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2000100123224Georg Olms Verlag AG 2000 184 pages in8. 2000. Broché. 184 pages.
19605115Paris Flammarion 1960 In-12 234 pp, Bibliothèque de Philosophie scientifique, exemplaire non coupé
br. Per quale motivo gli abitanti della Terra hanno da sempre avvertito la chiamata del sacro? Qualsiasi nome sia stato assegnato a questo sentimento, si tratta di qualcosa di relativo alla volontà umana di conoscere. Una certa tradizione filosofica pare dirci che il compito dell'uomo è quello di ricercare la verticalità, mirando a spazi celesti, e lasciandosi alle spalle una processualità puramente orizzontale, la quale non può che spingerlo a lasciare lo spazio precedentemente occupato. Dona, al contrario, invita il lettore a dubitare che il Sacro richiami l'uomo all'esteriorità, e a ipotizzare invece che esso lo chiami a partire dalle profondità di un mare incondizionato sul quale è sospesa la nostra fragile esistenza terrena. Soltanto il vero creatore, colui che è capace di portare il non essere all'essere, sarebbe dunque in grado di disvelare il carattere incondizionato proprio al sacro. Postfazione di Salvatore Lavecchia.
br. Questo secondo volume di saggi, che appare dopo "II grande brivido", raduna scritti che rappresentano il vertice del pensiero metafisico di Coomaraswamy nel suo periodo più intenso e fecondo. Grazie all'incontro folgorante con le opere di Guénon, Coomaraswamy scopre la Filosofia Perenne quale Verità unica e immutabile in cui si radicano tutte le tradizioni sacre ortodosse dell'umanità - dall'induismo al cristianesimo, dal neoplatonismo all'islam -, «dialetti di un unico linguaggio spirituale» che conducono a una sola Realtà: quello Spirito eterno e immanente che, secondo quanto afferma il Vedanta, conosce, agisce, trasmigra. Il compito della metafisica è eminentemente pratico, e la ricerca si conclude soltanto quando il ricercatore stesso sia divenuto l'oggetto della sua ricerca.
SOCIETà EDITRICE INTERNAZIONALE S.E.I. 1966 251 PP. TIMBRO DI BIBLIOTECA ESTINTA ALLE PRIME DUE PAGINE E ALL'ULTIMA, PER IL RESTO CONDIZIONI ECCELLENTI. Soggetti: Filosofia, Umanesimo, Cultura, Saggi, Gilson, Tomismo, Sant'Agostino, Teologia, Etre, L'Altro, Eva, Giudizio Universale, Peccato Originale, Esistenza Filosofica, Ontologia, Dialettica, Metafisica, Spirito, Intelligenza, Intellettuali, Memoria, Pedagogia, La littérature et sa conscience, Jacques Maritain, Collezionismo, Cultura umanistica, Letteratura sacra, Libri rari, Libri Vintage Fuori catalogo, Filosofi francesi, Coscienza, Spiritualità, Trois vertus-clefs foi, espérance, charité, Tre virtù chiave: fede, speranza, carità, Antropologia filosofica, Creazione, Riposo, Dio, The evening of the sixth day, Philosophy, Humanism, French Culture, Essays, Gilson, Tomism, St. Augustine, Theology, The Other, Eve, Last Judgment, Original Sin, Philosophical Existence, Ontology, Dialectics, Metaphysics, Spirit, Intelligence, Intellectuals, Memory, Pedagogy, Collectibles, Humanistic culture, Sacred literature, Rare Out of print books, French philosophers, Conscience, Spirituality, Charitè, Three key virtues: faith, hope, Charity, Philosophical Anthropology, Creation, Rest, God, The evening of the sixth day
EDITORI RIUNITI 2002 A CURA DI ETTORE LOJACONO. FONDO DI MAGAZZINO, NUOVO. "La ricerca della Verità mediante il lume naturale" è il solo dialogo che Cartesio ci abbia lasciato. Pur incompleto costituisce una delle sue opere più leggibili e acute, ove evidente traspare la sua modernità: l'unica in cui, come Galileo nei suoi dialoghi, abbia posto a confronto direttamente le proprie posizioni con quelle di un rappresentante della scolastica. Dialogo eminentemente socratico, il volume evoca la figura del filosofo sotto la veste di Eudosso ed espone in forma piana, quasi pedagogica, i punti nodali della speculazione metafisica cartesiana.
br. Al fine di evitare la devastazione del mondo è necessario separare l'uomo da Dio, sì che l'uomo senta questa mancanza come un aiuto. Perché come un aiuto? Per sentire il dolore della sua propria mortalità, del suo essere strappato dal Dio. Solo attraverso la costanza di tale solitudine - contrapposta al dimorare hegeliano e paolino del Dio in noi - può essere presentita anche la gioia per l'apparizione futura del Dio. La massima tristezza e il massimo piacere sono qui uniti. Ma il dolore è prima.
brossura I corsi che Martin Heidegger tenne dal 1919 al 1923 a Freiburg i.B. mostrano fin dal loro esordio il ruolo determinante dell'esperienza del mondo e dell'evento di significatività che a essa corrisponde. Il libro ripercorre i documenti di questo periodo seguendo il filo conduttore del mondo della vita (Lebenswelt), tema che accompagna il lavoro di rinnovamento della fenomenologia, inteso dal giovane docente come un approfondimento critico della via tracciata da Husserl. Ambiente, collettività e ipseità sono le tre coordinate del mondo della vita prese in esame dalla ermeneutica della vita fattizia sviluppata in questi anni di intensa sperimentazione che getta le basi per "Essere e tempo" (1927). Preparate nei primi anni friburghesi e rielaborate nel successivo periodo marburghese, l'analitica esistenziale del Dasein e la questione dell'essere che la guida si generano infatti lungo la traiettoria aperta da quella iniziale fenomenologia ermeneutica del mondo della vita, tesa tra l'evento impersonale del mondo e l'esistenza che in esso si dischiude, afferrata nella sua autenticità.
2007191842Seuil Seuil, 2007. Fort in-8 broché (21 x 15 cm) de 1882 pages. Collection "Opus". Ce volume monumental regroupe les textes majeurs de François Jullien qui utilisent la pensée chinoise comme un « dehors » pour interroger les présupposés de la philosophie occidentale. L'ouvrage compile notamment Éloge de la fadeur, Le Détour et l'Accès, Procès ou Création, La Propension des choses, Figures de l'immanence, Fonder la morale et Traité de l'efficacité. À travers ces différents champs esthétique, morale, stratégie ou ontologie l'auteur met en lumière des concepts clés tels que l'écart, la transformation silencieuse ou le potentiel de situation. Un appareil critique comprenant un glossaire et un index raisonné complète cette somme indispensable. Cette édition dans la collection "Opus" est recherchée pour sa densité, permettant d'avoir l'essentiel de l'uvre de l'auteur réunie en un seul volume maniable, bien que dépourvue de rabats sur cette série. Très bon état.MOTS-CLÉS :
2015191839Gallimard Gallimard, 2015. In-8 broché (22,5 x 14 cm) de 252 pages. Collection "Bibliothèque de philosophie". Traduit de l'allemand par Pascal David. Ce volume rassemble le cours professé par Heidegger au semestre de hiver 1941, ainsi qu'un séminaire du semestre d'été de la même année. Heidegger y propose une interprétation renouvelée du traité de Schelling sur la liberté humaine (1809), qu'il considère comme le « cur de toute la métaphysique de l'Occident ». L'analyse se concentre sur la distinction entre « fond » et « existence », explorant la solidarité entre la liberté et le mal. C'est également un texte crucial où Heidegger clarifie sa propre conception de l'existence par rapport à celles de Kierkegaard et Jaspers. L'ouvrage est complété par des notes et des annexes facilitant la compréhension des références contextuelles de l'auteur. Comme il est d'usage dans cette collection chez Gallimard à cette période, l'ouvrage ne comporte pas de jaquette. Très bon état
in-8°, 250 pp., broche, couv. Bel exemplaire. [TX-4]
10251,Paris, Félix Alcan 1897, 251 pp., 1 vol. in 8 br. plat inf. rép.
br. La misura dell'umano e, conseguentemente, la dismisura del divino s'impongono in questo lavoro come i termini attraverso i quali ripercorrere la filosofia di J.-L. Marion quale è esposta in alcuni suoi primi scritti come "L'idolo e la distanza e Dio senza essere". In essi il filosofo francese indaga la questione della fine della metafisica attraverso il problema della morte di Dio e dell'ontologia heideggeriana, nel segno della possibilità di un discorso su Dio in grado di emanciparlo tanto dai limiti ristretti del pensiero metafisico e dell'ontoteologia che lo riducono inevitabilmente a un "Dio", circoscritto da quelle virgolette che sono la cifra visibile nel corpo del testo scritto della misura dell'umano, quanto da quelli inediti di una differenza ontologica che si manifesta come un altro nuovo e inatteso ostacolo per la rivelazione. Unica via possibile sarà un pensiero del dono come messa fuori gioco della differenza stessa, conquistato attraverso un serrato confronto con E. Lévinas e J. Derrida.
br. Una nuova e rivoluzionaria interpretazione del pensiero metafisico di Spinoza e una sua ricostruzione sistematica che non ne sacrifica l'audacia. Yitzhak Y. Melamed arriva a teorizzare la capacità del pensiero di abbracciare l'interezza dell'estensione divina, senza tuttavia sconfinare nell'idealismo: il dualismo che tiene insieme pensiero ed esistenza - una delle chiavi per la comprensione del pensiero di Spinoza - viene salvaguardato con una cura metodologica impressionante.
br. Una nuova e rivoluzionaria interpretazione del pensiero metafisico di Spinoza e una sua ricostruzione sistematica che non ne sacrifica l'audacia. Yitzhak Y. Melamed arriva a teorizzare la capacità del pensiero di abbracciare l'interezza dell'estensione divina, senza tuttavia sconfinare nell'idealismo: il dualismo che tiene insieme pensiero ed esistenza - una delle chiavi per la comprensione del pensiero di Spinoza - viene salvaguardato con una cura metodologica impressionante.
GUERINI E ASSOCIATI 1992 FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO
brossura Per dimostrare l'esistenza di Dio occorre partire dall'idea di Dio. Se tale idea fosse analogica (del finito) verrebbe meno la necessarietà dell'inferenza: il finito presupporrebbe l'Infinito. Per l'Assoluto Realismo l'idea di Dio è l'idea dell'Essere trascendente. Infatti l'idea dell'essere, l'«essere» alla coscienza, è necessaria perché costituente la coscienza (non decidiamo noi di avere qualcosa alla coscienza, cioè di trascendere il dato). Ora, in quanto necessaria non può essere idea di nulla per cui deve sussistere necessariamente la Realtà di cui è idea: è idea dell'Essere, costituente il trascendentale che permette alla mia coscienza di trascendere il trascendibile. L'idea dell'Essere è un id quo (non un concetto presupponente già il trascendimento) che, nella mediazione originaria, fonda necessariamente la coscienza (trascendimento del dato) e la libertà (l'intervallo della scelta). Ma la certezza della Realtà dell'idea dell'Essere è laicamente «vuota di esperienza di realtà»: con la certezza di Dio, non si dà l'esperienza di Dio. L'esperienza di Dio è possibile solo con la libertà (con una scelta di fede) che la stessa idea di Dio pone in quanto dispositivo.
CAROCCI 1999 236 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. L'intera storia delle istituzioni umane è piena di società discriminatorie, che davano e danno di volta in volta per scontato che gli schiavi, gli stranieri, le donne e ogni altro genere di "diversi" non siano soggetti morali e giuridici nella loro pienezza. Ma se - seguendo Kant - il soggetto morale è libero, e se la libertà non può essere descritta, chi sia il soggetto morale non solo non è ovvio, ma non può mai esserlo. Se il soggetto dell'etica e della politica deve essere pensato come un soggetto libero, una filosofia pratica così impostata non sa e non può "vedere" coloro di cui parla. Ci troviamo di fronte alla questione della "giustizia degli invisibili": è possibile costruire un'etica e una politica che assumano la soggettività morale come un problema e non come un dato di fatto' Svolgendo un argomentato confronto con Kant e con un mondo pluralistico e gerarchico come quello della filosofia greca antica - e in particolare con Platone - l'autrice mostra che possiamo scegliere, per dominare la questione, due itinerari alternativi: a) assumere come data un'immagine e una gerarchia particolare di soggetti morali (come nella metafisica di Aristotele) e trattare etica e politica come qualcosa di valido per loro, e solo per loro: oppure b) assumere come postulato la libertà del soggetto morale, e cercare di costruire le leggi etiche basandoci il meno possibile sulla descrizione delle creature cui siamo abituati a riconoscere dignità etica. Il primo itinerario si rivela un vicolo cieco, appena si mette a confronto con la storia, la quale ci mostra che l'inclusione e l'esclusione dalle comunità morali non sono così ovvie come appaiono al metafisico; il secondo si caratterizza perché tiene aperto un problema - quello dell'"invisibilità" del soggetto morale - che si rifiuta di risolvere. Parte prima. Kant, il soggetto e la libertà/Il tribunale della ragione: un´introduzione teoretica/Ragione contemplante o ragione giudicante'/La deduzione nell´opera di Kant/I confini della ragione pratica/La ragione come canone critico/La libertà come chiave dei moralisti critici/I confini della ragione pratica: il sentiero liberale/I confini della ragione pratica: la via cosmopolita/Una provvisoria conclusione/Parte seconda. Termini di confronto: la pluralità dei soggetti morali nel mondo greco/Il problema del soggetto in un universo morale esclusivo/La delimitazione del soggetto morale nel mondo greco/Lisistrata e l´emarginazione femminile/Platone e il problema del soggetto morale/Il dilemma di Eutifrone/La giustizia degli invisibili/Aristotelismo: comunità ed esclusione/ Aristotelismo e neoaristotelismo: la comunità politica e la misura del valore/Un primo esempio di riabilitazione: le tesi di MacIntyre/ Un secondo esempio di riabilitazione: John Finnis e l´evidenza del bene/Parte terza. Termini di confronto: liberalismi fra menzogna e utopia/Menzogna e utopia' Il problema del soggetto in due liberalismi contemporanei/ Introduzione: liberals e communitarians/Una interpretazione di alcune posizioni liberali contemporanee alla luce del problema del soggetto/Le promesse non mantenute di John Rawls/Rawls e il problema del soggetto/Una pietra di paragone: Rawls e le comunità non contrattuali/La libertà in Rawls e in Kant/Neutralità e liberalismo/Liberalismo e libertà come valore/ La libertà come valore: il paradosso del Grande Inquisitore/Fantasmi della libertà/Peter Singer: un Grande Inquisitore utilitarista/Concetti descrittivi di libertà: la libertà come diversità
20180Neuchatel, La Baconnière, Langages, 1974. In-8 (210x140mm) broché, 193 p. Quelques petites marques au crayon de papier (très facilement effaçables). Très bon état général.
br. Come ha scritto Jacob Taubes, nelle pagine de "La fine di tutte le cose" l'opera forse più ingiustamente trascurata dell'ultima fase della vita del grande maestro di Konigsberg - Kant conduce l'ambizioso progetto filosofico di "tradurre le dichiarazioni metafisiche dell'escatologia cristiana in una sorta di escatologia trascendentale". L'escatologia trascendentale ruota attorno a un duplice interrogativo: perché, in generale, gli uomini si aspettano una fine del mondo? E se questa viene anche loro concessa, perché proprio una fine che, per la maggior parte del genere umano, fa paura? Per Kant l'antica profezia apocalittica di San Giovanni prefigura, in simboli e immagini, il limite estremo della stessa attività del pensare, delineando la struttura paradossale di un "concetto con cui, al tempo stesso, l'intelletto ci abbandona e, addirittura, ha fine ogni pensiero".
EDISUD SALERNO 2003 358 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO E INTONSO. La ragione postmoderna legge il presente in funzione di 2 distinte caratteristiche: 1.il presente è la stagione del frammento e della molteplicità dei punti di vista; 2. il presente è la stagione del postmoderno, l'epoca che viene dopo il moderno, oltre le ideologie e i miti che hanno caratterizzato il pensiero dell'Occidente, generando spesso totalitarismi e violenze.
Mm 135x210 Saggi Blu. Brossura editoriale di pp. 189. Diffuse sottolineature a matita, anche colorata, in tutto il testo, esemplare da studio. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.