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(Codice MT/0297) In 8º (21 cm) 39 pp. Seconda edizione illustrata con 4 tavole ripiegate. Contiene i 2 allegati di cui tratta l'opera: un quadrettatore in plastica trasparente e una mascherina in cartoncino. Brossura editoriale, completo di astuccio contenitore, con le istruzioni a stampa. Ottimo stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
ill., br. Lo scopo di documentare l'incontro di due discipline come l'architettura e la filosofia nasce dall'interesse di suggerire nuovi orizzonti di ricerca. L'argomento principale, quello dell'interno, investe entrambe in un gioco di interpretazione volto ad ampliare una discussione aperta fra docenti, ricercatori e cultori della materia. Il senso, l'esperienza, il dettaglio, il gusto, il colore sono alcune delle tematiche affrontate attraverso plurali traiettorie teoriche e punti di vista storiografici, partendo dagli spazi museali fino a quelli della casa e del carcere. La questione dello spazio rimane centrale nell'attuale riflessione sull'interno e le sue declinazioni in ambito umanistico oltre che scientifico.
br. La raccolta degli "scritti futuristi" di Giacomo Balla offre una delle principali testimonianze sul significato storico dell'avanguardia futurista. Balla è stato uno dei maggiori protagonisti del futurismo italiano, alla stregua di Marinetti e Boccioni. Ma mentre gli scritti di quest'ultimo sono stati già da tempo oggetto di un'antologia e ampiamente diffusi, quelli di Balla sono rimasti in gran parte sconosciuti. Giovanni Lista, specialista del futurismo, riunisce qui testi, manifesti, interviste e corrispondenza dell'artista. Questa raccolta rinnova la lettura critica della teoria, della storia e della pratica attivistica dell'avanguardia italiana. Permette finalmente di comprendere il ruolo di Giacomo Balla, le sue idee e la sua posizione in seno al movimento futurista, oltre a dargli lo spazio che si merita all'interno delle correnti avanguardistiche del XX secolo.
br. A dieci anni dalla morte di Luciano Berio vede la luce la raccolta pressoché completa dei suoi scritti editi e inediti. Inquadrati in un ambito cronologico compreso fra il 1952 e il 2003, questi testi accompagnano il lettore nella vastità degli interessi e dei coinvolgimenti umani e artistici che abitavano le riflessioni di uno dei più importanti e poliedrici compositori della contemporaneità. Nelle quattro ampie sezioni del volume si alternano conferenze e relazioni tenute a convegni o presso prestigiose istituzioni internazionali (tra queste, due lezioni a Harvard del 1967, finora inedite); saggi e articoli eterogenei per respiro e temi trattati, che abbracciano con pari curiosità intellettuale e responsabilità etica la musica propria e altrui, il lavoro nello Studio elettronico, il teatro, il rock, la musica popolare e tanto altro ancora; note di sala, voci enciclopediche, ricordi e omaggi a "compagni di strada" (anche lontani nel tempo o dalla propria arte), profili di musicisti, pittori o scrittori da festeggiare o commemorare, reazioni polemiche alimentate da letture o dibattiti e altre testimonianze sollecitate dai temi più diversi. L'insieme di questi "Scritti sulla musica" offre per la prima volta una panoramica esaustiva e articolata di un pensiero, sempre critico e lucido, in cui un prisma di problematiche legate al fare musica convive, nutrendosene, con stimoli tra i più diversificati... Introduzione di Giorgio Pestelli.
ill., br. In Corso d'opera 3 raccoglie i risultati delle ricerche degli allievi del Corso di Dottorato in Storia dell'Arte della Sapienza Università di Roma, presentati in occasione dell'omonimo convegno organizzato dall'Ateneo romano. Il volume, terzo della collana con cadenza biennale, si presenta come un lavoro in itinere, composto da trentacinque saggi, e volto a destare l'interesse della comunità scientifica per le novità che propone. Seguendo coordinate temporali e geografiche molto vaste, a partire dal Medioevo fino ai nostri giorni e da Roma per arrivare al Medio Oriente, gli interventi si focalizzano su materiali inediti e argomenti poco noti, affrontati con un saldo impianto metodologico in continuità con la tradizione accademica della scuola di Dottorato della Sapienza. Il risultato è un libro corale che attraverso lo sguardo di studiosi in esordio dà un contributo dinamico e insieme rigoroso alla disciplina della Storia dell'Arte.
br. Il volume presenta una serie di studi che indagano da un punto di vista testuale, socio-culturale, enciclopedico, editoriale, economico-produttivo, il reimpiego consapevole di tematiche e soggetti tratti dai grandi classici moderni in opere ascrivibili alle categorie di riscrittura, plagio, suite o continuazione, trasposizione intersemiotica.
br. L'idea di Progresso, oggi tanto familiare, ha una storia sorprendentemente recente. Essa era sconosciuta nelle epoche passate e in altre latitudini del mondo fuori dall'Europa, tanto che Bury arriva a considerarla «l'idea animatrice e dominante della civiltà occidentale». Il Progresso è l'idea al centro delle riflessioni moderne: che la si abbracci come una fede o che la si osteggi, resta ancora una delle idee principali alla quale si appellano pensatori, politici, filosofi, economisti ecc.
brossura Il volume, frutto dell'esperienza di 25 anni di insegnamento di "Armonia" e di "Analisi delle forme musicali" nei Conservatori di musica, tratta, in quasi 500 pagine di spiegazione ed esempi, delle forme che la storia della musica ha prodotto, da quelle legate al canto gregoriano alla musica di oggi. Trattazione di tutte le forme della musica occidentale; Esposizione cronologica degli argomenti; Esempi musicali analizzati e commentati, anche di opere di difficile reperimento (specie del periodo medievale e pre-rinascimentale); Concetto di unitarietà tonale, il concetto di Tema, il concetto di unità tematica dopo Beethoven, la forma nel minimalismo e nelle correnti musicali successive all'Avanguardia ecc.; 4 Prospetti cronologici riassuntivi delle forme musicali e della loro collocazione storica; Box indicativi dei concetti chiave dei diversi argomenti e uso del doppio carattere (normale e ridotto) a separare la normale trattazione dagli approfondimenti. Trattazione pensata per più livelli di lettura, dall'esperto al semplice musicofilo, con ricchezza di note esplicative dei termini tecnici utilizzati; Indice analitico completo di tutte le forme e dei termini tecnici ad esse direttamente collegate; Indice degli esempi musicali; Indice bibliografico delle fonti direttamente utilizzate.
ill., br. Immaginiamo un luogo pronto ad accogliere la totalità delle opere d'arte disperse. Sarebbe di gran lunga il più immenso fra i musei esistenti e vi convivrebbero capolavori di ogni epoca, più di quanti ne sono conservati in tutte le collezioni del mondo messe insieme. Statue greco-romane accanto a icone bizantine, dipinti inceneriti nei falò di Savonarola di fianco a migliaia di opere sequestrate e distrutte dai nazisti e a monumenti ridotti in polvere dai miliziani dell'Isis. Ma raccoglierebbe, in primo luogo, un catalogo completo delle ragioni per cui l'arte scompare dalla circolazione: per furto o a causa di un bombardamento, per effetto di catastrofe naturale o di naufragio, per atto vandalico quando non addirittura per mano dello stesso artista che ripudia i frutti del proprio lavoro o ne programma il disfacimento, come per certe opere di Land Art destinate a essere divorate dal tempo e dalle intemperie. Un simile museo sarebbe un monito, un'immagine tangibile della caducità di ogni creazione umana. Emblemi di questa singolare storia dell'arte sono la triste vicenda di tele come Gli spaccapietre di Courbet, messa in salvo insieme ad altri tesori in una torre del castello di Dresda poco prima che questo fosse raso al suolo dalle bombe degli Alleati, o la misteriosa sorte delle opere sottratte alla collezione Stuart Gardner e mai più ricomparse. Destino, quest'ultimo, opposto a quello riservato a un de Kooning rubato da una sala di museo e ritrovato trent'anni dopo appeso in una camera da letto di periferia o a quello degli strabilianti mosaici d'oro che oggi tappezzano Santa Sofia a Istanbul, rimasti nascosti per quattrocento anni sotto l'intonaco imbiancato. Infine, laddove non ha potuto la fortuna o l'indagine investigativa, oggi può la scienza. E così, capolavori smarriti di Goya, Picasso e Malevic sono stati individuati, grazie ai raggi X e ad altre sofisticate tecnologie, dietro successivi strati di pittura. Tali episodi, lascia intendere Noah Charney, dischiudono uno spiraglio e ci ricordano che non tutto è perso, non per sempre. Il vasto repertorio di ritrovamenti tardivi, salvataggi miracolosi o eccezionali agnizioni di opere la cui identità è rimasta a lungo offuscata sta ad attestare che dire perduto è come dire in attesa di essere riportato alla luce.
br. Il volume raccoglie, nella veste di antologia, testi scelti di autrici e autori che si sono occupati della questione femminile, dal Seicento all'Ottocento. L'antologia ha quindi il pregio di presentare ad un largo pubblico testi poco conosciuti e di difficile reperimento, alcuni dei quali appositamente tradotti, che hanno finora circolato in ambienti ristretti di studiosi. Voci maschili e femminili di diversi paesi, Italia, Francia, Inghilterra, America, sono dunque riunite in un'antologia scritta a due mani da studiose che da molti anni si occupano di pensiero politico e questione femminile. I brani scelti sono preceduti da una nota biografica ragionata dell'autore o dell'autrice, per i quali si è avuto cura, quando è stato possibile, di inserire un ritratto. Il senso e l'ambizione di questa antologia risiedono non solo nel contribuire a colmare lacune evidenti nella storiografia di genere, ma anche nel far conoscere veri e propri capolavori che hanno superato i limiti del loro tempo, e si presentano a noi con la forza di una straordinaria attualità. Gli argomenti trattati, sia che partano dal privato o dal pubblico, hanno lo spessore delle tematiche dirimenti: i diritti che caratterizzano le società civili, gli statuti di cittadinanza, la giustizia sociale, il lavoro come requisito della realizzazione personale.
brossura Questo volume offre un'ampia panoramica delle tematiche affrontate dalla scienza politica. Dopo una definizione della disciplina e del suo oggetto, sono presi in esame le grandi architetture della politica, i regimi, la loro successione storica, i repertori e gli attori della partecipazione politica. Sono quindi descritte le principali istituzioni della democrazia rappresentativa ed è affrontato il versante delle politiche pubbliche. Per favorire un migliore apprendimento il testo è corredato da una serie di utili strumenti didattici.
ill., ril.
br. La teoria dei giochi concerne le decisioni in interazione; questo libro ne offre un manuale introduttivo, scritto per essere accessibile ad un pubblico vasto, più ampio di quello legato alle discipline economiche ed è indirizzato anche agli studenti di giurisprudenza e di scienze politiche e, più in generale, a tutti gli studenti delle scienze sociali. "Conflitto, contrattazione, cooperazione e potere. Introduzione alla teoria dei giochi" segue un percorso che va dal non cooperativo al cooperativo; il tratto distintivo del libro risiede nel rilievo dato ai giochi cooperativi ed alle loro applicazioni normative. I temi sono trattati in modo rigoroso e con approfondimenti, ma, al fine di preservare il carattere introduttivo e l'ampiezza del pubblico di riferimento, la matematica è stata utilizzata ad un livello volontariamente limitato ed alcuni difficili sviluppi concettuali non sono stati trattati, quali ad esempio l'informazione incompleta o l'utilità non trasferibile.
ill., br. La vocazione alla forma è una necessità vitale alla natura quanto all'arte. Tutto ciò che vive possiede una forma e tutto ciò che si comunica deve possedere una forma. E anche il processo della visione presenta una sua vocazione formale: vedere è organizzare in una forma unitaria insiemi di stimoli eterogenei. Con questo saggio Giuseppe Di Napoli rintraccia una teoria unificante dei processi formativi. Nella natura, nella percezione e nell'attività pittorica la forma assicura la distinzione e la singolarità degli elementi primari e allo stesso tempo condensa sempre in ciascun ambito il senso originario di totalità e universalità inscritti in ogni forma di vita, cognizione visiva o produzione artistica. La sua ipotesi è che sussistano segrete relazioni tra le forze psichiche che presiedono alla genesi della forma artistica, le forze fisiche che agiscono sulla struttura della materia per modellarne la forma e le energie che originano i processi di morfogenesi nelle forme viventi. Queste relazioni emergono quando si individuano i principi formativi comuni ai tre ambiti, qui esemplificati dal percorso formativo delle poetiche di alcuni grandi artisti, da Leonardo a Klee, passando per Goethe.
ill. Il catalogo ufficiale del Padiglione Italia alla 58ª Biennale di Venezia rispecchia il tema del labirinto scelto dal curatore Milovan Farronato per la mostra di Enrico David, Chiara Fumai e Liliana Moro. "Venezia è un labirinto che nei secoli ha affascinato e ispirato l'immaginazione di tanti creativi, tra cui Jorge Luis Borges e Italo Calvino, i due più grandi labirintologi contemporanei a detta del matematico Pierre Rosenstieh" (MF). Il libro presenta, nella traduzione inglese, il saggio di Italo Calvino La sfida al Labirinto (N.5 di «Menabò», Einaudi, Torino 1962). L'analisi del labirinto è arricchita da un saggio narrativo di Emanuele Trevi che ripercorre l'idea storica del Labirinto, dagli antecedenti letterari ai giorni nostri, mentre una serie di saggi brevi raccolti sotto la regia di Farronato dà vita a una architettura polifonica costruita sulle parole chiave che hanno guidato il curatore e gli artisti nello sviluppo del progetto espositivo. Infine il saggio fotografico a cura di Giovanna Silva espande la visione del dedalo in termini metaforici presentando luoghi labirintici come il Cretto di Burri, il Labirinto Borges, gli archivi di Pompei.
ill., br. Pochi libri ci obbligano a ripensare un intero periodo storico. "Calibano e la strega" è uno di questi. Ripercorrendo da un punto di vista femminista tre secoli di storia - dalle lotte contadine e i movimenti eretici del medioevo alla caccia alle streghe del XVI e XVII secolo in Europa e nel 'Nuovo Mondo' il libro offre una nuova visione sintetica dei fattori che hanno portante all'avvento del capitalismo, evocando un mondo di eventi, politiche e soggetti sociali assenti nella visione marxista della 'transizione' e ponendo allo stesso tempo le basi per una nuova lettura dei contemporanei processi della globalizzazione.
br. Osservando il tempio dorico pensiamo alle forme immutabili dell'architettura; perché si evocano tali concetti? Anche nel mondo moderno alcune opere richiamano la dimensione delle origini del costruire, altre conquistano uno dei suoi sinonimi: il senza tempo. Tutte si rapportano al dorico; impersonale e oggettivo, percepito come fondato su un sistema di logiche unico. Quali sono queste logiche? Le immagini e le idee con cui da sempre si confrontano gli architetti sono celate in questi interrogativi. La traccia per provare a rispondere, si può trovare nel significato di ciò che è considerato intelligibile nel mondo antico. I concetti rappresentano e formano l'unità del tempio, un sistema in grado di governare la costruzione sin dalla sua ideazione; sono argomenti che raccontano l'essenza dello spazio che chiamiamo classico. I valori di 'bellezza utilità e solidità', giunti a noi attraverso il mondo romano e recuperati nel Rinascimento, sono riconducibili alla Grecia del V secolo a.C., hanno origini remote. Simmetria, ed euritmia, nascono molti secoli prima delle categorie vitruviane, i loro significati rimandano ai concetti riconosciuti dai pitagorici, riguardano i valori e i contenuti delle forme e dei numeri, secondo natura. Anche i primi trattati sulle arti - molti dei quali andati perduti - sembra influenzino gli architetti del periodo, che conoscono i segreti dei tracciati incommensurabili, e le tecniche per il controllo delle proporzioni ottiche applicate alla scultura; alcune delle loro opere, saranno considerate ineguagliabili già nell'antichità, divenendo un riferimento costante nella storia del costruire; trascorso questo breve intervallo, che molti chiamano classico, l'architetto del tempo e il suo modo di osservare, quasi come una "scienza dello spirito", scomparvero dalla scena, ricomparendo a distanza di secoli, nei ragionamenti e nelle opere di Alberti del Rinascimento, e più tardi in casi molto isolati, nel mondo moderno e contemporaneo. I concetti sull'architettura prescindono dalla forma e non imitano la natura, per questo appartengono più alla logica che al linguaggio. Ben oltre le dispute formali tra classicismo e gotico, i criteri più profondi del sistema dorico rimasero invisibili, perché difficilmente separabili, sfuggendo così alla maggior parte delle individuazioni specialistiche, definite dalle discipline di età moderna. Questo libro è un'indagine sulle tracce del nucleo incorporeo, che accomuna alcuni rari e straordinari edifici, che appaiono così legati da un filo rosso al di là del tempo; in un'epoca dominata dall'ipertrofia dell'ego progettuale, il confronto con un ragionamento meno soggettivo, è senz'altro un percorso arduo, ma può rivelare sentieri antichi e forse ancora incontaminati.
ril. Lunga è la strada per la piena assunzione del legame donne e democrazia. La battaglia per i diritti delle donne, fin dagli inizi del Novecento, ha avuto un carattere transnazionale, ma è stata più faticosa nel nostro paese. Il successo della partecipazione delle donne al voto per le prime elezioni dell'Italia repubblicana non sarebbe stato possibile senza quel risveglio femminile determinato dalla lotta di Liberazione, dall'organizzazione in partiti politici e dall'associazionismo. Un gruppetto sparuto, quello delle ventuno costituenti, che, pur appartenendo a schieramenti politici diversi, seppe applicare un gioco di squadra su temi come l'uguaglianza, la famiglia, il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio, la parità salariale, l'accesso delle donne alle professioni. Furono le nostre madri costituenti a costituzionalizzare i diritti, a porre la prima pietra di leggi fondamentali per la vita quotidiana della nazione e per la sua modernità. Esse furono nutrici della pace e del sogno, ancora da realizzare, di un'Europa di popoli e di istituzioni garanti dei diritti delle donne. I saggi raccolti in questo volume, che vedono il contributo di studiose e protagoniste della politica italiana, ripercorrono le tappe principali del difficile cammino delle donne verso la partecipazione politica e l'acquisizione di una piena cittadinanza, mettendo in risalto il valore delle protagoniste di quelle battaglie civili e stimolando una riflessione sui compiti lasciati in eredità alla buona politica.
br. "Studiis Florens. Miscellanea" in onore di Marina Cipriani per il suo 70° compleanno.
brossura Tornare a credere nell'educazione e nella crescita culturale dei "cittadini" è l'unica premessa possibile all'esercizio della "buona politica": in questo senso, collante dell'intero lavoro che qui proponiamo sono i temi del linguaggio, della razionalità, dell'ethos, dell'ideale di una cittadinanza consapevole e "attiva" che ha il proprio modello di riferimento nella "città".
br. Sainte-Beuve lo definì "l'iniziatore segreto" degli spiriti più eletti del tempo: tale fu Claude Charles Fauriel (1772-1844), noto in Italia soprattutto per esser stato l'interlocutore privilegiato di Manzoni. Questo libro, che si propone come prima monografia italiana complessiva su un vero maestro degli intellettuali d'Europa, offre al lettore un percorso attraverso la sua poliedrica ed instancabile attività, che ne fa un pioniere della comparatistica letteraria e linguistica: dal giudizio accorto sul saggio "De la littérature di Madame de Staël" alle traduzioni di Baggesen, Berchet e Manzoni; dal contributo alla causa dell'indipendenza greca alle ricerche di linguistica romanza. Coniugando lo studio appassionato delle lettere a un profondo interesse per l'uomo, Fauriel declinò in modo personale la combinazione di cultura e politica, di studio letterario e impegno civile, tipica del gruppo di "Idéologues" di cui fece parte e poi del grande movimento romantico. Ne emerge la figura di un intellettuale di prim'ordine, la cui ricerca rispose anche a meditate esigenze morali.
br. Fin dagli inizi della sua attività di studioso Alfred Mann ha indagato il problema della divaricazione tra teoria e pratica che dalla fine del '700 in poi è andata sempre più accentuandosi, soprattutto nell'insegnamento della musica. Secondo Mann tale scissione nasce all'inizio dell'800 con la standardizzazione dei percorsi didattici per i musicisti, quando l'insegnamento della teoria assume una dimensione nettamente specialistica, separata dall'attività di chi fa la musica. Questa nuova organizzazione produsse una rapidissima obsolescenza del metodo tradizionale di trasmissione del mestiere per addestramento diretto da musicista ad apprendista, basato fin dall'inizio sulla pratica, e finì per produrre una frattura tra pratica creativa e insegnamento, laddove in precedenza, ricorda Mann, "gli ambiti dell'insegnante e del compositore, del pensiero didattico e di quello creativo, erano uniti e non contrapposti". La conseguenza fu la nascita di una 'forma' idealizzata di 'fuga di scuola', governata da regole precise, che divenne materia d'esame nei conservatori restando completamente scissa dalla vera pratica compositiva sia dei secoli precedenti sia di quello coevo. Attraverso la prospettiva storica, che Mann sviluppa in questo saggio, diviene chiaro che il significato del termine 'fuga', come quello di 'forma-sonata' e di 'concerto', cambia secondo le epoche, e che non riusciamo a capirlo se parliamo della 'vera fuga'.
br. Obiettivo di fondo del "Nuovo corso di scienza politica" è quello di fornire allo studente le nozioni fondamentali della disciplina. A partire da una lunga esperienza di insegnamento, l'autore illustra le categorie di base della scienza politica e descrive le modalità con le quali funzionano e si trasformano i sistemi politici, con particolare attenzione alla dimensione comparativa. Il volume è animato dalla costante preoccupazione di offrire una visione non banalizzante dei fenomeni politici: pur nella loro complessità, essi sono sempre presentati con grande chiarezza, ricchezza di informazioni e meditate valutazioni critiche. Questa edizione, ampiamente rivista e aggiornata alla luce di eventi e dati politici recenti, siarricchisce di un capitolo sulle istituzioni dell'Unione Europea.
br. Che cosa non è questo libro? Non è una recensione, con 109 anni di ritardo, del "Fantôme de l'Opéra" di Gaston Leroux. Siamo spiacenti, ma è tutt'altro. Che cosa è questo libro? Dopo più di settant'anni di didattica nell'ambito della drammaturgia musicale e di impegno professionale con ruoli decisivi al servizio del Teatro alla Scala, Quirino Principe vuole condividere con chi non tema di leggerlo una sua antica certezza, oggi ingigantita e travolgente: che musica da un lato, teatro dall'altro, siano due realtà miracolose che l'Occidente ha saputo conquistare per sé, al confronto con altre nobili e valorose ma diverse culture. Un prodigio della Natura, nato da energia cosmica, e un prodigio della Storia, ispirato da virtù la cui radice prima è nella forma simbolica di civiltà in cui l'Occidente deve riconoscersi, se vuole esistere. Anzi: se vuole essere. Il libro cerca una possibile definizione di che cosa sia veramente il Teatro d'Opera (il suo meraviglioso «fantasma»), e di come esso possa rivelarsi come strumento dell'antico «conosci te stesso», di misteriosa origine, e del pindarico «divieni ciò che sei». Sarebbe massima ragione di felicità, per l'autore, convincere il lettore che se perdiamo il Teatro d'Opera, se lasciamo che ci sfugga dalle mani, siamo perduti. Sì, certo, questo libro è anche un'arringa, un atto di accusa. Ma per svilupparlo, per sollevare il lettore al giusto grado d'indignazione e alla giusta temperatura dell'ira non più repressa, l'autore suggerisce anche qualche ascensione ad alta quota, di quelle che avvicinano alle costellazioni.