3 254 résultats
1725RO20013666Guillaume Desprez, libraire du Roy.. 1725. In-18. Relié plein cuir. Bon état, Couv. convenable, Dos à nerfs, Intérieur frais. 2 tomes de 430p chacun dos décoré de caisons ornés dorés, titre et tomaison sur pièce,,tranche mouchettée.Papier à la forme, relié cuir marron.Coiffes légèrement frottées.Petit manque sur la coiffe en tête du tome 11.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
1990etb5711 cm X 17,8 cm, 156 pp, couverture souple. Broché.
br. La retorica animalista ha conquistato negli ultimi decenni attenzione e ascolto da parte dell'opinione pubblica, soprattutto in virtù di argomenti semplici e, a prima vista, convincenti. A far da traino i libri celebri di Tom Regan e Peter Singer, paladini dell'animalismo. Non è forse vero che soltanto la quantità di piacere e dolore prodotta più o meno direttamente dalle nostre azioni consente di distinguere il bene dal male? Non è un nostro dovere etico ridurre la quantità di sofferenze, e dunque di male, presente nel mondo? Ora, gli animali, esattamente come noi, provano sofferenze e piaceri, e dunque sono degni di tutela morale. Le argomentazioni elaborate dalla letteratura animalista non suonano però convincenti a tutti. Anche lettori ambientalisti, filosofi che condividono la scelta di una dieta vegetariana possono avvertire qualcosa di stonato o di incongruo in certe affermazioni. John B. Callicott, per esempio, una delle voci più rilevanti dell'etica ambientale americana, nel saggio qui pubblicato mette in discussione il primato degli individui condiviso dalle etiche di ispirazione liberale e dai movimenti animalisti, cercando di mostrare come soltanto il riconoscimento di una integrità della comunità biotica (per usare il lessico delle "etiche della terra") sugli interessi degli individui che la formano, potrà fondare una morale davvero rinnovata verso gli esseri umani e più in generale gli esseri viventi e la natura. Prefazione di Roberto Peverelli.
Roma-Bari, Editori Laterza, 2008, in-8, br. editoriale con alette, pp. VIII, [2], 169, [13]. Collana i Robinson / Letture.
br. Dobbiamo accettare l'eutanasia per le persone affette da malattie incurabili? Chi può decidere di porre fine alla vita di un uomo? Chi soffre di più, il malato o coloro che lo circondano? In un momento in cui l'eutanasia è al centro di un aspro dibattito anche nel nostro paese, Lucien Israël ci invita a riflettere, qualunque siano le nostre convinzioni e anche a costo di mettere in dubbio le opinioni più accreditate. Israël ha dedicato tutta la sua vita alla lotta contro il cancro, la sofferenza e la morte. Ha vinto tante battaglie, altre le ha perse e ha accompagnato molti esseri umani negli ultimi mesi e giorni della loro esistenza. Per lui l'eutanasia non è né un gesto d'umanità né un atto di compassione, ma un progetto che mette in discussione la professione medica e, più in generale, il legame simbolico tra le generazioni. Secondo Israël, non solo il medico ha il dovere di non arrendersi alla morte, ma deve anche infondere al suo paziente speranza, fiducia, voglia e forza di lottare. E anche quando la sua vita volgerà al termine, dovrà sempre trasmettergli il senso profondo della sua "arte", che è quello di "prendersi cura" di chi gli si affida.
COME NUOVO
br. I recenti straordinari progressi dell'ingegneria genetica ci consegnano insieme una promessa e un problema. La promessa è che presto si potrà curare e prevenire un gran numero di gravi malattie. Il problema è che queste nuove capacità scientifiche ci metteranno in condizione di manipolare il nostro organismo, per renderlo più efficiente nelle performance sportive o rispondente a particolari canoni estetici, e soprattutto di progettare i tratti genetici dei nostri figli. La possibilità di intervenire così profondamente sulla natura umana crea indubbiamente perplessità nella maggior parte delle persone. Molti invocano ragioni legate alla "sicurezza" di tali manipolazioni o alla loro "equità", visto che questi interventi sembrano destinati ancora per molto ai mezzi economici di pochi. In realtà, sentiamo che c'è in gioco qualcosa di più. L'inquietudine profonda che proviamo di fronte alle prospettive dell'ingegneria genetica è il punto da cui parte Michael J. Sandel, uno dei filosofi morali più importanti nel panorama statunitense, in questo libro in cui somma una logica rigorosa nello sviscerare i punti di forza e le debolezze delle diverse prese di posizione a una felice capacità di cogliere lo spirito del nostro tempo attraverso il racconto di casi e aneddoti tra i più curiosi ed esemplari. Il fatto è che la ricerca del miglioramento continuo, la tensione sempre maggiore verso un progetto di perfezione hanno a che fare, alla fine, con un impulso di padronanza e dominio individualistico. Essere i 'designers' del nostro corpo o i progettisti dei nostri figli, scegliendone le caratteristiche più gradite al 'supermercato della genetica', anche quando le intenzioni iniziali sembrano legittime e altruistiche, ha un sapore di arroganza che ci fa perdere di vista l'essenza più profonda della natura umana: la sua gratuità. Di più: la sua incoercibile alterità di dono prezioso e per questo unico e irripetibile, da accogliere invece che manipolare, da contemplare invece che dominare. Viviamo in un mondo, afferma Sandel, in cui la scienza cammina più velocemente della comprensione etica. E proprio per questo abbiamo il dovere di metterci al passo. Lo sguardo etico deve prendere il posto che gli spetta nel panorama dell'odierna discussione, perché è l'unico che può dare il giusto rilievo e la vera chiave di lettura al dilemma della nostra epoca: come accettare le promesse della scienza biomedica di prevalere sulla malattia senza compromettere la nostra umanità.
2008002758Actes Sud / Musée de l'Elysée 45,7 Couverture rigide 2008 Arles 319 p. ; illustrations en noir et en couleur
21x15. 221p. Col. A. E. N. Historia, N. 18. Lám. Sobrecubierta.
1814ROD0009960Douladoure. 1814. In-12. Cartonné. Etat d'usage, Coins frottés, Dos très frotté, Quelques rousseurs. 507 pages, mors fendus, traces d'humidité, déchirures sur la couverture, dessins au crayon sur le 2ème plat. Titre doré, caissons dorés - 2 PHOTOS DISPONIBLES.. . . . Classification Dewey : 170-Ethique
in-12° (198x116 mm); leg. in cartonato ed. a stampa; pp. XII, 336, (1), (1 b.); 24 tavv. in rame f.t. in b.n. di gradevole fattura (tav. A e XXIII tavv.; la tav. IV è stata inserita due volte, di cui erroneamente al posto della tav. II). Prima edizione di questa rara opera anonima edita per promuovere e favorire l'educazione e l'istruzione scientifica dei giovinetti, stesa sotto forma di dialogo familiare, concernente argomenti di fisica, meccanica, astronomia, ottica, ecc.; il nome del traduttore, Antonio Zannoni, è riportato nell'epistola dedicatoria. Rif.: IT\ICCU\CFIE\024236. No in OCLC. Cond.: Carte in barbe; qualche fioritura e gora d'umido; opera in buone condizioni generali. -- FIRST EDITION OF A RARE WORK, PUBLISHED ANONYMOUSLY IN ORDER TO PROMOTE AND ENCOURAGE EDUCATION AND SCIENCE EDUCATION OF THE YOUTHS. Untrimmed leaves; some foxing and water stain; copy in good condition.
br. Il coraggio come virtù civile, di cui ancora è possibile trovare traccia nel nostro tempo. Di questo ci parla il libro: di uomini e donne capaci di assumere consapevolmente un rischio importante per opporsi a una situazione negativa per la collettività. Abitano il nostro presente, ma agiscono spesso in modo silenzioso e lontano dai clamori e dai riconoscimenti. Le loro storie ci possono insegnare qualcosa? L'autore risponde con un "sì" appassionato, ripercorrendo alcune vicende esemplari, che hanno segnato il mondo dell'imprenditoria, della politica e della giustizia.
br. Personale e soggettivo per sua natura, virtù virile che trova nel campo di battaglia la propria "scena originaria" il coraggio è il luogo in cui rifulge la libertà di chi sceglie di agire malgrado tutti i rischi che indurrebbero ad agire altrimenti o, semplicemente, a optare per quell'inerzia che, alleata della viltà, rappresenta uno degli opposti della fortezza. Figlio sia dell'audacia incontenibile di Achille sia di quella meditata di Odisseo, il "coraggio della verità", come lo chiamava Foucault, è anche l'essenza dell'impresa filosofica e del "dire-di-no" della critica, da Socrate a Bartleby, da Fichte a Marcuse: essere contro significa avere il coraggio dell'indocilità ragionata, della propria dissonanza rispetto all'esistente, ma anche della volontà di delineare diversamente la morfologia del reale in opposizione alle logiche conservative del potere e al comune pathos adattivo che accetta il mondo non perché sia buono o giusto in sé, ma perché, per inerzia, assume che non possa essere altro da quello che è.
ill. 'Corpi e libertà. Trasformazioni antropologiche del presente' si apre con l'epistola LVIII di Baruch Spinoza. Il significato del concetto spinoziano di libertà come processo attivo viene ampiamente analizzato attraverso saggi di diversi autori.
Curatori: R. Crippa, F. Baroncelli, D. Rolando.
brossura Il volume, partendo dal concetto di sviluppo sostenibile, affronta il tema della Corporate Social Responsibility (CSR) in un'ottica strategica di lungo periodo. La CSR rappresenta oggi una nuova cultura aziendale il cui fine è quello di combinare in maniera positiva gli aspetti economico-finanziari e la sostenibilità verso l'ambiente e verso la collettività. Tutto ciò secondo il principio di una Governance allargata che coinvolge tutti gli stakeholders. Si studiano quindi gli effetti che ne derivano sugli strumenti del controllo di gestione e sulla comunicazione interna ed esterna (margine di contribuzione ambientale e sociale, life cycle assessment, parametri-obiettivo, prezzi ambientali di trasferimento, Balanced Scorecard, bilancio sociale, report ambientale). Si riportano infine alcuni esempi generici di CSR messi in atto durante la pandemia da Covid-19.
19476296Aux Éditions du Livre 1947 423-384 pages in8. 1947. Broché couverture rempliée. 2 volume(s). 423-384 pages. Corps et âmes est une fresque romanesque en deux volumes publiée en 1943 qui dresse le portrait du monde médical des années 1930 à travers l'histoire d'une famille. Le roman d'une force réaliste digne de Zola a soulevé un tollé dans le corps médical en critiquant les méfaits de la médecine officielle tout en explorant le drame d'hommes prisonniers de l'ambition
1940500373600Club international du livre 1940 1940. Ce roman-fresque suit la famille Doutreval dans le milieu médical des années 1930 explorant les ambitions les dérives et les dilemmes éthiques des médecins chirurgiens et chercheurs. L'action se déroule principalement à Angers entre 1937 et 1938 culminant avec les accords de Munich. Couronné par le Grand Prix du roman de l'Académie française en 1943 l'ouvrage a suscité une vive controverse dans le corps médical
br. Jankélévitch conferma in questo "Corso" la fecondità di un pensiero che parla di morale senza cadere nel moralismo, scava nei concetti evitando il concettualismo e coniuga il dovere con l'amore, muovendo dall'importanza che l'intenzione e la volontà hanno nell'esperienza morale. Né Husserl né Heidegger ma Pascal e Tolstoj sono i riferimenti dell'autore, filosofo laico ma attento alla lezione dei mistici, oltre che a quella dei classici (Platone, Aristotele, Agostino). Queste lezioni sono esemplarmente indicative della ricchezza spirituale che la filosofia può dare all'individuo.
In 8. br. ed. ill. pp. 455,evidenti segni d'uso alla cop., gore e leggere abrasioni ai paitti, piega e piccolo starppo alla testa del dorso, carte un po ingiallite, qualche sottolineatura a penna nellintroduzione.Documentazione sul costume politico.Editore A.R.N.I.A.Anno pubblicazione 1958Materia/Argomento Politica, Etica
ril. Troppe volte ciò che il medico ascolta è differente da quello che il malato ha detto. Danielle Ofri, con tono lieve e spesso spiritoso, spiega che questa distanza non è incolmabile. Attraverso il racconto di storie di persone reali, nella maggior parte dei casi incontrate nella sua attività quotidiana di medico nel più grande ospedale degli Stati Uniti, suggerisce soluzioni concrete a uno dei problemi che più condizionano l'assistenza sanitaria. Senza farsi travolgere da prospettive irrealistiche, l'autrice auspica una piccola rivoluzione del rapporto fra medico e paziente che, a partire da una maggior consapevolezza da parte di entrambi, porti a migliori esiti di salute.
br. Che spazio può esserci per la gratuità se a prevalere oggi è l'ethos dell'efficienza? La strada che Nancy ci invita a percorrere consiste nell'andare alla radice di ciò che si deve intendere per "riconoscimento del debito". Un inedito di Nancy che riflette sul concetto di dono, di libertà e sul legame mai scontato che si instaura tra debitore e creditore.
Brossura commerciale, n. 4 di collana a cura di A. Lobato, usato in buone condizioni generali, copertina segnata da minime impronte da uso e leggera alterazione cromatica evidente in quarta, patinato usurato da sfregamento e manipolazione, ossidati i tagli. N. pag. 189. USATO