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ill., br. Le arti hanno sempre portato il mondo dei fatti verso un altrove. La parola poetica è sempre stata una forma di superamento dei confini utilitaristici della vita comune. Fin dall'origine l'umanità ha utilizzato le invenzioni simboliche (parole, immagini, segni) per comunicare, e insieme ha affidato loro il compito di aprire verso dimensioni non totalmente governabili e conoscibili. Tecnologia e vertigine, immanenza e ulteriorità. Padronanza del mondo e abbandono a un oltre. Qui si indaga questo doppio movimento, in cui ogni oltrepassamento si serve della materialità di un'esistenza contingente. Non si dà potenza letteraria se non a partire dall'esistenza, in carne e ossa, di un autore e delle sue immagini. Non si dà possibilità di estasi se non nella materia vivente, nella quotidianità di una forma di vita. In questo libro i due autori diventano uno, facendo esperienza del trasporto della parola dall'io all'altro, dalla padronanza di un soggetto pensante all'abbandono al pensiero altro di un altro. Oltre l'idea dell'identità autoriale, il pensiero fluisce nell'estasi, in un fuori che ci contiene e ci esclude, ci accoglie e ci inghiotte.
ill., br. "Ogni volta è un gesto del corpo e del pittore che fa apparire l'immagine, cioè la presenza vera di quell'assente che si proietta verso se stesso ritornando a sé per offrirsi come spettacolo, gioco di tratti o di macchie, disposizione di ciò che è effettivamente incorporato nel corpo che dipinge." (Jean-Luc Nancy)
ill. Attraverso l'esame di alcune tele che hanno segnato la storia della pittura (da Lotto a Matisse), il filosofo Jean-Luc Nancy ci porta di fronte a quell'"oggetto" misterioso che compare nel ritratto e attorno al quale si organizza tutto lo spazio pittorico: lo sguardo. E' lo sguardo a "esporre" il soggetto in pittura e a presentarlo al nostro stesso sguardo. Giocando con la somiglia, la seduzione del ritratto sta nel suo modo di richiamarci a sé facendoci vedere ciò che non può essere visto. In queste pagine quindi il filosofo rimette in gioco la definizione del ritratto e il suo senso, aprendo nuovi percorsi tra arte e filosofia.
20031153822003 Editions Bayard, Collection "Biographie" - 2003 - In-8, broché, couverture illustrée - 429 p.
ill., br. Masaccio e la «Crocifissione», con il suo fondo dorato che ferisce gli occhi, con la Maddalena prostrata ai piedi della croce; Haydn e la musica delle «Sette ultime parole del nostro Redentore in croce», espressione straziante del sacrificio di sé. Masaccio e Haydn si fondono in un'unica immagine, come ci svela questo dialogo d'eccezione. Le parole di Cristo morente si fanno suono e senso universale che trascendono l'immagine stessa, divenendo pura astrazione.
In-8 (cm. 21), brossura illustrata, pp. 391, con 183 tavole in bianco e nero e a colori. In ottimo stato (nice copy).
118921Paris, Librairie Philosophique J. Vrin 1995, 215x135mm, 160pages, broché. Hommage et signature de l’auteur sur le haut de la page de faux-titre. Bel exemplaire.
124 pages. Topics: The Future of American Defense; Sulfate Aerosol Climatic Change; The Molecular Architects of Body Design; When is Seeing Believing - digital manipulation of photographs; Liquid Mirrors of mercury or gallium; AIDS and the use of injected drugs; The Terror Birds of South America; Particle Metaphysics. Moderate wear. Clean and unmarked. Sound copy. Magazine
195915323Paris P.U. F 1959 In-12 104 pp, Initiation philosophique, exemplaire partiellement coupé, intérieur frais ; rousseurs sur le brochage.
1978R320042078ARMAND COLIN. 1978. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. paginé de 145 à 286 pages.. . . . Classification Dewey : 110-Métaphysique
brossura Un manuale teorico-pratico sulla dimensione della luce come linea guida per accedere ai più alti valori dell'umanità: arte, etica, conoscenza, libertà, giustizia, uguaglianza, solidarietà, in un viaggio esplorativo attraverso testi che analizzano varie sfaccettature del prisma artistico-labirintico di alcune costellazioni concettuali originatesi nel corso del pensiero e dell'arte contemporanea. Filosofi come Marx, György Lukács , Adorno, Derrida, artisti quali Bacon, Pistoletto, Garutti sono alcuni studiosi esaminati. È di straordinaria importanza il concetto che non vi è discontinuità tra l'operare antico (la pittura, che a qualcuno potrebbe sembrare anacronistico), e le "installazioni", la video arte, o qualsiasi altra perfomance, considerate tra le "tendenze" più moderne, così come esistono strettissime connessioni tra la luce, l'erotismo e l'alchimia, la cui repressione procede storicamente di pari passo con quella sessuale, in particolare in questo triste periodo, nel quale si producono contrazioni di vari diritti fondamentali dei cittadini.
in-8, 251 p., fig. in-t., index, broche, couv. Bel exemplaire. [CA-1]
brossura In questo volume si presenta il saggio di Guido Morpurgo-Tagliabue Aristotelismo e Barocco che costituisce una pietra miliare dell'interpretazione novecentesca del Barocco. In esso - libero dai pregiudizi illuministici, romantici e infine crociani - il Barocco, attraverso una lettura sistematica dei testi d'epoca, viene rivalutato in positivo quale tentativo d'originale risposta alla crisi dell'Umanesimo e del Rinascimento. La "mentalità barocca" viene così ricostruita scientificamente come in laboratorio e osservata nei suoi concetti portanti, nelle sue tipiche realizzazioni, nelle sue principali zone d'irradiazione. La riproposizione di questo studio fondamentale è arricchita da un saggio attuale estremamente polemico, Il Barocco e noi: perché non siamo e come siamo barocchi, nel quale l'autore sviluppa una critica lucida e succosissima delle manifestazioni emergenti nella contemporaneità.
IN FRANCESE
br. L'estetica, prima di essere il carattere proprio dell'arte, è un dato fondamentale della sensibilità umana. Il sentimento estetico è un sentimento di piacere e di ammirazione che, quando è intenso, diventa meraviglia e felicità. Può essere suscitato da uno spettacolo naturale, da un'opera d'arte, ma anche da oggetti o opere che noi estetizziamo. Per la prima volta nella sua lunga carriera Edgar Morin riunisce in questo libro le proprie riflessioni sulla bellezza, l'arte e il sentimento estetico. Da dove viene la creatività artistica? Cosa significano ispirazione o genio? Da Lascaux a Beethoven, da Dostoevskij a Orson Welles, Edgar Morin richiama le opere e gli artisti che l'hanno segnato e accompagnato, per mostrare la profondità dell'esperienza estetica. Le grandi opere non sono solo divertissements: consentono la comprensione della condizione umana, con le sue commedie e le sue tragedie.
pp. xv, 413. 8vo. Original full cloth binding. Original worn dust jacket. Text beginning to brown. OCC 6
In 8', leg. ed. con sovrac., pp. XXVII+336, volume in ottimo stato, minimi segni del tempo.In inglese.
Mm 145x215 Rivista Aesthetica Pre-print, n. 9, settembre 1985. Brossura editoriale di 80 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. L'autentico uomo di fede, nell'elaborazione e nell'approfondimento della sua relazione con Dio, è da sempre drammaticamente dilaniato da un dubbio profondo: a Dio è in qualche modo possibile pervenire anche con la sola forza della ragione umana (analogia entis) o tutto ciò che di Lui possiamo sapere è solamente quanto accogliamo nel Revelatum (analogia fidei)? Potremmo dire che intorno a questa domanda si è decisa l'intera storia della teologica cristiana occidentale. Ed è proprio a questa esigenza, ovvero a quella di raggiungere Dio con la nostra ragione, che viene in soccorso l'analogia entis, che però non ha in alcun modo la pretesa di esaurire al proprio interno la conoscenza di Dio, e cioè di comprenderlo per come egli è. Essa custodisce piuttosto in sé il desiderio di rinvenire quel qualcosa di comune al Creatore e alla creatura per il cui tramite l'uomo possa finalmente essere in grado di pensare la relazione d'amore originaria che lo 'lega' a Dio. E solamente nel pensarsi immersa in questa relazione con il Creatore la creatura riesce a pensare qualcosa di quest'ultimo. Nel pensiero di questa relazione sta infatti quel poco che con la nostra ragione siamo in grado di pensare di Dio. Ma questo poco, a ben vedere, è proprio ciò che, stando a Tommaso d'Aquino, ci rende felici. L'allegria della mente che consegue al pensiero di Dio (genitivo oggettivo) si fa però autentica beatitudo solo nel pensiero di Dio (genitivo soggettivo) reso manifesto nel Revelatum. Questi due movimenti non si escludono affatto: l'analogia entis in un certo senso precede e prepara il terreno all'analogia fidei, che, nel suo affacciarsi all'interno del discorso teologico, non vanta alcuna pretesa egemonica. Potremmo pertanto affermare che un pensiero di Dio (genitivo oggettivo) è non solo analogicamente possibile, ma anche necessario, consci però del fatto che il Deus-Esse incontrato può assumere il volto del Qui est solamente se ci si apre alla prospettiva dell'analogia fidei.
Moraux, PaulReale, GiovanniCicero, VincenzoTognoli, Stefano L'Aristotelismo presso i Greci. 2.1: Gli aristotelici nei secoli 1. e 2. d. C.. Milano, Vita e pensiero 2000 italian, 505 2000. "Centro di ricerche di Metafisica" vol.83. Opera con copertina morbida in brossura e alette. XXI, 505 p. ; 22 cm. SL.11.
Volume edito in occasione della mostra di Bologna, Galleria Comunale d'Arte Moderna, 2 aprile - 4 giugno 1989 organizzata in collaborazione con la Direzione Relazioni Culturali Olivetti. Scritti di Renzo Zorzi, Pier Giovanni Castagnoli, Milton Glaser e Marilena Pasquali. Numerose ill. in nero e a colori. Testo in italiano/inglese . 8vo. pp. 112. . Molto buono (Very Good). . . .
Catalogo di mostra, Colonia, Bonn, Dortmund 1980. A cura di Stefania Massari. 80 ill. in bianco e nero.Schede delle opere, biografia, mostre principali, bibliografia . 8vo. pp. 130. . Molto buono (Very Good). . . .