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2007191842Seuil Seuil, 2007. Fort in-8 broché (21 x 15 cm) de 1882 pages. Collection "Opus". Ce volume monumental regroupe les textes majeurs de François Jullien qui utilisent la pensée chinoise comme un « dehors » pour interroger les présupposés de la philosophie occidentale. L'ouvrage compile notamment Éloge de la fadeur, Le Détour et l'Accès, Procès ou Création, La Propension des choses, Figures de l'immanence, Fonder la morale et Traité de l'efficacité. À travers ces différents champs esthétique, morale, stratégie ou ontologie l'auteur met en lumière des concepts clés tels que l'écart, la transformation silencieuse ou le potentiel de situation. Un appareil critique comprenant un glossaire et un index raisonné complète cette somme indispensable. Cette édition dans la collection "Opus" est recherchée pour sa densité, permettant d'avoir l'essentiel de l'uvre de l'auteur réunie en un seul volume maniable, bien que dépourvue de rabats sur cette série. Très bon état.MOTS-CLÉS :
19050Paris, Librairie Vrin, Bibliothèque des textes philosophiques, 1959. In-8 (190x145mm) broché, 124 p. Quelques petites marques au crayon de papier (très facilement effaçables). Très bon état général.
br. L'occasione della stesura del trattato viene suggerita ad Immanuel Kant da Emanuel Swedenborg, uno svedese suo contemporaneo che, tra il 1749 e il 1758, pubblica un'opera intitolata Arcana coelestia, in cui sostiene di essere in contatto diretto con il mondo degli spiriti e le anime dei defunti. Lo scritto di Kant, nato come risposta alle sollecitazioni di molti intellettuali che chiedevano una sua opinione in proposito, lasciò tutti spaesati e venne reputato destabilizzante e ambiguo perché non si comprese se egli sostenesse o meno l'immortalità dell'anima. Scopo di questo pamphlet antimetafisico è infatti quello di mostrare, con una provocante vena ironica, quanto incapace sia la natura dell'uomo di conoscere lo spirito e tutto quel mondo immateriale che lo circonda. Kant inizia così a porre i primi paletti ai limiti conoscitivi della ragione umana, che saranno poi rinsaldati nella futura dottrina della "Dialettica trascendentale".
1995100125998Hackett Publishing Co Inc 1995 238 pages 14 1x21 6x1 9cm. 1995. Broché. 2 volume(s). 238 pages. Kant: Ethical Philosophy: Grounding for the Metaphysics of Morals and Metaphysical Principles of Virtue with "On a Supposed Right to Lie Because of Philanthropic Concerns" (Hackett Classics) + Critique of judgment
br. Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testo originale nell'edizione di Karl Vorländer. Traduzione di Pantaleo Carabellese. Revisione della traduzione di Rosario Assunto. Introduzione di Hansmichael Hohenegger. Per questa edizione, revisione della traduzione di Hansmichael Hohenegger.
br. Come ha scritto Jacob Taubes, nelle pagine de "La fine di tutte le cose" l'opera forse più ingiustamente trascurata dell'ultima fase della vita del grande maestro di Konigsberg - Kant conduce l'ambizioso progetto filosofico di "tradurre le dichiarazioni metafisiche dell'escatologia cristiana in una sorta di escatologia trascendentale". L'escatologia trascendentale ruota attorno a un duplice interrogativo: perché, in generale, gli uomini si aspettano una fine del mondo? E se questa viene anche loro concessa, perché proprio una fine che, per la maggior parte del genere umano, fa paura? Per Kant l'antica profezia apocalittica di San Giovanni prefigura, in simboli e immagini, il limite estremo della stessa attività del pensare, delineando la struttura paradossale di un "concetto con cui, al tempo stesso, l'intelletto ci abbandona e, addirittura, ha fine ogni pensiero".
Mm 110x180 Collana "Biblioteca Universale Laterza". Brossura originale, lix-629 pagine. Traduzione di Giovanni Gentile e Giuseppe Lombardo-Radice, introduzione di Vittorio Mathieu. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
199240980ABPaderborn [u.a.], Schöningh (= UTB für Wissenschaft / Uni-Taschenbücher Philosophie 1716), 1992. 8°, 125 S. mit einem s/w-Porträt, rote original Kartonage (Paperback), im Buch schon einige An- und Unterstreichungen mit (gut radierbarem) Bleistift, sonst gut und der Zustand natürlich im Preis berücksichtigt
183823613Stuttgart, Neff 1838. Pappeinband der Zeit mit goldgepr. RSchild. X S., 1 Bl., 201 S. 8°. Einband an den Kanten und Ecken etwas berieben und bestoßen. Stellenweise vereinzelt gering stockfl. Insgesamt gut erhaltenes Exemplar.
br. Il concetto dell'angoscia (1844), insieme a La malattia mortale, Aut-aut e Timore e tremore, è una delle opere capitali di Søren Kierkegaard (1813-1855). Come tutte le sue opere maggiori, anche questa viene pubblicata con uno pseudonimo: Vigilius Haufniensis; ossia "colui che vigila ad Haufnia", l'antico nome di Copenaghen. Per Kierkegaard nell'esistenza umana nulla è necessario: tutto è possibile. Ma proprio l'infinità e l'indeterminatezza delle possibilità fanno sentire all'uomo la sua impotenza. Si manifesta così l'angoscia, in cui l'esistenza si rivela come possibilità, come rischio dello scacco, del fallimento, dell'insignificanza totale, del nulla. L'angoscia accompagna costantemente l'esistenza dell'uomo, vi è essenzialmente connessa, ed è la prima tappa nel lungo e drammatico cammino verso la scelta religiosa, come incertezza angosciosa e sublime vissuta nel rapporto decisivo del singolo con Dio.
183823612Stuttgart, Neff 1838. Pappeinband der Zeit mit goldgepr. RSchild. XVIII, 408 S. sowie 8 Falt-Tafeln. 8°. Einband an den Kanten und Ecken etwas berieben und bestoßen. Stellenweise vereinzelt gering stockfl. Insgesamt gut erhaltenes Exemplar.
198544137Stuttgart : Urachhaus 1985. 150 S. ; 21 cm kart., Softcover/Paperback, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
19283088178Fulda: Fuldaer Actiendruckerei 1928. 97 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Halbleinenband. [Hardcover / fest gebunden].
2000100138214Princeton University Press 2000 150 pages in8. 2000. Broché. 150 pages.
br. Di tutte le questioni che hanno ossessionato per secoli la filosofia, non ve n'è una che sia stata risolta con generale soddisfazione: rimangono tutte controverse quando non invalidate per decreto degli stessi filosofi. E, prima di ogni altra cosa, l'Essere resta filosoficamente opaco, mentre tutto - ivi compresa la ricerca dell'Assoluto - tende verso la propria disintegrazione. Eppure, questa fallimentare ricerca non è affatto priva di senso. Nel suo argomentare spregiudicato e aforistico, Kolakowski lascia intravedere una via d'uscita: solo accettando questa sfida conoscitiva, è possibili accedere, se non alla Verità, almeno ad alcuni abili, volatili frammenti di essa. Un piccolo classico sul senso stesso del fare filosofia.
19626048206Köln, Universitätsverl 1962. 8°. 210 pp. Broschur. Kleiner Namensstempel auf Titel. Ganz vereinzelt kleinere Anstreichungen. Sonst sehr ordentlich.
200702646Paris : le Grand souffle, 2007. In-8 (22 cm) couverture souple à rabats, 315 pages, 442 gr.
1998100138212Northwestern University Press 1998 200 pages 15 39x1 8x22 94cm. 1998. Broché. 200 pages.
19324293xbvkBerlin, Junker und Dünnhaupt, 1932. vi, 93 Seiten. - Orig.-Umschlag m. Deckel- u. Rückentitel (etwas überstehend u. daher m. geringer Randläsur), gr.-8vo.
1933KW0673Bonn (Selbstverlag) 1933 (= Erste Ausgabe mit Widmung des Verfassers). 8°, Originalbroschur ( Paperback ) 72 S., 1
19631257331963 Les Editions du Cerf, Paris - 1963 - Complet en 2 volumes in-8 brochés - 238 + 373 pages
in-8°, 250 pp., broche, couv. Bel exemplaire. [TX-4]
brossura Il "Tractatus logico-philosophicus" di Wittgenstein attribuisce una forma ad entità a prima vista disparate: gli oggetti semplici; la realtà nel suo complesso; le proposizioni. In questo libro, Giorgio Lando pone la teoria della forma al centro delle tesi metafisiche e semantiche del giovane Wittgenstein. A partire da questa intuizione, molti temi spesso discussi isolatamente dagli interpreti possono essere interpretati in modo unitario e coerente: la "soluzione" del problema di Bradley sulle relazioni; il cosidetto "pensiero fondamentale", secondo cui la logica dei fatti non può avere rappresentanti; le ragioni della composizionalità semantica; i vincoli sulla natura degli oggetti semplici. Questa ricostruzione mostra che la crescente tendenza a considerare Wittgenstein come una figura irriducibilmente peculiare o come un ironista dedito solo a denunciare le insensatezze della metafisica è fuori strada: il Tractatus può essere utilmente analizzato e criticato con gli strumenti teorici della metafisica analitica contemporanea. Il volume contiene una prefazione di Pasquale Frascolla.
br. Nell'attuale dibattito filosofico il tema della rinascita dell'ontologia è molto presente. Troppo spesso prescinde però da un'esigenza basilare nella determinazione di un'ontologia: esprimere con chiarezza i modi in cui gli esseri umani pensano il proprio mondo. E questo il denominatore comune dei capitoli di questo volume, ciascuno dei quali applica tale esigenza basilare a un diverso ambito conoscitivo. E si tratta anche del fondamento dell'architettura della conoscenza, ossia della disciplina che consente di spiegare e giustificare la scelta di una determinata modellazione ontologica.
197312322Duncker & Humblot, Berlin 1973 (Erfahrung und Denken, Band 41). 224 Seiten. Brosch. Gebrsp. Umschlag etwas fleckig. Bleistiftanstreichungen u. Anmerkungen.