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Volume in folio legato in pelle, titolo al dorso ornato ai piccoli ferri (restauri), sguardie nuove, splendida antiporta incisa in rame dal Diodati con le figure di Salomone e Diocleziano che reggono il cartiglio del titolo, frontespizio in due colori con grande, bella marca silografica con figure, due carte di dedicatoria ed apologia, 661 pp., 14 carte d'indici, una carta manoscritta ab antiquo aggiunta con l'indicizzazione per classi (non facente parte dell'opera). Eccellente erbario di questo fisico e botanico svizzero, davvero dovizioso con oltre 3400 tipi botanici rappresentati e descritti nelle loro caratteristiche fisiche, organolettiche, d'uso in farmacopea, per abbellimento e quant'altro. Ogni pagina ritiene dalle quattro alle sei icone (su due colonne) colla relativa disquisizione. Tutte queste opere (dal Pedacio Dioscoride del Mattioli agli erbari sette ed ottocenteschi) erano prima di tutto preziose guide per le preparazioni magistrali o semplici nell'arte farmaceutica ed è raro trovare siffatti testi in condizioni belle e soprattutto completi. Questo che si presenta è appunto uno di quei rarissimi casi di opera assolutamente completa, collazionata attentamente, ed in più che bello stato (davvero scarse le insignificanti mende d'uso). Sulla rarità poi, si lascia giudicare il collezionista. Alba signanda lapillo
(Copenhagen, 1838). Large8vo (230 x 135 mm). In recent half calf with gilt lettering to spine. 9 leaves of text in Danish and German describing plate 1-54 + 52 beautifully handcoloured plates: Plate 1-53, wanting plate 45. A very fine and clean copy.
Tre volumi di cm. 24, di cui uno di testo di pp. (6) xxxii (16) 695 (9) 58 con testate e capolettera; seguono due volumi di tavole con belle antiporta figurate e 489 tavole incise in rame. Solida ed elegante legatura coeva in mezza pelle con punte, dorsi a nervi con titoli e filetti in oro. Esemplare genuino, fresco ed in eccellente stato di conservazione, come è raro per quest'opera. Terza, apprezzata edizione di questa celebre compilazione botanica, ampliata rispetto alle precedenti del Corollarium e di alcune tavole. Cfr. Pritzel 8428.
... Quarum unaquaeque proprio charactere signata, ab aliis ejusdem classis facile distinguitur. Auctore Paulo Boccone Panormitano Siculo, serenissimi magni Hetruriae ducis olim botanico. -Un volume (18x23,7 cm) di (8)-96-(8) pagine. Con 52 tavole botaniche incise nel testo. Vecchia nota di possesso alla pagina di titolo, datata 1690. Minimi restauri all'angolo superiore delle prime tre carte. Le ultime quattro carte (8pp) sono occupate dalla dedica del curatore, Robert Motison, a Charles Hatton. In lingua latina. Legatura inglese coeva in piena pelle, ma il dorso è stato completamente rifatto (in modo professionale). Ottimo esemplare genuino di questo raffinato libro di botanica di Sicilia, Malta, Francia e Italia (ma in realtà quasi completamente dedicato alla Sicilia). Paolo Boccone (1633-1704) “raccolse e studiò le numerose e diverse specie di piante tipiche delle varie regioni, contemporaneamente osservando qualsiasi evento naturale che si presentasse alla propria attenzione con spirito, se non sempre critico, certo chiarificatore e analizzatore. Delle piante raccolte dette per primo una classificazione, obbedendo in ciò a quella che era ormai sentita come urgente necessità dai naturalisti del Seicento, posti di fronte ad una quantità sempre crescente di specie naturali, che le nuove esplorazioni ed il più vivo spirito di osservazione avevano portato alla conoscenza umana. Per queste ragioni il B. fu considerato uno degli iniziatori degli studi sistematici sulla flora europea, e come tale acquistò solida fama presso i contemporanei e gli studiosi del secolo successivo.” (Isabella Sermonti Spada, in Dizionario Biografico degli Italiani)
Hafniæ (København), uden angivelse af trykker, 1688. 4to. Nyere helpergamentsbd. i gl. stil, et af bindebåndene mangler. Kalligraferet rygtitel. (16),174,(24) pp. + Tilføjelses-og rettelsesbladet med stor træskåren slutvignet (2) pp. (Dette blad findes ikke i første del af oplaget iflg. Carl Christensen, ligesom den træskårne slutvignet mangler der). 4 blade løst indsat fra et andet eksemplar ( fol 5-8). 4 sidste blade med tab af øverste højre hjørner, repareret med teksttab. De 2 sidste har større tab af hjørnet, men er repareret. Første blade lidt tæt beskåret i højre margin. Ellers et ganske godt, rent eksemplar.
Stockholm, Benjamin G. Schneider, (1731). 8vo. Smukt nyere hldrbd., pastichebind med ophøjede bind på ryggen. Forgyldt rygtitel. (Nanna Grönvalls Eftr., Malmø). Graveret frontispiece. (32),317,(1, Errata) pp. 2 kobberstukne plancher, det ene foldet. Yderst frisk, rent og velbevaret eksemplar, trykt på skrivepapir.
Cm. 28, pp. (2) viii, 80. Bella vignetta al frontespizio e 40 tavole incise in rame fuori testo raffiguranti oltre 200 varietà di funghi. Legatura in cart. rigido. coevo. Una piccola mancanza alla parte alta del dorso, peraltro esemplare fresco, marginoso ed in ottimo stato di conservazione. Esemplare appartenuto a Elwyn T. Reese (celebre figura americana nell'ambito della ricerca in micologia) di cui appare il grande ex libris. Si tratta praticamente della ristampa dell'edizione originale apparsa nel 1755 rispetto alla quale sono presenti solo piccole variazioni. Opera affascinante e non comune in cui l'autore descrive ed illustra i funghi che si possono trovare nei dintorni della sua città, Rimini appunto. Cfr. Lazzari (Storia della micologia) e Pritzel, 490.
In-4° (34,5 x 22 cm), pp. (8), 661 (i. e. 659, essendo stati saltati, nella numerazione delle pagine, i numeri 585-586, ma testo completo), (29), legatura cartonata coeva rivestita in carta, con qualche segno d'uso e del tempo: in particolare, al dorso, abrasioni alla carta e una piccola mancanza nella parte inferiore, ai piatti abrasioni alla carta negli angoli e ai labbri. Doppio frontespizio, il primo dei quali calcografico, inciso da Francesco Diodati per la prima edizione dell'opera, pubblicata nel 1666, raffigurante il re Salomone e l'imperatore Diocleziano che sorreggono un drappo recante il titolo del volume. Bella marca tipografica al secondo frontespizio. Con oltre tremila illustrazioni xilografiche in bianco e nero nel testo, raffiguranti specie vegetali, disposte su due colonne per pagina: ciascuna incisione è accompagnata da una breve descrizione, in latino, che, nonostante la sinteticità, consente all'autore di fare raffronti, parallelismi e riferimenti bibliografici. Al frontespizio con i dati tipografici, numero scritto a penna, da mano coeva, all'altezza della parte inferiore destra della marca tipografica. Minuscolo foro di tarlo, del diametro di poco più di un millimetro, a centro del piatto anteriore, della guardia anteriore e delle pagine fino a pagina 2. Errori nella numerazione delle pagine, compiuti in sede tipografica, ma testo assolutamente completo; qualche errore anche nella legatura dei fascicoli relativi agli indici, con pagine anticipate o posticipate rispetto alla loro corretta posizione. Nel margine bianco esterno dei fogli con le pagine 91-92, 125-126, 391-392 e del foglio con le ultime due non numerate, piccola mancanza, che non riguarda il testo, ben reintegrata con carta giapponese. Nota a penna di mano coeva nel margine inferiore del verso della prima carta con l'indice dei lemmi tedesco. Per il resto, esemplare molto ben conservato. Le illustrazioni, pur nelle dimensioni contenute (ciascuna misura all'incirca 9 x 4,5 cm) ben riproducono le specie che raffigurano. Il testo è seguito da una ricca appendice, che riporta una serie di addenda alle varie classi. Il volume è corredato di indici con indicazioni dei nomi delle piante in latino, tedesco, italiano e francese. Le ultime due pagine non numerate ospitano l'errata corrige. Nell'opera vengono descritte, con criteri tanto tassonomici che pratici, un numero elevatissimo di specie, suddivise in 40 classi. La prima classe è quella delle “pomiferae et pyra”, dove alle moderne Maloideae (meli, peri) vengono associati agrumi, fichi e piante da frutto esotiche. La seconda descrive, tra le altre piante, il pesco, l'albicocco, il mandorlo, il susino, il sorbo e diverse varietà di ciliegio. Nella terza tratta di varie specie i cui frutti son denominati “nuces”, noci (dalla noce di Juglans regia alla noce moscata, dall'avellana ai pistacchi, dal cacao alle palme, ecc.); seguono la classe delle piante “aromaticae et odoratae” (alloro, lauroceraso, chiodi di garofano, cannella, sandalo, ecc.), dei piccoli frutti bacciformi (mirto, sambuco, ecc.), delle “bacciferae spinosae”, delle “glandiferae” (quercia, faggio, castagno, ecc.), degli alberi selvatici (tiglio, olmo, betulla, pioppo, frassino, salice, ecc.), delle “resiniferae” (abete, pino, larice, cipresso, ecc.), quella “de arboribus et fructibus scopariis” (tamerice, erica), delle “siliquiferae” (ginestre, alcune specie di trifoglio, colutea, ecc.), delle Cistaceae e delle Lamiaceae (eliantemo, rosmarino, ecc.), delle rose, delle piante dai frutti “cadentes” (vite, ribes, edera, pepe, cardamomo, ecc.), delle Cucurbitacee (zucche, melone, anguria, ecc.), delle Leguminose (piselli, fagioli, fave, lupini, arachidi, varie specie di trifoglio, ecc.), delle “frumentaceae” e delle “gramineae” (grano, segale, avena, panìco, molte varietà di gramigna, ecc.) delle “bulbosae” (cipolla, agli, porro, diverse varietà di giacinto, di narciso, di croco, di tulipano, di giglio, di iris, di orchidea, ecc.), delle Ranuncolaceae e delle Campanulaceae (ranuncolo, campanula, diversi tipi di digitale, ecc.), delle Brassicaceae (cavolo, rapa, rafano, senape, ecc.), delle “herbae capsulas, seu vascula ferentes” (nasturzio, thlaspi, ecc.), delle Malvaceae e delle Chenopodiaceae (malva, alcea, spinaci, bietole, ecc.), delle “lactucaceae” e delle “intybaceae” (vari tipi di lattuga, cicoria, indivia, radicchi, alcune varietà di corynza, ecc.), delle “capitatae non spinosae, ut scabiosae, iaceae et similes” (scabiosa, cardo, ecc.), delle “corymboides vel corymbiferae” (crisantemo, margherita, camomilla, dragoncello, artemisia, ruta, ecc.), delle “umbelliferae” (finocchio, aneto, piretro, ferola, pastinaca, coriandolo, sedano, cicuta, valeriana, ecc.), delle “verticillatae, et flores galeatos ferentes” (menta, melissa, origano, timo, salvia, ecc.), due classi, la XXIX e la XXX, delle “coronariae continens semen in vasculis” (garofano, basilico, papavero, anemone, varie specie di ranuncolo, ortica, lino, geranio, peonia, primula, ecc.), la classe delle “nervifoliae, ut plantagines, gentianae, poligonata” (piantaggine, lappolina, genziana, ecc.), delle “rotundifoliae” (viola, ciclamino, aristolochia, ecc.), delle “echia, buglossa, cynoglossae, heliotropia” (borragine, erba viperina, lingua di cane, ecc.), delle erbe e piante “malignae et venenatae” (solatro, morella, belladonna, mandragola, elleboro, tabacco, ricino, aconito, titimalo, euforbia, ecc.), delle “herbae crassifoliae et succulentae” (potulaca o porcellana, semprevivo, borracina, aloe, ecc.), delle “stellatae” (speronella, rubbia o robbia, spergola, asparago, ecc.), delle “saxatiles et capillares” (felci, muschi, ecc.), delle idrofite d'acqua dolce (ninfee, potamogeto, muschi, ecc.), delle idrofite marine (alghe e specie anomale come coralli e spugne, evidentemente ritenuti appartenenti al mondo vegetale) e, ultima classe, quella degli “excrementa terrae”, vale a dire funghi e tuberi. Dominique Chabrée (1610-1669), fu un medico e un botanico svizzero, attivo a Ginevra, Montbéliard e Yverdon. Tra il 1650 e il 1651 curò l'edizione della Historia plantarum universalis di Johann Bauhin e Johann Heinrich Cherler. Nel 1666 pubblicò la sua Stirpium icones et sciagraphia.
In-8 gr. (mm. 280x210), 2 volumi in 1, mz. pelle coeva, dorso a cordoni con titolo oro, pp. VI,252; (2),98; con ritratto dell’A. in b.n. all’antiporta e complessive 140 pregevoli tavole fuori testo che raffigurano felci. Le belle illustrazioni sono inc. in rame, con fine coloritura d’epoca, e sono tutte dettagliatamente descritte.<br> "Edizione originale" di questa importante opera del naturalista tedesco Gustav Kunze (1793-1851), professore di Zoologia all’Università di Lipsia dove diresse anche il giardino botanico.<br> Cfr. Nissen, Die Botanische Buchillustration, p. 102: “Das Werk bildet ein Supplement zu Christ. Schkurs Farnnkrautern in dessen Botan. Handbuch” - Pritzel, p. 172 - Cat. British Museum (Natural History),II, p. 1036.<br> Solo il testo fiorito o brunito mentre le tavole sono fresche e ben conservate.
in-4, pp. 798, (2), bella leg. coeva m. pelle con tass., fregi e tit. in oro al d., piatti in carta marmorizzata. Contiene 72 tavv. litogr. colorate a mano, firmate Bernieri e raff. diverse specie di fiori. L’A. fu socio dell’Accademia Economico-Agraria dei Georgofili e membro della Società di Orticoltura Medico-Botanica di Londra e Berlino. In questa sua opera sono descritte le tipologie di fiori, con corrispondenze etimologiche dei loro nomi e accurati riferimenti botanici. Si sviluppa in dodici parti, una per ciascun mese dell’anno, in cui sono analizzate le piante e i fiori che fioriscono in quella determinata stagione, e dei quali si indica il nome latino accanto al nome volgare. In particolare quindi si danno notizie sulla costituzione, coltivazione, e spesso citazioni letterarie o poetiche in cui la detta pianta è protagonista. Nissen 1527. Plesch 599. [341]
3 vol. in-8, pp. (2), 278, (6) e 36 tavole a colori f.t. - pp. 174, 3 e 20 tav. colorate. f.t. - pp. 199, 8 tavole a colori e 2 b/n, ripiegate f.t.. Legatura edit. cartonato rigido, tit. oro su tassello al dorso. Prima ediz. di questa importante opera di botanica, che venne impressa in quattro diversi formati: in-4, in-8 (tiratura riservata ai sottoscrittori. Il presente esempl. appartiene a qs. tiratura); ed in-folio, una tiratura limitata di 10 copie. Per i tre formati vennero usati i medesimi caratteri di stampa. Poiret scrisse i primi due volumi, mentre Turpin si dedicò al terzo, che ha come sottotitolo "Essai d'une iconographie élémentaire et philosophique des végétaux". Turpin fu uno dei migliori disegnatori di botanica del suo tempo e le 66 tav. (delle quali 64 a col.), furono tutte eseguite da lui. Fu notevolmente influenzato da Van Spaëndonck e Redouté. L'incontro con Poiret, avvenuto a S. Domingo, suscitò in Turpin un forte interesse verso la botanica e la storia naturale; insieme, collaborarono ad alcune tra le più importanti pubblicazioni di botanica dell'800, in particolare a quelle di Humboldt, Bompland e Kunth. Bell'esemplare con qualche usuale arrossatura della carta.. Great Flower Books, p. 71; Dunthorne 227; Stafleu TL2 8115. Pritzel, 7234..
Leiden & Amsterdam, Verbeek & Lakeman, 1727. Folio (395 x 255 mm). In contemporary full calf with six raised bands and gilt lettering and ornamentation to spine. Boards with a few scratches and corners bumped. Inner front hindge split. Small stamp to title-page. Small worm tract in lower inner margin affecting 18 leaves, not affecting text. A fine copy. (36), XII, (4), 205, (14) pp. + 1 portrait, 1 folded map and 33 plates with 17 ff. with explanatory text (complete).
Edizione originale del 1781 di questo importante supplemento del medico e naturalista svedese Carlo Linneo (1707-1778). Linneo, fondatore della moderna sistematica, riformò completamente la nomenclatura assegnando a tutti gli esseri viventi due nomi: uno per il genere e uno per la specie. Il Supplemento venne pubblicato postumo dal figlio di Linneo sulla base dei manoscritti del padre. Contiene la descrizione di 93 generi con 1303 specie tra le quali molte piante suriname. In buone condizioni e complet Copertina in piena pelle coeva con titolo in oro al dorso in buone condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso. Legatura in buone condizioni. All'interno le pagine si presentano in buone condizioni con fioriture. In 8. Dim. 21x13 cm. Pp. 467+(1)Original edition of 1781 of this important supplement by thye swedish naturalist and physician Carlo Linneo (1707-1778) firstly published in 1779. Linneo, establisher of modern systematics, completely reformed the names giving to all beings two names: one for kind, the other one for species. This supplement was posthumously published from the manuscript by Linné's son. Contains descriptions of 93 Genera with 1303 species, among them many Surinam plants. In good conditions and complete. Full leather coeval cover with gilted title in the spine in good general conditions lightly worn in the extremities. Binding in good conditions. Inside pages are in good conditions with foxing. In 8. Dim. 21x13 cm. Pp. 467+(1)<BR><BR>
Copenhagen, 1935-40. Large 4to. Bound in one nice solid hcalf. Text to each volume and 200 superb chromolithographed plates. Index practically bound separately in hcloth with titlelabel. This copy has belonged to the main collaborator N.F. Buchwald, bearing his name and exlibris.
Paris, Vincent, 1763 (- 64). 8vo. Bound in their original state, 2 orig. red boards. Some wear and fading to spines. Some cracks to hinges on part one. Wear to spine ends. Handwritten titlelabels on spines. (4),CCCXXV,190 "(2),640 pp., 1 large folded engraved plate. Internally clean, printed on good paper.
In folio, leg. mod. in mz marocchino con nerv. ed angoli, conservate le copertine edit. dei fascicoli, pp 80 e 69 splendide cromolitografie f.t. raffiguranti funghi. Dedica autografa dell'A. Splendido esemplare di rara e ricercata opera Prima edizione con dedica autografa dell'A.. Lizan p. 93 (cita solo 64 tavv.)
<span style="font-style: normal;">In-4° (cm. 23,4), legatura coeva in piena pergamena rigida con titolo in oro su tassello; pp. [36] 761 [3] in ottimo stato, 1 tavola ripiegata più volte fuori testo incisa in rame da Francesco Zucchi (prospetto e topografia del palazzo e giardini Sagredo nella Villa di Marocco), 1 ritratto inciso in rame sempre dallo Zucchi a piena pagina nel testo (Clarici), frontespizio in rosso e nero con vignetta in rame (putti); sporadiche fioriture e lievissimi segni d'uso, iniziale al foglio di guardia. Celebre ed ampio trattato sulla coltura dei giardini, citato anche dal Gamba per meriti letterari. L'autore aveva sistemato per Gerardo Sagredo (qui dedicatario) il giardino della villa di famiglia a Marocco (Magliano Veneto), ben descritta in Mazzotti, </span><i>Le Ville Venete</i>, Treviso 1953, pp. 607-610. Questo libro è certamente importante, oltre che per l'architettura dei giardini, per la scienza botanica. Cfr. Pritzel 1728; Gamba 2198. Ottimo esemplare.
Traduzione: Rosthschild J e Vari orticultori dall'inglese . Prefazione: Naudin Ch. . Edizione: Prima edizione francese . Pagine: 136+tavole+ 124+tavole . Illustrazioni: 60 cromolitografie e 46 incisioni su legno il primo volume, 60 cromolitografie e 60 incisioni il secondo . Formato: 8° . Rilegatura: Cartonato telato verdone con dorso in pelle, nervetti , fregi e scritte oro, ai piatti carta pavone, tagli oro . Stato: Buono . Caratteristiche: Etichetta al piatto della "Libreria Du Molard - Milano" Il primo
Florentiae, ex typographia Bernardi Paperinii, 1748, in-folio, brossura originale, pp. LXXXVIII, 185, [3], l'ultima carta bianca. Con una pianta dell'orto botanico incisa in rame più volte ripiegata all'antiporta, stemma calcogr. del dedicatario, l'imperatore Francesco I, sul front., una vignetta calcografica a c. [croce greca]3r (incisa da Marcantonio Corsi su disegno di Antonio Falleri, artefici anche della pianta ripiegata), un'altra vignetta non firmata a c. A1r, iniziali calcografiche e 7 tavole botaniche, anch'esse incise in rame, in fine. Prima edizione, pubblicata postuma a cura e con integrazioni di Giovanni Targioni Tozzetti. Esemplare purtroppo intessato da numerose mancanze marginali dovute a tarli. Moreni II, pag. 76. Pritzel n. 6203.
In 16, cm 10,5 x 16, pp. (16) + 140 + (4 bianche); (8) + 160 + (16) con 10 illustrazioni xilografiche nel testo alcune a piena pagina raffiguranti il tabacco, il sassafrasso, l'armadillo, il pepe lungo ecc. Elegante mezza pergamena ottocentesca. Esemplare particolarmente fresco (lievissima gora al margine inferiore del volume). Edizione originale della traduzione italiana, opera di Annibale Briganti, medico e naturalista di Chieti, di questa importante opera pubblicata a partire dal 1565 con il titolo Historia medicinal de las cosas que se traes de nuestras Indias Occidentales con aggiunte successive nelle edizioni del 1569 e 1574. L'opera fu poi tradotta in latino dal Clusio e durante i secoli XVIo e XVIIo ebbe ben 41 edizioni in varie lingue e spesso in unione con l'opera di Garcia da Orta (Historia de i semplici aromati...). Vengono descritti i prodotti vegetali e minerali provenienti da diversi luoghi dell'America del Sud dei quali vengono descritte le virtu' curative, le modalita' di lavorazione ma anche le localita' di ritrovamento, le vicende esplorative, le notizie raccolte da tutti coloro tornati da quelle terre e che Monardes ebbe modo di incontrare. Nella lunga disquisizione legata al tabacco (di cui e' presente una xilografia a piena pagina), l'autore descrive anche gli effetti del fumo prodotto dalla combustione di questa pianta '...gli altri indiani, per loro passatempo prendevano il fumo del tabaco per inebriarsi con lui & per vedere quelli fantasmi & cose che gli si rappresentano...'. Vengono poi descritte molte altre sostanze quali il Sassafrasso, il Pepe lungo, il Mechioacan, l'orzada, il Guaiacan, il Tachamahaca, la Pietra Bezaar, il Solvere vivo, la radice di China, il Guajacan ecc. ecc. Omodei, Annali di medicina straniera 1838, p. 483
2 volumes in-4, frontispice, [11] feuillets, 536-[6] pages en numérotation continue, 59 planches dépliantes gravées veau marbré de l'époque, dos à nerfs et fleuronné, pièces de titre tabac et tomaisons havane, tranches rouges 1736, 1736, , 2 volumes in-4, frontispice, [11] feuillets, 536-[6] pages en numérotation continue, 59 planches dépliantes gravées, veau marbré de l'époque, dos à nerfs et fleuronné, pièces de titre tabac et tomaisons havane, tranches rouges, Frontispice gravé d'après Sébastien Leclerc : le roi visitant la salle du jardin des plantes. A travers la fenêtre, à l'arrière-plan du paysage, est représenté l'Observatoire Royal en cours de construction. Belle publication, richement illustrée, de l'architecte et médecin Claude Perrault sur l'anatomie des animaux rares, parue dans la seconde édition hollandaise des Mémoires de l'Académie royale des sciences. L'originale faisait partie quant à elle de l'édition française de 1671-76. La seconde partie, sur l'histoire naturelle des plantes par Denis Dodart, n'est restée qu'à l'état d'esquisse. Claude Perrault est autrement célèbre pour avoir été l'architecte de la colonnade du Louvre. Il mourut le 9 octobre 1688, après avoir disséqué un chameau qui avait péri d'une maladie. Coiffes supérieures arasées, coins usés. Étiquettes d'inventaire ancienne. Nissen ZBI, n° 3127
Copenhagen, 1935-40. Bound in 2 solid hcalf (brown morocco). XXIV,90,105,96,119,105 pp. and all 200 fine colourplates. Extremities with traces of use. - The illustrations to Flora Agaricina Danica are both scientifically invaluable and superb examples of modern printing.
In-folio, [4]-960-[36] pages. Première partie seule (1 volume sur 2) de cette deuxième édition. Traduite du latin en français par Jean de Moulin. Illustré d'environ 1400 gravures sur bois reproduites le plus souvent à un quart de page. C'est le plus important et le plus complet des traités de botanique publiés au XVII siècle. Dalechamps décrit les différentes espèces de plantes, arbres et fruits connues jusqu'alors, en donnant leurs applications en pharmacologie et gastronomie. Bords de la reliure fortement usé.
In-8 (mm. 236x175), p. pergamena antica, pp. (16),96, incluso il pregevole frontespizio che rappresenta il famoso Teatro Sheldoniano di Oxford, con 52 bellissime tavole inc. in rame nel t., che illustrano più di 120 specie botaniche. "Edizione originale". “L’A. aveva inviato il manoscritto a Lord Hatton. Questi, come si legge nella dottissima prefazione di Robert Morison, lo affidò allo stesso Morison, professore di botanica a Oxford, per conoscerne il parere. Il parere entusiasta, la messa a punto di molte tavole, portarono alla pubblicazione di quest’opera, ove sono citate piante mai prima descritte. L’opera fu pubblicata a cura di Scott, nello stesso anno, anche a Lione. Le incisioni in rame a mezza pagina nel t., tutte numerate, sono molto curate e mostrano l’attenta revisione del Morison. L’A. ripubblicò l’opera enormemente arricchita di nomi, in italiano, a Venezia presso Zuccato nel 1697”. Così Moncada Lo Giudice “Una biblioteca siciliana”, 259. Cfr. anche Mira,I, p. 111: “Raro” - Nissen,179 - Pritzel,859 - Brunet,I,1021, “Paolo Boccone (in religione frate Silvio) nacque a Palermo nel 1633 da famiglia originaria di Savona; dopo aver fatto i suoi studi letterari si diede a quelli della storia naturale pei quali aveva somma tendenza. I progressi che fece in questa scienza gli fecero acquistare una grandissima riputazione, associandolo al numero dei più famosi fisici e celebri botanici. Compì una lunga serie di viaggi in Sicilia, in Italia e in gran parte d’Europa.. In Alemagna gli Accademici de’ Curiosi della Natura lo ascrissero a loro socio onorario nel 1696 e lo chiamavano il "Plinio del nostro secolo". In Padova fu fatto dottore e professore di botanica, Finalmente ritornato in patria fu da tutti venerato, e ritiratosi nel convento di santa Maria di Altofonte al Parco vi morì nel dicembre 1704”. Frontesp. rinforzato al verso e restaur. per strappi, altrimenti esemplare ben conservato.
In 4° (275x225). Pagg. (8), 73, (5). Frontespizio in rosso e nero, capolettera e fregi silografici. XI tavv. f.t. incise finemente in rame su carta forte a colori d'epoca, raffiguranti soggetti di piante marine, coralli, madrepore.<BR>Piena pelle marmorizzata coeva con dorso a nervi, scomparti e fregi dorati. Traccia di tassello e titolo; etichetta alla cuffia sup. in carta antica, sguardie marmorizzate, tagli in rosso. <BR>Bella ed importante prima edizione francese stampata da Pierre De Hondt, rarissima da trovarsi colorata d'epoca come nel nostro esemplare. L'autore (1713 - 1763) fu medico e naturalista, formò i propri studi a Padova, viaggiò molto in Italia e in oriente. Quest'opera fu il frutto editoriale delle sue ricerche, in quanto di tutte le sue accurate osservazioni, riuscì a pubblicare solo quelle eseguite sul Mare Adriatico. Ottimo esemplare marginoso. Nota manoscritta alla sguardia iniziale. Minime mende alle cerniere; traccia di tarlo che non lede il testo solo alle ultime 2 carte n.n.<BR>Pritzel 2370; B.M.C. 472; "importante per la nomenclatura" (Stafleu & Cowan). <BR>