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Mm 140x210 Collana "Saggi Filosofici, VI" - Brossura editoriale, 415 pagine. Dorso con restauri alle fessurazioni, ma copia con legature salde ed interno ben tenuto.
Mm 130x210 "Filosofia dello spirito III" - Brossura editoriale di XX-410 pagine. Parte I L'attività pratica in generale; Parte II L'attività pratica nelle sue forme speciali; Parte III Le leggi. Rarissime sottolineature a matita. Esemplare in buone-ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 130x210 "Filosofia dello spirito III" - Seconda edizione riveduta dall'Autore. Brossura editoriale con copertina a stampa, xix-415 pagine. Parte I L'attività pratica in generale; Parte II L'attività pratica nelle sue forme speciali; Parte III Le leggi. Conclusione - Esemplare in buone-ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 130x210 Collana "Filosofia dello spirito". Brossura editoriale, xx-410 pagine. Parte I L'attività pratica in generale; Parte II L'attività pratica nelle sue forme speciali; Parte III Le leggi. Esemplare in buone-ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 130x210 "Opere complete - Saggi Filosofici" - Brossura originale, viii-280 pagine. Dorso brunito, firma di precedente proprietario. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 140x210 Collana "Saggi filosofici" - Seconda edizione riveduta. Brossura editoriale, VIII-398 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
xx + 496pp., cloth, dustwrapper, 23cm., 2nd.ed. (1963), VG
1964RO40005095Bonne André. 1964. In-12. Broché. Etat d'usage, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 155 pages Augmentées d'illustrations en noir et blanc sur pages en couleurs.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
brossura La presenza pervasiva di dinamiche oggettivanti, fondate sul modello produttivo e commerciale di massa, pare aver inesorabilmente eliminato la possibilità di parlare di etica, di uguaglianza e di dignità degli uomini. In uno scenario entro cui tutto ha un prezzo, la svalutazione di ogni valore passa attraverso la riduzione di ogni orizzonte morale a contenuto di fede trascurabile. Oggi, per riprendere la questione della dignità, si dovrà quindi riandare a ciò che di inviolabile c'è nell'uomo, per ricercarne il fondamento di una vita politica morale.
18991254471899 Bruxelles, Edm.Deman, Editeur - MDCCCIC (1899) - Edition originale posthume - In-4 broché, sous jaquette - 368 page - Ouvrage orné de bandeaux, lettrines et culs-de-lampe
Mm 150x210 Collana "Studi e ricerche" - Brossura editoriale di pp. 431, in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In 4° grande (24x18,5 cm); XXVIII, (2), 435 (i.e. 425),(1, errata), (8, table des matieres) pp. e una bellissima tavola incisa di antiporta. Bella legatura coeva in piena pelle spugnata con titolo e ricchissimi fregi in oro ai tasselli. Dorso a 5 nervi. Carte uniformemente e leggermente brunite come tipico delle opere stampate all’epoca a Leida. Nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. L’opera si avvale della traduzione e delle note di Barbeyrac (1674-1744) che fu professore di storia e diritto civile a Losanna nel 1711 e di diritto pubblico a Groningen nel 1717. La sua fama si basa principalmente sulla prefazione e sulle note della sua traduzione del “De Jure Naturae et Gentium” di Pufendorf. Prima edizione con questo titolo ed edizione definitiva di questa traduzione del più importante scritto del celebre scrittore, filosofo e teologo inglese, Richard Cumberland (Londra, 15 luglio 1631 – Peterborough, 9 ottobre 1718) che è considerato l’autore fra i massimi oppositori alle teorie di Hobbes sulla natura dell'uomo, la natura della moralità e l'origine della società. L’autore che fu anche vescovo di Peterborough, pubblicò la sua prima opera, quella qui appunto presentata, nel 1672. Il lavoro divenne da subito uno dei testi basi dell’utilitarismo contrapposto all’egoismo etico di Hobbes. Richrd, attivo nel movimento latitudinario, del quale faceva parte anche Locke, fu molto vicino ai platonici di Cambridge. Nel 1670 divenne rettore dell’All Saints di Stamford. L’opera non è solo una critica alle teorie di Hobbes, ma assorbe e neutralizza molte delle sue intuizioni arrivando, però, a creare una nuova teoria politica ed etica, che è arrivò ad influenzare in seguito, in modo profondo, giuristi e filosofi che si cimentarono nello studio del diritto naturale e dell'etica, come ad esempio Locke, Pufendorf, Hutcheson e Shaftesbury, così come molta filosofia dell'Illuminismo francese. Il presente lavoro influenzò notevolmente la comprensione e l'accoglienza di Hobbes in Francia. Insieme alla "On the Law of War and Peace" di Grotius e "De jurae naturae" di Pufendorf è considerata il testo base della “Legge Naturale”. Pufendorf che elogiò moltissimo il lavoro di Cumberland citandolo più volte nel suo capolavoro, contribuì a rendere celebre la sua dottrina del bene comune come legge suprema della moralità, anticipando e influenzando la direzione che la filosofia etica avrebbe, poi, preso nel XVIII secolo. "His combination of a strong critique of innate ideas and assertion of the moral community with God was a contributing factor in the formation of the kind of empirically based natural providentialism, or natural religious teleology, which soon became the framework or natural law thinking and, indeed, for the mainstream of Enlightenment moral thought." (Haakonssen, Natural Law and Moral Philosophy", p. 51). Nel suo "De legis naturae" Cumberland confuta le di Hobbes sulla costituzione dell'uomo, la moralità, l'origine della società, ecc. e dimostra che lo stato della natura non è uno stato di guerra. Secondo Cumberland, il fine primario dell'uomo non è il vantaggio personale e il potere non è il fondamento della società. Propone una nuova dottrina della moralità che è ancora basata sul diritto naturale, ma che è accompagnata da una critica costante delle opinioni di Hobbes. Tali opinioni gli sembrano sovversive della religione, della moralità e della società civile. Vede la legge della natura come capace di sottolineare ciò che promuoverà il bene comune, e crede che la legge della natura possa essere dedotta osservando fenomeni fisici e mentali. Pertanto, Cumberland concorda con Hobbes nel tentativo di fornire un resoconto naturalistico della forza normativa dell'obbligo e nel tentativo di stabilire un dettato razionale ma si oppone a Hobbes, nel modo in cui questi possono essere derivati. Esemplare in bellissima legatura coeva ed in buone condizioni di conservazione. Rif. Bibl.: Brunet II: 442.
br. I contributi raccolti in questo ottavo volume della serie "Ethos e poiesis", dedicata alla memoria di Alberto Caracciolo, affrontano sotto diversi punti di vista una problematica emersa con particolare intensità nelle discussioni filosofiche degli ultimi decenni. La pluralità delle culture e delle religioni è apparsa sempre più come un fatto o un dato inevitabile, come un valore e una ricchezza, ma anche come un nodo di difficoltà. La molteplicità e diversità degli schemi di pensiero e di comportamento non relativizza a limine ogni pretesa di validità universale? Le esperienze, i concetti, le norme e i valori fondamentali non rimangono necessariamente confinati a contesti particolari? Oppure possono raggiungere un riconoscimento interculturale? Non è indispensabile ricorrere al dialogo, allo scambio, al confronto anche critico tra le culture per accertarsi di questa valenza, anziché attestarsi sulla compresenza e coesistenza parallela di molte culture irriducibili? Ma è possibile un dialogo tra le culture e le religioni? Possono essere considerate come soggetti dialoganti? Esiste un linguaggio comune nel quale possano intendersi? E se una base comune di intesa esiste, non comporta questo una riduzione delle differenze che rischia di condurre ad una omologazione appiattente e riduttiva?
brossura Il presente terzo volume della collana «L'opera comune. Pubblicazioni del Centro studi Antonio Balletto» nasce da un corso del 2015 della scuola di alta formazione «Etica e società» di Albenga tenuto dal prof. Adriano Fabris (Università di Pisa) con la partecipazione di un gruppo di giovani studiosi, i cui contributi sono qui confluiti insieme a un saggio del docente. La questione che i diversi apporti affrontano, quanto mai urgente oggi, è come si possa formare la coscienza di una convivenza civile di tutti gli individui e di tutte le comunità nel rispetto di tutte le particolarità ma anche nel loro comunicarsi pacifico e fruttuoso, nel loro confrontarsi aperto e anche critico ma costruttivo, piuttosto che aggressivo o prevaricatorio o assimilazionistico, e anche al posto di un coesistere indifferente e indiscriminatamente lassistico. Il punto nodale è il formarsi di una prospettiva universale e comune passando attraverso le particolarità culturali: come si possa camminare verso una cultura al singolare pur rimanendo sempre, inevitabilmente, nella pluralità di culture irriducibili. Si tratta infatti qui di un universale che si venga formando dal basso, nel processo della cultura che è autoformazione dell'umanità attraverso l'autoformazione dei singoli già parzialmente accomunati da lingue e forme di vita condivise; di un «comune» che si venga «accomunando», cioè rivelandosi e rendendosi comune attraverso la comunicazione reciproca paritaria, anziché imporsi (dall'alto) come «accomunante». Che l'etica interculturale e interreligiosa costituisca un progetto indispensabile e senz'altro praticabile, pur nella sua complessità, è attestato dai percorsi illustrati e discussi nel volume.
br. Don Giovanni percorre la modernità con la tracotanza dell'eroe eponimo dell'erotismo seriale e insaziabile. L'appellativo comune ricalcato su di lui qualifica l'amatore compulsivo, il donnaiolo senza requie, l'agonista del corteggiamento che aggiorna di continuo il proprio medagliere. Ma un simile stereotipo di sfrenatezza sessuale è in gran parte dovuto all'equìvoco in cui sono rimaste intrappolate le tradizioni interpretative che a lungo si sono cimentate con la figura di Don Giovanni. Finissimo indagatore della vitalità dei miti antichi, Umberto Curi qui riequilibra nettamente il profilo di quello che giudica il mito più emblematico degli ultimi secoli, restituendogli la pregnanza teologica e filosofica rimasta occultata per l'eccesso di enfasi sulle prodezze carnali. Solo se lo si libera dalle strettoie del paradigma seduzione/dannazione, si riesce infatti a decifrare l'enigma delle tre versioni principali - le pièces secentesche di Tirso de Molina e di Molière e il «dramma giocoso» di Mozart-Da Ponte - che mettono in scena Don Giovanni: l'asimmetria tra la colpa che gli si imputa e la pena atroce a cui viene condannato. Sia che perverta l'amore in inganno, e schernisca così il caposaldo della religione cristiana (Tirso), sia che concepisca la conquista femminile come continuazione della guerra con altri mezzi (Molière), sia che recuperi attraverso la musica la cupa grandezza di cui lo priva un libretto poco sulfureo (Mozart-Da Ponte), Don Giovanni non può sottrarsi all'invarianza di una fine che lo precipita tra le fiamme dell'Inferno proprio in quanto dissoluto, ossia sciolto da ogni vincolo con la trascendenza divina, prima che con i costumi degli uomini. Lo «spirito forte» che ha osato oltraggiare la sacralità della morte nella sfida al Commendatore non avrà scampo. Ecco la colpa irredimibile, che secondo Curi affiata il mito di Don Giovanni alla modernità più di qualsiasi riduzione «erotica».
107354Paris, Editions Gallimard 1998, 205x140mm, 1503pages, broché. Bel exemplaire.
2013LFA-126739066Un ouvrage de 173 pages, format 135 x 200 mm, broché couverture couleurs, publié en 2013, Editions de l'Atelier, bon état
1992RO80168454EDITIONS UNIVERSITAIRES. 1992. In-8. Broché. Très bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 211 pages.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
br. Tutto ciò che è possibile oggi, in seguito al progresso inarrestabile della scienza e della tecnologia, è anche eticamente lecito? Non è semplice rispondere a questa domanda, fondamentale per la bioetica. Il volume ricostruisce la storia della bioetica e della sua interazione con il biodiritto e la biopolitica, delinea in modo critico gli orizzonti teorici e le categorie concettuali per interpretare i principali problemi bioetici, articolandoli alla luce delle più recenti acquisizioni tecno-scientifiche. Sono affrontate anche le dimensioni della bioetica sociale, interculturale, non umana e post-umana. L'antologia raccoglie i principali riferimenti normativi sul piano della legislazione e giurisprudenza, nazionale ed internazionale.
Mm 135x210 Brossura editoriale di pagine 78, dedica alla prima carta bianca. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 8, pp. IV + 216. Br. ed. con manc e danni al d. Macchia d'inchiostro al p. ant. Importante saggio dedicato alla filosofia nel suo aspetto etico giuridico, particolarmente dedicato alle correnti filosofiche greche.
brossura Il volume è una silloge di contributi offerti da studiosi di differenti competenze e collocazioni culturali in occasione delle iniziative promosse dal seminario permanente "Etica, bioetica, cittadinanza", un laboratorio di ricerca coordinato da Emilia D'Antuono presso il Dipartimento di Scienze sociali dell'Università Federico II di Napoli. I saggi approfondiscono la semantica di dignità e libertà al tempo della bioetica, in uno scenario mutato da avanzamenti di scienza e ricerca, da evoluzione di diritto ed ethoi, da trasformazioni politiche ed economiche che interrogano la configurazione stessa della cittadinanza democratica. In definitiva la raccolta vuole essere un indice, sia pure parziale, di problemi ma anche una testimonianza di vigile attenzione e impegno, senza la pretesa né di parole ultime né di rigide perimetrazioni del sempre più esteso territorio della bioetica e delle sue ragioni, da pensare innanzitutto come ragioni dell'umano in lotta contro il disumano.
1 16,5x10 cm., legatura in mezza pelle con piatti incorniciati con filetti oro, ricchi fregi e titoli in oro al dorso, tagli in oro, pagg. 288, 3 stupende incisioni con disegni originali, frantespizio con un'immagine dell'Isles Borrom?es speciale per l'editore di Tours Mame, in francese, timbri di appartenenza, bell'esemplare.