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Venecia, Venetiis, apud Theodorum Viero, s.a. (c. 1787). Grabado al aguafuerte de 280 x 200 mm., con passepartout, enmarcado en madera dorada y con cristal. Tamaño total de la pieza: 510 x 425 mm
Venecia, Venetiis, apud Theodorum Viero, s.a. (c. 1787). Grabado al aguafuerte de 280 x 200 mm. , con passepartout, enmarcado en madera dorada y con cristal. Tamaño total de la pieza: 510 x 425 mm
Venecia, Venetiis, apud Theodorum Viero, s.a. (c. 1787). Grabado al aguafuerte de 280 x 200 mm., con passepartout, enmarcado en madera dorada y con cristal. Tamaño total de la pieza: 510 x 425 mm
Venecia, Venetiis, apud Theodorum Viero, s.a. (c. 1787). Grabado al aguafuerte de 280 x 200 mm., con passepartout, enmarcado en madera dorada y con cristal. Tamaño total de la pieza: 510 x 425 mm.
Madrid, 2002. 4to.; 397 pp. Cubiertas originales.
Broch?. 262 pages.
Zaragoza, 2000. 4to. alargado; 285 pp. Cubiertas originales.
Torino, UTET, 1914, in-8, brossura editoriale, pp. XVII, 146. Leggeri difetti al dorso e un poco brunite le copertine, per il resto in buone condizioni.
Barcelona, Instituto Lucas Mallada, 1961. 4to.; 111 pp. Cubiertas originales.
Softcover, 84 pp. 21x21cm., 60 b./w. ills., goede staat. ISBN X. Catalogus voor de gelijknamige tentoonstelling in het Etnografisch Museum Antwerpen van 27 juni tot 8 november 1992.
Gebonden, stofwikkel, 205 x 295mm., 198pp., uitgebreide illustratie in kleur en z/w. Reeks "Annalen, Menswetenschappen" nr.132 B. Tentoonstellingscatalogus. In goede staat.
198pp.rijkelijk geïll. (vnl.in kleur), geïll. omslag, mooie staat, 30x21cm., in de reeks "Annalen, Menswetenschappen" nr.132B, C39093
In-4°,Prima edizione. Illustrato con 71 figure nel testo, 14 tavole. pp. vii, 342. legatura in cartonato La statura degli indigeni patagoni fu osservata da Magellano e divenne leggendaria in Europa. La monografia di Verneau, attingendo alle collezioni portate in Europa dal conte H. de La Vaulx negli anni 1890, è divisa in tre sezioni: una breve discussione di prove antropologiche trovate nel documento storico; una considerazione dettagliata delle caratteristiche fisiche dei patagoni indigeni; e uno studio etnografico approfondito. First edition. Illustrated with 71 figures in text, 14 plates. pp. vii, 342. Original paper covered boards. First edition. Illustrated with 71 figures in text, 14 plates. pp. vii, 342. The stature of the indigenous Patagonians was observed by Magellan and became legendary in Europe. Verneau's monograph, drawing upon collections brought to Europe by the comte H. de La Vaulx in the 1890s, is divided into three sections: a brief discussion of anthropological evidence found in the historical record; a detailed consideration of the physical characteristics of indigenous Patagonians; and an in-depth ethnographic study.
br. «Che cosa significa interrogarsi sulle origi¬ni della ragione greca, allorché ci domandiamo quali furono le condizioni sociali e psicologiche che permisero la comparsa, in un piccolo angolo dell'Asia Minore abitato da coloni greci, di una nuova forma di pensiero? Pensiero che a buon diritto possiamo già definire razionale in quanto rappresenta una rottura decisiva con quel tipo di immaginazione mitica che costituisce forse la forma più diffusa del pensiero umano. Significa chiedere alla Ragione stessa di render conto di quel che essa è. Per comprendere la natura e la funzione del pensiero razionale, in un certo modo gli rivolgiamo contro le sue stesse armi. Lo sottomettiamo all'esigenza di una indagine razionale, gli applichiamo le regole elaborate pazientemente dalle discipline scientifiche, specialmente dalla storia, in suo nome e sotto il suo segno. Questo modo di procedere implica conseguenze decisive. Si può dire che d'un tratto, per il suo stesso proposito, esso sradica una certa concezione della Ragione, immutabile, eterna, assoluta, ancora dominante, credo, in molti circoli "razionalisti" come il nostro. Si tratta dell'idea, cara agli uomini della Rivoluzione francese, di una dea Ragione che illumina il cammino dell'umanità, che dissipa le tenebre dell'ignoranza, i fantasmi della superstizione religiosa o le illusioni del sentimento.»
br. C'è una cosa che l'antropologia, più di altre discipline, aiuta a rendere visibile: ben poco di quello che ci riguarda come esseri umani è naturale, cioè impresso come istinto, e deve piuttosto essere appreso dai nostri simili. In questo tempo straordinario dovuto alla pandemia da Covid-19 e alle conseguenze delle drastiche misure di contenimento sulle nostre vite individuali e collettive, l'antropologia ci consente di capire un po' meglio proprio quei mutamenti che, volenti o nolenti, stiamo attraversando. Ma in che modo il sapere antropologico può esserci d'aiuto per una buona politica? Se fare politica è capire il contesto, per provare a mutarlo secondo un progetto, nella costruzione della sua risposta Piero Vereni mostra proprio la trasformazione culturale in atto: il doppio legame tra il distanziamento sociale e l'immunità di gregge, e tra libertà e sicurezza, nonché il mutamento dei ritmi rituali dello spazio e del tempo, e le stesse nozioni di socialità e razionalità.
br. La favola di Cappuccetto rosso è giunta a noi in due versioni: quella seicentesca di Perrault (il lupo divora la bambina) e quella ottocentesca dei fratelli Grimm (un cacciatore apre la pancia dell'animale e ne fa uscire nonna e nipotina sane e salve). La tradizione letteraria ha completamente ignorato i temi che appartengono alle versioni popolari della storia, qui proposte e commentate. Anzitutto, la domanda che il lupo rivolge alla bambina nel bosco: «Quale sentiero vuoi prendere, quello degli aghi o quello degli spilli?», indicando con la prima opzione il lavoro di cucito e di ricamo e con la seconda la cura in funzione del corteggiamento. Un ulteriore motivo riguarda l'inconsapevole pasto cannibalesco della bambina, che mangia la carne e beve il sangue della nonna nel quadro di un'evidente contrapposizione generazionale. Nelle sue versioni orali, la fiaba tratteggia dunque un percorso iniziatico femminile legato ai riti della crescita, alla capacità di far figli e alle tecniche - cucire e sedurre - che consentono di addomesticare la società maschile. Se la morale di Perrault e dei Grimm era: «Bambine, diffidate del lupo», quella delle versioni popolari è più sottile: «Nonne, diffidate delle vostre nipoti».
ill., br. In Italia, il patrimonio viene per lo più riferito dalla critica alla celebrazione e al culto dell'identità. Le prime misure di protezione, cioè, stimolate dalla ricchezza del passato, scaturirebbero dall'orgoglio civico per le vestigia della tradizione classica. In questo libro l'autore propone una lettura inedita dei documenti e ribalta la tesi. Se fino al XV secolo vennero salvaguardati beni in cui si manifestava il divino, la storia moderna dell'arte e della tutela sarebbero nate dall'incontro con l'altro. Quando Keplero annunciò le sue scoperte sulle rotte del cielo, in effetti, si comparò a Cristoforo Colombo e a Magellano. Francis Bacon, per significare l'ampiezza della sua riforma, fece incidere sul frontespizio dell'Instauratio Magna l'immagine di una caravella in procinto di doppiare le Colonne d'Ercole, rappresentate da due fusti all'antica, estremo saluto all'unitarietà dell'estetica classica. L'apertura su un universo sconosciuto che insidiava i principi di quello noto prese spesso a prestito il viaggio verso le Americhe ma, come ha scritto Jacob Burckhardt, «il vero scopritore non è colui che sbarca per caso su una terra sconosciuta, ma colui che, dopo averla cercata, la trova». Gli esploratori che per primi avvistarono le terre del nuovo continente compirono così una mutazione antropologica in corso da qualche secolo, provocando l'apparizione progressiva delle scienze dell'uomo, la nascita della moderna storia dell'arte e delle prime forme di protezione patrimoniale. Prefazione di Tomaso Montanari e Postfazione di Fabio Dei.
72pp.+ 2 cartes hors-texte, br.orig., 24cm., cachet, bon état, C86932
Barcelona, Luis Miracle Editor, 1949 [Biblioteca de Antropología, dirigida por el Dr. Ramón Sarró]. 4to.; 296 pp., con 158 ilustraciones entre el texto. Encuadernación original en tela estampada.
Torino,1858.In 8°pp.da 46 a 58n. bross.muta.
Madrid, Publicaciones Españolas, 1963 ["Temas Españoles"]. 4to. mayor; 31 pp. y 4 láminas fuera de texto. Cubiertas originales.
Article complet de 47 pages, 23cm., br.orig. (dos renforcés), non coupé, publié dans deux livraisons du dit bulletin (pp.189 à 320), C91342
in 4°, pp. 257, p/tela edit. chiara con tit. in rosso e sovracop. ill. Saggio sull'arte e la cultura delle civiltà Olmeca, Teotihuacán, Zapoteca, Maya, Tolteca, Azteca, con belle foto b/n e tavv. a colori a p/pag. di cui m. applicate, bibliogr. e indice dei nomi. Ottimo stato. 302/37
151pp., 21cm., limited edition of only 200 numbered copies: this is no.42, softcover, good condition, [texts in Russian with summaries in English], [contains a.o.: MIYAWAKI-OKADA J., The so-called Jüün Ghar Khanate never existed, pp.58-72 & TUGUSHEVA L.Yu., Babur, pp.100-129], rare, ISBN 5-89282-139-0, X76958