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brossura «Che strano destino quello delle persone di origini cinesi in Italia! Si era passati dalla paura per il possibile contagio di famigliari e amici in Cina, alla preoccupazione per il razzismo e le discriminazioni nella vita quotidiana e, una volta che l'epidemia si era spostata in Italia, alla paura del contagio per se stessi e i propri cari». Sullo sfondo dei mesi più terribili in Italia della pandemia di COVID-19 nel 2020, il libro narra le esperienze di sinoitaliani nell'affrontare l'emergenza. Tra fatti quotidiani ed eventi tragici, l'autrice Lala Hu intreccia le storie di solidarietà di persone tanto diverse (un attore, un medico, un intellettuale, una volontaria) quanto legate fra loro dall'appartenenza a due culture, presentando uno spaccato variegato e poco conforme agli stereotipi. Interrogandosi sulla propria identità e sul proprio ruolo nella società in cui vivono, i protagonisti individuano nuove forme di partecipazione e collettività.
br. Composto durante l'esperienza del lockdown, in contrasto alla prima ondata dell'emergenza da Coronavirus, questo libro racconta, con coraggio ed ottimismo, le esperienze di vita dei protagonisti delle varie testimonianze che compongono questa raccolta, in un percorso suddiviso in tre sezioni che accompagnano il lettore attraverso diversi punti di vista e chiavi di lettura dell'anno trascorso in piena emergenza. Dietro la scrittura di tali testimonianze si coglie la volontà da parte di tutte le voci dei protagonisti di voler lasciare una testimonianza del duro momento storico attraversato, in Italia e non solo, con la consapevolezza che la riflessione sui momenti difficili è storicamente foriera di riflessioni capaci di farci vedere il mondo che ci circonda con nuovi occhi carichi dei duri momenti vissuti ma pieni di speranza. La raccolta, promossa dall'Associazione DonnAttiva, rappresenta un prezioso contributo alla memoria storica del tempo vissuto capace di travalicare i confini del nostro presente, proiettandoci nel futuro attraverso le voci dei protagonisti che hanno animato con le loro testimonianze questa preziosa eredità.
br. All'inizio di marzo 2020 il mondo ha cominciato a riunirsi intorno a televisori, social network e social media, quasi contemporaneamente, per seguire le notizie sulla diffusione di un virus contagioso, il COVID-19. In pochi giorni si è passati da una situazione di normalità a una vita in maschera, tutti sollecitati a coprire naso, bocca e mani con protezioni sterili per sfuggire al contagio del coronavirus. In neanche una settimana gli scaffali di farmacie, supermercati, negozi di alimentari sono rimasti vuoti e le scorte di mascherine e guanti protettivi si sono esaurite persino su Amazon. La ricerca Mind the Queue! (MdQ) è nata dall'esigenza di comprendere se e che cosa abbiano avuto in comune, nel corso di quei primi due mesi di diffusione della pandemia, nazioni così distanti e diverse fra loro, in tutti i sensi: Costa d'Avorio, Cuba, Haiti, Iraq, Italia, Messico, Stati Uniti e Venezuela. È emerso che società lontane per cultura, economia, politica, hanno affrontato l'emergenza COVID-19 nello stesso modo, pur nelle loro differenze etniche, sociali e morfologiche. La ricerca MdQ, che si è sviluppata da marzo a maggio 2020, non ha avuto l'intento di fornire un contributo quantitativo alla migliore conoscenza della prima fase della pandemia in quei Paesi, quanto di aggiungere riflessioni e stimoli di tipo qualitativo al dibattito in corso, attraverso l'acquisizione sul campo di informazioni, dati, commenti raccolti direttamente da chi in quei due mesi stava vivendo un'esperienza unica. Senza avere alcuna pretesa di completezza, si ritiene che la conoscenza di quelle realtà sociali, acquisita attraverso questa ricerca, possa aver contribuito a migliorare la percezione delle dinamiche antropologiche e sociologiche sottese al sentimento della paura derivante da grandi emergenze, siano esse legate a fenomeni naturali o politici. Se mai ce ne fosse bisogno, come ha scritto uno degli intervistati, il virus ha confermato ancora una volta almeno una verità, cioè che siamo tutti uguali: Le Corona nous a montré que nous sommes tous pareils!
brossura Cosa ha provocato la pandemia del Covid-19 sullo sport più popolare e praticato in Italia e nel mondo? In questo libro, il primo per l'autore, Samuele Pilò descrive la situazione vissuta dagli atleti e dagli sportivi più numerosi. I cambiamenti e i danni che l'emergenza sanitaria ha provocato dentro questo sport vanno ad aggravarsi su un settore che già presentava grosse crepe. I periodi dei lockdown, i centri sportivi chiusi, le competizioni interrotte, la crisi economica del settore, la ripresa, il contagio, gli stadi vuoti, le condizioni dei calciatori e degli allenatori professionisti e dilettanti e dei più piccoli sono tutti aspetti che hanno caratterizzato questo periodo, iniziato dal lontano mese di marzo 2020 e tuttora in corso. L'arco temporale analizzato e discusso in questo libro va da marzo 2020 a maggio 2021. Il testo si distingue per le parti narrate costruendo un po' la 'storia' di quest'ultimo periodo sportivo, per gli argomenti scientifici spiegati a tutti, e per quelli inerenti al settore del calcio italiano tra le analisi, le riflessioni e le critiche.
br. "Pensavamo che tutto fosse alle spalle: e invece non era così. Non era così, non solo per le decine di migliaia di morti e il dolore di molti che non potevano essere un evento del passato (né mai lo diventeranno), e che non potevano essere solo un dolore privato. Non era così non solo perché la pandemia è tornata a farsi sentire, nei numeri dei ricoveri, negli ospedali - che significano morte e malattia, e non solo statistica -, nelle restrizioni alla nostra vita, nella percezione e nelle urla - costantemente strumentali - dei media. Non solo per questo, nulla era alle spalle: non lo era perché la pandemia ha imposto una serie di riflessioni che non possono essere eluse, e che ci vietano di pensare, per sempre potremmo dire, che sia, o sia stata, solo storia. Vivere la paura e la malattia, vivere un ricovero che diventava un distacco, senza più parole e comunicazione; comprendere cosa abbia significato affrontare la cura e la sofferenza, per pazienti, medici e infermieri, in condizioni mai viste; pensare a cosa sia stata la ricerca di fronte a una malattia che non aveva risposte - quando non c'era il tempo per fare ricerca e si dovevano dare risposte; pensare ai diritti venuti meno - in nome della vita, certo, ma comunque dentro lo stato di eccezione; ripensare alla normalità nell'eccezionalità; comprendere che le scelte sulla sanità, sulle risorse, sulla loro distribuzione, non sono un grafico da lasciare agli economisti ma la misura di quanto sia reale il principio dell'uguaglianza." Dalla prefazione di Mauro Angarano e Claudia Zilioli.
br. La drammatica cronaca dei primi mesi del 2020, legata alla pandemia di COVID-19, ce lo ha dimostrato ancora una volta: in un mondo globalizzato, più facile da percorrere ma anche più intricato e interconnesso e per questo più fragile, anche i concetti di salute e malattia stanno cambiando. Non si tratta più di processi esclusivamente biologici, bensì di fenomeni complessi che investono la sfera ambientale, sociale, economica, politica e culturale. Oggi il cambiamento climatico, i fenomeni migratori, la crisi economica e l'industrializzazione della produzione alimentare sono parametri fondamentali per valutare lo stato di benessere di un individuo o di una popolazione. Paolo Vineis traccia un quadro completo degli aspetti che compongono la salute globale, e propone una tesi forte sul piano politico: in un panorama così mobile e articolato, la salute in molte aree del mondo potrebbe andare incontro a un deterioramento simile a quanto è avvenuto in economia con la crisi del 2008.
brossura La comparsa di un nuovo virus su scala globale ha amplificato le fragilità delle nostre comunità e ha catalizzato mutamenti sociali, culturali ed economici radicali. Allo stesso tempo, ha generato una circolazione rapida, massiccia e incontrollata di informazioni che ha messo in discussione il ruolo della scienza e la sua capacità di comunicare: un'infodemia di cui le fake news sono solo la forma più distruttiva. I toni della narrazione che leggiamo sui media richiamano spesso quelli di una guerra; sono diventate di uso comune parole nuove o dimenticate, come paziente zero, quarantena, spillover, coprifuoco, droplet, green pass, morbilità; i numeri della pandemia (contagi, decessi, guarigioni) polarizzano la nostra attenzione, disorientati come siamo da voci contrastanti e non sempre autorevoli. Ripercorrere le tappe della prima pandemia al tempo dei social e imparare dall'esperienza può spronarci a ripensare il rapporto tra chi fa ricerca e chi lavora nella comunicazione, per affrontare in modo più consapevole le emergenze future.
br. Chiuso nella sua casa di Milano durante l'epidemia di Coronavirus, Francesco M. Cataluccio osserva l'Italia nei mesi di quarantena. «Come sempre accade nei periodi più bui della storia dell'umanità, la migliore difesa e salvezza è l'ironia e soprattutto l'autoironia. Ci sarebbe da ridere se non fosse per le migliaia di morti, i malati, il buio dolore e la crescente ansia che si diffondono a macchia d'olio. Ridere: dei comportamenti scomposti di molte persone; dei divieti assurdi; della frequente goffaggine di politici inadeguati o impreparati ad affrontare le emergenze; degli incoerenti comportamenti di alcuni scienziati». Tra le pagine di questo libro, in cui si mescolano memorie biografiche, cronaca e aneddoti, filtra la luce della letteratura: quella che ha previsto in anticipo le catastrofi e quella che allevia e a volte aiuta a superare il dolore della perdita e della malattia, soprattutto quando esse si manifestano nella forma globale di una pandemia, segnando irreversibilmente non solo le nostre biografie ma anche la nostra storia collettiva.
193413299BBerlin:, Deutsche Verlagsgesellschaft., o.J. [ca. 1934]. 32 S. Original Karton mit illustriertem Deckeltitel. Leicht berieben, guter Zustand.
193920552ABerlin:, Springer, 1939. Gr. 8°. VIII, 456 S. Original Interims-Broschur mit Rücken- und Deckeltitel, unbeschnitten, unaufgeschnitten, etwas gerändert, montiertes Exlibris auf Innendeckel, innen gut erhalten.
Paris, Flammarion, s.d. (primi del '900), in-16, br., pp. XI, 281, (6). "Bibliotèque de Philosophie scientifique" dirigée par le Dr G. Le Bon.
ca. 24cm x 16,5cm. 182 S. Original Broschur mit Rücken- und Deckeltitel. Seiten wenig gerändert, leichte Gebrauchsspuren, unbeschnitten. Mit 108 Abbildungen im Text.
brossura «In questa raccolta di saggi il mio tentativo è quello di sviluppare la possibilità di un approccio diverso alla sofferenza, diverso da quello pragmatico e talora brutale della cultura (nord)americana, differente da quello che viene erogato dai nostri malmessi servizi pubblici di salute mentale di questi tempi. Al contempo auspico che questo sia un input preliminare per una anti-compartimentalizzazione delle branche del sapere nel nostro ambito, in cui neuroscienziati, cognitivisti, comportamentisti, neuro-biologi, psico-neuro-immunologi, neuropsicanalisti, umanisti, filosofi, psicofarmacologi, fenomenologi, clinici, managers, psicoanalisti freudiani, ortodossi e non (e la lista sarebbe molto più lunga) sono "racchiusi" nella propria nicchia di sapere, custodendo gelosamente segreti che, se fossero invece debitamente integrati, porterebbero probabilmente ad una reale rivoluzione anche culturale, di cui c'è ormai immenso bisogno se si ha a cuore l'autentica cura delle persone».
Firenze, R. Paggi Libraio Editore, 1893, in-16, br. editoriale, pp. [4], 228. Dorso diviso (volume diviso in due blocchi).
195012159APotsdam:, Athenaion, (1950). 62 S. Original Halbleinwand mit Original Umschlag, jeweils mit Rücken- und Deckeltitel. Umschlag leicht gerändert und lichtgebleicht, Vorsätze vorn am oberen Rand etwas stockfleckig, sonst in gutem Zustand.
6. vermehrte und verbesserte Auflage. 1.(von 2). 4°. XVI,717 S. Original Halbleinwand mit Rücken- und Deckeltitel. Einband leicht berieben, Ecken und Kanten etwas bestoßen, innen sauber und gut erhalten. Autor war Professor uund ehemaliger Vorstand der Universitätsklinik für Haut- und Geschlechtskrankheiten in Würzburg. Mit 173 Textabbildungen. Es erschien noch ein Tafelband mit 378 farbigen Darstellungen auf 196 Tafeln, der hier nicht vorliegt. - ACHTUNG! Dieses Buch kann wegen seines Gewichts oder seiner Größe nur als PAKET verschickt werden. Innerhalb Deutschlands 5,80 Euro. (Portokosten ins Ausland bitte erfragen.) / ATTENTION! Due to its weight or size this book can only be sent as a PARCEL. Within Germany 5,80 Euro (For shipment abroad please ask).
brossura "... ma evadere dalla Gabbia è possibile? Sì, se si matura la consapevolezza della sua esistenza". Dov'è la Gabbia, Adesso che tutto sembra confinato dentro l'illogica dinamica di una relazione conflittuale con il nemico inedito e imprevisto? Non si tratta solo di un confronto con il Covid-19, anche se all'inizio questa entità, minuscola e fortemente ingombrante, è incombente e totalizzante. Il tempo che stiamo vivendo Adesso, con tutte le sue complessità e contraddizioni, diventa il luogo di una conversazione con il Virus, che celebra la volontà di dare un senso a una stagione che altrimenti potrebbe essere ricordata solo come una "Pandemia". Si va oltre, con l'intento consapevole di ricondurre l'ordito del racconto sulle trame di un bisogno profondo e universale: che va intimamente riconosciuto. Quello di essere felici, Adesso, rovesciando la logica del bene e del male, in una danza di apparenti armonie musicali dove la banalità di un frigorifero diventa lo spazio per celebrare la Liturgia di una inaspettata conclusione.
brossura «Questo lavoro nasce per il covid ma è utile per molto altro. Esiste attualmente un vuoto nella prevenzione e nella terapia domiciliare da iniziare ai primi sintomi di questa nuova infezione (covid-19). Questo, a mio avviso, sta determinando la perdita di vite umane nonché il sovraccarico del Sistema Sanitario. Per colmare questo vuoto ho deciso di mettere a disposizione della comunità il mio modo di fare medicina, in scienza, coscienza ed esperienza. Volutamente ho realizzato un lavoro utile per chiunque ma costruito anche per soddisfare le esigenze di quelli che "Dottore ma le cose che mi dice sono scientifiche?". Ho fatto un'ampia revisione della letteratura medica proprio perché esiste molta confusione ed una disinformazione, a volte forzata, riguardo le evidenze scientifiche sull'utilità della fitoterapia, delle vitamine e delle molecole biologiche. Le indicazioni pratiche proposte sono utili per la prevenzione ed il trattamento domiciliare del SARS-CoV-2 e di tutte le infezioni respiratorie, ma sono altresì importantissimi per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, cronico-degenerative e metaboliche, le quali determinano purtroppo la più alta percentuale di mortalità nei paesi industrializzati.» (l'autore)
br. L'anno della Pandemia è stato per la Chiesa Italiana, un difficile banco di prova, alcune criticità latenti da anni, come lo scollamento con la società reale, la distanza tra fedeli e pastori, l'irrilevanza nel pensiero socio-politico, sono emerse con decisione e hanno rafforzato un senso di smarrimento che comunque veniva da lontano. È sembrato importante interpretare questo segno dei tempi, utilizzarlo come fosse uno stress test o, per usare un termine tradizionale, un esame di coscienza, un discernimento per ripartire poi con maggior vigore e consapevolezza. Una Chiesa che parla prevalentemente "ai suoi" e si fa portatrice solo di valori "suoi", che non sa fare sintesi delle tante iniziative sociali che nascono nel suo ambito, finisce per essere una Chiesa che parla senza contare e agisce senza parlare. Occorre tornare nel Mondo, riscoprire il destino comune che lega Chiesa e società, rioccupare quell'area di confine tra l'essere nel mondo e l'essere del mondo, nello spirito di aiutarsi tutti, di riscoprire e far riscoprire la reciprocità e l'interdipendenza, cercando di essere lucidi e generosi; tornando a far ardere i cuori più che a insegnare dottrine. Mettere un piede fuori dal suo recinto aiuterà la Chiesa a non cadere e permetterà alla società di riconoscerla e forse di imitarla in quella presa di coscienza per cui nessuno si salva da solo. È compito anche dei laici attivarsi per un'emancipazione della coscienza fraterna che dia coraggio e un maggiore senso di responsabilità nel dare, nel ricevere e nell'illuminarsi vicendevolmente. In questo difficile momento di ricostruzione civile, aiutarsi tutti non è allora sinonimo di aiutare tutti, ma è l'impegno per una ricostruzione basata sull'aiuto vicendevole.
ill., br. Guardando indietro, a distanza di quasi due anni, possiamo chiederci quale spazio alla parola e al pensiero dei ragazzi è stato dato, quanto ci siamo rivolti a quella parte vitale che chiedeva di emergere e contrastare i vissuti drammatici con i quali abbiamo fatto i conti. Un saggio che raccoglie i pensieri e le emozioni maturate, e forse mai espresse, dagli adolescenti costretti alla solitudine durante la pandemia. Fra le pagine anche splendidi scatti fotografici che ben esprimono tali pensieri. L'adolescenza come seconda nascita, come luogo e tempo del cambiamento, della separazione, del conflitto, della costruzione della propria identità, dell'energia, delle relazioni; è sembrata scivolare in basso nell'agenda delle priorità che bisognava affrontare durante la pandemia. Il lavoro di questa pubblicazione non ha la pretesa di trovare risposte definitive, ma consente un formidabile spazio di espressione emotiva del proprio punto di vista, una voce diretta senza mediazione o interpretazione da parte degli adulti, un prezioso racconto dei propri vissuti e del proprio modo di affrontare le difficoltà.
ill., ril. Il coronavirus si è abbattuto come un uragano sulle strutture politiche di tutto il mondo globalizzato. Il governo Conte non è stato all'altezza dell'emergenza, mentre l'Unione europea e altri organismi sovranazionali si sono squagliati come neve al sole. Gli unici che si sono salvati nella burrasca sono stati gli Stati nazionali e sovrani, di cui i globalisti avevano con troppa fretta diagnosticato la morte. Insomma, la sovranità, sia politica che monetaria, è di nuovo la centro del dibattito pubblico. Ed è per tutti questi motivi che torna prepotentemente d'attualità la figura di Simone Di Stefano, uno dei volti più noti e coerenti del sovranismo italiano. Abbandono dell'Ue e uscita dall'euro, intervento pubblico nell'economia e salde coordinate identitarie: sono sempre stati questi i suoi cavalli di battaglia. E ora che gli ultimi eventi gli stanno dando ragione, la sua voce arriva come una sentenza sul fallimento del globalismo e dei suoi dogmi. Il messaggio di Di Stefano è tanto semplice quanto ambizioso: l'Italia deve tornare a essere una nazione libera e sovrana.
br. Il 2020 sarà ricordato come l'anno della pandemia. Il flagello ha terrorizzato l'umanità rendendo sempre più concreto lo spettro dell'estinzione, che da tempo aleggia su un pianeta devastato dal punto di vista ambientale, politico, psichico ed emotivo. Non sappiamo quello che ci aspetta, ma di certo il mondo che verrà fuori dall'emergenza sarà radicalmente diverso da quello che conoscevamo. Dobbiamo prepararci a vivere nell'incubo? Oppure nella tragedia sta anche l'opportunità di costruire un futuro desiderabile? In parte diario personale scritto in piena quarantena, in parte meditazione politica e filosofica, "Fenomenologia della fine" è il racconto teso, disperato ma anche autoironico di uno dei principali pensatori italiani, qui alle prese con la «soglia» che tutti noi siamo fatalmente destinati ad attraversare.
ril. Alla fine del 2019, i medici degli ospedali di Wuhan, nella Cina centrale, si trovano ad affrontare una strana sindrome respiratoria che pare legata al grande mercato ittico della città, dove oltre al pesce si vende ogni tipo di animale commestibile, vivo o morto. Mentre i malati si moltiplicano e alcuni soccombono a una polmonite virale particolarmente aggressiva, i laboratori riescono rapidamente a isolare il responsabile della malattia: è un nuovo coronavirus, simile a quello della SARS che tra il 2002 e il 2003 aveva spaventato il mondo. Rispetto alla SARS, la nuova malattia è meno mortale ma molto più contagiosa, e ben presto la Cina è costretta a fare i conti con quella che per le autorità è "la più grave emergenza sanitaria nella storia della Repubblica popolare" e che per l'Organizzazione mondiale della sanità è "una minaccia peggiore del terrorismo". E davanti ai contagi e alle morti provocati dal coronavirus, anche l'Italia è obbligata a prendere misure senza precedenti per fermare l'epidemia. In questo libro, Roberto Burioni attinge - insieme a Pier Luigi Lopalco, esperto epidemiologo - alla sua lunga esperienza di medico e ricercatore per mostrare la natura e il funzionamento dei virus, il loro passaggio (spillover) dagli animali all'uomo, l'evoluzione delle nostre conoscenze scientifiche, gli effetti devastanti delle epidemie nella storia dell'umanità e le battaglie combattute nell'ultimo secolo contro i nostri nemici più piccoli e più feroci. Il nuovo coronavirus è una sfida alla nostra società avanzata. Non possiamo sapere quando lo sconfiggeremo, ma siamo certi di poter contare su un'arma formidabile: la scienza.