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34 volumi in-12, legatura coeva in p. vitello biondo (con piccole, sporadiche mancanze), titolo e fregi in oro al dorso, tagli marmorizzati. Ritratto di Goldoni inciso in rame, in antiporta al primo volume. Rara edizione torinese settecentesca di tutte le commedie goldoniane. Perfetto esemplare.. Spinelli, p.134-142..
in-4, pp. 104, leg. coeva m. pelle, tass. con tit. oro al dorso. Impresa tipogr. inc. al tit., testatina ed iniz. silogr. Con le medesime 6 tavole del teatro ideale incise da Seb. Giampiccoli e ripieg. f.t. Quinta edizione, pubblicata con il nome dell'autore ed il titolo più esteso; mantiene la medesima prefazione del 1773, ma non la dedica all'Algarotti. Fu probabilmente grazie al cambiamento di titolo che il Milizia poté apporre il suo nome all'edizione. Non comune. Buon esempl.. Fowler n. 196. Schlosser-Magnino p. 683..
In-8 p. (mm. 204 x 130), mz. pelle coeva con ang., filetti e tit. oro su tassello al dorso, pp. XII,(4),153, con ritratto di Palladio all’antiporta (inc. in rame da F. Zucchi su disegno di Marioti) e 5 belle tavv. architettoniche f.t. (più volte ripiegate), pure incise in rame. “Con lettere due critiche, l'una del Marchese Giovanni Poleni, pubblico professore nell’Università di Padova, l'altra dell'autore”. Cfr. Fowler,201 - Cicognara,767 - Berlin Kat.,2803 - Lozzi,6416. Una tav. restaur. per strappo, altrimenti esemplare ben conservato.
in-4, numerazione a fogli e pagine: ff. 8, pp. 9-40, ff. 41-49, pp. 50-306, (2), testo in caratt. tondo e corsivo, leg. moderna in pergamena, titolo in oro al dorso. Titolo racchiuso in larga bordura silogr. fig., includente le armi del Card. Serra, cui l'opera è dedicata dallo stampatore, fregi ed iniz. silogr. Pastorale in cinque atti, in versi, una delle migliori imitazioni dell'Aminta di T. Tasso. Ebbe grande successo e numerose edizioni a partire dal 1582. Pregevole edizione, la prima con gli Intermezzi, i quali, sebbene portino il nome del Guarini, sono di Ottavio Magnanini (l'Arsiccio) che sopra ognuno fece delle dichiarazioni dettagliate ed assai stimate. Buon esemplare (lievi aloni d'umido).. Allacci 20-23. Regenstein 447. Clubb 646. Gamba 1541. Salvioli 103: «Bella e pregevole edizione». BMC, XVII sec., 628. Michel-Michel VI, 35..
5 volumes: xxx,350 + 386 + viii,400 + 400 + 416pp., full leather bindings (hinges bit used, few corners bit bumped), 22cm., [vols.1-2: Second edition revised and corrected, vols.3-5: 1st edition], text very clean, good set, former ownership and with ex-libris of "Royal College of Physicians. Coll. Reg. Med. Lond."
3 voll. in-4, pp. VIII, 536; (3), 540-1068 (num. cont.); (8), 786, (2), leg. cart. color. edit. con etichetta ai piatti ant. Con ill. n.t., 4 tavv. a colori raff. costumi e ritratti, una tav. in b/n e altre 5 tavv. di facsimili di autogr. Ediz. orig., molto rara, di opera significativa per la storia del teatro italiano dal Cinquecento in avanti. Manca al cat. Pregliasco 2005. Olschki 11348: "Ouvrage fort importan pour l'histoire du theatre italien". Enciclopedia dello Spettacolo VIII, 735: "Vasta trattazione biografica dei principali attori italiani dal Rinascimento in poi [...] precisa prospettiva critica (che è quella della cultura umanistica italiana di fine Ottocento) pur nella cordialità affettuosa che lo anima, il lavoro costituisce non solo una preziosa fonte di informazioni ma anche, seppur indirettamente, un vivace profilo storico della scena italiana". Minimi dif. alle cerniere, esempl. perfettamente conservato. [S]
2 ouvrages reliés en un volume in-8, plein veau de l'époque, dos à 5 nerfs fleuronné et cloisonné, tranches rouges. 1- Edition originale. La réponse de Rousseau à l'article "Genève" qui venait de paraître dans l'Encyclopédie, dans lequel D'Alembert suggérait des réformes pour la ville de Genève: projet pour une "cité philosophe" de liberté politique et culturelle, notamment par la levée de l'interdiction d'un théâtre permanent. Rousseau résume dans sa critique tout ce qu'il dénonçait déjà comme une illusion: "le théâtre comme école de l'hypocrisie, le bel esprit, la civilité telle qu'on la conçoit à Paris sont inconciliables avec les mœurs de véritables citoyens. Ses thèses sur les spectacles ne sont qu'un aspect de sa réflexion sur la modernité: à quelles conditions la république est-elle possible ? Comment lier adéquatement morale, esthétique et politique" (B. Bachefen, ENS éditions). (Gagnebin, V, 1812. Tchemerzine-Scheler, V, 535). 2- Edition originale et unique de cet ouvrage composé par Paul-Antoine Nolivos de Saint-Cyr, qui rencontra Rousseau à Venise. Membre de la "coterie holbachique", l'auteur était un proche de madame d'Holbach. Devenu "Laval", comédien aux portes de Genève, il mène ici une polémique ardente pour "venger" d'Alembert et Voltaire de la 'Lettre sur les spectacles' de Rousseau. "Apologie de la comédie et des comédiens en réponse à Rousseau. C'est sans contredit le meilleur de tous les ouvrages qui parurent en réplique à cette lettre" (Quérard, 'Supercheries littéraires', 1847, II, n°3889). (Conlon, 'Ouvrages relatifs à J.-J. Rousseau', n°87. Soleinne, 'Bibliothèque dramatique', V, I, n°674). Quelques épidermures. Coiffes restaurées. Mors frottés et fendillés. Intérieur frais.
Edizione originale. CON DEDICA Esemplare numero 144 di una tiratura 1-300 «sur Lafuma», pregiato da dedica autografa dell’autore Le Bret. Mancanza all’angolo di testa della prima carta (rimozione del destinatario della dedica), per il resto in ottime condizioni. Il saggio è impreziosito da dieci xilografie di gusto futurista della Saint-Point: un autoritratto e nove pose “metachoriche”. «Ancora nel 1913, presenta al Théatre des Champs-Elysées la Métachorie, genere di espressione corporale attraverso cui cerca di introdurre nel balletto i principi della rivoluzione estetica avvenuta in pittura. [...] L’idea [...] anticipa i principi enunciati da Marinetti nel suo manifesto sulla danza e ne prefigura gli esiti successivi. Nel 1917, il balletto Métachorie viene eseguito dall’autrice sulla scena del Metropolitan Opera House di New York, dopo aver fatto il giro in Europa» (Diz. Fut., p. 377a). «La complessità di questa danza pantomimica sperimentale è risolta iconograficamente nel 1923 grazie all’ausilio della xilografia: nel libretto di Henri Le Bret “Essai sur Valentine de Saint-Point” esce una suite di nove incisioni raffiguranti i “gestes métachoriques”; i legni sono lavorati direttamente da Saint-Point, che sigla “VSP”, e offrono spunti sicuramente futuristi nel tentativo di registrare insieme movimento e simbologia della danza “ideista”. La figurazione dei volumi del corpo tramite brevi tratti di punta fitti e sottili, usati poi in spirali e volute a rendere movimento ed energia, fa pensare ad alcuni momenti di Marchi e soprattutto a Spartaco di Ciolo: con la differenza, non banale, che qui l’artista inverte il segno negativo-positivo e usa i bianchi per i contorni, alla maniera delle “impressioni sulla lavagna”, come Bot amava chiamarle» (I futuristi e l’incisione, p. 93). Salaris, Pentagramma elettrico, pp. 122-124; Ead., Filippo Tommaso Marinetti (Firenze 1988), p. 121 nn. 154-161; I futuristi e l’incisione (2018), n. 118
Edizione originale. Eccellente esemplare, freschissimo e pulito: condizioni estremamente rara per questo tipo di edizione. Molto raro, il testo non è stato più ristampato, nemmeno nelle «Opere» pubblicate da Bompiani, ma solo parzialmente rifuso in Pirandello e la Sicilia, pubblicato dallo stesso editore nisseno nel 1961. «Una delle prime cose che ho pubblicato — più che un quarto di secolo addietro, in un volumetto che non ho più riletto e neanche visto — è un saggio intitolato “Pirandello e il pirandellismo”. Credo vi siano molte ingenuità e qualche rozzezza; ma trovano compenso in una ricerca, piuttosto accurata, di tutti gli elementi che riguardano i rapporti tra Pirandello e Adriano Tilgher, comprese alcune lettere di Pirandello, fino a quel momento inedite, che Liliana Scalero mi aveva generosamente affidato. Tema della mia ricerca, del mio saggio, erano appunto questi rapporti: dello scrittore col suo critico più lucido e perentorio; dell’uomo Pirandello con l’uomo Tilgher. Rapporti per entrambi alquanto ossessivi e che si potrebbero tout court dire pirandelliani» (Sciascia, Nero su nero, Torino 1978, p. 240). -- «Edito nel 1953, “Pirandello e il pirandellismo” vince il “Premio Pirandello” della Regione siciliana (ma nonostante questo riconoscimento, finché l'autore visse il libro non fu più ripubblicato in Italia, né egli volle che venisse inserito da Bompiani nei primi due volumi delle sue Opere complete). Sono pagine stringate e pregnanti, in virtù di quella brevitas che costituisce, nella sua pratica di scrittura, e come dimostrano quasi tutti i suoi libri, un imperativo kantiano [...]» (Monforte, I teatri di Leonardo Sciascia, p. 33).
in-4, pp. (20, compr. tit. inc.), 254, (18), leg. m. perg. ed angoli, titolo in oro su tassello al dorso. Magnifico frontesp. fig. inc. in rame con trofei di armi, bandiere ed in alto stemma del cav. Cosimo di Castiglione, cui l'opera è dedicata. Prima edizione di questa commedia in cinque atti, in prosa, e prologo in versi. La scena ''è l'uccellatoio nel contado di Firenze''. Il testo è preceduto da un dialogo introduttivo ed accompagnato, scena per scena, da lunghe e dettagliate annotazioni, anch'esse dell'autore. Bella ed accurata veste editoriale, di grande formato, eccezionale per il XVII secolo, in quanto tutti i testi teatrali, per essere pratici e maneggevoli durante la rappresentazione, venivano stampati in formato tascabile. L'autore era fiorentino, vissuto a cavallo dei secoli XVI-XVII. Buon esemplare, puro e genuino.. Allacci 802. Clubb 794. Regenstein 568. BMC, XVII sec., 856. Michel-Michel VII, 135. Cat. Vinciana 3997..
Edizione originale. Esemplare 238 di 299 numerati, molto ben conservato (dorso lievemente scolorito, carte leggermente brunite, come usuale). Raro così. Rarissima prima prova letteraria di Giovanni Testori, censita solo in una manciata di piccole biblioteche italiane: manca alle biblioteche nazionali e al catalogo internazionale OCLC. Gli esordi del celebre scrittore e drammaturgo milanese furono indissolubilmente legati alla sorprendente attività editoriale che si andò sviluppando, nei primi anni della seconda guerra mondiale, presso il GUF di Forlì, dove Walter Ronchi aveva preso le redini dell’editrice «Pattuglia». L’attività dell’editrice nacque precisamente attorno a due filoni: quello artistico, che aveva come referente unico il diciottenne Testori, e quello teatrale, diretto invece da Paolo Grassi,-- «C’era a Forlì, ai tempi del fascismo, una rivista che si chiamava “Pattuglia”, chiusa d’autorità. Una rivista di cultura che faceva la fronda. Ricordo che facemmo anche alcune edizioni, nelle quali uscirono, fra l’altro, due piccole baggianate mie […] due cose di teatro che si intitolano ‘La morte’ — guarda un po’ — e ‘Un quadro’. Su questa rivista uscirono poi dei miei disegni, dei miei sgorbi; e i primi tentativi di critica d’arte» —Gianni Testori (cit. in La morte-un quadro, Milano 2003, p. 13) Sebastiani, Libri e riviste, p. 149; ed. Milano 2003, cur. Frasnedi & Tassani, passim
in-12, (162x88 mm), pp. 418, (2), legatura in pergamena coeva, tit. ms. al dorso e sul piatto super. Bel frontespizio inciso con Apollo che regge la lira entro la quale è iscritto il nome dell'A., fregi silogr., impresa tipogr. in fine. Prima edizione. L'Apollo è una raccolta di poesie in metri vari, mentre le tre composizioni seguenti sono più che altro componimenti destinati a rappresentazioni encomiastiche e di corte e predisposti per una successiva ''messa in musica''. Ottavio Tronsarelli, esponente di alcune Accademie romane, fra cui quella degli Ordinati e degli Umoristi, fu autore di veri e propri drammi musicali, fra cui ''Le catene di Adone'', tratto dal Marino, e di una raccolta di componimenti latini in versi, pubblicata nel 1639. ''L'isola della felicità'' è dedicata al card. Maurizio di Savoia, ''Il giuoco degli affetti'' al Duca Vittorio di Savoia e ''La Corte'' alla ''Invittissima città di Roma''. Buon esemplare (malgrado brunitura della carta e due timbri di collezioni nel margine dei due primi fogli).. Manca al Cat. Vinciana. Michel-Michel VIII, 77. BMC, XVII sec. 921..
in-4, pp. CXXIV, leg. cartonato rustico coevo. Varie belle incisioni: vignetta al titolo, elaborata testata col ritratto di Benedetto XIV cui l'opera è dedicata; 6 testate a mezza pagina, una dello Zucchi, con ritratti di pontefici ed imperatori, 4 finalini, alcune iniziali istoriate ed un gran numero di fregi tipografici, singolarmente incise in rame. Prima edizione. In questa tragedia. Il Varano riuscì ad affiancare ai suoi intendimenti religiosi un efficace nucleo drammatico, che ne fa la sua opera più stimata. Bell'esempl. a margini pieni.. Morazzoni p. 259..
Milano, dall’I. R. Stabilimento Nazionale privilegiato di Tito di Gio. Ricordi, Cont. degli Omeoni, n. 1720 e sotto il portico a fianco dell’I.R. Teatro alla Scala, 24281. (1853 anno della prima rappresentazione). In 16mo (cm. 16,8); copertina originale di lusso in stile romantico con decorazioni in rilievo in oro; pp. 40. Nella collezione di libretti rari di “Thomas Fisher - Toronto”. Dai nomi degli attori si evince che il libretto è stato utilizzato per la rappresentazione del 26 XII 1853 a Modena, Teatro Comunale. Axs
- A. Nepveu, Paris 1827, Grd. in-8 (16x24,5cm), 378pp. ; 152pp., relié. - Nouvelle édition, illustrée d'un portrait sur chine appliqué par Gérard et de 10 figures sur chine appliqué par Desenne (une par Girodet) ainsi que de 2 planches de musique de Grétry, le tout sur papier fort. Les illustrations reprennent celle de l'édition en 4 volumes donnée par Nepveu en 1826. Reliure en plein veau glacé rouge "A la cathédrale" signée en queue Thouvenin. Dos orné de divers fers à froid monastiques et de filets dorés. Grande plaque à la cathédrale sur les plats, larges fers dorés dans les angles, succession de filets dorés d'encadrement. Frise intérieure. Tranches dorées. Quelques rousseurs, notamment en page de titre. Quelques feuillets brunis. Légères traces de frottement. Très bel exemplaire dans une riche reliure à la cathédrale signée du maître dans le genre : Thouvenin. Cette édition est plus complète que celles parues plus tôt. Elle contient la correspondance de l'auteur. Le principal intérêt aujourd'hui de Ducis est son imitation des pièces de Shakespeare : Roméo et Juliette, Macbeth, Othello, Le roi Lear, toutes écrites en vers suivis ; et de Oedipe à Admette d'après Sophocle et Euripide. Pourtant adaptés au goût français, les pièces firent grand bruit et la plupart eurent un profond succès qui valurent à Ducis une grande notoriété. Ces pièces retracent la difficile acceptation par le public français du théâtre shakespearien. [ENGLISH DESCRIPTION ON DEMAND]
Dieci volumi di cm. 20,5, pp. 4.500 circa complessive. Completo dei 5 bei ritratti incisi in rame di G. Trissino, Lod. Martelli, S. Speroni del Giraldi e del Buonarroti il giovine. Bella ed elegante leg. del tempo in mezza pelle con piccole punte, dorso a piccoli nervi con fregi e titoli in oro ai comparti. Legatura firmata Boersch. Sguardie e piatti marmorizzati. Bell'esemplare a carte candide. Stimata raccolta, rara a trovarsi completa ed in così decorativa legatura. Cfr. Gamba 2744.
Quarantesei volumi legati in 23, pp. 10.000 ca. complessive. Con antiporta figurata ed una tavola all'inizio di ciascuna commedia. Il tutto finemente inciso in rame. Legatura coeva in mezza pelle verde, dorsi lisci con Filetti, fregi e titoli in oro. Pochi segni d'uso, esemplare genuino e ben conservato.
Otto volumi di cm. 25, pp. 2.500 ca. complessive. Frontespizi in rosso e nero. Ritratto di Molière all'antiporta e 31 belle tavole fuori testo incise all'acquaforte (ciascuna protetta da velina). Elegante legatura coeva in mezza pergamena con punte, dorsi lisci con ricchi fregi in oro e titoli su doppio tassello. Taglio di testa colorato. Esemplare marginoso, fresco ed in perfetto stato si conservazione. Ottima e stimata edizione stampata in una tiratura limitata a 750 esemplari su carta vergata. Cfr. Vicaire V, 933-34.
Paris, Jean Boudot, 1704. 4to. Without wrappers. Extracted from ""Mémoires de l'Academie des Sciences. Année 1702"". Pp. 308-328 a. 2 large folded engraved plates. A few small brownspots. Wide-margined.
Rome, Pauli Monetæ, 1677. 8vo. In contemporary full vellum with title in contemporary hand to spine. Light wear to extremities and hindges a bit weak.Small stamp to title-page and previous owner's names to upper part of title-page. Vague waterstain to lower outer corner of last leaves. A good copy. (14), 235, (5), 63, (3) pp. + three plates and frontiespiece.
(Ca. 1885-88). 14,6 x 10,5 cm. Mounted on cardboard measuring 16,7 x 10,9 cm., from Elliott & Fry Photographers in Beker Street, London. Grieg is photographed in 1/3 profile, looking to his right.
In-folio, 180p. Edition de luxe au tirage limité à 370 exemplaires numérotés. Celui-ci un des 195 exemplaires sur Chiffon Mandeures. Illustré de 12 compositions à la gouache réalisées par Georges Braque, comprenant 9 hors-texte, 2 doubles planches et un cul-de-lampe. Ces planches ont été mises en couleurs à la main par l'atelier d'art L'Ibis. Exemplaire à l'état de neuf.
8 volumi su 9 che dovrebbero comporre l'opera completa, marche tipografiche, frontalini e capilettera incisi; 17 cm. Leg. in pelle, tit. e fregi in oro ai dorsi, tagli rossi. Qualche abrasione alle copertine e qualche fioritura all'interno dei volumi, ma buoni. Manca il volume 4
In 8, pp. 140 con 9 tavv. f. t. inc. all'acquaf. da M. Carboni di cui 6 ritr. 2 figure allegoriche e 1 veduta di palazzo Pitti. Molti finalini xil. n. Fresco esemplare in barbe. M. pl. ottocenteca con alcuni restauri al d. Manca l'occhietto. Rara edizione originale di questa rapppresentazione teatrale, la prima pubblicata dal Catani, cui segui' una seconda nel 1778, la Bianca Capello. Entyrambe vennero stroncate dall'ambito culturale fiorentino, tacciandole di eccessiva macchinosita' e scarsa inventiva da parte dell'autore. Queste due opere avrebbero dovuto inserirsi in un ciclo di sette tragiche feste teatrali, non vere e proprie tragedie ma una sorta di pieces macchinose, inframezzate di balli, ditirambi e cantate. Miglior fortuna il Catani ebbe con le imprese giornalistiche. Fondo' infatti, con il Ristori, il Giornale Fiorentino, foglio di carattere illuministico cui collaboro' Giovanni Ristori, e il Gionale enciclopedico. Timpanaro Morelli in: Diz. Biogr. ital. Melzi, II, p. 415.
Edizione originale. Esemplare stampato in inchiostro sanguigna (ne esiste anche una variante stampata in blu), con stampigliato di traverso al margine destro: «cinematofuturista», e al retro, in taglio basso: «cinematofuturista | torino | città | FUTURISTA». In ottime condizioni di conservazione, quasi interamente integro. Poster réclame di grande impatto visivo per l’evento del primo film ufficiale del movimento futurista: «Si tratta senza dubbio del reperto di cinema futurista più iconico e impressionante dal punto di vista grafico: un poster di cm 64 x 44 a stampa cubitale solo recto, con grafica di grande impatto e modernità. Il poster è noto in due tirature pressoché identiche ma una stampata interamente in vivace inchiostro sanguigna, l’altra in inchiostro blu elettrico» (Coronelli). -- Elementi stilistici e contenutistici hanno portato recentemente a metter in dubbio la datazione al 1916, usualmente attestata nei cataloghi antiquari e nel repertorio dedicato da Paolo Tonini ai «Manifesti del futurismo italiano», oppure la versione leggermente diversa attestata da Giovanni Lista nel suo libro sul «Cinema futurista» del 2010 («manifesto per una tournée del film “Vita futurista” progettata all’inizio del 1917»): «Le caratteristiche tecniche del reperto ben si combinano con una collocazione primonovecentesca: carta satinata — molto usata, quindi completamente caduta in disuso nel corso del secondo Novecento — e stampa tipografica a caratteri di legno. L’aspetto grafico porterebbe a escludere gli anni Dieci, collocando piuttosto il documento nella decade intermedia 1925- 1935 – senza scartare aprioristicamente l’eventualità che il poster possa essere ricondotto a un progetto-revival del dopoguerra» (Coronelli). -- «“Vita futurista”, lungo 900 metri, con la partecipazione di Marinetti, Corra, Settimelli, Chiti, Balla, Nerino, Nannetti, Venna, Spina. [...] il film conteneva diverse trovate dell’arte d’avanguardia: una sequenza di “cinema diretto”, l’ingrandimento e il distanziamento degli oggetti, alcune immagini astratte di ombre e linee in movimento, il ricorso agli specchi deformanti, ecc. [...] per il loro film, i futuristi adottarono il modello della scena del varietà, con i suoi numeri ritmicamente concatenati nella più assoluta eterogeneità di forma e contenuto. [...] si trattava della stessa scelta che alimentava la rivoluzione teatrale futurista con le “sintesi”, le “sorprese” e le improvvisazioni sceniche. [...] in modo generale, il film rifletteva così il connubio dei futuristi con il mondo del teatro di varietà (Petrolini, Spadaro) e del cinema comico popolare (Polidor, Ridolini) […]» (Diz. Fut., p. 272a-b). Tonini, I manifesti del futurismo italiano, n. 103.2; Lista, Il Cinema futurista (2010), illustrazione dopo p. 64; Coronelli, Reperti cartacei del cinema futurista sul mercato antiquario: il poster “Primo film futurista” (Convegno internazionale nei cento anni del Manifesto della cinematografia futurista, Bologna 2015: 157-167)