorso. Ottimo esemplare in rara legatura assolutamente coeva e italiana, quasi sicuramente siciliana. (743/P) 1067/32
Un volume in 8°,cm. 20,5x15 pp. (8)-138 Legatura recente in carta paglia rustica antica Frontespizio inciso da Antonino Donia (bordi abilmente restaurati) Minime fioriture della carta Buon esemplare: rarissima (tre soli esemplari censiti SBN) seconda edizione (prima 1630) delle ragioni addotte dalla città di Messina perorate dai suoi ambsciatori Balsamo Giuseppe e Foti Francesco a favore della divisione del regno in due provincie (Palermo e Messina ) e contro il parere avverso dei deputati di Palermo. Timbro al verso del frontespizio della biblioteca del Duca di Carcaci.
CRAVEN Keppel Richard. A Tour through the southern provinces of the Kingdom of Naples. To which is subjoined a sketch of the immediate circumstances attending the late revolution. London, printed for Rodwell and Martin, 1821. In 4to; pp.XI, 1 n.nn., 449. Pelle coeva, piatti inquadrati da fregi a secco ed in oro; dorso a cordoni con fregi floreali in nero e decorazioni in oro, tassello con titoli in oro. Tagli marmorizzati. Lievi abrasioni ai piatti, una cuffia lacera. 14 tavole fuori testo con vedute di Benevento, Lucera, Polignano, Otranto, Brindisi, Taranto, Messina, Nicastro, Salerno. Opera rara, ricca di annotazioni sulle abitudini, i costumi, le tradizioni delle popolazioni del Sannio, la Calabria, la Lucania, la Puglia. La provincia di Salerno, Amalfi, Ravello e i Galli. La penisola sorrentina e l’isola di Capri. Un intero capitolo dedicato alla zona vesuviana. In appendice la cronaca dei moti rivoluzionari del 1820. Invio autografo dell’autore. Pine Coffin, 818.2.
in-4, pp. XXIV (mancano II-III, probabilm. bb.), 808, leg. coeva p. perg., tit. ms. al dorso. Testo su due colonne; dedica al Principe Eugenio di Savoia da parte di Vincenzo Aprile, fratello dell'a. Prima edizione, postuma, di quest'opera ''divisa in due parti; l'una abbraccia la storia profana de' primi abitatori di Sicilia sino all'anno 1700; l'altra contiene la cronologia sacra in due libri, che l'autore poté condurre sino all'846'' (Mira I, 45). Fr. Aprile (Caltagirone 1659 - 1723), della Compagnia di Gesù, fu uomo erudito e versatissimo nella storia patria; all'origine ed alle antichità della propria città natale, Caltagirone, sulla quale poco fino ad allora era stato pubblicato, l'autore dedica l'intero terzo libro (pp. 399-439).. Narbone I, 178. Lozzi 5017, note. De Backer-Sommervogel I, 479..
In folio, cm 20,5 x 30, pp. (58) + 620. Ricchissimo frontespizio inciso con antica riparazione. Tarletti sporadici, perlopiu' 'a capocchia di spillo'. Uniforme brunitura. Qualche antica piccola riparazione ad alcune pagine. Piena pelle con qualche segno d'uso. Dorso con decorazioni oro e nervature. Edizione originale rarissima di questa importante opera giuridica. Cutelli si oppose in particolare agli inquisitori che estendevano il loro potere oltre che nei giudizi di carattere spirituale anche in quelli di ordine temporale, e si impegno' attraverso profondi studi esegetico giuridici alla rigenerazione della sovranita' Regia, troppo spesso mortificate da forze particolaristiche isolane quali la feudalita', il clero ecc. Con il Codicis Legum, Cutelli, attraverso le Notae iuridico - politicae costitui' il manifesto del partito olivaresiano in Sicilia e il piu' alto contributo siciliano al dibattito sulla crisi causata dalla Guerra dei Trentanni. Bibl. sicola, II, 190. Mira, I, p. 289 (raro).
3 voll. in 4 rilegati in uno, pp. (4) + 876 + 68 + 10 + (2b); 23 + (1b) + 19 + (1b); 60. Mancanza al d. e minime spellature. Galleria di tarlo al marg. sup. delle ultime 35 cc. che non lede il testo eccetto in cinque-sei carte carte finali in cui tocca qualche lettera. Leggera gora all'ang. inferiore delle prime 60 cc. Foro a p. 345 con lsesione di qualche parola del testo. Legatura in mz. pl. ottocentesca. Seconda ediz. - la prima fu stampata nel 1741 - di questo manuale di notariato. Giuseppe Antonio Patinella nacque a Palermo: 'esercitando in Palermo l'ufficio di pubblico notaro si distinse tanto per la sua dottrina che per la sua probita'. Visse e fiori' circa il 1738'. Diego Orlando, 'Biblioteca di antica giurisprudenza siciliana', p. 85. Seguono altre due opere dello stesso autore, stampate sempre a Palermo, presso Valenza, nel 1776. Esemplare in buone condizioni generali pur con i difetti segnalati.
6 vol. in-12, pp. (4), X, 454, (2); (6), 509, (3); (4), 536, (4); (4), 418, (2); 550; 515; attraente leg. del tempo m. pelle, dorsi riccament ornati con fregi e tit. oro. Seconda edizione (la prima era apparsa ad Amsterdam nel 1780) di queste 44 ampie lettere scritte negli anni 1776-78 dal Roland (erudito viaggiatore svedese e famoso giacobino, 1734-1793) a Madame Philippon, che diventerà sua moglie; trattano di letteratura, arte, storia, ma anche del carattere degli Italiani e dei loro usie costumi. "...quelquefois ses descriptions manquent d'exactitude, mais il traite avec profondeur tout ce qui concerne les antiquités, et avec assez de discernement et de goût les diverses parties des beaux-arts; mais ce qui distingue sur-tout sa relation, ce sont les recherches aux quelles il se livre sur les diverses branches de commerce et d'industrie propres à chaque contrée qu'il parcourt. C'est sur le commerce actif et passif de la Sicile, que R. fournit les renseignemens le plus étendus et le plus curieux..." (D'Ancona). Il IV vol. è quasi interamente dedicato a Napoli e dintorni e, tra le altre cose, offre l'estratto del famoso ''très piquant'' libro ''Naples'' di Angelo Goudard: ''Cet extrait est d'autant plus précieux que l'ouvrage original, condamné au feu et devenu extrêmement rare''. Ottimo esempl.. Manca a Fossati-Bellani. Barbier II, 1267. D'Ancona p. 684. Fera-Morlicchio II, 1198..
Un volume In 4° (cm. 19,0); legatura di poco posteriore in pieno vitello bruno, titolo impresso su tassello al dorso, piatti inquadrati da filetti in oro, fregi oro al dorso, sguardie policrome, tagli rossi; cc. 2 con occhietto ed antiporta con grande incisione in rame che rappresenta San Calogero in ricco cartiglio sovrastato da corona, frontespizio, cc. 5 non numerate, pp. 120+ 8 di indice. Capilett. e fregi in xilografia. Alla carta A1 c'è la divisione di tutta l'historia, che dovrebbe comprendere sei parti in due volumi. Il nostro è solo il primo, comprendente tre parti, fino all'ingresso dei Normanni nella città. Il secondo volume con le altre tre parti vide la luce nel 1671. , a Messina per Paolo Bisogni. Piccoli difetti alla legatura, gore più o meno lievi interessano tutto il volume, ma buon esemplare di questa opera molto rara. Moncada Lo Giudice 2070, Mira, II 347, IT/ICCU/SBLE/010434 (senza collazione).
Incisione in legno, mm 480x530. Bella carta raffigurante la Sicilia, la Sardegna, la Corsica e tutto il Tirreno meridionale. Titolo entro nastro in alto. Bellissima e rara carta geografica tratta da "Geographicae enarrationes libri octo", opera curata da Servetus e stampata da Treschel. Claudio Tolomeo pubblicò la sua "Geografia" nel 150 d.C. ca. in greco; portata in Italia da Costantinopoli nel XIII secolo e tradotta in latino, assunse un'enorme importanza tanto da divenire base per tutta la cartografia medievale e rinascimentale. Dal 1477, anno dell'editio princeps, l'opera venne pubblicata in più edizioni, ogni volta con migliorie e aumenti dell'apparato iconografico. Bell'esemplare con piccoli difetti restaurati lungo la piega centrale; qualche piccolo restauro a minime mende marginali. Laurent Fries (Laurentius Frisius), viaggiò moltissimo, studiò fisica e matematica a Vienna, Padova, Montpellier e Colmar, prima di stabilirsi a Strasburgo. Qui, per la prima volta, si hanno sue notizie come disegnatore del mappamondo di Peter Apian, pubblicato nel 1520. La mappa di Apian si basava su quella di Waldseemuller del 1507 che, senza dubbio, stuzzicò l'interesse che Fries aveva relativamente agli "atlanti tolameici" del 1513 e 1520, e lo portò ad entrare in contatto con l'editore Johannes Gruninger. Dufour/Lagumina 54. Chiose coeve nei margini laterali.. Manca a Piloni..
pp. 104, su carta Ventura + 10 tav. incise a ff. sciolti su carta Magnani Pregevole e rara ediz. in 140 esempl. numer. e firmati al colophon, con uno scritto di L. Castellani comprensivo di 15 acquef. orig. di cui 5 non firmate lungo il testo e una suite di 10 in cartellina a parte, numer. e firmate. La composizione grafica dell'ediz. è stata curata da Walter Valentini, anch'egli valente e rinomato incisore. Cfr. N. Pozza, Leonardo Castellani, Opera grafica, nn. 489-504; Jentsch, I libri d'artista italiani del Novecento, p. 95.
LEGATURA SETTECENTESCA IN TUTTA PERGAMENA TINTA A PELLE numero pagine: PROEMIO + 587 + INDICE formato: 32.7X23 stato conservazione: ABBASTANZA BUONO, LIEVI ALONI SPARSI, PICCOLI RESTAURI AL MARGINE DI ALCUNE PAGINE. NOMI DI POSSESSO AL FRONTESPIZIO
AURIA Vincenzo. Historia cronologica delli signori Vicerè di Sicilia dal tempo che mancò la personale assistenza de' Serenissimi Re di quella. Cioè dall'anno 1409 fino al 1697 presente. Composta dal dottor don Vincenzo Auria palermitano aggiuntovi un indice cronologico de' Re, e Vicerè di Sicilia, un discorso dell'Officio, e prerogativa del Pretore, e Senato di Palermo, la cronologia de' Capitani, Pretori, Giurati e Governatori della Tavola dell'istessa Città ... In Palermo, per Pietro Coppola, 1697. In 4to; pp.[19], 219, [17], 221-316. Pergamena coeva, titolo calligrafato al dorso. Cerniere allentate. Moncada Lo Giudice, 131: "Lubrano-Sicilia definisce rara l'opera ed infatti non è libro di facile reperimento. L'Autore fu deciso "partigiano" palermitano nella secolare disputa per la supremazia nei riguardi di Messina". Mira I, 58; Lubrano-Sicilia,150; Narbone I, 273; Cat. of 17th Century Italian Books in the British Library I,57.
In 4, pp. (2) + 568 + (44) di indice + (2b). Fr. inciso e ritratto dell'A. inciso al verso del fr. stesso. Mancanze alla prima e alla ultima carta di sguardia, qualche lieve mancanza al fr. Gora leggera ad una trentina di carte che diventa piu' insistente su tre-quattro carte. Sei carte si presentano molto brunite. Legatura in p. pg. restaurata. Ed. orig., rara, di questo trattato di diritto feudale del catanese Niccolo' (o Nicola) Intriglioli il quale approfondisce in modo particolare la tesi della derivazione del potere baronale dal monarca e il contenuto della giurisdizione feudale. Per l'A. in Sicilia la concessione del misto impero non e' mai implicita nell'investitura feudale ma deve esplicitamente risultare nell'atto e avvenire solo dietro richiesta del beneficiario. Cfr. 'Annuario dell'Istituto storico italiano per l'eta' moderna e contemporanea', voll. 29-30, p. 160. Nicola Intriglioli fu professore di diritto a Catania, poi magistrato a Palermo: 'illustro' moltissime materie del nostro diritto; sciolse molte quistioni legali nei suoi trenta Consigli o responsi e nei trattati su i feudi e le sostituzioni; interpretto' molte legi sicole...'. La Mantia, 'Storia della legilazione civile e criminale di Sicilia', voll. 1-2, p. 74.
LIGHT Major. Sicilian Scenery from drawings by P. De Wint. The original sketches by Major Light. London, Rodwell & Martin, 1823. In 8vo; 2 cc. n.nn., 62 tavole incise in acciaio con a fronte testo in inglese e francese. Rade fioriture. Bella legatura in bazzana coeva firmata Van Rossum Amsterdam, piatti inquadrati da fregi a secco ed in oro, dorso a cordoni con titolo e ricchi fregi dorati. Tutta la ridente assolata Sicilia con personaggi, mestieri, scene di vita nei suoi luoghi più noti: i giardini della Favorita di Palermo, Cefalù, Porta Nuova a Messina, la Baia di Palermo da Porta Felice, Girgenti, il Porto di Messina da Castel Guelfonio, Catania da occidente, Alicata, Palermo da Bagheria, Antica strada a Siracusa. Mira I, pag. 515; Narbone I, pag. 97; Pine Coffin, 823.6; Moncada, 1274: "Bel figurato inglese completo di 62 tavole. Tutte le tavole raffiguranti paesaggi, ruderi e città sono tirate su carta di china e disegnate da De Wint (1784-1849) su schizzi di Light (vari incisiori). Interessanti i commenti che accompagnano le tavole, ricchi di notizie curiose e rare. Uno dei più bei figurati ottocenteschi specificamente dedidato alla Sicilia. Il Benezit dice del De Wint: "un des plus delicats acquarellistes anglois". Light fu più tardi colonizzatore in Australia e fondatore della città di Adelaide".
gr. vol. in folio (mm.410x330), pp. XII, 130, solida leg. m. tela rossa edit. con angoli e tit. oro al d. Con 58 tavv. di vedute e paesaggi rilevati da disegni dell'A. stesso, e con 2 gr. carte geogr., di cui una più volte ripiegata (mm.720x900) montata su tela e inserita in astuccio al piatto post. Ediz. orig. della più imp. monografia mai dedicata all'isola siciliana, ricca di notizie storiche, naturalistiche, politiche e geografiche. Rara. Ottimo stato di conservaz. [373]
La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. RARO secondo stato edito da Jannsonius nel Descriptio Maris Mediterranei del 1654. Questo esemplare, di secondo stato con la modifica del cartiglio e l'aggiunta di elementi decorativi quali mostri marini e vascelli, è di paternità di Jan Jannsonius che modificò la lastra e la inserì nel suo raro atlante nautico. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134; L. Dufour - A. La Gumina, "Imago Siciliae", p. 115. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Rare Janssonius' edition from his nautical Atlas of 1636. The cartouche is different and the map reworkod. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134
La carta viene preparata da Gerard Mercator per il suo Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589) che comprende un frontespizio allegorico e 22 carte geografiche della penisola, dei Balcani e della Grecia. Successivamente le carte sono ristampate nell’Atlantis Pars Altera (1595) pubblicato postumo alla morte del Mercatore, dallo stampatore di Duisburg Albert Buys, sotto la supervisione del figlio Rumold Mercator. Composto da sei parti – pubblicate separatamente tra il 1589 e il 1594 – comprende 107 mappe, tutte tranne la carta del mondo di Rumold, firmate da Gerard Mercator. Le lastre vennero poi acquistate da Jodocus Hondius, che tra il 1606 e il 1630 le utilizzò per il suo Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrandole ed aggiornandole con proprie “nuove” carte. Delle mappe di Mercator sono note anche ristampe curate da Johannes Janssonius. Le edizioni Hondius e Janssonius ebbero un grande successo commerciale e furono stampate in più lingue, con il testo al verso della carta in latino, francese, tedesco e olandese. La carta è incisa con i connotati tipici dell'opera mercatoriana. Le montagne sono allineate in un concetto di area montuosa, non per indicare vere catene o valli, ed hanno una struttura con qualche differenza nella dimensione, ma simile per quanto riguarda la forma, con pendici verticali e cime piatte. Le città sono mostrate attraverso castelli più o meno grandi caratterizzati da tetti slanciati ed aguzzi, simili a cappelli di mago. ESEMPLARE DALLA PRIMA EDIZIONE DI ATLANTIS PARS ALTERA. Incisione in rame, in buono stato di conservazione. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134; Sicilia 1477-1861 - La collezione Spagnolo- Patermo, n. 54. The map is prepared by Gerard Mercator for his Italia, Sclavoniae et Graeciae tabula geographicae (Duisburg, 1589), which includes an allegorical frontispiece and 22 maps of Italy, the Balkans and Greece. Later, the maps are reprinted in the Atlantis Pars Altera (1595) published posthumously after the death of Mercator, by the Duisburg printer Albert Buys, under the supervision of his son Rumold Mercator. Composed of six parts - published separately between 1589 and 1594 - it includes 107 maps, all except Rumold's map of the world, made by Gerard Mercator. The plates were then purchased by Jodocus Hondius, who between 1606 and 1630 used them for his Atlas Sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi, integrating and updating them with his own "new" maps. Of Mercator's maps are also known reprints edited by Johannes Janssonius. The Hondius and Janssonius editions had a great commercial success and were printed in several languages, with the text on the back of the map in Latin, French, German and Dutch. The map is engraved with the typical connotations of Mercatorian work. The mountains are aligned in a mountainous area concept, not to indicate true chains or valleys, and have a structure with some differences in size, but similar in shape, with vertical slopes and flat tops. The cities are shown through more or less large castles characterized by slender and pointed roofs, similar to wizard hats. Copper engraving, in good condition. Bibliografia cfr. Koeman II Me 11 e Koeman II Me 13A, 1595); Van der Krogt 1:002; J. Keuning, The History of an Atlas, in “Imago Mundi” IV (1947) pp. 37-43; World Encompassed p. 134
Carta geografica raffigurante Sicilia, Sardegna, Malta, Elba, Corfù e Djerba. I disegni delle isole, inseriti in una cornice molto semplice, con i nomi latini dei punti cardinali sui lati, desunti da altri autori o elaborati ex novo dallo stesso Ortelio, hanno misure, scale e semiologia assai diverse tra loro. Nella carta della Sicilia, "descripta a iacobo castaldo pedemontano cosmographo", il Monte Pellegrino è indicato da un tronco di cono e i vulcani con fiammelle; i fiumi con un tratto forte; le coste sono ricche di piccole insenature; il mare, solcato da un veliero, è a puntini. L'isola di Corfù è abbastanza precisa, con la città di Kerkyra in grande evidenza, in cui si notano il porto e l'istmo che collega l'antico forte all'isola. Nel disegno di Zerbi i monti sono segnati con mucchi di talpa e guglie, i banchi di sabbia con puntini, il canale con una doppia linea; il mare con file di triangoli. Anche nell'isola d'Elba i monti sono a mucchi di talpa, il mare è disegnato con strisce bianche e nere a zig zag. Porto Ferraio, enorme rispetto all'isola, è dotato di mura, porte, torri e castello. Nella piccola immagine di Malta i fiumi sono ottenuti con una doppia linea e il mare con linee ondulate. È presente anche un veliero che sta affondando. Carta tratta dal Theatrum Orbis Terrarum e che è considerato il primo vero “atlante” moderno. L’opera fu pubblicata in 7 lingue e 36 edizioni, per il quale – nel 1570 - Ortelius ottenne il privilegio, ovvero una sorta di diritto d'autore che impediva ad altri cartografi di pubblicare i propri lavori. Il Theatrum rappresentava il lavoro più avanzato del lavoro della descrizione cartografica. L’Ortelius vi raccolse il sapere geografico e cartografico del suo tempo, proponendo in 147 spettacolari tavole incise l’immagine più fedele del mondo allora conosciuto e, in alcune straordinarie “carte storiche”, regioni e itinerari tratti dalla letteratura, dalla mitologia, dalla tradizione. Ortelius fu anche il primo a citare le fonti, menzionando i nomi dei cartografi nel “catalogus auctorum”. Dal 1598 al 1612 le edizioni postume del Theatrum furono realizzate dal suo collaboratore Johannes Baptiste Vrients. Incisione in rame, eccellente coloritura coeva, in ottimo stato di conservazione. Detailed maps of the islands of Sicily, Malta, Sardinia, Corfu, Elba and Zerbia, from the 1587 French edition of Ortelius' Theatrum Orbis Terrarum, the first modern Atlas of the World.Includes a number of sailing ships, including a sinking vessel off Malta's coast, which is a reference to St. Paul's ship. Based upon maps by Lafreri and Jean Quintin. A gorgeous full color example, with wide margins. Map taken from the Theatrum Orbis Terrarum, which is considered the first true modern "Atlas". The work was published in 7 languages and 36 editions, for which - in 1570 - Ortelius obtained the privilege, a kind of copyright that prevented other cartographers from publishing his works. The Theatrum represented the most advanced work of cartographic description. Ortelius collected in it the geographical and cartographic knowledge of his time, proposing in 147 spectacular engraved plates the most faithful image of the world then known and, in some extraordinary "historical maps", regions and routes taken from literature, mythology, tradition. Ortelius was also the first to cite sources, mentioning the names of cartographers in the "catalogus auctorum". From 1598 to 1612 the posthumous editions of the Theatrum were made by his collaborator Johannes Baptiste Vrients. Copper engraving, contemporary coloring, in good condition. La Collezione Spagnolo-Patermo, p. 158, 37; Imago Siciliae p. 79.
Carta storica dell’isola che rappresenta il primo tentativo di raffronto tra le fonti scritte e la cartografia moderna. La carta viene pubblicata nel Parergon, supplemento storico del Theatrum Orbis Terrarum, avendo immediatamente un notevole successo di pubblico, tanto da venire ripubblicata in varie versioni fino al ‘700. Incisione in rame, finemente colorata in epoca, in ottimo stato di conservazione. Carta storica dell’isola che rappresenta il primo tentativo di raffronto tra le fonti scritte e la cartografia moderna. La carta viene pubblicata nel Parergon, supplemento storico del Theatrum Orbis Terrarum, avendo immediatamente un notevole successo di pubblico, tanto da venire ripubblicata in varie versioni fino al ‘700. Incisione in rame, finemente colorata in epoca, in ottimo stato di conservazione. M. Van den Broecke "Ortelius Atlas Maps" (2011), n. 211; L. Dufour - A. La Gumina, "Imago Siciliae", p. 90; Sicilia 1477-1861 - La collezione Spagnolo- Patermo, n. 50
Un volume (15x20 cm) di (4)-216-(2) pagine, con errori di numerazione. Foglio di errata al termine. Minimo restauro ai margini della pagina di titolo. Brossura muta d'attesa. Memorie “lette nella Real Accademia di Palermo dall'abate Paolo Balsamo professore in essa di agricoltura, e socio di varie accademie”, come si legge nella pagina di titolo. Economista (Termini Imerese 1764 - Palermo 1816). Sacerdote, dopo un periodo di viaggi e di permanenza all'estero (1787-90) per studiare i metodi agrari in uso nei vari paesi, insegnò (dal 1791) agricoltura all'Accademia di Palermo. Membro del Parlamento, presentò e riuscì a fare approvare una riforma radicale del sistema tributario. Nei suoi scritti (Memorie economiche ed agrarie riguardanti il regno di Sicilia, 1803; Memorie inedite di pubblica economia e agricoltura, post., 2 voll., 1845) si oppose ad ogni forma d'intervento statale nella vita economica.
Un volume (18x26 cm) frontespizio illustrato, 60 tavole incise e 126 pagine non numerate con testo esplicativo delle tavole, ognuna in inglese al recto e francese al verso. Il frontespizio un po' sbiadito e rifilato; le altre tavole in perfette condizioni. Incisioni di: Allen, Askey, Byrne, Cooke Junr., Corbould, Edwards, Finden, Goodall, Heath, Hollis, Hobson, Lacy, Middiman, Miller, Pye, Radclyffe, Wallis e Westwood, tratte da dipinti di Dewint. Bellissima legatura coeva in tutta pelle rossa con larga cornice dorata ai piatti, dorso con fregi e titoli dorati; labbra e tagli dorati. Ex libris nobiliare inglese al retro del piatto. Uno dei più famosi e bei libri illustrati dell'800 sulla Sicilia. Riferimenti: Mira, G., Bibliografia siciliana, v. I, p. 515; The first proofs of the universal catalogue of Books on art, v. I, p. 415; Pine-Coffin R.S., Bibliography of British and American travel in Italy to 1860, rif. 823.6.
Panormi typis Francisci Valenza regii SS. Cruciatae impressoris, 1758. In folio. (mm. 295 x 200). Legatura coeva in pergamena con titolo dorato al dorso; tagli rossi. Pp. XXIV, 358. Con una tavola f.t. ripiegata raffiguranti tutte le fasi, dalll’embrione alla nascita. Una carta bianca è posta tra le pp. 206/207. Salto di numerazione da 270 a 277, ma opera ben completa ed in ottimo e fresco esemplare escluso lieve gora al margine superiore bianco delle prime pp. L'Autore fornisce dei precetti igienici molto saggi per le donne incinte e contribuisce alla diffusione della pratica del parto cesareo, indicando i casi dove non si dovrebbe esitare a praticarlo; nata da esigenze pastorali prima che scientifiche, questa trattazione ha lo scopo di garantire l'eterna salvezza del nascituro nei casi di parto difficile, attraverso il cesareo appunto, da praticarsi sia su donna morta che su donna viva. Molto interessante la tavola illustrante in 17 figure lo sviluppo del feto, basata sul lavoro dell'anatomista torinese Giovanni Battista Bianchi che per anni aveva raccolto embrioni e feti di diverse fasi di sviluppo per il suo 'museo degli aborti' e le sue pubblicazioni. Bibl: Blake 77 - De Renzi V, 514-515 - Wellcome II, 295.