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Very Good Turkish Paperback. Roy. 8vo. (23 x 16 cm). In Turkish. [xiv], 174 p., 1 folding map, 1 errata, b/w ills. and maps. Te-ve Köyü genel etnografyasi. First Edition.
Fine Turkish Paperback. Roy. 8vo. (24 x 17 cm). In Turkish. [4], 398 p., ills. Firat Havzasi Folklor ve Etnografya Sempozyumu, 24-27 Ekim 1985, Elazig. Bildiriler.
Fine Turkish Paperback. Roy. 8vo. (24 x 16 cm). In Turkish. [vi], 358 p., ills. Firat Havzasi II. Folklor ve Etnografya Sempozyumu. (5-7 Kasim 1987 Elazig). Contents: Namik Acikgoz, Bakayi'nin Battal-Name Adli Eserindeki "Elif-Name -- Ali Berat Alptekin, Firat Havzasi'nda Tespit Edilen Agitlarin Turk, Kulturu Icerisindeki Yeri -- Ibrahim Aslanoglu, Bir Soydan Gelen Dort Sair -- Yusuf Bakici, Palu'da Evlenme ve Dugunler -- Ugurol Barlas, Gaziantep Kent Kulturunun Olusmasinda Firat Yoresi Turkmen Oymaklarinin Etkisi -- Ahmet Buran, Firat Havzasinda Yagmur Duasi ve "Yada Tasi" -- Mujgan Cunbur, Firat Havzasi Etnografyasinda Anadolu Gazilerinin Yeri -- Sabri Cakir, Elazig Gecekondu Tipi Konutlarin Geleneksel Yapisi -- Hilmi Dulkadir, Palu Dokumalari -- Tu?rker Eroglu, Elazig Halk Mu?zigi ve Oyunlari Derlemelerinde Ortaya Cikan Meseleler ve Notasyon (Notation) Sistemleri -- Neriman Gorgunay, Savak Turkmenler Inde Geleneksel Kadin Giyimi -- Ismail Gorkem, Hazar Golu (Elazig-Sivrice) Uzerine Anlatilan Efsaneler -- Adnan Ince, Nevsehir Yoresinde Nahil Gelenegi ve Diger Bazi Illerimizdeki Benzerlikleri -- H. Hilmi Karaboran, Cemisgezek'te Mevki Adlari -- Ramazan Korkmaz, Firat Havzasi Folklorunda Hidirellez Senlikleri ve Bu Gelenegin Turk Dunyasi Icindeki Yeri -- M. Muhtar Kutlu, Geleneksel Coban Bayramlari ve Firat Havzasinda Yasayan Izleri -- Irfan Unver Nasrattinoglu, Asiklik Geleneginin Butun Geleneklerini Yerine Getirebilen Firat Havzali Asik Davut Sulari -- Kutlu Ozen, Yukari Firat Havzasinda Yetismis Uc Halk Sairi: Dervis Muhammet -- Ahmet Asiki -- Sah Sultan -- Ali Ozturk, Firat Havzasi Anonim Edebiyatinda Efsanelerin Kaynaklari -- Ismail Ozturk, "Tu?rk Folkloru Arastirmalari" Dergisinde Yayinlanan Elazig'a iliskin Yazilar Uzerine Bir Degerlendirme Denemesi -- Suphi Saatci, Firat Havzasi ile Kerku?k Yo?resi Arasinda Musiki Benzerlikleri -- Saim Sakaoglu, Aginli Fikra Tipi Iibi^k Dayi (Hayati-Fikra Tipleri Iic?indeki Yeri-Fikralari) -- Bilge Seyidogglu, Bir Ela^ziig Masalinin Tahlili: "A^teska^r Ogglan" -- Mustafa Sucu, Adiyaman'da Ataso?zleri, Bilmeceler, Dualar ve Beddualar -- Nevzat Tu?rkten, "Erciyes" Dergisinde Yer Alan Firat Havzasi ile Iilgili Makaleler -- Mu?jga^n U?c?er, "C?almak" So?zu?mu?z U?zerine -- IIbrahim Yilmazc?eli^k, 19. Yu?zyilda Harput ve Civari Yer Iisimleri U?zerine Bir Deneme -- Abdulkadir Yuvali, Tunceli Yo?resinin Etnografik O?zellikleri ile Iilgili Bazi Mektuplar.
Very Good English Paperback. Pbo. 4to. (28 x 20 cm). In Turkish. [2], 32 p. A bibliography of Icel City. Içel bibliyografyasi. (Halk edebiyati, folklor, etnografya).
New Turkish Paperback. Demy 8vo. (21 x 14 cm). Texts in Turkish and facsimile in Ottoman Turkish. 264 p. Kiyâfetnâme. Metin - inceleme - tipkibasim.
A. ERBS Approche de la religion des birifor. Parigi, Institut d'ethnologie 1975 french, 70 BTT160S Brossura editoriale, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda, con numerose diapositive 70 pagine circa Copertina come da foto
AA.VV. L'Ethnographie: voyages chamaniques - deux. Parigi, Societé d'ethnographie - C.N.R.S. 1982 french, 261 CLL48Brossura editoriale,in lingua francese, Volume LXXVIII - 1982 Rivista N. 87-88, volume in buone condizioni, segni di usura sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda,261 pagine circacopertina come da foto
L. Coveri, D. Moreno (a cura di) Autografato ! Studi di etnografia e dialettologia ligure in memoria di Hugo Plomteux. Genova, Sagep 1983 italian, 304 AP.1Brossura editoriale,con dedica autografata da L. Coveri sulla prima pagina ! , volume in ottime condizioni, illustrato, copertina e interno in ottimo stato, legatura salda , timbro della Casa Editrice sulla prima pagina304 pagine circaCopertina come da foto
Mm 210x300 Volume nella sua brossura originale, 101 pagine con numerose figure in nero e a colori nel testo. Copia eccellente, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
grand in-8, 297 pages, broche, couv. ill. Excellent etat. [MI-26]
br. Troppo disinvoltamente richiamata dal mondo della comunicazione, utilizzata impropriamente nel lessico dell'emergenza e dell'umanitario, la nozione di etnia, già presente nel discorso coloniale, è stata ambiguamente riconvocata nel campo politico e nel dibattito pubblico del nostro paese solo dall'inizio degli anni Novanta, quando i processi di transizione dell'Est europeo e il lungo conflitto nella ex Iugoslavia ne hanno drammaticamente evidenziato il potere di mobilitazione. Questo volume è frutto di un lungo lavoro collettivo che ha preso le mosse proprio dal rifiuto dell'abuso di espressioni come "etnia", "conflitto etnico" o "lotta tribale" e dall'esigenza di riaffrontare criticamente i termini del discorso identitario, a partire dall'analisi delle contraddizioni della realtà africana contemporanea. Partendo da casi emblematici come il Mali, la Costa d'Avorio, il Ruanda e il Congo, i saggi di Jean-Loup Amselle, Jean Bazin, Jean-Pierre Dozon, Jean-Pierre Chrétien, Claudine Vidal ed Elikia M'Bokolo criticano una visione "primordialista" e falsamente oggettiva della nozione di identità etno-culturale, proponendo un completo ribaltamento di prospettiva, per analizzare la costruzione degli spazi politici africani e delle categorie identitarie alla luce della loro storicità, in quanto elementi che maturano già nel quadro della "situazione coloniale" e poi nella realtà postcoloniale. Gli autori contribuiscono ad animare il dibattito intorno alla costruzione di una scienza sociale africanista, in cui il canone di identità è ridefinito come genere al tempo stesso plurale e singolare, postulando una vera creolità di ogni gruppo etnico e linguistico.
br. Troppo disinvoltamente richiamata dal mondo della comunicazione, utilizzata impropriamente nel lessico dell'emergenza e dell'umanitario, la nozione di etnia, già presente nel discorso coloniale, è stata ambiguamente riconvocata nel campo politico e nel dibattito pubblico del nostro paese solo dall'inizio degli anni Novanta, quando i processi di transizione dell'Est europeo e il lungo conflitto nella ex Iugoslavia ne hanno drammaticamente evidenziato il potere di mobilitazione. Questo volume è frutto di un lungo lavoro collettivo che ha preso le mosse proprio dal rifiuto dell'abuso di espressioni come "etnia", "conflitto etnico" o "lotta tribale" e dall'esigenza di riaffrontare criticamente i termini del discorso identitario, a partire dall'analisi delle contraddizioni della realtà africana contemporanea. Partendo da casi emblematici come il Mali, la Costa d'Avorio, il Ruanda e il Congo, i saggi di Jean-Loup Amselle, Jean Bazin, Jean-Pierre Dozon, Jean-Pierre Chrétien, Claudine Vidal ed Elikia M'Bokolo criticano una visione "primordialista" e falsamente oggettiva della nozione di identità etno-culturale, proponendo un completo ribaltamento di prospettiva, per analizzare la costruzione degli spazi politici africani e delle categorie identitarie alla luce della loro storicità, in quanto elementi che maturano già nel quadro della "situazione coloniale" e poi nella realtà postcoloniale. Gli autori contribuiscono ad animare il dibattito intorno alla costruzione di una scienza sociale africanista, in cui il canone di identità è ridefinito come genere al tempo stesso plurale e singolare, postulando una vera creolità di ogni gruppo etnico e linguistico.
Madrid, Establecimiento Tipográfico de los Sucesores de Rivadeneyra, 1892. Folio; 47 pp. Cubiertas originales.
br. Ermenautica-Saperi in Rotta, progetto nato da studenti/esse, docenti e marinai/e, si è proposta di esplorare, navigando a vela, il mare come campo di azione collettiva e di analisi teorica. Attraverso i concetti di confine, convivenza, conflitto e condivisione, in cui il CON indica la centralità delle relazioni, si raccontano "dal mare" - e in particolare dal Mediterraneo, dominato oggi da geopolitiche di immobilità e morte - i dinamismi, le connessioni e le possibilità creative. Il volume raccoglie i contributi scritti dall'equipaggio in seguito alla prima esperienza di navigazione, tra Sicilia e Tunisia, nell'estate del 2019. Dai loro saggi, emerge l'intreccio tra una riflessione interdisciplinare, l'incontro con realtà che bucano l'attuale regime delle frontiere e la complessità del vivere insieme a bordo.
br. La tematizzazione della violenza comporta l'assunzione della sua dimensione culturale, mutevole nello spazio e nel tempo, e della sua connaturata ambiguità, poiché la violenza si ascrive spontaneamente alla categoria del "male" ma può essere giustificata in nome di un "bene" o del "Bene". Superato il concetto di "civiltà" pregiudizialmente etnocentrico (prerequisito necessario ma non scontato), al cui vaglio ancora soggiace certa lettura dei fatti umani, la violenza perde i connotati dell'eccezionalità. Appare come elemento permanente e invasivo della storia umana, come una componente intrinseca ai comportamenti pubblici e privati, individuali e collettivi, quasi un dato impresso nel patrimonio genetico dell'umanità. In quest'ottica ogni cultura non può che incontrare varie forme di violenza e con esse variamente relazionarsi, per gestirle, neutralizzarle, indirizzarle, istituzionalizzarle, eventualmente fruirle. D'altra parte la violenza dell'essere umano non può essere ricondotta, in nome della sua riconosciuta generale pervasività, a mero fatto biologico, ad attitudine istintuale e animalesca, né liquidata come silenzio della coscienza, poiché trova sostanza nello "scorrere ininterrotto di pratiche, discorsi, parole e gesti costitutivi e costituenti". Questo libro propone una riflessione articolata e multidisciplinare sul tema della violenza verbale, cioè individuabile nella comunicazione orale e scritta, letteraria e mediatica, privata e pubblica, in modo esplicito ma anche implicito o neutralizzato. L'obiettivo è quello di cogliere aree di intersezione e contiguità come elementi di rottura, registrabili nel passaggio fra una lingua e l'altra, ma anche fra diversi contesti storico-culturali, nella convinzione che maturare una più profonda coscienza della comunicazione sia strumento indispensabile per "incontrare" l'Altro.
brossura Questo libro nasce dalla collaborazione tra le aree di ricerca antropologica ed etnomusicologica della Facoltà di Studi Umanistici dell'Università di Milano e l'Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS) della Regione Lombardia, nell'ambito della realizzazione del Registro delle Eredità Immateriali della Lombardia (REIL). I saggi qui raccolti sono il frutto delle riflessioni scaturite a partire dai materiali di ricerca etnografica e si condensano intorno a due temi specifici, distinti e allo stesso tempo profondamente interrelati: le culture del lavoro e le culture dello svago. Nel dettaglio, dopo un'introduzione rivolta a offrire un inquadramento antropologico di questi due macro-temi, il volume è strutturato in tre sezioni: la prima sezione riguarda le trasformazioni del lavoro agricolo con un'attenzione alle identità professionali, alla diversificazione delle strategie produttive, dei canali di vendita, di gestione della terra e delle acque, e delle pratiche tradizionali. La seconda sezione è dedicata al tema dello svago attraverso contributi che fanno emergere soprattutto i cambiamenti nella vita culturale delle feste, della danza, delle pratiche applicate e delle memorie audiovisive degli operai delle grandi fabbriche di Sesto San Giovanni. Infine, l'ultima sezione accoglie due contributi relativi al lavoro di archiviazione dei materiali raccolti, alla loro classificazione e valorizzazione nell'ambito della candidatura UNESCO.
Hardcover grand in-8°, 525 pp., cartonnage sous jaquette illustrée. Bon etat (couverture recouverte d'adhésif transparent, manque la page de garde). [AZ-9]
Zaragoza, Imprenta Octavio y Felez, 1972. 4to.; 221 pp. Láminas fotográficas Cubiertas originales.
Zaragoza, Imprenta Octavio y Felez, 1973. 4to.; 261 pp. Láminas fotográficas Cubiertas originales.
br. Dagli inizi degli anni Sessanta, sulla scia delle ormai classiche ricerche di Ernesto de Martino sul mondo magico dell'Italia del Sud, Cesare Bermani ha condotto una lunga ricerca sul campo, ricostruendo l'universo magico imperniato sulla figura della strega, ancora presente fino alla metà del Novecento, a partire dal caso di un paese dell'Abruzzo. I comportamenti che definiscono una strega, le sue trasformazioni animali, i suoi voli sciamanici, il suo gioco con i bambini al sabba; la funzione dei maghi, i rituali di difesa, le fatture, ('"invidia", i morti che tornano, il "mazzemarille" e il lupo mannaro vengono qui esaminati in un lavoro che coniuga la ricerca storica e antropologica con un'analisi di tipo psico-antropologico. La ricerca mette in luce non solo le radici greco-romane del mondo magico dell'Italia del Sud, ma anche la presenza di elementi di sciamanesimo d'origine centro-europea e di fenomeni assai simili a quelli dei "benandanti" a cavallo tra Cinquecento e Seicento studiati da Carlo Ginzburg.
br. Il volume affronta, dal punto di vista antropologico-culturale, quattro temi di ricerca che ruotano intorno alla morte. Il primo riguarda, da un lato, lo smarrimento di fronte all'angoscia di morte legata alla pandemia del 2020 e, dall'altro, la mappa culturale fornita dai miti fondativi, per riorientare quell'angoscia. Il secondo concerne il gioco politico-sociale intorno ai funerali, negati o concessi, di personalità ungheresi e le relative cerimonie riabilitative di risepoltura. Il terzo ruota intorno agli effetti del revival culturale della "vendetta di sangue" in Albania. Infine lo studio, più tradizionale, di un particolare sistema funerario calvinista, attivo in un'area rurale e periferica dell'Ungheria nord-orientale, legato a dei particolari simboli tombali detti fejfák "a forma di barca".
ill., br. Il libro offre una chiave di lettura antropologica della cultura rituale nell'esperienza religiosa giapponese analizzandone alcune espressioni cerimoniali, rituali e festive in aree urbane e rurali. In questo percorso dalle molteplici diramazioni tematiche, l'accento viene posto su elementi distintivi delle nuove forme della cultura rituale, evidenziando sia il peculiare sincretismo sia la creatività culturale della religiosità giapponese nell'elaborare nuove pratiche rituali in risposta alle problematiche e alle esigenze della società contemporanea.