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in-12, XVIII-238 pp+ partition de la chanson "Coeur brise", broche, couv. Bon etat. [CA33-7]
br. Oggi, al posto dell'originale lingua bolognese, ne sta nascendo un'altra che non ho timore di definire abusiva, priva di colori, gremita di orrendi strafalcioni e sgrammaticature. La mostruosa abitudine va sempre più diffondendosi, ma non è tutto. Si è imposto anche l'uso di abbandonare il nostro originale modo di esprimerci, fantasioso, arguto e colorito, a favore di una fraseologia piattamente adagiata sull'italiano. Così facendo, si contribuisce semplicemente a uccidere il nostro dialetto. Per dire "È un ragazzino debole" ci si appoggia pigramente su un facile L é un ragazlàtt dàbbel, ignorando espressioni genuine e di bellezza lessicale ben superiore, come L é un ragazlàtt scarnécc', oppure L é un pôver agnusdèi o Al bàvv in una lómm. Dunque, la "battaglia" non deve essere soltanto verso gli errori evidenti, relativi a vocaboli, sparsi qua e là da chi il dialetto non lo conosce ma anche per difendere e salvare la qualità fraseologica del dialetto autentico, riconquistando e valorizzando le belle espressioni originali della tradizione. Ecco dunque, in questa ennesima piacevole fatica, una raccolta di frasi caratteristiche del dialetto bolognese presentate partendo dall'italiano, considerato l'attuale costante regresso del numero di dialettofoni. Le ho inventariate, certo senza pretendere di essere esaustivo, per soddisfare legittime curiosità e - perché no - per aiutare chi ancora volesse parlare o si ostinasse a scrivere usando la lingua di Bologna.
br. 'Vicende storiche della lingua di Roma' s'intitola il saggio con cui, nel 1929, Clemente Merlo dava avvio agli studi scientifici moderni sul romanesco antico, mentre pochi anni dopo, nel 1932, Bruno Migliorini definiva la storia del romanesco come «la storia del suo disfacimento, dovuto all'azione esercitata per secoli su di esso dal toscano che gli si sovrappose». I due nomi citati stanno per le due tradizioni di ricerca, quella glottologica e quella storico-linguistica, che da allora su questo oggetto proteiforme si sono esercitate, evidenziandone da un lato le specificità strutturali rispetto alla lingua nazionale, dall'altro la particolarità sociolinguistica nel panorama italiano, particolarità che consiste proprio nell'aver instaurato col volgare sovraregionale una precocissima osmosi.
br. Anche se ormai la lingua italiana non è più - come già per secoli - patrimonio di una minoranza della popolazione, ancora oggi oltre due terzi degli italiani usano quotidianamente un dialetto, in alternanza con la lingua nazionale. Questa resistenza della dialettofonia fa sì che la conoscenza della realtà linguistica dell'Italia contemporanea non possa dirsi completa se si escludono i dialetti. La varietà, la ricchezza, la vivacità d'uso, la classificazione, la storia, i caratteri distintivi dei dialetti italiani e la metodologia del loro studio in un manuale sistematico, completo, sintetico, aggiornato.
br. La valorizzazione e la promozione delle lingue regionali e minoritarie presenti in Italia, sostenuta da un diffuso favore da parte delle popolazioni interessate, trova una sua particolare declinazione in ambito scolastico. Partendo da una riflessione generale su aspetti relativi alla normativa di tutela e passando per l'ormai consolidata esperienza svolta dagli istituti che sviluppano competenze al loro interno o si giovano del supporto delle agenzie formative del territorio, il volume propone una descrizione delle due maggiori lingue regionali del nostro Paese, quella friulana e quella sarda, tracciandone un essenziale profilo linguistico e analizzando le condizioni che ne hanno permesso una prima introduzione nei curricoli scolastici. Di prospettiva, anche per il possibile coinvolgimento di altri contesti dove insistono lingue di minoranza, è la sezione conclusiva del lavoro che affronta la questione della certificazione delle competenze glottodidattiche del docente di friulano e di sardo. La sfida da vincere, ancora una volta, è quella della qualità della didattica, qualità che sola può assicurare la trasmissione ai più giovani dell'insieme dei saperi, dei valori e delle sensibilità che costituiscono il patrimonio tradizionale delle nostre comunità.
Attaboys, Gorgers, Night-Hawks and Widos, the street argot of the past is every bit as colourful and irreverent as todays hip hop and bling. Slang has always aroused strong opinions, but whether you agree with Alan Bennett that there is something suspect about those in the vanguard of slang or with John Galsworthy that it is vigorous and apt, this fascinating new compendium unveils a wealth of information about the fads and peccadilloes of bygone days. What does it say, for instance, about the English that they once had over 100 terms for gin, including Stark Naked, Stinkious, and Wind? Always inventive, frequently hilarious and occasionally utterly outrageous slang is an exuberant celebration of the comic possibilities of everyday life. From Monday Mice to Marriage Music, Wiffle-Woffles to Bummaree, dip into the pages of Bingo Boys and Poodle-Fakers and discover the rough and rumbustious delights of Shakespeare's man of fire-new words, fashions own knight: the ever-changing underworld of the English language.117p. illus. decorated endpapers Book
ill., br. I modi di dire sono capaci di tradurre concetti e pensieri in espressioni verbali, facilitando un'intesa fra chi parla e chi ascolta. Spesso dietro un modo di dire c'era e c'è una storia che va raccontata per capire meglio il significato e, al tempo stesso, esaltare la capacità di sintesi del dialetto. Da un fatto, più o meno importante, nasce un modo di dire che entra nel linguaggio comune. Motti e detti milanesi: quando una semplice frase può creare curiosità e simpatia. E come non citare le eccellenze gastronomiche milanesi? La cucina milanese è poco ricordata se non quei pochi piatti da tutti conosciuti, e invece è ricca di gustose sorprese che vanno riscoperte e rivalutate.
brossura "Fa minga la figüra del cicculatée", "Lasal in dal so broeud", "El dorma da la quarta", "Tutt a 'n bott": ormai non capita quasi più neanche in campagna di sentire queste belle espressioni dialettali. Poche parole e una grande efficacia comunicativa: "Sun mezz in gèsa" per dire che uno non stava tanto bene, mentre a mettere pace quando moglie e marito avevano avuto da discutere tutto il giorno arrivava "l'avucatt Cuerta". L'autore, che per il dialetto prova infinite emozioni, ci accompagna in un nuovo viaggio fra i pensionati del "canton di ball" che ci raccontano storie, aneddoti e tradizioni popolari della cultura meneghina che si vanno perdendo.
br. Un gergo fa riferimento a termini, espressioni, modi di parlare convenzionali utilizzati da specifici gruppi di persone (generazionali, sociali o professionali, ecc.) con scopi diversi, talvolta anche per proteggere la propria identità. Il libro tratta dei numerosi gerghi italiani, di cui vengono illustrati le caratteristiche, gli usi e le funzioni, le modalità di formazione e il rapporto che essi intrattengono con II dialetto e la lingua che ne sono alla base.
Harrap London and Paris 1980. In-8 broché de 299 + 255 pages. Bon état
br. Il vocabolario logudorese campidanese di Valentino Martelli è un'opera di rapida consultazione che fornisce le nozioni linguistiche indispensabili per un primo approccio con la lingua sarda.
br. Qui troverete: Storia e caratteri della lingua friulana. Studi linguistici, grafia normalizzata, koinè, varianti, grammatica e forme idiomatiche della lingua friulana, ma anche la gloriosa storia della sua letteratura dotta e popolare con una scelta antologica dei testi dei principali scrittori e poeti del Friuli. Un ricco apparato di schemi didattici, box esplicativi e finestre tematiche di approfondimento (Agriculture, Cjase, Comuns, Cusine, Datis climaterichis, Famee e parintât, Cuarp uman, Farmacie, Fiestis e sants dal calendari, Glesie, Malatiis, Numars, Onomastiche, Tabelis, Tiermins Aministratîfs, Tiermins de tradizion furlane dal popul, Timp atmosferic e Timp cronologjic) arricchisce questo dotto repertorio della lingua identitaria di un popolo minoritario, ma dotato di una propria lingua e di una propria civiltà.
Paris, Librarie des publications modernes, s.d. (primi del sec. XX), in-16, br. edit., pp. 144, (16). Bella cop. a col. e numerose ill. in b.n. nel t. In fine: catalogo edit. (opere a carattere libertino). Asportato un lembo di dorso. Curioso e raro, un solo esemplare in ICCU. Libro sugli incontri di lotta maschile e femminile.
br. "Maredè, maredè..." è un testo di natura polimorfa, che coniuga saggismo d'autore, gusto affabulatorio e passione filologica. Un "mordace zibaldone" di riflessioni linguistiche e un ricchissimo thesaurus di voci e fraseologie, in cui Meneghello indaga la vitalità dell'espressione dialettale, tra memoria collettiva e autobiografica. A essere individuato nelle peculiarità delle sue parlate e del suo patrimonio lessicale è un microcosmo provinciale - il Vicentino -, che sa essere anche specola privilegiata da cui osservare questioni di portata più vasta. Come convivono lingue e dialetti? Come può lo scritto mimare la forza dell'oralità? Qual è la grammatica di un dialetto? Questi Sondaggi esplorano ogni minima varietà dell'" idioma-vita" in cui una comunità si riconosce ed esprime; e lo fanno con la verve stilistica e la sottile ironia che sempre contraddistinguono la scrittura meneghelliana, anche qui capace di compenetrare alto e basso, tra divertiti cozzi di registro e raffinati intarsi plurilinguistici.
br. Dopo il successo del suo primo libro, "Parole de Terni", (Ediz. Morphema, 2014), Mario Menghini torna alle stampe con questo nuovo testo dal titolo "A Terni se dice". Con i suoi oltre mille modi di dire offre al lettore un quadro di "ternanità" in cui molti si ritroveranno, intrecciando vecchie e nuove parole con la naturalezza con cui ricostruisce parte della storia minore e viva della sua città. In ciascuno di quei detti si ritrova il sapore della vita vissuta dalle genti della sua terra e il piacere di riscoprire dove e come nascono quelle parole, quelle frasi dense di significato, e dunque le proprie radici.
Un volume broché au format petit in 8° de 64 pp.; nombreuses illustrations en noir dans le texte; couverture illustrée. Comme neuf. Voir les photos.
brossura Vocabolario del dialetto parlato a Tagliacozzo, antichissima città d'arte in provincia dell'Aquila. Raccolta di circa 2000 vocaboli con caratteristiche fonetiche e/o etimologiche proprie differenziate dalla lingua ufficiale con traduzione, circa 300 tra proverbi, detti popolari e frasi idiomatiche.
20 pages. Contents: Autumn and Winter Toilettes; The Care of a French-flat kitchen; Small Selfishnesses; Women and emN - the winter school of slang; Family living on $500 a year - part XLII; New York Fashions - French dresses, French toilettes in wool; skirts and draperies, basques and drimmings, polonaises, prevailing colors, carriage costumes; Personal; Galloon for trimming hats and bonnets; Bulgarian wedding ceremonies; An English Hospital - with illustrations; Paston Carew - Millionaire and Miser - continued; Paris Fashion; Nice centerfold illustration "Winter Wrappings"; Mrs. Beardsley; The Woodlanders - continued; How to Judge a Horse; The Maldives Islands; humor. Above-average wear. Pattern included. Book
In-4, 258p. Edition originale de ce recueil de chroniques parues dans le "Jura Libre" de 1954 à 1958. Illustré de dessins dans et hors texte de Paul Bovée. En frontispice portrait photographique de l'auteur. Avec un avant-propos de Roland Béguelin et un hommage de Jean Buhler. Un des 100 exemplaires de luxe accompagnés d'une eau-forte originale de Paul Bovée. Nom de possesseur en 2e de couverture, tranche légèrement piquée, sinon très bon exemplaire.
2 volumes In-8, 29-30p. Editions originales numérotées 1/1000 exemplaires s/vélin. Mouillure claire en première de couverture du second volume, sinon bel état.