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Nicolai Hartmann Etica: metafisica dei costumi. , Editori Napoli 1972, Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 251<br>
br. In questo saggio sono presentati i concetti e le nozioni fondamentali di una teoria metafisica denominata eventualisino. L'eventualismo concerne il reale nella sua interezza e ogni alcunché accertato, considerato o supposto come esistente. La metafisica eventuale considera l'intero reale e i suoi costituenti come enti dinamico-eventuali che sono in continuo cambiamento: il reale è caratterizzato da enti e da processualità che generano alcunché e la loro trasformazione. La metafisica eventuale sostiene che il carattere ontico primario di ogni alcunché è di essere eventuale: esso è quello che è ma anche quello che potrebbe essere: eventuale è quel qualcosa di un alcunché che non è effettivamente realizzato, ma potrebbe esserlo. La metafisica eventuale considera il reale e gli alcunché onticamente esistenti indipendentemente da un soggetto che accerti la loro esistenza.
Octavo in grey-pink cloud illus wraps; 282 p.
xxxiv, 118 p. Hardcover Very good condition, in worn leather
In-8 gr. (mm. 261x182), p. pelle coeva (picc. segni di tarlo al piatto anter. e al dorso), cornice dorata ai piatti, decoraz. oro al dorso, pp. XVIII,109, con ritratto di Papa Pio VI, cui è dedicata l’opera, inc. in rame all’antiporta. Cfr. Melzi,I, p. 390: “(auctore Fr. Ludovico Civini, ord. praed. in Coll. Germ. Hung. Metaph. Profess.)”. Esemplare ben conservato.
A clean, unmarked copy with a tight binding. 254 pages.
Hachette - Joubert - Debécourt - Ladrange, Paris - Giraud, Nîmes. 1843. In-8 Carré. Broché. Etat d'usage. Plats abîmés. Dos satisfaisant. Quelques rousseurs. 512 pages. Papier muet encollé sur le dos, le consolidant. Etiquette de code sur la couverture. Quelques tampons de bibliothèque. Manques sur les bords des plats. 2e plat très abîmé. De l'être punissable. De l'intelligence. De la parole. De la moralité. La société produit l'être...
pp. 200, (1) [List of Illustrations], (8) [Publisher's catalogue]. Numerous illustrations. 8vo. Original full brown cloth embossed binding. Spine decorated in gold gilt. Printed bookplate for F.B. Ellis, Duncannon, PA. Ellis was a student at Lafayette College, Class of 1891. An important and popular work, which first appeared as 'Essays on the Anatomy of Painting'. It compares the muscles and expressions in man with those of animals. In this post-Darwin edition the connection with physinogomy and phrenology was made manifest (with the aid of the addition of some woodcuts from the various Fowler & Wells phrenological publications). Its influence on art (especially in England) is recognized, but deserves further study. A very nice copy of a fascinating book. **PRICE JUST REDUCED! OCC 12.
GUIDA 1999 158 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO. Edmund Husserl e Wilhelm Dilthey: due figure centrali dello scenario filosofico contemporaneo, sostenitori di due posizioni - quella fenomenologica e quella storicistica - solo apparentemente distanti fra loro. Con un’ermeneutica testuale particolarmente circoscritta, questo libro mette a confronto i due pensatori in forma immanente, sintetica e non-storiografica, sostenendo la tesi che la questione della storia non sia secondaria in Husserl e che la prospettiva fenomenologica non si estranea a Dilthey. Molti interpreti hanno ritenuto che il problema della storia non abbia trovato posto nella fenomenologia husserliana, perché la sua presenza avrebbe scardinato la struttura eidetico-trascendentale. Renato Cristin chiarisce qui questo equivoco che, insieme ad alcuni malintesi della critica, è di ostacolo a una più precisa comprensione del pensiero di Husserl. Al tempo stesso viene mostrato viene mostrato come Dilthey, nel legame con la critica kantiana della ragione e nel ’’principio di fenomenicità’’, utilizzi, nella sua ultima fase, alcuni elementi caratteristici del mondo fenomenologico. Renato Cristin (1958) è docente di Ermeneutica filosofica all’Università di Trieste. Ha curato l’edizione italiana di opere di Husserl, Heidegger, Gadamer. Ha inoltre pubblicato: ’Heidegger e Leibniz’ (Milano 1990); ’Phänomenologie in Italien’ (Würzburg 1995); ’Europa al plurale. Filosofia e politica per l’unità europea’ (Venezia 1997); ’Razón y subjetividad. Después del postmoderno’ (Buenos Aires 1998); ’La fenomenologia e l’Europa’ (Napoli 1998); ’Fenomenologia’ (Milano 1999) Indice: Premessa: Gli equivoci dell’interpretazione Fenomeno storia I. SCenario II. La critica di Husserl allo storicismo - Storia e filosofia rigorosa - Relativismo come relazionismo III. L’esperienza della storicità. La nozione di Erlebnis tra principio di fenomenicità e coscienza trascendentale - Heidegger. La piega ontologica della storicità - La psicologia e il principio di fenomenicità - L’Erlebnis e la storia IV. Il mondo-della-vita come mondo storico - L’intersoggettività come fenomeno della comprensione storica - Il mondo-della-vita come oggetto della comprensione fenomenologica - a) Il mondo come vita e come storia - b) Dilthey: vita e mondo storico - c) La storicità come orizzonte fluente Appendice - E. Husserl, Lettera a Dietrich Mahnke del 26 dicembre 1927 - E. Husserl, Per un confronto con Dilthey - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 3 agosto 1929 - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 16 novembre 1930 - E. Husserl, Lettera a Georg Misch del 27 novembre 1930 - E. Husserl, Riflessione sul nostro metodo di considerare la storia Indice dei nomi Parole e frasi comuni base comprendere comprensione comunità concetto concettuale concezione conoscenza coscienza costituisce critica della ragione Dasein definire dell'esistenza dell'esperienza dell'essere Den Haag Dilthey diltheyana Edmund Husserl eidetica Erlebnis ermeneutico esperienze viventi esplicitamente essenze essenziale fattuale fenome fenomenologia trascendentale filosofia flusso fondamentale fondazione fondo Gadamer Heidegger Husserl Husserliana vol Ibid Ideen individuale infatti intenzionale interpretazione intersoggettiva intesa Kant Krisis l'Erlebnis l'esperienza Lebenswelt Leibniz Lettera Mahnke Meditazioni cartesiane menologia metafìsica metodo fenomenologico metodologica Misch monade mondo storico mondo-della-vita nomenologica nozione nuovo ontologica pertanto Phanomenologie Plan der Fortsetzung posizione possiamo possibilità principio di fenomenicità problema proprio prospettiva psichica psicologia punto di vista radicale ragione storica rapporto rappresenta realizza realtà relativismo relatività relazione Ricerche logiche rienza riflessione ruolo scientifica scienza rigorosa scienza storica scienze dello spirito senso serliana significa sione soggettività trascendentale soltanto spirituale storia storico-ermeneutico struttura sviluppo teleologia tematica temporale teoria trad universale viene Weltanschauung Yorck
Mm 140x210 i Robinson/Letture. Brossura editoriale con alette, pp. 131. Pari al nuovo (as new). Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill., br. I testi di questo fascicolo di Filosofia dell'arte sono stati scritti in occasione di una conferenza internazionale, tenutasi all'Università di Praga, dove proprio settant'anni fa Husserl lesse la magistrale conferenza che costituì il nucleo fondamentale della "Crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale". Innanzitutto il lettore coglierà una chiara discriminante tra saggi essenzialmente teorici e saggi che affrontano in modo specifico esperienze artistiche. In secondo luogo troverà una serie di studi che non hanno una relazione esplicita con il pensiero di Husserl, ma contaminano la propria ricerca attraverso la fenomenologia
416p. Lithographed frontis. 8vo. Original full brown publisher's cloth binding. Spine decorated in gold. Top and bottom of spine torn. Five leaves torn. Dampstained. Foxed. Early inked ownership. Book plate of Beverley Robinson Potter. verse drama that enjoyed a phenomenal success in the nineteenth century, a retelling of the Faust legend, full of Byronic diction, liberal theology, and Victorian social and political aspirations. OCC 12
br. Konrad Fiedler (1841-95) è il primo studioso che si pone in senso specialistico come teorico dell'arte figurativa. L'intento che domina ogni suo scritto è infatti quello di sviluppare un'analisi rigorosa dell'arte autonoma da ogni altro sapere affine, anche dall'estetica e dalla storia dell'arte. Per questo il suo contributo, prima ancora di arrivare agli studiosi, conquistò l'attenzione degli artisti, presso i quali si diffuse con rapidità e in profondità, divenendo uno dei maggiori ispiratori delle poetiche artistiche di primo Novecento. Del resto la riflessione di Fiedler fu strettamente legata al lavoro degli artisti, sia avvalendosi dell'osservazione ravvicinata del loro operare (un'amicizia fortissima lo legò al pittore Hans von Marées e allo scultore Adolf von Hildebrand, e strettissima fu la vicinanza a molti altri artisti), sia nell'ambizioso obiettivo di una riflessione sull'arte che avesse come scopo principale la risoluzione di problemi legati alla loro esperienza. La presente edizione raccoglie tre saggi particolarmente significativi del pensiero fiedleriano: Sulla valutazione delle opere d'arte figurativa (1876), il suo saggio d'esordio, e Sull'origine dell'attività artistica (1887), il saggio più noto e più importante, presentati in una nuova traduzione integrale; nonché Tre frammenti su realtà e arte, uno scritto incompleto che fu probabilmente il suo ultimo lavoro, per la prima volta tradotto in italiano. Toccano tutti in modo illuminante problemi essenziali della riflessione estetica: il giudizio, la creazione artistica, la relazione tra occhio e mano, e il rapporto tra arte figurativa, linguaggio, pensiero e realtà. I testi, finemente curati da Andrea Pinotti e Fabrizio Scrivano, sono corredati da un'accurata rassegna critica e bibliografica che illustra la penetrazione del pensiero di Fiedler nella cultura artistica e filosofica; e una particolare attenzione è dedicata alla sua ricezione italiana. Affiancandosi a Il problema della Forma nell'arte figurativa di Hildebrand, con gli Scritti di Fiedler sono ora presentati in questa collana i testi fondamentali dei teorici della "pura visibilità".
BOLLATI BORINGHIERI 2001, FONDO DI MAGAZZINO: LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO, MA VOLUME PERFETTO, ASSOLUTAMENTE PARI AL NUOVO Come si sono formati il Sole e la Terra? Come finiranno? Ci sono altre Terre o siamo soli nell'Universo? L'esplorazione spaziale, di cui l'autore è uno dei protagonisti nell'ambito dei programmi di lancio delle sonde Voyager e Cassini, ci ha insegnato sul nostro sistema solare e sulla sua origine nel corso di una generazione più di quanto l'umanità sia riuscita a mettere insieme in quaranta secoli di storia. In questo volume l'autore ci presenta i molteplici aspetti dell'Universo e del Sistema solare, raccontando quattro miliardi e mezzo di anni di una storia che risulta molto diversa da quella che crediamo di conoscere.
Melchiorre, Virgilio Figure del sapere. Milano, Vita e pensiero 1994 italian, 306 1994. "Centro di ricerche di Metafisica. Sezione di Metafisica e storia della metafisica" vol.11. Opera con copertina morbida in brossura e alette. VIII, 306 p. ; 22 cm Scritti già pubbl. SL.11.
br. Come suggerisce il sottotitolo, non c'è alcun filo rosso che lega i saggi che compongono questo volume sul piano dei contenuti. Ciò che li accomuna è il fatto che si tratta o di lavori che finora sono rimasti inediti, in tutto o in parte, o che comunque lo sono stati in italiano. La prima parte, Figure, presenta scritti che si concentrano su aspetti particolari di studiosi noti e meno noti: Erwin Panofsky (di cui viene preso in considerazione il saggio del 1927 sud'"imago pietatis"), Frederik Adama van Scheltema (di cui viene tratteggiata la filosofia della storia e della storia dell'arte), Hans Belting (di cui viene indagato il rapporto con l'ermeneutica). Risulta più a sé stante l'articolo conclusivo, nel quale vengono sviluppate alcune considerazioni sul museo contemporaneo a partire dal Museo del Silenzio di Fara in Sabina. La seconda parte, "Bilanci", si apre con un saggio che prova a rileggere l'iniziativa, promossa in Germania a metà degli anni Ottanta, che va sotto il nome di "Funkkolleg Kunst" e termina con un tentativo di ricostruzione della ricezione degli scritti su Paul Klee di Placido Cherchi.
Mm 230x210 Catalogo della mostra di Genova, Banco di Chiavari e della Riviera Ligure, 1-30 giugno 1985. Brossura editoriale di 100 pagine, numerose illustrazioni in bianco e nero e a colori. Esemplare in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Per quali ragioni il filosofo che lavori sul cinema è tuttora considerato poco "serio", alla stregua del dilettante perditempo o del chierico infedele? E per quali ragioni, almeno in Italia, è ancora tenacemente presente la convinzione che, per quanto ci si possa sforzare di congiungerli, cinema e filosofia restino due ambiti irrevocabilmente distinti? Questo libro risponde a tali interrogativi, ritraendo un quadro variegato e stimolante della natura evocativa del cinema. La prima parte del testo approfondisce le molte e decisive questioni attinenti alle peculiarità del cinema, nel contesto della tradizione filosofica occidentale da Aristotele a Heidegger. La seconda e la terza parte si soffermano rispettivamente sull'opera di alcuni grandi maestri del cinema contemporaneo (Truffaut ed Eastwood, Fellini e Wilder, Spielberg e Garrone, Wenders e Scorsese) e su alcuni film memorabili (Moulin Rouge! e Il mestiere delle armi, American Beauty e Chicago, per citarne alcuni). Senza voler proporre una nuova teoria sul cinema, e ancor meno la rimasticatura aggiornata di una fra le tante concezioni del cinema oggi in circolazione, il libro ci dimostra in che senso e con quali suggestive implicazioni si può affermare che davvero i film "pensano".
br. Per quali ragioni il filosofo che lavori sul cinema è tuttora considerato poco "serio", alla stregua del dilettante perditempo o del chierico infedele? E per quali ragioni, almeno in Italia, è ancora tenacemente presente la convinzione che, per quanto ci si possa sforzare di congiungerli, cinema e filosofia restino due ambiti irrevocabilmente distinti? Questo libro risponde a tali interrogativi, ritraendo un quadro variegato e stimolante della natura evocativa del cinema. La prima parte del testo approfondisce le molte e decisive questioni attinenti alle peculiarità del cinema, nel contesto della tradizione filosofica occidentale da Aristotele a Heidegger. La seconda e la terza parte si soffermano rispettivamente sull'opera di alcuni grandi maestri del cinema contemporaneo (Truffaut ed Eastwood, Fellini e Wilder, Spielberg e Garrone, Wenders e Scorsese) e su alcuni film memorabili (Moulin Rouge! e Il mestiere delle armi, American Beauty e Chicago, per citarne alcuni). Senza voler proporre una nuova teoria sul cinema, e ancor meno la rimasticatura aggiornata di una fra le tante concezioni del cinema oggi in circolazione, il libro ci dimostra in che senso e con quali suggestive implicazioni si può affermare che davvero i film "pensano".
FILOSOFI AMERICANI CONTEMPORANEI INTRODUZIONE DI ENZO PACI BOMPIANI 1939 343 PP. SEGNI DEL TEMPO, BUONE SE NON OTTIME CONDIZIONI GENERALI, CON ANCORA L'ACETATO EDITORIALE DI SOVRACCOPERTA.
Introduzione - Scritti di: N. Abbagnano, A. Aliotta, V. Arangio-Ruiz, A. Banfi, A. Baratono, F. Battaglia, G. Bozzetti, P. Carabellese, A. Carlini, E. Castelli, G. Galli, C. Giacon, A. Guzzo, V. La Via, M. Maresca, C. Mazzantini, F. Olgiati, U. A. Padovani, A. Pastore, A. Renda, , M.F. Sciacca, U. Spirito, L. Stefanini 1 24x17 cm., in brossura, con piccoli risvolti, pp. 393 (4), non refilate, prima edizione, in italiano, piccoli segni d'uso, ma buon esemplare. Firma di appartenenza
MIMESIS 2005, VOLUME ALLO STATO DI NUOVO. L'espressione "marxismo analitico" o "marxismo della scelta razionale" definisce un insieme di autori che cerca un nuovo approccio ai concetti fondamentali del materialismo storico, quali sfruttamento, classe, lotta di classe, agire collettivo, usando gli strumenti e le tecniche della scienza sociale analitica contemporanea. Questa corrente mostra un'esigenza di chiarezza e rigore non comuni nella tradizione marxista. È data grande importanza all'esatto significato dei concetti e al processo di deduzione attraverso il quale si arriva a determinate conclusioni. Gli esponenti più rappresentativi, presi in considerazione in questo lavoro, sono Jon Elster, Gerald A. Cohen e John Roemer.
ill., br. La comprensione della necessità di un ritorno al vincolo del mistero che, in fondo, è riconsiderazione della configurazione della ragione in forma di risposta a un appello - e per questo incapace di un'autentica sovranità - costituisce il filo conduttore di tutto il testo. La minuziosa disamina degli snodi fondamentali del testo narrativo di Hoffmann fa tutt'uno con la successiva parte che costituisce il volume, e nella quale il venire alla luce della falsa autonomia moderna trova la sua fondazione filosofica attraverso un interessante, e lucido, rimando tra le posizioni di Heidegger, Girard e Maritain. Si potrebbe quasi giungere ad affermare che Bigini utilizza la continua triangolazione di questi tre autori come una chiave interpretativa basilare capace di mostrare non solo la verità del testo hoffmaniano in contrapposizione ad alcune precedenti interpretazioni, ma anche il suo dispiegarsi nella forma di una critica che è possibile comprendere solo attraverso la comparazione tra le due possibili dinamiche esistenziali - una fondativa e l'altra degenerativa - della trascendenza e dell'autonoma immanenza.
br. Cento anni fa Georg Simmel intitolava "Filosofia del paesaggio" un suo saggio famoso. Oggi, però, il discorso sul paesaggio sembra migrato verso altre discipline, come l'architettura o l'ecologia. Questo libro vuole riaffermare che il paesaggio è un oggetto precipuo della riflessione filosofica, perché non può essere compreso e salvaguardato se ci si rifiuta di prendere in considerazione la sua dimensione estetica. Si tratta dunque di ripercorrere la ricca riflessione filosofica sul paesaggio che si è sviluppata nel corso del Novecento, e di qui muovere a comprendere le sfide che pone la situazione del nostro tempo: il rapporto tra paesaggio e arte, in particolare quello con il cinema e con l'arte ambientale; il confronto critico con l'estetica ambientale e i suoi tentativi di dissolvere il paesaggio nell'ambiente; i diversi orientamenti dell'estetica e dell'ecologia. Ma si tratta anche di capire quale idea del paesaggio stia dietro gli interventi che su di esso si attuano, e in particolare quali concezioni fondano le politiche di tutela e riqualificazione, nella convinzione che il modo in cui ci rappresentiamo il paesaggio risulta decisivo per il modo in cui lo abitiamo.
br. György Lukàcs non è stato soltanto un grande teorico di estetica - o della specificità del fatto estetico, come l'autore preferiva definirlo -, ma è stato uno dei massimi filosofi del Novecento. Assieme all'"Estetica di Heidelberg", questo libro comprende gli scritti, appartenenti all'età giovanile, in cui iniziano a porsi le questioni che Lukàcs svilupperà nei suoi capolavori successivi fino alla messa a fuoco di un'estetica di carattere valutativo. Tra tutti il rapporto di contrapposizione tra l'opera artistica e l'opera scientifica, divisi dall'imprescindibile tema della forma e la considerazione dell'opera d'arte come "forma significativa" specifica, quale concetto-chiave che troverà definitiva sistemazione nella tarda "Estetica".