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198849118Freiburg: K. Alber (Symposion 86), 1988. Voraussetzungen und Grundstrukturen von Diltheys Grundlegung der Geisteswissenschaften 329 S. (22 cm) Broschierte Ausgabe
20101089029Frankfurt/M. usw.: Peter Lang, 2010. 265 S. Hardcover.
183823613Stuttgart, Neff 1838. Pappeinband der Zeit mit goldgepr. RSchild. X S., 1 Bl., 201 S. 8°. Einband an den Kanten und Ecken etwas berieben und bestoßen. Stellenweise vereinzelt gering stockfl. Insgesamt gut erhaltenes Exemplar.
198504273Paris : J. Vrin, 1985. In-8 (24 cm), couverture souple, V-245 pages, 365 gr.
1996192662Gallimard Gallimard, 1996. In-8 broché de 401 pages. Collection Bibliothèque de Philosophie. Édition originale de ce recueil qui restitue les ultimes enseignements de Merleau-Ponty au Collège de France, interrompus par sa disparition brutale en 1961. Véritable laboratoire de pensée, ces notes de cours dévoilent la genèse de sa dernière ontologie. Le philosophe y approfondit sa critique du dualisme cartésien et ébauche une réflexion magistrale sur le corps, le langage, le Logos et le concept de Nature. Un document indispensable pour comprendre l'orientation ultime de sa phénoménologie. Très bon état
xxiii + 620pp., dans la série "Cours de philosophie" vol.II, 6ème éd.revue, br., peu de rousseurs, bon état
19408815Tübingen, Mohr, 1940. 8°, VI, 232 Seiten. Kartonumschlag der Zeit.
1999100134251Adea 1999 128 pages 1x21x12cm. 1999. Broché. 128 pages.
1987100133427OPEN COURT / MIT press 1987 112 pages in8. 1987. Broché. 2 volume(s). 112 pages.
1995100133842Northwestern University Press 1995 316 pages 15 19x2 31x22 78cm. 1995. Broché. 316 pages.
Biblioteca di cultura filosofica 10 - Dedica - Prefazione - Premessa - Capitoli: I.- XVIII. - Bibliografia - Indice analitico - Indice dei nomi 1 21,5x15,5 cm., in brossura, pp. 451 (2), non refilate, prima edizione italiana, leggere abrasioni margini esterni con piccole mamcanze agli angoli, margini prime pagine un po' fragili, normali segni del tempo, pi? accentuati in esterno, buon esemplare.
1933F35174Ultraiecti-Neomagi/Antverpiae, Dekker & V.D.Vegt-v.Leeuwen/Standaard 1933 235pp., some foxing, else VG, [text in latin]
235pp., some foxing, else VG, [text in latin]
2001100124465Rowman & Littlefield Publishers 2001 294 pages 14 81x1 63x22 71cm. 2001. Broché. 294 pages.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Lungo il corso della storia dell’Occidente, dalle pagine di Aristotele incluse nell’Etica Nicomachea’ fino agli scritti di Lubbock e Russel, sono apparsi numerosi trattati sul tema della felicità. Essi non analizzano, tuttavia, la felicità in sé, ma i modi per raggiungerla. Questo libro cerca, invece, di presentare il fenomeno della felicità nella sua totalità, vale a dire nei suoi molteplici aspetti filosofici, linguistici, sociali ed etici. Esso vorrebbe essere quel libro che nel Medioevo non è stato mai scritto, ma che sarebbe stato certamente chiamato Summa de beatitudine. Le opinioni dei filosofi e degli studiosi si uniscono, infatti, in questo volume alle speculazioni degli scrittori religiosi e sociali, alle affermazioni dei moralisti, gli aforismi dei saggisti, alle immagini dei poeti, alle percezioni dei romanzieri ed anche alla saggezza popolare distillata nei proverbi, nelle favole e nelle leggende. Uno dei risultati di questa rigorosa indagine è che l’irraggiungibilità della felicità è in gran parte un errore scaturito dai molteplici significati dati alla parola e che la felicità non è più lontana dalla condizione media dell’uomo di quanto lo sia l’infelicità. «Come ha detto Epicuro - ricorda Tatarkiewicz - una delle ragioni per cui la gente non è felice è il fatto che si immagina di non poterlo essere». Wladyslaw Tatarkiewicz, critico e filosofo tra i più significativi della cultura polacca contemporanea, si è formato a Parigi e a Zurigo, insegnando successivamente all’Università di Varsavia. La Storia della filosofia e un'ampia Storia dell’estetica costituiscono gli elementi di riferimento fondamentali di una produzione vasta e varia nei suoi interessi. Informazioni bibliografiche Titolo: Analisi della felicità Titolo originale: Analysis of Happiness (Polish: O Szczęściu [On Happiness,) Autore: Wladyslaw Tatarkiewicz Traduzione dall'inglese di: Sandro Melani Editore: Napoli: Guida Editori, 1985 Collana: Volume 98 di Esperienze ISBN: 8870428893, 9788870428896 Lunghezza: 392 pagine; 22 cm Soggetti: Filosofia, Metafisica, Ontologia, Esistenzialismo, Jean Paul Pascal, Washburn, Epicureismo, Epicuro, Toland, Balzac, Dolore, Berdajev, Cultura polacca, Estetica, Etica, Lubbock, Beatitudine, Romanzieri, Storia, Medioevo, Filosofia antica greca e romana, Favole, Aforismi, Scrittori religiosi, Sociali, Linguistica, Poesia, Morale, Leggende, Sofferenza, Piaceri, Tempo, Umanità, Utopia, Edonismo, Eudemonismo, Filosofi polacchi, Polonia, Writers from Warsaw, Polish philosophers, Libri Vintage Fuori catalogo, Saggi, Psicologia, De Beata Vita, St. Augustine, Christian tradition, Sant'Agostino, San Tommaso d'Aquino, Summae, Teologia, Nicomachean Ethics, Aristotele, Aristotle, Middle Ages, St. Thomas, Age of Reason, Le Temple du bonheur, Pleasure, Philosophy, Metaphysics, Ontology, Existentialism, Epicureanism, Epicurus, Pain, Polish Culture, Aesthetics, Ethics, Bliss, Novelists, History, Ancient Greek and Roman Philosophy, Fables, Aphorisms, Religious Writers, Social, Linguistics, Poetry, Morals, Legends, Suffering, Pleasures, Time, Humanity, Hedonism, Eudemonism, Books out of print, Essays, Psychology Indice Introduzione Quattro nozioni di felicità Definizione di felicità Il concetto di felicità nel corso del tempo Il piacere e la felicità La felicità e l'infelicità I piaceri Le sofferenze I piccoli piaceri La felicità reale e la felicità prevista La felicità e la salute mentale La felicità e il mondo La felicità e il tempo Gli ostacoli alla felicità I fattori della felicità Le fonti della felicità Il carattere e la felicità Regole negative per la felicità Regole positive per la felicità La possibilità di raggiungere la felicità La sfiducia nella felicità La felicità utopistica La ricerca della felicità L'edonismo e l’eudemonismo Il diritto e il dovere di essere felici Parole e frasi comuni Aldous Huxley Aristippo Aristotele base Bentham Bertrand Russell bisogno bonheur caso ciclotimici circostanze città completa concetto condizioni considerazione felicità coscienza delizia uomo desideri dolore edonismo edonistica effetti emotivo emozioni Epicuro Epitteto esperienza Etica Nicomachea eventi umana filosofi fisica fonte Fontenelle forme intrattenimento futuro gente George Eliot gioco gioia Helvetius infelice intensa edonismo infelicità lavoro momento mondo morale natura opinione ostacoli passato paura pensare pensatori pensiero periodo persone pessimismo piacere piaceri piacevole polacco psicologico realtà reazione regole salute mentale Schopenhauer scopo scritto Seneca sensazioni senso sociale soddisfatti soddisfazione sofferenza Stendhal Stoici teoria uomo Utopie valore vivere XIX XVIII secolo
GUIDA 1985 392 PP. FONDO DI MAGAZZINO: ANCORA NEL CELLOPHANE EDITORIALE Lungo il corso della storia dell’Occidente, dalle pagine di Aristotele incluse nell’Etica Nicomachea’ fino agli scritti di Lubbock e Russel, sono apparsi numerosi trattati sul tema della felicità. Essi non analizzano, tuttavia, la felicità in sé, ma i modi per raggiungerla. Questo libro cerca, invece, di presentare il fenomeno della felicità nella sua totalità, vale a dire nei suoi molteplici aspetti filosofici, linguistici, sociali ed etici. Esso vorrebbe essere quel libro che nel Medioevo non è stato mai scritto, ma che sarebbe stato certamente chiamato ’Summa de beatitudine’. Le opinioni dei filosofi e degli studiosi si uniscono, infatti, in questo volume alle speculazioni degli scrittori religiosi e sociali, alle affermazioni dei moralisti, gli aforismi dei saggisti, alle immagini dei poeti, alle percezioni dei romanzieri ed anche alla saggezza popolare distillata nei proverbi, nelle favole e nelle leggende. Uno dei risultati di questa rigorosa indagine è che l’irrangiungibilità della felicità è in gran parte un errore scaturito dai molteplici significati dati alla parola e che la felicità non è più lontana dalla condizione media dell’uomo di quanto lo sia l’infelicità. «Come ha detto Epicuro - ricorda Tatarkiewicz - una delle ragioni per cui la gente non è felice è il fatto che si immagina di non poterlo essere». Wladyslaw Tatarkiewicz, critico e filosofo tra i più significativi della cultura polacca contemporanea, si è formato a Parigi e a Zurigo, insegnando successivamente all’Università di Varsavia. La ’Storia della filosofia’ e un’ampia ’Storia dell’estetica’ costituiscono gli elementi di riferimento fondamentali di una produzione vasta e varia nei suoi interessi. Indice Introduzione Capitolo primo - Quattro nozioni di felicità Capitolo secondo - Definizione di felicità Capitolo terzo - Il concetto di felicità nel corso del tempo Capitolo quinto - Il piacere e la felicità Capitolo sesto - La felicità e l’infelicità Capitolo settimo - I piaceri Capitolo ottavo - Le sofferenze Capitolo nono - I piccoli piaceri Capitolo decimo - La felicità reale e la felicità prevista Capitolo undicesimo - La felicità e la salute mentale Capitolo dodicesimo - La felicità e il mondo Capitolo tredicesimo - La felicità e il tempo Capitolo quattordicesimo - Gli ostacoli alla felicità Capitolo quindicesimo - I fattori della felicità Capitolo sedicesimo - Le fonti della felicità Capitolo diciassettesimo - Il carattere e la felicità Capitolo diciottesimo - Regole negative per la felicità Capitolo diciannovesimo - Regole positive per la felicità Capitolo ventesimo - La possibilità di raggiungere la felicità Capitolo ventunesimo - La sfiducia nella felicità Capitolo ventiduesimo - La felicità utopistica Capitolo ventitreesimo - La ricerca della felicità Capitolo ventiquattresimo - L’edonismo e l’eudemonismo Capitolo venticinquesimo - Il diritto e il dovere di essere felici Parole e frasi comuni alcuni Aldous Huxley altre Aristippo Aristotele base Bentham Bertrand Russell bisogno bonheur buona caso certo ciclotimici circostanze cità completa concetto di felicità condizioni considerazione contribuiscono alla felicità coscienza delizia dell'uomo desideri diventadiverse dolore dovrebbe edonismo edonistica effetti emotivo emozioni Epicuro Epitteto esiste esperienza Etica Nicomachea eventi feli felicità umana filosofi fisica fonte di felicità Fontenelle forme di intrattenimento futuro gente George Eliot gioco gioiaHelvetius importante infelice intensa l'edonismo l'infelicità l'uomo lavoro licità maggior mente momento mondo morale natura necessario nessuna opinione ostacoli alla felicità passato paura pensare pensatori pensiero periodo persone pessimismo piacere piaceripiacevole polacco possibile possono presente propria felicità provare psicologico raggiungere la felicità realtà reazione regole rienza salute mentale Schopenhauer scopo scritto sembra Seneca sensazioni senso sente siamo sociale soddi soddisfatti della propria soddisfazione sofferenza soltanto sostenuto spesso Stendhal Stoici teoria uomo Utopie valore vivere XIX secolo XVIII secolo
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE . RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Percorrere fino in fondo un "sentiero interrotto". Tale è lo spirito con cui il presente studio si approccia al pensiero di Karl Lowith, ponendo al centro della propria disamina il suo scritto di abilitazione (L'individuo nel ruolo del co - uomo, 1928), nella convinzione che un confronto serrato con esso - una sua lettura interpretante - possa condurre alla piena esplicitazione di una prospettiva teorica la cui fertilità è stata, in parte dallo stesso autore, storicamente disattesa. Viene in tal modo a delinearsi il paradigma speculativo della Mitanthropologie (Antropologia del Con), che mira ad offrire una prospettiva innovatrice tanto in relazione al percorso filosofico lowithiano - proponendone un'interpretazione compiuta e complessiva proprio sub specie antropologica - quanto in un orizzonte più ampio che, per il tramite di un'analisi fenomenologica del Miteinandersein ("essere - l'uno - con - l'altro") - ulteriormente arricchita dal confronto con il mondo di maschere pirandelliano, ponga in relazione tale percorso con due significative esperienze che negli stessi anni dello scritto di abilitazione lowithiano muovevano i loro primi passi: il dialogismo di Martin Buber e, soprattutto, l'antropologia filosofica di Scheler, Plessner e Gehlen. Descrizione bibliografica Titolo: Io con tu: Karl Löwith e la possibilità di una Mitanthropologie Collana: Volume 23 di Filosofia e sapere storico Autore: Agostino Cera Editore: Napoli: Guida Editori, 2010 ISBN: 8860426960, 9788860426963 Lunghezza: 431 pagine; 22 cm Soggetti: Filosofia, Metodo, Architettura del testo, IRM, Feuerbach, Welten, Mitwelt, Freigabe, Kant, Scheler, Heidegger, Kierkegaard, Schmitt, Pirandello, Hegel, Libri Vintage, Fuori catalogo, Monografie, Saggistica, Idealismo tedesco, Antropologia, Storia, Nazismo, Esserci, Etica, Fenomenologia, Opere, Scritti filosofici, Mondo contemporaneo, Altruismo, Individuo, Novecento, Enigma, Dialogik, Philosophie des Geistes, Selbständigkeit, Selbstzwang, Selbstzweck, Sensualismus, Ethik, Kant, Feuerbach, Kierkegaards, Miteinandersein, Deutschen Idealismus, Alter ego, Altruismus, Altruistischen, Verhältnis, Mitwelt, Vexierfrage, Philosophy, Skepticism, Judaism, Nihilism, Metaphysics, German Idealism, Classics, Phenomenology, Works, Philosophical Writings, Contemporary World, Altruism, Individual, Being, Twentieth Century, Nazism, Books Out of print, Libri fuori catalogo, Modernità, History, Anthropology, Modernity Parole e frasi comuni altro interno antropocentrica antropologica approccio assiologia assume autentico Buber Carl Schmitt citazione co-uomo concetto confronto connotare costituisce critica d’essere Dasein decisione antropologia essere umano io Denkweg determinazione dialogo distanza ermeneutica esclusivamente esistenziale essenzialmente fenomeno fenomenologia Feuerbach filosofia fondo formula Gehlen Hegel Heidegger heideggeriana Helmuth Plessner Husserl interpretazione intesa ipseità Kant Karl Löwith Kierkegaard esito l’uno l’uomo löwithiana Martin Heidegger Mensch mente Mitanthropologie Miteinandersein Mitmensch Mitsein Mitwelt modalità momento mondo del Nietzsche ontologico originario paradigma patico Paul Valéry peculiare pensiero peraltro persona Plessner posizione possibilità problema questione radicale rapporto relati relazionale relazione riferimento riflessione rispetto risulta rivela ruolo saggio Scheler Schmitt senso simile skepsis specifico tema tentativo termini Tode ulteriore un’antropologia Welt Zeit
A CURA DI RITA MESSORI PRESENTAZIONE DI HUGO SCHMALE, INTRODUZIONE DI RITA MESSORI LA CITTà DEL SOLE 2002 243 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO PARI AL NUOVO. Contiene parte degli atti dei Colloqui zurighesi. Il colloquio come evento, frutto degli incontri zurighesi a carattere seminariale avvenuti a partire dal 1977 con colleghi appartenenti a diversi settori disciplinari, emerge in modo esplicito il senso che la pluralità delle forme espressive in generale e il dialeghesthai in particolare riveste per Grassi. I dialoghi platonici offrono l’occasione di pensare all'atto linguistico in modo nuovo: nel dialogo si realizza un colloquio. Il filosofo è mosso dal convincimento che occorre distinguere il dialogo dal colloquio, al fine di ritrovare il senso autentico di un dialogo non ridotto a monologo scientifico. Soggetti: Filosofia, Saggi, Umanesimo, Meditazioni, Semiotica, Scritti, Colloquio, Semiotik, Gespräch, Einleitung, Monologo, Dialogo, Evento semiotico, Conoscenza, Tragedia, Commedia, Concetti filosofici, Erasmo, Follia, Linguaggio, Identità, Metafora, Nietzsche, Parola, Ungaretti, Heidegger, Idealismo tedesco, Pensiero metaforico, Romanticismo, Critica, Jacob Bohme, Mitologia, Cultura, Vico, Dramma, Prometeo, Rinascimento, Arbeit, Lavoro, Platone, Marx, Storicismo, Storicità, Lichtung, Parousia, Poiesis, Praxis, Hegel, Novalis, Natura, Piacere, Anspruch, Ursprung, Appello, Impulso, deutscher Philosophie, Kunst und Mythos, Humanismus und Marxismus, Parola metaforica, Edizione critica, Zürich Discourses, Retorica, Classical rhetoric, Renaissance Philosophy, Thought, Poetry, Metafisica, Arbeit und Gelassenheit: Zwei Grundformen des Umgangs mit Natur. Zürcher Gespräche, Erfahrung, Mathieu, Metapherein, Studi in memoria, Philosophy, Essays, Humanism, Meditations, Semiotics, Writings, Colloquium, Monologue, Dialogue, Semiotic Event, Knowledge, Tragedy, Comedy, Philosophical Concepts, Erasmus, Language, Identity, Metaphor, Word, German Idealism, Metaphorical Thinking, Romance, Criticism, Mythology, Culture, Drama, Prometheus, Renaissance, Work, Plato, Historicism, Historicity, Nature, Pleasure, Appeal, Impulse, Metaphorical Word, Critical Edition, Rhetoric, Metaphysics, Studies in Memory
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI GENERALI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO; MACCHIETTE/INGIALLIMENTO DELLA COPERTINA. RARO. Questa edizione, destinata agli amici dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e curata da Bibliopolis - edizioni di filosofia e scienze, è stata impressa in 1000 esemplari su carta della cartiera del Varone. La stampa è stata eseguita dall'Istituto Grafico Italiano. Napoli, gennaio 1980 INTRODUZIONE. La conferenza su Hegel e l'ermeneutica che Gadamer ha tenuto il 22 aprile 1978 nell'Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli e che viene ora pubblicata insieme alle pagine in cui Gadamer ha poi raccolto i risultati della successiva discussione, presenta notevoli aspetti di interesse per delineare gli ultimi sviluppi del suo pensiero e, al tempo stesso, meglio individuarne alcune dimensioni fondamentali come il confronto con i greci e con Hegel e il rapporto con Heidegger. Descrizione bibliografica Titolo: Hegel e l'ermeneutica Titolo originale: Philosophie und Hermeneutik Autore: Hans-Georg Gadamer Introduzione di: Valerio Verra Traduzione di: Giuseppe Dolei ed Enzo Tota Editore: Napoli: Bibliopolis 1980 Lunghezza: 69 pagine; 24 cm Soggetti: Filosofia, Libri rari, Seminari, Lezioni, Conferenze, Corsi, Ermeneutica, Pensiero ermeneutico, Ontologia, Critica, Interpretazione, Verità, Comprensione, Problematica gadameriana, Gianni Vattimo, Pensiero debole, Martin Heidegger, Dialettica, Platone, Hegel, Collezionismo, Saggistica, Filosofia Greca, Cultura tedesca contemporanea, Anni Settanta, Studi filosofici, Pensiero greco, Estetica, Coscienza storica, Fenomenologia, Storicismo, Metodo, Autopresentazione, Aristotele, Kant, Whitehead, Wittgenstein, Wahrheit und Methode, Die Idee Guten zwischen Plato und Aristoteles, Hermeneutischer Zirkel, Dasein, Linguaggio, Idealismo tedesco, Griechische Philosophie, Essere, Metafisica, Scritti critici, Autocoscienza, Logica hegeliana, Spirito storico, Romanticismo, Heidelberg, Lettere, Husserl, Ancient Greek masters, Hermeneutical Studies, Absolute Spirit, Essere e tempo, Assoluto, Forza, Comprensione, Percezione, Mondo capovolto, Wissenschaft der Logik, Parmenide, Natura, Presocratici, Eraclito, Socrate, Scienza moderna, Schelling, Kierkegaard, Nietzsche, Marx, Kojève, Sartre, Ambivalenza, Pensiero hegeliano, Eredità, Religione, Cristianesimo, Esistenza, Spirito assoluto, Sein Und Zeit, Holderlin, Phanomenologie, Fenomenologia trascendentale, Fattualità, Logos, Storia Salvezza, Greci, Heilsgeschichte, Dilthey, Droysen, Ranke, Novecento, Confronti, Contrapposizioni, Sapere assoluto, Mondo antico, Libri Vintage Fuori catalogo, Philosophy, Rare books, Seminars, Lectures, Conferences, Courses, Hermeneutics, Hermeneutic thinking, Ontology, Criticism, Interpretation, Truth, Understanding, Gadamerian problematic, Weak thought, Dialectic, Collecting, Non-fiction, Greek philosophy, Contemporary German culture, Years Seventy, Philosophical studies, Aesthetics, Historical consciousness, Phenomenology, Historicism, Method, Self-presentation, Language, German idealism, Metaphysics, Critical writings, Self-awareness, Hegelian logic, Historical spirit, Romanticism, Letters, Being and time, Strength, Understanding, Perception, Upside down world, Parmenides, Nature, Presocratics, Heraclitus, Socrates, Modern science, Ambivalence, Hegelian thought, Heritage, Religion, Christianity, Existence, Absolute spirit, Transcendental phenomenology, Factuality, History of Salvation, Greeks, Twentieth century, Comparisons, Contrasts, Absolute Knowledge, Ancient World, Books Out of print
LA CITTà DEL SOLE 2001 418 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. INTONSO. Il confronto di Heidegger con la filosofia critica mostra perché l'"analitica esistenziale" di "Essere e tempo" dovesse inevitabilmente svolgersi in un'"ontologia fondamentale". Senza pretese di originalità (vezzo antico del manierismo) questo lavoro si propone di allineare uno degli assi della filosofia di Heidegger al problema metafisico della più classica tradizione razionalista, quello concernente le forme della differenza e del relativo accadimento: la trascendenza, l'estaticità temporale, la libertà individuale nel suo rapporto alla libera necessità dell'essere, l'irriducibile pluralità del linguaggio e dell'evento della politica. Descrizione bibliografica Titolo: L'interpretazione heideggeriana di Kant: sulla disarmonia di verità e differenza Autore: Stefano Maschietti Editore: Bologna: Società editrice il Mulino, 2007 Lunghezza: 238 pagine; 24 cm ISBN: 8815106553, 9788815106551 Collana: Volume 51 di Istituto Italiano per gli Studi Storici Napoli Soggetti: Filosofia, Martin Heidegger, Interpretazione heideggeriana, Immanuel Kant, Etica, Morale, Ontologia, Aporie, Dialettica, Prassi, Spazio-tempo, Dingbuch, Discorso, Verità, Politica, Doxa, Intuitività, Intuizione, Dasein, Esserci, Realtà, Mondo, Visibilità, Intelletto, Libertà, Critica, Ragione, Effettività, Contraddittorietà, Verbo, Hegel, Ottocento, Metafisica, Fenomenologia, Esistenzialismo, Logica trascendentale, Husserl, Determinazione, Fondamento, Descartes, Existenz, Giudizio, Lotze, Philosophie, Logik, Relazione, Conoscenza ontologica, Kantbuch, Ente, Cosale, Emil Lask, Paul Natorp, Metaphysik, Ragion pura, Metaphysik, Finitezza essenziale, Neokantismo, Voraussetzung, Soggettività del soggetto, Sein und Zeit, Bildung, Totalità, Pareyson, Saggi, Libri fuori catalogo, Bibliografia, Riferimento, Philosophy, Heideggerian interpretation, Ethics, Moral, Ontology, Aporias, Dialectics, Practices, Space-time, Speech, Truth, Politics, Intuitiveness, Intuition, Be there, Reality, World, Visibility, Intellect, Freedom, Criticism, Reason, Effectiveness, Contradictory, Verb, 19th century, Metaphysics, Phenomenology, Existentialism, Transcendental Logic, Determination, Foundation, Judgment, Relation, Ontological Knowledge, Entity, Pure Reason, Essential Finiteness, Subjectivity of the Subject, Totality, Essays, Books Out of print, Bibliography, Reference
prefazione di Lelio La Porta La Città del Sole 2005 311 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO, PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che miria una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l’impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo ‘globale’. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l’autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un’articolata ricostruzione dell’itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente ‘fedele’ al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l’uomo ‘totale’, l’uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l’ermeneutica critica lukácciana, l’equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l’immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l’autore non rinuncia a verificare di volta in volta l’irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell’opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un’operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e ‘peculiare costante’ in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo’ di ragione interna l’opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ‘ragione’ stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell’operato di György Lukács. ‘Tattica e etica‘, «fermezza e flessibilità», per l’appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell’esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l’asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell’antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l’autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ‘ragione’ etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell’uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – ‘si dà’ , si impone a titolo di superamento d’ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. E’ in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l’«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l’andamento ideologico, l’ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l’autore riconosce il valore d’insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l’eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. E’ qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un’autentica consapevolezza democratica.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che mima una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l'impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo globale. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l'autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un'articolata ricostruzione dell'itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente fedele al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l'uomo totale, l'uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l'ermeneutica critica lukácciana, l'equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l'immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l'autore non rinuncia a verificare di volta in volta l'irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell'opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un'operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e peculiare costante in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo' di ragione interna l'opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ragione stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell'operato di György Lukács. Tattica e etica, «fermezza e flessibilità», per l'appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell'esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l'asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell'antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l'autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ragione etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell'uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – si dà, si impone a titolo di superamento d'ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. È in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l'«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l'andamento ideologico, l'ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l'autore riconosce il valore d'insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l'eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. È qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un'autentica consapevolezza democratica. Descrizione bibliografica Titolo: György Lukács filosofo autonomo Autore: Tibor Szabó (Thibor Szabo) Prefazione di: Lelio La Porta Appendice: György Lukács: Testamento politico, tradotto da: Antonio Infranca Editore: Napoli: La Città del Sole, Dicembre 2005 Edizione, 2, Seconda Collaboratore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Lunghezza: 311 pagine; 23 cm ISBN: 8882922987, 9788882922986 Collana: Volume 117 di Il pensiero e la storia Soggetti: Filosofia, Esistenzialismo, Positivismo, Marxismo, Saggistica, Critica, Novecento, Pensiero filosofico, Opere generali, 1885-1971, Ricerca sociologica, Estetica, Ungheria, Protomarxismo, Anni Venti, Bucharin, Merleau-Ponty, Simone de Beauvoir, Sartre, Conversazioni, Ontologia, Umanesimo esistenzialista, Realismo, Espressionismo, Avanguardie letterarie, Distruzione della ragione, Teorie, Heidegger, Antropologia, Stalinismo, Dogmatismo, Scuola di Budapest, Ideologie, Morale, Antonio Gramsci, Testamento politico, Totalitarismo, Democrazia, Bibliografia, filozófus, Politikai filozófiája, Lukács és a modernitás. Lukács az európai gondolkodás történetében, Philosophy, Existentialism, Positivism, Marxism, Essays, Criticism, Twentieth Century, Philosophical Thinking, General Works, Sociological Research, Aesthetics, Hungary, Protomarxism, Twenties, Conversations, Ontology, existentialist Humanism, Realism, Expressionism, Literary Avant-gardes, Destruction of Reason, Theories, Anthropology, Stalinism, Dogmatism, Budapest School, Ideologies, Morals, Political Testament, Totalitarianism, Democracy, Bibliography, Libri Vintage Fuori catalogo, Avanguardie, Russia, unione Sovietica, Bolscevismo, Bucharin, Anni Venti, Estetica, Dogmatismo, Ideologie politiche, Scritti giovanili, Democrazia, Concezione dell'uomo, Scuola di Budapest, Rosa Luxemburg, Imre Nagy, Rakosi, Kadar, Romania, Rudas, Partito comunista, Bela Fogarasi, Fascismo, Thomas Mann, Kafka, Musil, Joyce, Weimar, Stalin, Out of print books, Avant-gardes, Bolshevism, Twenties, Aesthetics, Dogmatism, Political ideologies, Youth writings, Democracy, Man's conception, Communist Party, Fascism
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Gli scritti raccolti nel volume rappresentano gli ultimi esiti di un pensiero che ha animato il dibattito filosofico europeo di fine Ottocento e fecondato in alcune delle sue più rilevanti prospettive (dalla filosofia della vita all'ontologia heideggeriana) la filosofia del Novecento. Nella storia filosofica, infatti, ciò che si mantiene costante è la funzione della filosofia, la sua capacità di organizzare in modo funzionale alle varie epoche la totalità dei rapporti umani con la vita. Informazioni bibliografiche Titolo: La dottrina delle visioni del mondo. Trattati sulla filosofia della filosofia Autore: Wilhelm Dilthey Curatore: Giancarlo Magnano San Lio Introduzione di: Giuseppe Cacciatore Editore: Napoli: Guida Editori, 1998 Collana: Volume 46 di Micromegas ISBN: 8871882989, 9788871882987 Lunghezza: 404 pagine; 22 cm Soggetti: Filosofia, Storicismo, Kant, Schleiermacher, Religione, Fondazione storica e psicologica, Schelling, Ontologia, Heidegger, Filosofi tedeschi del XIX secolo, Scienze umane, Psicologia, Opere generali, Ermeneutica, Weltanschauungs-philosophie, Human Sciences, Writings, Philosophy of history, Hermeneutics, Scienze umane, Geisteswissenschaften, Libri Vintage, Fuori catalogo, Saggi, Critica storica, Ragione, Die Entstehung der Hermeneutik, Bernard Groethuysen, Philosophy, Historicism, Religion, Historical and Psychological Foundation, Ontology, 19th Century German Philosophers, Human Sciences, Psychology, General Works, Hermeneutics, Out of print Books, Essays, Historical Criticism, Reason Parole e frasi comuni antinomie Aristotele caratteristica cattolicesimo comprensione concetti concettuale concezione condizioni connessione mondo conoscenza contenuto contraddizione coscienza storica costituiscono Democrito determinato diltheyana disposizione vitale divinità dottrina Eraclito esperienze fondamentale fondamento fondazione forma forza funzione Geisteswissenschaften gnoseologica Gottinga greca Hegel intellettuale intuizioni Kant idealismo Leibniz logica medesimo metodo molteplicità monismo natura naturale panteismo pensiero Philosophie Platone positivismo principio problemi processo Protagora psichica psicologia analitica rappresentazione realtà reciprocamente relazione religione religioso Schelling scienze dello spirito empiriche sensibile sensismo separazione sistema metafisico sistematica sistemi filosofici soluzione Spinoza spirito spirituale stoicismo teleologica teoria totalità tramite trascendente universale visione del mondo volontà Weltanschauungslehre Wilhelm
In-8 (cm. 22.10), brossura, pp. XIV, 542, (2), con illustrazioni in bianco e nero fuori testo. Texte en français. Tracce d’uso minime, soprattutto al dorso; peraltro, volume in buono stato (good copy).