2 730 résultats
Zaragoza, 2003. 4to. mayor; 142 pp., 1 h. Cubiertas originales.
Mm 210x295 Volume nella sua brossura originale, xxxviii-235 pagine con alcune figure in nero nel testo. Copia ottima, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Broch?. 299 pages.
Kjøbenhavn, Klein, 1843. Ubeskåret i orig. bogtrykt kartonnage. Ryg shirtforstærket. XX,(4),278,(1) pp. Lettere brunplettet. Titelillustration i træsnit.
Roma, Tipografia Ditta Fratelli Pallotta, 1930. 4to.menor; 261 pp. Cubiertas originales.
Madrid, Imprenta de Ginés Hernández y Galo Sáez, 1928. 4to.; 234 pp., 1 h. Cubiertas originales.
Madrid, Editorial Ibérica, 1919. 4to.; XV-268 pp., 1 h. Encuadernación moderna en media tela. García Arista, turiasonense, solterón y sordo, era hombre de elevadísima cultura y proverbial aragonesismo. Periodista y bibliotecario, fue en sus comienzos el auxiliar de Don Marcelino Menéndez Pelayo.
br. L'esistenza a volte ci pesa. La società contemporanea esige da noi un'affermazione permanente, la continua reinvenzione della vita, il successo. E se qualcuno non si sente all'altezza? Subentra allora la tentazione di lasciare la presa, di assentarsi da sé divenendo irraggiungibili, che può manifestarsi in forma di fuga nell'alcol, nelle droghe, nel gioco, nella follia, o può assumere il carattere di una fuga vera e propria, quando non si lasciano tracce di sé, scegliendo per esempio di vivere "nelle terre estreme". Eppure, la volontà di sottrarsi al legame sociale è, a volte, la condizione per continuare a vivere, per inaugurare un rapporto nuovo con sé, con gli altri e con il mondo. Ricchissimo di spunti antropologici e letterari, il saggio di Le Breton affronta un tema di grande fascino e, non da ultimo, invita il lettore a riscoprire alcuni grandi autori della "fuga da sé", tra i quali Emily Dickinson, Robert Walser, Fernando Pessoa.
Kjøbenhavn, C. Steen, 1837. Lex8vo. 3 samtidige hldrbd. uden rygtitler. Rygge med brugsspor. Indvendig ganske rene. 552,256,(2),304,(2) pp. samt 177 litograferede plancher (af 183 ?), sædvanligvis opdelte med et billede på hver. Viser folkedragter, udstyr, levevis fra alle folkeslag på jorden.
br. Anziani considerati ormai 'vecchi', fuori dal ciclo produttivo e soprattutto da quello del consumo. Giovani che non hanno più il diritto di essere giovani, ma sono inseriti da subito nella giostra delle competenze da acquisire, dei risultati da conseguire, con l'imperativo di essere 'imprenditori di se stessi'. Fragilità umane di tutti noi che vengono stigmatizzate come intoppi nella realizzazione di una felicità del qui e ora, col risultato di impregnarci di angoscia e paura del futuro. Non è lo scenario distopico di un libro di fantascienza, ma il panorama della nostra situazione attuale. Come ci siamo arrivati? Quando abbiamo abdicato alla nostra irriducibilità a una modellizzazione meccanica? Perché abbiamo accettato di diventare un mero 'bilancio di competenze' governato da un algoritmo ottimista, e perché ci siamo lasciati convincere che saremo migliori e più felici se ci lasceremo 'aumentare' dalle macchine? Ma soprattutto: c'è una via di resistenza a tutto questo? Miguel Benasayag, che da sempre si muove all'incrocio tra psicanalisi, biologia e filosofia e che per il suo essere un resistente ha anche pagato un prezzo personale, come racconta più volte in questo libro, raccoglie l'appello di una società impaurita e le propone una scommessa per un futuro diverso: un futuro di persone singolari, ricche delle proprie diversità, delle proprie qualità e incrinature, che vivono in relazione tra loro. Solo accettando di andare al di là del semplice 'funzionamento' della macchina e riguadagnando invece la complessità piena di senso dell'umano, si può tornare a considerare senza angoscia la morte come parte dell'esperienza sapida della vita, a guardare la fragilità del corpo e delle emozioni come ricchezza della relazione con gli altri. E recuperare così uno sguardo aperto verso un futuro che sia sempre meno un risultato e sempre più un cammino, a volte facile e a volte difficile come la vita vera.
br. Densa, veloce, surriscaldata,- contraddistinta da ineguaglianze e iniquità. È l'età dell'Antropocene, il segno indelebile dell'umanità sul pianeta. È la globalizzazione - ma non come la conosciamo. Thomas Hylland Eriksen dà nuova linfa alla discussione intorno alla modernità globalizzata, adottando l'approccio antropologico nell'analisi di tre crisi interconnesse: ambientale, economica e identitaria. Se è vero che queste crisi sono globali per ampiezza, vengono però percepite e subite a livello locale, e sono moltissime le contraddizioni che sorgono tra le forze di standardizzazione dell'età dell'informazione del capitalismo globale e la natura socialmente stratificata delle vite individuali. Se il globale è di fatto ingovernabile, una possibile forma di opposizione consisterà per l'autore nell'individuare tattiche e interventi legati a congiunture e contesti locali: resistenze e strategie di sopravvivenza che possono invertire il corso di un mondo in crisi e prossimo alla catastrofe. Coniugando i metodi etnografici e comparativi dell'antropologia con materiali storici e sociologici (dall'economia politica alla biofisica ecologica) - e considerando temi quali il consumo di energia, l'urbanizzazione, la gestione dei rifiuti, la mobilità umana e la diffusione delle tecnologie d'informazione -, "Fuori controllo" offre una prospettiva nuova rispetto alle drammatiche urgenze della contemporaneità.
br. Marco Aime, forse il più noto antropologo italiano, ci consegna una vera etnografia del movimento No-Tav e delle lotte che da anni infuocano la val di Susa. Non un saggio contro i treni ad alta velocità, ma un lavoro di osservazione partecipante che racconta l'incontro con la popolazione locale e con i militanti arrivati da tutta Europa per dire che la val di Susa non si tocca. Fino ad alcuni anni fa parlare di val di Susa significava evocare immagini di montagne ricche di storia, celebri monasteri, rifugi cari agli escursionisti e ascensioni alpine come quelle al Rocciamelone, al Niblé, al Sommeiller. Da una ventina di anni a questa parte, invece, val di Susa è diventata sinonimo di lotta. Una lotta dura, intrapresa dagli abitanti della bassa valle e ben presto travalicata oltre i confini nazionali. Ma cosa rappresenta la val di Susa? Un ultimo baluardo di resistenza contro le richieste, spesso miopi, della modernità? Con questo libro Marco Aime ci consegna delle lenti per poter leggere meglio i difficili cambiamenti di una valle che ha deciso di non accettare le decisioni calate dall'alto.
br. Marco Aime, forse il più noto antropologo italiano, ci consegna una vera etnografia del movimento No-Tav e delle lotte che da anni infuocano la val di Susa. Non un saggio contro i treni ad alta velocità, ma un lavoro di osservazione partecipante che racconta l'incontro con la popolazione locale e con i militanti arrivati da tutta Europa per dire che la val di Susa non si tocca. Fino ad alcuni anni fa parlare di val di Susa significava evocare immagini di montagne ricche di storia, celebri monasteri, rifugi cari agli escursionisti e ascensioni alpine come quelle al Rocciamelone, al Niblé, al Sommeiller. Da una ventina di anni a questa parte, invece, val di Susa è diventata sinonimo di lotta. Una lotta dura, intrapresa dagli abitanti della bassa valle e ben presto travalicata oltre i confini nazionali. Ma cosa rappresenta la val di Susa? Un ultimo baluardo di resistenza contro le richieste, spesso miopi, della modernità? Con questo libro Marco Aime ci consegna delle lenti per poter leggere meglio i difficili cambiamenti di una valle che ha deciso di non accettare le decisioni calate dall'alto.
br. La lucana Tricarico, in cui nel dopoguerra il sentimento religioso popolare convive con la lotta di classe. I boschi della Bassa Sassonia, in cui i riti stregoneschi occupano il vuoto lasciato dalla fine del nazismo. Stoccolma, in cui la sera di Capodanno del 1956 migliaia di adolescenti scendono in piazza vestiti di teschi e iscrizioni cabalistiche, trascinati da un furore e una violenza ancestrali. La Russia post-stalinista, in cui gli operai invocano la necessità di vere e proprie "cerimonie sovietiche" per superare quelle cristiane. In questa raccolta di saggi, da lui personalmente curata e ordinata, Ernesto De Martino indaga il carattere dell'esperienza religiosa che da sempre attraversa e plasma le civiltà: una meticolosa analisi delle profonde motivazioni esistenziali che spingono il singolo a costruire un legame con il trascendente nelle sue diverse espressioni storiche e culturali; un viaggio nella nostra inesauribile "fame di simboli", che esplora il valore e il furore della spiritualità come radice del tessuto sociale e dei percorsi individuali, dalle scienze alle arti, dalla musica al costume.
PARIS, Hachette," Le Temps et les Hommes" - 1976 - & èrte édition - In-8 - broché , sous couverture imprimée éditeur blanche, titre en noir sur le haut du plat supérieur - 253 pages -Ex-libris J.C. Cassard -Bon exemplaire - envoi rapide et soigné Réjouissances et violence : mariage inéluctable ou fortuit ? En posant la question originelle des échanges de la fête et de la révolte, Yves-Marie Bercé est amené à préciser le dialogue de la culture et de l'événement. La fête ne serait-elle pas le prélude à la révolte ? Sinon, pourquoi les autorités se seraient-elles attachées à réprimer les fêtes populaires, contribuant ainsi à l'effacement progressif du folklore ? Pourtant, l'auteur réfute ridée selon laquelle la révolte est forcément dans la fête. Si la violence fait souvent partie de la fête, la révolte, elle, la nie.
Broch?. 57 pages.
Washington, Government Printing Office, 19o7. Royal8vo. Orig. full cloth, gilt. XL,846 pp., 21 plates, 1112 textillustr. (Twenty-Fourth Annual Report of the Bureau of American Ethnology...Smithsonian Inst. 1902-19o3).
Kjøbenhavn, C.G.Iversen, 1861-57. Et samt. hshirtbd. med rygforgyldning. VIII,244,(2) 312,(4) VI,244,(4) pp. Med fællestitelbladet, men Første Samling i Anden Udgave.
Very Good English Paperback. Pbo. Demy 8vo. (22 x 14 cm). All papers in English. 238, [1] p. General problems of anthropology and ethnography of the South Asia. X International Congress of Anthropological and Ethnographical Sciences. Papers by Soviet researchers. Delhi-India, December 10-21, 1978.
Very Good English Paperback. Pbo. Demy 8vo. (22 x 14 cm). All papers in English. 2 volumes set: (162, [2] p.; 111, [1] p.). General problems of ethnology. X International Congress of Anthropological and Ethnographical Sciences. Papers by Soviet researchers. Delhi-India, December 10-21, 1978.
brossura Scritto in maniera semplice e rigorosa, questo libro di John Relethford, uno dei più stimati ricercatori attivi ai confini fra antropologia e genetica, offre gli strumenti concettuali per capire cosa sappiamo, come siamo arrivati a saperlo, e come cercare di sapere di più sul destino dei geni nelle popolazioni. Per qualche motivo, la genetica di popolazioni gode di un'ambigua reputazione; tutti riconoscono le grandi potenzialità dei suoi metodi e dei suoi modelli, ma molti sono anche impauriti dalla complessità del suo apparato concettuale, e dalle formule matematiche che lo riassumono. Conscio di questa difficoltà, l'autore ha scelto innanzitutto di agevolarne la comprensione con uno stile piano e colloquiale. Al tempo stesso, non ha mai rinunciato a una trattazione matematica rigorosa, accompagnando però il lettore attraverso tutti i passaggi di calcolo, anche i più banali. Il risultato è un testo in grado di riconciliare con la materia anche chi più diffida della matematica.
In 16, pp. XXVIII + 386. Legatura in mz. pl. coeva con angoli. Raccolta di alcuni scritti di Buffon tratti dall'Histoire naturelle curata da Jean Ferry de Saint-Constant. Fra gli scritti compaiono le descrizioni delle varie etnie straniere(Tartari, Cinesi, Giapponesi, Mongoli, Persiani, Arabi, Egiziani, Georgiani, Turchi, Svedesi, Danesi, Etiopi, neri africani...); scritti sugli animali (cane, gatto, castoro, leone, elefante, rinoceronte, cammello, ape...).
br. Una ricerca e un viaggio fra i corpi e il sapere della transe della gente dell'ombra, ai margini dell'Occidente: i santuari tunisini, la macumba brasiliana, i suoni del tarantismo, le pratiche estatiche delle confraternite marocchine, il culto dei santi... Uno strumento utile per orientarsi fra i mille rituali della cultura mediterranea, solare ed oscura al tempo stesso, alla ricerca continua di una riconciliazione con i demoni che la possiedono e di una terapia.
Texto a dos columnas con profusion de ilustraciones.