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vii, 397 S. 4°. OLn. Schutzumschlag.
281 S. 4°. OKart. Notenbeisp.
(Codice MC/0232) In 8° 824 pp. Illustrato con 203 figure, cartine e uniformi. Legatura tutta tela blu originale, titolo oro (scolorito). Piccolo ex libris. Lievemente usato, ma volume ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
(Codice MC/0231) In 8° VI-944 pp. Illustrato con 162 figure. Legatura tutta tela editoriale (dorso leggermente usato), titolo oro. Piccolo ex libris. Ottimo esemplare. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
39 S. 8°. OU. Durchgehende Faltspur. Wasserrandig.
(Codice MT/1806) In folio, (37,5x27,5 cm) 66 pp. Edizione originale. Testo su 2 colonne, illustrato con 17 incisioni, anche a piena pagina. Modesta legatura dell'epoca mezza tela usata, legatura allentata, ingialliture e segni tel tempo, ma testo e immagini in buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
(Codice ZA/0151) In 4° (33,5x24 cm) 139 pp. Partitura. Brossura editoriale, ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
ESEMPLARE NUMERATO DI 500 COPIE
A very good paperback. Clean, tight, unmarked. ...
308p. Numerous game illustrations. Damp stained. Age stained. Small 8vo. Original full cloth binding, lettered and decorated in gold. Binding worn with some loss at extremities. Hardbound. GAMES BOX 1
ill., ril. Questo volume presenta l'esito di un prolungato lavoro di osservazione, descrizione e trasfigurazione del paesaggio che si percepisce viaggiando tra Roma e Pescara (e dintorni), ovvero tra Pescara e Roma. L'esito consiste in disegni eseguiti sulle pagine dei taccuini, impiegando tecniche diverse. Disegni che si sono accumulati, prima inconsapevolmente e poi deliberatamente, nell'arco di trent'anni, fino a costituire una collezione: ed è proprio l'insieme a restituire il senso del lavoro. Sviluppare questo lavoro ha significato, nel tempo, elaborare un metodo, che l'autore definisce "Attività duale" e che consta di due fasi: una fase di in-put, o "Rilievo del mondo fisico", cui fa seguito una fase di out-put o "Riformulazione concettuale". Nell'habitus di un architetto, le due fasi si presuppongono e spesso si confondono: ma è proprio il loro nesso ad assumere un valore metodologico, come spiegato nel testo che conclude il volume. Nell'insieme, questo album di disegni costruisce una sorta di discorso visivo e testimonia della possibilità di trasformare il più monotono pendolarismo nell'occasione per continue osservazioni e invenzioni.
br. Questo libro raccoglie per la prima volta un'ampia scelta di lettere, in buona parte inedite, della vasta corrispondenza che Cesare Brandi intrattenne con colleghi e amici nell'arco di cinquant'anni. Quasi un'autobiografia in cui, accanto al Brandi più noto - il critico, lo storico, il filosofo dell'arte, il teorico del restauro, il viaggiatore -, emerge una figura più intima e confidenziale, che scrive di amicizia, solitudine e amore in una prosa limpidissima e misurata, spesso accesa da lampi di poesia. Il capitolo meno conosciuto ma forse più suggestivo della bibliografia brandiana, imprescindibile per conoscere il lato più privato del grande intellettuale e del mondo culturale italiano dell'epoca.
br. "L'alfabetismo ha estromesso l'uomo dalla tribù, gli ha dato un occhio al posto dell'orecchio e ha sostituito il suo sentimento di appartenenza collettiva, totale e in profondità con i valori visivi e lineari e con una coscienza frammentaria. Di qui una possibile nota di ottimismo: se la civiltà elettronica esalterà di nuovo l'orecchio, il senso della vicinanza, vi è qualche speranza che le divisioni del mondo possano attenuarsi." Con queste parole Marshall McLuhan nel 1969 descriveva i sensi umani. Perché se vista e udito hanno un ruolo parimenti decisivo nella comprensione del mondo, il campo visivo ha da sempre dominato i dibattiti sull'esperienza culturale. Di conseguenza il modo in cui entriamo in relazione con il mondo e lo pensiamo è sempre stato influenzato più dalla vista che dall'udito. Unendo studi di sociologia, cultural studies, antropologia, filosofia, geografia urbana e musicologia, "Paesaggi sonori" evidenzia questa "rivalità", indagando come la cultura acustica incida in modo sottile e profondo sulla nostra vita. Dal suono evocativo delle campane di paese al chiasso stridente dei tubi di scarico, ciò che udiamo modifica il nostro stato d'animo e le nostre azioni. E con l'avanzare della tecnologia, il mondo è diventato sempre più rumoroso e inquietante; per difenderci dai rumori, andiamo alla ricerca di nuovi suoni suoni che calmano, proteggono, alleviano.
ill., br. Che aspetto aveva il mondo visto da uno dei primi Homo sapiens? Com'era il cielo che Galileo scrutava col suo telescopio? Che cosa videro gli astronauti dell'Apollo 8 quando entrarono nel campo gravitazionale della Luna? Perché siamo stregati dal sorriso enigmatico di Monna Lisa? Con Storia dello sguardo Mark Cousins compie un vero e proprio montaggio dei momenti più significativi della nostra storia visiva e ci racconta come e perché sia cambiato il nostro modo di guardare nel corso dei secoli. Assistiamo così allo spettacolo della grande eruzione del Vesuvio del 79; insieme a Newton vediamo cadere la fatidica mela che lo porta a formulare la legge di gravitazione universale; penetriamo l'espressione carica di sofferenza di uno schiavo africano incatenato su una nave diretta in Brasile; ipotizziamo l'occhiata di rimprovero lanciata a Cézanne dalla moglie durante un'estenuante seduta di posa; siamo accanto a Howard Carter quando, nel 1922, scopre la tomba di Tutankhamon. Dal Pleistocene all'era digitale, il modo in cui costruiamo le immagini e quello in cui recepiamo l'oggetto della visione è radicalmente mutato: ed esplorare l'evoluzione del processo visivo equivale a ripercorrere la storia dell'uomo. Album di fotografie e galleria d'arte, road movie e grammatica del linguaggio visuale: "Storia dello sguardo" è un viaggio per parole e immagini che attraversa l'arte e la letteratura, il cinema e la fotografia, la tecnologia e la scienza. Un percorso alla fine del quale non potremo più guardare il mondo con gli stessi occhi.
ill., ril. L'arte della prima metà del Novecento è un vorticoso susseguirsi di movimenti e "ismi". Difficile dunque definirla in un sistema chiuso e immutabile, meglio, e forse più giusto, cercare di catturarne lo spirito di molteplicità e di contaminazione continua attraverso un programma di mostre temporanee, percorsi visivi, tematici o storici che tengono conto di connessioni, rimandi e affinità tra artisti anche apparentemente lontani. Il secolo breve, racchiuso fra l'illuminazione elettrica del cielo di Parigi dall'alto della Tour Eiffel per l'expo del 1889 e il lampo devastante del fungo atomico a Hiroshima, ha forgiato il nostro immaginario di uomini contemporanei, frantumando le certezze del secolo lungo. Con queste esposizioni immaginate Philippe Daverio percorre strade poco battute, e si allontana dai consueti percorsi scolastici, cercando piuttosto assonanze e migrazioni, incontri reali o fantastici fra opere e artisti. Klimt, Balla, Kandinskij, Picasso e alcuni altri diventano così i cavalieri dell'arte, che hanno gettato i semi e inventato le "forme" del Novecento, e alcuni temi come la danza, l'ansia dell'uomo contemporaneo e la città, sono i luoghi, reali o ideali, che raccontano la "joie de vivre", la frenesia e la solitudine dell'esistenza nel XX secolo.
ill., br. L'arte che produce idee, attitudini e non oggetti segna l'inizio di un terremoto che non ha mai smesso di suscitare stupore cosi come irritazione. Con l'affermarsi dell'arte concettuale ha luogo una rottura che travalica i confini della disciplina artistica e dei luoghi deputati della galleria e del museo, mettendo in crisi entrambi. Le pratiche artistiche odierne divengono comprensibili soltanto se collocate nel contesto dei profondi cambiamenti in atto e all'interno del complesso dei dibattiti che attraversano tutte le culture. Tale approccio si fonda su una visione dell'arte sostenuta da un profondo convincimento etico, e concepita come pratica critica che morde costantemente il fianco alle istituzioni e alle strutture stesse della creazione artistica. I percorsi apparentemente ermetici dell'arte, volutamente ambigui e polisemici, custodiscono e rivelano indizi, percezioni e sentimenti che hanno il potere di aprire nuove finestre sul mondo. Seguendo tali percorsi, questo libro intende offrire ai lettori una sorta di guida, nella speranza che ciascuno possa trovarvi delle illuminazioni o intuizioni utili per la propria vita.
ill., br. Il mondo del circo è un universo denso di contraddizioni, sempre in bilico fra meraviglia e desolazione, polvere e stelle, angeli e demoni. Una particolarissima "piazza" che accoglie sotto il suo tendone a strisce artisti itineranti di ogni genere: acrobati, fachiri, clown, domatori, freaks. Individui che mettono in gioco la loro incolumità spingendo il corpo oltre i limiti del possibile. È per questo motivo che il mondo del circo ha da sempre esercitato sugli artisti un fascino irresistibile: personaggi come Picasso, Cocteau, Kirchner, Seurat o Léger, che nelle loro opere hanno fatto razzie delle sue figure d'appartenenza - giocolieri, cavallerizze, saltimbanchi, trapezisti, pagliacci. Il circo ha fornito gli strumenti necessari per scalzare i precetti d'accademia novecenteschi e ha operato una rivoluzione del linguaggio, portando in scena un sogno comune a pubblico, poeti e pittori: quello di essere catapultati fuori dalla banale realtà.
ill., br. Questo saggio costituisce la prima monografia intrapresa intorno alla scultura più strana, più atipica di Giacometti, il cubo, considerato l'unico oggetto astratto dell'artista. Fatto inesplicabile in un'opera votata, apparentemente, alla "ricerca della realtà". L'insieme delle domande, ipotesi e analisi formali e storiche con cui questo libro letteralmente circonda l'oggetto, aprirà al lettore delle prospettive del tutto nuove. Lo studio minuzioso di Didi-Huberman, infatti, permette di scoprire nel cubo un oggetto dallo statuto paradossale; un'eccezione, un'opera chiusa su se stessa e senza discendenza stilistica, un prisma nel quale Giacometti articola alcuni dei paradigmi essenziali della sua arte: il rapporto dei corpi con la geometria, la questione della dimensionalità, la separazione del viso dal cranio, l'iconografia della melanconia e infine la problematica del ritratto che obbliga, di fronte a questa scultura, a formulare la nozione inedita di 'antropomorfismo astratto'. Un volume per gli appassionati di arte e scultura contemporanee, guardate attraverso numerose sfaccettature antropologiche e filosofiche.
ill., ril. La nostra immaginazione è popolata da terre e luoghi mai esistiti, dalla capanna dei sette nani alle isole visitate da Gulliver, dal tempio dei Thugs di Salgari all'appartamento di Sherlock Holmes. Ma in genere si sa che questi luoghi sono nati solo dalla fantasia di un narratore o di un poeta. Al contrario, e sin dai tempi più antichi, l'umanità ha fantasticato su luoghi ritenuti reali, come Atlantide, Mu, Lemuria, le terre della regina di Saba, il regno del Prete Gianni, le Isole Fortunate, l'Eldorado, l'Ultima Thule, Iperborea e il paese delle Esperidi, il luogo dove si conserva il santo Graal, la rocca degli assassini del Veglio della Montagna, il paese di Cuccagna, le isole dell'utopia, l'isola di Salomone e la terra australe, l'interno di una terra cava e il misterioso regno sotterraneo di Agarttha. Alcuni di questi luoghi hanno soltanto animato affascinanti leggende e ispirato alcune delle splendide rappresentazioni visive che appaiono in questo volume, altri hanno ossessionato la fantasia alterata di cacciatori di misteri, altri ancora hanno stimolato viaggi ed esplorazioni così che, inseguendo una illusione, viaggiatori di ogni paese hanno scoperto altre terre.
ill. Galiani passa attraverso la religione, prima, e le religioni poi, e ne assaggia il rapporto con la materia, presupposto per accostarsi all'arte. Spiega iconoclasmo e iconodulia, sospetto e rispetto per l'immagine, perché rifugga dall'idolatria della materia e sia comunicazione misterica con l'"oltre". Ciò è molto utile, perché per millenni, religione e arte si implicavano a vicenda, non perché l'autore, e molto meno l'osservatore, dovesse essere un praticante, ma perché la società, che "consegnava" i simboli da raffigurare, era impregnata di una sensibilità e di un ethos religioso. L'autore si chiede come, di fronte alla coscienza della molteplicità delle culture e delle religioni - compresa la non-religione - vi possa essere fruizione piena e trasversale di quanto emerso da un ambiente connotato e particolare. Nasce dunque il rapporto tra l'oggettivo della rappresentazione e gli infiniti soggettivi degli occhi che la osservano. Galiani cerca un prisma che consenta un approccio fruitivo ed empatico anche al "diverso" e teorizza che tale approccio si compia solo se avviene una riappropriazione personale, una decodificazione riuscita, rispetto all'oggettivo che ha dettato l'opera.
ill., br. In poco più di un secolo il cinema ha assunto una straordinaria importanza come fenomeno sociale, oltre che come manifestazione artistica e forma di intrattenimento. Ma cos'ha spinto alla realizzazione dei primi film? Quali opere sono riuscite a superare i divari linguistici e culturali per divenire icone universali? Cosa rende un singolo regista o una star del cinema così importante? Dalle prime proiezioni dei fratelli Lumière alle moderne multisale, dal cinema d'autore ai blockbuster, da Hollywood ai paesi emergenti, Cinema. La storia completa racconta il fenomeno cinematografico in modo sfaccettato, suddividendo il ricco materiale tematico per periodi e aree geografiche. Ogni capitolo inquadra storicamente i film più rappresentativi di un'epoca o di un genere cinematografico. Seguono le schede dedicate alle singole opere, con le immagini delle scene più importanti e i profili biografici dei registi o degli interpreti. Non mancano gli approfondimenti e la contestualizzazione dei film nell'ambito dell'evoluzione generale delle arti e del linguaggio. Prefazione di Christopher Frayling.
ill., ril. La scrittura elegante e le immagini de "l'Atlante dei luoghi letterari" ci guidano in un viaggio attraverso quattromila anni di narrativa - dall'"Epopea di Gilgamesh" a "Due anni, otto mesi e ventiquattro notti" di Salman Rushdie - alla scoperta dei mondi immaginari più amati della letteratura. Laura Miller ha interpellato scrittori, critici e accademici di fama mondiale, che ci accompagnano nell'esplorazione di quasi cento mondi fantastici, in un'antologia che per la prima volta affianca i classici alla letteratura popolare e alla narrativa contemporanea: ci troviamo così a passare dall'"Odissea" ai "Viaggi di Gulliver", dalle "Cronache di Narnia" di C. S. Lewis alle "Città invisibili" di Calvino, da "1984" di Orwell al "Racconto dell'ancella" di Margaret Atwood, dall'America di "Infinite Jest" di David Foster Wallace al Giappone di "1Q84" di Murakami. Per facilitare la consultazione, le opere sono articolate in cinque grandi capitoli, ordinati cronologicamente: "Miti e leggende antiche" (fino al 1700), "Scienza e romanticismo" (1701-1900), "L'epoca d'oro del fantastico" (1901-1945), "Il nuovo ordine del mondo" (1946-1980), "L'era digitale" (1981-presente).
ill., br. Ugo Ojetti (Roma 1871 - Firenze 1946) fu collezionista e opinionista sagace, ma fu, soprattutto, un raffinato censore del sistema delle arti italiano e, ancor più, un manager delle esposizioni, sorta di curatore ante litteram, teso fra passione antiquaria e ricerca di nuove qualità espressive, possibilmente connotate da un alto potenziale identitario ed economico. L'amore per i canoni visivi del nostro passato - avvertiti come necessaria consolazione al presente - lo spinse a promuoverne largamente il recupero, in una perenne ricerca di alleanze intellettuali, politiche e finanziarie. Opzione rischiosa, che lo portò - fra vittorie e delusioni - a incrociare i nodi più oscuri della programmazione culturale fascista. Questo volume indaga l'intensità del personaggio sotto il segno del fare. Segue il filo rosso della sua esperienza, affiancando scritti pubblici e carte private, così da individuare non soltanto il legame ch'egli seppe attivare fra indirizzo critico e attività organizzativa, ma anche la sua appassionata battaglia per avvicinare "la bellezza" a un pubblico esteso.
br. "Mi affascina tutto. Sono curioso di tutto. Non mi innamoro di nulla. Detesto raffinarmi. Sono libero di fare quello che voglio. Non ho ispirazione, che trovo una cosa bestiale. Resto lucidamente critico... Credo nella tenerezza. La società oggi è inutilmente crudele." Una racolta di scritti sul lavoro di Rossellini e di interviste poco note ma significative, rilasciate durante tutta la sua lunga carriera.