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ill., br. A partire dalle ricerche più attuali sui Disturbi del Comportamento Alimentare il volume indica la necessità di un metodo psicoterapeutico che intervenga direttamente sulle esperienze traumatiche precoci, per consentirne l'elaborazione e la risoluzione adattiva. Sulla base di una visione teorica d'insieme dei disturbi dell'alimentazione, particolare attenzione viene posta all'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): un approccio psicoterapeutico complesso ma ben strutturato che utilizza particolari modalità di stimolazione oculare e che può essere integrato nei programmi terapeutici per i disturbi alimentari qualunque sia l'orientamento teorico del terapeuta che lo applica, aumentandone l'efficacia.
br. L'interesse per la terapia a seduta singola è andato sempre più crescendo negli ultimi trent'anni. In tutto il mondo, alla tematica sono state dedicate ricerche evidence based, articoli, libri e varie conferenze. Nonostante ciò, gli psicoterapeuti italiani non hanno avuto a disposizione finora un testo di riferimento aggiornato, rischiando di non saper rispondere a una domanda sempre più diffusa di interventi diversificati. Flavio Cannistrà e Federico Piccirilli, dopo essersi formati con i principali studiosi internazionali del campo, hanno fondato l'Italian Center for Single Session Therapy, elaborando un modello di terapia singola adatto al contesto italiano. ''Terapia a seduta singola'' espone in modo accurato e completo le linee guida dei principali metodi internazionali e descrive minuziosamente il metodo messo a punto presso l'Italian Center. Il volume riassume storie, dati e applicazioni della TSS e insieme presenta in modo esemplificativo una serie di sedute singole di successo condotte da terapeuti diversi. Questo libro costituisce non solo il più completo aggiornamento italiano sulla terapia a seduta singola, ma anche uno strumento utile per la sua applicazione nella pratica clinica.
brossura L'autore ci guida in un viaggio alla scoperta di come il movimento dell'uomo sia alla base della nostra evoluzione, narrando e raccontando eventi antropologici con semplicità, in un crescendo di principi e processi, che hanno portato alla creazione e ideazione di test di movimento basati sulla biofisica e sull'energia specifica dei quanti. L'innovazione delle metodiche di bottom up proposte, attraverso la misurazione e la regolazione del movimento, delle oscillazioni, dei ritmi, non è rivolta solo agli studenti e ai nuovi professionisti bodyworker, che si affacciano nel settore della formazione per l'apprendimento del benessere psicofisico nel percorso di cura della salute del prossimo, ma si estende anche a quelle discipline terapeutiche, psicologi, psicoterapeuti, che fino a oggi non avevano gli strumenti per poter misurare e valutare gli esiti fisiologici delle emozioni, degli stimoli ambientali, dell'epigenetica. Prefazione di Enzo Soresi.
brossura Il libro propone una trattazione a più voci della cura dei pazienti affetti da disturbo del comportamento alimentare in un contesto istituzionale. Ciò che lo anima è l'esigenza di reperire la logica che presiede alle pratiche di cura in istituzione messe in campo in questo ambito della psicopatologia contemporanea, ed i nodi problematici che rendono complesso e di difficile soluzione lo sviluppo del trattamento. Scaturito dal lavoro clinico e di elaborazione che ha caratterizzato per un quindicennio l'équipe curante della comunità terapeutica "La Vela" di Moncrivello (VC) per anoressie e bulimie gravi, questo libro coinvolge molti tra i maggiori studiosi ed esperti del trattamento dei disturbi del comportamento alimentare in Italia. L'approccio dell'équipe multidisciplinare integrata ad orientamento analitico, teorizzata e praticata a "La Vela" viene qui messa a confronto dialettico con altre esperienze istituzionali, comunitarie e ospedaliere, ambulatoriali e residenziali o semiresidenziali, attorno alle scansioni-chiave che caratterizzano la cura del soggetto in anoressia e bulimia. Il libro si rivolge ai professionisti dell'ambito della salute mentale - psicologi, medici, psichiatri, nutrizionisti, dietisti, psicoterapeuti, infermieri, educatori - interessati al lavoro in istituzione con pazienti anoressiche e bulimiche.
br. Quale esperienza vive uno psicoanalista nel corso della terapia di cura di un paziente affetto da depressione? Invertendo la prospettiva, Steven H. Cooper analizza in questo saggio una tematica abitualmente applicata ai soggetti in cura, ma che non prevede quasi mai l'osservazione di chi dovrebbe guidare il percorso di guarigione. Il piacere di aiutare e la frustrazione di fallire, la soddisfazione di un miglioramento e la delusione di una regressione diventano parte essenziale del lavoro clinico e dell'opera di continuo riposizionamento da parte dell'analista. Una questione complessa, a tratti provocatoria, che interessa il lavoro di psicoanalisti e psicoterapeuti, così come di studenti e di insegnanti di psicoanalisi e psicoterapia psicodinamica.
br. L'autore espone le esperienze, le ricerche e le strategie di intervento maturate in quarant'anni di lavoro come terapeuta delle "patologie difficili", psicosi e altre forme severe. Il concetto base per una buona terapia è che, qualsiasi sia il modello di intervento utilizzato - psicoterapia, psicofarmaci, assistenza -, è necessaria una relazione di fiducia tra paziente e terapeuta quale condizione indispensabile per ottenere miglioramenti clinici. La qualità della relazione paziente-terapeuta è il fattore terapeutico più efficace, un mezzo di cambiamento aspecifico che agisce accanto ai fattori specifici propri di ciascun modello utilizzato. Le "patologie difficili" richiedono l'utilizzo integrato di più modalità di intervento, scelte sulla base del bisogno specifico del paziente, nella ricerca del quale egli diventa nostro prezioso collega e insegnante. Gli assunti teorici sono suffragati da esemplificazioni cliniche tratte dalla casistica personale dell'autore.
br. Qual'è la caratteristica che consente a determinate psicoterapie di indurre non un semplice adattamento ma un cambiamento profondo? L'analisi freudiana, quella junghiana, lo psicodramma e la gruppo analisi condividono la creazione di uno spazio teatrale, separato dalla realtà quotidiana, nel quale conflitti ed eventi passati possano essere rivissuti e assumere un nuovo significato. In particolare, nella gruppoanalisi soggettuale e nello psicodramma analitico, il gruppo costituisce lo spazio relazionale semireale in cui la drammatizzazione favorisce l'azione psichica, la presa di coscienza delle radici storiche e del comportamento attuale, la possibile apertura al cambiamento e a nuove prospettive da cui vivere la propria esperienza. Soprattutto nei pazienti psichiatrici gravi, il movimento espressivo, le relazioni dell'attività di gruppo, possono portare a significativi miglioramenti, ristabilendo un contatto tra il mondo interno che il paziente non riesce a controllare e la realtà esterna come linguaggio collettivo condiviso.
brossura La tradizione psicoanalitica, a cominciare da Sadger e Rank, ha rilevato il termine "narcisismo" dalla sessuologia di fine Ottocento, nella quale indicava nient'altro che una perversione sessuale. Poi Freud ha "sdoganato" il termine e ha fatto del narcisismo il fondamento universale della natura umana e il cardine esplicativo di ogni psicopatologia. Da quel momento, nelle pagine di psicoterapeuti e moralisti della civiltà, il concetto di narcisismo è diventato onnicomprensivo, la chiave di accesso per spiegare ogni male. Ebbene, questo abuso sensazionalista del concetto è ormai logoro: il narcisismo è tutt'altro. Non è il fattore antisociale connaturato alla specie umana descritto da Freud; è semmai la deviazione patologica di un impulso naturale alla maturazione. Nessun carattere autonomo e nessuna personalità complessa possono nascere e svilupparsi senza attingere allo straordinario deposito di energia del narcisismo. L'ombra di Narciso è il dolore di non essere stati riconosciuti e, allo stesso tempo, la drammatica risposta dell'individuo all'angoscia di essere annientato. Nessuno è esente da tratti narcisistici, perché il narcisismo è una forza che spinge a esplorare la propria singolarità, a esprimere la propria unicità, ad affermare la propria personalità, anche se ciò comporta, non di rado, il passaggio attraverso la rabbia, la violenza, la crudeltà.
br. Egoismo, narcisismo, crudeltà e i loro caratteri complementari, ossia masochismo e dipendenza affettiva, sono parti costitutive della natura umana? O piuttosto sono una deformazione di tratti psicologici che avrebbero potuto avere un miglior destino? Nicola Ghezzani risponde a questa domanda attraverso avvincenti storie cliniche e psicobiografie di icone della cultura come Ingmar Bergman ("un egoista", secondo la sua stessa definizione) e il fondatore del sadismo, il marchese de Sade. La natura umana è sociale e socievole, e la sua forza biologica primaria è l'empatia. Dunque, benché l'empatia non sia distribuita equamente nella popolazione umana, la personalità crudele nasce sempre e comunque da un abuso della sua natura. Traumi infantili e adolescenziali, abusi e violenze sociali e ancor più l'imprinting culturale di intere società votate alla sopraffazione possono strutturare personalità nelle quali la crudeltà è il tratto dominante o personalità complementari nelle quali l'adorazione, o quantomeno la sopportazione della crudeltà, si impongono contro lo stesso interesse personale. Vengono così a delinearsi con forza, nel corso del libro, le figure drammatiche complementari del narcisista sadico e della vittima latente, che non di rado sono unite da un comune destino. Guarire la psicopatologia sadico-narcisistica e quella complementare masochistico-dipendente significa, nelle parole di Ghezzani, non solo salvare la vita di individui condannati alla sofferenza, ma anche portare una vera e propria rivoluzione culturale in un mondo sempre più dominato dal potere seduttivo della violenza e dell'abuso.
br. Pieni di timore per ogni cambiamento, i "drogati d'amore" soffocano lo sviluppo delle capacità individuali e sopprimono ogni desiderio e ogni interesse, condizionando e stravolgendo la loro vita e quella di chi gli sta vicino. L'amore richiede onestà e integrità personale; l'amore è interrelazione dinamica, accrescimento reciproco, scambio tra persone che si amano. Gli affetti che comportano paura, ossessione e dipendenza, tipici dei "love addict", sono invece destinati a distruggere l'amore. In questo libro si raccontano le esperienze di molte persone che sono riuscite a sconfiggere la dipendenza. Un percorso terapeutico che, operando cambiamenti anche dolorosi, ha permesso a questi "drogati d'amore" di riappropriarsi della loro vita, recuperando le emozioni, la comunicazione emotiva, l'autostima e delle sane relazioni di coppia. Frutto della lunga esperienza dell'autore nello studio e nella cura delle dipendenze comportamentali, questo volume si propone come strumento fondamentale per quanti vogliano indirizzare e sostenere verso la guarigione le persone che soffrono a causa di questa complessa patologia.
br. L'alleanza terapeutica non è solo un fattore che predice il buon esito di qualsiasi esperienza di psicoterapia. Secondo le linee guida per la psicoterapia dei disturbi dell'adulto che conseguono a esperienze traumatiche cumulative durante lo sviluppo della personalità, l'alleanza terapeutica può costituire una priorità assoluta per evitare lo stallo del trattamento o l'abbandono prematuro da parte del paziente. Questo libro ne propone una visione originale, basata sulla teoria cognitivo-evoluzionista dei sistemi motivazionali. Al centro dell'attenzione sono le pratiche cliniche concrete che permettono di costruire una valida alleanza terapeutica fin dalle prime sedute e di ripristinarla dopo le crisi a cui va inevitabilmente incontro nel corso del trattamento dei disturbi più complessi. Lo psicoterapeuta esperto potrà così confrontare teoria e pratica clinica dell'alleanza nella prospettiva cognitivo-evoluzionista con altre più tradizionali, mentre lo psicoterapeuta all'inizio della professione potrà acquisire in modo dettagliato le necessarie abilità. Conclude il volume il resoconto di una prima ricerca empirica riguardante le differenze fra la visione tradizionale e quella cognitivo-evoluzionista dell'alleanza terapeutica.
br. Sapere come ognuno di noi diventa soggetto della propria esistenza è la questione centrale per comprendere, oggi, i processi dell'adolescenza: i contributi che compongono questo volume, sintesi del pensiero psicoanalitico francese sull'adolescenza, sono incentrati sulla metamorfosi pubertaria come paradigma della creazione di sé. Passato e presente, infantile e pubertario collaborano alla formazione dell'adolescente come soggetto sociale. Quello adolescenziale è il processo intersoggettivo per eccellenza, perciò è fondamentale il confronto tra le rappresentazioni che ciascuno ha di se stesso e quelle che vengono rimandate dagli altri. Il terapeuta ha in questo senso una responsabilità importante nel rapporto con l'adolescente: deve essere un referente adeguato e fornirgli un ambiente sufficientemente facilitante. I quattro lavori di cui si compone questo libro si soffermano su altrettanti aspetti della creazione di sé: Cahn approfondisce l'ambito clinico, e nel suo ragionamento sulla soggettivazione ipotizza una 'terza topica' per l'adolescenza, che servirebbe da apparato di trasformazione, di legame e di creazione di legami nella relazione intersoggettiva. Gutton si sofferma su una nuova concettualizzazione della seduta con l'adolescente, che mette al centro il vissuto comune di psicoanalista e paziente. Tisseron prende in esame la 'cultura degli schermi' e il suo effetto sui giovani pazienti videogiocatori e sulle loro famiglie, delineando i possibili interventi clinici...
brossura Questa guida introduce il lettore al trattamento con l'Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) un trattamento evidence-based per la cura del Disturbo Postraumatico da Stress (DPTS). Il protocollo EMDR è oggi apprezzato e utilizzato da clinici di ogni tradizione terapeutica come un rigoroso protocollo di intervento sulle memorie traumatiche presenti in una ampia gamma di patologie. L'intervento con l'EMDR si focalizza sui ricordi traumatici che si ritiene abbiano contribuito ad alimentare e mantenere il disturbo ma anche sulle situazioni attuali che stimolano i comportamenti disadattivi e sulle risorse da acquisire per favorire il cambiamento. Come gli altri titoli della serie, anche questo si concentra sui 30 punti fondamentali che caratterizzano e distinguono il trattamento con l'EMDR dalle altre prospettive cognitivo-comportamentali. Nella prima parte l'autrice descrive gli aspetti teorico-clinici distintivi dell'EMDR, dalla ricostruzione storica del disturbo, al modello dell'Adaptive Information Processing (AIP), alla centralità delle memorie traumatiche nella genesi e nel mantenimento della sofferenza psicologica. Nella seconda parte, descrive l'applicazione per fasi del protocollo nei suoi aspetti principali e gli elementi fondamentali per l'elaborazione dell'esperienza traumatica con alcune esemplificazioni cliniche.
br. Questo lavoro parla di adolescenti. In modo discreto ed efficace. Parla dei loro disagi e della loro esigenza di essere visti; persone vive con un corpo, una mente, una storia, una identità. Comunque una identità. Commuove Sara. Commuove la sua ricerca di uno spazio e di un tempo per sé. E Lucio, con i suoi movimenti scomposti danza intorno al centro, instabile, della sua vita, finché non trova consistenza. Allora anche l'instabilità diventa armonia. Tracy poi vuole amicizia, amore e famiglia. Come tutti gli adolescenti. E come tutti gli adolescenti Tracy cerca il luogo delle sue origini che è il luogo ove ognuno trova nell'altro il desiderio per sé. Quel luogo, anche se roccia o deserto, diventa magico.
br. "Ci sono molte persone la cui professione consiste nell'avere colloqui con i soggetti che a esse si rivolgono, per determinare, mediante tali contatti personali e diretti, modificazioni costruttive nel loro atteggiamento. Quale che sia la loro denominazione e il loro ruolo, dallo psicologo all'assistente sociale al consulente matrimoniale, e via dicendo, in questo libro si intende esaminare il modo in cui essi affrontano i problemi dei loro clienti: vale a dire, le tecniche e i metodi di cui si avvalgono ci interessano solo se, dopo il colloquio, il nevrotico, il disadattato, l'eterno indeciso, il fallito o il delinquente riescono ad adattarsi meglio ai loro problemi e incontrano minori difficoltà nel far fronte in modo più costruttivo alla realtà della vita. A tali procedimenti di colloquio si possono dare nomi diversi; spesso vengono definiti globalmente 'counseling'". La tesi fondamentale elaborata da Rogers è la necessità che il counseling sia condotto dal terapeuta in modo assolutamente non direttivo. Di estremo interesse è la registrazione integrale dal vivo di un intero procedimento di counseling, terminato con successo, con un individuo afflitto da gravi problemi di natura nevrotica. Un ampio commento mette in rilievo i punti essenziali in cui trovano applicazione i procedimenti elaborati da Rogers.
ill., br. Il supporto indispensabile è quello che la psicologia offre agli istruttori sportivi. I capitoli del libro disegnano un percorso che accompagna il lettore attraverso i più moderni contenuti scientifici scelti per la loro complementarietà con l'insegnamento dello sport a bambini e bambine e a ragazzi e ragazze. Nelle pagine di questo testo ogni tecnico e ogni educatore troverà informazioni, preziosi consigli applicativi e inviti alla riflessione per nutrire quella parte essenziale della propria preparazione che va oltre la tecnica dello sport. In un momento storico complesso, i contenuti trattati vogliono essere una porta che si apre su una maggiore consapevolezza degli adulti che partecipano, in qualsiasi ruolo, al processo di crescita dei bambini attraverso lo sport.
brossura La psicoterapia cognitiva è nota soprattutto come la tecnica terapeutica che ha dato maggiore prova della sua efficacia nel trattamento dei disturbi psichici. Tale tecnica scaturisce da un complesso apparato teorico che affonda le sue radici nella psicologia scientifica e, più in generale, nelle scienze cognitive. Alla luce di questo dato, la prima parte dell'opera traccia una storia dei rapporti tra le scienze cognitive e le teorie cliniche, che costituisce un'ideale introduzione ai vari modelli teorici che oggi animano il cognitivismo clinico. Il resto dell'opera si focalizza, invece, sui modi in cui queste diverse posizioni teoriche si traducono nella tecnica dell'intervento terapeutico.
br. L'individuazione di un metodo d'investigazione clinica è oggi, più che un'opportunità, una vera e propria necessità da parte degli esperti dell'ambito psicologico. Infatti, la possibilità di individuare e di seguire delle fasi ben distinte all'interno del processo d'indagine clinica, consente all'esperto di proteggersi da alcuni esiti negativi come l'analisi senza fine e il riduttivismo. A tal proposito, è opportuno ricordare che l'assenza di un procedimento investigativo comporta sia il rischio di rendere l'analisi del mondo psichico del soggetto interminabile, sia il pericolo di ridurre tale analisi accontentandosi di una visione limitata, superficiale e facilmente rintracciabile della realtà mentale osservata. Per tali motivi, appare fondamentale per l'investigatore seguire un ordine logico-razionale nel corso della sua ricerca, evitando di procedere in modo caotico e senza fine o di arrestarsi a una visione parziale e riduttiva dell'oggetto osservato. Caratteristica principale dell'opera è quella di avere un linguaggio chiaro e accessibile, anche riguardo ai temi più ostici della logica, della gnoseologia e dell'antropologia filosofica. I concetti vengono spiegati con esempi e con termini di facile comprensione, pur non rinunciando all'esattezza dei saperi presentati.
brossura La supervisione psicoanalitica è considerata, insieme all'analisi personale e ai seminari teorici, uno dei pilastri della formazione dello psicoterapeuta psicoanalista. La finalità della supervisione è sempre stata quella di mediare tra la soggettività dell'esperienza personale dello psicoterapeuta e l'oggettività della necessaria adesione a una posizione teorica di scuola. Nella percezione più comune è considerata come un "processo d'aiuto clinico", ma non sempre è inserita adeguatamente in un progetto che sia insieme terapeutico ed educativo. È questa la posizione espressa in questo libro, con la convinzione che la clinica debba essere ancorata con chiarezza alla teoria, ma insieme debba rispettare la soggettualità dell'altro, conciliando i due aspetti della supervisione, momento di apprendimento e insieme esperienza trasformatrice. La posizione teorica su cui il testo si fonda è quella della psicoanalisi della relazione, che riconosce un Soggetto unitario in divenire nella dimensione intersoggettiva. Un Soggetto, sia lo psicoterapeuta o il paziente o il supervisore, che, grazie al processo dell'autoconsapevolezza e dell'autosservazione, diviene sempre più integrato nei suoi aspetti costitutivi, sempre più presente al proprio sistema di credenze e valori, sempre più capace di rapportarsi con l'altro Soggetto, di dirsi a lui senza remore e insieme accoglierne gli stimoli evolutivi. Questo libro nasce dalla lunga esperienza di supervisore dell'autrice con i candidati della Scuola di specializzazione della SIPRe (Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione), che l'ha sollecitata a riflettere sulla coerenza tra la prassi clinica e il pensiero teorico da cui quella prassi scaturisce, ma anche a trovare un metodo di trasmissione non meramente prescrittivo di ciò che "va fatto" con il paziente.
brossura Questo è un libro sull'etica nella terapia, fondato su una collaborazione di lunga data tra gli autori. Una, filosofa e psicoterapeuta, è interessata al ruolo fondamentale del corpo nella condizione umana, e quindi al necessario dialogo tra il mondo della cura e l'interrogazione più filosofica sul senso della vita umana, sulle sue sfide, sulle sue possibili prove e fratture, sui suoi doni e sulle sue grazie, in cui tanti pazienti, di fatto, sono impegnati con parole proprie. L'altro, prima internista e poi psichiatra, si è interessato alla professione medica ed è stato ampiamente coinvolto nella formazione dei terapeuti. Perché l'etica? Questa scelta è motivata dal desiderio di mettere in prospettiva il desiderio di fare del bene - che fa parte delle pulsioni riparatrici di tutti gli psicoterapeuti - sullo sfondo delle molteplici sfide e dei vincoli che caratterizzano il loro lavoro quotidiano. Questo lavoro, però, non porta direttamente a un codice etico di condotta in psicoterapia. C'è piuttosto l'intenzione di risvegliare la riflessione etica in quanto tale, di incoraggiare a mantenerla viva e in dialogo.
Mm 150x210 Collana "Psiche e coscienza" - Volume in copertina flessibile con sovraccoperta, 303 pagine con indice analitico in chiusura. Copia in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
IN-8°, PP. 342 (2), CART. EDIT., SOVR. ILL. COL., COME NUOVO (M/F), (IL TRIDENTE. SAGGI. 16. A CURA DI EVA PATTIS E CARLO STROPPA). 160 Z20