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2 volumes In-8, 29-30p. Editions originales numérotées 1/1000 exemplaires sur vélin. Enrich dans chaque volume d'un bel envoi autographe signé de l'auteur. En parfaite condition.
Paris, Editions Planète, 1969. In-4, cartonnage noir de l'éditeur, 347 pp. La vie quotidienne. Le Milieu. L'amour. La prostitution. Les trafics. Les jeux. Les clochards. Les bistrots. La prison. etc. Photographies de Robert DOISNEAU.Très nombreuses illustrations dans et hors-texte (dessins). Nouvelle édition du volume paru en 1965 aux Editions Denoël. Bel exemplaire.
br. "Le parole del tempo perduto" sono quelle che oggi si sentono sempre meno, che le generazioni di quarantenni e di cinquantenni hanno avuto l'occasione di conoscere attraverso i più anziani. Sono parole solo siciliane o solo meridionali, in grado di raccontare la specificità della millenaria storia culturale della più grande isola del Mediterraneo. Di esse in questo libro si racconta la storia e 'se ne parla' giocando e ironizzando con i significati e con 'i modi di dire' nei quali vivono, così come sono documentati nel Vocabolario Siciliano di Piccitto-Tropea-Trovato. Se ne riporta l'etimo sulla base delle proposte di Alberto Varvaro, uno dei più grandi linguisti del Novecento; se ne citano, a campione, gli esempi rinvenibili nelle opere degli autori siciliani: Camilleri, Sciascia, Consolo, e ancora Grasso, Agnello Hornby, Alajmo e altri. Essendo le parole del ricordo, dell'infanzia e degli affetti, affiorano casualmente, per libere associazioni, e non potevano dunque essere presentate in un asciutto ordine alfabetico; si troveranno piuttosto in coppia, una per pagina e, se lette in orizzontale, sarà sempre possibile trovare tra loro una qualche affinità. Al lettore il compito di scoprirla o di crearne di nuove, per dare anche in questo modo una nuova 'accianza' di sopravvivenza alle parole dialettali.
br. La valorizzazione e la promozione delle lingue regionali e minoritarie presenti in Italia, sostenuta da un diffuso favore da parte delle popolazioni interessate, trova una sua particolare declinazione in ambito scolastico. Partendo da una riflessione generale su aspetti relativi alla normativa di tutela e passando per l'ormai consolidata esperienza svolta dagli istituti che sviluppano competenze al loro interno o si giovano del supporto delle agenzie formative del territorio, il volume propone una descrizione delle due maggiori lingue regionali del nostro Paese, quella friulana e quella sarda, tracciandone un essenziale profilo linguistico e analizzando le condizioni che ne hanno permesso una prima introduzione nei curricoli scolastici. Di prospettiva, anche per il possibile coinvolgimento di altri contesti dove insistono lingue di minoranza, è la sezione conclusiva del lavoro che affronta la questione della certificazione delle competenze glottodidattiche del docente di friulano e di sardo. La sfida da vincere, ancora una volta, è quella della qualità della didattica, qualità che sola può assicurare la trasmissione ai più giovani dell'insieme dei saperi, dei valori e delle sensibilità che costituiscono il patrimonio tradizionale delle nostre comunità.
Payot 1951, In-8 broché. 231 pages. Bon état.
Broch?. 153 pages. D?fra?chi. Manques ? la couverture.
in-16, 347 pages, lexique, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire. [DV-1]
Reliure de l'éditeur. 398 pages. Jaquette.
in-8, 397 pages, cartonnage de l'éditeur. Tres bel exemplaire. [EN-7]
Paris, Denoël et Steele, 1931. Grand in-8, broché. Édition originale. Un des 50 exemplaires sur vélin d'Arches teinté, seul tirage en grand papier. Ce volumineux dictionnaire des termes et expressions argotiques illustré de 124 reproductions dans le texte figurait en bonne place dans la bibliothèque de Céline, qui le tenait pour l’ouvrage de référence en la matière (voir la préface d’Henri Godard à sa réédition publiée en 2013 chez Bartillat).
In-12, broché, couverture de papier marbré ancien, 45 p. (qqs rousseurs). Edition originale ces quatre pièces "poissardes" chacune illustrée d'un bandeau d'après Eisen gravé sur cuivre par Aveline, lettrines, fleurons et culs-de-lampe. L'auteur est connu pour être le créateur de ce genre "poissard" qui reproduit le langage et les moeurs du petit peuple des halles, notamment les vendeuses de marée. " 'La pipe cassée' passe pour être le chef-d'oeuvre de Vadé, sorte d'épopée comique qui met en scène les Forts du Port au Blé et leurs compagnes, légitimes ou non, exerçant elles-mêmes des métiers comme 'revendeuses de nippes', 'marchandes de fleurs au panier' aux alentours des Halles parisiennes. On a, grâce à ce poème, un tableau des moeurs populaires du temps" (Jean Rictus, 'A propos de la Pipe cassée', 1926). (Gay, III 749. Yve-Plessis, 'Bibliogr. de l'argot', n°109: "...précieux pour l'étude du bas langage parisien au XVIIIe siècle").
Hardcover in-8, 313 pages, cartonnage sous jaquette illustrée. Accrocs à la jaquette sinon bel exemplaire. [BAT-4]
brossura La lingua napoletana, come d'altronde tutti i dialetti, vive il suo inarrestabile declino. Il processo di omologazione alla lingua italiana e l'immissione nel tessuto linguistico dell'Italia meridionale di altre forme di linguaggi nonché di nomenclature di provenienza straniera mettono a dura prova la conoscenza della lingua e della cultura napoletana. È possibile arginare il fenomeno di decadenza? Rispondo subito di no: la lingua è uno strumento mobile che non si lascia facilmente ingabbiare. Ma certamente si può preservare dall'oblio la lingua napoletana quale risulta fissata nella scrittura letteraria. La conoscenza delle strutture linguistiche e del ricco patrimonio lessicale, potrebbe consentire la lettura e fruizione di un patrimonio letterario di grande livello, senza che a breve sia necessaria una preliminare traduzione. Quindi non il napoletano parlato, ma quello scritto. Questo libro vuole offrire un modesto contributo di conoscenza non solo del percorso evolutivo che ha portato l'idioma napoletano ad essere una lingua con una sua precisa identità e specificità, ma anche delle forme più tipiche dell'espressività napoletana.
br. Cos'è la lingua, e cos'è il dialetto? Cosa esprimiamo con l'una e cosa esprimiamo con l'altro? In un susseguirsi di riflessioni, aneddoti e memorie, in cui trovano posto Manzoni e Gassman, Pasolini e il commissario Montalbano, Benigni e Pirandello, oscuri maestri elementari e professori di educazione fisica, poesia, romanzo e teatro, Andrea Camilleri e Tullio De Mauro raccontano come la lingua esprima chi siamo veramente. E una profonda, giusta, verità: in Italia abbiamo tante lingue.
br. Il volume propone un'analisi sull'italiano neostandard da una prospettiva innovativa: quella dei testi di genere sportivo. Alla base del corpus di italiano scritto preso in esame da Chalupinski, infatti, ci sono titoli, occhielli, porzioni di testi tratti dai quotidiani più letti, ancor più di quelli di cronaca. La ricerca si fonda sui vari fenomeni morfosintattici della varietà: dall'uso dei clitici "ci", "ne", "lo" come marche complementari alla diminuzione dell'uso del congiuntivo in modalità epistemica, solo per fare qualche esempio. Un libro, dunque, che coniuga più "anime": quella rigorosa di saggio scientifico e quella di lettura divulgativa che può incuriosire gli appassionati della carta stampata e quelli di lingua italiana.
Gr. In-8, 152p. Avec 92 illustrations hors texte en noir. Bon exemplaire.
In-8, 304p. Préface de Francis Carco. Bon exemplaire.
in-12°, 163 pages, broché. Etat très moyen (dos manquant, couverture salie et usagée). [MI-5]
PARIS, Ed. Perceval-Ozanne - 1957 - In-8 broché, couverture illustrée - Illustrations 2 couleurs - Tirage limité sur Velin alfa - 268 pages - Très propre Préface du vice-amiral d'escadre MOREAU
8vo, 21.8cm. Pp. [iv],468,[2] pp. printed in double columns, vignette on title-page (reproducing medal portrait of B.), decorated initials. Modern boards lined with green vergé paper, printed title label on backstrip, orig. printed decorated wrappers bound in. Some thumbing to original covers, little foxing to few pages at beginning, very good otherwise. - Second edition, as scarce as the first of 1901, in fact a reissue of the first with addition of a supplement on pages 459-468.
P., Denoel, 1971. In-8 cartonné, 167 pages avec des illustrations a pleine page en noir et blanc.
in-8°, 510 pages, lexique, broché, couverture illustrée. Couverture recouverte d'adhesif transparent, quelques cachets, sinon bel exemplaire. [NV-21][AB-1+]
br. Oggi, al posto dell'originale lingua bolognese, ne sta nascendo un'altra che non ho timore di definire abusiva, priva di colori, gremita di orrendi strafalcioni e sgrammaticature. La mostruosa abitudine va sempre più diffondendosi, ma non è tutto. Si è imposto anche l'uso di abbandonare il nostro originale modo di esprimerci, fantasioso, arguto e colorito, a favore di una fraseologia piattamente adagiata sull'italiano. Così facendo, si contribuisce semplicemente a uccidere il nostro dialetto. Per dire "È un ragazzino debole" ci si appoggia pigramente su un facile L é un ragazlàtt dàbbel, ignorando espressioni genuine e di bellezza lessicale ben superiore, come L é un ragazlàtt scarnécc', oppure L é un pôver agnusdèi o Al bàvv in una lómm. Dunque, la "battaglia" non deve essere soltanto verso gli errori evidenti, relativi a vocaboli, sparsi qua e là da chi il dialetto non lo conosce ma anche per difendere e salvare la qualità fraseologica del dialetto autentico, riconquistando e valorizzando le belle espressioni originali della tradizione. Ecco dunque, in questa ennesima piacevole fatica, una raccolta di frasi caratteristiche del dialetto bolognese presentate partendo dall'italiano, considerato l'attuale costante regresso del numero di dialettofoni. Le ho inventariate, certo senza pretendere di essere esaustivo, per soddisfare legittime curiosità e - perché no - per aiutare chi ancora volesse parlare o si ostinasse a scrivere usando la lingua di Bologna.