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brossura Trattasi della seconda edizione dell'opera, opportunamente aggiornata. Sui dialetti incombe un processo irreversibile d'italianizzazione ed è in continuo movimento verso nuove forme parlate. Era doveroso, pertanto, raccogliere il patrimonio linguistico della città di Crotone, ricco, significativo, esplicativo dello spirito di un popolo, da riconoscere come un bene culturale e conservare con la massima cura. Il dialetto è un pezzo incommensurabile della nostra storia, radici, cultura millenaria, e se andasse perduto non potremo più esprimerci in quell'insieme di sensazioni, suggestioni, sonorità, profumi ed emozioni che solo esso sa donare. I motivi su citati, quindi, mi hanno spinto a realizzare tale "strumento", in grado di proporsi come guida, e di agevolare l'approccio alla terminologia dialettale arcaica. Era necessario partire dagli aspetti storici di Crotone (cap. 1), in modo da annodare il legame tra la storia e la lingua, soprattutto per poter spiegare e giustificare le origini greche, latine, spagnole, francesi, arabe... dei vari termini dialettali. Infatti, risulta facile intuire come alla formazione di una parlata locale, abbiano concorso diversi elementi tra cui quelli geografici (territorio, orografia, estensione...) e storici (civiltà, assedi, dominazioni, incursioni, colonizzazioni...). All'interno di ogni regione, che presenta una tipologia dialettale propria, sussistono sottovarietà locali caratterizzate a volte da differenze notevoli, le cui identificazioni si basano su criteri fonologici, morfologici e lessicali ampiamente trattati nei capitoli 2), 3) e 4). Il cap. 5) Dizionario crotonese-italiano, risulta costituito da circa 7700 lemmi e oltre 2000 tra frasi esemplificative, modi di dire, detti e proverbi popolari. Il processo di realizzazione dello stesso e il relativo "work in progress", descritto puntualmente in premessa del capitolo, è risultato molto impegnativo e ha richiesto diversi anni di paziente e certosino lavoro.
The Title 'A Sanskrit Reader: With Vocabulary and Notes written/authored/edited by Charles Rockwell Lanman', published in the year 2017. The ISBN 9788121290364 is assigned to the Hardcover version of this title. This book has total of pp. 434 (Pages). The publisher of this title is Gyan Publishing House. This Book is in English. The subject of this book is Reference / Words, Language & Grammar / Vocabulary, Slang & Word Lists. Size of the book is 14.34 x 22.59 cms Vol:-
Chez l'auteur. 1954. In-12 Carré. Relié. Etat d'usage. Couv. convenable. Mors fendus. Intérieur acceptable. 254 pages. Lexique du langage populaire. Termes d'argot et la langue verte.
Larousse, 1990. Fort In-8 relié cartonnage bleu éditeur de 763 pages. Très bon état.
Paris, Stock, 1979. In-8, broché, couverture illustrée en couleurs, 389 pp. Ediiton originale, (une légère tâche sur une tranche).
324pp.with ills., 22cm., 3rd ed., softcover, G, G72531
in 24° br. pp.192
In-8, 231p. Avec, en frontispice, une portrait de l'auteur par Steinlen.
Oversize. 505 p., illus. Hardcover Very good condition good
br. Dizionario (parziale) di parole venete.
brossura Castelluccio Valmaggiore (FG) è un comune di 1300 abitanti, sull'alta valle del Celone, alle pendici del monte Cornacchia. Le sue origini, testimoniate dall'anno di costruzione della torre bizantina (1019), risalgono all'XI secolo. Il castelluccese fa parte dei dialetti altomeridionali distribuiti lungo la fascia dei Monti Dauni entro le isoglosse evidenziate da Francesco Avolio. Condivide con i dialetti dell'area centromeridionale l'assimilazione (quanne quando), l'anaptissi (èreve erba), la metafonia (rusce-rosce rosso -a), l'uso sistematico del dimostrativo codesto. Con i dialetti dell'area altomeridionale condivide l'onnipresente e indistinta (cerase ciliegia), l'esito di pl in c (chiante pianta), la concordanza del participio con l'oggetto (ha cuote nu funge ha raccolto un fungo, ha còte na méle ha raccolto una mela), la posposizione dell'aggettivo e in particolare del possessivo in posizione enclitica (frateme mio fratello, caste casa tua). Il presente lavoro vuole essere un contributo agli studi di dialettologia italiana e alla conservazione del castelluccese.
br. Questo dizionario è un'avventurosa spedizione alla ricerca del tesoro linguistico dei nostri dialetti, dalle vallate alpine all'estremo Meridione. Spesso oscurati e repressi in nome della costruzione di una lingua italiana standard, i dialetti custodiscono un vero patrimonio di parole ed espressioni, che ha nutrito con la sua linfa gli scritti "italiani" di alcuni dei nostri maggiori poeti e narratori: da Foscolo a Calvino, da Verga e Serao a Pasolini, passando per Deledda, D'Annunzio, Gadda, Montale, Landolfi... Ma non solo. Il criterio adottato da Manlio Cortelazzo e Carla Marcato infatti non si limita alle testimonianze letterarie: registra l'ingresso di forme italiane nei dialetti e di forme dialettali nell'italiano (la cassata, il grissino), riconosce l'unicità di termini dialettali che non hanno un corrispettivo italiano (come le ormai celebri accabadòras), ricostruisce complicate etimologie (dai bagigi, le arachidi che vengono dall'arabo habb per "bacca" fino al ghiotto supplì, che al francese surprise deve l'allusione alla "sorpresa" del ripieno). Il "Dizionario etimologico dei dialetti italiani" è una vera e propria miniera linguistica, insieme valido strumento scientifico, documento storico-culturale e wunderkammer che riserva scoperte continue per tutti i lettori curiosi.
ill., br. La storia linguistica dell'Emilia Romagna è caratterizzata da una pluralità di codici linguistici a disposizione degli abitanti della regione, da quelli della fase antica ai volgari e al latino dell'età medievale, fino ai dialetti (unici idiomi materni delle popolazioni per lunghi secoli), al toscano e all'italiano dell'epoca moderna e contemporanea. Una dimensione plurilingue che ha accompagnato e dato forma alle attività lavorative, alla costruzione e al mantenimento delle relazioni sociali, ai sistemi simbolici di rappresentazione, all'apprendimento e alla trasmissione di saperi e norme, alle convinzioni religiose, alla produzione di testi destinati a intrattenere ed esprimere la sfera della creatività e dei sentimenti. Di questa complessità linguistica e culturale il volume analizza le manifestazioni di testi e di generi tra loro molto differenziati, prodotti da singoli autori e dalle comunità sul piano della scrittura e dell'oralità, per restituire la trama storica e sociolinguistica dei loro caratteri e delle costanti e reciproche interrelazioni. Il volume è corredato da un'antologia di testi e di documenti, che si aggiungono ai brani e agli esempi, puntualmente commentati, forniti nei precedenti capitoli.
br. Anche se ormai la lingua italiana non è più - come già per secoli - patrimonio di una minoranza della popolazione, ancora oggi oltre due terzi degli italiani usano quotidianamente un dialetto, in alternanza con la lingua nazionale. Questa resistenza della dialettofonia fa sì che la conoscenza della realtà linguistica dell'Italia contemporanea non possa dirsi completa se si escludono i dialetti. La varietà, la ricchezza, la vivacità d'uso, la classificazione, la storia, i caratteri distintivi dei dialetti italiani e la metodologia del loro studio in un manuale sistematico, completo, sintetico, aggiornato.
Attaboys, Gorgers, Night-Hawks and Widos, the street argot of the past is every bit as colourful and irreverent as todays hip hop and bling. Slang has always aroused strong opinions, but whether you agree with Alan Bennett that there is something suspect about those in the vanguard of slang or with John Galsworthy that it is vigorous and apt, this fascinating new compendium unveils a wealth of information about the fads and peccadilloes of bygone days. What does it say, for instance, about the English that they once had over 100 terms for gin, including Stark Naked, Stinkious, and Wind? Always inventive, frequently hilarious and occasionally utterly outrageous slang is an exuberant celebration of the comic possibilities of everyday life. From Monday Mice to Marriage Music, Wiffle-Woffles to Bummaree, dip into the pages of Bingo Boys and Poodle-Fakers and discover the rough and rumbustious delights of Shakespeare's man of fire-new words, fashions own knight: the ever-changing underworld of the English language.117p. illus. decorated endpapers Book
brossura Le prime testimonianze letterarie di una lingua, quella sarda, che affidava la sua sopravvivenza essenzialmente alla trasmissione orale, sono contenute nei condaghi. Preziosi manoscritti su pergamena rilegati in schede sovrapposte, quindi arrotolate attorno ad un bastone, in greco, kontákion, archiviavano inventari e annotazioni di vario genere relativi ad atti notarili e giudiziari, permute, commerci, contese patrimoniali con il proposito di certificare e definire i possedimenti di istituzioni ecclesiastiche o comunità religiose. Di indiscussa importanza filologica e storico-politica, i condaghi, specchio della vita delle grandi basiliche sarde del Medioevo, da cui prendono il nome, sono andati per la maggior parte perduti. Quello di San Pietro di Silki riflette la vita dell'omonimo cenobio benedettino fondato a Sassari nel 1065.
brossura Perché un vocabolario Catanese-Italiano? Forse ai più potrà presentarsi come un atto di presunzione di chi vuole, a tutti i costi, dare risalto al proprio parlare, facendolo assurgere inopinatamente al superiore rango di lingua vera e propria, differenziandola così dalla comune definizione di dialetto come sistema di lingua limitato ad un ambito geografico e per molteplici aspetti, ben definito, ma che per sé intende abbracciare gli inconsueti caratteri di una tradizione letteraria abbastanza circoscritta. Se poi si prende in considerazione il cosiddetto dialetto siciliano, si evidenziano subito i molteplici aspetti di ogni parola con diecine e diecine di varianti fonetiche e morfologiche in dipendenza della diversità dei luoghi ma principalmente dall'uso tramandato nel tempo e che ancor oggi se ne fa. Nello specifico il testo del vocabolario è diviso in tre sezioni: la prima contiene brevi nozioni grammaticali sul catanese; la seconda, il vocabolario vero e proprio con oltre 9500 lemmi; e la terza, in appendice, una raccolta di nomi propri catanesi, una curiosa lista di nomi di abitanti, i nomi di alcuni luoghi caratteristici della città e i nomi di mestieri, secondo proprio il parlare catanese e quanto una popolare tradizione ha tramandato.
br. 'Vicende storiche della lingua di Roma' s'intitola il saggio con cui, nel 1929, Clemente Merlo dava avvio agli studi scientifici moderni sul romanesco antico, mentre pochi anni dopo, nel 1932, Bruno Migliorini definiva la storia del romanesco come «la storia del suo disfacimento, dovuto all'azione esercitata per secoli su di esso dal toscano che gli si sovrappose». I due nomi citati stanno per le due tradizioni di ricerca, quella glottologica e quella storico-linguistica, che da allora su questo oggetto proteiforme si sono esercitate, evidenziandone da un lato le specificità strutturali rispetto alla lingua nazionale, dall'altro la particolarità sociolinguistica nel panorama italiano, particolarità che consiste proprio nell'aver instaurato col volgare sovraregionale una precocissima osmosi.
br. La valorizzazione e la promozione delle lingue regionali e minoritarie presenti in Italia, sostenuta da un diffuso favore da parte delle popolazioni interessate, trova una sua particolare declinazione in ambito scolastico. Partendo da una riflessione generale su aspetti relativi alla normativa di tutela e passando per l'ormai consolidata esperienza svolta dagli istituti che sviluppano competenze al loro interno o si giovano del supporto delle agenzie formative del territorio, il volume propone una descrizione delle due maggiori lingue regionali del nostro Paese, quella friulana e quella sarda, tracciandone un essenziale profilo linguistico e analizzando le condizioni che ne hanno permesso una prima introduzione nei curricoli scolastici. Di prospettiva, anche per il possibile coinvolgimento di altri contesti dove insistono lingue di minoranza, è la sezione conclusiva del lavoro che affronta la questione della certificazione delle competenze glottodidattiche del docente di friulano e di sardo. La sfida da vincere, ancora una volta, è quella della qualità della didattica, qualità che sola può assicurare la trasmissione ai più giovani dell'insieme dei saperi, dei valori e delle sensibilità che costituiscono il patrimonio tradizionale delle nostre comunità.
brossura Castelluccio Valmaggiore (FG) è un comune di 1300 abitanti, sull'alta valle del Celone, alle pendici del monte Cornacchia. Le sue origini, testimoniate dall'anno di costruzione della torre bizantina (1019), risalgono all'XI secolo. Il castelluccese fa parte dei dialetti altomeridionali distribuiti lungo la fascia dei Monti Dauni entro le isoglosse evidenziate da Francesco Avolio. Condivide con i dialetti dell'area centromeridionale l'assimilazione (quanne quando), l'anaptissi (èreve erba), la metafonia (rusce-rosce rosso -a), l'uso sistematico del dimostrativo codesto. Con i dialetti dell'area altomeridionale condivide l'onnipresente e indistinta (cerase ciliegia), l'esito di pl in c (chiante pianta), la concordanza del participio con l'oggetto (ha cuote nu funge ha raccolto un fungo, ha còte na méle ha raccolto una mela), la posposizione dell'aggettivo e in particolare del possessivo in posizione enclitica (frateme mio fratello, caste casa tua). Il presente lavoro vuole essere un contributo agli studi di dialettologia italiana e alla conservazione del castelluccese.