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br. In bioetica ci si imbatte spesso nel problema del cognitivismo e del non cognitivismo e quindi nella legge di Hume. Che cosa implica per la bioetica conoscere la filosofia di David Hume? Ancora oggi molte figure di etica, anche in bioetica, sono collegate al pensiero di Hume, a cominciare dall'utilitarismo. In questo saggio si prendono in considerazione alcuni temi di fondo della filosofia di Hume per cercare di dare fondamento alle figure morali, che si rifanno alla tradizione humeana. Viene così compiuto un breve excursus, che, passando attraverso un particolare modello di scienza dell'uomo, attraverso i concetti di "impressione" e di "idea", nonché attraverso le condizioni del rapporto causale, l'uniformità della natura come postulato e la conoscenza, arriva a far dire che la ragione è e deve essere schiava delle passioni, non dando alla ragione alcun risalto. Venendo meno il logos ordinante, si ha la necessità di trovare un qualche "cemento" dell'universo, che Hume ha individuato nei principi di associazione, che si possono ritenere il cemento più duttile per tenere insieme e unito il mondo. Essi sono come un nostro schema mentale, reti, simili alle leggi newtoniane, ma più flessibili, quasi convenzioni evolutive, applicabili al mondo esterno, ai nostri pensieri, ai rapporti tra noi e gli altri, che ci consentono di scorgere l'uniformità del mondo, senza dover attingere ad un fondamento, né materiale né spirituale.
Quali sono i concetti fondamentali dell'economia? Il denaro, il prodotto interno lordo (PIL), la finanza, le crisi del capitalismo? Veronika Bennholdt-Thomsen, esponente della Scuola di Bielefeld nel solco di Maria Mies e vicina al pensiero della decrescita, propone una lettura dell'economia in senso sostanziale e non formale, andando alla radice della sua funzione di soddisfazione dei bisogni umani. Il denaro è un simbolo, un prodotto sociale, che nel capitalismo oscura le reali relazioni che abbiamo tra di noi e con l'ambiente da cui necessariamente traiamo tutto ciò che ci mantiene in vita, in forma mediata o immediata. Trarre dalla natura nella forma più diretta possibile ciò che mangiamo, con cui ci vestiamo, i materiali per le nostre abitazioni e l'energia per i nostri spostamenti, configura un'economia per la sussistenza che rispetta le condizioni per la riproduzione della vita, cosa che ancora avviene nelle aree del mondo sprezzate come “sottosviluppate” o “arretrate”. Al contrario il circuito che permette la soddisfazione delle necessità della vita solo partendo dal denaro, organizzando l'economia e la società in modo da garantire il profitto è mortifero, abbisogna di superare continuamente i limiti della capacità di carico dell'ambiente (nonché della salute umana!) e di trasformare ogni qualità umana e naturale in una merce da vendere, perpetuando la spirale del profitto. Bennholdt-Thomsen critica le teorie della "mano invisibile" e della scarsità, inventate nell'Ottocento per celare la reale azione della spirale del denaro e del profitto. Oggi si parla di “globalizzazione”, che dovremmo chiamare piuttosto totalitarismo del sistema monetario e delle merci, e anche dal workfare che in Germania e altri paesi ha ormai sostituito il welfare, dinamiche pericolose non solo dal punto di vista sociale ma anche degli equilibri stessi della vita sul pianeta. Questo Volantino illustra quei concetti base dell'economia che devono tornare a guidare l'azione umana per riprodurre la vita e non più (l'immangiabile!) denaro, cambiando l'attuale paradigma dello scambio con l'antico paradigma del dono, attraverso una decommercializzazione della comunicazione, del lavoro, dell'agricoltura, dello stesso denaro, e attraverso una ri-ruralizzazione, anche delle città. Autori: Veronika Bennholdt-Thomsen. Curatori: Daniela Danna. Traduttori: Vera Unfahig.
br. Potremmo indicare come opzioni: decrescita, fine del mondo e barbarie. Se non riusciamo a costruire una società di decrescita, di sobrietà volontaria, basata su un'autolimitazione, andremo davvero incontro alla barbarie. Perché la gestione da parte del capitalismo di un ambiente degradato può solo realizzarsi attraverso la trasformazione del capitalismo in una forma di autoritarismo estremamente violento, duro, che poi è stato esplorato molto bene dalla fantascienza. Prefazione di Roberto Mancini.
brossura I Quaderni di Salvatore Veca sono appunti di viaggio. Testi brevi che hanno accompagnato e scandito la riflessione di Salvatore Veca, note di lavoro che hanno avuto il merito di porre problemi e aprire una riflessione pubblica. Beni comuni globali per fare uguaglianza; diritti umani e sostenibilità per fare domani; giustizia sociale e amicizia per fare cittadinanza. Sono alcune delle parole-chiave che con questi Quaderni ci proponiamo di rilanciare per continuare a pensare. Insieme.
In-8 (cm. 21.40), brossura, pp. XII, 122, (2). Allo stato di nuovo (brand new copy).
Paris, à la revue, été 68. N°3, nouvelle série. Une revue de format in folio de 98 pp.; nombreuses reproductions photographiques. Parfait état.
COME NUOVO
Cm. 21; pp. 278. Brossura editoriale illustrata colorata. Illustrazioni
23x15. 140p. Fotogr. Col. Documento.
Un volume au format poche de 128 pp. Comme neuf. Collection "Que sais-je ?", N°3595. Quelques rares annotations au crayon papier. photo.
In-16°, pp. 63. Bross. edit. con lievi tracce del tempo sui piatti. Macchia d'inchiostro all'interno.
191 p.; 17 cm. Brossura editoriale. Buono
COME NUOVO
1990etb5711 cm X 17,8 cm, 156 pp, couverture souple. Broché.
L'autore, priore della Comunità monastica di Bose, si interroga sui nuovi dilemmi etici che coinvolgono la vita dei credenti.
Una acuta e lucidissima analisi dei mali universali della nostra epoca. (libro segnato)
Una acuta e lucidissima analisi dei mali universali della nostra epoca. (libro segnato)
BUONO STAO
IN BUONO STATO