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19591476<p><strong>Numero 2</strong><br />Oblong quarto unpaginated 32 pages illustrated throughout. Stiff illustrated wrappers. Front cover illustration by Guido Biasi.<br />- First edition. Texts by: Persico Baj Lebel Andriani Crispolti Barletta Castellano Jaguer and Biasi illustrations by: Luca Galdo Palumbo Trubbiani Pollock Alfano Baj Brauner R. d'Haese Lebel Reuterswärd Dubuffet Verga Gruppo '58 Barisani C. del Pozzo Massey Fergola Biasi L. Del Pezzo Viscardi Freda di Bello Persico Jaguer and Colucci. Front cover by Guido Biasi with a rearranged excerpt from the Neapolitan song Lily Kangy by Capurro and Gambardella – "chi me piglia pe' francese/ chi mi piglia pe' spagnola/ io so nata o' Conte e' Mola/ mett'a' coppa a chi vogl'io" "Some take me for French / some take me for Spanish / I was born in Conte e' Mola / I'll put on top whoever I want"</p><p><strong>Numero 6</strong><br />Oblong quarto unpaginated 32 pages illustrated throughout. Stiff illustrated wrappers. Front cover illustration after drawing by Gustave Moreau.<br />- First edition. Texts by D'Angelo's: Un centenario dell'Indipendenza; Delire des ombres; Delire des ombres; Toniato Andriani von Holten Martini Benayoun Jaguer Persico Thiercelin; Biasi: Apologia dell'interrogazione; Llinas Leonard Castellano Havrenne Petersen and Walter Fedler: Realismo socialista nella Repubblica Democratica Tedesca. Illustrations by Mesens Fergola Andriani Boucher Max Ernst Lucio Del Pezzo; Persico Toyen Petersen Baj Vielfaure Lacomblez Picabia Biasi Pabi Castellano Fahlström Sant'elia Russo Dova and di Bello.<br />The central double page is dedicated to Franz Picabia featuring a reproduction of one of his works and nine quotations from other authors who wrote about him Apollinaire Breton Estienne Fricker De Massot Olga Picabia Seuphor Tapié.</p><p>'The merit of Documento Sud and its creators undoubtedly lies in their contribution to the development of Italian visual poetry their attempt to build a new interplay between image and word a connection between drawing and writing poetry and collage always guided by an unconventional use of forms and freedom in the figurative repertoire "disobeying any logical criterion" to use the words of Mario Persico." Marina Borrelli</p> Edizioni Sud Arte
20102553191017034Doll News 2012-01-01. Single Issue Magazine. New. Brand-new unused unopened in perfect condition. Doll News unknown
16012552191017008Doll News 2016-01-01. Single Issue Magazine. New. Brand-new unused unopened in perfect condition. Doll News unknown
12 pages including covers. Undated but appears to be circa 1920. Charming illustrated covers show front and back views of cute dolly. Balance of book includes text and illustration(s) on each page, with five of the illustrations in beautiful color. Features young girls and their dolls in Holland, Japan, Scotland, and Russia. Author not explicitly stated but is most likely also the illustrator whose initials, F.L.N., appear on the page three illustration. Above-average wear. Faint gift greetings upon lower right corner of front cover, otherwise unmarked. Covers loose but present. A worthy vintage copy of this utterly adorable doll collectible. Book
br. Con interventi di Sandro Marchiori e Carlo Chionne.
ril. Gabriele Amorth muore a Roma il 16 settembre 2016. «A 91 anni di età, 69 di vita paolina, 62 di sacerdozio, 30 di esorcismo». Così sintetizza Domenico Agasso, alla fine della sua indagine sulla vita di colui che tutti ricordano come il più famoso esorcista dei nostri tempi. Quella di Amorth, però, non è stata solo la vita di un "nemico di Satana", ma anche di un protagonista della storia recente di un'Italia che, nell'ante e nel dopoguerra, si trovava a doversi costruire un'immagine democratica che non perdesse i valori più profondi del cristianesimo. Padre Gabriele visse con intensità tutta questa straordinaria stagione a fianco dei più grandi dell'epoca, dai quali ricevette stima e rispetto. Ancora Agasso chiosa: «Tanti gli debbono gratitudine e salvezza. Preti, vescovi e Papi non possono disperdere il suo esempio e la sua lezione, ma piuttosto farne tesoro. [...] La Chiesa, un giorno, dovrà indagare le virtù di don Gabriele Amorth». Questo libro è un invito ad approfondire la storia di un uomo, di un prete e di un combattente tra le fila di Dio che non ha ancora finito di stupire.
br. Don Bosco che ride è l'unico libro sul santo scritto da un suo contemporaneo anzi, da un prete cresciuto nell'Oratorio di Valdocco - che ancora corre tra le mani della gente. Il segreto del suo successo? Non è un racconto della vita del fondatore e della storia della Società salesiana, bensì una sceneggiatura, un flashback, una fuga di sequenze felicemente selezionate. Chiavarino non descrive don Bosco, ma lo vede e continua a visitarlo in una sorta di udienza che si protrae nel corso dell'opera. Il taglio, la vivacità, il brio dello stile dimostrano che il "ridere" di don Bosco, il suo humour, erano sì un impagabile dono di natura, ma furono anche trasformati, operosamente e pazientemente, nell'ideale di gioia cristiana che è modello di vita e strumento base di educazione. Ne scaturiscono un arazzo policromo fatto di mille fili, un mosaico di tante piccole tessere, un paziente lavoro di bulino, che rendono il vero volto del santo, padre e maestro amatissimo per i ragazzi, che come nessun altro seppe educare al dialogo con le realtà della vita.
brossura Don Bosco ha amato Francesco di Sales al punto di dare il nome di Salesiani alla Famiglia da lui fondata. C'è indubbiamente, tra i due Santi, un'affinità e congenialità spirituale. Per dimostrarlo l'autore di questo volume ha scelto sette "parole" che fotografano la spiritualità di Francesco di Sales (amicizia, zelo pastorale, dolcezza...), facendo poi emergere come siano state tutte vissute da Don Bosco: un confronto inedito, utile ad avviare una riflessione personale o comunitaria sul modo di vivere nel nostro tempo la strada che Francesco di Sales e Don Bosco hanno percorso e indicato.
br. Don Bosco è uno dei santi più celebri e più fraintesi della storia della Chiesa. Anche se di certo non mancano i libri che parlano di lui, raramente la sua figura e, soprattutto, la sua spiritualità sono presentate in modo corretto e completo. Come Cristina Siccardi dimostra attingendo alle ricchissime fonti primigenie - le più attendibili in assoluto -, egli visse sempre di "sogni", cioè fu continuamente visitato dal Divino, perché chiamato a realizzare un grande progetto nel quale la dimensione soprannaturale e quella naturale dovevano toccarsi e che avrebbe condotto i ragazzi "peggiori" a divenire degli "onesti cittadini e dei buoni cristiani" (nel senso in cui il Santo intendeva tali qualità e che il libro svela fino in fondo). Quello che emerge da queste pagine non è dunque il "santo sociale" ideologicamente impostato, non è il "manager" così in voga negli anni '70 e '80, non è il precursore della moderna psicologia, né tanto meno del Concilio Vaticano II, ma un uomo fatto di cielo e di carità, che si adopera per instaurare il Regno di Dio sulla terra. Uno straordinario sacerdote che lottò indefessamente, seguendo gli indirizzi della Tradizione e usando gli strumenti della dialettica e della carta stampata, contro errori ed eresie, contro il liberalismo e la Massoneria, difendendo con coraggio, passione e determinazione la fede cattolica e la sua Chiesa.
brossura Milioni di persone lo riconoscono come guida spirituale. Il suo nome campeggia su università e scuole popolari, centri per giovani in difficoltà e oratori di periferia, grandi chiese e umili cappelle... Il nome di Don Bosco è ovunque sinonimo di educazione. Il suo sistema educativo è ancora moderno ed efficace. Questo libro, scritto con stile avvincente, racconta la sua storia.
ill., br. Sette capitoli che scorrono velocemente sotto gli occhi del lettore, ognuno concluso da una storia vera dei nostri giorni, a testimoniare il valore della presenza salesiana in ogni angolo del mondo. Pagine che narrano la passione di don Bosco nel realizzare i suoi sogni, fino al 31 gennaio 1888, alle quattro e venti del mattino, quando il santo dei giovani concluse la sua missione terrena. Un libro che ha la forza di riempire di speranza ogni fatica. Presentazione di Ángel Fernández Artime.
brossura Il volume narra la vita di Don Bosco in forma semplice e vivace, attingendo dalla vasta documentazione e dalle numerose testimonianze dell'epoca; e colloca la vicenda del santo nella storia sociopolitica ed ecclesiale del tempo.
ill. Nato in provincia di Milano nel 1902, ordinato sacerdote nel 1925, allo scoppiare della Seconda guerra mondiale don Carlo Gnocchi si arruola come cappellano volontario e parte prima per il fronte greco-albanese e poi, con gli alpini della Tridentina, per la campagna di Russia. Nei giorni drammatici della ritirata di Russia, assistendo gli alpini morenti, in don Carlo matura il sogno di realizzare una grande opera di carità, che troverà poi compimento nell'impegno per l'infanzia sofferente. Rientrato in Italia dà corpo al suo sogno fondando la Federazione Pro Infanzia Mutilata e la Fondazione Pro Juventute. Nel 1955 don Carlo lancia la sua ultima sfida: il progetto di un Centro pilota che costituisce la sintesi della sua metodologia riabilitativa. Minato da un male incurabile, don Carlo muore a Milano il 28 febbraio 1956. Il 25 ottobre 2009 è stato proclamato Beato. Questo libro ne tratteggia un agile profilo biografico.
ill. Apprezzato dalle guardie e dai ladri, dai preti e dai mangiapreti, dalla gente più semplice e dai teologi: don Danilo Cubattoli, pupillo di Elia Dalla Costa, fu talmente innamorato di Cristo da dedicargli la vita, l'esuberante fisicità, l'intelligenza vivissima. Con Fioretta Mazzei e Ghita Vogel operò a favore dei ragazzi di San Frediano e per essere loro amico fu atleta, sub, alpinista, tanto che alle sue gesta in bicicletta fu dedicata anche una copertina della "Domenica del Corriere". In moto nei primi anni Cinquanta arrivò in Grecia, attraversò il Medio Oriente, poi entrò in Africa e fra mille avventure arrivò al suo scopo: celebrare una messa sulla vetta del Kilimangiaro. Fu il primo prete a dir messa dietro le sbarre, sostenitore della legge Gozzini, protettore di chiunque gli chiedesse aiuto, perfino di Pietro Pacciani, il presunto "mostro di Firenze", cui celebrò il funerale (una bara, lui e tre giornalisti). Si occupò anche di cinema, in particolare di film per ragazzi, diventando amico di grandi personaggi dello spettacolo come Benigni e Monicelli.
br. Dalla prospettiva delle beatitudini emerge la figura di don Dolindo, sacerdote poliedrico, che ha fatto della sua relazione col Signore la sua forza, pur tra le prove della vita che non l'hanno risparmiato. Il testo ben si presta ad essere strumento di accompagnamento spirituale per quanti conservano memoria di questo santo sacerdote napoletano. Ma anche per coloro che sanno apprezzare la testimonianza di vita di chi ha saputo operare tra la gente e con la gente, nei quartieri popolari di una grande città. Una scelta indovinata per mostrare come la più bella esegesi delle beatitudini sia quella che ci viene offerta da coloro che l'hanno saputa interpretare con la vita. E don Dolindo è uno di questi. Dalla Presentazione di Mons. Francesco Oliva Mi viene in mente una particolare immagine per descrivere la personalità di don Dolindo: quella di un genitore amorevole che, vedendo un figlio caduto in disgrazia, investe tutte le proprie energie e risorse per aiutarlo. Nel fare ciò, egli metterà in atto ogni strategia possibile, mostrando di possedere un amore sconfinato. Questa immagine meravigliosa del padre che ama incondizionatamente suo figlio fino a dare tutto se stesso per lui rispecchia molto la personalità poliedrica di don Dolindo. Pasquale Rea
br. Nel cuore della notte, nel tenue chiarore della cappella, Ferdinando Rancan, giovane seminarista, vede l'immagine del Cuore ferito di Gesù. Rimane profondamente turbato, intuisce che senza dolore è difficile capire l'amore, si sente spinto a chiedere con insistenza al Signore di soffrire molto per poter vivere più profondamente l'intimità con Lui. Gli rimarrà la convinzione di essere stato esaudito. Dio gli donerà una lunga vita, in cui gli farà compagnia a volte la malattia e l'incomprensione, ma anche la gioia del servire sacerdotale. Il sorriso non lo abbandonerà mai. Lascerà un ricordo incantevole in centinaia di persone. L'Autore intraprende un viaggio per raggiungere i luoghi in cui don Ferdinando (1926-2017) era passato, incontrare le persone che lo avevano conosciuto, apprendere dalla loro voce le vicende che si erano susseguite negli anni. Scoprirà che una vita che si presentava avventurosa trovava il suo significato e il suo valore in ciò che avventuroso non era: la fedeltà quotidiana al progetto di Dio, nell'amore che vivifica ogni cosa.
br. Il testo racconta la storia e l'attività di don Fortunato Di Noto, sacerdote siciliano, fondatore dell'associazione Meter, da molti anni in prima linea nella lotta alla pedofilia e alla pedopornofilia diffusa specialmente tramite Internet. Alle descrizioni e osservazioni dell'Autore sulla realtà sociale si alternano lunghi brani in cui don Fortunato parla in prima persona della propria vita, a partire dagli anni della giovinezza a Ragusa per arrivare fino a oggi, mettendo in luce difficoltà e successi del suo impegno a difesa dei bambini. Un capitolo è dedicato anche alla pedofilia nella Chiesa; l'ultimo capitolo raccoglie alcune testimonianze rese in età adulta dalle vittime stesse.
ill., ril. Don Giulio Gabanelli aveva una visione del mondo ispirata al Vangelo, sostenuta dalla fede e da un profondo umanesimo. Concordi le testimonianze della sua semplicità, generosità, attenzione verso chi bussava alla sua porta, fossero poveri o bisognosi di consigli, di aiuti spirituali o di carattere culturale. Seppe dar vita a grandi progetti sociali innervati della sua passione per la storia, l'arte e l'artigianato, l'archeologia e la paleontologia, oltre che per la poesia. Basti dire che, dopo le 20 pagine finali di biografia (nato a Fonteno nel 1922, quinto di dodici fratelli di cui anche il primogenito sacerdote), ne seguono ben 50 di bibliografia. Una persona grande, scrive don Angelo Vigani, il parroco suo successore a Zogno, un sacerdote grande, con il quale, a un anno dalla sua salita al cielo, è bello riprendere il discorso, far memoria della incisiva presenza sua nei cuori degli zognesi e di tutta la Valle Brembana, mettendo nero su bianco le cose importanti lasciate da don Giulio nei suoi cinquant'anni di vita a Zogno, dove fu parroco dal 1969, dopo essere stato coadiutore a Castione e a Calolziocorte. Non multa sed multum, scrive l'attuale parroco don Mauro Bassanelli, citando Quintiliano: non molte cose, ma molto bene, per dire che la perfezione non sta nel verbo "fare", ma nell'avverbio "bene". Per don Giulio molte sono le cose fatte e fatte bene. La raccolta di alcune in questo libro, può ricordarci che qualcuno è capace di fare molte cose e di farle bene.
ill., br. Al di là del contesto locale, la notorietà di don Giuseppe Chiot (1879-1960), parroco di San Luca (nel centro di Verona) dal 1914 al 1960, è legata al suo incontro con Galeazzo Ciano, nel momento tragico del processo di Verona e dell'esecuzione (1944). Ma la stessa pietà mostrata verso i potenti il sacerdote veronese l'aveva mostrata, durante tutta la sua vita, per gli emigrati, i soldati al fronte, i carcerati, per tutte le categorie "marginali". E con la stessa intensità egli visse la passione per l'arte contemporanea, per la letteratura, per la Nazione italiana, oltre che la sua missione di parroco.
brossura
brossura In questo libro l'autrice mette in evidenza i tre aspetti fondamentali della personalità di don Giuseppe Tomaselli, definito "grande mistico, grande guaritore e grande esorcista". In vita ricevette da Dio i principali doni mistici, in particolare quello della guarigione, esercitato attraverso il fluido mistico che gli fu trasmesso da padre Pio e che, recandosi a San Giovanni Rotondo nella Casa Sollievo della Sofferenza pochi mesi dopo la morte di padre Pio, irradiò su Elena Golia, ottenendole la guarigione dai postumi di una preoccupante malattia. Fu anche servo fedelissimo di don Bosco, attivando gli ideali salesiani nel modo migliore, con la massima dedizione, onorando ed esercitando tutte le virtù cristiane. Contiene gli straordinari messaggi di padre Pio a un'anima mistica poco dopo la sua salita al cielo.