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Milano, Garzanti, 2006, 8vo cartonato editoriale con sovraccopertina illustrata a colori, pp. 245 (sottolineature a matita nel testo) .
br. "Utopia e disincanto" raccoglie un'ampia scelta della produzione saggistica di Claudio Magris. Il lettore incontrerà scritti che analizzano la nostra attuale condizione umana e storica, ma anche fulminei commenti alle bizzarrie della Grande Storia o della cronaca spicciola, riscoperte di libri dimenticati e incontri con destini randagi. Ci sono Borges e Jünger, Goethe e Hugo, Mann e Dostoevskij, Nievo e Hesse, Broch e Andric, Tagore e Primo Levi... Ma anche i libri di viaggio e d'avventura e le opere di "non scrittori", di marginali della letteratura come il lappone Turi, lo sciamano groenlandese Qippingi o l'anonimo poeta amazzonico. Non mancano, infine, alcune riflessioni sull'attualità, a volte su problemi di rilevanza morale e politica, a volte su situazioni quotidiane.
br. Le scelte concernenti il trattamento della vita possono riguardare tutti: dal medico al paziente, dallo scienziato al politico, dal giurista al cittadino comune. La bioetica, inerente alla valutazione morale di queste scelte, si è imposta negli ultimi decenni come un tema fondamentale della discussione pubblica nelle società occidentali. Il volume è un'introduzione filosofica alla disciplina e ne discute i problemi più rilevanti: l'aborto e la fecondazione assistita, l'ingegneria genetica e la clonazione, l'eutanasia e il trapianto d'organi, il trattamento degli animali e della natura. Delineando i rapporti della bioetica con l'etica e la filosofia, l'autore individua gli argomenti utilizzati in risposta a tali problemi e mette in luce il persistente disaccordo nelle principali soluzioni prospettate.
br. Il relativismo etico - o, come talvolta viene detto, il relativismo morale - è uno dei rari casi in cui un'antica questione filosofica è divenuta materia arroventata, di lotta politica e culturale. Ma quella di relativismo etico è una nozione ambigua, suscettibile di una pluralità di interpretazioni e di significati. Il saggio ne mostra la complessità, ponendola in relazione alle altre forme di relativismo filosofico (cognitivo ed estetico) e alla discussione generale delle teorie sulla fondazione dell'etica; e insieme analizza i differenti livelli in cui può essere sostenuta e i vari modi in cui è stata interpretata e spesso confusa e fraintesa. Ciò consente all'autore di proporre una versione di relativismo etico in grado di evitare le conseguenze implausibili e paradossali in cui si imbattono le versioni più radicali.
Mm 135x210 Brossura originale con copertina figurata a colori, 190 pagine. Un timbro commerciale perforante al retro di copertina, peraltro la copia è in perfette condizioni ovvero mai letta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. È giunto il momento di attribuire maggiore dignità filosofica alla violenza, visto che quest'ultima gioca un ruolo primario nell'esistenza degli esseri umani, indipendentemente dal fatto che se ne voglia prendere coscienza o meno. Esistono una filosofia della scienza e una della moralità, una filosofia della biologia, ma anche una dell'arte: non c'è nessuna ragione per continuare a disprezzare filosoficamente la violenza. Dobbiamo invece essere fieri di inaugurare una vera e propria nuova area della filosofia, quella della violenza, intesa come un campo autonomo di speculazione. ll volume vuole aiutare a riconoscere che noi umani siamo intrinsecamente esseri violenti. Questa consapevolezza, seppur non terapeutica (la violenza dovrebbe essere "spiegata" con pazienza filosofica e non certo usando ricette rapide, sommarie, o scientiste, paradossalmente al fine di dissimularla), potrebbe aumentare le nostre chances di diventare almeno esseri "responsabilmente" e consapevolmente violenti.
br. È giunto il momento di attribuire maggiore dignità filosofica alla violenza, visto che quest'ultima gioca un ruolo primario nell'esistenza degli esseri umani, indipendentemente dal fatto che se ne voglia prendere coscienza o meno. Esistono una filosofia della scienza e una della moralità, una filosofia della biologia, ma anche una dell'arte: non c'è nessuna ragione per continuare a disprezzare filosoficamente la violenza. Dobbiamo invece essere fieri di inaugurare una vera e propria nuova area della filosofia, quella della violenza, intesa come un campo autonomo di speculazione. ll volume vuole aiutare a riconoscere che noi umani siamo intrinsecamente esseri violenti. Questa consapevolezza, seppur non terapeutica (la violenza dovrebbe essere "spiegata" con pazienza filosofica e non certo usando ricette rapide, sommarie, o scientiste, paradossalmente al fine di dissimularla), potrebbe aumentare le nostre chances di diventare almeno esseri "responsabilmente" e consapevolmente violenti.
br. Aspirare a una società più giusta, ridurre le disuguaglianze, rimettere al centro l'uomo e la sua dignità nelle dinamiche economiche è un'utopia? Sono ancora in molti a sostenerlo, chi perché trae indubbi vantaggi dallo status quo, chi altri per pigrizia intellettuale, chi ancora (come gran parte degli economisti) perché rimane ostinatamente ancorato a paradigmi culturali ormai superati. In questo libro l'autore, sfatando i principali falsi miti che ancora dominano il discorso economico e non risparmiando critiche non solo agli economisti ma anche ai vari detentori del potere in ambito finanziario, imprenditoriale, politico e del Terzo settore, spiega perché sia necessario e come sia possibile costruire una post economia, in cui tornino protagoniste le persone con la loro umanità, i loro bisogni e i loro sogni.
Maffettone, Sebastiano Etica pubblica. La moralità delle istituzioni nel terzo millennio. Milano, Il saggiatore 2001 italian, 349 2001. "La Cultura" vol.547. Opera con copertina morbida in brossura e alette. 349 p. ; 22 cm In cop.: la moralità delle istituzioni nel terzo millennio. N122
br. Cos'è la giustizia e il giusto, se e perché dobbiamo essere giusti, il rapporto fra utilità e giustizia: sono quesiti fondamentali già a partire dall'antichità con le riflessioni di Platone e Aristotele. Dopo di loro, la riflessione di Hobbes, Locke, Hume, Rousseau e Kant arriva a inquadrare il problema della giustizia all'interno della discussione pubblica in politica. Nel XIX secolo Marx pone la questione che le riflessioni su questo tema siano in stretta relazione con la capacità della giustizia di soddisfare fini e aspettative sociali. Infine nel XX secolo filosofi come Hayek e Rawls elaborano diverse ipotesi nell'ambito della teoria politica e arrivano a conclusioni teoriche ancora oggi dibattute.
br. Gli astronomi si sono trasformati in chimici, e i fisici, oggi, sono gli astronomi della molecola, perché quello che avviene segretamente nell'infinitamente piccolo è la riproduzione esatta di quello che si svolge nell'infinitamente grande. Ma nonostante i passi giganteschi fatti dalla scienza, non sappiamo ancora dove siamo e dove andiamo e che tutto, fine, morale e coscienza dell'universo è ancora incerto in attesa di rivelazioni che verranno. Un libro nel quale Maeterlinck analizza i misteri dell'universo e della vita stessa non solo dal punto di vista scientifico, ma etico e filosofico con grande rigorosità e analitica profondità.
Mm 110x180 Collana: Scrittori del Secolo, n. 17. Volume rilegato di 187 pagine, sovraccoperta editoriale, sguardie illustrate, in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Una notissima poesia di Giuseppe Ungaretti si chiude con un finale - piuttosto cupo - di irriducibile rassegnazione: "La morte si sconta vivendo". Questo libro ne capovolge la prospettiva sin dal titolo. Attraverso un'analisi antropologica - spogliata di qualsiasi sovrastruttura mitica, mistica e religiosa - accompagnata a un'indagine profilata sulla dimensione storica e poi condotta sul rasoio delle evidenze scientifico-razionali, con una particolare apertura a quelle neurobiologiche, il libro mostra un lato meno ostile della morte, la sua preziosità, il suo essere luce che anticipa e promette la vita, esaltandola in tutta la sua effimera, ma straordinaria, bellezza. Un'altra prerogativa della morte è la paura che diffonde: questo libro aiuta a capire come si origina nel cervello, primo passo per migliorare il nostro rapporto con la "trista mietitrice".
br. Per conoscere Emmanuel Lévinas e imparare ad amarlo, niente è più utile di queste interviste radiofoniche con Philippe Nemo, attraverso cui il pensiero di uno dei maggiori filosofi francesi dell'era contemporanea, uno dei pochi ad aver cercato la formulazione di una morale strutturata per il tempo presente, ci viene rivelato nella massima chiarezza. Lévinas, senza cedere al compromesso del mezzo radiofonico, si è impegnato qui a semplificare la forma espressiva dei suoi argomenti per raggiungere un pubblico più vasto che non quello della stretta cerchia di addetti ai lavori. Il corpo teorico di "Etica e Infinito" è in certo modo rivoluzionario, ci rivela un autore che, nonostante una reputazione di ermetico, è ansioso di farsi capire. I temi toccati da Lévinas sono i più disparati, la Bibbia, Heidegger, il compito della filosofia, i doveri dei filosofi. Le "digressioni controllate", le provocazioni, i paradossi che ci costringe a considerare rappresentano uno dei più stimolanti luoghi del pensiero che il Novecento abbia saputo produrre. Nelle ultime righe di questo testo il filosofo evoca "l'amore del prossimo". Esso equivale a una "vita veramente umana", che "non può rimanere soddisfatta nella sua uguaglianza all'essere, vita priva di inquietudine", senza che "si risvegli all'altro", senza "disubriacarsi", perché per l'umano "l'essere non è mai - contrariamente a quanto affermano tante tradizioni rassicuranti - la sua propria ragion d'essere".
br. I saggi che compongono questo libro, selezionati dallo stesso autore, si insinuano nel cuore di quell'insistita domanda sulla propria origine e sul senso di un possibile dialogo con il mondo che le principali confessioni dell'Occidente continuano - talvolta drammaticamente - a modulare. Composti a partire dagli anni '50 fino all'inizio degli anni '70, si accordano con sorprendente precisione all'insieme di movimenti, rivoluzioni, promesse di cambiamento e delusioni che hanno attraversato il ventennio europeo uscito dalla guerra. Lévinas prende parte al dibattito con l'autorevolezza della plurimillenaria tradizione di cui è stato uno dei più felici e discreti interpreti: i maestri della tradizione talmudica insieme ad alcune grandi voci della contemporaneità filosofica come quella di Rosenzweig vengono interrogati su questioni di rovente attualità - l'uscita da Auschwitz e il dialogo interreligioso con il cristianesimo e l'islam; il rapporto con il comunismo e la conquista della luna; la polemica con gli autori cristiani e il futuro del giudaismo -, senza censure e senza illusioni sulla complessità che le sostiene e che reclama analisi altrettanto complesse.
br. I saggi che compongono questo libro, selezionati dallo stesso autore, si insinuano nel cuore di quell'insistita domanda sulla propria origine e sul senso di un possibile dialogo con il mondo che le principali confessioni dell'Occidente continuano -talvolta drammaticamente - a modulare. Composti a partire dagli anni '50 fino all'inizio degli anni 70, si accordano con sorprendente precisione all'insieme di movimenti, rivoluzioni, promesse di cambiamento e delusioni che hanno attraversato il ventennio europeo uscito dalla guerra. Lévinas prende parte al dibattito con l'autorevolezza della plurimillenaria tradizione di cui è stato uno dei più felici e discreti interpreti: i maestri della tradizione talmudica insieme ad alcune grandi voci della contemporaneità filosofica come quella di Rosenzweig vengono interrogati su questioni di rovente attualità - l'uscita da Auschwitz e il dialogo interreligioso con il cristianesimo e l'islam; il rapporto con il comunismo e la conquista della luna; la polemica con gli autori cristiani e il futuro del giudaismo -, senza censure e senza illusioni sulla complessità che le sostiene e che reclama analisi altrettanto complesse.
brossura Ogni cristiano è posto a confronto con questo interrogativo: come agire secondo il Vangelo? Attraverso uno studio sistematico sul tema dell'agire secondo i tre sinottici e il Vangelo di Giovanni, l'autore mostra la ricchezza e la profondità che una vita attiva conforme a Cristo può acquisire. Nelle varie tappe del percorso egli esamina, con grande competenza, il legame di Gesù con la tradizione ebraica, la presenza di Dio nell'uomo in azione, i vari campi dell'agire umano (denaro, società, sessualità?), per giungere quindi al centro e al coronamento del messaggio evangelico: l'amore e il perdono.
Mm 125x190 Collana "Giornale di teologia". Volume nella sua brossura originale, 193 pagine. Copia in condizioni molto buone, mostra normali segni d'uso e del tempo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-8 (cm. 21.40), brossura, pp. XII, 122, (2). Allo stato di nuovo (brand new copy).
br. György Lukàcs non è stato soltanto un grande teorico di estetica - o della specificità del fatto estetico, come l'autore preferiva definirlo -, ma è stato uno dei massimi filosofi del Novecento. Assieme all'"Estetica di Heidelberg", questo libro comprende gli scritti, appartenenti all'età giovanile, in cui iniziano a porsi le questioni che Lukàcs svilupperà nei suoi capolavori successivi fino alla messa a fuoco di un'estetica di carattere valutativo. Tra tutti il rapporto di contrapposizione tra l'opera artistica e l'opera scientifica, divisi dall'imprescindibile tema della forma e la considerazione dell'opera d'arte come "forma significativa" specifica, quale concetto-chiave che troverà definitiva sistemazione nella tarda "Estetica".
Libro in eccellente stato
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. COME NUOVO, MAI SFOGLIATO, PAGINE INTONSE (PERLOPIÙ NON TAGLIATE). COPIA NUMERATA N. 522. Vera vita è quella completa per ogni lato, che corrisponde a tutte le nostre aspirazioni più profonde e forma la più alta sintesi delle nostre potenzialità e attività. Vera vita è quella dello spirito, nel suo più alto stadio, dove solo può operarsi la pacificazione delle intime discordanze e contraddizioni e dove ogni bisogno e dolore trova soddisfazione, conforto, superamento. Tale vita è la soprannaturale, alla quale siamo stati predestinati da Dio, non per esigenza di natura ma per dono di benevolenza; dono che ci eleva e nobilita, ci chiama al consorzio con Dio e ci fa inabissare nel suo mistero. La vita soprannaturale non è per l'uomo una mera aggiunzione o una sovrapposizione accidentale alla sua vita di natura, è una vera trasformazione dell'esistenza ed attività umana. La nostra vita di animale ragionevole, pur rimanendo alla superficie quella che è, con tutte le sue miserie, acquista un altro principio interiore al di sopra delle sue forze; da questo è unificata, ricevendo stampo di soprannaturalità. Di fronte a questa realtà trasformante, la concezione di una vita esclusivamente naturale non sarebbe che un'astrazione mentale e metodologica, così come si può astrarre dalla vita intellettiva analizzando nell'uomo solo la parte animale, e ciò non completamente, perchè come non pochi fenomeni della nostra vita sensitiva non possono spiegarsi senza l'influsso del pensiero e della coscienza, così anche molta parte della vita naturale. Potrà darsi che, inconsciamente o anche volontariamente, l'uomo rinunci alla vita superiore e limiti la propria attività a quel che si stima natura. Nei due casi, dell'astrazione intellettiva o della rinunzia pratica, l'uomo evade dalla sua complessa realtà. Come si vedrà in tutto il decorso del lavoro, non è una metafora nè un'amplificazione chiamare vita vera la soprannaturale, perchè, mentre con essa non si nega, anzi si perfeziona la vita naturale, senza di essa non si può neppure sanamente godere di tutto quello che la natura ci offre, nè sviluppare tutte le nostre forze spirituali e mantenere l'intelletto nella sfera della verità, nè superare moralmente le colpe, nè attingere ad una destinazione che dia significato all'immortalità dello spirito, e ottenere quella comunione con Dio che ci renda partecipi della sua stessa natura. E per questo che è stato messo come titolo del libro: «La Vera Vita». Il sottotitolo aggiuntovi: «Sociologia del Soprannaturale» si presenta alquanto criptico al comune lettore, ed esige una spiegazione preliminare del come la sociologia osi arrivare alla soglia del divino. C'è tanta confusione d’idee sulla sociologia, tenuta nei limiti della natura, che si teme di portarla nel campo del soprannaturale. Noi intendiamo affrontare qui un problema di capitale importanza e, osando darne anche una soluzione, speriamo che il nostro tentativo spingerà altri, con maggiore preparazione e maturità, a ritentarne la prova. (Dall'Introduzione) Descrizione bibliografica Titolo: La Vera Vita. Sociologia del Soprannaturale Autore: Luigi Sturzo (1871-1959) Copia numerata n. 522 Editore: Bologna: Nicola Zanichelli, 1960 Edizione: Seconda Ed. Italiana, riveduta dall'Autore Lunghezza: 336 pagine; 24 cm ISBN: 8849811217, 9788849811216 Collana: Prima serie, Volume settimo di Pubblicazioni a cura dell'Istituto Luigi Sturzo, Opera Omnia Soggetti: Pensiero sociologico, Scritti vari, Sociologia, Filosofia, Soprannaturale, Teologia, Cristianesimo, Religione, Spiritualità, Fede, Partito Popolare, Classici, Politica, Discorsi, Articoli, Democrazia, Storia italiana, Novecento, Etica, Morale, Chiesa, Stato, Polemiche, Fascismo, Antifascismo, Popolarismo, Critica, Libertà, Metodo sociologico, Problemi spirituali, Anni Cinquanta, Anni Sessanta, Dopoguerra, Divino, Limiti, Natura, Scienze sociali, Società, Verità, Soprannaturalità, Vita umana, Leggi sociali, Positivismo, Conoscenza, Progresso, Durkeim, Sociologismo, Libero arbitrio, Dio, Redenzione, Relazioni, Grazia, Salvezza, Speranza, Mistero, Amore, Carità, Bolscevismo, Comunismo, Ideologie politiche, Condizionamento, Leggi sociologiche, Guerra, Hegel, Hegelianismo, Incarnazione, Male, Lotta di classe, Marxismo, Nazismo, Pace, Peccato, Preghiera, Predestinazione, Provvidenza, Razionalismo, Nazionalismo, Razzismo, Rivelazione, Risurrezione, Coercizione, Gruppi, Personalità, Solidarietà, Trascendenza, Schiavitù, Socialismo, Sacramenti, Storicismo, Wicleffiti, Universalismo, Benedetto Croce, Intellettuali, Sant'Agostino, Gesù, Israele, Isaia, Isacco, Adamo, Frank Kellogg, Bartolomeo Las Casas, Lazzaro, Leibniz, Leone XIII, Louis Madelin, Jacques Maritain, Giovanni, Gesù, Mosè, Hitler, Mussolini, Napoleone Bonaparte, S. Paolo, Tommaso d'Aquino, Woodrow Wilson, Romolo Murri, San Pietro, Socrate, Unione mistica, Gloria, Comunione, Vangeli, Incarnazione, Internazionale, Pacifismo, Concezione cristiana, Vita sociale, Fedeli, Credenti, Comunità, Cattolicesimo, Congresso cattolico, Aja, Inghilterra, Gioventù, Azione cattolica, Realpolitik, Ricostruzione, Giustizia, Collezionismo, Libri Vintage fuori catalogo, Anni Trenta, Anni Quaranta, Metafisica, Male, Popolarismo, Dottrina sociale, Casse Rurali, Caltagirone, Sicilia, Cultura generale, Sociological thought, Various writings, Sociology, Philosophy, Supernatural, Theology, Christianity, Religion, Spirituality, Faith, Popular Party, Classics, Politics, Speeches, Articles, Democracy, Italian history, Twentieth century, Ethics, Morals, Church, State, Controversies, Fascism, Anti-fascism, Popularism, Criticism, Freedom, Sociological method, Spiritual problems, Fifties, Sixties, Postwar period, Divine, Limits, Nature, Social sciences, Society, Truth, Supernaturality, Human life, Social laws, Positivism, Knowledge, Free will, God, Redemption, Relationships, Grace, Salvation, Hope, Mystery, Love, Charity, Bolshevism, Communism, Political ideologies, Conditioning, Sociological laws, War, Hegelianism, Incarnation, Evil, Class struggle, Marxism, Nazism, Peace, Sin, Prayer, Predestination, Providence, Rationalism, Nationalism, Racism, Revelation, Resurrection, Coercion, Groups, Personalities, Solidarity, Transancestry, Slavery, Socialism, Sacraments, Historicism, Universalism, Intellectuals, Saint Augustine, Jesus, Isaiah, Isaac, Lazarus, Leo XIII, Jacques Maritain, John, Jesus, Moses, S. 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