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br. I temi della fruizione dell'opera d'arte e il suo ruolo all'interno della società sono non soltanto ancora attuali ma dotati di una centralità sempre maggiore, alla costante ricerca di risposte e chiarimenti. Dopo il tramonto delle estetiche "negative" e ascetiche, il ritorno al dato fruitivo appare ancora oggi una possibile fuoriuscita dalle sovrastrutture ideologiche e concettualiste che hanno interessato il mondo dell'estetica, della critica e dell'arte. Con questo agile trattato, Hans Robert Jauss seppe riportare l'attenzione sulle reali questioni che interessano il dato estetico, contribuendo in maniera decisiva alla riabilitazione delle categorie classiche sia aristoteliche sia kantiane, all'interno di una prospettiva che conferisce all'estetica un ruolo tutt'altro che secondario.
br. «C'è un concetto che corrompe e altera tutti gli altri. Non parlo del Male, il cui limitato impero è l'Etica; parlo dell'Infinito», così ha scritto J.L. Borges - e le sue parole stanno sulla soglia di questo libro, dove un matematico ha provato a ripercorrere, con eleganza, penetrazione e perspicuità, le vicende di questa categoria temibile, dalle origini greche sino alla ormai cronica «crisi dei fondamenti» del pensiero scientifico. Prima parola occidentale per designare l'infinito è l'ápeiron, il «senza limiti», quale appare già in Anassimandro. Ma l'infinito greco, dai Presocratici alla sistemazione aristotelica, proprio in quanto lo si riteneva un principio «divino, immortale e indistruttibile», viene maneggiato con estrema cautela nei procedimenti del pensiero discorsivo. E si tratterà sempre, allora, di un infinito potenziale, concepito nel segno della «negazione» e della «privazione» (la stéresis di Aristotele). La contesa tra il finito e l'infinito appariva dunque come una delle forme della contesa ultima fra tutte: quella fra l'Uno e il Molteplice. Il numero, sinonimo di misura e armonia, valeva in essa da misterioso punto di mediazione fra il limite e l'illimitato. Dalla Grecia antica a oggi la sequenza delle metamorfosi dell'infinito sarà vertiginosa. Lo svilupparsi della matematica vi s'intreccia con radicali mutamenti nel modo di concepire la realtà cosmica e mentale dell'infinito. A poco a poco vedremo delinearsi quella che è la grande attrazione e tentazione del pensiero occidentale: l'infinito attuale, che i Greci avevano schivato e ora viene ad assumere un ruolo sempre più centrale. Nell'ultimo, bruciante tratto di questa storia, che va da Leibniz a Bolzano e a Cantor, assisteremo a sempre rinnovati tentativi di «indicare in modo esplicito l'infinito con 'qualcosa'», finché questo 'qualcosa' si rivelerà «suscettibile per di più di essere manipolato come segno tangibile della meccanica algebrica». Una soggiogante realtà cosmica si tramuta così in un esile segno sulla carta. Ma una volta giunti, con la teoria cantoriana del transfinito, alla fioritura di una specie inaudita della matematica, cominceranno immediatamente ad aprirsi le falle insidiose dei paradossi e delle antinomie, che metteranno in crisi i fondamenti stessi della scienza. Da questa crisi, in cui siamo ancora immersi, discenderanno le più rilevanti scoperte epistemologiche del nostro tempo. Zellini ha saputo raccontare queste trascinanti vicissitudini del pensiero unendo il rigore alla duttilità: ha seguito passo per passo l'evoluzione tecnica della nozione matematica di infinito e al tempo stesso l'ha riavvolta in quelle ricche speculazioni mitiche, teologiche, letterarie che da sempre l'hanno accompagnata. Così, in controcanto ai testi dei grandi matematici, incontreremo quelli di Musil e di Simone Weil, di san Tommaso e di Boezio, di Broch e di Florenskij. Dalla sconvolgente scoperta pitagorica dei numeri irrazionali allo horror infiniti che serpeggia in tutta l'antichità, dalle ardite teorizzazioni medioevali alla furia mistica di Bruno e di Cusano, dalle innovazioni scandalose (e fondatrici in rapporto alla scienza moderna) di Cartesio e di Leibniz sino all'abbagliante «paradiso» di Cantor (e alla subitanea cacciata da quel paradiso con la scoperta delle antinomie) e alle suggestioni attuali dell'«infinito aperto»: disparati, sorprendenti e nettamente disegnati sono i paesaggi speculativi che questo libro ci lascia attraversare. E Zellini ci farà da guida ogni volta con lucidità e passione, quasi fosse un odierno rappresentante di quel «Segretariato Terreno della Precisione e dell'Anima» che proponeva Ulrich nell'Uomo senza qualità.
br. Il "Breviario di estetica" di Benedetto Croce, pubblicato nel 1913, è un'opera in cui l'autore inserisce quattro lezioni attraverso le quali il filosofo riassume i tratti più importanti della sua concezione della poesia. Quattro lezioni, come si legge nell'Avvertenza dello stesso autore, che "potrebbero essere utili ai giovani che si volgono allo studio della poesia e, in generale, dell'arte; e forse anche entrare in loro servigio nelle scuole secondarie, come lettura di aiuto agli insegnamenti letterari e filosofici".
8°, mz. tela coeva, pp. 238 - [2]. Naturale brunitura per il tipo di carta. Il mistero della vita; le ombre e le luci della vita; le armonie della vita; i valori spirituali della vita.
pp. xxii, 160, (4) [Publisher's catalogue]. Frontis. Top edge gold. 8vo. Original full blue cloth binding embossed in gold. First American Edition. FIRST AMERICAN EDITION OCC 9.
Mm 245x320 Volume nella sua brossura originale con bella figura di G. Balla in copertina, 276 pagine con centinaia di illustrazioni in nero dell'Arte italiana della prima metà del novecento. Dorso restaurato, leggere tracce d'uso esterne, legature ben salde. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Catalogo della mostra n. 26 della Galleria del Levante, Monaco, settembre 1967. Con 14 ill. in nero. Biografia in tedesco . 8vo (cm 21x21). pp. 6. . Molto buono (Very Good). . . .
A cura di Efrem Tavoni. Testimonianze di Massimo Carrà, Paul Klee, Wilhem Worringer, Raffaele Carrieri, Giulio Carlo Argan, Mario De Micheli, Guido Ballo, Marco Valsecchi, Raffaele De Grada, Giuseppe Marchiori, et al. Numerose illustrazioni in nero e a colori. Senza data di pubblicazione (1971 circa) . 8vo. pp. 32. . Ottimo (Fine). . . .
Catalogo di mostra, Palazzo ''Liceo Saracco'', Acqui Terme 28 luglio - 5 settembre 1979. Testo di Luigi Carluccio. Numerose ill. prevalentemente in nero. Biografia dell'Artista . 8vo. pp. 100 circa. . Molto buono (Very Good). . . .
Mm 125x170 Seconda edizione di 2100 esemplari numerati, il nostro è il n. 1880. Collana "Arte Moderna Italiana" - Brossura editoriale con sovraccoperta illustrata, 43 pagine + XXXVII tavole in nero fuori testo e una a colori in antiporta. Minimi strappetti e segni d'usura ai margini della sovraccoperta, rivestita in pvc, interno ottimo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 125x170 Edizione in 1100 esemplari numerati, il nostro è il n. 92. Collana "Arte Moderna Italiana" - Brossura editoriale con copertina illustrata, 14 pagine + 28 tavole in nero fuori testo e una a colori in antiporta. Conserva scheda bibliografica con riproduzione de "Gli amanti" di Carrà. Opera in eccellente stato di conservazione. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Testi di Massimo Carrà e Francesco Butturini. Con 23 tavole a colori. Vita e opere dell'Artista . 8vo. pp. 84 n.n.. . Perfetto (Mint). . . .
Mm 250x290 Brossura originale con titolo impresso al piatto e al dorso, sopracoperta originale figurata, senza indicazione della pagine ma 54(4) di testo con 221 figure in nero e 34 tavole a colori non comprese nel testo. Buona copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 165x230 Catalogo della Mostra del Centenario tenuta da "La Casa dell'Arte di Sasso Marconi" dal 21 febbraio al 26 aprile 1981. Brossura originale, 82 pagine con numerose figure in nero e a colori nel testo. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Saggio critico di Guglielmo Pacchioni (1943). Riferimenti ai fatti artistici europei (1957). Cenni Biografici. Bibliografia. Catalogo delle opere essenziali. Con 25 tavole a colori applicate, 103 illustrazioni in nero e 16 disegni . 4to. pp. 90 + tavole. . Ottimo (Fine). . Seconda edizione (2nd Edition). .
Catalogo di mostra, Venezia, Chiesa di S. Bartolomeo 5 novembre 1988 - 15 febbraio 1989. Presentazione di Nereo Laroni. Testi di Maurizio Fagiolo dell'Arco, Massimo Carrà e Paolo Sprovieri. Con 50 tavole e numerose illustrazioni in nero e a colori dei disegni, degli studi, dei progetti e dei cartoni. Catalogo dei disegni . 8vo. pp. 174. . Ottimo (Fine). . . .
Catalogo della mostra di Aosta, Centro Saint-Bénin, 22 giugno 3 novembre 2002. A cura di Massimo Carrà, Elena Pontiggia e Alberto Fiz. Con un'antologia di testi critici, il regesto biografico, gennaio 1920 - gennaio 1930, una nota biografica e la bibliografia. Testo italiano e francese. Ill. e foto in nero, 70 tavole a colori . 8vo. pp. 196. . Perfetto (Mint). . . .
Catalogo di mostra, Bergamo, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, 24 marzo - 9 giugno 1996. A cura di Vittorio Fagone. Con 70 illustrazioni a colori e 260 in b/n. Foto dell'Artista di Ugo Mulas. Negli apparati: ''La vita e l'opera'' di M. Carrà, con riproduzioni di documenti e libri, scritti di Carrà in volume. Bibliografia, Principali esposizioni, Filmografia . 4to. pp. 372. . Ottimo (Fine). . . .
Con un saggio di Marco Valsecchi. 111 tavole fuori testo. Esposizioni principali della grafica di Carrà - Bibliografia - Catalogo . 4to. pp. 48 - tavole. . Ottimo (Fine). . Prima edizione (First Edition). . Catalogo di tutta l'opera grafica.
Tre volumi a cura di Massimo Carrà . Testo introduttivo di Alfonso Gatto (Il creato di Carrà ). Alcuni scritti di Carrà . Cronologia; Esposizioni principali, Antologia critica, Schede delle opere. Centinaia di illustrazioni in nero e a colori . 4to. pp. 606 + 718 + 638. . Ottimo (Fine). . Prima edizione (First Edition). .
br. "A circa un secolo dalla sua morte, Carlo Michelstaedter lascia ancora che si parli di sé, oggi forse più che allora, come facilmente si nota dal numero sempre maggiore di iniziative, eventi e pubblicazioni a lui dedicate. In questo volume, che si aggiunge alla lunga serie di saggi che negli ultimi anni stanno finalmente restituendo alla figura di Carlo Michelstaedter quel giusto peso che i decenni successivi alla sua morte gli hanno ingiustamente negato, rifluiscono diverse finalità, tutte accomunate dall'intento di confrontarsi con il nucleo teorico del pensiero del giovane filosofo goriziano. [...] Questo libro, come tutti i contributi che sono stati menzionati, è dunque, ad oggi, l'ultimo di una serie di omaggi dedicati ad un pensatore che ha fatto della sua vita e della sua morte la sua opera, che ha lasciato testimonianze la cui profondità è ben lungi dall'essere stata una volta per tutte compresa e decodificata, un pensatore che ha sempre cercato di ritagliarsi uno spazio al di là, o meglio, al di qua di tutte le categorie prestabilite. [...]" (dalla introduzione del curatore).
LONGANESI 1971 241 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, LIEVI BRUNITURE AI TAGLI, VOLUME MAI SFOGLIATO.
In 8o, cm 23x27, pp. 267, brossura editoriale illustrata a colori. 242 illustrazioni delle opere di C. Carra' a colori e in bianco e nero. In appendice si trova il catalogo delle opere dell'artista con relativa bibliografia. Catalogo della Mostra Antologica Roma, Palazzo Braschi nel 1987. Ottime condizioni.