515 résultats
Brescia, Morcelliana, [c. 1948], in-8, br. editoriale, pp. 13, [1]. Estratto.
br. Le epidemie, come le carestie e le guerre, sono un ricorrente flagello del genere umano, eppure "non tutto il male viene per nuocere". Sono antiche compagne e, per certi aspetti, anche e soprattutto efficaci maestre. Possono insegnarci il coraggio, la solidarietà, la prudenza, la prevenzione, l'igiene, e addirittura - paradossalmente - l'ottimismo. Possono stimolare l'arte, la musica, la fantasia. Perfino far nascere l'amore. Nella Firenze del 1348 un'"allegra brigata" di giovani, tre ragazzi e sette ragazze, decide, per sfuggire al contagio che sta devastando Firenze, di "far comunità" rifugiandosi in luoghi ameni e salubri; là, per non soccombere all'angoscia provocata dalla "moría", viene stabilita tra loro la regola di raccontarsi a vicenda, in dieci diverse giornate, una novella ciascuno. Dieci protagonisti, dieci caratteri che emergono dalla narrazione, dieci forme di progressiva "catarsi", di liberazione dalla paura. Una splendida psicoterapia di gruppo. Tale il messaggio del Decameron di Giovanni Boccaccio, che questo libro ripropone per i giorni nostri, secondo una particolare chiave di lettura. La lettura di un medievista per il dramma postmoderno iniziato nei primi mesi del 2020.
Le epidemie, come le carestie e le guerre, sono un ricorrente flagello del genere umano, eppure "non tutto il male viene per nuocere". Sono antiche compagne e, per certi aspetti, anche e soprattutto efficaci maestre. Possono insegnarci il coraggio, la solidarietà, la prudenza, la prevenzione, l'igiene, e addirittura – paradossalmente – l'ottimismo. Possono stimolare l'arte, la musica, la fantasia. Perfino far nascere l'amore. Nella Firenze del 1348 un'"allegra brigata" di giovani, tre ragazzi e sette ragazze, decide, per sfuggire al contagio che sta devastando Firenze, di "far comunità" rifugiandosi in luoghi ameni e salubri; là, per non soccombere all'angoscia provocata dalla "moría", viene stabilita tra loro la regola di raccontarsi a vicenda, in dieci diverse giornate, una novella ciascuno. Dieci protagonisti, dieci caratteri che emergono dalla narrazione, dieci forme di progressiva "catarsi", di liberazione dalla paura. Una splendida psicoterapia di gruppo. Tale il messaggio del Decameron di Giovanni Boccaccio, che questo libro ripropone per i giorni nostri, secondo una particolare chiave di lettura. La lettura di un medievista per il dramma postmoderno iniziato nei primi mesi del 2020. Autori: Franco Cardini.
cm. 17,5 x 25, viii-216 pp. Universit? di Padova - Pubblicazioni della Facolt? di lettere e filosofia 362 gr. viii-216 p.
<p>19 cm, rilegatura ottocentesca in mezza pelle, titolo in oro al dorso, piatti marmorizzati. P. xvi, 292. Contiene le novelle: Henriette et Luci, Jeanne Gray, Berthold, Clemence D'entragues, Elizene. Antica scritta a penna al frontespizio, finalini e capilettera figurati. Piccola mancanza, lontana dal testo al margine di una carta. Il solo primo volume di due</p>
Paris, La Belle édition, s.d. 3 volumes petits in-4 (19,5 x24,5 cm),299 - 269 - 231 pp étui individuel. Un des 800 exemplaires numérotés sur vélin de Lana. Les aquarelles ont été reproduites par Duval et coloriés dans les Ateliers de Maurice Beaufumé. Bel exemplaire.
Mm 130x200 Terza edizione. Volume cartonato, legatura non editoriale in mezza tela rossa, titoli in oro al dorso, 407 pagine. Esemplare in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 130x200 Piemonte - Bicocca di S. Giacomo - Cadore - Alla città di Ferrara - Chiesa di Polenta. Brossura editoriale di 242 pagine. Leggeri segni d'uso e del tempo, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
edizione, spoglio linguistico e glossario a cura di Vittorio Formentin LIGUORI 1987 308 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO E INTONSO
Cm. 19,5, pp. cxxi (3) 501 (3). Legatura di poco posteriore in piena pelle con titoli in oro al dorso. Brossura originale preservata all'interno. Esemplare genuino e ben conservato. Edizione originale, non comune.
Glossario. Indice analitico dei nomi propri e delle cose notabili, dei destinatari. Ampiamente annotato. In ottimo stato
Cm. 20,5, cc. 395 (1). Grande figura xilografica al frontespizio con ritratto e marchio tipografico in fine a piena pagina. Solida legatura in mezza pergamena con punte (ottocentesca) con titoli in oro su tassello al dorso. Macchie limitate al solo frontespizio, peraltro esemplare genuino e ben conservato.
In -4°, cc. 395, (1) con ritratto dell’autore al frontespizio e grande marca al colophon. Non rilegato ma buona copia solida, testo su due colonne. Importante glossario boccacciano, non sono comuni gli esemplari con il ritratto dell’autore, Alunno, che fu al suo tempo un noto lessicografo.
Cm. 26, pp. 143 (9). Bross. orig. protetta da velina. Entro custodia e cofanetto. Solo un piccolo difetto alla parte alta del cofanetto, peraltro ottima conservazione. Edizione a tiratura limitata, la presente copia appartiene alla tiratura di 380 esemplari numerati e stampati su carta Sant'Ilario di Pescia (ns. n. 247).
Volume in 8° piccolo, splendida legatura coeva in pelle screziata, titolo al tassello al dorso a 5 nervi finemente decorato ai piccoli ferri, sguardie, frontespizio, 7 carte non numerate, 362, (4) pp. Editio princeps di quest'opera "attribuita" nella sua stesura originale al sommo Boccaccio (e tratterebbesi del delizioso "Laberinto d'Amore") che però è qui tradotto molto, e sottolineasi molto, liberamente, con aggiunte d'altre mani e menti. Il Barbier pur non confermando apertamente che l’autore sia Boccaccio, lo dice tradotto da un certo Le Sieur de Premont che richiama il grande italiano nella prefazione in cui anticipa pure il tema e lo spirito dell’opera che, nel piu' tipico atteggiamento di Boccaccio, vede ritratte le donne senza falso pudore. In ottimo stato, davvero poco comune prima edizione.
In 16° (140 x98), 110 carte, 1 n.n. con la marca tipografica in ultima pagina. Leg. in mezza pelle ottocentesca con fregi e titolo in oro al dorso. Seconda rara edizione di questa importante opera sulla lingua italiana e sulla grammatica, che presenta il "Dialogo sopra le lettere del Trissino", mancante nella prima edizione del 1526, pubblicata a Venezia da De Gregari. <BR>Il trattato riporta in forma parte discorsiva e parte di dizionario, le forme grammaticali che ricorrono nei tre autori, con citazione dei luoghi in cui compaiono. Timbrino tondo di collezione privata alla prima pagina e piccola annotazione a penna. Copia un po' rifilata in testa, senza alcuna perdita di testo, ma ben conservata; manca il foglio di guardia anteriore. Brunet III, 1068: "...augmenté du Dialogo sopra certe lettere, ovver caratteri trovati da Giov. Georgio Trissino..."; Graesse IV, 202. Non in Adams.<BR>
brossura Prendendo le mosse della straordinaria fortuna della storia di Griselda, che nel Decameron viene collocata al termine della decima e ultima giornata, si discutono le varie tesi relative alla sua origine, riconoscendo in Boccaccio l'inventore di un preciso intreccio narrativo, che rimane sostanzialmente immutato per circa cinque secoli. La ragione di tale stabilità, come quella dei mutamenti, viene cercata nell'evolversi del concetto di virtù, sotteso alla storia nelle sue varie redazioni.
Volume facente parte dell'opera "Storia letteraria d'Italia" scritta da una Società di Professori. Rilegata in pelle con scritte in oro su dorso. Condizioni dell'opera discrete (vedi foto).
Curatori: E. Sandal.
Cm. 24, pp. 41 (3). Bross. edit. Ottimo stato di conservazione, intonso.
Cm. 24, pp. 36. Bross. edit. Ottimo stato di conservazione.
brossura Le "Guide alle grandi opere" sono un vademecum per leggere, studiare e conoscere i capolavori della letteratura italiana, i classici che non si smette mai di riscoprire. La serie è curata da Andrea Battistini, che insegna Letteratura italiana nell'Università di Bologna ed è autore di diversi libri pubblicati dal Mulino. Si tratta di volumi brevi (150-160 pagine) che ripercorrono la storia del testo, la vicenda dell'opera, i temi dominanti, lo stile e la fortuna. "Leggere il Decameron" tratta le cento novelle che creano l'universo narrativo della nostra letteratura: nel 1348, mentre a Firenze, la peste semina morte, in una villa di campagna dieci giovani intrecciano racconti in cui si mescolano amori, beffe, fortuna e ingegno.
Come Boccaccio stesso scrisse nel Proemio del "Decameron", tutte le novelle, le favole, le parabole e le storie raccontate in quest'opera sono pensate per scacciare la "malinconia" e la "grave noia", in particolare delle donne infelicemente innamorate. Ed è per soddisfare quelle "lettrici" che non possono ascoltare le novelle della brigata, quelle donne amorosamente sole che già sognano leggendo storie di dame e cavalieri, che viene redatto questo libro di diletto per le donne, che, "oziose", avranno così di che passare il tempo. "Piacevoli ragionamenti", o addirittura "sollazzevoli", divengono l'espressione viva di quella "cortesia borghese", di quella brigata, che sta a cuore al geniale autore del Decameron. Giardino - il Decameron - è dunque il luogo della scoperta, finalmente, di una letteratura del piacere, del diletto, da contrapporsi alla letteratura della penitenza medievale e all'immagine della terribile pestilenza che travolse la vita del Boccaccio stesso e di tutti i suoi concittadini. Autori: Mirko Bevilacqua.
pp. 489-504 Estr. da Il Boccaccio nella cultura francese. Atti del convegno di studi..., Certaldo 1968.
cm. 14,5 x 22, xxii-600 pp. con 32 tavv. f.t. Fondazione Giorgio Cini - Civilt? veneziana - Studi 1040 gr. xxii-600 p.