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ill., br. Questo saggio si concentra sulla geografia fisica e morale del capolavoro di Giovanni Boccaccio, affrontando dubbi e ipotesi critiche riguardo alla sua spazialità. Lo studio si concentra dapprima sul clima e le esperienze letterarie di sapore geografico vissute da Boccaccio, per poi compiere un'analisi precisa e puntuale dei luoghi decameroniani, ricercati e catalogati secondo criteri finalmente attendibili e verosimili. L'osservazione dei dati raccolti, affiancati da mappe coropletiche e cartine geografiche che mostrano i viaggi mediterranei dei beniamini decameroniani, permettono di spostare lo studio sul piano della geografia morale e, dunque, sulla visione, benevola malevola o neutra, che Boccaccio aveva nei confronti dell'alterità o, semplicemente, dei veneziani bergoli.
Mm 125x190 Collana "Collezione di Opuscoli Danteschi inediti o rari". Brossura editoriale di IX-359 pagine. Leggere fioriture in copertina, peraltro esemplare in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Milano, RCS Quotidiani, 2005, 8vo cartonato editoriale, pp. V-794 con numerose illustrazioni a colori nel testo (La letteratura italiana, 3) .
Torino, Società Editrice Internazionale, [c. 1947], in-8, br. editoriale, pp. numerate da 703 a 715, [1]. Estratto, con invio autografo dell'autore a Carlo Cordié.
In-8°, pp. 54, (2), brossura editoriale con titolo in rosso e nero e piccola vignetta. 3 illustrazioni n.t. Dedica a stampa a Giuseppe De Blasiis. Perfetto esemplare entro velina. Prima edizione in volume a sé, estratto dall'"Archivio storico per le provincie napoletane", vol. XXXVI, 1911, con alcuni ritocchi ed aggiunte. Conferenza tenuta alla Società Napoletana di Storia Patria nell'assemblea generale dei soci la sera del 30 marzo 1911. In questo celebre studio il Croce ricostruì magistralmente lo sfondo e la sostanza storica di una delle più note novelle del "Decameron", sviscerandone al contempo l'essenza artistica. La conferenza confluì poi nelle "Storie e leggende napoletane". Borsari, 820. Cione, 128. Italiano
Dedica a stampa a Giuseppe DE BLASIIS. In-8° (cm. 23,2x14,5), pp. 54. Brossura editoriale con ill. b.n. (testa di vescovo giacente) in cop. Le tre avventure di Andreuccio. Il carattere artistico della novella di Andreuccio. Lo sfondo storico della novella. La sostanza storica della novella, Note e documento
In-8° (cm. 23), pp. 80. Bella brossura edit. gialla , tit. entro sobria cornice ornata. Distinta veste tipografico-editoriale. Dedica a stampa "al prof. Bonaventura ZUMBINI che primo in italia meglio dei dotti stranieri ha ricercate le fonti del Decamerone". Mirabile conservazione. Raro anche per luogo di stampa. Censito alla sola Biblioteca provinciale Nicola Bernardini - Lecce
Cm. 34, pp. 32 (4). Bross. orig. con una vignetta xilografica tratta dal "De Mulieribus Claris" del 1506 (ripetuta al frontespizio). Entro custodia edit. Perfetta conservazione. Bell'edizione composta a mano e stampata al torchio su carta al tino del Moulin de Larroque in 80 esemplari numerati (ns. n. 3).
Firenze, Vallecchi, 1953, in-16, br., pp. 252, (4).
cm. 14 x 21, 164 pp. con 4 tavv. f.t. Saggi di ?Lettere italiane? 200 gr. 164 p.
pp. 171 + XVI tavole a colori e 48 figure in nero fuori testo, cm 24x17, brossura, Scritture e Libri del Medioevo, 13. Nuovo.
ril. Corre, attraverso il volume, quel Boccaccio tipico, ma forse dimenticato, di episodi, fatti, circostanze mai secondari, propri del suo scrivere realistico-borghese, che mette in luce non solo il vario comportamento dell'uomo dall'animo nobile, ma soprattutto delle figure femminili siciliane del De claris mulieribus. L'indagine critica ha quindi come meta o traguardo un oggetto illustre e alto, la Sicilia, dinamica realtà che entra nella complessa partitura dello studioso con uno spicco di pregio pertinente a una Terra, che è cuore della civiltà nostra e dell'Europa, e lo fu già del Mediterraneo pregreco e greco, attraverso una ricerca attenta e non univoca, in quanto vengono analizzate le fonti dei motivi che s'intrecciano e richiamano la contestualità narrativa.
Senza nulla togliere alla grandezza di Petrarca, dovremmo forse dubitare delle sue prospettive di giudizio sull'amico Boccaccio, che, s'intende, scelse la strada letteraria che più gli era congeniale. Per farlo, gli abbisognavano non soltanto le qualità che possedeva copiose, ma le avvedutezze che doveva acquisire con la maturità e l'esperienza. Per conciliare Dante e Petrarca egli non poteva che assumere il ruolo del discepolo chiosatore e del cultore di reliquie letterarie. Con una umiltà, talvolta così esibita da essere non meno goffa della pretesa petrarchesca di non conoscere la "Commedia", con la maschera dello scrittore-commentatore che si dichiarava terzo fra cotanto senno, Boccaccio riuscì a essere fedele a se stesso e, nel contempo, ad affermare la propria "differenza", a salvaguardarla e a nutrirla. La sua "terza strada", tanto faticosa e impervia quanto originale, è per ciò stesso quella di una letteratura conciliante e inclusiva, che non poté e non volle rinunciare a innestare Petrarca sul tronco di Dante, né a mostrare il volto grifagno di Dante tra le ombre e le verzure di Valchiusa. Autori: Marco Veglia.
pp. 155, cm 18x12, brossura. Nuovo.
Mm 120x190 Giornale di Teologia. Brossura editoriale di pp. 105. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Cm. 22, pp. xiii, 432 (2). Leg. in cart. muto del tempo. Ottima copia, ad ampi margini e stampata su carta forte. Celebre volgarizzamento condotto sui manoscritti originali a cura di Ig. Moutier. Cfr. Razzolini.
Cm. 20,5, pp. viii, 432 (2). Ritratto all'antiporta. Solida legatura ottocentesca in mezza pelle, dorso a nervi con titoli in oro su tassello. Copia marginosa e ben conservato. Si tratta di una delle copie in carta grande in forma di 8vo; cfr. Gamba 219.
AA.VV La tradizione Boccaccesca. , Fratelli Fabbri 1977, Libro in condizioni mediocri, presenta pagine interne lievemente ingiallite Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 218<br>
Milano, Fabbri, 1978, 8vo rilegato in mezza pelle, pp. 217.
AA.VV. (Romagnoli, Sergio: a cura di) La Tradizione Boccaccesca. Antologia di scrittori antichi e moderni. Milano, Fratelli Fabbri Editori - Stabilimento Grafico della F.lli Fabbri Editori (stampa) 1977 (1978) italian, in ottavo pp. (2)+218=220 I ed. dell'antologia: 1977 (ma finito di stampare nel mese di gennaio 1978). Allegato al n. 1 del periodico « Decameron » - F.lli Fabbri Editori - Milano. VII/(2)+218=220/rilegatura rifinita in tela rosso mattone con titoli in bianco. Stato buono (manca la sovraccoperta - lieve usura della copertina - figli di guardia e pagine bruniti).
Volume in 8º legato in mezza pelle, titolo al dorso, sguardie, frontespizio, 201 pp. Autorevole biografia redatta da uno scrittore d'eccellenza, che ci rivela i trascorsi di questo affascinante poeta dalla sua nascita al percorso formativo e artistico. Buono lo stato di conservazione sia della legatura che della carta, qualche fioritura del tempo.
pp. XLVI-328, cm 22x15, brossura. Nuovo.
"(...) La Vita nuova è stata cosi in grado di suscitare reazioni assai diverse negli scribi che si sono confrontati con essa, tra i quali spicca Giovanni Boccaccio, che copiò il testo più volte, almeno due, stando alle trascrizioni conservate nei mss. Toledano e Chigiano. L'edizione boccacciana del «libello», sia dal punto di vista microstrutturale (la mise en page delle singole carte) sia da quello macrostrutturale (la composizione dei volumi in cui il prosimetro è inserito) esibisce l'interpretazione del testo e del suo autore, della Vita nuova e di Dante. Tali peculiarità, unite all'ampia messe di manoscritti descripti derivati dalle due copie conservate, hanno reso tale corpus di codici l'oggetto ideale per uno studio di filologia materiale che non si accontentasse di narrare la storia di una tradizione, ma che, analizzando la poetica visuale insita in ogni copia, cercasse di trovare una risposta anche ad alcuni interrogativi pili generali sulle relazioni tra storia della letteratura, storia della tradizione e critica del testo, offrendo sperabilmente anche qualche conoscenza critica in più sul prosimetro stesso. (...)" (dall'Introduzione) Autori: Laura Banella.
LEGATURA IN MEZZA PELLE MARRONE, FRONTESPIZIO ED ULTIMA PAGINA CON PICCOLA INCISIONE. OPERA DI NUOVO CORRETTA CON LA TAVOLA DELLE COSE DEGNE DI MEMORIA numero pagine: 56 DOPPIE + (8) formato: 15X10 stato conservazione: DISCRETO, VARI ALONI, ALCUNE SOTTOLINEATURE E NOTE A PENNA ANTICA. TIMBRO, NUMERAZIONE ED EX LIBRIS DI POSSESSO AI RISVOLTI
In-8°; cc. 72, s.n.t., (1525). Si apre con la lettera “Al gentile et valoroso giovane messer Francesco Tomacello da Fano, Lucio Paolo Rosello”, sacerdote padovano, segue il testo dell’opera “Invettiva ... contra una malvagia donna, detto Laberinto d’amore, et altrimenti il Corbaccio”. Da c. 57 l’Episola a Pino de Rossi. Legatura in piena pergamena più tarda con tassello e titolo in oro al dorso. Gamba 203 “non ho trovato registrata da verun bibliografo questa stampa”. Mostra di manoscritti, documenti e edizioni, Certaldo, 1975, v. 2, n. 42, EDIT16 2367.