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1925451DBLeipzig, Insel-Verlag, 1925-27. Folio (37 x 27 cm). 844 S., mit 137 ganzseitigen farbigen Miniaturen. Weißer Orig.-Schweinslederband mit Deckel- u. Rückenprägung. + Wichtig: Für unsere Kunden in der EU erfolgt der Versand alle 14 Tage verzollt ab Deutschland / Postbank-Konto in Deutschland vorhanden +, 451DB|451DB_2 [2 Warenabbildungen]
193388694Jules Meynial | Paris 1933 | 28.3 x 38.5 cm | Broché
229364Paris, Delloye, Tresse [Imprimerie de Mme Vve Dondey-Dupré], 1840 in-8, [4] ff. n. ch. (faux-titre & titre, avis, dédicace), 247 pp., demi-chagrin vert, dos lisse cloisonné et orné en long, tête dorée, couverture conservée (Pagnant). Dos passé.
In-16 gr. (mm. 185x130), 47 volumi di cui 3 di “Memorie”, cartoncino edit. (44 dorsi anticamente rifatti, i 3 delle “Memorie” con picc. manc.). Ciascun volume è di ca. 400 pp.; tutti i frontespizi sono arricchiti da suggestive vignette e l'opera è illustrata nel t. da ca. 400 bellissime vignette di P.A. Novelli, inc. in rame da Zuliani, Dell'Acqua, Alessandri, De Pian, Zatta, Bonato, Daniotto, Scattaglia. Manca il ritratto del Goldoni inciso da Pitteri, da disegno del Piazzetta. Questa pregevole edizione di opere teatrali edite ed inedite, è suddivisa in quattro classi: “Commedie in prosa” (10 volumi) - “Commedie buffe in prosa” (12 volumi) - “Commedie e tragedie in versi” (12 volumi) - “Drammi giocosi” (10 volumi). I 3 volumi che contengono le “"Memorie" scritte da lui medesimo”, portano la data 1788 e contengono un ritratto dell’A. inc. in rame da Daniotto. Precisiamo inoltre che nel vol. XXVII le ultime pagg., 65-80, relative agli atti IV e V della commedia “Le Morbidose”, non sono state editorialmente inserite. Nel ns. esemplare solo un volume con alone al marg. bianco super., altrim. è tutto ben conservato. Cfr. Morazzoni, p. 234 e 143-44: "Contemporaneamente al "Parnaso Italiano" lo Zatta lancia le commedie di Carlo Goldoni e la nuova edizione può considerarsi frutto prelibato della sua probità editoriale. Goldoni non chiede 'decorazioni preziose' e lo Zatta ha trovato 'rami allusivi' che nella loro casalinga semplicità devono esser riusciti graditissimi anche all'autore che vedeva le sue ormai divulgatissime commedie commentate, nel modo più chiaro ed esatto, da minuscole vignette poste a capo di ogni atto. Lo Zatta è ricorso a Pietro Antonio Novelli per l'invenzione, tradotta con diligente cura da uno stuolo di incisori. La doviziosa serie dei piccoli rametti ci interessano infinitamente proprio come rievocazione della vita vissuta dalla modesta borghesia veneziana. Come interpretazione dello spirito goldoniano crediamo che l'edizione zattiana sia più vicina allo spirito di Goldoni di quella del Pasquali, le cui tavole elegantissime non starebbero male in un volume di Marivaud. Una particolare considerazione in questa edizione merita il primo volume delle "Memorie", per il gioviale ritratto del commediografo, che ci si presenta paternamente sorridente: questo, dopo i due famosi ritratti del Pitteri, è senza alcun dubbio uno dei più espressivi del Goldoni, e riteniamo pure ch'esso abbia anche il pregio della somiglianza, perchè certamente il Damiotto l'avrà inciso dopo l'approvazione del grande commediografo".
17269Venise, Hieronymus Scotum (Girolamo Scotto), 1545. In-folio, [14]- 154-117-[4] ff., veau marbré brun postérieur, triple filet doré en encadrement sur les plats, les initiales P.S. dans les coins, les armes du collège Plessis-Sorbonne dorées au centre, dos à nerfs orné de caissons et des initiales P. S dorés, pièce de titre fauve, tranches dorées sur marbrures (2 mors fendus, coiffes arasés, petits manques et épidermures, renforcement du titre, importantes mais pâles mouillures, quelques rousseurs et taches, trous de ver, manque en tête du deuxième f.).
1813LRB797Ménard et Raymond - Lebel Paris 1813 Collection : Répertoire général du théâtre français — Reliure : Plein veau marbré d'époque, dos lisse orné de fers dorés, pièces de titre vert foncé, filets et petits fers, tranches lisses. — Format : In-12 (env. 18 x 11 cm) — Langue : Français — État : Bon état. Frottements et marques d'épidermure sur les plats, coins émoussés, coiffes usées, petites fentes superficielles aux mors sans gravité, intérieur avec rousseurs et brunissures éparses, papier sain et solide
in-4, pp. 15, (1); 20; 27, (1); 28, carattere tondo. Bella legatura coeva in raffinata carta goffrata azzurra con ricchi ramages floreali in oro. Completo di antiporta e 4 tavole fuori testo, realizzate da Martini (P.A. Martini Parmensis inv.) incise da Baquoy, Helman e dal Martini stesso; vignetta al titolo, 4 testatine e 3 culs-de-lamp, il tutto inciso in rame. Raccolta di quatto operette teatrali (Feste di Apollo, Bauci e Filemonte, Aristeo, Orfeo) assemblate e riadattate su testo di Carlo Innocenzo Frugoni da Gluck per celebrare le nozze parmensi del 1769 del duca Ferdinando con la figlia di Maria Teresa d'Austria. Il prologo, "Le Feste di Apollo" fu composto per l'occasione mentre l'atto dell'Orfeo venne eseguito senza intervalli e con la parte del protagonista riscritta per un soprano castrato, Giuseppe Millico. L'aria "Che farò senza Euridice"è la più celebre di Christoph Willibald Gluck (1714 –1787) compositore tedesco, attivo soprattutto come operista, primo grande rappresentante del classicismo. Bell' esemplare di ricercato libro di feste, tra le prime produzioni tipografiche di Bodoni.. Ruggeri 860. Catalogo Museo Bodoni 5. Brooks 8..
1969168709N.p.: N.p. 1969. Archive of 29 original photographs from The Living Theatre performances dating between 1959 and 1969 including 27 borderless photographs and eight double weight photographs. <br /> <br /> Four photographs with Gianfranco Mantegna photographer stamps on the versos six photographs with Horace Dimayo photographer stamps on the versos two with "L'Express/Manuel Bidermanas" photographer stamps on the versos and one with a "Photo Pic" stamp on the verso.<br /> <br /> The archive includes:<br /> <br /> One borderless photograph from the January 13 1959 premiere performance of William Carlos Williams' "Many Loves" on The Living Theatre Playhouse's opening night.<br /> <br /> Three borderless photographs of the June 29 1966 performance of "Mysteries and Smaller Pieces" 1964 at the Odéon-Théâtre de l'Europe in Paris.<br /> <br /> Three borderless photographs from the September - October 1966 performances of Jean Genet's "The Maids" 1947 at the Berliner Festwochen including two double weight.<br /> <br /> Seven borderless photographs from the July 1968 performance of Bertolt Brecht's "Antigone" 1948 performed at the Avignon XXII Festival at the Cloître des Célestins.<br /> <br /> Two double weight borderless photographs of Julian Beck and Judith Malina being interviewed in 1968 at the Avignon XXII Festival at the Cloître des Carmes.<br /> <br /> Six borderless photographs from the October 1969 performance of "Mysteries and Smaller Pieces" 1964 at the Circo Medini in Milan.<br /> <br /> Two photographs from the October 1969 performance of "Paradise Now" 1968 at Teatro Alfieri in Turin.<br /> <br /> One borderless photograph of Julian Beck from Bernardo Bertolucci's segment "Agonia" from the 1969 compilation film "Love And Anger."<br /> <br /> Lastly four borderless photographs we have been unable to definitively identify including a photograph of a stage set a photograph of a performance of three actors a photograph of Jean-Jeacques Lebel and a photograph of a woman in profile possibly Living Theatre actress Mary Mary. The latter two photographs are likely from the 1968 Avignon performance of "Paradise Now."<br /> <br /> Founded in 1947 in New York by Julian Beck and Judith Malina The Living Theatre is the oldest active experimental theater group in the United States. In the fifties and sixties the company became an epicenter for revolutionary culture performing both original and repertory works. The company produced often radical stage productions and adaptations of works by artists and writers such as Bertold Brecht Gertrude Stein Jean Cocteau William Carlos Williams T.S. Eliot Pablo Picasso Luigi Pirandello and Federico García Lorca among others and laid the foundation for New York's robust underground art scene in the ensuing decades. <br /> <br /> The Living Theatre and its founders were the subject of the 1983 documentary "Signals Through the Flames" directed by Sheldon Rochlin.<br /> <br /> Photographs generally 7 x 5 inches to 12 x 8 inches. Near Fine overall five with light toning. All housed in a 9.75 x 12.17 inch Near Fine black folder with a "The Living Theatre" sticker on the front board. N.p. unknown
187646191876-1880. 175 numéros de 8 pages chacun, avec un portrait photographique monté sur la première page de chaque numéro, relié en demi maroquin vert, dos à nerfs, étiquettes de titre et tomaison en maroquin rouge, tête dorée.
7 opere in un volume, in-8 (152x 104mm), pp. 86, (2); seguono la prima opera "Cherebizzi. Supplemento..." ff. 75, (1), 2 b; "Cherebizzi. Il rimanente...". In Vinegia, per Domenico de' Farri, 1559, ff. 55, (1b); "Le Bizzarrie faconde et ingeniose rime pescatorie..." In Vinegia, Iseppo Foresto, 1557, pp. 104; Le giocose et moderne et facetissime egloghe pastorali. In Vinegia, I. Foresto, 1558, pp. 119, (1); "La Fiorina ". In Vinegia, Stefano di Alessi, 1557, pp. 29, (1), 2 b; "Il travaglia comedia". In Vinegia, S.Alessi, 1557; ff. 92 (errori di numerazione). Attraente legatura coeva in pergamena rigida, dorso a nervi con piccoli restauri. Le tre parti dei Cherebizzi presentano ai titoli la marca tipografica della Carità (donna con bambino in braccio e altri tre intorno). altre quella del Pellegrino in cammino con il bordone in spalla oppure un cavallo passante con paesaggio sullo sfondo. Il Calmo (1510/11-1571) fu attore e commediografo presumibilmente appartenne alla piccola borghesia veneziana, tra i suoi amici figurano A.F. Doni, Pietro Aretino e il Tintoretto. E' qui assai ampia la raccolta di cheribizzi e fantasie, indirizzati in forma di lettere da presunti pescatori (onde l'equivoco delle origini del C. da un tale ceto) a destinatari illustri o fittizi e a cortigiane. Animati da figure popolari e burlesche, ricordano alcune opere del Ruzzante e del Parabosco e hanno vari passsaggi in dialetto veneto. Sull'uso almeno in parte teatrale delle Lettere calmiane non sussistono dubbi, esse vengono spesso ricordate in documenti concermenti il teatro dell'arte come opera di repertorio, alla quale i comici attingevano monologhi, concetti e battute.. Fra le più complete raccolte di opere di Andrea Calmo, il volume contiene infatti ben sette edizioni. Esemplare genuino, occasionali fioriture e bruniture, aloni di umidità a inizio e fine volume.. Rasi, I comici italiani, Firenze 1897, I pp. 549-553. Sanesi, La commedia, Milano, 1911, I pp. 422-426. .
18740030661874 Paris, Charpentier, 1874. Grand in-8 (163 X 253 mm) demi-maroquin rouge à coins, dos cinq nerfs, titre doré, date en queue, tête dorée, non rogné (FOCK fils) ; (3) ff. de faux-titre, titre et dédicace imprimée, 296 pages. Rares pointes de rousseurs dans le texte, petites taches sombres à la reliure.
193320041933 Edité sous la direction de Jacques de Brunhoff, chez Jules Meynial, Paris , 1933. Grand in-4 broché, 95 pages. 48 iillustrations en noir dans le texte, 32 planches doubles hors-texte, tirées par l'imprimerie Coulouma en héliogravure bistre et noir de Iacovleff, le texte d'Elisséeff (éminent orientaliste)
Esemplare molto bello, freschissimo e a pieni margini. Edizione di superba bellezza, un vero capolavoro dell’arte tipografica. Cfr Morazzoni, »Il libro illustrato veneziano del Settecento», 243: «ad ogni atto tavola circondata da fregio architettonico-scenografico: altra vignetta scenografica serve da testata al testo». 7 voll.
171944635A Paris, chez Pierre Ribou, Pierre Huet, Jean Mazuel, Antoine-Urbain Coustelier, 1719. In-8 de (8)-131 pp.12 pièces en un volume in-8, veau granité, dos orné, tranches rouges (reliure de l'époque).
168741512Paris , Claude Barbin, 1687. 2 vol. in-12 de (12)-372 pp. et (16)-434-(3) pp., maroquin rouge, triple filet doré d'encadrement sur les plats, motif central losangé doré aux petits fers avec devise, dos fleuronnés dorés à nerfs, dentelle intérieure dorée, tranches dorées (Capé).
- s.n. 1943, 29x22,8 cm, une photographie. - Large photographic portrait of Jean Cocteau inscribed by Cocteau to Willy Michel 1943 | 29 x 22.8 cm | one photograph Extremely rare photographic portrait of Jean Cocteau, in contemporary silver print, produced during the shooting of Serge de Pologny's film Le Baron fantôme for which he wrote the dialogues. Beautiful, signed autograph inscription, in the upper margin of the photo, to which Cocteau has added his famous little star: "à mon cher willy Michel. Souvenir très amical de nos complicités cinématographiques. Le Baron fantôme, Jean Cocteau. 1943" "To my dear Willy Michel. Very fond memory of our film-making complicity. Le Baron fantôme, Jean Cocteau. 1943" Some tiny lacks in the left margin of the photograph. Magnificent large photographic portrait offered to the photographer Willy Michel, who installed the first photo booth in France in his studio and became famous for his "selfies" with all the artists, actors and writers of his time. With this superb, highly expressive, photograph in costume, Cocteau offers this bibliophile, patron of artists and accustomed to cinema sets, an item of choice for his famous collection of portraits and artists' signatures. A wonderful highly expressive portrait of which we have not found any other copy in international public collections. [FRENCH VERSION FOLLOWS] Rarissime et large portrait photographique de Jean Cocteau, en tirage argentique d'époque, réalisé durant le tournage du film de Serge de Pologny Le Baron fantôme dont il a écrit les dialogues et interpreté le personnage du baron "fantome" Julius Carol. Bel envoi autographe signé, en marge haute du cliché, auquel Cocteau a adjoint sa célèbre petite étoile : "A mon cher Willy Michel. Souvenir très amical de nos complicités cinématographiques. Le Baron fantôme, Jean Cocteau. 1943" Quelques très infimes manques en marge gauche de la photographie. Magnifique grand portrait photographique offert au photographe Willy Michel, qui installa dans son atelier le premier photomaton de France et devint célèbre pour ses "selfies" avec tous les artistes, comédiens et écrivains de son temps. Avec cette superbe photographie en costume d'une grande expressivité, Cocteau offre à ce bibliophile, mécène des artistes et habitué des plateaux de cinéma une pièce de choix pour sa célèbre collection de portraits et de signatures d'artistes. Nous n'avons pu trouver aucun autre exemplaire dans les collections publiques internationales.
In-8 p. (mm. 202x126), 70 volumi, p. pelle bazana coeva (alcuni volumi con lievi abrasioni e 1 volume con dorso restaurato), elegante conice dorata ai piatti, decoraz. floreale e titolo oro su due tasselli al dorso, con 1 ritratto dell’A. e 14 tavole scientifiche relative alla "Philosophie de Newton", fuori testo ed inc. in rame. Questa ediz. è così suddivisa: "Théatre (9 volumi) - La Henriade - La Pucelle - Poèmes - Epitres - Contes en vers - Lettres en vers et en prose - Essai sur les moeurs et l'esprit des nations (4 volumi) - Le siècle de Louis XIV (2 volumi) - Précis du siècle de Louis XV - Histoire de Charles XII - Histoire de l’Empire de Russie sous Pierre le Grand - Annales de l'Empire - Histoire du Parlement de Paris - Mélanges historiques (2 volumi) - Politique et législation (2 volumi) - Philosophie de Newton - Philosophie générale (4 volumi) - Dialogues - Dictionnaire philosophique (7 volumi) - Romans (2 volumi) - Facéties - Mélanges littéraires (3 volumi) - Commentaires sur Corneille (2 volumi) - Correspondence du Roi de Prusse (3 volumi) - Correspondence de l'Impératrice de Russie - Correspondence générale (13 volumi) - Correspondence de D'Alembert (2 volumi)". <br> Cfr. Graesse,VII,390: “Réimpression de l’édition de Kehl, 1784-89 (due à Beaumarchais), la plus complète et la mieux ordonnée qui eut paru jusqu’alors des oeuvres de Voltaire: on y a donné pour la première fois la volumineuse correspondance de l’auteur, ainsi que plusieurs pièces et autres morceaux curieux de théatre qui étaient restés inédits.. La réimpression de Basle contient une soixantaine de lettres en plus..” - Brunet,V,1355. Il volume dedicato alla biografia di Voltaire (il 71°) manca, come sovente, al ns. esemplare. Il primo volume con fori di tarlo marginale; con ingialliture o uniformi arrossature più o meno lievi intercalate nel testo ma complessivamente un buon esemplare.
- Paris 21 janvier 1946, 21x27cm, 1 page 1/2 sur un feuillet. - Précoce lettre autographe signée du jeune premier Yves Montand adressée à Marcel Duhamel à propos du film Les Portes de la nuit de Marcel Carné. Une page et demie rédigée à l'encre bleue sur un feuillet ligné. Pliure inhérente à l'envoi et deux perforations en marge gauche sans manque de texte. Jamais publiée, cette lettre a été lue sur France Culture dans l'émission «?La Boîte à lettres?» en novembre 2014. Dandy aux multiples casquettes, Marcel Duhamel fut directeur d'hôtel, éditeur et créateur de la Série noire chez Gallimard, traducteur notamment d'Hemingway et de Steinbeck et amant de... Simone Signoret. Grand amateur de jazz, il fut également l'un des piliers des caves germanopratines et eut même droit à son occurrence dans le célèbre Manuel de Saint-Germain des Prés dans lequel Boris Vian écrivit à son sujet?: «?Duhamel [...] a eu une vie fort variée dont le récit nous entraînerait en dehors des limites de ce volume?; mais, à tous les moments de son existence, il a conservé une dignité dans l'allure très caractéristique, et on ne m'ôtera jamais l'idée que Marcel Duhamel est un enfant naturel de feu le roi George V d'Angleterre?» Très belle lettre, évoquant Jean Gabin, Marlène Dietrich et Jacques Prévert, écrite au lendemain des essais d'Yves Montand pour le film Les Portes de la nuit de Marcel Carné, deuxième film dans lequel joua le jeune premier. Après l'immense triomphe des Enfants du Paradis l'année précédente, le duo Carné-Prévert se reforma en 1946 pour la réalisation des Portes de la nuit et le choix du rôle principal se porta rapidement sur Jean Gabin qui avait déjà travaillé avec eux sur Le Quai des Brumes et Le Jour se lève. Avec Marlène Dietrich, ils étaient supposés incarner les rôles principaux mais abandonnèrent finalement le projet à la dernière minute, l'Ange bleu ne souhaitant pas interpréter le rôle de la fille d'un collaborateur. Les réalisateurs furent donc contraints de trouver de nouvelles têtes d'affiche et Édith Piaf, quelques mois après leur séparation, recommanda Yves Montand à Jean Carné. Il semblerait pourtant que Marcel Duhamel ait également appuyé la candidature du jeune homme?: «?Je veux te dire combien j'ai été toucher [sic] l'orsque [sic] j'ai appris la façon avec la quelle [sic] tu m'as défendu et mis en valeur aux yeux de Carné. Je n'ai jamais été très fort pour composer, ou tourner de belle [sic] phrases - je ne trouve qu'au fond de mon cur qu'un grand merçi [sic].?» Yves Montand, vingt-six ans à l'époque, connaissait déjà un grand succès au Théâtre de l'Étoile où il faisait la première partie de la Môme, mais n'avait à son actif qu'un seul film tourné la même année, Étoile sans lumière de Marcel Blistène. Cette belle lettre témoigne de l'enthousiasme et de la candeur du jeune Yves Montand, subjugué par l'univers du septième art et très honoré d'interpréter un rôle destiné à une étoile du cinéma?: «?Carné m'avais [sic] proposé tout simplement le rôle de Jean Gabin - oui mon vieux, j'ai fait des essais jeudi 17 janvier, 14 numéros exactement - des scènes de violence et d'homme. Nous avons vu la projection, le samedi matin, crois mon cher Marcel, que je n'exagère pas en te disant que c'était vraiment extraordinaire [...] tu pourras d'ailleurs demandé [sic] à Jacques Prévert et à Carné lui-même...?» Marcel Duhamel fit la connaissance de Prévert à Istanbul au service militaire et les deux compères ne se quittèrent dès lors plus. Prévert semble avoir été totalement conquis par le jeu de Montand?: «?Je passe sous silence les compliments à n'en plus finir de Prévert.?» Carné, quant à lui, paraît hésitant?: «?Tu me connais, j'ai demandé à Carné samedi si oui ou non je faisais le film [...] Il m'a répondu "mon cher Montand, je ne sais pas encore tout ça ne dépend pas de moi, le film a été déjà vendu à l'étranger avec comme distribution Gabin et Marlène. Je ne peux que vous dire que je suis désolé si je fais maintenant l
In-8 picc., ff.52 nn. ( segn. A-F8, G6 mancando i due fogli bianchi in fine), caratt. corsivo, ritratto a mezzo busto in silografia sul titolo ''il divino Pietro Aretino''. Leg. del XVIII sec. in pieno vitello biondo, filetti e fregi oro sui piatti, dorso ornato (cerniere e dorso restaurati). Cinque atti in prosa, dedicati alla ''Magnanima Argentina Rangona''. Edizione di notevole rarità, della quale sono censiti solo cinque esempl. in biblioteche italiane, probabilmente la settima del Marescalco (la prima: Milano 1535). Commedia ricalcata su quelle di Terenzio e Plauto, con notevoli varianti fantasiose e satiriche che caratterizzano il personaggio di maggior rilievo, il Pedante, che offre la più acuta interpretazione dell'erudito e del maestro di scuola compiaciuto del proprio sapere. ''Caricatura tanto felice da poter divenire uno dei tipi del teatro cinquecentesco'' (E. Bonora). Esempl. con alcune antiche leggere sottolineature e poche postille marginali)... Cat. Unico A-2378. Soleinne, IV, 4082, non conosce questa ediz., come l'Allacci. Non posseduta da Regestein, Clubb, ed altri. Sander I, 515 (note)..
Edizione originale Zatta (completa di 120 opere teatrali e delle “Memorie” tradotte in italiano) Esemplari in ottime condizioni, a pieni margini con rare e marginali fioriture alle carte. Edizione Zatta in 47 tomi delle opere teatrali di Goldoni (44 tomi organizzati in “Commedie serie in prosa”, “Commedie buffe in prosa”, “Commedie e tragedie in versi di vario metro”, “Drammi giocosi” e 3 occupati dalle “Memorie”), pubblicata a Venezia tra il 1788 e il 1795. Contiene la prima edizione italiana delle «Mémoires» scritte per raccontare la storia «della propria vita e del proprio teatro» e pubblicate per la prima volta a Parigi nel 1787, quando il grande commediografo aveva ormai ottant’anni. Nel corso del Settecento, quattro furono le edizioni goldoniane degne di essere ricordate perché curate direttamente dell’autore (benché molte fossero già le edizioni non curate da lui e neppure autorizzate): quella Bettinelli del 1750 - 1755, pubblicata a Venezia e contenente 36 commedie suddivise in 9 tomi; quella Paperini del 1753 - 1757, pubblicata a Firenze e contenente 50 commedie suddivise in 10 tomi, con frequenti toscanizzazioni di passi in dialetto veneto; quella Pasquali del 1761 - 1768, organizzata in 19 tomi; e la presente edizione Zatta del 1788 - 1795, voluta e curata da Goldoni al termine della propria vita (l’autore veneziano morirà nel 1793) e di gran lunga la più completa fra quelle che videro la luce in questo secolo. Si tratta infatti di 120 opere (più le già ricordate memorie), tutte accompagnate in apertura da una vignetta di Novelli incisa in rame, tra gli altri, da Zuliani, Zatta e Daniotto, con quest’ultimo autore anche dell’incisione del ritratto di Goldoni posto all’antiporta del primo tomo. Cfr. P. Spezzani, «La stratificazione delle “centodiciassette” commedie del Goldoni nei principali “corpus” editoriali settecenteschi e in una appendice editoriale novecentesca», in «Lettere italiane», vol. 47, n. 2 (aprile - giugno 1995). 47 voll.
Cm. 39, pp. (4) 65 (7). Con 8 belle tavole all'acquatinta fuori testo in fine coloritura coeva (ciascuna protetta da velina originale). Legatura orig. in cart. rigido azzurro. Lievi segni d'uso alla legatura ed una gora appena percettibile alle prime carte. Esemplare peraltro genuino, marginoso e ben conservato. Dedica ms. dell'autore: Al chiarissimo sig.... L'autore (il nome del dedicatario risulta cancellato). Si tratta della rara tiratura di 30 esemplari di quest'opera pubblicata per l'occasione delle nozze tra l'arciduca Raniero d'Austria ed Elisabetta Francesca di Savoja-Carignano. Apparve un'altra edizione di 80 esemplari in cui però le tavole risultano essere solo sei. La trattazione dell'opera è dedicata alla danza presso i greci basata principalmente sullo studio degli antichi vasi. Cf. Blackmer 693; Lipperheide 185; Magriel, Bibliography of Dancing, p. 81; non in Cicognara.
4 opere in un vol. in-12, bella leg. '800 in pieno vitello, filetto oro sui piatti, dorso a nervi ornato in oro e a secco, tagli dor. Come avverte Agnelli-Ravegnani, parlando della Lena (II, p. 113), queste commedie, e proprio in queste edizioni, unitamente a ''I Suppositi'' del 1551, molto spesso si trovano legate assieme. Si compongono tutte di cinque atti in versi ed hanno identiche caratteristiche tipografiche, cioè impresa del Giolito sul titolo ed altra in fine, iniz. silogr., minuscolo ma nitido car. corsivo. - I) La Lena, comedia di L.A. tratta dallo istesso esemplare di man propria dell'Autore, 1551, ff.36. E' l'ottava ediz. della Lena (la prima è del 1535), ''di notevole rarità'', e la prima giolitina che rechi impresso anche il ''Prologo primo'' (Agnelli-Ravegnani II, 113). - II) La Scolastica, comedia, di nuovo con somma diligenza, corretta e ristampata,1553, ff. 45, (1). Seconda ediz. (I, 1547), assai rara (Agnelli-Ravegnani II, 130). - III) Il Negromante, comedia, tratta dallo esemplare di man propria dell'Autore, 1551, ff.43, (1). Ottava ediz. (I, 1532), ''di notevole rarità'' (Agnelli-Ravegnani II, 123). - IV) La Cassaria, comedia di L.A. da lui medesimo riformata, et ridotta in versi, 1560, ff.34. Undicesima edizione, ma seconda dopo la riduzione in versi (I, 1546); ''come si sa, la Cassaria ed I Suppositi furono scritte dall'Ariosto in prosa nella sua gioventù, e poi, assai più tardi, riformate in versi'' e per la prima volta stampate dal Mazzocco nei primi anni del XVI sec. (Agnelli-Ravegnani II, 83 e 90). - Quattro importanti commedie dell'Ariosto, elegantemente impresse dal Giolito negli anni indicati, riunite in un solo volume da un amatore dell'800. Ottima conservazione.. Agnelli-Ravegnani II, p.113, 130, 123, 90. Allacci p.480, 704, 552 (manca La Cassaria). Regestein n.67, 73, 70, 64. Clubb n.100, 70, 89 A (manca La Scolastica). Bongi II, 113, 386-387, I 341-42; e II, 90..
213321 Aquarelle signée en bas à gauche, 8.7 x 12 cm, (1911), encadrée.
17358849Paris Prault 1735 3 3 volumes in-12 (106 x 164 mm). Maroquin vert, triple filet d'encadrement avec points, dos lisse orné de filets, titre et tomaison dorés, tranches jaunes (reliure de la deuxième moitié du XVIIIe siècle).