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illustrazioni
cm. 17 x 25, iv-376 pp. con 2 tavv. f.t. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi 727 gr. iv-376 p.
(Codice MC/0835) Quattro volumi In 8° grande (26x30 cm) 1440 pp. Complessive. Migliaia di illustrazioni, anche a piena pagina, in nero e a colori (antiche incisioni, disegni, foto, stampe e dipinti d'epoca, documenti, ecc.). In fine indice di nomi e cose, glossario. Piccolo ex libris nobiliare. Cartone originalle, impressione oro al piatto, titolo oro al dorso, tutti con sovraccoperta. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
128 S. + Falttafeln. 4°. HLn.
ril. tela Il mosaico dell'Edizione Nazionale delle Opere di Leon Battista Alberti si arricchisce di un nuovo, fondamentale tassello con la pubblicazione di questa edizione del "De pictura" nella redazione volgare, condotta da Lucia Bertolini con strategie d'indagine messe a punto in lunghi anni di studio. Un'edizione destinata a costituirsi quale riferimento indispensabile per ogni futura riflessione e indagine sul trattato pittorico dell'Alberti, nonché per delineare con sempre maggior precisione la poliedrica personalità dell'autore. L'edizione si fonda sull'analisi puntuale dei tre testimoni manoscritti dell'opera, conservati a Firenze, Parigi e Verona, alla luce delle precedenti edizioni, a cominciare da quella di Cecil Grayson, assumendo il manoscritto fiorentino come guida e fondamento. Il sistematico raffronto dei tre testimoni mediante dettagliate tavole di comparazione non vale soltanto come puntuale escussione di ogni tipo di variante, allo scopo di stabilire un testo filologicamente attendibile: la collazione dei tre manoscritti aiuta infatti non solo a tracciare la storia elaborativa del trattato, ma anche a meglio riconoscere il metodo di lavoro albertiano. Preceduto dalle note critiche, che documentano le ragioni delle scelte restitutive, il testo del "De Pictura", corredato da un triplice apparato (redazionale, di tradizione e delle fonti) è seguito da un Commento linguistico inteso a chiarire il senso di quanto in esso risulti ambiguo o problematico.
ill., br. Esistono vicende, nella storia umana, che hanno una dirompenza più inappariscente dei grandi sconvolgimenti, ma un rilievo e una durata ben maggiori. Per comprenderne le vere dimensioni sono d'ostacolo gli specialismi non dialoganti e gli arroccamenti sugli spalti identitari. Ce lo insegna in modo esemplare l'invenzione della prospettiva, argomento tra i più studiati di una storia dell'arte. Con mossa felicissima, Hans Belting spariglia le carte e mette in prospettiva la prospettiva stessa. Grazie alla sua indagine si chiariscono le alleanze tra pratiche pittoriche, dottrine artistiche, conoscenze scientifiche, e soprattutto si svela la fecondità di un paradosso: all'apice della sua fioritura, l'Occidente definì il canone percettivo, attraverso il quale ci appropriamo del mondo sotto forma di immagine, attingendo a una teoria della visione concepita quattro secoli prima da un matematico arabo nativo di Bassora, Alhazen, in un contesto religioso islamico che bandiva le immagini perché giudicate contraffazioni blasfeme della creazione di Dio. Lo scarto temporale e i travisamenti dei traduttori propiziarono inopinatamente, sulla questione nevralgica delle consuetudini visive, il cortocircuito tra due civiltà che avrebbero poi acuito la reciproca lontananza. Civiltà dello sguardo, quella occidentale, fondata sul primato dell'occhio e sulla sovranità del soggetto osservatore. Civiltà che privilegia la luce, quella araba, fedele al grafismo non iconico dell'ornamento.
br. Il volume, a cura di Gianfranco Gambarelli, Cesarino Bertini, Izabella Stach, fornisce una valida introduzione ai principali metodi di decisione strategica per problemi di scelte individuali e di interazioni fra vari decisori. Tra gli argomenti analizzati: Ottimizzazione libera e vincolata; Programmazione lineare, intera, non lineare, stocastica; Logica fuzzy, logica rough; Ulteriori metodi di decisione in condizioni di certezza e di incertezza; Giochi statici e dinamici; Testimonianze personali su "A Beautiful Mind" e altri "Nobel". Le applicazioni variano dall'Economia alla Politica, alle Scienze sociali, ambientali, militari, assicurative e aziendali, alla Finanza, alla Medicina, allo Sport.
ill., br. Il presente volume, frutto di anni di lavoro, cerca per la prima volta di fare il punto, non certo definitivo, ma quanto più possibile esaustivo, della fase iniziale (1916-1921) dell'impegno culturale e intellettuale di Julius Evola (1898-1974), riunendo tutta insieme la sua opera artistica come teorico dell'arte d'avanguardia, poeta e pittore, in modo da fornire ai semplici lettori, agli specialisti e ai critici italiani e stranieri quanto in precedenza era disperso e introvabile, offrendo così un'immagine finalmente completa e totale dell'Evola artista. Il volume è stato diviso in quattro sezioni. Dopo un'introduzione generale affidata a Carlo Fabrizio Carli, coordinatore del libro, la prima è dedicata ai manifesti e agli interventi critici anche d'occasione. La seconda parte è riservata alla sua produzione poetica con introduzione di Vitaldo Conte. La terza sezione comprende l'epistolario con Tristan Tzara, il fondatore e nume tutelare del dadaismo, fondamentale per capire il pensiero del giovane artista sino al superamento del dadaismo e il clima dell'epoca. La quarta e ultima parte di questo volume è infine dedicata alla sua opera pittorica con la riproduzione di una selezione dei suoi quadri sulla cui autenticità non ci sono dubbi. Un'appendice di Dalmazio Frau esamina un aspetto sempre ignorato dell'Evola artista, quello di grafico e creatore di copertine per i propri libri. Segue il catalogo-schedario curato da Carlo Fabrizio Carli e Francesco Tedeschi con tutte le informazioni necessarie per classificare e inquadrare le opere, tracciandone una sintetica storia e interpretazione. Il volume è arricchito da decine di fotografie, manifesti, copertine di libi e riviste. Introduzione di Carlo Fabrizio Carli.
ill., br. Questo libro si colloca all'interno di un'ampia ricerca messa in campo dalla Scuola di Architettura di Bari attorno alla figura e all'opera di Paul Schmitthenner (1884-1972). In Italia si conosce ben poco di Schmitthenner, eppure il suo lavoro si mostra subito in tutta la sua complessità e ricchezza, audacia e parsimoniosa attenzione per il semplice e l'inapparente. Alla concezione sulla forma e al suo rapporto fondativo con le origini della costruzione si associa la particolare attitudine all'innovazione delle tecniche artigianali, sedimentate nell'alveo di quel mestiere che andava insegnando nella famosa "Stuttgarter Schule". Nell'esperienza di Schmitthenner la tradizione e la modernità si intrecciano continuamente senza mai distaccarsi da una legge dell'ordine delle cose, che ogni volta definisce la ragione della forma e l'appropriatezza della costruzione. Dall'ordinamento del processo, dalla razionalizzazione degli elementi e delle loro relazioni prende le mosse il titolo di questo libro: "artigianalità" e "tecnica" sono anch'esse dei concetti desueti, che potrebbero apparire anacronistici rispetto agli sviluppi della tecnologia e delle mode; ma considerare l'architettura a partire dalle sue origini significa ricucire lentamente il nostro operato con ciò che è essenziale e duraturo, con ciò che ha valore in ogni tempo e che spinge la forma a mutare, a risiedere rinnovata e con pregnante significatività nel nostro tempo.
br. In che modo l'Intelligenza Artificiale (IA) sta cambiando il mondo dell'arte? Quali sono le ultime tecnologie di IA impiegate nei musei? Quali le nuove frontiere nella catalogazione? Può l'Intelligenza Artificiale offrire una soluzione in termini di inclusività nei musei? Come è possibile creare un'opera d'arte con il supporto dell'IA? Scopo del libro è rispondere a queste e molte altre domande offrendo al lettore una guida ampia e articolata per orientarsi nei complessi scenari d'arte e Intelligenza Artificiale, attraverso panoramiche, case studies e interviste raccolte dall'autrice appositamente per questo volume. Il libro è diviso in due parti, la prima è dedicata a museologia, conservazione, classificazione, ricerca, fruizione e mercato; la seconda invita alla scoperta degli AI Artists pionieri nell'uso dell'Intelligenza Artificiale per la progettazione e la realizzazione delle loro opere, verso nuovi orizzonti estetici.
br. Refrattario alla retorica e ai vezzi di molta accademia, Solmi non fu critico d'arte istituzionale ma, amico e sodale di pittori e scultori, potè seguirne passo dopo passo i percorsi, affascinato dalla creatività unica e irripetibile del vero artista: "... vane sono formule e programmi, vano persino l'altissimo esempio degli antichi quando difetti, nell'artista, il vivo sentimento, sempre eretico e individuale, della vita vivente che nell'arte cerca la sua forma". Senza mai cedere alla semplicistica tentazione di "incasellare nomi ed opere sotto le bandiere degli astratti "programmi", "correnti" e "tendenze", e in un'epoca senza centri come il Novecento, in cui "il vero artista è, in ogni senso, solo", Solmi riesce nondimeno a tracciare un panorama tanto composito quanto coerente, scoprendo gli occulti reticoli che connettono fenomeni all'apparenza distanti. Dagli scritti raccolti in questo volume nasce così, inattesa, una vera e propria storia dell'arte italiana della prima metà del secolo scorso (non senza uno sguardo prensile anche a ciò che succedeva oltre confine e al passato). Arte che Solmi osserva con lo stesso magistrale discernimento che ha sempre fatto valere nella critica letteraria, intuendo spesso il genio e l'originalità di molti artisti - da Carrà a De Pisis, da De Chirico a Sironi, da Modigliani a Morandi a Casorati - ben prima della loro piena affermazione pubblica. Con una nota di Antonello Negri.
ill., br. Cconosciuto e tradotto in tutto il mondo, il Thompson Bordwell presenta uno dei racconti della storia del cinema. Rispetto all'edizione anglosassone, è stato ridotto il numero di pagine, pur mantenendo inalterato lo spirito dell'originale e rispettando il pensiero degli autori. A un sensibile ridimensionamento delle introduzioni di carattere storico-economico ha fatto da contraltare l'inserimento nell'edizione italiana di box dedicati ad alcuni film, di schede sull'analisi audiovisiva del film o dedicate a questioni di rilievo, nell'ottica di fornire al lettore elementi interpretativi di base. Un'ulteriore variazione ha riguardato il documentario e l'animazione, non di rado oggetto di dibattito e di studi specifici, che sono stati affrontati negli ultimi due capitoli del volume e l'introduzione di un'appendice dedicata al linguaggio cinematografico, che ha l'obiettivo di fornire al lettore gli strumenti per familiarizzare con la terminologia specifica.
Mm 155x215 Collana: "Biblioteca di Storia dell'Arte - Nuova Serie". Volume rilegato in tela con titolo impresso al dorso, sovraccoperta a colori con piccoli strappi ai margini, xxix-358 pagine con xiv disegni in nero nel testo e 153 figure sempre in nero non comprese nel testo. Bibliografia ed indice dei nomi in chiusura. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
COPERTINA DANNEGGIATA
cm. 18 x 25,5, xxxiv-166 pp. Biblioteca dell'?Archivum Romanicum? - Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia 445 gr. xxxiv-166 p.
cm. 17 x 24, viii-358 pp. Accademia toscana di scienze e lettere ?La Colombaria? - Serie Studi Raccolta di saggi ove si definisce il linguaggio della letteratura nelle sue distinzioni nei confronti del linguaggio pratico, e si riflette sulla prassi della lettura e della interpretazione. Importanti confronti sono anche discussi circa la natura dei rapporti fra letteratura e musica e letteratura e teatro. Una tematica fondamentale del rinnovamento degli studi letterari e critici dallo strutturalismo e dalla semiotica fino a oggi. Vi si leggono anche tre esercizi esemplari di analisi e di interpretazione. A sylloge of essays where literary language is contrasted with ordinary language and fundamental discussions are carried on about the advancement of literary knowledge and literary criticism, from the advent of structuralism and semiotics to the present day. Relevant comparisons are also instituted between the language of literature and the language of music, and the language of literature and the language of the theatre. There also three exemplary analyses and interpretations of literary texts. 659 gr. viii-358 p.
ill. Esplorando i diversi modi attraverso i quali arte e fotografia si sono intrecciate, l'autore sottolinea il ruolo cruciale svolto dall'arte nelle mutazioni dell'immagine fotografica e tutta l'importanza della fotografia per la nascita e l'evoluzione dell'arte moderna. Confrontando efficacemente la panoramica storica e la trattazione tematica, dal pittorialismo e dall'«immagine nuda» documentaria agli usi concettuali, archivistici o narrativi della fotografia, il saggio dimostra quanto questa forma d'arte sia oggi vitale, variegata e in continua espansione. Bate infatti si concentra sulla natura sempre piú globale del fenomeno, dando conto non soltanto del contesto angloamericano ed europeo, ma anche di quello relativo a importanti regioni emergenti dell'Asia, dell'Africa e del Medio Oriente; e prendendo in considerazione nomi storici come quelli di William Henry Fox Talbot e Roger Fenton e artisti quali Lee Miller, Brassaï, Robert Frank, Nan Goldin, Ed Ruscha e Gillian Wearing.
ill., br. Questa raccolta di tutti gli scritti di Umberto Boccioni riporta delle memorie fondamentali per la storia dell'arte contemporanea. Questi saggi, manifesti, lettere e diari con la propria fisionomia, estetica e poetica, concorsero a delineare uno di quei movimenti, il Futurismo, che si definirono grazie ai testi di Kandinsky, Malevic, Delaunay e Mondrian col nome di Avanguardie artistiche. Non solo ne emergono i particolari del percorso creativo e umano di un grande protagonista dell'arte contemporanea, qual è stato Umberto Boccioni, ma anche l'infatuazione positivista, il concetto di azione, modernità e rischio, nonché la fiducia nel progresso che hanno informato le riflessioni del primo Novecento italiano. Una società piena di aspirazioni rigenerative e speranze che tuttavia si dimostrano disattese dall'avanzare della guerra: "Da questa esistenza io uscirò con un disprezzo per tutto ciò che non è arte", scriveva Boccioni dal fronte in una lettera del 1916 pochi giorni prima della sua morte. Da qui scaturisce l'originalità del pensiero boccioniano teso al rinnovamento della sensibilità estetica del suo tempo a partire dalla vita, dalla realtà attuale, in un connubio arte-vita che rappresenta il nucleo più autentico e genuino del primo futurismo, ma che non manca di aneliti molte volte tragici e disincantati.
ill., ril. Il volume intende restituire l'orizzonte in cui si inseriscono le operazioni e le idee massoniche; le opere rappresentate rientrano in un milieu culturale influenzato dal pensiero massonico ovvero discendono da alcune matrici esoteriche confluite sia nella massoneria operativa che in quella speculativa. Ne deriva un viaggio alla ricerca della Architettura Divina, di una spazialità sacrale che discende da modelli di perfezione sovrumana, coniugando gli archetipi "divini" con l'aspirazione a riproporre una laica Civitas Dei di fraternità e solidarietà sociale se non anche l'ideale di nuovi Templi e Cattedrali della Umanità. Vengono passate in rassegna le architetture ispirate dal Grande Architetto (Tabernacolo, Tempio, Arca) nonché gli archetipi dell'Ars Regia e i tre modelli "naturali" del costruire (la Capanna, la Caverna, la Tenda). In età medievale e moderna la protostoria della Massoneria si esplica sul duplice versante della operatività (cantiere delle Cattedrali) e della architettura "filosofale". Viene poi riassunto il dibattito sullo "stile" massonico, dalla ricerca di un linguaggio egemonico (come lo "stile romano" o il revival egizio) fino alla ricezione di stili diversi, nel segno della tolleranza e del sincretismo culturale.
Contains b&w plates. 240X160 mm. XIV+116 pages. Hardcover. In good condition.
295x290mm. 308 pages. Dark blue cloth Hardcover with illustrated dust-jacket. Jacket verso and cover slightly damp-stained. Else in good condition.