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In-8° grande (cm. 26,1), pp 28 (da p. 20 a p. 47). Bross. provvisorai riproducente la cop.della rivista. Strappetto e scritte a penna in cop., ottimo l'interno,salvo laprima pagina, che parrebbe in copia anastatica.. BRANCA, filologo, tra i più accreditati studiosi contemporanei del Boccaccio, con l'Accademia della Crusca per l'ed. naz. delle opere del Boccaccio. membro di spicco dell'antifascismo fiorentino (nel 1944 rifiutò la sua collaborazione a Gentile presidente dell'Accasdemia d'Italia), docente a Firenze,alla Sorbonne, dal 1953 a Padova, dirigente alla Fondazione Cini.
Mm 130x190 Con lettere inedite di Giosuè Carducci e appendice bibliografica. A cura di un gruppo di amici di Arcangelo Ghisleri nel centenario della sua nascita. Volume cartonato rigido di 125 pagine, alcune illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Esemplare in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Cm. 22, pp. (4) 312 (5). Bross. orig. Ottima conservazione. Coll. Scrittori d'Italia (n. 182).
Cm. 23, pp. (8) 205 (1). Legatura coeva in cartoncino azzurro con rinforzo (posteriore) in carta al dorso. Esemplare genuino e marginoso. Edizione elegantemente impressa in cui si coglie l'influsso che bodoni esercitò sugli stampatori parmensi. Cfr. Gamba 201 (in nota).
br. Il volume raccoglie quattro studi su Francesco Petrarca e quattro su Giovanni Boccaccio, volti a sottolineare certi aspetti significativi e qualificanti del loro pensiero. Costante in tutti e due gli scrittori è il comune rapporto con gli studi e con i libri, classici e moderni, intesi come fondamentali strumenti dell'impegno culturale e del programma letterario a cui entrambi si rifanno. Sono anni decisivi per il rinnovo e per la riforma intellettuale, singola e collettiva, rispetto alle epoche precedenti nella formazione e nel compimento delle nuove realizzazioni dotte e ricercate. In tal senso sia Petrarca sia Boccaccio idealmente si rifanno al Parnaso, anche se mai sono saliti su questo monte della Grecia: ma famoso, nella mitologia classica, perché simbolo della poesia, consacrato al culto di Apollo e ritenuto sede delle Muse. Appare irrinunciabile e determinante il rapporto di Petrarca e di Boccaccio con la produzione classica: da essa sono dedotti e ricavati aspetti, fonti e modulazioni che trovano spazio e ripresa nei momenti d'esordio della letteratura italiana e, in tal modo, riescono vitali e particolarmente fruttosi.
Mm 145x215 Elegante edizione in mezza pelle, piatti cartonati rigidi in carta marmorizzata, dorso con nervetti, titolo in oro impresso al tassello rosso, fregi in oro. PP. 458, 9 tavole in bianco e nero fuori testo. Collana Convegni del Centro di studi sulla spiritualità medievale, vol. 3. Premessa di Giuseppe Ermini, scritti di diversi autori tra cui: Eugenio Garin, Arsenio Frugoni, Tullio Gregory, Adriano Prandi. Testi anche in francese. Timbro e segnatura a penna all'antiporta. Opera in ottime condizioni.
Pavia, Tipografia del Libro, 1950, in-8, br. editoriale, pp. [3], da 154 a 173, [1]. Estratto.
Cm. 22, pp. (4) 262 (2). Bross. orig. Ottima conservazione, a fogli chiusi. Coll. Scrittori d'Italia (n. 171).
Mm 125x190 Prima edizione - Brossura editoriale di 170 pagine. Lievi e ordinari segni del tempo ma copia integra e ben conservata. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-4, brossura. Qualche residuo di colla al dorso, peraltro ben conservato. In questo numero: “Statua del Boccaccio, nel monumento inaugurato a Certaldo, il 23 giugno”.
BONACCI EDITORE 1990, 481 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO VOLUME PERFETTO. Parole e frasi comuni appunto artistica brahmani c'est Campana Canti Orfici Carducci caso catalogo Ceccardo cielo città ClCCUTO confronto contesto critica cubista cultura cura D'Annunzio d'arte dell'arte Diderot Dino Campana effetti entro esempio estetica figura Filippo De Pisis Firenze funzione Gabriele D'Annunzio Giorgio De Chirico Giotto History ideale Image immagini India italiana Journal Juan Gris l'arte Leopardi letteraria letteratura lettura Literature London Lorenzo Viani luce Luzi Marco Polo medievale Medioevo mente Milano Milione mondo Moyen Age narrativa natura naturale New York novella Odorico da Pordenone Oeuvres complètes oggetto paesaggio Painting Palazzeschi Parigi Paris passim peinture pensiero peraltro Piacere pittore poesia poeta poetica possibile precisa proprio prosa prospettiva Proust pure quod rapporto rappresentazione reale realtà Renaissance ricerca ricordi riferimento riflesso risulta Robert Delaunay romanzo saggio scritto senso simbolismo sogno spazio specchio storia storico Studi Studies testo Tozzi tozziana valore vedere vianesca visione
brossura Le cento novelle raccolte da Boccaccio intorno alla metà del XIV secolo contribuiscono a fare dello scrittore di Certaldo uno dei maggiori esponenti di quegli autori eredi di Dante che consideravano la poesia - da considerarsi nel suo senso più ampio - e la teologia come una sola cosa. Eppure, malgrado ciò, raramente il Decameron ha avuto l'attenzione che merita rispetto al suo profilo teologico. Nel Decameron Boccaccio, testimone della tragedia causata dall'epidemia di peste del 1348, mette la sua arte a disposizione di un grande disegno pastorale: dire della misericordia di Dio verso gli uomini e indicare la strada da compiere per realizzare il bene. La teologia francescana e agostiniana fanno la loro comparsa nelle prime tre novelle del Decameron dove Boccaccio parla di Dio e della Sua assoluta misericordia che non si arresta di fronte al peccato e della presenza dello Spirito Santo nella Chiesa di Cristo. Quella tomista è invece protagonista delle ultime dieci novelle che rappresentano gli esempi mostrati agli uomini affinché comprendano come si possa vincere il male compiendo il bene. In mezzo, ottantasette storie dove uomini e donne sono messi a nudo nelle loro piccolezze e fragilità dando vita a una commedia umana che si svolge sotto lo sguardo divertito ma compassionevole dell'autore.
In-8° (cm. 23,5), pp. 12 (da p. 202 a p. 213). Bross. verde edit. Intonso. Censito
Cm. 17,5, pp. xix (1),190 (2). Con fregi xilografici nel testo e 4 tavole f.t. Leg. edit. in piena tela con decorazioni a secco e con titoli in oro al piatto e al dorso. Sguardie illustrate. Taglio di testa colorato. Ottimo stato di conservazione. Introduzione e note di Aldo Francesco Massera. Collezione di classici italiani con note fondata da Pietro Tommasini-Mattiucci, diretta da Gustavo Balsamo-Crivelli, volume xvi.
Mm 160x245 Brossura editoriale di 63 pagine. Dedica manoscritta dell'autore, lacuna e segni d'uso al dorso, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 150x230 Brossura editoriale di xv-559 pagine. Prefazione di Marco Tangheroni. Copia in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 150x225 Collana Storia dei Generi Letterari italiani. Volume in copertina rigida con lievi segni d'uso ai margini, 269 pagine, alcune fioriture sparse, piccolo strappo al margine superiore della pagina 256. Robusta rilegatura non originale. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura Le ricette che troverete in questo testo sono state rielaborate dallo chef Shady Hasbun prendendo spunti dai primi manoscritti italiani di cucina del XIV sec. Questi libri esprimono una cultura già definibile come italiana, pur muovendosi in una logica più ampia, il modello suggerito non è di tipo locale bensì internazionale, una sorta di "koiné" con molti punti in comune e ricette ricorrenti nelle varie aree d'Europa. Il superamento del concetto ristretto di "territorio" rappresentava nel Medioevo un obiettivo delle tavole dei ceti superiori, che ambivano a una cucina per così dire "artefatta" oltre le dimensioni locali. Questo modello non escludeva tuttavia la possibilità di individuare nel contesto europeo degli ambiti di identità culturale più "nazionali" e "regionali". Se sul piano politico l'Italia non esisteva, sul piano culturale era invece una realtà ben viva anche attraverso i sapori e i modelli del gusto.
In 8, pp. 6 + (2b). Gora estesa ma leggera alle cc. Esemplare privo di legatura all'origine. Estratto da 'Antologia' (aprile-maggio-giugno 1828). Lettera indirizzata a Sebastiano Ciampi che aveva pubblicato un'opera sull'opinione di Boccaccio intorno alla papessa Giovanna. Il teologo Mariano Scoto scrisse che, quando nell'854 mori' Leone IV, a lui successe Giovanna per due anni, cinque mesi e quattro giorni. Bocaccio, nell'operetta latina De mulieribus claris, traccio' un ritratto di cento donne che ebbero un ruolo importante nel mondo classico e cristiano, dedicandone anche uno a Giovanna Angelica papessa.
In 16o, pp. (LXXXVI) 272, pergamena. Solo tomo I. Minimi segni a matita. Minime macchie n. t. Interessante edizione ottocentesca della prima Cantica della Divina Commedia). Ottimo (2996/DANTE - DIVINA COMMEDIA - BOCCACCIO)
In 16, cm. 13 x 19,5, pp. 303 + (13), con 13 illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Brossura editoriale. Seconda edizione. Pagine brunite.
Messina - Firenze, G. D'Anna, 1968, in-8, br., pp. 223, (5). Con bibliografia. (Biblioteca di Cultura contemporanea, CII).
Pp. (10) 229 (1). Unito a: BOCCACCIO G. L'Urbano. Parma, Amoretti, 1801. (4) 66 (2). Unito a: BOCCACCIO G. Il Corbaccio. Parma, Amoretti, 1800. Pp. (10) 111 (1). Tre opere in un volume di cm. 22, solida ed elegante legatura coeva in mezza pelle verde, dorso liscio con titoli in oro e ricchi fregi. Esemplare nitidamente stampato, su carta forte. Fresco, marginoso ed in ottimo stato di conservazione. Bell'insieme di questi tre testi nella cui qualità di stampa si avverte l'influenza bodoniana.
Cm. 10,5, pp. vi, 425 (1). Con ritratto del Boccaccio inciso all'antiporta antiporta incisa. Solida ed elegante legatura originale in piena percallina con titoli e decorazioni romantiche in oro. Ex libris. Ottimo stato di conservazione.
pp. 567-579 Estr. da Il Boccaccio nella cultura francese. Atti del convegno di studi..., Certaldo 1968.