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(Codice MT/1794) In 8° 30 pp. Broché, très bon état. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
"Historiae musicae cultores" Biblioteca XIV - Premessa - Nota bibliografica 1 25x17.5 cm., in brossura, pp. 209 (2), in gran parte ancora intonse, ampi margini, prima edizione, in italiano e latino, buone condizioni. Allegata segnapagina.
cm. 18 x 25,5, 210 pp. con 5 tavv. f.t. e 1 pieghevole. Historiae Musicae Cultores - Biblioteca 565 gr. 210 p.
brossura Il testo propone una lettura immaginale di alcune opere cinematografiche particolarmente adatte a immergersi e sostare nei grandi simboli della Terra e dell'Acqua. Non si tratta di saggi di critica cinematografica, ma di esercizi di sguardo, con l'impegno a far risuonare le immagini filmiche, senza sovrapporre ad esse proiezioni, idee, vissuti, giudizi, ideologie. A partire da opere di registi che mostrano come abitare la Terra e l'Acqua appassionatamente e rispettosamente, i saggi mostrano come sia possibile, nella modernità, guardare il mondo con devozione, per guarirne l'imperante eccesso di razionalità. Sondando e approfondendo l'operatività simbolica dei film grazie alla facoltà immaginativa, le letture immaginali sono percorsi per rieducare uno sguardo superficiale e frettoloso e per riposare in una postura di passione e meraviglia su film come: L'isola, di Kim Ki-Duk (2000); Respiro, di Emanuele Crialese (2002); A snake of June, di Shinya Tsukamoto (2002); Acqua tiepida sotto un ponte rosso, di Shohei Imamura (2001); Aguirre, furore di dio, di Werner Herzog (1972); Il pianeta azzurro, di Franco Piavoli (1981); Dove sognano le formiche verdi, di Werner Herzog (1985); Few of Us - Lontano da Dio e dagli uomini, di Sharunas Bartas (1996); Il sapore della ciliegia, di Abbas Kiarostami (1997); Exils, di Tony Gatlif (2004).
RIMANENZA DEL MAGAZZINO: VOLUME MAI SFOGLIATO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, LIEVE BRUNITURA. Questo volume ha per oggetto l'evoluzione della critica d'arte in Francia quella degli specialisti come quella dei letterati e scrittori, da Diderot a Stendhal e a Balzac, da Baudelaire a Zola e a Michaux - a fronte del dinamismo eccezionale delle arti visive nei due secoli durante i quali Parigi è stata capitale dell'arte moderna. Il volume è arricchito da due Appendici, riferite l'una all'apporto critico di Diderot e l'altra ad un'opera capitale di Courbet a metà del XIX secolo, e da una Postfazione che si spinge nella direzione degli eventi artistici più recenti e dello stato attuale del "sistema dell'arte". Informazioni bibliografiche Titolo: Parigi 1750-1950: arte e critica d'arte nel centro della modernità Collana: Nuova biblioteca di cultura Autore: Antonio Del Guercio Editore: Roma: Editori riuniti, 1997 ISBN: 8835942187, 9788835942184 Lunghezza: 215 pagine; 22 cm Soggetti: Critica d'Arte, Storia contemporanea, Diderot, Courbet, Stendhal, Balzac, Baudelaire, Zola, Scultura, Pittura, Surnaturalismo, Avanguardie, Teoria delle arti, Espressionismo, Ottocento, Novecento, Letteratura, narrativa, Intellettuali, , Arti visive, Segno, Opere generali
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Un libro a più voci, un centinaio fra intellettuali, artisti di vario genere, architetti, urbanisti, storici, designers, poeti, scrittori, sceneggiatori televisivi, fotografi cui è stato chiesto: Che cos'è l'avanguardia? Con quali tratti si identifica, come la si può riconoscere? Quale ruolo interpreta sulla scena sociale, in rapporto al mutamento storico? Insomma, quale influenza concreta esercita nel divenire umano? Non è un saggio filosofico, ma parla di filosofia, non è un saggio sulla storia dell'Arte ma parla di Arte, non è un saggio di sociologia ma parla di sociologia. Tanti i temi affrontati anche forti, senza urlare, senza denunciare quasi un monito per il futuro. Pur partendo da ambiti, percorsi ed esperienze diversi la conclusione è per tutti la stessa: la lezione dell'avanguardia è stata assorbita dall'industria culturale di massa, dai consumi e dalle mode; quanto al "contemporaneo", se è quello delle arti, si è fermato da tempo, molto tempo, forse dalla fine delle avanguardie storiche, se invece per contemporaneo si intende vita quotidiana, esperienza del presente, dobbiamo ancora attendere. It is not a philosophical essay, but speaks of philosophy, it is not an essay on the history of art but speaks of Art, it is not an essay on sociology but speaks of sociology. Many themes also strong, no yelling, no report almost a warning for the future. Albeit from different areas, paths and experiences the conclusion is the same: the lesson of the vanguard was absorbed by the culture industry of mass consumption and fashions; as for the "contemporary", if that's what the arts, stood still for a long time, long time, perhaps since the end of the historical avant-garde, if contemporary means for daily life, experience of this, we still have to wait. Descrizione bibliografica Titolo: Transiti d'arte: dall'avanguardia al contemporaneo Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Antonio Dentale, Ciro Esposito Editore: Napoli: Alfredo Guida, 2011 Lunghezza: 383 pagine; 30 cm; illustrato Peso: 2,8 Kg ISBN: 8860429218, 9788860429216 Collana: Zibaldone Soggetti: Arte contemporanea, Fotografia, Teoria delle arti, Avanguardie, Naples, Antonio Neiwiller, Anish Kapoor, Barisani, Cultura, Fiamma Vigo, Berlino, 1968, Anni settanta, Cavalcanti, Politica, Di Fiore, Caos, Barisani, Brigataes, Architettura, Trasgressione, Avella, Persico, MMMMAC, Arti visive, Anni sessanta, Studi, Union grafreaks, Intellettuali, Artisti, Napoletani, Danza, Teatro Le voci di Alberto Abruzzese, Carlo Alfano, Lu Astel, Renato Barisani, Esther Biancotti, Guido Biasi, Antonio Biasucci, Massimo Bignardi, Francesca Boenzi, Michele Bonuomo, Fabio Borrelli, Emiliano Brancaccio, Renato Brancaccio, Enrico Bugli, Enrico Cajati, Luigi Caramiello, Alessandro Carlini, Giancarlo Carnevale, Salvatore Casaburi, Angelo Casciello, Pasquale Cassandro, Gabriele Castaldo, Luca/Luigi Castellano, Giacomo Cavalcanti, Geppino Cilento, Franco Cipriano, Mario Colucci, Salvatore Cotugno, Riccardo Dalisi, Renato De Fusco, Giulio de Martino, Salvatore De Matteis, Antonio Dentale, Mario De Vivo, Gerardo Di Fiore, Baldo Diodato, Bruno Discepolo, Fabio Donato, Aldo Elefante, Ciro Esposito, Eduardo Ferrigno, Clara Fiorillo, Mario Franco, Gabriele Frasca, Stefan o Gallo, Eugenio Giliberti, Dario Giugliano, Mimmo Grasso, Benedetto Gravagnuolo, Gaetano Gravina, Ermanno Guida, Mimmo Jodice, Giuliano Leone, Pietro Lista, Nino Longobardi, Vittorio Losito, Raffaele Luongo, Luigi Minolfi, Roberto Mango, Maria Giovanna Mancini, Giuseppe Manigrasso, Umberto Manzo, Gianfranco Maraniello, Giuseppe Maraniello, Stelio Maria Martini, Donatella Mazzoleni, Silvio Merlino, Riccardo Notte, Augusto Perez, Emiliano Perino & Luca Vele, Mario Persico, Salvatore Pica, Felice Piemontese, Gianni Pisani, Achille Pisanti, Michele Quercia, Amato Rak, Rinedda/ Rino Sorrentino, Errico Ruotolo, Edoardo Sanguineti, Quintino Scolavino, Tony Stefanucci, Stefano Taccone, Ernesto Tatafiore, Guido Tatafiore, Angela Tecce, Angelo Trimarco, Eliana Vamvakinos, Benito Visca, Salvatore Vita, Elio Waschimps, Maurizio Zanardi, Oreste Zeuber, Giuseppe Zevola, Oreste Zevola, Stefania Zuliani hanno dato corpo a quest'opera che possiamo definire senz'altro unica.
Antonio Mambelli Il palazzo comunale di Forli'. , Camera di commercio industria artigianato e agricoltura 1972, Copertina cartonata. Tagli sporchi di polvere e ingialliti, pagine ingiallite lievemente. Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
Antonio Ruberti e Alberto Isidori Teoria della stabilità. Appunti dalle lezioni. , Siderea 1977, Teoria della stabilità. Appunti dalle lezioni. Brossura editoriale con minime tracce d'uso, pagine con sottolineature a lapis ma perfettamente fruibile. Buono (Good) . <br> <br> <br> 124<br>
br. Texana, docente di Chicano Studies, Feminist Studies e scrittura creativa, e attivista del movimento per i diritti dei lavoratori agricoli migranti, Gloria Anzaldúa ha dato grande impulso alla letteratura e alla coscienza chicana, ponendo al centro del dibattito politico ed estetico la questione della frontiera e le sue implicazioni culturali. In "Terre di confine. La Frontera" si mescolano diversi stili di scrittura, storia e mito, spagnolo e inglese, esperienze personali e poesia. È così che Anzaldúa sceglie di introdurci in uno spazio fronterizo, un luogo di passaggio, contraddizioni e conflitti. Un luogo che è altro da tutto ed è altro ancora. Questo luogo geografico è la frontiera tra Messico e Stati Uniti. "Terre di confine" torna in libreria in una nuova traduzione di Paola Zaccaria, grande studiosa dell'opera di Anzaldúa. Nel testo originale le parti in spagnolo non sono tradotte, e così si è deciso di fare anche in questa edizione per esporre chi legge direttamente all'esperienza del bilinguismo e alla fatica di capire poco o di non capire affatto.
(Codice LJ/0024) In 16° (17 cm) 36 pp. Libretto d'opera. Brossura editoriale, qualche macchietta in copertina. Buon esemplare. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
31x23.5 cm. 259 pages. Hardcover with slipcase. Small defect on first page. Else in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
ill., br. Al decennale della scomparsa di Carlo Aymonino, "L'abbecedario dell'infedele" nasce da un'esperienza dottorale e si colloca all'interno del ciclo di celebrazioni per il maestro romano con un rinnovato interesse per il suo progetto didattico. Allo IUAV, Aymonino proponeva agli studenti un esercizio di manipolazioni sul tema del centro civico al Campus di Pesaro, straordinario esempio di non-costruito, dunque accumulatore di inedite possibilità compositive. In continuità con quell'esperienza, l'abbecedario ridisegna ancora una volta l'edificio, senza svolgere delle sue tre soluzioni una riproposizione specifica ma considerandole un unico progetto. I grafomorfemi dalla A alla Z sono il precipitato di una trasgressione trans-figurativa che rimette in gioco modelli noti e necessari in nuove e ricominciabili tessiture. Lontano dalla vivisezione anatomica e dalla radicalizzazione del diagramma, l'abbecedario è una fallace classificazione: nel suo farsi e disfarsi accompagna il grafolettore nello spazio di un disegno che riconcilia ricerca ed invenzione, segno e costruzione, professionalismo e accademia.