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In-8 (cm. 22x32), cartonato editoriale, titolo al dorso, pp. 125, con illustrazioni in bianco e nero e a colori. In buono stato di conservazione (good copy).
Mm 135x215 Collana "Memorie" - Brossura editoriale di 201 pagine, prefazione di Jas Gawronski. Copia in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Milano, 1943, stralcio con copertina posticcia muta, pp. 287/302 con 2 cartine e numerose illustrazioni. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Fine Turkish Paperback. Roy. 8vo. (24 x 15 cm). In Turkish. 343 p., b/w ills. Iki kral- bir lider. A biography of Mahmud Tarzi, (1865-1933) who was a politician and one of Afghanistan's greatest intellectuals. He is known as the father of Afghan journalism.
4to., First Edition, with illustrated title and numerous photographs and maps throughout; red cloth, gilt back, a near fine copy in unclipped dustwrapper. Chronological account of the continuous conflicts in Afghanistan.
8vo., First Edition, with a coloured portrait frontispiece, 15 plates on 12 and 16 maps in the text and front and rear endpaper maps, some light and inoffensive spotting, original navy blue cloth, gilt back, blue top, fore-edges lightly spotted else a very good, clean copy. This copy was formerly in the library of the eminent naval historian J H Owen and bears his initials on half-title.
The nature of Asia described by Jan Myrdal. With over 40 photographs by his wife, Gun Kessle. Translated from the Swedish by Paul Britten Austin. Tears to top and bottom of spine of dust jacket.
8vo., First Edition, with plates, maps in the text and endpaper charts; olive cloth, gilt back, a near fine copy in price-clipped dustwrapper.
brossura Dopo averci fatto ascoltare in "Preghiera per Cernobyl'" le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievic fa parlare qui i protagonisti di un'altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la "grande causa internazionalista e patriottica"; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli 'afgancy', i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un'altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.
ill., br. L'obiettivo di questo libro è avvicinare il lettore alle storie quotidiane che ancora popolano l'Afghanistan, un paese dove la guerra e il terrorismo sembrano non finire mai. Dove si distruggono le scuole perché l'istruzione è il peggior nemico del fanatismo e del fondamentalismo. Coloro che cercano la verità o che hanno trovato la verità sono i peggiori nemici dei terroristi. Storie di lavaggio del cervello, di bambini kamikaze, ma anche di speranza, come quella dell'associazione Free Afghan Women Now a cui sono devoluti i guadagni di questo libro.
brossura Il conflitto russo-afghano fu l'ultimo della più vasta Guerra Fredda. I guerriglieri afghani impartirono una dura lezione alla potente Armata Rossa. Questo libro vuole illustrare il conflitto da una prospettiva inedita: quella dei Mujaheddin, veri protagonisti di una guerra che ancora oggi offre spunti ed interpretazioni controverse ed inquietantemente attuali.
in-8°, 317 pp., broche, couverture illustree à rabats. Bel exemplaire. [GE-2]
Paris Editions du Rocher 2001. In-8 broché de 240 pages. Photos. Bon état
in-8°, 276 pages, ill. hors texte N&B, carte, broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [HI-2/2]
Payot 1988, In-8 broché. 371 p. Trés bon état.
br. Prima di scendere a terra mi sono agghindato con cura. Ho indossato i vestiti puliti che avevo preparato in un sacchetto di nailon e portato con me sotto il camion, mi sono rassettato e ho messo piede in Italia.
br. In giorno di agosto del 2005 un tir si ferma in un autogrill vicino a Bressanone. Da sotto sbuca un ragazzino. È tramortito, sporco. Si era legato di nascosto all'asse delle ruote posteriori prima che il tir si imbarcasse su una nave in partenza dalla Grecia. Poi Venezia, l'autostrada, quattro ore infinite. Molti altri erano morti così. Quel ragazzino si chiama Alidad Shiri e ha solo quattordici anni. È arrivato dall'Afghanistan, dove i genitori, una sorella e la nonna erano stati uccisi. Si era rifugiato in Pakistan con il fratello, l'altra sorella e gli zii. Ma due anni dopo era partito da solo, inseguendo la speranza di un futuro diverso. Il suo viaggio incredibile e pericoloso è durato quattro lunghi anni, passando per Iran, Turchia e Grecia. Ora quel ragazzo ha trent'anni, una laurea in filosofia e lavora come giornalista. Vive in Alto Adige, dove ha trovato una famiglia che gli ha spalancato le braccia e, soprattutto, una comunità solidale. Alidad racconta la sua storia di bambino che è fuggito dall'Afghanistan in guerra, un paese che oggi, dopo vent'anni, si ritrova di nuovo in uno stato di terrore. E con questo libro testimonia ogni giorno al mondo il grande potere dell'accoglienza.
ril. Dopo averci fatto ascoltare in "Preghiera per Cernobyl'" le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievic fa parlare qui i protagonisti di un'altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la "grande causa internazionalista e patriottica"; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli afgancy, i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un'altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.
ill., br. Bala Murghab, Afghanistan, 2010. La squadra speciale di Marine, nome in codice Dagger 22, è impegnata in una dura missione in territori inospitali. L'inverno è lungo e i ventidue uomini devono proseguire l'offensiva contro i soldati talebani, che preferirebbero nascondersi fino alla prossima primavera. Ciò comporta uno scontro a fuoco dietro l'altro, fino a che il gruppo si ritrova nel villaggio di Daneh Pasab, un inferno in terra. Quando le forze speciali degli Stati Uniti e gli alleati decidono di lanciare l'assalto alla roccaforte talebana, i membri di Dagger 22 sono in prima linea. Ma nelle azioni di guerra nulla va mai come dovrebbe...