1 315 résultats
in-8, 313 pp., broche, couverture illustree a rabats. Bel exemplaire. [OM-1]
In-8° pp. 148. Brossura edit. Stato di nuovo.
in-8°, 198 pages, 2 index, broche, couverture illustree Tres bel exemplaire, non coupe. [CA33-3]
reliure edit. illustré en couleur avec anciennes miniatures persanes. testes présentés et recuillis par Jean-Claude Carrière et Nahal Tajadod.
46pp.met 22 ills.+ 2 uitvouwbare kaarten, gebroch., 26cm., in de reeks "Koninklijke Academie voor wetenschappen, letteren en schone kunsten van België. Klasse der letteren. Mededelingen" jg.35 nr.1, goede staat
New English Paperback. Pbo. Large roy. 8vo. (25 x 18 cm). Articles in English and Russian. [x], 94 p., text in English; [x], 116 p. text in Russian. The First International Seljuk Symposium. History of Seljuks (Proceedings in English). TURKOLOGY History Turks Seljuks Turkish and Islamic culture.
In-4 (cm. 30), tela editoriale, sovracoperta, pp. 27, con illustrazioni in bianco e nero e a colori fuori testo. In buono stato di conservazione (good copy).
In-16 (cm. 17.50), cartonato editoriale, fregio e titoli al piatto e al dorso, pp. XIX, (5), 260, (2bi.). Ristampa anastatica dell’edizione di Bologna, 1920, stampata da Zanichelli. In buono stato di conservazione (good copy).
br. Negli anni che precedono e seguono la rivoluzione iraniana, il crescendo di atti di restrizione libertaria motiva tentativi di fuga e volontà di autodeterminazione. Le ondate diasporiche, perlopiù verso Europa e Stati Uniti, lentamente tramutano le estraneità vissute in patria in un posizionamento instabile, contrassegnato da "stati del tra" e definizioni confuse. Questa narrazione a più voci vorrebbe abbattere almeno una parete delle mura invisibili sollevate attorno alle opere letterarie di autrici irano-americane di differenti retaggi e generazioni. Poesie, racconti, romanzi e memoir sono la mappa di un'indagine che raccoglie tracce di straniamento e le esamina come prove di riscrittura del sé. Oscillazioni e spaesamenti sembrano predisporre ogni scrittura a essere strumento di revisione di una condizione identitaria incerta, trame e composizioni sono rilette come drammatizzazioni visibili di un transito.
br. Negli anni che precedono e seguono la rivoluzione iraniana, il crescendo di atti di restrizione libertaria motiva tentativi di fuga e volontà di autodeterminazione. Le ondate diasporiche, perlopiù verso Europa e Stati Uniti, lentamente tramutano le estraneità vissute in patria in un posizionamento instabile, contrassegnato da "stati del tra" e definizioni confuse. Questa narrazione a più voci vorrebbe abbattere almeno una parete delle mura invisibili sollevate attorno alle opere letterarie di autrici irano-americane di differenti retaggi e generazioni. Poesie, racconti, romanzi e memoir sono la mappa di un'indagine che raccoglie tracce di straniamento e le esamina come prove di riscrittura del sé. Oscillazioni e spaesamenti sembrano predisporre ogni scrittura a essere strumento di revisione di una condizione identitaria incerta, trame e composizioni sono rilette come drammatizzazioni visibili di un transito.
La Spezia, Tip. Argiroffo, 1926, in-8, br., pp. 76, (2). Mancanze al dorso.
8vo, br. ed. Shirin Ebadi, la prima donna musulmana a ricevere il Premio Nobel per la Pace, ha ispirato milioni di persone nel mondo con il suo impegno da avvocato per i diritti umani, difendendo soprattutto le donne e i bambini dal brutale regime iraniano. Per questo il governo ha cercato di ostacolarla in tutti i modi, ha intercettato le sue telefonate, ha messo sotto sorveglianza il suo ufficio, l'ha fatta pedinare, ha minacciato lei e i suoi cari con metodi violenti e indicibili. Oggi Shirin Ebadi ci racconta la sua storia di coraggio e di ribellione contro un potere intenzionato a portarle via lutto - il matrimonio, gli amici, i colleghi, la casa, la carriera, persino il Premio Nobel - ma che non è riuscito a intaccare il suo spirito combattivo e la sua speranza di giustizia e di un futuro migliore: "è per amore dell'Iran e del suo popolo, delle sue potenzialità e della sua grandezza; che ho intrapreso ogni singolo passo di questo viaggio. E so che un giorno gli iraniani troveranno la loro strada per la libertà e la giustizia che meritano." "Finché non saremo liberi" è il racconto incredibile di una donna che non si arrenderà mai, non importa quali rischi dovrà correre: un esempio per tutti, che insegna il coraggio di lottare per le proprie convinzioni.
ILL. B/N danni alla sovracopertina
New Turkish Paperback. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Turkish, Arabic, Mongolian and summary in German. [viii], 329, [7] p., [6] leaves of plts., facsimile documents. Kirsehir emiri, Caca Oglu Nur el-Din'in 1272 tarihli Arapça-Mogolca vakfiyesi. Nur al-Din Jibra'il ibn Jaja, Ahmet Temir Text in Arabic, classical Mongolian, and romanized Mongolian, with introduction and translations in Turkish; summary in German.
bross. edit. ill., timbro omaggio, rarissimi segni a penna ai margini del testo, un appunto a penna alla prima bianca
Theme : Margins and Borders with Iran in Focus This issue includes a poem by Miltos Sachtouris [page 136] translated by Evan Jones Book
Ida Pfeiffer was in intrepid lady who travelled unaccompanied around the world between 1846 and 1848, Introduction by Maria Aitken. 272p. Book
Milano, Treves, 1871, 19 marzo, articolo e due illustrazioni xilografiche a piena pagina in fascicolo completo di 16 pagine di "L'Universo Illustrato".
in-8°, IV-482 pages, cartes et dessins h.t., notes de bas de page, broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [GE-2]
Broché. 318 pages. Couverture tachée.
In 8°. Pagine XXIV, 162. Brossura figurata a colori. Stato di conservazione buono. Prefazione di Giovanni Garbini. A cura di Angelo Iacovella
In 8°, br. edit. ill., pp. 175,(1); prima ed., buon es.. (x035)
8vo, br. ed. pp.354. An engrossing blend of travel writing and history, Drinking Arak off an Ayatollah's Beard traces one man's adventure-filled journey through today's Iran, Afghanistan, and Central Asia, and describes his remarkable attempt to make sense of the present by delving into the past. Setting out to gain insight into the lives of Iranians and Afghans today, Nicholas Jubber is surprised to uncover the legacy of a vibrant pre-Islamic Persian culture that has endured even in times of the most fanatic religious fundamentalism. Everywhere- from underground dance parties to religious shrines to opium dens- he finds powerful and unbreakable connections to a time when both Iran and Afghanistan were part of the same mighty empire, when the flame of Persian culture lit up the world. Whether through his encounters with poets and cab drivers or run-ins with"pleasure daughters&rdquo and mujahideen, again and again Jubber is drawn back to the eleventh-century Persian epic, the Shahnameh (&ldquoBook of Kings&rdquo). The poem becomes not only his window into the region's past, but also his link to its tumultuous present, and through it Jubber gains access to an Iran and Afghanistan seldom revealed or depicted: inside-out worlds in which he has tea with a warlord, is taught how to walk like an Afghan, and even discovers, on a night full of bootleg alcohol and dancing, what it means to drink arak off an Ayatollah's beard.
Broché. 379 pages.