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IN 8° ( cm 20 x 13 ), pp.VII, 254. COPERTINA EDITORIALE CON TITOLO ENTRO CORNICE E FREGI. OPERA FACENTE PARTE DELLA COLLEZIONE "BIBLIOTECA DI CULTURA MODERNA ".<BR>TRADUZIONE DI EMILIO G. LOLIVA. LEGGERE FIORITURE ALLA PRIMA E ULTIMA CARTA ALTRIMENTI OTTIMA CONSERVAZIONE. ID 1083
Un libro che affronta con spregiudicatezza e obiettività i rapporti con l'altro sesso.
br. "Manifesto per una buona sanità" è la proposta di una grande riforma. Il volume delinea i contesti della situazione critica del sistema italiano e ne indica la possibile soluzione. Scrive Giorgio Moretti: "La riforma radicale del sistema sanitario e del sistema di salute è la riforma delle riforme e deve essere affrontata subito; con la riforma del sistema sanitario si attacca il grande tema della corruzione, che discende dal "maneggiare" oltre 65 miliardi di acquisti; si attacca l'evasione fiscale, cambiando il modello di finanziamento; si attacca il consociativismo e il "poltronificio"; si ridisegna il sistema Paese in una logica meritocratica. Insomma, la riforma del sistema sanitario, per chi non lo avesse capito è, per così dire, la "madre di tutte le riforme". Portiamo avanti l'orologio, teniamo conto dei vettori evolutivi, epidemiologici e scientifici dei prossimi dieci anni e liberiamoci dagli interessi dei singoli, legittimi e da rispettare, per raggiungere una sintesi a favore dei molti, obbligata e ineludibile".
in-12, 111 pages, broche, couv. Bel exemplaire [NV-39]
Toulouse, Apostolat de la Prière, 1931. Un volume broché d format petit in 8° de 102 pp.; couverture illustrée en couleurs. Bel état. Peu courant.
br. Perché distruggiamo anche ciò che è buono? Cosa possiamo fare per rimediare alla distruzione? Cosa significa attraversare il male? In che relazione stanno riparazione e speranza? Sono alcune delle domande alle quali il volume cerca di rispondere. Il problema che si pone anzitutto al centro dell'attenzione è quello della distruzione che esercitiamo verso ciò da cui dipendiamo. La distruzione diventa fonte di un'angoscia che è tanto più grande e spaventosa quanto più viene rivolta contro ciò di cui abbiamo bisogno per esistere. D'altro canto, se non fossimo capaci di rimediare in alcun modo agli attacchi distruttivi di cui siamo responsabili, rimarremmo chiusi per sempre all'interno del male e della colpa angosciante che a noi si riconduce. Il libro, delineando un'etica del riparare, analizza l'intenzionalità riparativa nelle sue dinamiche fondamentali e nelle sue fondamentali applicazioni pratiche: la cura della sofferenza altrui, la rigenerazione e la salvaguardia della natura, lo studio e la trasmissione della cultura, la restaurazione della giustizia, sono tutte modalità secondo cui operiamo la riparazione del bene in opposizione all'accadimento del male. E sono, queste, anche le forme principali che assume il nostro più concreto impegno etico per un mondo migliore.
in 4°, 3 parti, ciascuna con un frontespizio con marca tipografica incisa su legno, pp. 140 (con una tav. nel testo); 227; 262 ;1cb (la parte terza è rilegata prima della parte seconda). Antiporta figurata finemente incisa su rame Legatura in piena pergamena molle coeva con titolo manoscritto al dorso. Fori di tarlo passante su alcune pagine al margine bianco, alcune gore di umidità. Opera complessa e singolare del dotto gesuita bolognese mario Bettini (1582-1657), noto soprattutto per le sue opere di matematica e prospettiva, ma anche astronomo (Giovanni Riccioli nel 1651 gli dedica un cratere lunare) e, come dimostra nel Lyceum, erudito in poesia classica, metrica, politica. Il libro porta un riferimento al Cristo alla Colonna di Federico Zuccari; tra gli altri titoli: In eutrapeliarum poeticarum libros leges metricae, Astraea panegyricus in annuo funere Ranutii Farnesii Parmae Placentiae Castri ducis, Synopsis in disceptationes de politica seu regia felicitate, Synopsis in coronam regiam, Fragmenta et promptuaria moralia, Cernulati sive de bono mali, Paradisus ecc. Fantuzzi II, 166.
89886Bologna, Patron Editore 2000, 240x170mm, 310pagine, in brossura. Buone condizioni.
90008Bari, Edizioni Giuseppe Laterza 2000, 210x140mm, 309pagine, in brossura. Ottimo stato.
2012100151034MEDIASPAUL 2012 152 pages in8. 2012. Broché. 152 pages. Dans cet ouvrage Enzo Bianchi moine et théologien enseigne l'art oublié du combat spirituel du discernement et de la résistance à la tentation. Il propose un chemin de liberté et d'amour pour construire une forte personnalité humaine et spirituelle en s'opposant au relativisme éthique contemporain
Bianca R.Gelli Per un'etica della sessualità. , Riuniti 1992, Copertina cartonata. Tagli sporchi di polvere. Pagine leggermente ingiallite. Collana:"Paideia 15". Buono (Good) . <br> <br> <br> <br> 8835936322
br. Il tema del dono è uno tra i più presenti nel grande cantiere della ricerca e della riflessione contemporanea, ma in una società dominata dal mercato e sempre più individualista c'è ancora posto per l'arte del donare come atto autentico di umanizzazione? Oggi, poi, persino il perdono, atto che attira una curiosità mediatica morbosa e poco rispettosa, rischia di essere banalizzato. Chi è arrivato a perdonare sa però che questo è un cammino lungo e faticoso, compiuto a caro prezzo poiché deve fare i conti con il problema del male. Di fronte a esso le differenti vie religiose percorse dall'umanità hanno percepito che l'unica cosa seria che si può fare è "soffrire insieme", praticare la compassione. Essa, anche secondo la rivelazione ebraico-cristiana, è l'unica risposta sensata che l'uomo può dare davanti alla sofferenza. Questo sentimento, questa passione, da assumere in primo luogo nelle relazioni interpersonali, non si può limitare a tale dimensione, ma deve aprire una strada a livello sociale e anche politico ed economico.
br. Non si può fare a meno della fiducia-fede, dell'atto del credere, da cui possono nascere comunione, fedeltà e amore. La patologia che oggi affligge l'Occidente è affievolimento dell'atto del credere, venir meno della fiducia in se stessi e negli altri, nel futuro e nella terra. Credere, fare fiducia è diventato faticoso e raro. Il discorso sulla fede, allora, non riguarda solo i cristiani o i cosiddetti credenti: debitori come siamo di una certa visione manichea che separa credenti e non credenti, siamo incapaci di individuare i temi brucianti che riguardano tutti gli uomini e che determinano i rapporti degli uni con gli altri. Eppure, per tutta la vita, ci domandiamo se il vivere ha un senso, se si può credere, fare affidamento su una parola, su Qualcuno. Per Enzo Bianchi i cristiani hanno una grande responsabilità: avendo come prima vocazione quella alla fede, essi possono infondere negli altri quella fiducia-fede di cui fanno l'esperienza senza vantare alcuna superiorità su quanti non riescono ad accogliere il dono della fede nel Dio di Gesù Cristo. Ciò che dovrebbe stare davanti a noi come l'urgenza prima è la consapevolezza che "si passa dalla morte alla vita amando i fratelli" (cfr. lGv 3,14): ma questa verità va conosciuta, accolta, creduta.
br. Tre saggi di grande umanità, attraversati da una forte tensione etica, dalla consapevolezza che il dialogo tra credenti cristiani e non cristiani, tra cattolici e laici, tra italiani e "stranieri" sia un necessario intrecciarsi di linguaggi, di sensi, di culture, di etiche, un reciproco progresso, un avanzare insieme. Le riflessioni di Enzo Bianchi qui raccolte accolgono gli stimoli che vengono da eventi ordinari, ma vorrebbero aiutare a "pensare in grande", a cogliere nel frammento qualcosa del tutto, a ridare dignità e ampiezza di visione a prospettive troppo spesso tentate di ripiegarsi su un angusto cortile, a intraprendere un lavoro di apertura e ascolto nei confronti del diverso da sé. Un lavoro faticoso ma prezioso, in grado di gettare le basi per una convivenza possibile e praticabile, che apra al futuro, dia senso all'oggi ed eviti il ritorno della barbarie.
br. Quelli in cui viviamo sono "giorni cattivi" per coloro che credono nel dialogo tra credenti cristiani e non cristiani e tra cattolici e laici. Troppo spesso alcuni cattolici sembrano voler costituire gruppi di pressione in cui la proposta della fede non avviene nella mitezza e nel rispetto dell'altro. Dove prevale l'intransigenza e l'arrogante contrapposizione a una società giudicata malsana e priva di valori. Ma è solo riconoscendo la pluralità dei valori presenti anche nella società non cristiana che si può stare nella storia e tra gli uomini secondo lo statuto evangelico. Ed è solo ricordando che il futuro della fede non dipende mai da leggi dello stato che il cristianesimo può ancora conoscere una crescita spirituale e numerica. Perché i cristiani devono favorire, con le loro parole e le loro azioni, l'emergere di quell'immagine di Dio che ogni essere umano porta con sé. Anche il non cristiano.
Questo libro intende consegnare a credenti e no la speranza e la possibilità di una autentica vita spirituale
Un libro che ci riporta al senso esatto dell'esistenza. Un sguardo in avanti sulla vita di ognuno di noi.
Un libro che ci riporta al senso esatto dell'esistenza. Un sguardo in avanti sulla vita di ognuno di noi.
Mm 145x210 Collana "Saggi Bibliopolis" - Convegno internazionale di Napoli, , 24-25 ottobre 2014. Volume nella sua brossura originale, 328 pagine. Opera in perfette condizioni ovvero mai consultata, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Pur essendo generalmente valutate in termini moralmente positivi, alcune azioni e attitudini morali non sono considerate come strettamente dovute, né tantomeno esigibili: si tratta delle attitudini e delle azioni che rientrano nell'ambito, vasto e molteplice, dell'amore. La tradizione morale ha coniato un termine tecnico per indicarle: "supererogatorio" (o "supererogazione"). Rispetto al minimo necessario di ciò che non può e non deve mancare - l'ambito di ciò che è appunto esigibile - il supererogatorio configura un "massimo": va oltre ciò che è strettamente esigibile ed è dunque generalmente considerato eccedente la sfera e le competenze dell'etica. L'ambizione di queste pagine è di mostrare come questo massimo sia anch'esso in qualche modo "necessario" e come - al contempo - dal ripensamento di questo massimo derivi un nuovo sguardo sull'etica in generale e sul dovere in particolare. Quel massimo eccede una certa figura del dovere, ma non il dovere in sé: configura dunque, a tutti gli effetti, un fenomeno etico.
br. Pur essendo generalmente valutate in termini moralmente positivi, alcune azioni e attitudini morali non sono considerate come strettamente dovute, né tantomeno esigibili: si tratta delle attitudini e delle azioni che rientrano nell'ambito, vasto e molteplice, dell'amore. La tradizione morale ha coniato un termine tecnico per indicarle: "supererogatorio" (o "supererogazione"). Rispetto al minimo necessario di ciò che non può e non deve mancare - l'ambito di ciò che è appunto esigibile - il supererogatorio configura un "massimo": va oltre ciò che è strettamente esigibile ed è dunque generalmente considerato eccedente la sfera e le competenze dell'etica. L'ambizione di queste pagine è di mostrare come questo massimo sia anch'esso in qualche modo "necessario" e come - al contempo - dal ripensamento di questo massimo derivi un nuovo sguardo sull'etica in generale e sul dovere in particolare. Quel massimo eccede una certa figura del dovere, ma non il dovere in sé: configura dunque, a tutti gli effetti, un fenomeno etico.
br. La questione dell'autorità, tema classico delle filosofie dell'educazione, del diritto e della politica, non pare aver trovato altrettanta attenzione da parte della filosofia morale. Tale difetto di interesse potrebbe avere a che fare con un certo sospetto che la nozione tradizionalmente suscita, sospetto riconducibile a una presunta alternativa tra l'autorità e la libertà. Dal punto di vista sostanziale, tuttavia, la libertà ha una sua genealogia: si sviluppa e matura nel tempo, grazie anche a mediazioni esteriori, simbolicamente istituite, le quali assumono per il soggetto e per la collettività la figura dell'autorità. Autorità è ciò che genera libertà e umanità: questa è la conclusione a cui giunge un secolo di studi sul tema, ma è anche l'intuizione fondamentale di una peculiare filosofia italiana dell'autorità che, iniziata da Vico nel XVIII secolo, conosce significative riprese nel XX secolo e apre prospettive future in vista di un'antropologia e di un'etica dell'autorità.
in16° - brossura editoriale - pp. 75 - prefazione dell'autore - condizioni eccellenti
br. Negli ultimi vent'anni l'attività specialistica dei medici radiologi ha subito profondi mutamenti. Questo manuale, a cui hanno partecipato come coautori molti tra i più esperti e competenti cultori delle materie normative e gestionali in Radiologia, vuole essere una guida all'approfondimento di queste tematiche, per aiutare gli specialisti ad orientarsi nelle complesse "regole del gioco".