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GUIDA 1999 158 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO. Edmund Husserl e Wilhelm Dilthey: due figure centrali dello scenario filosofico contemporaneo, sostenitori di due posizioni - quella fenomenologica e quella storicistica - solo apparentemente distanti fra loro. Con un’ermeneutica testuale particolarmente circoscritta, questo libro mette a confronto i due pensatori in forma immanente, sintetica e non-storiografica, sostenendo la tesi che la questione della storia non sia secondaria in Husserl e che la prospettiva fenomenologica non si estranea a Dilthey. Molti interpreti hanno ritenuto che il problema della storia non abbia trovato posto nella fenomenologia husserliana, perché la sua presenza avrebbe scardinato la struttura eidetico-trascendentale. Renato Cristin chiarisce qui questo equivoco che, insieme ad alcuni malintesi della critica, è di ostacolo a una più precisa comprensione del pensiero di Husserl. Al tempo stesso viene mostrato viene mostrato come Dilthey, nel legame con la critica kantiana della ragione e nel ’’principio di fenomenicità’’, utilizzi, nella sua ultima fase, alcuni elementi caratteristici del mondo fenomenologico. Renato Cristin (1958) è docente di Ermeneutica filosofica all’Università di Trieste. Ha curato l’edizione italiana di opere di Husserl, Heidegger, Gadamer. Ha inoltre pubblicato: ’Heidegger e Leibniz’ (Milano 1990); ’Phänomenologie in Italien’ (Würzburg 1995); ’Europa al plurale. Filosofia e politica per l’unità europea’ (Venezia 1997); ’Razón y subjetividad. Después del postmoderno’ (Buenos Aires 1998); ’La fenomenologia e l’Europa’ (Napoli 1998); ’Fenomenologia’ (Milano 1999) Indice: Premessa: Gli equivoci dell’interpretazione Fenomeno storia I. SCenario II. La critica di Husserl allo storicismo - Storia e filosofia rigorosa - Relativismo come relazionismo III. L’esperienza della storicità. La nozione di Erlebnis tra principio di fenomenicità e coscienza trascendentale - Heidegger. La piega ontologica della storicità - La psicologia e il principio di fenomenicità - L’Erlebnis e la storia IV. Il mondo-della-vita come mondo storico - L’intersoggettività come fenomeno della comprensione storica - Il mondo-della-vita come oggetto della comprensione fenomenologica - a) Il mondo come vita e come storia - b) Dilthey: vita e mondo storico - c) La storicità come orizzonte fluente Appendice - E. Husserl, Lettera a Dietrich Mahnke del 26 dicembre 1927 - E. Husserl, Per un confronto con Dilthey - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 3 agosto 1929 - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 16 novembre 1930 - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 27 novembre 1930 - E. Husserl, Riflessione sul nostro metodo di considerare la storia Indice dei nomi Parole e frasi comuni base comprendere comprensione comunità concetto concettuale concezione conoscenza coscienza costituisce critica della ragione Dasein definire dell'esistenza dell'esperienza dell'essere Den Haag Dilthey diltheyana Edmund Husserl eidetica Erlebnis ermeneutico esperienze viventi esplicitamente essenze essenziale fattuale fenome fenomenologia trascendentale filosofia flusso fondamentale fondazione fondo Gadamer Heidegger Husserl Husserliana vol Ibid Ideen individuale infatti intenzionale interpretazione intersoggettiva intesa Kant Krisis l'Erlebnis l'esperienza Lebenswelt Leibniz Lettera Mahnke Meditazioni cartesiane menologia metafìsica metodo fenomenologico metodologica Misch monade mondo storico mondo-della-vita nomenologica nozione nuovo ontologica pertanto Phanomenologie Plan der Fortsetzung posizione possiamo possibilità principio di fenomenicità problema proprio prospettiva psichica psicologia punto di vista radicale ragione storica rapporto rappresenta realizza realtà relativismo relatività relazione Ricerche logiche rienza riflessione ruolo scientifica scienza rigorosa scienza storica scienze dello spirito senso serliana significa sione soggettività trascendentale soltanto spirituale storia storico-ermeneutico struttura sviluppo teleologia tematica temporale teoria trad universale viene Weltanschauung Yorck
PENDRAGON 1999 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Il libro è insieme una introduzione al pensiero di Deleuze - uno dei più importanti filosofi contemporanei - e una ricerca originale sulla concezione di “istituzione” rintracciabile soprattutto nei primi scritti. L’autore raccoglie in questo suo testo, con modifiche e integrazioni rilevanti, alcuni suoi contributi realizzati per diverse sedi: riviste, introduzioni a volumi ecc., per proporre un passo in avanti negli studi deleuziani, un approfondimento dei temi essenziali per la comprensione dell’intera ricerca del pensatore francese. In quest’ottica va appunto collocata la sottolineatura del pensiero di Deleuze su concetti come “istituzione” e “istinto” (un presupposto “forte”, quest’ultimo, per la collaborazione successiva con F. Guattari) e la proposta della centralità filosofica della “coppia” Spinoza-Nietzsche per un pensiero attento alle dimensione del corpo, del desiderio, della potenza di vita. Ubaldo Fadini insegna attualmente alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. È autore di Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen (Franco Angeli 1988), e Configurazioni antropologiche. Esperienze e metamorfosi della soggettività moderna (Liguori 1991). Ha pubblicato inoltre numerosi saggi sulla filosofia del Novecento (da T. Lessing a G. Deleuze e P. Virilio). Ha curato negli ultimi anni la raccolta di colloqui tra Adorno, Canetti, Gehlen, Desiderio di vita. Conversazioni sulle metamorfosi dell’umano (Mimesis 1996); la raccolta di saggi di G. Deleuze, Divenire molteplice (Ombre corte 1996); l’edizione italiana di P. Virilio, La velocità di liberazione (Strategia della Lumaca 1997).
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Come devo vivere per vivere bene? Si può parlare di una identità morale degli individui? Qual è il suo statuto teorico? È possibile considerare l'individualità particolare come fonte di una normativa avente valore etico? Il saggio, riallacciandosi a una discussione filosofica aperta negli anni Settanta da Bernard Williams, affronta queste fondamentali questioni e mostra come, proprio attraverso il confronto filosofico con esse, si costituisca per la ricerca etica un campo libero dalle pesanti ipoteche che giungono alla "morale pura". Dopo la morte di Dio il sé è sopravvissuto come molteplicità frammentaria e orridamente casuale di accadimenti il cui valore prospettico non necessariamente deve essere trasceso nel progetto che comprende il sé come forma unitaria dell'accadere autenticamente fornita di valore, Rispetto alle categorie aristoteliche, kantiane e hegeliane per lo più utilizzate per una interpretazione dell'essere del sé in grado di pensare una architettonica normativa degli accadimenti singoli, l'ingegnosa logica poetica, elaborata da Giambattista Vico, sembra in grado di offrire una possibilità di soluzione non costitutivamente armonicistica al problema di elaborare una rinnovata ontologia della vita intesa come orizzonte della norma dell'etica individuale. Quali sono i caratteri di quel linguaggio che Vico chiama diversiloquio e come deve intendersi il suo vocabolario normativo perché si dia un'etica individuale non strutturalmente armonicistica che pensi insieme la prospetticità dell'accadere singolo e il valore? Può una ontologia individuale della vita, pensata in quanto interpretazione poetico-fantastica dell'accadere frammentario e casuale, offrire la possibilità di accedere a una comprensione dell'essere del sé che permette di articolare la disarmonia e il conflitto originari? E come opera il sapere poetico-fantastico per costituire forme individuali di unità del fattuale accadere irriducibilmente molteplice e in sé prive di ordine normativamente valido? Descrizione bibliografica Titolo: Elementi di etica individuale Autore: Vanna Gessa-Kurotschka Editore: Napoli: Guida Editori, 1999 Lunghezza: 118 pagine; 21 cm ISBN: 8871882725, 9788871882727 Collana: Volume 3 di Filosofia e sapere storico Soggetti: Filosofia morale, Etica, Antropologia filosofica, Saggi, Morte di Dio, Giambattista Vico, Ontologia, Logica poetica, Diversiloquio, Linguaggio, Vita buona, Orrida casualità, Conoscenza, Comprensione, Fantastico, Valori morali, Individualismo, Anima, Destino, Obblighi, Doveri, Dovere morale, Conflitti, Soggettivismo, Autocomprensione, Aristotele, Nietzsche, Etica Nicomachea, Ben vivere, Utilitarismo, Egoismo, Critica, Bibliografia, Libri fuori catalogo, Morality, Genealogy, Martha Nussbaum, Moral philosophy, Ethics, Philosophical anthropology, Essays, Death of God, Ontology, Poetic logic, Diversiloquy, Language, Good life, Horrid randomness, Knowledge, Understanding, Fantastic, Moral values, Individualism, Soul, Destiny, Obligations, Duties, Moral duty, Conflicts, Subjectivism, Self-understanding, Aristotle, Nicomachean Ethics, Living Well, Utilitarianism, Selfishness, Criticism, Bibliography, Books out of print Parole e frasi comuni accadimenti affrontare architettonica armonia articolare autentico base bene capacità carattere caratteri casuale categorie centrale comprensione comune concetto concezione conflitti confronti criterio critica cura definisce accadere essere sé uomo desiderio differente disarmonia discussione divenire elaborare estetico etica filosofia fondamento fonte forma formulazione fornito di valore frammentario funzione giudizio giustificare giustizia grado individuale individui interessi interpretazione intesa Kant lavoro liberale linguaggio luogo mente metafisica modello molteplice morale norma normativa obblighi ontologia ordine selettivo originaria origine pensare prassi pratica problema progetto proposta prospettiva pubblica ragione rapporto razionalità realizzarsi regola ricerca riconoscimento riferimento riflessione rispetto scelta senso sentimento singolo soggettiva specifico Taylor teoria teorico tradizione trasforma umano unità universale validità Vico Wellmer Williams Vanna Gessa-Kurotschka insegna Antropologia Filosofica presso l'Università di Cagliari. Tra i suoi lavori vanno ricordati: Alisdayr Maclntyre: La vita buona e i principi (Napoli 1995), Il desiderio e il bene: alle origini della moderna filosofia pratica in Germania (Milano 1996), Dimensioni della moralità. Etica e politica nella filosofia tedesca contemporanea (Napoli 1999).
br. Quali sono le radici profonde della civiltà moderna? Alcuni anni orsono la Chiesa cattolica domandò all'Unione Europea di riconoscere nella costituzione le "radici cristiane" dell'Europa. La richiesta fu respinta. Il rifiuto opposto dalla quasi unanimità dei paesi europei sta ad indicare non soltanto che viviamo ormai in una società secolarizzata e post-cristiana, ove i seguaci di Cristo sono soltanto un gruppo di cittadini tra gli altri, ma che non è nemmeno così pacifico che i valori e le istituzioni che costituiscono l'ossatura della Modernità siano innanzitutto un'eredità del messaggio evangelico. Questo libro intende dimostrare che, se proprio vogliamo andare in cerca delle radici storiche della Modernità, dobbiamo guardare altrove. Ci sono infatti buone ragioni per interpretare l'emersione della Modernità come una "rivincita del paganesimo". I germi della democrazia, della mentalità scientifica, della libertà di commercio, della tolleranza religiosa, dell'agonismo sportivo, delle belle arti, dell'edonismo, della libertà sessuale, della bioetica laica, e di tanti altri tratti della Modernità, sono infatti più facilmente rintracciabili nel mondo pagano e, in particolare, nella civiltà dell'Antica Roma o dell'Antica Grecia, che non nel Medioevo cristiano.
br. Il giovane Kierkegaard si trasferì dalla Danimarca in Germania per ascoltare le lezioni di filosofia della religione e della rivelazione dell'ultimo Schelling, lezioni dalle quali in verità rimase profondamente deluso; questo breve scritto raccoglie gli appunti che Kierkegaard prese durante quei corsi, e dai quali traspare l'idea di una religiosità del singolo credente tutta inferiore e non affatto dispiegata nella storia del mondo e dei popoli come voleva Schelling.
Mm 175x240 Collana "Estetica senza monopoli". Edizione a cura di Luca Cesari, con un'intervista di Aldo Colonetti all'Autore. Brossura editoriale con bandelle, 439 pagine. Libro in condizioni di nuovo - brand new. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
EDITORI RIUNITI 1998. Lievi segni del tempo, leggera ondulazione della quarta di copertina, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
MIMESIS 2005, VOLUME ALLO STATO DI NUOVO. L'espressione "marxismo analitico" o "marxismo della scelta razionale" definisce un insieme di autori che cerca un nuovo approccio ai concetti fondamentali del materialismo storico, quali sfruttamento, classe, lotta di classe, agire collettivo, usando gli strumenti e le tecniche della scienza sociale analitica contemporanea. Questa corrente mostra un'esigenza di chiarezza e rigore non comuni nella tradizione marxista. È data grande importanza all'esatto significato dei concetti e al processo di deduzione attraverso il quale si arriva a determinate conclusioni. Gli esponenti più rappresentativi, presi in considerazione in questo lavoro, sono Jon Elster, Gerald A. Cohen e John Roemer.
brossura
brossura L'"Etica nicomachea" pone, in modo organico, i problemi fondamentali della riflessione morale di ogni tempo: il bene in generale e il bene per l'uomo, la felicità, la libertà, la virtù, la legge morale, il dovere, il fine ultimo. Aristotele riprende alcuni concetti tipicamente ellenici e li colloca in una visione di grande equilibrio: alla felicità dell'uomo, cioè alla sua piena e totale realizzazione, contribuiscono in vario modo anche i beni esteriori e quelli del corpo. Ma la vera felicità consiste nel possesso della virtù, e raggiunge il suo culmine nella contemplazione, cioè nell'attività pura del pensiero che ha per oggetto il divino, l'eterno.
br. Dal 2013 la Fondazione Valenzi promuove corsi di didattica della Shoah rivolti ad insegnanti ed educatori. Il volume raccoglie alcuni contributi di studiose e studiosi coinvolti nella formazione dal Comitato per la Programmazione della Didattica coordinato da Nicola Rizzuti. I saggi che costituiscono la prima sezione sono dedicati all'analisi di alcune delle principali questioni storiografiche e concettuali del rapporto tra memoria e didattica. La seconda sezione raccoglie invece interventi di carattere metodologico e resoconti di esperienze didattiche e attività laboratoriali.
br. Dal 2013 la Fondazione Valenzi promuove corsi di didattica della Shoah rivolti ad insegnanti ed educatori. Il volume raccoglie alcuni contributi di studiose e studiosi coinvolti nella formazione dal Comitato per la Programmazione della Didattica coordinato da Nicola Rizzuti. I saggi che costituiscono la prima sezione sono dedicati all'analisi di alcune delle principali questioni storiografiche e concettuali del rapporto tra memoria e didattica. La seconda sezione raccoglie invece interventi di carattere metodologico e resoconti di esperienze didattiche e attività laboratoriali.
Questo libro è il frutto di una ricerca conoscitiva che ha coinvolto una pluralità di voci, chiamate a riflettere su un tema rilevante e quanto mai attuale: la relazione che intercorre tra "innovazione ed etica". Se l'innovazione, nella dimensione planetaria, riguarda tutti, perché le interdipendenze sono di fatto traslatrici di oggetti (mentali e/o materiali) che possono influire sui decorsi di culture talvolta lontane, allora tutti devono concorrere ad una riflessione sui vincoli etici, rispetto ai quali l'innovare non può ritenersi svincolato. Il nuovo è necessario e senza il nuovo non c'è vita; ma quali sono le condizioni di accettabilità del nuovo, quali sono i limiti che il nuovo deve assumersi nel concepirsi e nel proporsi? Curatori: G. Ardrizzo.
br. Il tema della responsabilità professionale è un argomento sempre di grande attualità. Le norme degli ultimi vent'anni hanno avuto un impatto nelle realtà operative, nelle organizzazioni sanitarie, nella cultura professionale di riferimento; ma anche se molte situazioni hanno trovato risposte, sono emersi nuovi interrogativi sugli ambiti e i limiti dell'esercizio nella pratica quotidiana. Questa nuova edizione offre agli studenti dei Corsi di laurea in Infermieristica, a coloro che intraprendono percorsi di formazione avanzata o specialistica e a tutti coloro che sono interessati al tema delle mobili frontiere della responsabilità professionale uno strumento aggiornato per l'analisi e la riflessione sui percorsi giuridici, professionali e culturali dell'infermiere. Il tema è trattato seguendo un filo conduttore: l'analisi dell'esercizio professionale nel contesto attuale; la riflessione sull'evoluzione culturale e professionale; la responsabilità giuridica; l'approfondimento su alcuni ambiti specifici, ma al tempo stesso universali per la pratica infermieristica, quali l'informazione all'assistito, la documentazione, l'utilizzo di evidenze scientifiche, la garanzia della corretta applicazione di prescrizioni diagnostico-terapeutiche e l'integrazione con l'operatore sociosanitario.
brossura Contemporaneo di Adam Smith, secondo cui vi è una "mano invisibile" capace di equilibrare automaticamente il mercato trasformando i "vizi privati" in "pubbliche virtù" e giovando così all'interesse dell'intera società, Genovesi attinse agli insegnamenti dell'Umanesimo del Quattrocento e alla dottrina Francescana teorizzando che per il benessere sociale erano necessari ulteriori elementi come la reciprocità, la fraternità, la gratuità.
br. Che cosa significa essere umani in un'epoca di complessità e cambiamento? Come si può gestire lo sviluppo tecnologico? E quali sono i limiti da non superare nel momento in cui la tecnica viene utilizzata per interventi non più solamente esterni, ma anche interni all'uomo? Paolo Benanti si propone di fornire una comprensione filosofica e teologica della tecnologia, mettendone in luce le dimensioni etiche e interrogandosi sulla possibilità di liberarsi dalle categorie tradizionali di «umano», «tecnologico» e «naturale», per abbracciare una nuova relazione con il mondo che si potrebbe definire «tecno-umana».
br. Sono molte le aziende che, negli ultimi anni, hanno adottato un codice etico: tale scelta garantisce una nuova legittimazione all'impresa, le permette di avere vantaggi di immagine e di mercato e, nello stesso tempo, rinnova la concezione dell'idea di business. L'adozione di un codice etico, quindi, non è mera promozione d'attività, ma permette una migliore performatività dell'impresa, garantendo una maggiore competitività nel rispetto sia delle regole sociali che della realtà circostante. In sostanza, i codici etici, che entrano in tutti i rapporti interni ed esterni modellandoli e conformandoli non solo a valori e principi, ma anche a direttive e comandi aventi efficacia giuridica, possono essere definiti come atti di espressione dell'autonomia privata di un'azienda capaci di suscitare fiducia in chi, a diverso titolo, viene in contatto con essa. Questo libro ripercorre l'evoluzione storica del fenomeno, individuandone momenti salienti e ragioni. L'analisi si sofferma sulle caratteristiche strutturali che un codice etico deve avere per essere efficace e sul ruolo di una cultura in grado di valorizzarne il contenuto, viste le difficoltà e le potenzialità dei Codes of Ethics, nell'incontro non solo con i paesi europei ma anche con Cina, India, Russia, Sud Africa e Sud America.
br. La questione dell'autorità, tema classico delle filosofie dell'educazione, del diritto e della politica, non pare aver trovato altrettanta attenzione da parte della filosofia morale. Tale difetto di interesse potrebbe avere a che fare con un certo sospetto che la nozione tradizionalmente suscita, sospetto riconducibile a una presunta alternativa tra l'autorità e la libertà. Dal punto di vista sostanziale, tuttavia, la libertà ha una sua genealogia: si sviluppa e matura nel tempo, grazie anche a mediazioni esteriori, simbolicamente istituite, le quali assumono per il soggetto e per la collettività la figura dell'autorità. Autorità è ciò che genera libertà e umanità: questa è la conclusione a cui giunge un secolo di studi sul tema, ma è anche l'intuizione fondamentale di una peculiare filosofia italiana dell'autorità che, iniziata da Vico nel XVIII secolo, conosce significative riprese nel XX secolo e apre prospettive future in vista di un'antropologia e di un'etica dell'autorità.
br. I termini paura e immaginazione evocano temi di grande attualità, pensarli insieme richiama la funzione terapeutica e creatrice dell'immaginazione rispetto all'impatto emotivo della paura. Se la paura è l'innegabile sfondo emotivo che accompagna l'esistenza umana consapevole della caducità e del pericolo di una vita a termine, l'immaginazione, muovendosi in direzione di immagini di catastrofe o di salvezza, può declinarla con la speranza o con la rassegnazione, individuando modi di investimento che, decontestualizzando e deinvestendo la carica emotiva, allegeriscono il peso della realtà. Le diverse visioni del mondo sono altrettanti ordini di dislocazione possibile degli affetti umani. I saggi presenti in questo volume focalizzano le infinite sfumature della paura attraverso la trama continua delle storie attraverso le quali l'uomo si è rappresentato, raccontato, legittimato nel suo essere-nel-mondo ed essere-con-altri.
br. È opinione comune che merito e meritocrazia fondino l'uguaglianza e la giustizia sociale. Ma esiste un modo "naturale" e definitivo di ordinare secondo il merito due azioni? Una società meritocratica è qualcosa di diverso da un ordine sociale basato sulla produttività? Partendo da un'analisi filosofica del concetto stesso di merito, l'autore ne mette in luce la fondamentale ambiguità semantica, dimostrando che i suoi criteri di attribuzione possono avere un valore morale differente e che una prestazione rischia di essere giudicata meritevole in quanto corrisponde a criteri che a loro volta non sono giusti.
br. È possibile una visione della crisi non riduttiva e attenta ai fattori profondi che ne sono all'origine? Come ridisegnare il ruolo dell'intervento pubblico in un contesto economico, commerciale e finanziario, caratterizzato da complessità e da crescente mobilità dei fattori produttivi? Come correggere la libertà economica senza arrivare ad un eccesso di norme? E come tali obiettivi possono essere perseguiti salvaguardando e valorizzando la partecipazione politica, la capacità di dialogo e di confronto? In particolare, quale può essere il futuro dell'Europa? E quali le risposte dell'Italia ai suoi problemi? Il volume formula ipotesi di soluzione a queste domande, sapendo che la grande crisi pone anzitutto l'esigenza di riesaminare la relazione tra globalizzazione e coesione sociale. Le sfide della globalizzazione, ripropongono forte la questione della solidarietà/reciprocità e della responsabilità. La riscoperta dell'economia sociale di mercato, ripartendo dal paradigma che aveva ispirato l'avvio dell'esperienza europea, consente di delineare fondamenti e implicazioni, attualità, condizioni e prospettive di una economia attenta all'impegno etico degli agenti economici, fornendo da ultimo proposte per il futuro europeo: un futuro vitale per il nostro Paese e per il consolidarsi di un equilibrio mondiale coerente con le esigenze di solidarietà.
brossura Il problema che qui viene affrontato è quello relativo alla scelta professionale del medico che è indissolubilmente legata alla sua vocazione. La filosofia va a toccare proprio le radici di tale vocazione, le quali si rivelano - forse un po' sorprendentemente, ma non casualmente - vicine alle proprie. La vocazione comune è quella di aiutare gli umani a vivere bene; la scelta professionale è ciò che conferisce capacità operativa alla realizzazione di questo scopo. I contributi che compaiono in questo libro vogliono quindi fornire un aiuto alla migliore comprensione del rapporto tra la scelta professionale e la vocazione di fondo in campo medico. La prima sezione (Vocazione e professione) getta uno sguardo di carattere generale sulla vocazione riconducendola alle sue radici esistenziali e antropologiche, e il pensiero filosofico viene applicato ai fenomeni storici e istituzionali che investono oggi il mondo medico. La seconda sezione (Cura di sé e cura di noi) propone alcune possibili risposte filosofiche alla domanda su come affrontare concretamente problemi così complessi. Il volume porta al centro dell'attenzione alcune testimonianze, narrate in prima persona dai medici, nelle quali vocazione e professione si intrecciano in maniera indissolubile. La vita reale è quindi il fil rouge che compone tra loro le diverse esperienze.
brossura "Manuale di riflessione"? Se percepite qualcosa di strano in questa antitesi logica, significa che siete ancora sensibili agli effetti della comunicazione etica e non assuefatti alla comunicazione distorsiva e manipolatoria. Oggi, infatti, tutto sembra essere proposto mediante ricette risolutive, "manuali", che consentono di investire poco tempo ed energia per ottenere risultati in ogni campo. Ma comunicare e relazionarsi con altri individui, soprattutto in modo etico, è tutt'altro che intuitivo. Questo volume presenta una rilettura della pragmatica della comunicazione in chiave etica in un mondo sempre più digitalizzato, nel quale la comunicazione mediata ha assunto forme nuove ed effetti inaspettati che necessitano di una attenta gestione. Lo scopo è di fornire uno strumento di attenta riflessione sull'importanza della conoscenza e dell'utilizzo delle strutture e dei meccanismi etici della comunicazione. L'attenzione a questi aspetti deriva dalla necessità di recuperare e sviluppare ulteriormente una cultura della comunicazione etica che, nella società attuale, ha subito, e continua a subire, effetti negativi a causa dell'impiego diffuso e spesso eccessivo dei nuovi mezzi tecnologici di comunicazione.