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<p>46x32 cm, rilegatura originale in tela lavorata, dorso in pelle di epoca posteriore, titolo in oro al dorso e al piatto con decorazione. c. (2), III-V, (2), VI, (2), I-IX, (2), X-XVI, (2), XVII-L, (3), LI-LX, (2), LXI-LXXXVIII, 2, 4, (2), I-VIII, (2), IX-X, (2), XI-XIII, (2), XIV, (2), XV-XVI. Il testo ha un bel frontespizio inciso in rame, inquadrato in elegante cornice architettonica in ocra, un "Discorso preliminare", 4 tavole con il confronto del cranio, del feto e dello scheletro dell’uomo e delle scimmie, 70 tavole disegnate dall’artista francese Nicolas Henri Jacob ed incise in rame, che raffigurano le scimmie dell'antico e nuovo continente divise per le caratteristiche della coda, le 'Notizie intorno a scimie poco conosciute' di Latreille, un saggio sull'ourang-outang, e sulle proprietà medicinali della carne di scimmia. Infine la parte sui lemuri. In questa edizione viene omesso qualsiasi riferimento all'A. Nicholas Henri Jacob e il testo è solo in italiano (cfr. Iccu)</p>
In-folio (mm. 490x290), cartonato coevo (dorso rifatto), pp. (10),256,(8), incluso il pregevole ritratto di Gaspard de Saunier; bella vignetta al frontespizio con titolo in rosso e nero e grande vignetta alle armi, alla dedica, disegnati e finemente inc. in rame da D. Coster. Il volume è molto ben illustrato da 61 tavole (anche con numer. figg.), inc. in rame da Bleyswick, La Cave et Creite. Vi sono rappresentati: cavalli con l'indicazione delle varie malattie, cavalli scorticati per la loro illustrazione anatomica, organi, ossa; 5 tavole sono dedicate ai ferri ed agli attrezzi del maniscalco fra cui una curiosa "moule pour tailler les grandes oreilles et les rendre petites en leur naturel". Sotto a ciascuna tavola è incisa la frase "dessiné dappré natture" ma per lo più sono state copiate dall'opera del Ruini "Dell'Anatomia del cavallo" ( E.O. 1598). "Prima edizione" di questa celebre opera, importante monografia anatomica e di medicina veterinaria. Fu tradotta in tedesco nel 1767 ed in inglese nel 1769. Cfr. Mennessier,II, p. 489: "Ecuyers et hippiatres français: Jean de Saunier, Inspecteur de la Grande Ecurie du Roi de France (né à une date inconnue, mort dans les premières années du XVIII siècle). Gaspard, son fils (1663-1748), ecuyer de l'Académie de l'Université à Leide". Cfr. anche Wells,6664 - Brunet,V,149 - Cohen, p. 940 - Lewine, p. 497. Fresco esemplare con barbe, ben conservato.
In-folio max. (mm. 655x490), mz. pelle coeva, fregi e titolo oro al dorso, pp. IV,84, illustrato fuori testo da 20 splendide tavole: 10 in chiaroscuro e 10 (ripetute) al tratto, disegnate ed inc. in rame da Faustino Anderloni, con relativa descrizione. Vi sono contenute 5 Memorie. "Rara edizione originale". Cfr. Choulant "Bibl. of Anatomic Illustr.", p. 298: "Scarpa himself trained the famous Faustino Anderloni to become his engraver. His prints are therefore models of anatomic representation as regards correctness of form, and the utmost perfection of engraving" - Morton,3583: "Scarpa's contribution to the subject of hernia ranks with that of Cooper, and he did much towards modernizing the knowledge of this speciality" - Sallander, p. 377 cita solo la II ediz. di Pavia, 1819 - Castiglioni, p. 614-16: "Scarpa (1752-1832) fu anatomico e chirurgo di grandissimo valore. Assieme allo Spallanzani, al Volta, al Frank, fu uno dei più illustri insegnanti alla scuola di Pavia che raggiunse verso la fine del '700 l'apice del suo splendore".<br> Testo con fiorit. per lo più margin.; tavole ben conservate.
in 4° (cm 27x21), pp. 2 b., 568, 2 b. testo; 2 b., 536, 2 b. spiegazione delle tavole; 2 voll. contenenti 340 tavole litografate protette da veline; bella leg. coeva in m/pelle con tit. e fregi in oro ai ds. (abilmente restaurati), piatti in legno foderati di carta marrone glassata, sguardie marmor.; front. allegorico al 1° vol. di tav.; importante opera di anatomia, Brunet II, p. 110; Graesse II, p. 203. lievi fior. dovute alla qualità della carta, e trascurabili tracce di tarlo al margine inf. di poche pagg. ma ottimo esemplare. Ex libris. 593/23
In Fiorenza, nella Stamperia di Zanobi Pignoni, 1643, volume unico, in-4, legatura settecentesca che riutilizza due pergamene più antiche (probabilmente smontate da rilegature di libri di formato inferiore), con dorso rinforzato in carta decorata antica e titolo calligrafato su tassello in carta, pp. 610, [2]. Frontespizio stampato in rosso e nero con stemma mediceo, 23 incisioni xilografiche nel testo (fra cui forme geometriche, la pianta di un passaggio segreto, mobili a doppio fondo, teschi e ossa umane) e una tavola allegorica in rame fuori testo (che quasi mai si trova) raffigurante un liuto senza una corda su cui si poggia una cicala e con motto latino "Ut suppleat" - simbologie per la stonatura delle perversioni del genere umano, sostenuta però dall'intelletto personificato dall'apollinea cicala -. Rara opera seicentesca sul diritto criminale scritta da Antonio Maria Cospi, giudice in varie sedi dello Stato toscano fra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, ed edita postuma dal nipote Ottaviano. Si tratta di un testo di pratica giudiziaria che tenta di organizzare i ricordi e le conoscenze professionali dell'autore. Si spazia infatti dalla trattazione scientifica alla spicciola quotidianità del criminalista, passando per la superstizione e l'aneddotica. Il Cospi si sofferma nella prima parte sulla deontologia del giudice, indicando la lussuria e quindi - in una visione fortemente antifemminile - la donna come "ianua diabuli". Nella seconda parte tratta gli ambiti della criminalità, soprattutto quelli fra reato e peccato, quali la magia, la divinazione, l'eresia, la stregoneria. Nella terza, oltre che su negromanzia, avvelenamenti, stupri, aborti, ladri, zingari e bari (alle carte o ai dadi), si sofferma a lungo sull'importanza della ricognizione del cadavere e del luogo del suo ritrovamento. Ci troviamo di fronte a un quasi manuale per "la scena del crimine", con tanto di descrizioni dettagliate e illustrazioni. L'autore sostiene proprio che il giudice necessiti di conoscenze scientifiche, anatomiche, chimiche e di disegno, oltre a quelle prettamente giuridiche e morali, per poter analizzare al meglio e mettere a verbale ogni caso in modo critico. Altro concetto innovativo e fondamentale è quello della testimonianza, intesa come interrogatorio al fine di trarre indizi dall'esame del reo e vista come unica via laddove la scienza non può arrivare. Dalle bibliografie a nostra disposizione (Piantanida/Diotallevi/Livraghi 1948, Michel 1970 e la rivista "Le Carte e la Storia" edita da Il Mulino 2002) questa del 1643 risulterebbe come prima edizione, anche se, probabilmente in tempi successivi, ne sarebbe stato censito un unico esemplare, alla Biblioteca Nazionale di Firenze, datato invece 1638. Più probabilmente però, secondo la nostra interpretazione, si tratterebbe di un errore tipografico sulla data di quest'ultimo esemplare: MDCXXXVIII (1638) invece di MDCXXXXIII (1643). La carta Oo presenta uno strappo con perdita di qualche carattere; minuto camminamento di tarlo alle 6 carte da Vv3 a Xx4, solamente marginale; alcuni fascicoli leggermente bruniti per la fattura della carta. Comunque un bell'esemplare.
In -4°, pp. 15, 1 tav.; legatura in carta decorata. L’autore era Membro dell’Accademia fisicomatematica di Giusto Ciampini, piccola accademia che rientrava nella protezione di Cristina di Svezia, della quale fu anche segretario. L’opera si presenta in forma di lettera indirizzata a Francesco Redi: nel trattato si discute dell’origine di una grave deformità alla nascita, in una dimensione ricollegabile più al campo, fortemente dibattuto all’epoca, della teoria della generazione. Nota di possesso manoscritta: “Francisci Mariae Campioni”, ecclesiastico ed erudito dell’epoca. Edizione originale. The author was a member of Accademia fisicomatematica di Giusto Ciampini, a small roman academy put under the protection of Christina Queen of Sweden, academy that he was also secretary of. This work is posed as a letter to Francesco Redi: the heavy anatomical aberration of a newborn is discussed, in a optic strictly linked to the field, widely discussed at time, of the generation theory. An ownership inscription under the title page: “Francisci Mariae Campioni”, who was a contemporary ecclesiastic and scholar. Original edition.
In-4°; pp. (12), 588, (4) e in antiporta ritratto dell’autore inciso all’acquaforte nel 1716 da Donato Creti. Opera filosofica circa l’anima sensitiva e l’anima conoscitiva, che prende le mosse dal trattato del 1672 del gesuita matematico e fisico Ignace-Gaston Pardies. Sbaragli si inserisce nella controversia circa l’anima degli animali, che fu affrontata anche nel sistema meccanicistico cartesiano (il quale in verità per gli animali parlava di res cogitans, e non di anima). L’opera è strutturata in tre disputationes: An Bruta sint instar Automatum conformata, An auctoritates Sacrae scripturae sit in physicis attendenda et quantum sit illi tribuendum, An animae brutorum educantur de potentia materiae. Legatura in piena pergamena con titolo in oro al dorso. Blake p. 403. Giovanni Girolamo Sbaraglia. (Bologna 1641 - ivi 1710) si laureò in Filosofia e Medicina a Bologna, e vi insegnò Logica e Medicina Teorica. bologna filosofia philosophy controversy souls beasts anima cartesio medicina anatomia anatomy pardies descartes automata gassendi
publi?e ci-devant par J. Palfin, chirurgien-fur?, Anatomiste & Lecteur en Chirurgie ? Gand - Nouvelle edition, Revue, corrig?e & augment?e, accompagn?e de Notes dans le PremierVolume, & refondue dans le Second, par B. Bourdon, docteur en M?dicine - Aggiunto: Observations anatomiques et chirurgicales, au nombre de cent. par Mr Frederic Ruysch, tr?s-c?l?bre Anatomiste...traduction du Latin par*** D.M. - Aggiunto: Six Observations de M. Brisseau, conseiller du Roy... 2 20x12,5, pagg. XXIV+514+(2); VIII+404+VIII+176+58; 38 tavole, alcune pi? volte ripiegate, legatura in piena pelle con 5 nervi, fregi e titoli in oro al dorso, emblema nobiliare impresso in oro ai piatti, tagli rossi, in francese, alcune tavole sono staccate ma non sono mancanti, esemplare in buone condizioni.
In-4 p. (mm. 300x215), 3 volumi, brossura orig., sovraccoperta (con ingialliture, un dorso restaur. per mancanza), pp. XII,393; VIII,735c; VIII,1257 (numeraz. continua), con ritratto dell’autore e complessive 51 tavole, ciasc. con più figure, litografate in b.n. e in tinta (per lo più a doppia pag.), tutte dettagliatamente descritte. 1° vol. ”Istologia normale” (1870-1883) - 2° vol. “Istologia normale” (1883-1902) - 3° vol. “Patologia generale e isto-patologia” (1868-1894). Così è stata divisa in volumi la straordinaria raccolta dei lavori del sommo biologo Camillo Golgi, sempre sparsi in memorie pubblicate, a diverse epoche, in molti periodici ed atti di società scientifiche. "Prima edizione", in tiratura di 325 esemplari. Opera stampata, completa in 3 volumi, nel 1903 cui fece seguito, nel 1929, un 4° volume pubblicato postumo sempre da Hoepli, con il titolo "Scritti su argomenti vari" (1902-1925), a cura di L. Sala - E. Veratti - G. Sala. Cfr. Castiglioni “Storia della medicina”, pp. 784, 786, 798, 897: ”Camillo Golgi (Corteno, nel Bresciano, 7 luglio 1843 - Pavia, 21 gennaio 1926) fu, nel campo dell’anatomia del sistema nervoso, il più grande maestro del secolo XIX. Studiò medicina presso l’Università di Pavia, uno dei più antichi e prestigiosi atenei italiani, sotto la guida di Eusebio Oehl, grande studioso di anatomia ed istologia microscopica: rircercatore infaticabile, lavoratore diligentissimo, la sua fama attirava all’istituto dell’Università di Pavia allievi da ogni parte del mondo. Egli appartiene alla piccola schiera di coloro che lasciarono una traccia incancellabile nella storia della medicina dei nostri tempi.. Allievo di Giulio Bizzozero, iniziò nel 1870 i suoi studi sul tessuto di sostegno del sistema nervoso, ai quali seguirono una serie di altri studi come le ricerche sulla sostanza grigia cerebrale (1873) e sulla fine anatomia del cervello (1874); egli fu il primo ad indicare la colorazione cromo-argentea che rese possibili le indagini istologiche che condussero alla conoscenza della fine struttura dell’encefalo e del midollo spinale.. L’anatomia patologica del sistema nervoso centrale entrò nella sua fase moderna cogli studi del Golgi sulle alterazioni istologiche del cervello nella corea gesticolatoria e nell’idrofobia.. Un premio scientifico di alta importanza e di carattere internazionale, il premio Nobel, venne aggiudicato per la medicina a Golgi e Ramòn y Cajal nel 1906”. Cfr. anche Garrison and Morton che cita numerose opere del Golgi, fra cui, n. 1416: ‘Sulla fina anatomia degli organi centrali del sistema nervoso’ (Hoepli, 1886): “Golgi was en eminent Italian histologist. He demonstrated the existence of multipolar nerve-cells (Golgi cells) by means of his silver nitrate stain, and described the ‘Golgi appartus’ and ‘Golgi type II’ nerve cells - cells with short axons ramified within the cortex” e - n. 5239: ‘Sull’infezione malarica’: “Description of the development of the parasite of quartan malaria. Golgi differentiated the tertian and quartan parasites by the periods of their respective developments” - Bibliotheca Walleriana, n. 3629a - Dizionario Biograf. degli Italiani,LVII, pp. 599/613. Firma di apparten. sulle copertine e ai frontesp. dei 3 voll., con solo qualche lieve fiorit., altrimenti fresco esemplare, ben conservato.
In folio (mm. 495x329), mz. pelle coeva, decorazioni e tit. oro al dorso (restaur.), pp. VI,181,(5), con una serie di 22 straordinarie tavole anatomico-chirurgiche, a doppia pag., disegnate e inc. in rame da F. Anderloni: 11 al tratto e 11 in chiaroscuro. Vi sono contenute 5 Memorie: “Sull’ernia inguinale e scrotale - sulle sue complicazioni - sull’ernia femorale - sull’ernia gangrenata e sui mezzi che natura impiega per ristabilire la continuità del tubo intestinale - dell’ernia ombelicale e di quella della linea bianca dell’addome”. "Edizione seconda", accresciuta dall’autore di molte osservazioni anatomiche e patologiche. Cfr. Graesse,VI,291 - Brunet,V,183 - Premuda,190-191 - Sallander, p. 377 - Castiglioni, p. 614-16: "Scarpa (1752-1832) fu anatomico e chirurgo di grandissimo valore. Assieme allo Spallanzani, al Volta, al Frank, fu uno dei più illustri insegnanti alla scuola di Pavia che raggiunse verso la fine del '700 l'apice del suo splendore.. Fu anche disegnatore accurato e preciso: notevole fu la sua predilezione per l'iconografia quale insostituibile commento ed integrazione del testo”. Fresco esemplare ben conservato.
1 29.9x19.7 cm., [36], 340 pp., bel frontespizio inciso entro ricca cornice architettonica con figure di scheletri e vignette ai bordi e alla base, marca tipografica entro ovale, ripetuta in fine, ritratto dell'Autore, 46 bellissime tavv. anatomiche incise in rame n.t., legatura coeva in pergamena, titolo manoscritto al dorso, firme di appartenenza al frontespizio e in fine, lievissimi aloni ad alcune pagine, aloni pi? accentuati alla legatura, sporadiche fioriture, esemplare molto ben conservato, in latino Seconda edizione latina dopo quella del 1589. Valverde, medico spagnolo, studi? anatomia all'Universit? di Padova sotto Vesalio e Realdo Colombo. La sua Historia de la Composicion del Cuerpo Humano fu pubblicata per la prima volta a Roma nel 1556 anzich? in Spagna, tredici anni dopo l'apparizione della Fabrica di Vesalio. Valverde ha affermato nel suo testo di aver copiato le illustrazioni di Vesalio, ma quindici tavole sono opera sua, inoltre cambiato un certo numero di immagini del Vesalio combinandole o aggiungendo dettagli estranei come armature o nuove teste. Choulant-Frank attribuisce al pittore e scultore spagnolo Gaspar Becerra (1520-1570) le illustrazioni del libro di Valverde. Alcuni, come lo scorticato in piedi che tiene la propria pelle, o le porzioni di cadaveri sezionati che indossano armature, sono tra le immagini anatomiche pi? drammatiche del XVI secolo. Choulant-Frank pp. 207-08.
Due opere in un volume in-4to, 339 (i.e. 341) [1], LXXXVIII pp; Occhietto, antiporta figurata, ritratto di Pascoli, 20 incisioni anatomiche a piena pagina, iniziali silografiche istoriate, testatine e finalini. Presenti le carte bianche H6 e T6.
in-4, pp. (14), 406, (2 bb.), legatura coeva in piena pergamena, titolo manoscritto al dorso. Testo in carattere tondo, fregi ed iniziali silografiche. Dedica a stampa a Papa Clemente XI. Opera corredata di 20 tavole di anatomia, numerate, assai bene incise in rame a piena pagina, raffiguranti nell'insieme e nei particolari i vari apparati del corpo umano. Affascinante ed esaustivo trattato sulla conoscenza degli organi del corpo umano e le loro specifiche funzioni, uno dei più approfonditi in materia, fu l'opera più importate del Pascoli (Perugia 1669 - Roma 1757), illustre medico e docente di anatomia. In fine è allegata l'opera di Giorgio BAGLIVO: "De fibra motrice, et morbosa; nec non de experimentis, ac morbis salivae, bilis, et sanguinis. Ubi obiter de Respiratyione, e Somno... Epistola ad Alex. Pascoli". Trattato di pp. 55, a se stante. Esemplare puro ed a pieni margini (con antico ex-libris manoscritto sul titolo).. Blake p. 339..
in-4, 2 parti in un vol., pp.(16), 186 (la prima parte); pp. (4), 187-494, (2) la seconda parte. Leg. coeva p. pergamena, titolo ms. al dorso. In fine vi sono 19 tavole incise in rame con centinaia di interessanti illustrazioni di carattere scientifico e tecnico relative al trattato. Stimata edizione (la prima era apparsa a Roma nel 1680-81) di questo famoso vasto trattato scientifico nel quale i principii della meccanica vengono applicati per la prima volta agli animali; il punto di partenza dell'innovativa teoria è la meccanica di Gallileo. La prima parte presenta l'analisi della struttura scheletrica come sistema di leve (tav. I-X, vol. I), del moto nei vari mezzi ambientali (corsa, nuoto, volo) e dei meccanismi della contrazione muscolare. Il Borelli fornisce la prima dimostrazione dell'impossibilità del volo muscolare umano, ed analizzando i movimenti dei pesci, delinea i primi progetti di battello sottomarino (tabula decimo quarta, vol. I). La seconda parte investe la sfera "spirituale" per analizzarne i legami con le circostanze organiche. Borelli considera il sistema nervoso come un reticolo di canali tubiformi contenenti un fluido inerte, le cui ondulazioni trasmettono gli stimoli in senso centripeto e centrifugo. Cristina di Svezia e l'Ordine degli Scolopi agevolarono la concessione dell'imprimatur al "De Motu", che altrimenti non sarebbe stata agevole, dato il carattere palesemente galileiano e materialistico dei suoi presupposti. Esemplare bello e puro (lievi bruniture della carta).. .
In Vinetia, nella stamperia de' Giunti, 1586, in-folio, legatura novecentesca in mezza pergamena con punte, carte [14] [su 18], 82, [4], da 83 a 154. Con 46 illustrazioni calcografiche a piena pagina disegnate probabilmente da Gaspar Becerra (1520-1570) e incise in rame da Nicolas Beatrizet. Colophon in fine, nella variante senza la data. Seconda edizione della traduzione italiana di Anton Tabo della più importante opera del Valverde, riveduta dall'autore stesso. Esemplare privo della carte a1 (frontespizio inciso in rame), a2 (recante una dedica al re di Spagna Filippo II al recto e il ritratto dell'autore in calcografia al verso), a5 e a6. Frequenti gore, perlopiù marginali. Adams V-231. Wellcome 6477. Camerini, n. 911.
[Medicina-Chirurgia](cm. 22) Buona piena pergamena originale, minime abrasioni restaurate. - cc 8 nn., cc 431 + 1c. bianca. carattere corsivo, freci e capilettera figurati. Importante trattato di chirurgia del celebre medico modenese (1523-62) che fu professore a Frerrara, Pisa e Padova. Assieme al Vesalio fu il più importante anatomico del suo tempo; il suo nome è legato a varie scoperte, fra queste le trombe uterine dette "Trombe diFalloppio". Edizioe bella e rara manca a Waller, Choix, Dawson, Krivatsy, BM. STC e al Catalogo Rappaport "Ars Medica". Per notizie bio- Bibliografiche vedi: Hirsch, Capparoni, Castiglioni, De Renzi. Qualche insignificante e lieve alone al margine di alcune carte all'inizio, due macchioline alla prime due, per altro eemplare molto bello fresco e nitido. * Wellcome 2169; * Raccolta Putti n° 391; *Michel-Michel III 23.[f70] Libro
[FIGURATO GINECOLOGIA-PRIMA EDIZIONE] (cm. 22) buona piena pergamena originale, titolo manoscritto al dorso. Minime toccature.-- cc. 6 nn., pp. 485 con varie figure n.t. e 13 tavv. f.t. in rame di ottima fattura. Prima edizione in italiano di questo celebre classico di ginecologia, tradotto sulla II edizione francese del 1675. L' opera inizia con un breve trattato di anatomia femminile cui seguono tre libri delle malattie delle donne gravide, sui vari tipi di parto, sulle cure dopo il parto e sulle cure dei neonati. L' autore (1637-1709) fu uno dei più illustri ostetrici dell' epoca e il primo a stampare le sue esperienze. Studiò i movimenti del feto e la formazione del bacino femminile, la circolazione del sangue nell' utero, la formazione del latte, descrive per primo un caso di cordone ombellicale attorcigliato e condanna il taglio cesareo. Nel 1685 apparve una seconda edizione che differisce solo dalla marca tipografica al frontis e dall' aggiunta di un ritratto all' inizio che garantiamo essere assente nella edizione del 1684 come attesta KRIVATSY e MUGNAINI Vol. I p. 582. Edizione assolutamente rarissima. Manca a molta bibliografia compreso OSLER, WALLER, WELLCOME, CHOIX, MIRSCH, GARRISON-MORTON e DAWSON. Possiamo riferire una sola copia posseduta dalla NATIONAL LIBRARY OF MEDICINE (KRIVATSY). Alcune lievi fioriture uniformi ma esemplare molto bello e genuino senza gli usuali scarabocchi e tracce d' uso cui sono soggette opere di uso pratico come questa. KRIVATSY 7600; MUGNAINI "IL LIBRO ANTICO" Vol. I p. 582.[f40] Libro
In-folio (28,4x24,7 cm); 60 cc. Bella legatura novecentesca in cartoncino rigido foderato con carta marmorizzata antica. Titolo in oro su fascetta in pelle al dorso. Un piccolo forellino al margine basso bianco delle prime due carte,ininfluente. Un leggerissimo e piccolo alone al margine esterno bianco di una ventina di carte, anche questo ininfluente e praticamente invisibile e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione, stampato su carta di ottima qualità. Prima rara edizione (da non confondersi con le seguenti molto più comuni) di questo celebre atlante anatomico del grande medico, chirurgo ed anatomista francese François Michel Disdier (1708-1781). L’opera è ornata da 30 magnifiche tavole anatomiche ispirate dal lavoro di Brtolomeo Eustachi, realizzate su disegni anatomici di Natoir, Crepy, Bouhardon e Babel ed incise da Crepy, Vasseur, Charpentier e Danzel Mathey ognuna con testo inciso esplicativo di Desdier, stampato sulla pagina a fronte. Magnifico frontespizio inciso da Boucher con rappresentazione di una lezione di anatomia. Disdier si formò alle scuole di chirurgia di Grenoble e Montpellier. Passò poi a Lione dove seguì un periodo di apprendistato in diversi ospedali. Fu quindi a Parigi dove iniziò la sua apprezzata pratica chirurgica che riscosse notevole successo. Ben presto venne chiamato da l’Académie de peinture per tenere i corsi di disegno anatomico. Fu membro dell’Académie Royale de Chirurgie”. “Cet ouvrage renferme des reflexions interessantes sur les hernies et sur qualques points d’accouchements.” Biographie Universelle Ancienne et Moderne, Paris, Michaud, 1814, pag. 421. Rif. Bibl.: Art Ancienne, p. 151 n° 470; Catalogo Rapaport pag, 128 n° 616.
In 2° (34,4x22 cm); due tomi in un volume: XXXVI, 260 pp. e una carta geografica più volte ripiegata, XII, 265, (27), (3) pp. e 10 c. di tav. fuori testo più una carta geografica più volte ripiegata. Completo. Legatura coeva in piena pergamena molle. Qualche lieve foxing al margine esterno di poche pagine, ininfluenti e nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Xilografia ai frontespizi. Primo frontespizio stampato in rosso e nero. Testane e finalini xilografici. dsc_0378_clipped_rev_1Prima edizione dell’opera “varia” del grande medico romano Giovanni Maria Lancisi (Roma, 26 ottobre 1654 – Roma, 20 gennaio 1720). Anatomista, fisiologo, botanico, fu anche un valente studioso di letteratura e conoscitore di antiquariato. In campo anatomico descrisse per le strie longitudinali mediali del corpo calloso, i così detti “nervi di Lancisi”, al “segno di Lancisi”, ed un particolare tipo di pulsazione nel polso giugulare, presente in casi di attacco cardiaco. A lui si deve l’intuizione della trasmissione della malaria attraverso il morso delle zanzare ed il consiglio di bonificare le paludi dell’Agro Pontino. Intuì che la malaria era un vera e propria forma di “pestem”, un’infezione che veniva trasmessa attraverso il contagio, scontrandosi così con i fautori dell’antico umoralismo. Arrivò ad ipotizzare che gli insetti depositassero organismi nei cibi che poi venivano assunti dagli uomini o che gli insetti iniettassero direttamente nelle ferite la loro saliva che secondo Lancisi, conteeva un “venifico liquido”.Tra le opere di medicina di Lancisi si ricordano il De subitaneis mortibus (1707), la Dissertatio de recta medicorum studiorum ratione instituenda (1715), e il postumo De motu cordis et aneurysmatibus (1728), con il quale contribuì allo sviluppo della fisiopatologia cardiocircolatoria. Fra le opere qui contenute: Dissertatio historica de Bovilla Peste; De recta studio rum Medicorum; De subitaneis morti bus; Dissertatio de nativis; De Noxiis Paludum Effluviis Libri (nella quale si preoccupò di problemi legati alla salute pubblica); Humani Corporis Anatomica Synopsis; De humorum secretionibus in genere; An acidum ex sanguine extrahi; De triplici interstinorum Polypo; De Physiognomia; De ortu, vegetaztioneac textura fungo rum; De Plinianae Viallae Ruderibus; De motu cordis & aneurysmatibus. "Lancisi, great Italian clinician, was the first to describe cardiac syphilis; he was also notable as an epidemiologist, with a clear insight into the theory of contagion. He was physician to Pope Clement XI, who turned over to him the forgotten copper plates executed by Eustachius in 1552. Lancisi published these with his own notes in 1714. [...] Lancisi's posthumous De aneurysmatibus published in 1728 appears only in later collected editions" (Garrison Morton). Opera non comune da reperirsi completa, nella sua legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione.
in-16 piccolo (103x73mm), ff. (34, segn. A-D8, E2), leg. coeva p. pergamena. Deliziosa e rarissima minuscola edizione del trattato di Galeno ''sulle ossa'', interpretato dal siciliano Ferdinando Balamio ed esemplato su un codice greco da Agostino Gadaldino, impresso in questa ''commodiorem formam'', come avverte il professore d'anatomia e chirurgo Adriano Spigelio nell'introduzione ai novizi (''tirones''). Grazioso esemplare.. .
In 4°; (255x180); pagg. (6), 482, (16). Antiporta in rame rappresentante il teatro anatomico di Padova; ritratto dell'autore in rame entro ovale inciso da Jo. Georgius, 49 tavv. f.t. a piena pag. rapresentanti organi e parti anatomiche incise dal Georgius, suddivise in 24 nella prima parte e 25 tavv. nella seconda parte, 1 tav. nella lettera del Welsch alla fine. Cartone muto d'attesa coevo, con titolo manoscritto al dorso. Vesling, nato a Minden in (Westphalia) e morto a Padova; studiò medicina a Leida e Bologna, passò alcuni anni in Egitto presso Alvise Cornaro, rappresentante di Venezia al Cairo, ed altri in Palestina, diventando professore di anatomia a Padova nel 1632. Si interessò anche di botanica, diventando rettore dell'Orto Botanico Patavino. A lui si deve la scoperta del tronco comune dei vasi lattei e linfatici, dei vasi lattei del mesenterio ed i linfatici dello stomaco. "Syntagma Anatomicum"è uno dei trattati di anatomia, (molto stimato all'epoca) più ricercati del XVII, con splendide tavole rimarchevoli dal punto di vista anatomico, secondo Choulant-Frank, fra le più corrette dei suoi predecessori. Pubblicato per la prima volta a Padova nel 1641, successivamente ebbe diverse edizioni e traduzioni. Bell'esemplare genuino in barbe, presenta alcune tavole un po' arrossate. Choulant 243; Krivatsky 12329; Walzer 9932; Haller I, 391.
4 voll. in 8 grande, pp. 407 + (1b) + XII + (1) con 16 tavv. f.t. inc. all'acq.; 403 + (1b) + IX + (1) con 20 tavv. f.t. inc. all'acq. di cui alcune rip.; 412 + XV + (1) con 19 tavv. f.t. inc. all'acq. di cui alcune rip.; 389 + (1) con 8 tavv. f.t. inc. all'acq. Lievi mancanze ai d. Sporadiche fioriture e gore. Tarletto al marg. int. delle ultime 100 cc. e alle tavv. del II vol. senza lesione del testo. Legatura in cart. coeva. Rarissima raccolta completa di questa rivista scientifica bolognese pubblicata da Annesio Nobili fra 1817 e 1823. La rivista prosegui' poi il suo corso di uscite con diverso editore, Marsigli, sempre a Bologna, e diversa denominazione, 'Nuova collezione d'opuscoli scientifici', con due volumi pubblicati fra 1824 e 1825. Molti furono gli argomenti trattati: fisica, matematica, chimica, agraria, botanica, geologia, zoologia, anatomia umana, anatomia patologica, fisiologia, patologia, chirurgia, medicina pratica, ostetricia. Fra i saggi si segnalano: Lavania Giuniore, Sull'inclinazione dell'utero gravido, Mondini, Osservazioni sul nero pigmento dell'occhio, Magistrini, Tentativo intorno ad un nuovo metodo di supplire all'azione del vento nella navigazione, Ferrarini, Sopra i metodi di preparare alcuni rimedi aurifici, Orioli, Lettere critiche sul mesmerismo altrimenti detto Magnetismo animale, Atti, Della utilita' delle macchine nella riduzione delle ossa lussate, Bertoloni, Sopra due specie di nuove piante italiane, Piante del Brasile descritte, Termanini, Della situazione del feto nell'utero, etc...
In -8°, mezza pelle con titolo al dorso. Pp. (8), 570 (4), con numerosissime incisioni nel testo, fra cui due ritratti a piena pagina, dell’autore e del Cardinale Luigi d’Este. L’edizione comprende, con numerazione continua e come specificato nel frontespizio, la “Fisionomia naturale di Monsignor Giovanni Ingegnieri, Polemone, e la Celeste dello stesso Porta”, il “Discorso dei nei di Lodovico Settali” e il “Discorso di Livio Agrippa sopra la natura, e complessione humana”, quest’ultimo completo delle quattro tavole che chiudono il volume. The edition includes the “Fisionomia naturale...”, the “Discorso dei nei...” and the “Discorso di Livio Agrippa”, the latter complete of the four plates at the end of the volume.
Cm. 12; pp. 349, (3). Cartonato rustico coevo, titolo calligrafico al dorso, legatura con filo passante al dorso. Ex libris calligrafico al frontespizio. Tre illustrazioni anatomiche a piena pagina. Qualche piccolo tarletto al margine bianco delle ultime carte. Marca tipografica al frontespizio. Ottimo esemplare. Rara edizione 763/P
Cm. 12; pp. 349, (3). Cartonato rustico coevo, titolo calligrafico al dorso, legatura con filo passante al dorso. Ex libris calligrafico al frontespizio. Tre illustrazioni anatomiche a piena pagina. Qualche piccolo tarletto al margine bianco delle ultime carte. Marca tipografica al frontespizio. Ottimo esemplare. Rara edizione. (763/P) 862/32