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<p>in 8° grande, 26 cm, rilegatura coeva in cartone "alla rustica", titolo manoscritto al dorso; p. (8), 482, (14); doppio frontespizio: il primo inciso da G. Giorgi, rappresenta il gabinetto anatomico di Padova; al secondo marca tipografica (La Pace armata appoggiata ad un albero di olivo entro cornice a motivi vegetali). Dello stesso Giorgi è il ritratto dell'Autore stampato solo sul verso. Fuori testo complessivamente 52 belle tavole anatomiche incise a piena pagina (24 numerate in numeri arabi e le altre in appendice numerate in numeri romani). Alcune numerazioni erronee delle tavole. Leggero alone alle prime 40 carte lontano dal testo</p>
Rappresentazione in scala 1:1 del corpo umano in quattro fogli (660x500 mm ciascuno). Il disegno raffigura la vascolarizzazione venosa ed arteriosa superficiale, evidenziata da bella e vivace coloritura coeva. Inserita nella famosa opera che riproduceva il corpo umano in grandezza naturale "Anatomischer Atlas des Menschlichen Körpers in natürlicher Größe, Lage und Verbindung der Theile in 84 Tafeln und erklärendem" descritta dal Weber. Moritz Ignaz Weber (1795-1875) fu stimato Professore di Anatomia Comparata e Patologica. Spese tutta la sua vita nel campo dell'anatomia e delle scienze associate pubblicando numerosi studi. L’Anatomischer Atlas, che raffigura il corpo umano in 84 tavole litografiche a grandezza naturale, è senza dubbio uno dei suoi lavori più importanti.
First Edition, folio (470 x 290 mm), [5], 6-60pp., 10 engraved plates (4 folding on 2 sheets joined) after A. Fyfe and Thomas Donaldson, plates II and III with short tears not touching the image, plate V a little creased with short closed tears, nineteenth-century half calf, rubbed, covers detached. This was "The first serious study of this subject and the most original anatomical work by the greatest of the Monro dynasty." It contains the first full anatomical description of the sacs between the tendons and bones which Albinus had named the bursae mucosae. They are illustrated on the ten plates "which for explicit clarity and accuracy have not been improved upon." (Heirs of Hippocrates 1011). The plates depict the foot, various joints including the knee and hip, and four of the plates are life-sized representations of the entire arm and leg. Monro secundus' earlier publications were largely polemical, and it was not until he had been teaching for twenty-five years that his three main contributions to medical literature appeared. Monro's Observations on the Structure and Functions of the Nervous System (Edinburgh, 1783), a massive text and atlas on human and comparative neurology, is Monro's greatest work. His Description of All the Bursae Mucosae of the Human Body... was a practical manual for direct use in surgery. Although next to nothing was known of germ life at that time, Monro's acute observation and independent empirical judgement led him to the conclusion that the chief danger of infection in surgery of joints lay in exposure to the air. Garrison-Morton, 399.2; Blake, p.309; Heirs of Hippocrates 1011; Wellcome, IV, p.156. Russell, British anatomy, 613. Taylor, The Monro Collection, M170.
In-8°. Pagine (8), 716, (2), 24, 13 cc. di tavv. Rilegatura in mezza pelle un po' sciupata e con mancanze al dorso. Stato di conservazione ottimo. Alla fine sono presenti 13 tavole anatomiche ripiegate di eccellente fattura. Rara prima edizione francese di questo celebre testo di anatomia del medico e chirurgo tedesco Lorenz Heister, assai difficile a trovarsi completo di tutte le sue 13 tavole.
Rappresentazione in scala 1:1 del corpo umano in quattro fogli (660x500 mm ciascuno). Il disegno raffigura l'apparato muscolo scheletrico anteriore. Inserita nella famosa opera che riproduceva il corpo umano in grandezza naturale "Anatomischer Atlas des Menschlichen Körpers in natürlicher Größe, Lage und Verbindung der Theile in 84 Tafeln und erklärendem" descritta dal Weber. Moritz Ignaz Weber (1795-1875) fu stimato Professore di Anatomia Comparata e Patologica. Spese tutta la sua vita nel campo dell'anatomia e delle scienze associate pubblicando numerosi studi. L’Anatomischer Atlas, che raffigura il corpo umano in 84 tavole litografiche a grandezza naturale, è senza dubbio uno dei suoi lavori più importanti.
In -8°, pp. 12, cartonato moderno. Paolo Manfredi (1640-1716), lucchese di nascita, visse a Roma dove studiò al Collegio Romano e poi alla Sapienza, dove si sarebbe dedicato alla medicina. Dopo aver studiato per qualche anno le trasfusioni da uomo a uomo e da animale a uomo, ottenne un posto di lettore ordinario di anatomia e chirurgia nel 1668, poco prima della redazione di questo racconto di una dissezione, volume che, nel suo stile, accorda “un approccio strettamente dimostrativo con uno più tradizionalmente retorico-filosofico” (DBI, sub vocem) Paolo Manfredi (1640-1716), born in Lucca, lived in Rome where he was a student at the Collegio Romano and then at La Sapienza University, where he devoted himself to medicine. After having studied some years the blood transfusion (even the animal-to-man one), he obtained a chair as a teacher in anatomy and surgery in 1668, before drafting this dissection tale, a volume that, in Manfredi’s style, is written halfway between demonstration and philosophy (see Dbi, sub vocem)
Rappresentazione in scala 1:1 del corpo umano in quattro fogli (660x500 mm ciascuno). Il disegno raffigura l'Rappresentazione in scala 1:1 del corpo umano in quattro fogli (660x500 mm ciascuno). Il disegno raffigura l'apparato muscolo scheletrico posteriore. Inserita nella famosa opera che riproduceva il corpo umano in grandezza naturale "Anatomischer Atlas des Menschlichen Körpers in natürlicher Größe, Lage und Verbindung der Theile in 84 Tafeln und erklärendem" descritta dal Weber. Moritz Ignaz Weber (1795-1875) fu stimato Professore di Anatomia Comparata e Patologica. Spese tutta la sua vita nel campo dell'anatomia e delle scienze associate pubblicando numerosi studi. L’Anatomischer Atlas, che raffigura il corpo umano in 84 tavole litografiche a grandezza naturale, è senza dubbio uno dei suoi lavori più importanti. Inserita nella famosa opera che riproduceva il corpo umano in grandezza naturale "Anatomischer Atlas des Menschlichen Körpers in natürlicher Größe, Lage und Verbindung der Theile in 84 Tafeln und erklärendem" descritta dal Weber. Moritz Ignaz Weber (1795-1875) fu stimato Professore di Anatomia Comparata e Patologica. Spese tutta la sua vita nel campo dell'anatomia e delle scienze associate pubblicando numerosi studi. L’Anatomischer Atlas, che raffigura il corpo umano in 84 tavole litografiche a grandezza naturale, è senza dubbio uno dei suoi lavori più importanti.
In-4 (mm. 323x215), cartonato rustico coevo, pp.nn. 28 di spiegazione delle 24 tavole anatomiche inc. in rame, ciascuna con numerose figure. Queste popolarissime tavole illustravano l’opera del Vesling “Syntagma anatomicum”, pubblicata per la prima volta nel 1741 e divenuta così popolare da essere ristampata più volte - anche senza testo - come la presente edizione (la prima è del 1709). “On these prints Giovanni Georgi is named as the artist or engraver”, come specifica Choulant, p. 243. Jan Vesling, celebre anatomista tedesco (1599-1649), studiò e svolse la sua attività in Italia. "A Venise il fit des cours particuliers d'anatomie et de botanique, avec un tel succès, que les élèves désertaient les écoles publiques pour venir profiter ses leçons. La République le nomma en 1632 à la première chaire d'anatomie, vacante à l'université de Padoue". Cosi' Biographie Universelle, XLVIII, p. 310. Con timbri di apparten. ma esemplare ben conservato. .
FIRST EDITION OF THE FIRST SCIENTIFIC/GEOMETRICAL STUDY OF HUMAN MOVEMENT. xii, 295 pp plus three folding tables with numerous complex diagrams. Printed on fine wove paper. 8vo. Original wraps. Uncut and unopened. Backstrip mostly gone, else a PRISTINE COPY OF A VERY RARE AND IMPORTANT WORK.
In 8°(mm 205x135). Piena pergamena coeva con titolo manoscritto al dorso, tagli a spruzzo in rosso; pagg. [8], 215, [1], XXVIII [i.e. 26] carte di tav. compreso l'antiporta raffigurante lo studio di anatomia, frontespizio stampato in rosso e nero; iniziali e fregi xil. La tavola XVI è numerata XVI-XVII, la XXII è numerata XXII-XXIII. <BR>Testo latino, su due colonne. Poco comune edizione romana di questo manuale illustrato di anatomia a cura del medico tedesco Johann Adam Kulm (1689-1745); l'edizione originale, è del 1722, poi fu tradotta in latino nel 1731. Si tratta del primo libro occidentale tradotto in giapponese e pubblicato in Giappone (1774). <BR>Bell'esemplare su carta forte, occasionali fioriture. Iscrizione d'appartenenza manoscritta al contropiatto anteriore ("ad usum Josephi Aloysi Ma.... " - non facilmente leggibile).<BR>Valleriana cita altre edizioni; Choulant, pag. 34"in 1722 by imitations of Verheyen's plates by the Danzig physician Johann Adam Kulmus, which ran through many editions and were in part revised and provided with new engravings. They attained a wide circulation. Many other anatomic textbooks of this period had no pictures at all or at least, no complete series, since the aim was to produce books as cheaply as possible for the use of the student.<BR>Uncommon Roman edition of this illustrated manual of anatomy by the German physician Johann Adam Kulm (1689-1745); the original edition, in German, had been published in 1722, then was translated into Latin in 1731; it was the first western book to be translated and published in Japan and Japanese (1774).<BR><BR>
in-8, (4), 468; legatura coeva p. pella maculata, tit. oro su tassello al dorso a nervi. Con 3 tav. ripieg. f.t. Prima edizione di questo importante trattato diviso in tre parti: ''Nella prima è la storia fisiologica dell'uomo, a cominciar dall'uovo prima della fecondazione...; si leggono nella seconda parte alcune curiose istorie di gravidanze extrauterine, e di parti preternaturali, e di altri difetti dell'utero.. Nella terza l'A. ci dà un prolisso trattato istorico dei vermi..'' (cfr. Bonino, Biografia medica piemontese, II, p. 32-33). Interessante e non comune opera del Bianchi, famoso medico torinese (1681-1761) che svolse la sua attività soprattutto nell'ambito dell'anatomia (Vittorio Amedeo II fece costruire per il Bianchi un teatro pubblico anatomico). Bell'esemplare.. Wellcome II, 161..
In 8o (cm 13 x 19), pp. LXXIV + 180; 160. Mezza pelle coeva con qualche mancanza ai piatti. Edizione originale rarissima di questo studio anatomico di Luigi Rolando che, in questa prima edizione latina, dovette avere scarsissima circolazione. Solo nel 1829 verra' pubblicata una traduzione a Milano con il titolo di Manuale di anatomia fisiologica, opera di Giovanni Meloni Baile, allievo sardo del Rolando. Questi, nella prefazione della sua traduzione sostiene: "Fu allora che tra i varii suoi scritti non altro mi parve piu' acconcio per fissare l'attenzione sopra tutto dei giovani, quanto la sua Anatomia Fisiologica, di cui essendo gia' esaurite le copie, era divenuto indispensabile il bisogno d'una seconda edizione, che niuno, a mio giudizio, dovea riprodurre, nella stessa lingua in cui era stata pubblicata per la prima volta, fuorche' l'autore medesimo". Nella stessa prefazione, Meloni Baile celebra il Saggio sulla vera struttura del cervello, importantissima opera del Rolando, pubblicata a Sassari nel 1808 che poi il Cloquet non ebbe difficolta' d'adottare.... Rolando, importante anatomista e fisiologo torinese, allievo del Cigna, si interesso' agli inizi della carriera all'anatomia e fisiologia dell'apparato respiratorio. Trasferitosi in Sardegna nel 1804 al seguito della corte Sabauda, compi' i suoi importanti studi sull'anatomia e il funzionamento del cervello. Tornato a Torino, divenne medico di corte e professore di anatomia all'universita'. Le sue ricerche portarono alla scoperta di importanti parti del cervello quale la 'scissura di Rolando', cosi' denominata in suo onore, il Tuber cinereun e la sostanza gelatinosa che nel midollo spinale ricopre la testa del corno posteriore. "Biblioteca italiana, ossia giornale...", 1821, p. 351. "The american journal of the medical sciences", 1831, vol. 8, p. 203 (tratta dell'importanza dell'opera partendo pero' dalla seconda edizione tradotta in italiano da Meloni Baile).
In-8 gr. (mm. 250x190), p. pergam. coeva, tit. ms. al dorso, pp. XVI,241, vignetta al frontespizio, 2 belle e grandi testate: una alle armi (alla dedica ad Antonio Leprotto, Cubiculario & Archiatro Pontificio) e una con il ritratto dell'A.; ornato da grandi iniziali figur. a vignetta, tutte inc. su rame. Il vol. è illustrato da 6 tavv. f.t., più volte ripieg., pure inc. in rame. Vi sono contenuti: "De dura meninge", Opusculum Anatomicum, Romae, typis Bernabò, 1740 + "Epistolae physico-anatomicae". "Antonio Pacchioni da Reggio Emilia (1665-1726), amico ed allievo del Malpighi del quale fu collaboratore nella pubblicazione delle tavole anatomiche di Eustachio, si occupo' particolarmente dell'anatomia della dura madre e delle sue funzioni. Descrisse le granulazioni che portano il suo nome e la incisura nella tenda del cervelletto". Cosi' Castiglioni, pp. 531-532. Cfr. anche Wellcome,IV, p. 281 - De Renzi,IV, pp. 109-110. Qualche lieve e uniforme arross. solo su alc. tavv. e carte, altrim. esemplare con barbe ben conservato.
In-8 p. (mm. 220x145), 3 parti in 2 volumi, cartoncino rustico coevo (tracce d’uso), titolo ms. al dorso, pp. XXXXII,(2),296; XIX,386,(2);155; frontespizi con titolo in rosso e nero, ornati da 3 belle testatine e grandi iniziali figurate a vignretta, inc. su legno. Dedicati a Ruberto Pandolfini, Ciamberlano della Regina d’Ungheria, ecc. e di Francesco III, Granduca di Toscana, ecc. Prefazione di Antonio Cocchi. Il primo volume, parte I, raccoglie 10 discorsi “da lui principiati a recitare nell’Accademia della Crusca intorno all’anno 1696. Seguono, in fine: “Lo stampatore ai curiosi lettori / Inscrizioni di Lorenzo Bellini / Relazione d’incerto autore della malattia e morte del Dottore Lorenzo Bellini”. Il secondo: parte II, con il discorso XI e parte III con: il discorso XII e “Saggio della scienza delle proporzioni - Saggio delle instituzioni mediche - Frammenti degli altri due discorsi d’anatomia che compiscono il numero de’ 14 accennati nella Prefazione”. Rara "prima edizione" di questa importante serie di discorsi che si credevano andati perduti e pubblicati postumi grazie al ritrovamento del loro manoscritto presso la Biblioteca Pandolfini. “Fra gli anatomisti italiani merita particolare menzione Lorenzo Bellini (1643-1704), allievo del Redi e del Borelli, a 21 anni assunto alla cattedra di medicina nell’Ateneo pisano. Egli fu uno dei migliori anatomisti dell’epoca, ricercatore instancabile, osservatore acutissimo, letterato di chiara fama per l’eleganza e la chiarezza del suo stile. Le sue scoperte sulla struttura dei reni e sull’organo del gusto gli hanno acquistato dei diritti reali alla considerazione degli studiosi”. Così Castiglioni “Storia della medicina”, pp. 529. Cfr. anche Wellcome, p. 140 - Blake, p. 40. Solo primo vol. con fiorit. ai risg.; lieviss. alone al marg. super. delle prime 60 cc.; arross. margin. sulle ultime 6 cc., altrimenti esemplare con barbe, su carta distinta, ben conservato.
In folio (38x24 cm); (1), 10, (1), 11- 55, (1 b.) pp. Legatura degli inizi del novecento in mezza pelle verde con titolo impresso in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata. Un forellino al margine bianco del frontespizio, alcune macchioline di foxing, leggermente più marcato solo all’ultima carta e per il resto ininfluente. Pagine leggermente brunite a causa della qualità della carta utilizzata e per nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. 27 magnifiche incisioni anatomiche a piena pagina. Anche le tavole di spiegazione delle tavole sono incise. Edizione molto rara edita da Crepy a Parigi. Importante atlante anatomico che presenta l’opera del celebre medico francese André du Laurens (1558 Tarascon – 1609) che fu primo medico del re Enrico IV di Francia. Figlio di un altro celebre medico, studiò medicina ad Avignone sotto Louis Duret. Praticò, inizialmente, l’arte medica a Carcassonne per poi succedere al grande medico Laurent Joubert alla cattedra di medicina a Montpellier. Alla morte di Jean Hucher nel 1603, per il suo grande prestigio, Laurens fu nominato rettore dell’Università di Montpellier. Dal 1606 divenne Primo medico del re. L’atlante anatomico di Laurens fu uno dei più celebri del suo tempo e venne ristampato fino alla fine del XVIII° secolo. Le tavole dell’opera sono solitamente da Vesalius, Coiter, Valverde e altri, ma è nella descrizione dell’apparato scheletrico del bambino in epoche diverse e nella tavola de “La Medule Spinale” che Laurens diede un importante contributo all’anatomia. Gli atlanti anatomici di Laurens, a causa del grande utilizzo che se ne fece, sono oggi molto rari. Rif. Bibl.: WorldCat, OCLC number 14333868 e 930848359.
Cm. 18; pp. (32) contenenti dedica, espitola del Bartolini a Lyser e prefazione del Bartolini, 100 (=300), (4) bianche. 9 figure in xilografia nel testo di strumenti anatomici, inventati probalbilmente da Lyser stesso. Frontespizio in rosso e nero con piccolo timbretto di proprietà. Cartonato rustico settecentesco con titoli calligrafici al dorso. Uniforme brunitura dovuta al tipo di carta, ottima lettura del testo. Esemplare in barbe. Seconda edizione (Prima 1653), impreziosita dalla prefazione del Bartolini, di manuale estremamente raro di anatomia. Lyser Michael, medico tedesco nato a Lipsia nel 1609 e morto nel 1660, divide con Bartolini l'onore della scoperta dei vasi linfatici. (29 / 180) 458 / P
Cm. 18; pp. (32) contenenti dedica, espitola del Bartolini a Lyser e prefazione del Bartolini, 100 (=300), (4) bianche. 9 figure in xilografia nel testo di strumenti anatomici, inventati probalbilmente da Lyser stesso. Frontespizio in rosso e nero con piccolo timbretto di proprietà. Cartonato rustico settecentesco con titoli calligrafici al dorso. Uniforme brunitura dovuta al tipo di carta, ottima lettura del testo. Esemplare in barbe. Seconda edizione (Prima 1653), impreziosita dalla prefazione del Bartolini, di manuale estremamente raro di anatomia. Lyser Michael, medico tedesco nato a Lipsia nel 1609 e morto nel 1660, divide con Bartolini l'onore della scoperta dei vasi linfatici. (29/180) (458/P) 872/32
In 12° (13×7,5 cm); (10), 175, (17) pp., un’antiporta figurata e 3 c. di tav. fuori testo più volte ripiegate. Bella legatura coeva in tutta pergamena molle. Dorso a 4 nervi con titolo manoscritto da mano coeva. Pagine leggermente ed uniformemente brunite ma esempalre in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima rara edizione, due sole copie censite in ICCU e con numero minore di pagine e tavole, di questo importante studio pionieristico sulla saliva ed i dotti salivali. Antonius Nuck van Leiden (Harderwijk, 1650 – Leida, 5 agosto 1692) è stato uno dei medici e anatomisti più celebri del suo tempo. Dopo aver studiato a Leida, dove ricevette il dottorato nel febbraio del 1677, con una tesi sul diabete praticò l’arte medica a Delft. Nel 1683 si spostò a L’Aia per insegnare anatomia al Collegium anatomicum chirurgicum. Tornò poi a Leida dove ottenne una cattedra di medicina e anatomia. Famoso anche come oculista, otorino, dentista viene ricordato principalmente per i suoi studi sui vasi linfatici e le ghiandole salivari, di cui è considerato uno dei pioniere: inventò infatti la prima scialografia, sia introducendo un mezzo di “contrasto” nei dotti salivari, sia nei vasi sanguigni, come aveva già tentato Frederik Ruysch (1638-1731). Il suo nome attualmente è legato al dotto di Nuck e alle sue patologie. Esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. RARO. RARE. Good copy. Bibl.: Krivatsy, 8359 e Wellcome IV p. 250.
In-folio (cm. 39), legatura recente in p. pelle con fregi in oro ai piatti e titolo in oro al dorso, tagli rossi; pp. XIV 354 con 6 tabelle f.t. (di cui due a doppia pagina ripiegate) e XV tavole illustrative in chiaroscuro ripetute poi al tratto (in tutto 30); grande vignetta in ovale al frontespizio di K.M. Ernst; alcuni segni alle prime due carte, sporadiche fioriture. Edizione originale del capolavoro dei due fratelli notomisti sulla struttura del cervello degli uomini e dei bruti. «Dimostrarono che il cervello è composto di globetti» [Sprengel. Storia prammatica della medicina. I, 187]. «Il bel lavoro dei fratelli Wenzel sul cervello sarà sempre una sorgente preziosa da cui attingere» [Carus. Trattato elementare di anatomia comparata. I, 32]. Esemplare molto buono.
In-8 gr. (mm. 264x192), p. pergamena coeva, fregi e titolo oro su due tasselli al dorso, tagli a spruzzo, pp. XII,148, con 3 tavole inc. in rame f.t., ciascuna con figure di carattere anatomico. Marca tipografica al frontespizio, capilettera figurati e finalini, tutto inc. su legno. Vi sono contenute dissertazioni: “sopra gli aneurismi degli articoli inferiori - sopra un nuovo metodo di medicare la frattura della clavicola - la frattura della rotella del ginocchio - l’uso della canfora nelle piaghe esterne - Osservazione anatomica fatta sopra un uomo, in cui si trovarono mancanti per difetto di conformazione la vescica dell’orina, la verga, e lo scroto, con altre particolarità delle parti interne del pelvi spettanti alla generazione - Osservazione chirurgica sopra due corpi estranei, uno de’ quali ingoiato per la bocca, dopo nove mesi si trovò nella vescica dell’orina, ed il secondo introdotto per l’uretra diè luogo alla formazione di una grossa pietra”. Rara "edizione originale". Cfr. Blake, p. 148 - Wellcome,III, p. 30 - De Renzi,V, pp. 828-29: “Giuseppe Flajani (1739-1808) ha rappresentato onorevolmente la chirurgia Romana nella fine del passato secolo. Nato in Amarano presso Ascoli, studiò in Roma ed ivi diede così precoci prove d’ingegno, soprattutto per l’amore con cui coltivava l’anatomia, e per la sua perizia nella chirurgia, che giovine ancora fu deputato a formare una collezione di anatomia patologica. Corrispose il Flajani con tanta alacrità alla fiducia in lui riposta, che in breve tempo l’ospedale di S. Spirito potè vantare una ricca e scelta collezione di preparati anatomici. Con tali meriti e prove fu eletto chirurgo primario dello stesso ospedale. direttore del museo anatomico da lui fondato, e professore di operazioni chirurgiche. Nè la sua fama si restrinse ne’ confini di Roma, ma le sue opere, applaudite dall’universale, gli procacciarono il suffragio de’ dotti. Fu aggregato quindi alle principali Accademie di Europa, e giovine ancora fu chiamato chirurgo del Pontefice Pio VI”. Fioriture più o meno lievi, ma complessivamente bell’esemplare.
Incisione in rame, in plano, mm.560x400, presentata in elegante pass-partout a due finestre, con al verso la versione schematizzata dell'incisione. Tratta dalla prima edizione di una delle più celebri opera di Anatomia: Tabulae sceleti et musculorum corporis humani [Leiden: Joannem e Hermannum Verbeek, 1740]. Wandelaar era solito rappresentare le sue anatomie sovrapponendole ad uno sfondo ornamentale in modo di dare all'incisione un effetto un'illusione di vitalità e dinamismo. Le tavole furono incise e disegnate da Jan Wandelaer, allievo del più celebre Jacob Fokema e Guillem van der Gouwen, e del pittore Gerard de Lairesse, il quale preparò i disegni per l'atlante di Bidloo. Albinus offrì a Wandelaar la possibilità di esprimere a pieno a livello artistico. Bellissima incisione originale con lieve traccia d'umido nella pare inferiore. . .
Incisione in rame, in plano, mm.560x400, presentata in elegante pass-partout a due finestre, con al verso la versione schematizzata dell'incisione. Tratta dalla prima edizione di una delle più celebri opera di Anatomia: Tabulae sceleti et musculorum corporis humani [Leiden: Joannem e Hermannum Verbeek, 1740]. Wandelaar era solito rappresentare le sue anatomie sovrapponendole ad uno sfondo ornamentale in modo di dare all'incisione un effetto un'illusione di vitalità e dinamismo. Le tavole furono incise e disegnate da Jan Wandelaer, allievo del più celebre Jacob Fokema e Guillem van der Gouwen, e del pittore Gerard de Lairesse, il quale preparò i disegni per l'atlante di Bidloo. Albinus offrì a Wandelaar la possibilità di esprimere a pieno a livello artistico. Bellissima e rara incisione originale dedicata al sistema muscolare.. .
In 4°; 7 opere rilegate in un volume: 30 pp e 3 tav. fuori testo, 25, (1) pp. e 2 tav. fuori testo, 26 pp e 2 tav. fuori testo, 24 pp., 50 pp. e 3 tav. fuori testo, 72 pp. e 5 tav. fuori testo, 70 pp. e 9 (mal numerate 8) tav. fuori testo. Bella ed elegante legatura coeva in mezza pergamena con titolo e ricchissimi fregi in oro al dorso. Piatti foderati con carta marmorizzata azzurra coeva. Qualche insignificante macchiolina di foxing, uno strappetto senza perdita di materiale alla terza carta dell'ultima opera, ma nel complesso esemplare in ottime condizioni di conservazione ed in parte ancora a fogli chiusi. L'opera è arricchita da 7 belle dediche autografe di Calori al grande medico di origini francesi Benedetto Viale Prelà poste al frontespizio di ogni volume. Viale Prelà, nato a Bastia in Corsica, fu professore a La Sapienza e direttore del manicomio romano di Santa Maria della Pietà. Pioniere del metodo anatomo clinico nella pratica medica e nell'insegnamento, ebbe a sua volta come allievo e successore il grande medico e politico Guido Baccelli e fu anche valente chimico ed anche, curiosamente, archeologo applicando all'archeologia le sue conoscenze mediche e chimiche. L'opera qui presentata è una raccolta di prime edizioni in forma di testi singoli di importanti studi del grande medico ed anatomista bolognese nato a San Pietro in Casale nel 1806, Luigi Calori. Allievo di Francesco Mondini, Calori si laureò in anatomia nel 1829 all'Università di Bologna. In quegli anni di studio ebbe modo di conoscere numerosi esponenti della cultura italiana tra cui Gioachino Rossini. Divenne in seguito dissettore capo del Laboratorio di Anatomia umana della medesima università. Insegnò, dal 1835, Anatomia pittorica presso l'Accademia di belle arti di Bologna. Infine, nel 1844, gli fu assegnata la Cattedra di Anatomia umana dell'Università di Bologna che mantenne per 52 anni, fino al giorno della sua morte nel 1896. Fu inoltre: Direttore del museo anatomico bolognese dal 1850 al 1896; Preside della facoltà medica di Bologna negli anni 1869-72 e 1882-85; Magnifico Rettore dell'Università di Bologna nel 1876-77; socio onorario e poi più volte Presidente (1863-71, 1880-81, 1884-88) dell'Accademia delle Scienze; Presidente della Società Medica Chirurgica di Bologna nel 1856 e nel 1888. La produzione scientifica di Calori ha una mole enorme. La sua attenzione si è rivolta a numerosi settori dell'anatomia in particolare all'anatomia normale, alla patologica, alla teratologia, all'anatomia comparata, avvalendosi anche dell'aiuto di Cesare Bettini. Calori ha lasciato numerosissimi, preziosi, preparati e modelli che riempiono i musei universitari di anatomia normale, patologica e comparata. Una sua raccolta di teschi (più di duemila), datati dal Medioevo all'età contemporanea, è conservata nelle teche del corridoio d'ingresso degli Istituti di Anatomia, in via Irnerio 48. Le opere qui presentate sono studi di fisiologia e anatomia umana e animale comparata che raffrontano varie parti del corpo umano ed il loro corrispondente nell'anatomia veterinaria. Fra gli animali studiati e riportati nelle tavole: roditori, pipistrelli, ricci, tartarughe, gatti, cani ecc. Molto belle le grandi tavole fuori testo molte delle quali più volte ripiegate. L'ultima opera, illustrata da 9 gradi tavole raccoglie le osservazioni di calori su un "di un mostro umano doppio opo-ectodimo". Prime edizioni assai rare, con dedica autografa a celebre personaggio, in bella legatura ed in buone-ottime condizioni di conservazione.
Lugduni, Sumpt. Joan. Antonij Huguetan, 1679, 4to (cm. 25 x 18,5) piena pergamena coeva, dorso a cinque nervi con titoli manoscritti in grafia del tempo, pp. (18)-606-(8), doppio frontespizio, il primo calcografico inciso da Ogier (teatro anatomico con ai lati, su due piedistalli, Vesalio e Spigelio), il secondo a due colori, rosso e nero, con impresa calcografica, testatine, capolettere e finalini xilografici nel testo e 13 tavole incise in rame ripiegate fuori testo. Importante opera anatomica, nella sua seconda edizione, più corretta della prima del 1672 e con figure molto più esatte (cfr. Dizionario storico della medicina), del medico e anatomista olandese Ysbrand o IJsbrand van Diemerboeck (1609-1674), di cui si ricorda il De Peste (1646), ma di cui quest’opera costituisce uno dei contributi maggiori alla storia della disciplina medica. Si tratterebbe anche dell’ultimo manuale anatomico in cui si parla dell’anima (o meglio dello spirito animale) come di una parta del cervello umano (cfr. Encyclopedia Britannica). Legatura un po’ lisa, con tracce di antico restauro alle cuffie e al centro del dorso, piatto anteriore lievemente allentato; antica, lieve gora marginale al margine superiore delle prime 30 carte; carta un po’ brunita, con leggere fioriture sparse. Nota di possesso al foglio di guardia (ex libris Philippi Cappelani [?]..., Roma 1703) completa del prezzo d’acquisto (9 paoli), e grande exlibris moderno al contropiatto. Un buon esemplare, collazionato e completo.
2 opere leg. in uno. In 4, pp. (16) + 52 con 10 tavv. f. t. inc. all'acquaf. piu' volte rip.; (10) + 160 con 4 tavv. f .t. inc. al'acquaf. piu' volte rip. P. pl. coeva con fregi oro al d. manc. alla cuffia inf. e poche spelature. Tagli spruzzati. Nel complesso fresco esemplare. Ed. orig. di queste 2 opere solitamente legate insieme. Nella prima opera Vallisnieri svela la vera natura di quello che era stato creduto un cervello impietrito, ritrovato all'interno del cranio di un bue. Trattavasi in effetti di un osteoma costituito da tessuto osseo. Piu' importante la seconda opera nella quale vengono dimostrate come erronee le teorie riguardanti la generazione spontanea degli insetti, dimostrando che i vermi dell'uomo nascono da vermi ad essi simili. Descrive la tenia del cane e anche quelle degli uomini. Sabia, 77 / 78. Vinciana, 1769.