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1 S. Qu.-12mo. Drei Takte aus seinem Wienerlied "Es Steht Ein alter Nußbaum". - Zillner war Aufnahmeleiter und Produzent von Schallplatten, Abteilungsleiter bei den Sendern Rot-Weiß-Rot in Salzburg und Linz und bei Radio Wien und komponierte seinerzeit populäre Wienerlieder.
1967406BBMainz, Schott., 1967. 4°. 8 Seiten. Farbig illustrierte Originalbroschur. (Registriernummer auf Titel). - Ein sehr gut erhaltenes Exemplar mit frischem Notentext und ohne Eintragungen. = Bausteine zur Musikerziehung und Musikpflege. Werkreihe B 160.
1967407BBMainz, B. Schott's Söhne., 1967. 4°. 8 Seiten. Farbig illustrierte Originalbroschur. (Registriernummer auf Titel). - Ein sehr gut erhaltenes Exemplar mit frischem Notentext und ohne Eintragungen. = Bausteine zur Musikerziehung und Musikpflege. Werkreihe B 160.
1921180362Leipzig u. Berlin, Breitkopf & Härtel, 1921. 4°. u. 8°. M. Tit.-Vign. v. E. Kreidolf. 254, 114 S. OBr. Rücken minimal angerissen. Kaum braunrandig.
1 S. 8vo. Ganzfigürliches Portrait en face. - Zdenka Ziková debütierte 1919 als Micaëla in Bizets "Carmen" und sang hernach vornehmlich in Wien und Prag. Nach ihrem Abschied von der Bühne war sie als Gesangslehrerin tätig. - Aus dem Atelier Residenz, Wien.
171 p., f.to cm 24,5x17,5, copertina rigida in tela, illustrazioni a colori e b/n. Nuovo.
Estratto da ''Chigiana'' Rassegna annuale di studi musicologici. Vol XXVI - XXVII - Nuova serie 6 - 7 - in 8° - pp.Da 137 a 169 - Brossura editoriale - Ottimo stato di conservazione
In-8, brossura. Estratto. Pagine 43-75. In buono stato (good copy).
Varese, 2008; br., pp. 228. (I Quiz della Musica. 2).
Varese, 2009; ril., pp. 216, ill., cm 15x21. (Grandi Direttori. 4).
Varese, 2010; br., pp. VIII-200, cm 15x21. (Grandi Direttori. 7).
Varese, 2015; ril., pp. 266, cm 15x21. (Grandi Direttori. 8).
Varese, 2007; br., pp. 264. (Grandi direttori).
ill., ril. Un uomo in lotta: contro la solitudine della perfezione, l'inevitabile declino degli anni, la morte di un'intera tradizione musicale. Karajan credeva che la volontà potesse invertire il corso delle cose. L'intera sua esistenza fu spesa nello sforzo di superare le soglie della morte: garantirsi l'immortalità come artista. La sua, fu una reincarnazione di Faust: un Faust sedotto da mefistofelici ingegneri del suono. Per gli appassionati, egli fu, per un lungo periodo, la musica. L'uomo-Karajan, nel suo intimo, era un mistico innamorato della natura. La dissociazione, in lui, tra visionario del futuro e ultimo depositario del romanticismo mitteleuropeo, non fu l'ultima causa del suo isolamento tra una folla che, eppure, lo adorava anche per questo. A cent'anni dalla nascita, la sua poetica della musica appare, pur nella invasività multimediale, il retaggio di un'epoca lontana da noi. Meno di vent'anni dalla morte sono bastati per invalidare gravemente la sua gigantesca utopia: rendere perpetua la bellezza. Ma la distanza è anche uno specchio in cui la sua figura può, infine, apparire vera e umana, in tutta la propria grandezza.
br. La collana «Piccola filosofia di viaggio» invita Alessandro Zignani, scrittore, musicologo e docente di conservatorio, ad accompagnarci in un viaggio all'interno del pentagramma. Scopriremo che ogni brano è un paesaggio e che la musica è un percorso in due direzioni, dentro l'anima e alla scoperta del mondo esterno.
Varese, 2001; br., pp. VI-186. (I racconti della musica. 2).
Bross. edit., 196 p., prima edizione, collana I Racconti della Musica, n. 3, lievi macchie al taglio inferiore
Varese, 2000; br., pp. XII-196. (I racconti della musica. 3).
Bari, 2009; br., pp. 162, cm 15x21. (Al Dio Ulteriore).
br. La storia della musica raccontata come un romanzo. Questo libro rivela ciò che i manuali non dicono: simboli, intrecci tra le arti, sottintesi spirituali e allusioni cifrate. Sotteso a tutto questo, un approccio rivoluzionario basato su tre prospettive parallele: tre portali da cui accedere all'avventura del linguaggio più misterioso mai elaborato dalla civiltà umana. Che cosa dice la musica? Come se ne decifra il senso più riposto? Come può, il genio, rendere universale la propria esperienza di uomo? E soprattutto: perché, ad un certo punto, ciò che era nato per descrivere l'Armonia del mondo, si è allontanato dalla natura? La morte della musica nell'èra moderna, è il "basso continuo" sulle cui funebri sequenze si sviluppa questo gigantesco teatro dei suoni. Al centro della vicenda, Beethoven, con la sua smania di assoluto. La musica elevata a rito, officio di un umanesimo che aveva nel proprio slancio ideale i germi della sua progressiva corruzione. Le "voci interiori" dei Romantici, e la visionaria utopia wagneriana di fare dell'opera d'arte totale la redenzione dell'anima alla sua patria d'origine. Oggi che tutto ciò è memoria, e stele funebre, questo libro cerca la chiave per riportare una civiltà ormai morente alla linfa che un giorno diede ali al suo volo di luce. Il tutto, in una forma tanto più didattica quanto meno è sistematica. Nella convinzione che solo il contrappunto delle idee, sia vera "storia".
Varese, 2010; br., pp. IV-188, cm 17x24.
Varese, 2016; cartonato, pp. VIII-200. (Novecento. 4).
brossura Un periodo della nostra storia recente alterato e in parte cancellato da pregiudiziali ideologiche. Un rinascimento musicale capace di far confluire la musica italiana nel grande alveo della Tradizione europea. Decenni di cautele, sospetti e omissioni hanno impedito ai grandi compositori del Ventennio fascista il diventare parte corrente del repertorio concertistico. Una grave frattura si è incistata dentro la linea evolutiva del nostro Novecento, rendendolo vulnerabile alla demagogia e ad uno sperimentalismo elitario e talora orientato alla pura propaganda politica. La storia negata è un ripensamento critico di questa epoca così vicina a noi, ma per certi aspetti inaccessibile come una civiltà sepolta. Compositori, direttori d'orchestra, musicologi, istituzioni sinfoniche e liriche: tutto il complesso e vivacissimo fermento creativo alimentato da un Regime che voleva sdoganare l'Italia dalla sua immagine internazionale: "una terra di mandolinisti", rivive in una prospettiva del tutto ripensata, nell'intento di far tornare le poetiche di questa età mercuriale un fermento vivo del nostro mondo musicale. L'attuale momento critico, per la nostra cultura, è determinato in gran parte proprio da questa massiccia rimozione del rinascimento italiano fiorito nei primi decenni del Novecento.