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22x14.5 cm. 157 pages. Gilt hardcover with dust jacket. Cover slightly curved. Else in good condition.
159 S. Einige Abb. auf Tafeln. Gering stockfl. Selten!
Contains plats in color and in black and white. 28x23 cm. 211 pages. Gilt Hardcover with dust jacket. In good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
br. Nel 1904, a soli venticinque anni, Valborg Svärdström (1879-1972; sposata Werbeck), celebre cantante lirica in piena attività, perde improvvisamente la voce. Inizia così un lento e faticoso percorso di ricerca che la porterà al completo recupero delle sue facoltà vocali grazie ad un nuovo rapporto con il suono, di cui scopre la natura oggettiva e soprasensibile. L'incontro con Rudolf Steiner nel 1912 le permetterà di fare definitivamente chiarezza sulla sua esperienza e di sistematizzarla in un percorso di formazione che condurrà alla nascita della sua scuola di canto, riconosciuta da Steiner come basata sui fondamenti della scienza dello spirito ed articolata in tre ambiti di applicazione: artistico, pedagogico e terapeutico.
No Jacket Hardcover, very good condition, w. ltly rubbed wraps, a few lt marks. Very ltly slanted sp, ltly bumped at base. Ltly tanned p. edges. Sig on fixed fr ep, o/w clean, tight, unmarked.
- Hardcover, good condition, with very ltly compressed spine, bumped corners. 2 cm. gash on fr. edge, r. board. Blue flecks on fr. board bottom. Bkplate.Ltly tanned page edges, o/w clean, tight, unmarked. Dj good, somewhat rubbed, some lt. soil, rippled
1965. Lightly worn and rubbed wraps, some age-toning of wraps.. Unmarked, clean, tight, solid. ...
br. "La verità è una, la giustizia è una. Gli errori e le ingiustizie variano all'infinito." Nei tumulti del "secolo breve", Simone Weil era chiara, quasi profetica sulle sorti non certo felici che avrebbero atteso la democrazia qualora la si fosse idealmente ridotta a una forma vuota, misto di burocrazia, rancore e legalismo. Una democrazia fatta di procedure prive di sostanza e, quindi, di giustizia. Giustizia, che per la Weil non precede ogni forma di rappresentanza o consenso, ma costituisce l'origine propriamente politica della comunità. Il partito politico, piccolo mostro totalitario capace di mascherare da fini i mezzi, le appariva già allora come sintomo e causa di un decadimento delle idee forti di giustizia, politica, comunità. Per uscire dalla crisi, suggerisce la Weil, bisogna "radicare" le nostre buone pratiche nell'idea di giustizia davvero comune. Quella giustizia che racchiude in sé l'intero tragitto storico e di significato di tre altre parole: libertà, uguaglianza, fratellanza. Parole svilite e tradite proprio da quei monopolisti del consenso che la Weil identificava con i partiti politici. I tre testi, che qui proponiamo come una lezione imprescindibile a cui guardare, indicano a noi una strada quanto mai necessaria, oggi: quella di una fase costituente per una politica che si voglia davvero nuova e motore di cambiamento nella libertà.
br. Nuova traduzione d'autore per un pamphlet divenuto un classico nella riflessione sui partiti politici. Macchine destinate a fabbricare passione collettiva, organizzazioni costituite in modo da esercitare un'oppressione sul pensiero dei membri, i partiti - afferma Simone Weil - hanno come unico scopo il loro potenziamento senza alcun limite. "Ogni partito è totalitario in germe e come aspirazione. Se non è tale di fatto, è solo perché quelli che lo circondano non lo sono meno di lui".
2 Bde. xv, 405 und 120 S. 8°. OLn. Deckel Bd. 1 fleckig. Bibliotheksexpl. mit Stempel Aufkleber.
175 S. 8°. OLn. Schutzumschlag. Text-Ill.
(Codice MT/0905) In 16° XVI-116 pp., 17 plates, text-figures. Language: german. Ex libris. Half leather, raised bands, gilted title. Hinges weak o/w still strong, editorial softcovers preserved. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Mm 110x180 Piccola Biblioteca Einaudi - Volume nella sua brossura originale, 383 pagine, firma di precedente proprietario. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. "La città" è uno dei nuclei più compatti e originali sviluppati da Max Weber in vista della costruzione complessiva di "Economia e società". In questo testo l'attenzione ai dettagli storici, politici ed economici si staglia sullo sfondo di un imponente piano di lavoro teorico, in cui il percorso multidisciplinare sotteso al filo dell'esposizione weberiana si propone come una ricostruzione, al tempo stesso storica e ideale, delle tappe attraverso cui si è venuto formando quell'unicum della storia del mondo rappresentato dalla civiltà occidentale moderna. L'analisi degli sviluppi della storia umana, e il tentativo di individuare la linea specifica che ha dato origine alle vicende dell'Occidente moderno raggiungono nella riflessione sul modello urbano uno dei punti più alti, e costituiscono un esempio perfetto dell'ampiezza e dello spessore dello sguardo comparativo di Weber, capace di padroneggiare le diverse epoche storiche, dalla Grecia a Roma, dal medioevo alle civiltà orientali, fino alla nascita del capitalismo moderno. Trattato incompiuto, il testo del grande pensatore tedesco non rinuncia a quella profondità ermeneutica espressa nelle decisive intuizioni che hanno influenzato la successiva ricerca specialistica: il rapporto tra mercato e fortezza signorile, la tensione militare della polis democratica greca, la costituzione di una consapevolezza politica nella borghesia del medioevo italiano.
br. In Maria Maddalena rivelata la teologa di Harvard, Meggan Watterson, ci guida, versetto per versetto, attraverso il vangelo di Maria per illuminare potenti insegnamenti. Con bruciante chiarezza, spiega come e perché Maria Maddalena sia stata ritratta come la prostituta penitente e ci riporta una rappresentazione più storicamente e teologicamente accurata di chi fosse la vera Maria. Non è il classico libro di teologia né una traduzione passiva del vangelo, è un testo fluido, moderno, esperienziale. Quello di Meggan non è un femminismo neoliberista, non comprende l'accesso delle donne delle classi medio alte al potere e all'uguaglianza, è molto più affine al nuovo filone femminista statunitense rappresentato da giovani donne, come Jessa Crispin che, con il suo testo Perché non sono femminista, ci descrive proprio le nuove problematiche. L'autrice scrive i capitoli da predicatrice, come omelie urlate, a volte sussurrate. I sette demoni che Maria affronta sono gli stessi che tutti noi affrontiamo ogni giorno. L'autrice prende in prestito l'esperienza mistica di Maria e, attraverso il vangelo e aiutandosi con altri testi sacri, scava nel proprio passato per condividere il suo percorso personale di rinascita e di riconciliazione con se stessa.
xiii, 239 S. Gr. 8°. OLn.
xiii, 202 S. 8°. OLn. Einige leichte Marginalien mit Bleistift.
br. I film possono fare filosofia? Secondo Wartenberg sì. Partendo dall'analisi di alcuni classici del cinema, l'autore ci spiega come i film mettano effettivamente in scena degli esperimenti mentali, delle vere argomentazioni, sotto forma di immagini e dialoghi. Attraverso questo procedimento, i film cambiano le nostre prospettive, arricchiscono la nostra esperienza e ci insegnano qualcosa di nuovo, proprio come fa la filosofia. Gli studi di Wartenberg sul linguaggio cinematografico inaugurano qui in Italia un nuovo filone di ricerca e suggeriscono allo spettatore una nuova modalità di visione dei film, più profonda e stimolante.
(Codice AK/1582) In 4º (31 cm) 224 pp. Hardcover, hundreds of illustrations mostly in colour. Little label to spine. A very good copy. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
ill., br. Con questo volume il pubblico italiano ha per la prima volta a disposizione una scelta tematicamente e cronologicamente coerente di testi inediti dal lascito di Aby Warburg, in un'edizione filologicamente attendibile che si basa sulla edizione critica tedesca stabilita dagli stessi curatori. Si tratta di frutti del lavoro svolto da Warburg durante il suo ricovero nella clinica di Ludwig Binswanger a Kreuzlingen, e allo stesso tempo di testimonianze della guarigione che permise finalmente il suo congedo e il ritorno ad Amburgo. Scopo dell'edizione è mostrare che Warburg non smise mai, anche durante il periodo più critico della sua vita, di riflettere sui problemi che lo interessavano e che la famosa conferenza sul Rituale del serpente non fu dunque un fenomeno isolato, quasi un fulmine a ciel sereno nella notte di Kreuzlingen. Particolarmente importanti da questo punto di vista sono i testi che possono valere come nucleo originario dell'atlante Mnemosyne: le note raccolte sotto il titolo "Le forze del destino riflesse nel simbolismo all'antica" e la conferenza in memoria di Franz Boll. Qui riesce a Warburg, per un'unica volta, di offrire una sintesi complessiva della sua opera e di guidare il lettore attraverso il labirinto del suo pensiero. La lettura di questi testi, illuminante e rasserenante a un tempo, consente di vivere, al passo con l'autore, l'esperienza di una vera e propria catarsi.
br. Nel corso della sua esistenza Aby Warburg ha affrontato soprattutto il tema della sopravvivenza della memoria culturale attraverso le "pathosformeln", archetipi, o meglio sintomi, appartenenti alla sfera dell'inconscio collettivo, riconoscibili in un indissolubile intreccio tra forma e carica emotiva, ethos apollineo e pathos dionisiaco, dove a riemergere nella memoria culturale è un'unità superiore di natura storica, antropologica e sociale. Ciò che veniva tradizionalmente letto come scelta stilistica individuale è invece interpretato da Warburg come sintomo del riaffiorare di una memoria sovrapersonale e collettiva, autentica "capacità originaria" dell'uomo: i temi da lui affrontati - in particolare l'ansia di prevedere il futuro e il permanere delle immagini - acquistano oggi un marcato fascino di fronte alle risultanze della ricerca neuroscientifica sulla stimolazione visiva e le risposte empatiche dell'individuo all'ambiente.