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br. Nuove e profonde contrapposizioni lacerano il tessuto sociale delle società occidentali: grandi città contro province povere, élite altamente specializzate contro masse di lavoratori poco qualificati, paesi ricchi contro paesi poveri. Queste lacerazioni generano nuove ansie, nuova rabbia e nuove passioni politiche, come testimonia l'ondata di consensi ricevuti dai populisti di tutto il mondo, da Trump al partito della Brexit, sino all'estrema destra italiana. In questo libro appassionato e polemico, Paul Collier, uno dei maggiori esperti mondiali su povertà e migrazioni, prova a delineare i percorsi attraverso i quali superare queste nuove fratture economiche, sociali e culturali. Solo se il capitalismo riesce a darsi un fondamento etico tale da rendersi equo e compassionevole, e non solo efficiente ed economicamente fiorente, potrà garantire una vita degna. Un capitalismo in cui la dignità e la reciprocità prevalgano sull'aggressività, sulla paura e sull'umiliazione, caratteri tipici della nostra 'società dei rottweiler'.
br. Molti eventi della storia del Novecento rappresentano una prova della vulnerabilità dell'essere umano. Con le due guerre mondiali e lo scoppio della bomba atomica l'Occidente ha dovuto fare i conti con la sua fragilità, rinunciando al sogno di controllo sul mondo. Una instabilità accresciuta con il nuovo millennio: la rivoluzione tecnologica ha privato il soggetto umano dell'esclusivo possesso del terreno dell'azione, lasciando all'intelligenza artificiale il compito di costruire la realtà virtuale; la legge del mercato, alla base del sistema capitalistico, ha fatto entrare in scena forze che superano le entità statali; il fenomeno migratorio ha rivelato la necessità di pensare se stessi e la propria comunità non più in modo monolitico. Riflettere sulla vulnerabilità diventa una necessità, che il volume prova a indagare in tre tappe. La prima è dedicata all'inquadramento concettuale della vulnerabilità come motore etico dell'azione; la seconda alla riflessione politica e al ruolo della vulnerabilità come base per una nuova giustizia; la terza alle potenzialità della vulnerabilità sul terreno bioetico. È così che l'uomo, scoprendosi sempre più esposto e indifeso, si vede implicato in prima persona in una rete di relazioni e dinamiche di portata globale decisive per la sua vita.
br. La nostra epoca ha profondamente bisogno di una rinnovata filosofia dei valori. Non di una retorica sui valori, che associa la nozione di valore a quelle di tradizione, passato, memoria, religione o ideologia. C'è bisogno di pensiero vivo che faccia luce su un dato essenziale della nostra esperienza: i valori, come li incontriamo, attraverso la gamma della nostra vita emotiva e affettiva nei beni e nei mali di cui son fatte le nostre giornate, con le nostre decisioni, i comportamenti privati e pubblici. La filosofia, nata con Socrate per tradurre questa esperienza viva in conosenza vera, ha dato le dimissioni da questo suo compito. Eppure la sua anima migliore si era trasferita nel corpo di documenti e istituzioni che hanno cambiato la storia del mondo: dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo fino al sogno ragionevole di un'Europa unita in pace, libertà e giustizia. Ma dove lo spirito le abbandona, le istituzioni umane vanno in rovina. Questo libro interroga tutti noi, educatori e ricercatori, sulle cause di questo male dilagante. E conduce i llettore sulle tracce di una nuova cognizione del valore.
brossura "Un giorno del 1999, in un improvviso istante di presenza, mi sono accorto che dietro di me restava ben poco di ciò che credevo di essere stato fino ad allora. Ho quindi iniziato a cercare, a osservare, a studiare, a pormi domande. È stato in quell'istante che il mio cuore si è aperto a un'emozione nuova... Sono queste microscopiche pillole di consapevolezza che vorrei ora condividere con te." Esperto di marketing, comunicazione e innovazione, ma anche marito innamorato e padre felice di cinque figli, Oscar di Montigny affida a queste pagine una serie di riflessioni maturate in anni di esperienze sia personali sia professionali, di incontri significativi con personalità fra le quali Tara Gandhi, il Dalai Lama, Lech Walesa, Gorbacëv, Patch Adams, fino ad arrivare a fissare i principi di quella che è stata da lui definita "Economia 0.0": fare del bene e farlo bene, fare della propria vita un dono e fare di questo dono qualcosa di significativo per l'insieme. Un'economia sostenibile che esprima la capacità di esistere insieme, nella relazione col tutto e non soltanto come parte a sé stante. Un'economia basata sul capitale creativo culturale, fondata su trasparenza, gratitudine e responsabilità. E soprattutto sull'Amore, che lui ha definito "l'atto economico per eccellenza".
brossura
brossura Il saggio di Alberto Donati analizza in chiave critica l'Esortazione apostolica postsinodale "Amoris laetitia" emanata dal papa attuale. Essa, contraddicendo il testo evangelico, si basa sull'affermazione secondo cui il pontefice sarebbe il vicario del Dio trinitario sulla Terra e, quindi, titolare di un potere politico e religioso di pari latitudine. Il saggio evidenzia come non si possa, nel quadro della globalizzazione, incentrare la disciplina della famiglia sulla supremazia di una religiosità, quella cattolica, su tutte le altre; come, per evitare questo assurdo, ci si debba riportare alla filosofia dell'umanesimo, alla sua universalità, alla sua fondazione divina non trinitaria; infine, come si debbano modificare i rapporti di produzione capitalistici tanto quanto basta per renderli compatibili con le esigenze della famiglia riguardata come cellula dell'organismo sociale.
br. In che modo le tecnologie dell'informazione e della comunicazione stanno cambiando la nostra vita? Come possiamo interagire correttamente con i dispositivi che utilizziamo sempre di più? Come possiamo abitare in modo sano i mondi virtuali a cui tali dispositivi danno accesso? Per rispondere a queste domande, il libro approfondisce anzitutto i concetti di fondo che ci permettono di capire le varie tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Discute poi, in prospettiva deontologica ed etica, i problemi legati all'uso dei dispositivi più diffusi: i computer, gli smartphone, i sistemi automatizzati di comunicazione. Esplora infine gli ambienti virtuali a cui le tecnologie dell'informazione e della comunicazione danno accesso, con particolare riferimento a Internet. In sintesi, offre una bussola etica per navigare nel gran mare delle tecnologie comunicative, e per non annegarvi.
Nel corso del ventennio fascista l'abituale immagine dell'avvocatura priva di ogni nobiltà d'arte si riveste di una connotazione politica, sicché diventa prioritario ridimensionarne il valore e comprimerne il significato all'interno delle complesse dinamiche giuridiche. Lo scopo è perseguito attraverso una sostanziale attività di controllo, che culmina nell'imposizione di regole procedurali e di schemi fissi comportamentali. L'avvocatura risponde a questi attacchi mediante l'avvio di un processo di autoregolamentazione, indirizzato alla formulazione di un complesso di principi deontologici. La configurazione di regole e modelli comportamentali è attuata con il contributo della riedizione dei più importanti galatei ottocenteschi e la pubblicazione delle difese degli avvocati più rinomati, ma anche con la realizzazione di diversi manuali di argomento deontologico. Uno dei più noti e diffusi è il testo che qui si riproduce, "Le macchie sulla toga. Psicologia dell'avvocato", di Genuzio Bentini, che ha il merito di definire i caratteri peculiari, tecnici e spirituali, necessari per l'individuazione di un modello di avvocato penalista. Scava nella profondità dei pensieri e dei sentimenti dell'avvocato e offre un'interpretazione del modo di intendere la professione forense e di affrontare le fasi più emblematiche del suo materiale dispiegarsi. Autori: Genunzio Bentini. Curatori: Alberto Scerbo.
br. Dobbiamo accettare l'eutanasia per le persone affette da malattie incurabili? Chi può decidere di porre fine alla vita di un uomo? Chi soffre di più, il malato o coloro che lo circondano? In un momento in cui l'eutanasia è al centro di un aspro dibattito anche nel nostro paese, Lucien Israël ci invita a riflettere, qualunque siano le nostre convinzioni e anche a costo di mettere in dubbio le opinioni più accreditate. Israël ha dedicato tutta la sua vita alla lotta contro il cancro, la sofferenza e la morte. Ha vinto tante battaglie, altre le ha perse e ha accompagnato molti esseri umani negli ultimi mesi e giorni della loro esistenza. Per lui l'eutanasia non è né un gesto d'umanità né un atto di compassione, ma un progetto che mette in discussione la professione medica e, più in generale, il legame simbolico tra le generazioni. Secondo Israël, non solo il medico ha il dovere di non arrendersi alla morte, ma deve anche infondere al suo paziente speranza, fiducia, voglia e forza di lottare. E anche quando la sua vita volgerà al termine, dovrà sempre trasmettergli il senso profondo della sua "arte", che è quello di "prendersi cura" di chi gli si affida.
br. Per secoli, nei paesi di lingua tedesca, durante la messa di pasqua il sacerdote suscitava l'ilarità dei fedeli dicendo e facendo vere e proprie sconcezze dall'altare. Di fronte ad un fenomeno come questo, di vivo interesse per un'analisi sia antropologica che teologica, l'autrice si pone una domanda: è possibile che il risus paschalis fosse segno di una realtà sacra? Segno rimasto a livello popolare, appesantito da condizionamenti culturali, ma pur sempre segno di una realtà vera. La quale, non trovando spazio all'interno della chiesa "colta", permaneva quasi sotterranea nel popolo di Dio e, come una possente radice che spezza la coltre d'asfalto che la ricopre, faceva spuntare una germoglio vivo e vitale. Ebbene sì: per Jacobelli quella realtà sacra è il fondamento teologico del piacere, e soprattutto del piacere sessuale.
br. Da bambini ci viene insegnato che bisogna dire sempre la verità. Ma quando diventiamo adulti, se continuiamo a dire la verità sempre e in ogni caso, la nostra vita diventa un inferno. Nel 1796, il giovane Benjamin Constant scriveva che il dovere morale di dire la verità inteso incondizionatamente rende impossibile qualsiasi società. A prova di questa affermazione Constant riportava la tesi di un non meglio identificato filosofo tedesco, giunto ad affermare che la menzogna restava un crimine, anche se detta a un assassino che ci chiedesse se un nostro amico, da lui perseguitato, è ospitato in casa nostra. Il vecchio Kant si riconobbe nella posizione del filosofo tedesco e scrisse, a pochi mesi di distanza, la sua replica: un breve saggio dal titolo Sul presunto diritto di mentire per amore dell'umanità. Ma il tema della veridicità assoluta, come documentano i testi raccolti qui, attraversa tutta l'opera kantiana, alla ricerca di quella trasparenza in cui la vita e la verità passano l'una nell'altra, senza zone d'ombra: il sogno della filosofia, oppure il suo più terribile incubo?
br. "Utopia e disincanto" raccoglie un'ampia scelta della produzione saggistica di Claudio Magris. Il lettore incontrerà scritti che analizzano la nostra attuale condizione umana e storica, ma anche fulminei commenti alle bizzarrie della Grande Storia o della cronaca spicciola, riscoperte di libri dimenticati e incontri con destini randagi. Ci sono Borges e Jünger, Goethe e Hugo, Mann e Dostoevskij, Nievo e Hesse, Broch e Andric, Tagore e Primo Levi... Ma anche i libri di viaggio e d'avventura e le opere di "non scrittori", di marginali della letteratura come il lappone Turi, lo sciamano groenlandese Qippingi o l'anonimo poeta amazzonico. Non mancano, infine, alcune riflessioni sull'attualità, a volte su problemi di rilevanza morale e politica, a volte su situazioni quotidiane.
ril. Il saggio "Embrioni crioconservati dilemmi etici e giuridici" di Claudia Marchese affronta la sorte degli embrioni congelati che rappresenta uno dei più scottanti dilemmi etici e giuridici connessi con le tecniche di procreazione artificiale. Il concepimento di esseri umani in vitro, avvenendo al di fuori del contesto dell'amore coniugale e degli atti che lo esprimono, è già in sé una ferita alla dignità del generare umano. A questo disordine antropologico si aggiunge spesso l'ulteriore ingiustizia di concepire embrioni in numero superiore. Che fi ne fanno? Proposta di adozione?
br. Una riflessione sull'esperienza del dolore in cerca dei luoghi comuni e topoi della tradizione greca e ebraico-cristiana dell'Occidente. Una ricerca sulle tensioni presenti nell'universo del dolore e sulle aporie del futuro. Un'occasione terapeutica di individuazione della giusta distanza per tener testa al proprio patire individuale.
br. L'opera è divisa in nove capitoli: "Dei pregiudizi dei filosofi", "Dello spirito libero", "Della mania religiosa", "Aforismi e interludi", "Per la storia naturale della morale", "Noi dotti", "Le nostre virtù", "Popoli e patrie", "Che cos'è aristocratico?", chiude l'opera un epodo "Dall'alto dei monti". Nell'opera N. afferma che il problema morale è più essenziale di quello teologico. Per eliminare il pregiudizio della morale è necessario un nuovo indirizzo di cultura e a tal fine si potranno impiegare gli "spiriti liberi", immuni da quel pregiudizio. Conclusione delle tendenze dell'Europa democratica sarà una schiavitù imposta da una forte razza e la futura aristocrazia dominatrice potrà nascere solo da una lunga disciplina.
br. È la crescita economica l'unico obiettivo a cui deve mirare una politica pubblica? O il fine dello sviluppo non è piuttosto quello di mettere in grado le persone di vivere un'esistenza piena? Dunque creare "capacità" che consentano a ognuno di realizzarsi e di vivere la propria vita all'insegna della pari dignità umana. È questo l'"approccio delle capacità", qui illustrato come nuovo paradigma che misura la ricchezza di uno stato sulla base dei bisogni soddisfatti e delle opportunità realmente offerte ai cittadini.
brossura Ne "L'arco e la freccia", i contenuti di fondo, quanto mai impegnativi e delicati, sono riassumibili nel nome e nel tema dell' "Eros". Sono pagine dense, che richiedono una lettura attenta e partecipe. La de Souzenelle interroga la Bibbia, analizza i vocaboli della lingua sacra ebraica e porta alla luce, sotto la superficie del testo e delle traduzioni, significati nuovi, inattesi, a prima vista impensabili. Il campo d'indagine, abbiamo detto, è l'Eros, inteso come forza vitale, energie germinanti e fecondanti , "fiume di vita che scorre nelle mie membra come nel più umile fiore, che fa cantare il vento e brillare le stelle". Solo marginalmente l'Eros è affrontato a livello di semplice e istintiva pulsione sessuale, le cui deviazioni (sataniche secondo l'Autrice), abbassano e distorcono l'umano. Fedele al suo metodo, che nelle lettere dell'ebraico biblico scopre tesori di una sapienza antica e perenne, Annick de Souzenelle ci dona una riflessione penetrante sul tema dell'amore, inquadrata in una antropologia che vede nel corpo la manifestazione di processi spirituali, nell'unione tra uomo e donna il riflesso e il richiamo alle nozze mistiche, nell'uomo l'icona della Trinità.
br. C'è un virus che si propaga nel mondo dell'arte da qualche tempo a questa parte, il politically correct. Ha la forma di un potere tirannico e moralista che attecchisce a biennali, festival e a manifestazioni culturali sempre più consacrate a tematiche antiglobaliste, ambientaliste e femministe. A quest'arte militante si affiancano nuove forme di censura nei confronti di una produzione artistica considerata offensiva verso la morale pubblica. La petizione per rimuovere dalle pareti di un museo il dipinto Thérèse rêvant di Balthus e l'aggiunta di banner oscuranti sui nudi di Egon Schiele in metropolitana sono solo i casi più clamorosi. Abbandonata ogni velleità provocatoria ed eversiva, oggi l'arte si fa vessillo delle lotte sociali e l'artista si lascia avviluppare da una critica buonista. Spesso sprovvisto di competenze specifiche, indossa volentieri l'abito dell'archivista, dello storico o dell'attivista per realizzare progetti che lasciano ampio spazio a documenti, testimonianze e a una fitta impalcatura didattica e sentenziosa. Ma se il valore intrinseco dell'opera passa in secondo piano rispetto al contenuto e alla causa che promuove, che ne è della forza e dell'autonomia che la Modernità le aveva assegnato? A essere in pericolo, in verità, non è solo la nozione di arte. La stessa idea di etica paradossalmente ne esce frammentata in una miriade di categorie ? tante quante sono le rivendicazioni identitarie ? potenzialmente in conflitto fra loro. In questo breve saggio fortemente polemico, Talon-Hugon ripercorre le tappe del delicato rapporto tra arte ed etica e le confronta con ciò che sta accadendo oggi: la censura viene esercitata non per il bene dell'umanità nel suo complesso ma a profitto di singole categorie o comunità, a scapito dell'artista e del suo modus vivendi.
br. Sono ancora nelle mente di tutti alcuni casi che hanno turbato l'Italia: il caso Englaro, il caso Welby: casi in cui il diritto alla vita è sembrato scontrarsi col diritto alla cura, la libertà col dovere terapeutico. Su questi temi così controversi si confrontano in questo libro due voci diverse: quella di un laico - Umberto Veronesi - e quella di un credente - Giovanni Reale -, quella di un medico, impegnato nella cura del corpo, e quella di un filosofo, preoccupato per definizione dello spirito. A unirli, nel confronto dialettico delle ragioni dell'uno e dell'altro, la convinzione che la moderna medicina debba recuperare il fattore umano, come avveniva nella medicina antica, debba tenere in debito conto le sofferenze psicologiche prodotte dai mali fisici e, soprattutto, debba rispettare la libertà della scelta. Nessuno può decidere sulla vita di un uomo, e meno che mai può decidere lo Stato, per legge. L'autodecisione, per guanto riguarda la vita, è irrinunciabile. Togliere all'uomo l'autodecisione significa negargli la libertà, ossia il bene più grande che Dio gli ha dato. E per questo laici e credenti possono concordare.
600 p.; 24 cm. Brossura editoriale con sovracoperta. Piccola mancanza al dorso della sovracoperta. Molto buono
in-8°, 244 pages, broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [CA-5] Nous sommes aujourd’hui démoralisés. Ce qui signifie, ici et maintenant, que nous n’avons plus de morale…
Pietro Ramellini Il corpo vivo. La vita tra biologia e filosofia. , Cantagalli 2006, Copertina plastificata con alette informative. Tagli e pagine integri. Collana: "Ragione, scienza ed etica/06". Ottimo (Fine) . <br> <br> <br> <br> 8882722600
in-12, 269 pp., broche, couverture illustree.- ISBN 3856010122 Tres bel exemplaire [TX-11]
In 8, br. edit. ill., pp. 215.Prima edizione.Stato di nuovo.Il coraggio e la coscienza di uomini comuni in tempi difficili.A come Anime belle. Che cosa spinge la gente comune a sfidare l'autorità e le convenzioni? Un inno al mistero della disobbedienza.Luogo di pubblicazione TorinoEditore EinaudiAnno pubblicazione 2015Collana Passaggi EinaudiMateria/Argomento Etica, Filosofia, SociologiaPrima Edizione Sbr>
H. REINER Etica teoria e storia di Hans Reiner. Roma, Armando 1985 italian, 283 BTT166 Brossura editoriale, volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina e sulla costa, interno in ottimo stato, legatura salda 283 pagine circa Copertina come da foto