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ill., br. Quindi è un libro di cinema? Non esattamente, o meglio, non soltanto, anche se tratta di immagini animate o di animazione. Parla piuttosto di disegno e di giochi, di trance, di sogno, di spettri, di unione e disgiunzione dell'anima e del corpo... Un libro di storia dell'arte, di antropologia, di filosofia? Non direi, anche se prendo a prestito concetti di queste discipline per raccontare una storia che in fondo è la storia di tutte le storie: quella della trasformazione del corpo in figura e della sua comparsa nella rappresentazione. Cerco le tracce di questo fenomeno nelle forme più disparate, dall'universo di Krazy Kat o di Little Nemo, al cinema burlesco o scientifico, dal tarantismo del Sud d'Italia alle mitologie indoamericane... E perché il titolo Anime primitive? Le anime primitive sono le anime separate, come lo sono le figure. Perché una figura appaia bisogna che un corpo scompaia: la figurabilità non è altro che il racconto di una separazione. È per questo che la questione della rappresentazione è così connessa al lutto e a sua volta il lutto ci rimanda sempre all'enigma della rappresentazione. «In L'anima primitiva, Lucien Lévy-Bruhl descrive i morti, o meglio i fantasmi, come degli esseri che somigliano ai vivi ma sono "incompleti e decaduti": al momento delle loro apparizioni hanno piuttosto l'aria di fantasmi o di ombre, anziché di esseri reali. Hanno un corpo simile al nostro, ma senza consistenza o spessore. Alla logica dell'essere si sostituisce quindi una logica dell'apparire: i ghosts sono figure persistenti che si caricano di un effetto di ritardo o di sospensione».
Mm 170x240 Colana "Studi Filosofici" - Volume nella sua brossura originale, 301 pagine. Copia come nuova, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
(metafisica)[ANNOTAZIONI]su l'esame imparziale dei due primi libri della Metafisica Sublimiore. Firenze, 1818, in 16, 56 + 12 pp, cop.muta. [Euro 18,00]
[Postincunabolo] (cm. 31) bella mz. pergamena antica ben restaurata, piatti a stampa rosso e nero (sec. XVI).-- cc. 11 + 1 c. bianca. Caratteri gotici, testo a due colonne, capilettera ornati, grande marca in fine a fondo nero. Edizione originale di grande rarità. Manca all' Adams e a molta bibliografia consultata. Per la bella marca tipografica vedi: Kristeller "Italienischen Buchdrucker und Verlegerzeichen" pag. 111 n° 281, ma a fondo nero anzichè rosso. Frontis lievemente ombreggiato assieme all' ultima carta bianca che ha una leggera gora in alto. peraltro esemplare molto bello, marginoso e stampato con grande eleganza tipografica. * Bm. Stc. p. 683; * Brunet VIII (supplement) 809, cita una copia nella Biblioteca Nazionale stampata su pergamena. Il Census Iccu, registra solo quattro copie nelle biblioteche italiane.[f42] Libro
Derrida Jacques-Cariolato Alfonso Antonin Artaud : forsennare il soggettile. Milano, Abscondita 2005 italian, 114 ST1096A Brossura editoriale, volume in ottime condizioni, copertina in condizioni eccellenti, interno come nuovo, legatura salda 114 pagine circa Copertina come da foto
Mm 170x240 Brossura editoriale con bandelle, pagine VII-200. Opera in perfette condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY
ill., br. Importanti ritrovamenti archeologici e indagini etnografiche mettono in evidenza come le condotte estetiche costituiscano un elemento essenziale dei processi attraverso i quali la nostra specie ha costruito e incessantemente costruisce il proprio mondo e la propria identità. Considerazioni come questa ci spingono ad abbandonare la tradizionale concezione dell'estetico come elemento marginale nello studio delle culture umane, riportandolo nel cuore dell'esistenza concreta degli individui e delle società. Questo libro inaugura una riflessione antropologica fondamentale sulla complessità e diversità dei fenomeni estetici da un punto di vista cognitivo e comportamentale, sociale e individuale, storico ed evolutivo. Nella sua ambizione interdisciplinare, l'autore ha l'obiettivo di parlare non solo agli specialisti dell'estetica filosofica ma anche agli studiosi di scienze umane che nelle loro ricerche entrano quotidianamente in contatto con i fenomeni e le categorie dell'estetico.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Massimo Iiritano, dottore di ricerca in Filosofia della religione, è stato allievo di Sergio Quinzio. Attualmente, è docente incaricato di Antropologia delle religioni all'Università per Stranieri di Perugia e collabora con l'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha svolto attività didattica e di ricerca presso diverse Università, italiane e straniere. Suoi contributi sono apparsi in numerose riviste nazionali e internazionali. Tra le sue più recenti pubblicazioni, ricordiamo: Apocalisse della Verità, Napoli 2003; B. Forte - S. Quinzio, Solitudine dell'uomo, solitudine di Dio (ed.), Brescia 2003; Il Messia povero. Nichilismo e Salvezza in Sergio Quinzio (ed.), Soveria Mannelli 2004. Descrizione bibliografica Titolo: Apocalisse della verità Autore: Massimo Iiritano Prefazione di: T. Gioino In appendice uno scritto inedito di: Sergio Quinzio Editore: Napoli: La Città del sole, 2003 Collaboratore: ISE: Istituto italiano per gli studi europei Lunghezza: 149 pagine; 21 cm; illustrato ISBN: 8882922049, 9788882922047 Collana: Volume 2 di Anacronie Soggetti: Filosofia, Verità, Concezione filosofica, Spiritualità, Religione, Fede, Esistenzialismo, Walter Benjamin, Metafisica, Gioacchino da Fiore, Essere, Rivelazione, Arte moderna, Destino, Profezie, Europa, Estetica, Escatologia, Profezia, Storia, Modernità, Ebraismo, Nichilismo, Dissoluzione, Auflosung, Eschaton, Kairos, Tragedia, Tragico, Iconografia, Dialettica, Ripresa, Gjentageslsen, Religioni, Techné, Fine della storia, Kierkegaard, Teologia, Saggistica, Philosophy, Truth, Philosophical Conception, Spirituality, Faith, Existentialism, Metaphysics, Being, Revelation, Modern Art, Destiny, Prophecy, Europe, Aesthetics, Eschatology, Prophecy, History, Modernity, Judaism, Nihilism, Dissolution, Tragedy, Tragic, Iconography, Dialectics, Shooting, Religions, End of History, Theology, Nonfiction
br. La metafisica oscilla tra la sacralizzazione, erudita o religiosa, e il rifiuto, per difficoltà o inutilità. Eppure, grazie alla sua dimensione di distanza e gratuità, ci permette di pensare il mondo e noi stessi al di là di qualsiasi timore o dogma. In quanto condizione stessa del pensiero, la metafisica ci offre la possibilità di pensare il nostro stesso pensiero, di osservarne strutture, articolazioni e limiti. A partire dalle categorie che strutturano l'accesso al reale (essere, materia, vita e pensiero), ci invita a prendere in considerazione il pensabile e anche l'impensabile. Ed è in ciò che consiste l'arte della conversione: senza dogmatizzare o difendere una tesi, si gode dell'esercizio stesso del pensiero. Con questo testo, Oscar Brenifier ci offre un esempio di quest'arte, proponendo uno scritto di filosofia, assumendo il rischio insito nell'esercizio del pensiero che pratica una doppia prospettiva non solo formale, ma fondata sull'esperienza vissuta del reale.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. BUONE/OTTIME CONDIZIONI GENERALI: BRUNITURA, MACCHIETTE/FIORITURE, SEGNI DEL TEMPO E USURA DI PARTE DEL RETRO DI COPERTINA. FILIASI, Giuseppe. - Nacque a Napoli nel 1872, da Luigi Giacomo, di nobile famiglia napoletana, e da Maria Milano Franco. Primo di nove fratelli, condusse vita molto ritirata: le poche fonti pervenute accennano a motivi di salute che, nonostante fosse avviato agli studi classici, lo costrinsero a lasciare ben presto l'Università, e a continuare ad approfondire da autodidatta quegli studi scientifici e filosofici che lo appassionarono per tutta la vita. Cattolico sincero, sebbene non sempre apprezzato dal cattolicesimo ufficiale, il F. tentò nella sua opera fondamentale, gli Appunti di fisica e metafisica, di armonizzare in un'ampia sintesi i risultati della scienza moderna, i principi della teologia e il pensiero filosofico. L'opera, incompiuta, fu data alle stampe, in tre momenti successivi a Napoli: il primo volume apparve nel 1913, il secondo nel 1917, infine il terzo nel 1926. Il F. stesso, nelle Avvertenze e Prefazioni che antepose ai tre volumi, denunciò le difficoltà di ordine diverso che aveva incontrato nel dare alla sua opera sviluppo sistematico e carattere unitario; solo gradualmente, infatti, si era reso conto della vastità del disegno, così da dover ripiegare sulla pubblicazione provvisoria di un primo volume, Le intuizioni, che riguardava la sola prima parte dell'opera, cui sarebbe dovuta seguire, in un momento successivo, la seconda parte, Le sensazioni. Inoltre il F., ansioso di sottoporre il lavoro al giudizio della critica, si accontentò di una versione incompleta: il primo volume fu dato alle stampe privo degli ultimi due fondamentali capitoli (VIII e IX), in cui l'autore, svolti i principî filosofici che dovevano armonizzare la sua concezione teistico-dualistica con le sue teorie fisiche (cap. VIII), avrebbe dovuto "trattare della Natura e della Divinità e però dei rapporti fra Dio e il Mondo e quindi sviluppare la parte più specialmente metafisica" (Avvertenza, 1913, p. XXI). Tuttavia l'opera passò quasi completamente sotto silenzio, se si eccettuano due recensioni, una di G. Gentile sulla Critica del 1916; l'altra, apparsa anonima, su Civiltà cattolica il 1º luglio 1916 (cfr. Prefazione al secondo volume). Per quanto riguarda la pubblicazione, sempre provvisoria ed incompiuta, degli altri due volumi, l'autore accenna a motivi di salute ed anche a difficoltà economiche. Descrizione bibliografica Titolo: Appunti di fisica e metafisica. Intorno ad alcune odierne vedute sulla costituzione della materia e sulla interpretazione dei fenomeni naturali. Fisica, Chimica e meta-chimica. L'unità delle sensazioni. Le matematiche trascendentali e la conoscenza delle cose. Gli spazi meta-geometrici e l'evoluzione degli esseri viventi. La Natura e la Divinità. Parte prima: Le intuizioni. Comprende (incompiuto): Sulle presenti cognizioni scientifiche dell’uomo e sulla loro possibile coordinazione filosofica. Saggio di sintesi ontologica Autore: Giuseppe Filiasi Editore: Napoli: Luigi Pierro, 1913 Lunghezza: 215 pagine; 26 cm Soggetti: Scienze naturali, Scienza, Matematica, Fisica, Saggi, Trattati, Filosofia scolastica, Pensiero scientifico e filosofico, Relativismo, Pragmatismo, Spiritualismo dualista e trascendentista, essere e non-essere, Cosmologia, L'inerzia, il principio di causalità e il dogma della creazione, Meccanica generale, Libri rari, Vintage, Antichi, Vecchi, Novecento, Intellettuali, Morale cristiana, Verità, Dissertazioni, Astronomia, Divulgazione, Esistenzialismo, Scoperte scientifiche, Annibale Pastore, Meccanicismo, Logica, Filosofia antica, Greca, Aristotele, Platone, Democrito, Eraclito, Sofistica, Teologia, Evoluzione, Metafisica, Cosmogonia, Kant, Laplace, Faye, Turpin, Lebon, Arrhenius, Binet, Mueller, Federico Enriques, Mach, Duhem, Fornari, Opere generali, Ontologia, Natural Sciences, Science, Mathematics, Physics, Essays, Treatises, School Philosophy, Scientific and Philosophical Thinking, Relativism, Pragmatism, Dualistic and Transcendental Spiritualism, Being and Non-Being, Cosmology, Inertia, the Principle of Causality and the Dogma of Creation, General Mechanics, Rare Books, Vintage, Ancient, Old, Twentieth Century, Intellectuals, Christian Moral, Truth, Dissertations, Astronomy, Disclosure, Existentialism, Scientific Discoveries, Mechanism, Logic, Ancient Philosophy, Greek, Aristotle, Plato, Democritus, Heraclitus, Sophistic, Theology, Evolution, Metaphysics, Cosmogony, General works, Ontology
brossura Le pagine che seguono non sono la Metafisica. Non oserebbero presentarsi in quel modo. Ciò sarebbe profanare la sua dignità. Come indicato dal titolo, esse sono semplicemente degli appunti: note orientative per uno studente che inizia, per ruscelli e piccoli canali, ad immergersi nel mare senza sponde della più elevata e nel contempo più profonda delle umane scienze.
br. Nell'attuale dibattito filosofico il tema della rinascita dell'ontologia è molto presente. Troppo spesso prescinde però da un'esigenza basilare nella determinazione di un'ontologia: esprimere con chiarezza i modi in cui gli esseri umani pensano il proprio mondo. E questo il denominatore comune dei capitoli di questo volume, ciascuno dei quali applica tale esigenza basilare a un diverso ambito conoscitivo. E si tratta anche del fondamento dell'architettura della conoscenza, ossia della disciplina che consente di spiegare e giustificare la scelta di una determinata modellazione ontologica.
Mm 150x215 Brossura editoriale di 188 pagine. Talloncino al retro tagliato, peraltro copia eccellente. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Spine lightly browned. Some minor wear to two corners of wraps. Former owner's name to ffep. ; ; Open Court Classics P61; 160 pages
<p>18 cm, rilegatura in tela, titolo in oro al dorso, sovracop. illustrata; p. 388</p>
br. Rivista annuale di studi filosofici.
br. "Arte come esperienza" costituisce uno dei maggiori contributi della cultura angloamericana all'estetica del Novecento. In quest'opera Dewey non si limita a elaborare una filosofia dell'arte come disciplina specialistica. Emerge qui un nuovo paradigma per l'esperienza in generale, individuato nell'estetico quale ordine di perfezionamento e compimento delle istanze sensoriali ed emotive dell'uomo. Ne deriva una concezione attenta a cogliere e vagliare criticamente le fitte relazioni dell'arte e dell'estetico sia con le dinamiche esperienziali sia con le realtà sociali che le alimentano. Dewey mette così a fuoco motivi di crisi della cultura contemporanea, delineando l'impalcatura di un'antropologia nutrita anche dai frutti delle rivoluzioni artistiche primonovecentesche. Questi caratteri hanno reso "Arte come esperienza" un classico per le riflessioni sull'esperienza estetica, illuminante per importanti artisti, da Josef Albers a Mark Rothko, e oggi ancora al centro dell'attenzione in vari ambiti cruciali del dibattito filosofico.
br. Tutte le culture hanno un'idea del bello e dell'arte, ma non tutte la elaborano in forma teorica consapevole ed esplicita. Il Medioevo - dopo secoli in cui è stato trattato solo come periodo buio e barbaro - è stato riscoperto come un'epoca ricca di riflessioni sulla bellezza, sul piacere estetico, sul gusto, sul bello naturale e artistico, sui rapporti tra l'arte e le altre attività umane. Questo volume racconta, in modo accessibile anche al lettore non specialista, le tappe di un dibattito che presenta aspetti drammatici e avvincenti. Ripercorrendo le riflessioni medievali sul bello, la misura, la proporzione, l'armonia, Eco ci permette di capire meglio la mentalità, il gusto, gli umori dell'uomo medievale - il filosofo, il religioso, ma anche il contadino comune, il fedele analfabeta, l'uomo della strada, che proprio attraverso il Bello arrivava a Dio.
br. Perché un volume sul rapporto arte e filosofia? Perché da sempre l'arte pone domande fondamentali alla filosofia. E perché da sempre la filosofia sa che, solo interrogando l'esperienza artistica, può far comprendere nella forma più adeguata e piena la ragione della volontà di verità; del bisogno, tipicamente umano, di sciogliere il mistero della vita, di carpirne i segreti. Le vicende dell'arte occidentale sono sempre state decisamente condizionate da prospettive essenzialmente filosofiche; e quasi sempre la filosofia ha riconosciuto proprio nella potenza della raffigurazione artistica il senso e dunque il destino stesso dell'epoca di volta in volta indagata. In questo lavoro l'autore cerca di ripercorrere le vicende di tale rapporto.
br. Tutta la produzione artistica ha sempre come punto di partenza l'incontro con un "segno", il quale si rivela fondamentale proprio perché ci costringe a pensare. Il costituirsi di una certa idea di gusto estetico ha finito per incarnarsi nel tipo sociale che edifica la propria identità prendendo parte agli eventi culturali con la stessa attenzione con cui si guardano le vetrine dei negozi. Questa è la diagnosi che viene ricostruita e contestata da Mario Autieri. Una possibile teoria del riconoscimento dell'oggetto artistico non deve per forza avere questo esito negativo, ma può invece legarsi a forme creative di ripetizione e a strategie di costruzione retorica, senza prescindere dalle basi materiali dell'arte stessa. Chiamando in causa pensatori come Adorno, Derrida, Merleau-Ponty e Benjamin, nonché personalità quali il regista Lars von Trier, gli architetti Koolhaas e Le Corbusier e i musicisti Reich e Glass, l'autore cerca di spiegare perché una particolare forma di ripetitività non è un impoverimento dell'arte, ma piuttosto il modo in cui la vecchia aura dell'opera d'arte si è posata su dimensioni prettamente sensibili, come la costruzione del mood degli ambienti.
br. Tutta la produzione artistica ha sempre come punto di partenza l'incontro con un "segno", il quale si rivela fondamentale proprio perché ci costringe a pensare. Il costituirsi di una certa idea di gusto estetico ha finito per incarnarsi nel tipo sociale che edifica la propria identità prendendo parte agli eventi culturali con la stessa attenzione con cui si guardano le vetrine dei negozi. Questa è la diagnosi che viene ricostruita e contestata da Mario Autieri. Una possibile teoria del riconoscimento dell'oggetto artistico non deve per forza avere questo esito negativo, ma può invece legarsi a forme creative di ripetizione e a strategie di costruzione retorica, senza prescindere dalle basi materiali dell'arte stessa. Chiamando in causa pensatori come Adorno, Derrida, Merleau-Ponty e Benjamin, nonché personalità quali il regista Lars von Trier, gli architetti Koolhaas e Le Corbusier e i musicisti Reich e Glass, l'autore cerca di spiegare perché una particolare forma di ripetitività non è un impoverimento dell'arte, ma piuttosto il modo in cui la vecchia aura dell'opera d'arte si è posata su dimensioni prettamente sensibili, come la costruzione del mood degli ambienti.
ill., br. Cos'è l'arte nella cultura giapponese? E in che modo si lega alle pratiche di pensiero che la ispirano e che da essa traggono nuova linfa? Questo libro ricostruisce il senso del gesto artistico nel Giappone moderno e contemporaneo, tra continuità e innovazione, tra persistenze della tradizione e contaminazioni con modelli occidentali. In un percorso attraverso discipline come l'architettura, il teatro-danza, le arti marziali, la calligrafia, l'autore fa emergere l'intreccio che mette in rapporto dialettico l'esperienza del gesto con quella dell'immagine e del corpo. Quest'ultimo sarà infine da intendersi come momento sorgivo di creazioni e trasformazioni, emergenza di uno sfondo originario e inoggettivabile che in ogni atto estetico trova l'occasione del suo accadere: l'atteggiamento promosso dall'attenzione estetica si converte così in una dimensione etica nei confronti del mondo, del sé, dell'altro.
ill., br. Cos'è l'arte nella cultura giapponese? E in che modo si lega alle pratiche di pensiero che la ispirano e che da essa traggono nuova linfa? Questo libro ricostruisce il senso del gesto artistico nel Giappone moderno e contemporaneo, tra continuità e innovazione, tra persistenze della tradizione e contaminazioni con modelli occidentali. In un percorso attraverso discipline come l'architettura, il teatro-danza, le arti marziali, la calligrafia, l'autore fa emergere l'intreccio che mette in rapporto dialettico l'esperienza del gesto con quella dell'immagine e del corpo. Quest'ultimo sarà infine da intendersi come momento sorgivo di creazioni e trasformazioni, emergenza di uno sfondo originario e inoggettivabile che in ogni atto estetico trova l'occasione del suo accadere: l'atteggiamento promosso dall'attenzione estetica si converte così in una dimensione etica nei confronti del mondo, del sé, dell'altro.
brossura
In 24, cm 7,5 x 10,5, pp. (10) compresa brossura, con illustrazioni fotografiche nel testo. Dedica autografa del pittore alla prima pagina 'un caro saluto dal tuo Savinio'. Edizione originale di questo catalogo in mini formato, con una presentazione di Raffaele Carrieri (Savinio o del mistero diurno), impreziosito dalla dedica del pittore e scrittore Alberto Savinio. Questa dell'aprile - maggio 1947 fu una mostra piuttosto importante lo scrittore - pittore, in cui vennero presentate opere come 'La mia famiglia', 'Orgoglio' ecc.