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in-4, ff. (13), pp. 177, leg. coeva p. pelle, titolo e fregi in oro al dorso a nervi. Seconda edizione, rara quanto la prima del 1613, e ad essa in tutto simile: tuttavia vi è un nuovo diverso frontispizio, non è presente il ritratto del poeta, l'incisione di pag. 91 (atto terzo, scena ottava) è identica a quella della scena precedente (mentre nell'ediz. 1613 l'incisione è completamente diversa, raffigurando l'Angelo che scaccia Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre; quest'ultima differenza è rimarcata dal Savioli, che annota anche altra discrepanza nella figura di pag. 44 che nel nostro esempl. non risulta). Titolo figurato e 38 incisioni n.t.. Buon esemplare (malgrado alcune lievi macchie; metà inf. bianca dell'ultimo f. rifatta; strappo con perdita di alcune parole di testo su quattro righe alle pp.63-64).. Allacci 837. Salvioli I, 36: «L'edizione è del tutto simile alla precedente»..
Stampata nella inclita città di Vinegia, a santo Moyse nelle case nuove Iustiniane, per Francesco di Alessandro Bindoni, e Mapheo Pasini compagni. Nell’anno 1526 Adi XV del mese di Zugno . Regnante il serenissimo Principe messer Andrea Griti. In 8vo (cm. 15,4); legatura dell’Ottocento in piena pelle con cornici a secco e fregi e titolo in oro ai due piatti; cc. 32. Axs
40 voll. in-8 picc., bella leg. unif. cartonato con tass. mss ai d. Con 124 tavv. in rame raffigurante scene delle commedie. Pregevole edizione figurata e completa delle commedie goldoniane, in bellissima leg. coeva e, salvo quale lieve ingiallitura, freschissimo esempl. [317]
Due parti legate in un volume di cm. 25, pp. (4) 150 + (2) d'errata; (2) 183 (2). Con 55 tavole fuori testo di cui 45 a colori. Solida legatura coeva in mezza pelle rossa e cartonato rigido uniforme con piccole punte. Dorso liscio con titoli e filetti in oro. Belle sguardie colorate. Qualche trascurabile macchietta; esemplare genuino, marginoso ed in ottimo stato di conservazione. Edizione originale (una ristampa apparve nei primi dell'800 accresciuto di un ritratto dell'autore) di questo classico figurato settecentesco sul costume teatrale. Cfr. Colas 717; Cohen-De Ricci 227.
In-8, 223p. Edition originale numérotée 1/210 exemplaires sur vélin pur fil Lafuma-Navarre (deuxième papier après 45 exemplaires de tete sur Hollande). Celui-ci exemplaire n¡79, enrichi d'un très bel envoi autographe signé de Sartre en page de faux-titre. En excellente condition.
In -4°, due parti legate assieme, ciascuna con frontespizio autonomo; pp. IV (4) VI-XV, (1), 120 (8); (4), 48. Legatura in pergamena. La seconda parte s’intitola “Predica contro l'abuso delle comedie, fatta nella citta di Huesca la sera della circoncisione dell'anno 1629 dal p. Gaime Alberto della Compagnia di Giesu, e tradotta di spagnuolo in italiano dal signor Alessandro Adimari”. Fra le due opere è inserito un quartino, non rilegato, che titola “Aggiunta al libro terzo della christiana moderatione... fatta l’anno 1656”. The second half’s title is “Predica contro l’abuso delle comedie…” Between the two works a gathering is included, not bound, whose title is “Aggiunta al libro terzo…”
5 opere in 1 vol. in-12 (130x80 mm), ff. 41, (1 bianco mancante), 54, 30, 36, 48, leg. ottocentesca in mezza pelle, tit. e fregi oro al dorso a nervi. In testa al volume frontespizio generale, che serve anche per i Suppositi; le restanti 4 commedie hanno front. e paginazioni proprie; su tutti, eccetto che per la Cassaria, datata 1560, compare la data 1562. Imprese dello stampatore in principio e in fine delle varie commedie. Prima edizione collettiva delle commedie ariostee; nel 1551 uscirono infatti, in libretti separati presso Giolito, solo 3 delle 5 commedie, mentre la Cassaria fu stampata per la prima volta nel 1560 e la Scolastica nel 1553. Pregevole edizione curata dal Porcacchi e dedicata a Severino Ciceri (la Scolastica è invece dedicata a Mario Cotti). Buon esempl. (piccoli restauri nei margini del primo foglio).. Graesse I, p. 204. Brunet I, p. 447. Bongi II, p. 142-143. Agnelli Ravegnani II, p. 79-80. Gamba n. 78.
in-8, ff. 304, leg. posteriore in m. pelle, titolo e filetti in oro al dorso, tagli azzurri. Impresa tipogr. al titolo ed in fine, iniz. silogr., testo in bel car. corsivo. Dedica dei traduttori a Camill o de Gambara. Prima traduzione in lingua italiana ed in qualsiasi altra lingua del "corpus" delle 11 commedie superstiti di Aristofane (le traduzioni in francese, tedesco ed inglese apparvero solo nel XVII secolo). Commedie in prosa, senza divisione in atti, questi undici testi teatrali (unici a noi pervenuti dei 44 attribuiti dagli antichi al commediografo) sono quanto di più brioso, vivace e ricco di "gioia di vivere", come è stato scritto, che mai sia stato rappresentato sul palcoscenico. Buon esemplare, assai fresco (ma menda al margine inferiore del frontespizio, senza perdita di testo), timbri di biblioteca estinta al titolo e in fine. . Manca a Regenstein. Clubb 739 (Rositini). BMC 42. Adams A-1721..
Prima edizione, tiratura di testa. CON DEDICA Esemplare 30 di 50 che compongono la tiratura di testa, intonso e in eccellenti condizioni. Firma autografa di Bontempelli alla prima sguardia e bell’ex libris xilografico di collezione privata. Della tiratura di testa furono tirate complessive 86 copie variamente contrassegnate (I-XII, A-Z e 1-50). Comprende «Valoria», «Nembo» (già editi in rivista), «Primo spettacolo», «Nostra dea», «Minnie la candida», «Bassano padre geloso» e «La fame». Nel testo anche 36 pagine di partiture musicali.
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare in ottime condizioni, con dedica autografa di Carlotta Pisani Dossi, moglie di Carlo, all’occhiello. Rara, tirata in soli 100 esemplari non venali. Spiritosa e arguta commedia in dialetto milanese ambientata (e composta) nel 1873 a Milano. Uscì solo 32 anni più tardi, nel 1905, come ricordato nella Nota degli autori: «Sta comedia, o per dì mèj, sta giavanada, l’è stada scritta da duu amis in d’ona settimana, la bellezza de trentaduu ann fà». E i due amici, nascosti sotto lo pseudonimo collettivo di “Pisper”, non sono altro che Carlo Dossi Pisani e Luigi Perelli, cfr. A. Saccone, «Il Dossi studierà il Dossi. Il Libro delle prefazioni di Carlo Dossi», “Modern Language Notes”, 110/1 (1995), p. 58. Splendida copia, impreziosita dalla dedica della moglie di Dossi, Carlotta, “all’ottimo amico Dottor Achille Fumagalli perché possa passare un momento di buon umore”, che dunque riprende, nel suo invio, proprio le intenzioni che spinsero gli autori alla pubblicazione: «la “Famiglia de cilapponi” l’è tornada su dalla foppa, sana, viscora e con la voeuja anmò de fà rid - roba, che, dopo tutt, in stoo mond chi pien de miseri l’è ben mèj del fà piang». Isella - Reverdini, La vita di Alberto Pisani, 1921.1; A. Saccone, «Il Dossi studierà il Dossi. Il Libro delle prefazioni di Carlo Dossi», Modern Language Notes, 110/1 (1995), p. 58
de (4), 40 pages et 36 pages de catalogue Lévy de Décembre 1864 maroquin rouge, dos lisse et orné, double filet d'encadrement à froid sur les plats, coupes et coiffes guillochées, tête dorée, triple filet doré et fleurons angulaires en bordure des contreplats, couvertures et dos conservés [Gruel] 1865, 1865, in-12, de (4), 40 pages et 36 pages de catalogue Lévy de Décembre 1864, maroquin rouge, dos lisse et orné, double filet d'encadrement à froid sur les plats, coupes et coiffes guillochées, tête dorée, triple filet doré et fleurons angulaires en bordure des contreplats, couvertures et dos conservés [Gruel], Première édition, rare, de l'un des premiers textes littéraires français à utiliser comme ressort dramatique, et ici comique, le personnage du photographe et l'appareillage technique et scientifique que suppose, à l'époque, l'art photographique. La comédie fut représentée pour la première fois, à Paris, sur le Théâtre du Palais-Royal le 24 décembre 1864. Quatre mois plus tôt, le 25 août 1864, Édouard Bravel et Maurice Wille avaient fait représenter, au théâtre lyrique, Les tribulations d'un photographe, vaudeville en un acte. Ainsi, ces deux pièces marquent, en France en 1864, l'entrée du métier de photographe comme motif littéraire, ou plus exactement, le fait que l'activité de photographe est suffisamment un fait de moeurs acquis pour entrer en littérature puisque ici, la valeur comique de la pièce d'Halévy et de Meilhac repose sur le décalage de connaissances entre le personnage principal, qui se prétend photographe de métier à des fins de séductions, et le public de la pièce représenté. On noterons aussi, dans la première scène, l'emploi comique, car abscons, des termes techniques de la chimie photographiques du temps. Superbe exemplaire de cette oeuvre rare, dans une agréable reliure légèrement postérieure
A lavishly produced memento commemorating this historic Seattle theatre opening and the burgeoning success of The Orpheum Circuit, of which it was a part. "This house is the ultimate in luxury, comfort and modern convenience with a seating capacity of 2,600, divided between the main floor and balcony. Large elevators carry patrons from the main floor to the balcony. The cooling plant will allow it to operate 52 weeks a year." - [9]. Many additional pages showcase in photos and text other Orpheum Circuit theatres in Chicago, St. Louis, Davenport, Los Angeles, Oakland, St. Paul, San Francisco, Kansas City, New Orleans, Minneapolis, Denver, Portland, Des Moines, Springfield, Champaign, South Bend, Winnipeg, Madison, Rockford, Evansville, Vancouver, Omaha, Sioux City and Milwaukee. Includes eight pages of information on the companies and individuals involved in construction and the fine products and services they supplied. Profusely illustrated with black and white photography. Ornate embossed tan covers lettered and decorated in gilt, with illustration of the new theatre. Printed upon glossy stock. 68 unnumbered pages. 31.5 x 23.5 cm. Unmarked with moderate wear. A sound vintage copy of this wonderful 1920s Seattle artifact. Book
In-8°; cc. XXXII, , al frontespizio grande ritratto di ariosto di prfofilo inciso su legno, ALL’ULTIMA PAGINA marca tipografica incisa su legno. Qualche foro di tarlo passante, piccola lacuna alla marca tipoografica, un angolo di una carta restaurato. Legatura in piena pergamena.
Avec un Commentaire, un discours préliminaire et une Vie de Molière par M. Auger, 9 vol. in-8 (24 x 15,3 cm en marges) reliure de l'époque demi-maroquin à coins rouge, dos à 4 nerfs richement ornés, reliure signée de P. Purgold, Chez Th. Desoer, Paris, 1819-1825, XXIV-334 pp. avec frontispice et 1 planche hors texte ; 464 pp. avec 2 pl. hors texte ; 423 pp. avec 1 pl. hors texte ; 447 pp. avec 1 pl. hors texte ; 494 pp. et 1 f. avec 1 pl. hors texte ; 541 pp. avec 3 pl. hors texte ; 571 pp. avec 2 pl. hors texte ; 566 pp. et 1 f. avec 1 pl. hors texte ; 524 pp. et 1 f. avec 1 pl. hors texte Magnifique reliure signée du grand relieur Purgold pour cet exemplaire en grand papier vélin avec les 14 figures hors texte en tirage avant la lettre. Elève de Bozérian, Jean-Georges Purgold (1784-1829) fut qualifié par le poète relieur Lesné de "prince des relieurs" ! Comme on le remarque souvent pour les exemplaires en reliure fine de cette édition, notre exemplaire propose uniquement l'avertissement de l'auteur du commentaire, mais pas le discours préliminaire ni la Vie de Molière, ni le tableau généalogique dépliant. Bon état (petites piq. d'insectes très superficielles au second plat du tome 2, rouss., petit froissement marginal à qq. ff. dans le tome 5, sans le tableau généalogique, très bon état par ailleurs) pour ce très bel ouvrage parfaitement relié. Français
6 volumi in-8 gr., circa 400 pp. caduno salvo l'ultimo, riservato alla conclusione e indici, di sole 176 pp., broch. editoriale, numerose illustrazioni nel testo riproducenti pagine antiche. Edizione originale di questa monumentale opera di storia, critica e testi della Commedia dell'Arte o Commedia all'Improvviso come il Pandolfi la definisce. Il quale così conclude la prefazione ''...Accanto alla letteratura drammatica, accanto all'espressione figurativa, accanto all'immaginazione musicale, vediamo sorgere l'arte moderna dell'attore, che trovò nella Commedia dell'Arte il suo modo più libero e più schietto''. Impressa con notevole cura in 666 copie numerate (n.514). Perfetto esemplare.. .
(Collana : Maschere nude - n. SCHEDA UNICA) Raccolta di numeri della Collana Maschere nude (Collana delle opere teatrali di Luigi Pirandello) completa per la sequenza da n° 1 a n° 31, come da distinta titoli che si allega mediante immagine alla presente scheda. Luigi Pirandello (Girgenti, oggi Agrigento, 1867 - Roma 1936) scelse personalmente il titolo per la Collana delle sue opere teatrali "Maschere nude" apparsa presso Bompiani (1920-1929) e successivamente presso Mondadori (1930 e segg.). L'esemplare qui censito è corrispondente alla edizione Mondadori e raccoglie tutto il pubblicato (31 titoli). Di straordinaria rarità, per la sua completezza, si presenta nelle brossure originali, allo stato di nuovo, salvo il normale invecchiamento della carta. Si rinvia all'immagine allegata per l'elenco dei titoli e ad altra immagine fotografica, anch'essa allegata, quale campione di uno degli stessi (64b).
2 parties reliées en un volume in-12 (173 x 102 mm), plein maroquin grenat, dos à 5 nerfs richement orné de caissons fleuronnés et cloisonnés, plats encadrés d'un triple filet doré, dentelle et roulette intérieures, tranches dorées (reliure début XXe dans le goût de l'époque), 528 p. (titres compris, les 2 parties en pagination continue, sous pages de titre particulières), 4 planches gravées hors texte dont 2 en frontispice. Edition originale et seule édition ancienne, illustrée de 4 figures hors texte de Binet gravées par E. Giraud l'aîné et Pauquet. "L'un des récits les plus cohérents de Restif (…) et un des grands romans des lettres françaises, désenchanté, en avance d'un demi-siècle sur son temps. L'analyse psychologique est d'une grande finesse introspective (…). Ce livre se rattache par son sujet – le moi, la délectation morose, les amours impossibles, le renoncement – à l'école romantique" (J.-C. Courbin, 'Le monde de Restif', n°14617). "C’est la prise de conscience brutale de la vieillesse, du corps qui cesse d’être désirable: la fin d’une carrière de séducteur. L’ambition de Rétif est de confondre sa vie avec l’écriture: toute son oeuvre est une recréation littéraire de sa vie, annonçant la pratique actuelle de l’autofiction (...) Ce très beau roman, mélancolique et jamais moralisateur, est une ode à la jeunesse et à l’amour perdus" (Michel Delon, Editions Gallimard, 2012). Lacroix considère cet ouvrage comme un chef-d'œuvre et le place au-dessus de 'Manon Lescaut'. (Cohen, col. 878. Lacroix, p. 212-215. Rives Childs, n°XXV-1, p. 282-283). Quelques infimes accrocs de papier. Un mors légèrement frotté. Bel exemplaire, très bien relié en maroquin grenat.
260 pages. Index. List of main sources. Black and white photographic plates. Organizational chart of the German Broadcasting Company (RRG) in 1942 and its links to the Ministry of Propaganda. Organizational chart of the Ministry of Public Enlightenment and Propaganda in 1942. "The first complete account of the gigantic propaganda organization of the Third Reich. Reveals and describes: The inner workings of the Nazi propaganda organization; The network of Party speakers; The German radio's war effort; The Nazi press system; The German stage and screen in 1942; Propaganda for the armed forces; The men in control. Access to unique German documentary material and an intimate knowledge of German wartime broadcasting and of the Nazi press have enabled the authors to paint a full-length picture of Hitler's political warfare machine." - dust jacket. Printed to wartime standard, apparently without a front free endpaper. Unmarked with average wear and soiling to publisher's canary yellow cloth. Average wear and half-inch of loss to decorated orange dust jacket at top of spine. Binding sound. A quality vintage copy of this vital and incisive wartime study. KEHR & LANGMAID 2950. Book
A Cura: Piero Vettori . Edizione: Prima edizione . Pagine: 24+318+2+253+2 . Illustrazioni: Due frontespizi con medesima marca: giglio di Firenze sorretto da due putti alati e un vaso sul quale è marcata una F. La marca tipografica è presente anche al termine delle due opere unite. . Formato: 16° . Rilegatura: Cartonato ottocentesco con dorso in pelle marrone. Titoli e fregi in oro al dorso. Piatti in carta blu muta. . Stato: Buono . Caratteristiche: Interessantissima opera che abbina nella prima parte (318 pg.) il testo completo delle sei commedie (Andria, Heautontimorumenos, Hecyra, Eunuchus, Phormio, Adelfi) alle importanti emendazioni(commenti) ad ognuna di esse presenti nella seconda parte (222 pg.). A livello critico è da notare al termine del volume, la presenza di uno studio sulla versificazione delle commedie latine (28 pg.). Detto studio rimase incompleto per la morte dell'autore. Tutto in lingua latina. Faerno nato a Cremona, fu notaio e letterato; fu revisore di molti autori e testi latini; fu importantissimo filologo.Foto disponibili . Note epoca: MDLXV
250 pages. 10.75 x 8.5". Black boards with yellow lettering upon front. Printed upon glossy stock. Nine one-page colour illustrations. Profusely illustrated with wonderful black and white illustrations and photos of 1930's sample artwork. The twenty-nine chapters include: Poster Layout; Water Color Posters; Velour Posters; Transparent Posters; Pastel Posters; Air Brush Posters; Lithograph Posters; Linoleum Posters; Foreign Posters; Painting in Oil; "Aplakay" Posters; Lettering (fonts); Design; Figure Drawing; Backgrounds; Theatrical Fronts (featuring spectacular photos); Animated Displays; Theatre Decoration; Silk Screen Posters; Pen-and-Ink Work; Color; Animal Drawing; Costumes; Reference Material; Holiday Posters; Posters of the Future; Pencil Sketch Posters; Set-Pieces; and Elementary Poster Art. Author gained several years of sign display experience prior to WWI, following which his career as a poster artist began, ultimately leading him to New York where he organized the Publix Theatres Corporation's art department which provided poster art for approximately 1,600 theatres. In 1932 he opened his own Duke Wellington, Inc. studio and contracted to produce lobby displays for theatres in the metropolitan New York area. - from Introduction. Above-average but not excessive wear. Front free endpaper neatly removed. Front hinge starting. Back hinge half open. Faint remnants of calculations erased from title page. Theatre rubber stamp and bit of writing atop page 11. A worthy copy of this rare and treasured work. Book
Rara terza edizione senza data ma del 1799 della celebre opera lirica di Wolfang Amadeus Mozart (1756-1791) "Così fan tutte o sia la scuola degli amanti" su libretto di Lorenzo Da Ponte. L'opera venne rappresentata per la prima volta il 26 gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna e non suscitò particolare interesse tanto che rimase in scena per sole dieci sere. Il volume mostra l'indicazione "Fl. 10" e può quindi essere considerata una delle primissime edizioni. Partitura incisa per pianoforte e canto. Alcune note manoscritte a matita. Copertina cartonata con antica etichetta al piatto anteriore in discrete condizioni con usure marginali. Legatura in buone condizioni. Pagine in buone condizioni con fioriture. ANNO: 1799 DIMENSIONI: In 4. cm 24x34 PAGINE: pp. 208 CONDIZIONI: Buone condizioni. Scarce third edition not dated but of 1799 of the famous lyric work by Wolfang Amadeus Mozart (1756-1791) "Così fan tutte o sia la scuola degli amanti" on booklet by Lorenzo Da Ponte. The opera was represented for the first time the 26th of january 1790 in the Burgtheater of Wien and did not provoqued a particular interest and was represented for only ten evenings. The volume shows the indication "Fl. 10" and can be thus considered one of the early editions. Engraved score for piano and chant. Some handwritten notes with pencil. Carton cover with antique label in the front plate in fair conditions with worn extremities. Binding in good conditions. Pages in good conditions with foxing. YEAR: 1799 SIZE: In 4. cm 24x34 PAGES: pp. 208 CONDITIONS: Good conditions.
Due volumi di cm. 26,5, pp. viii, 356 (4); (4) 384. Con frontespizi in rosso e 50 tavole fuori testo incise in rame e finemente dipinte raffiguranti le maschere della commedia italiana. Legatura coeva in mezza pelle e percallina verde, dorsi a nervi con titoli e ricchi fregi in oro. Sguardie marmorizzate e tagli colorati. Qualche lievissima fioritura marginale, piccoli segni di scoloritura ai piatti, ma bell'esemplare, genuino ed in ottimo stato di conservazione. Prefazione di George Sand. Uno dei più rari studi sulle maschere italiane, particolarmente ricercato per l'apparato iconografico in colori d'epoca. Cfr. Brunet 1661 e Vicaire VII, 330.
London, printed by T. Baldwin, N. 42, Fleet Street, 1770. (Price one Shilling). In 8vo (cm. 18,2); mezza pelle coeva; sguardie colorate; pp. VIII, 2 nn. a 95, (1). Testo in inglese ed italiano. Con l’elenco degli Interlocutori; Inventore de’ Balli il Signor Galeotti; primo Ballo, Divertimenti dell’armata; Secondo Ballo, Feste di Contado; Elenco dei ballerini principali; Pittore macchinista il Signor Bigari. RARISSIMO. La prima data certa nella sua biografia è il 1753: in quell'anno egli si trova certamente a Londra ove partecipa agli intrighi ed alle discussioni che occupano e dividono gli italiani viventi all'ombra dell'"Opera House" o "King's Theatre". Badini, bene introdotto nell'alta società inglese, amico di John Wilkes, il letterato mondano più in voga nella città, riesce a rafforzare in maniera notevole la propria posizione di poeta ufficiale. Nel 1793 è in polemica, sempre per il posto di librettista, con Lorenzo da Ponte, come sempre, l'occasione dello scontro è fornita dalla pubblicazione d'un libro: Il Tributo del Core, una raccolta di poemi del da Ponte sulla morte di Luigi XVI. Tre mesi dopo la pubblicazione del suddetto libro, nello stesso anno 1793, il B. mette in circolazione una sconcia parodia sotto uno pseudonimo: Il Tributo della coglionatura dell'Abate Vittorio Nemesini, Accademico della Crusca e canonico di San Pietro. Dedicato a l'Autore del Tributo del Core, o sia al merito incredibile, non meno che impareggiabile dell'Abate Lorenzo da Ponte. L'attacco è personale, diretto: s'accusa il da Ponte di voler togliere, addirittura rubare, il posto di librettista dell'Opera a "uno che ha servito il Teatro venticinque anni continui, e che nei parti della sua penna si è distinto non solo tra i Poeti italiani, ma anche fra quelli dell’Inghilterra”. Da Ponte, che teneva al corrente Giacomo Casanova degli sviluppi della polemica, lo informava della situazione in una lettera del 10 maggio: Badini "è il primo birbante ch'esista sulla terra... Son dieci anni che non sorte di casa che le domeniche per i debiti; da che pubblicò la satira si nasconde affatto perché teme ch'io lo bastoni. Tutti mi dicono che potrei chiamarlo in giudizio... io non mi degno. Tutto questo ci fa per discreditarmi: e perché crede che mi possano alfine dar il posto di poeta". Le cose stavano a questo punto, allorché la direzione del King's Theatre passò a William Taylor, il quale confermò il Badini nel suo impiego di "poeta" del teatro. Da Ponte, per conseguenza, si vide costretto a trovare altrove lavoro trasferendosi ad Amsterdam, dove lo raggiunse, il 30 ott. 1793, una lettera del Taylor, il quale gli offriva il posto di librettista dell'Opera e uno stipendio annuo di 120 ghinee. Accettò senza esitazioni l'offerta e, tornato in Inghilterra, riuscì nel 1795 a far rappresentare la Scuola de' Maritati, rifacimento d'un lavoro composto alcuni anni prima. Il successo fu grande, confessò Da Ponte, "ad onta di... una satira sanguinosa del sempre infame Badini, che a suo dire fu pagato per farla". Questa satira è la Breve Notizia dell'Opera Buffa intitolata La Scuola de' Maritati o sia Delle Corna: scritta dal celebre Lorenzo Da Ponte, il quale dopo di essere stato Ebreo, Cristiano, Sacerdote, e Poeta in Italia e in Germania, si trova Secolare, Maritato, e Asino in Londra. Il libello fu pubblicato anonimo e portava falsamente come luogo d'edizione Lisbona. Fu invece stampato a Londra nel 1795. Il Da Ponte, forte dei recenti successi, questa volta volle rispondere all'impudente con alcune Piacevoli noterelle sopra il Turpe Libello intitolato Breve Notizia dell'Opera Buffa che ha per titolo La Scuola de' Maritati, composto dal sedicente Vittorio Nemesini, cioè da Carlo Francesco. Gli incontri e gli scontri tra i due continuarono ancora per qualche anno ("Il Badini... m'insidia sempre l'impiego") finché ai principi del 1800 lo stesso Da Ponte fu sostituito nell'impiego di poeta da un certo Bonaiuti. Francesco Badini fu il primo a tradurre in italiano i Pensieri di Pascal. Axs
in-8, (mm 160x95), pp. 68 (i.e. 66), (1), legatura posteriore cart. rustico. Marca tipogr. sul front., iniziali silogr. istoriate. Prima edizione. Sebbene nel frontespizio sia considerata come lavoro originale del Domenichi si tratta di una traduzione letterale della omonima tragedia latina composta a soli 18 anni da Gregorio Correr, e pubblicata anonima a Venezia nel 1558 da Paolo Manuzio (in Academia Veneta). Il Correr (1409-1464) ricevette un'ottima educazione letteraria alla scuola mantovana di Vittorino da Feltre e insieme ai figli del Marchese di Mantova alla corte dei Gonzaga; fu letterato e seguì la corte pontificia nei suoi vari spostamenti; poco prima di morire fu nominato Patriarca di Venezia. Il Domenichi fu uno dei sommi volgarizzatori ed editori di testi classici per Giolito, lo Scotto ed i Giunti. La tragedia, dedicata a Giannotto Castiglione, è tratta da fonti di Seneca e Ovidio, in versi, senza divisione in atti. Edizione piuttosto rara. Buon esemplare, seppur corto in alto con qualche lieve rifilo.. Allacci 648. Clubb 391..
2 opere in un vol. in-4, leg. coeva p. perg. floscia, tit. ms. al dorso e sul taglio infer. Impresa tipogr. sul tit. ed in fine ad ambedue le opere, fregi ed iniz. silogr.- I) Poetica..., ff. (6), 156, ( invertiti i ff. 9-10 e 11-12). Lunga dedica al conte Girolamo Martinengo. Prima edizione di questo ampio trattato in cui l'autorea afferma la superiorità del poeta sul filosofo, ''poiché ha strumenti più efficaci per instillare le virtù negli animi''. - II) Discorso..., ff. (4), 44. Prima edizione, dedicata a Galeazzo Riario, di quest'opera in cui ribadisce le finalità sociali e politiche dell'arte ed afferma che sono da censurare le tragicommedie pastorali, definite ''composizioni mostruose''; il che innescò un'infinita serie di polemiche con Giambattista Guarini fino 1590, ''repliche lunghe, indiscrete e noiose'' (Gamba). Importante e raro assieme di questi due trattati, che rimangono una tipica espressione della cultura della Controriforma avversa al Teatro. Giason De Nores (Cipro 1530 ca. - Padova 1590), compì gli studi a Padova sotto la guida di S. Speroni, cui è debitore della maggior parte delle riflessioni sul problema delle unità dell'opera d'arte teorizzata dalla ''Poetica'' di Aristotele; scrisse opere geografiche, cosmografiche, politiche e retoriche. Convinto aristotelico, intervenne nel 1587 nella polemica suscitata dal ''Pastor Fido'' del Guarini, producendo svariati scritti di notevole importanza. Ottimo esemplare, fresco e marginoso (ininfluente lavoro di tarlo nel margine infer. bianco dei ff. 95-103).. Gamba 1349: «Edizione quanto rara, altrettanto bella». BMC 470. Adams D-304 e Olschki, Choix XII, 18452 (solo la ''Poetica''; Olschki con data errata 1580)..