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37563P., Alcan, 1901, in 8° relié demi percaline vert sapin, dos lisse, II-477 pages ; cachets.
1764GITe327A Paris chez les Frères Estienne 1764. In-12 3 feuillets non chiffrés 512pp. Pleine basane havane marbrée, dos à nerfs orné de compartiments dorés, pièce de titre grenat et de tomaison tabac, tranches brique, reliure de l'époque. Manque de cuir sur 2 coins et 2 coupes.
194220600Paris, société d'édition "les belles lettres", 1942. In-8°, viii-153 pp., non coupé, intérieur frais (cachet de bibliothèque sur la p. de titre, mouillure au niveau du dos). Br. (mouillure au dos).
194220600Paris, société d'édition "les belles lettres", 1942. In-8°, viii-153 pp., non coupé, intérieur frais (cachet de bibliothèque sur la p. de titre, mouillure au niveau du dos). Br. (mouillure au dos).
in-8°, pp. 477. Leg. in tela edit. con tit. al piatto ant. e sul dorso. Tracce del tempo e d'uso sui piatti, lieve ingiallimento sulle carte interne.
Book shows light wear to covers with a bit of edge and corner wear. Covers are in heavy weave black cloth with embossed design on front cover, gilt print at spine. Binding is solid and square, text/interior is clean and free of marking of any kind. Previous owner's sticker at front. 504 pages, heavily illustrated with b&w prints, often full page, throughout. Contents include: Mesopotamia, Persia, Casting out the fly demon, Hebrews, Egypt, Isis, Greece, Omens, oracles and astrology, Gnosticism, Roman empire, Alchemy, The devil, Astrology; divination, Nostradamus; Cabala; Vampires; Tarot, Pagan magic, Gods, Stars and numbers, Holy writ, Sphinx, Isis, Alchemy; Witches; Demons; Black magic, etc.
195015317Paris, Aryana, (1950) ; in-8, broché ; 624 pp., couverture blanche illustrée, 8 figures.
ill., br. Un libro illudente, perché non si pone l'obiettivo di trasformare il mondo, che quasi certamente va e andrà altrove, irreversibilmente; ironico, quindi, proprio in quanto cerca e prova a porre dei fondamenti in un'età post-metafisica e post-moderna, e perciò senza fondamenti. È e sarà ancora possibile e plausibile un'etica? Ironia quindi in quanto (auto)ironia sulla propria, e così probabile, improbabilità; est/etico, in quanto si propone di ricercare e rinvenire/reinventare i nessi tra aisthesis ed ethos, e facendo coincidere a questa prassi integrativa la prospettiva stessa di qualunque educazione. Il giocare è infatti un'agire-pensare incorporato, e per questo può esemplificare un know-how per educare a vivere (o prendersi cura di sé nel con-vivere); ludico, quindi, in quanto ispirato dal giocare: attività complessa appresa dagli animali, che continua a legarci ad essi, e che esprime un altissimo livello di significatività simbolica e di (auto) riflessività; un'azione autopoietica, che si auto-organizza e resta aperta agli eventi e alle mutazioni. Qui si provano ad esporre quindi le visioni e le proposte dell'Illudetica, intesa come est/etica illudentemente fondata sul gioco.
19291005981929 Librairie Plon, collection "Le Roseau d'Or oeuvres et chroniques" N° 6, quatrième série - 1929 - In-8 broché - 364 pages
pp. xviii, 1211. Numerous text engravings. 8vo. Original gold decorated full purple cloth binding. Extremities bumped. Phrenology; its preservation restoration etc. Mental Philosophy, human and self i mprovement, civilization, home, country, commerce, rights, duties, ethics, etc. God, His existence, attributes, laws, worship, natural theology, etc. Immortality, its evidences, conditions, relations to time, rewards, punishments, sin, faith, prayer, etc. Intellect, memory, juvenile and self education, literature, mental discipline, the senses, sciences, arts, avocations, a perfect life, etc. A thorough phrenological guide to every aspect of human life. **PRICE JUST REDUCED! PHREN 1
br. "Les differenti modes d'existence" (1943) è un agile trattatela di ontologia in cui si intende porre il problema dei «modi d'esistenza» della realtà e dell'opera d'arte. Souriau, che si schiera apertamente a favore di un «pluralismo esistenziale» (e cioè di un'ontologia stratificata, "a livelli"), conta quattro modi «intensivi» d'esistenza: l'esistenza fisica, l'esistenza fenomenica, l'esistenza reica (o «cosale») e l'esistenza trascendente (o «sovraesistenza»). Ma nella sua singolare classificazione, che fa di questo testo una sorta di unicum nell'estetica del Novecento, c'è spazio per tutte le sfumature dell'essere: il divenire, il possibile, il virtuale, l'evento... in una tavola generale dei modi che è - e deve rimanere - costitutivamente aperta. Per lasciare spazio al nuovo, all'impensato.
Traduzione di Mario Trinchero 1 20,5x14 cm., legatura in piena tela con titolo in oro al dorso, sovraccoperta, pagg.XXXIV+548, prima edizione italiana, Note, Indici dei nomi e analitico, buone condizioni.
117644aafFirenze, Leo S. Olschki Editore, 1992, gr. in-8vo, 388 p., brochure originale.
br. Da quando la rivoluzione scientifica ha messo in crisi i vecchi paradigmi del sapere, la filosofia ha guardato alle conquiste della fisica e delle altre scienze basate su modelli fisico-matematici come se esse offrissero il metodo ideale con cui indagare e affrontare i problemi. E, infatti, negli ultimi due secoli numerose domande filosofiche sono state affrontate direttamente dalla scienza. Da Newton ai grandi geni della meccanica quantistica, tutto ciò che esiste - lo spazio, il tempo, la materia e l'energia - ha trovato spiegazioni affascinanti da parte di questi studiosi. Ma qualcosa deve cambiare. Poiché la riflessione filosofica e la ricerca scientifica sono il prodotto di organismi dotati di linguaggio (gli esseri umani), la ricerca dei fondamenti filosofici (ontologici ed epistemologici) deve mutare direzione dai paradigmi più astratti di natura fisico-matematica verso i paradigmi più realistici e complessi che caratterizzano la vita biologica e la dimensione psichica degli esseri viventi. La riscoperta delle basi biologiche che sorreggono la nostra mente e la nostra cultura apre una nuova prospettiva filosofica che si fonda sulla dimensione simbolica dei codici che strutturano la vita nel nostro universo.
br. Da quando la rivoluzione scientifica ha messo in crisi i vecchi paradigmi del sapere, la filosofia ha guardato alle conquiste della fisica e delle altre scienze basate su modelli fisico-matematici come se esse offrissero il metodo ideale con cui indagare e affrontare i problemi. E, infatti, negli ultimi due secoli numerose domande filosofiche sono state affrontate direttamente dalla scienza. Da Newton ai grandi geni della meccanica quantistica, tutto ciò che esiste - lo spazio, il tempo, la materia e l'energia - ha trovato spiegazioni affascinanti da parte di questi studiosi. Ma qualcosa deve cambiare. Poiché la riflessione filosofica e la ricerca scientifica sono il prodotto di organismi dotati di linguaggio (gli esseri umani), la ricerca dei fondamenti filosofici (ontologici ed epistemologici) deve mutare direzione dai paradigmi più astratti di natura fisico-matematica verso i paradigmi più realistici e complessi che caratterizzano la vita biologica e la dimensione psichica degli esseri viventi. La riscoperta delle basi biologiche che sorreggono la nostra mente e la nostra cultura apre una nuova prospettiva filosofica che si fonda sulla dimensione simbolica dei codici che strutturano la vita nel nostro universo.
Mm 140x210 Collana "Biblioteca Universale". Brossura editoriale di 259 pagine. Libro in condizioni di nuovo, timbro commerciale alla prima carta bianca. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 140x210 Collana "Biblioteca di cultura moderna". Volume nella sua brossura originale di 259 pagine. Timbro di biblioteca privata dismessa al frontespizio, peraltro esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Vol. in -16 (11 x 18 cm.), brossura editoriale bianca con titoli ingrizio e azzurro. Fogli leggermente ingialliti, nel complesso in più che discrete condizioni. Traduzione dal francese di Giulia Vecchi - TERZA EDIZIONE: lugliuo 1960 - Serie: SAPER TUTTO (N. 68).
in-16°, pp. 118-(2). Bross. edit.
brossura Il linguaggio, quando si rivolge all'Assoluto, va incontro a una sfida impossibile. Perché l'Assoluto pare destinato a vanificare ogni volontà di com-prendere, di afferrare (Begriff, cioè concetto, deriva appunto da greifen: afferrare) ciò che per definizione pare sciolto da ogni legame, libero da ogni vincolo (ab-solutus). Eppure questa sfida impossibile da sempre affascina l'uomo e lo chiama a un compito estremo, quello appunto di realizzare l'irrealizzabile. Così la partita, che nasce innanzitutto in ambito teorico e speculativo, attraversa l'intero ambito religioso, sapienziale o propriamente mistico fino a raggiunge territori inconsueti e meno battuti, tra i quali quelli dell'immagine, della musica, delle pratiche devozionali estreme. Il presente volume offre un'ampia panoramica relativa a questa ricca gamma di tematiche, che svaria dalla più raffi nata e rigorosa speculazione filosofica occidentale all'intensa meditazione teologico-religiosa fino alle profondità della dimensione sapienziale e antropologica, dove la voce dell'Oriente si fa presente e assume tutto il significato che le compete in un mondo ormai anche culturalmente in via di unificazione. Il libro, che è il risultato di una ricerca pluriennale e al quale hanno contribuito alcuni tra i più autorevoli studiosi dei vari campi di ricerca, non ha una tesi da proporre - come sarebbe possibile, del resto, una cosa del genere oggi, su un tema di questo genere? - però è in grado di offrire una vastissima gamma di stimoli, di riflessioni e di proposte interpretative, alla quale il lettore può attingere conformemente alla propria sensibilità e ai propri interessi.
br. Sono passati dodici anni dalla prima edizione di questo libro, che esce ora in una versione ampliata, con un capitolo inedito, la veste estetica curata da Luca Stoppini e una nuova scelta di fotografie, sempre dell'autore. Eppure le pagine scritte sulla magia dei luoghi, la loro imperfezione, la polvere che li ricopre, restano intatte. L'incuria che guida i nostri atti nei confronti della bellezza che ci circonda è rimasta immutata. Siamo sospesi tra la cieca forza distruttiva che ci porta ad abbattere alberi, case, paesaggi incantati e la altrettanto cieca corsa alla ricerca di nuovi orizzonti da ammirare, incontaminati fino al nostro arrivo. Due fatti, tra gli altri, hanno segnato questi dodici anni, quasi l'Alfa e l'Omega di un percorso tortuoso in questo destino. La nascita dell'iPhone e la pandemia di Coronavirus. Sono due eventi apparentemente disgiunti, in realtà connessi attraverso un'origine legata allo spazio, al tempo, alla vicinanza e alla lontananza. Costituiscono il controcanto alla bellezza dell'imperfezione, e mostrano quanto il nostro sguardo di fronte ai luoghi, nella loro semplicità e nel loro lucente palesarsi di fronte a noi, si sia inevitabilmente collegato al loro destino. In questo patto tra tecnologia e pandemia abbiamo sperimentato che, nonostante le democrazie, le dittature, la povertà, la ricchezza, e le guerre, in un secondo tutto si può fermare. Le immagini dei luoghi, lasciati respirare nella loro vera anima senza la violenza della sopraffazione umana, hanno illuminato un cammino possibile verso una nuova attenzione alle cose, agli oggetti e agli eventi di apparente poco conto, a ciò che "inavvertitamente" ci circonda in ogni giorno della nostra vita.
br. L'immaginazione ci permette, a volte, d'intuire o di scoprire l'ordine nascosto di una lingua universale che la natura stessa modella e articola attorno a noi. È una lingua soggetta al molteplice e al mutevole, nonché intrisa di miti e simboli, tra i dati della morfologia del territorio, della storia e della cultura. Nella mobilità del nostro sguardo e del nostro sentire osserviamo le cose svolgersi attraverso sequenze di segni e rappresentazioni che ci accompagnano e ci corrispondono. Proviamo allora la sensazione di vivere un'esperienza ricca di figure, forme, metafore. Possiamo anzi dire di essere coinvolti, piacevolmente coinvolti in questa estasi della percezione. Così accade quando un angolo di paesaggio, prima non valorizzato ai nostri occhi, conquista il nostro sguardo e ci porta a pensare di essere, noi stessi, osservati da ciò che stavamo contemplando. Scopriamo di partecipare a una trasformazione: gli alberi, la collina, la valle, le montagne, i campi, tutto ciò che compone il paesaggio alla mia vista si è fatto più vicino per una specie di fusione, di atto d'amore, d'incanto, Io mi vedo e sono ovunque. La lontananza è sparita in una vicinanza. La percezione, grazie a un dèmone del silenzio, non è mutata in una descrizione, ma in un'illuminazione.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. RARO. Da sempre il progresso in filosofia è stato segnato da discepoli che imitano i maestri finché non sviluppano, col loro aiuto, una propria originalità, che li porta a criticarli e nei casi migliori a superarli. "Si ripaga male un maestro" dice Zarathustra “se si resta sempre e solo l'allievo". Nel trattare, nelle prime sei sezioni di questo libro, i sin goli autori a cui esse sono dedicate, ma poi anche quelli compresi nella Miscellanea, Sossio Giametta, pensatore trasversale, non si perde in esposizioni e commenti pedissequi, ma rileva il lavoro dei suoi maestri e lo continua, proponendo soluzioni originali. Dunque, lungi dall'essere una raccolta di divagazioni, questo libro è un contributo alla soluzione di problemi secolari della filosofia. SOSSIO GIAMETTA è nato a Frattamaggiore (Napoli) 1929. Vive a Bruxelles. Ha tradotto la maggior parte delle opere di Nietzsche e opere di Schopenhauer, Spinoza, Cesare, Goethe, Hegel, Freud ecc. Ha pubblicato libri di saggi filosofici e di critica letteraria e un libro di narrativa, Madonna con bambina e altri racconti morali. INTRODUZIONE Basta amare, odiare, desiderare, sentire in genere, - e subito sopravvengono in noi lo spirito e la forza del sogno, e noi saliamo, con gli occhi aperti e con freddezza verso ogni pericolo, per le vie più pericolose, su su fino ai tetti e alle torri della fantasia, e senza provare alcuna vertigine, come fossimo nati per arrampicarci - noi sonnambuli diurni! Noi artisti! Noi nasconditori della naturalità! Noi lunatici e pazzi di Dio! NIETZSCHE I pazzi di Dio sono, secondo Wilhelm Weischedel, i filosofi tutti, perché la loro ricerca ha sempre per oggetto Dio, che lo si affermi o lo si neghi. Conformemente a ciò, Weischedel progettò una Teologia filosofica nell'età del nichilismo: per raccontare «la storia dell'ascesa e del tramonto della teologia filosofica e verificare se all'ombra del nichilismo sia ancora possibile una concezione di Dio unicamente fondata sulla ragione finita dell'uomo». Così recita la quarta di copertina di Il Dio dei filosofi, che di tale teologia fa parte. Nell'articolo su questo libro (pag. 495 sg.) si spiega che i filosofi sono, in realtà, pazzi del mondo. Perché la loro ricerca, come la loro passione, comincia e finisce nel mondo, da cui essi originano, a cui appartengono in toto e che solo sta loro a cuore. Sono vita che vuole vita, mondo che vuole mondo. Cioè sono pazzi di se stessi, perché nel mondo proiettano se stessi e in se stessi proiettano il mondo. Se indagano il mondo, è per conoscersi e accrescersi: all'infinito e per l'eternità; giacché il titanismo nell'uomo è, in primo luogo, soltanto naturale. S'inganna allora Weischedel? Solo in via immediata. Esplorando il mondo, che cosa trovano i filosofi? «Dopo la sentenza di Nietzsche sulla morte di Dio [...], lo spettro imbarazzante del Nulla: il nichilismo» (ibidem). Ci sono voluti millenni per arrivarci, ma questo era l'approdo fatale della ricerca filosofica basata sulla natura. È vero che la natura è il portato dei sensi, lo spettacolo... Indice Croce e Gentile Gentile e Croce (e Pintor) Il volo di Icaro Il Breviario di estetica Teoria e storia della storiografia Vite di avventure, di fede e di passione Storie e leggende napoletane Croce e von Ranke Nuovi saggi di estetica II Croce di Giuseppe Galasso Il carattere della filosofia moderna Croce e i suoi maestri (Indagini su Hegel e schiarimenti filosofici) Croce e l'Enea virgiliano Croce e le Elegie romane Sull'autonomia o dipendenza delle opere dal contesto di origine e sulla riforma crociana della storia della letteratura e dell'arte PARTE SECONDA SPIGOLATURE HEIDEGGERIANE Il problema dell'essere. Concetti fondamentali della metafisica (mondo, finitezza, solitudine) Sul Nietzsche di Heidegger La Lettera sull' «umanismo» L'essenza della verità Contributi alla filosofia Che cosa ha detto Heidegger Les liaisons heideggeriennes. (Considerazioni sulla storia d'amore di Martin Heidegger e Hannah Arendt) PARTE TERZA SOLIDO E DURO: SCHOPENHAUER Sulla quadruplice radice del principio di ragione sufficiente 1. Due concezioni della ragione 2. Dove Schopenhauer ha ragione 3. Dove no 4. Il concetto scientifico e quello filosofico 5. La funzione della filosofia 6. Due anime 7. Francesizzante 8. Il dramma della conoscenza 9. Esaltazione dell'intelletto 10. Al di là della conoscenza 11. Risultati I due problemi fondamentali dell'etica I Colloqui Storia di una traduzione PARTE QUARTA L'ETERNO NIETZSCHE Cinque causeries 1. Lou Salomé 2. Louise Ott 3. Wagner 4. Gli amici 5. La pazzia Nietzsche e Schopenhauer 1. Il chiasma 2. L'autodifesa di Schopenhauer 3. Le critiche di Nietzsche 4. L'aforisma 99 della Gaia scienza 5. Conclusione Nietzsche e l'illuminismo 1. Due illuminismi e due tipi di illuministi 2. Il vero illuminismo 3. È Nietzsche un illuminista? 4. Non illuminista, ma... 5. Neosofista con base poetica 6. L'azione di Nietzsche 7. Gesta prometeica 8. Il rovescio della medaglia Nietzsche come principale rappresentante della crisi europea 1. Giano bifronte 2. La questione della responsabilità 3. Il nichilismo come fenomeno storico 4. Fascismo, comunismo e volontà di potenza 5. Il nichilismo come filosofema 6. Il moralista-poeta Che cosa porteremo di Nietzsche nel terzo millennio Il Nietzsche di Lou Salomé Una scienza gaia ma non troppo Marx, Nietzsche e Weber all'attacco degli ideali ascetici Il Centenario di Nietzsche PARTE QUINTA PAREYSON: NON L'ESSERE MA LA LIBERTÀ Sull'Ontologia della libertà. La sofferenza e il male La lezione di congedo Ricordo di Luigi Pareyson PARTE SESTA CESARE: IL GENIO PIÙ GRANDE DIVINUM INGENIUM: a proposito di un'interpretazione di Luciano Canfora PARTE SETTIMA MISCELLANEA Montaigne nel quarto centenario della morte Bruno, la falena dello spirito Cartesio 1. I trattati scientifici 2. Le opere filosofiche Spinoza: Etica e politica Berkeley: Opere filosofiche Kant: La Critica del giudizio Hamann: Ritorna il Mago del Nord Schleiermacher: Sulla traduzione Hegel: Le filosofie del diritto Schelling 1. Il dramma 2. Gli aforismi sulla filosofia della natura 3. La filosofia della mitologia Wilhelm von Humboldt: Il linguaggio Leopardi riabilitato Wilamowitz: La filologia è una cosa grande Spengler: La profezia misconosciuta Löwith: Il nichilismo europeo Jünger 1. L'apertura degli archivi 2. Cento anni Gehlen: L'uomo: la sua natura e il suo posto nel mondo La scienza 1. La fine della scienza 2. L'essere e il divenire 3. Scienza e letteratura Weischedel: I pazzi di Dio Nolte: La guerra civile europea Colli 1. L'incontro 2. L'Enciclopedia di autori classici 3. Gli eroici furori ...e Montinari 1. Fratelli nemici 2. Il granduca di Weimar 3. Interpretazioni naziste Colletti: Fine della filosofia? Sini: Immagini di verità Torno: Quel che resta di Dio Montano: Il progresso in filosofia Sgalambro: La morte del sole Berti 1. Le ragioni di Aristotele 2. Le vie della ragione Abbagnano: Tutto l'oggettivo diventa soggettivo, anzi convenzionale Plotino: La grandiosa sintesi della filosofia greca Descrizione bibliografica Titolo: I pazzi di Dio. Croce, Heidegger, Schopenhauer, Nietzsche e altri Autore: Sossio Giametta Editore: Napoli: La Città del Sole, Marzo 2008 Collaboratore: Istituto italiano per gli studi filosofici Edizione: Seconda, accresciuta Lunghezza: 664 pagine; 23 cm ISBN: 8882923789, 9788882923785; 8882921883, 9788882921880 Collana: Volume 125 di Il pensiero e la Storia Soggetti: Filosofia contemporanea, Libri universitari, Umanistica, Critica, Interpretazione, Pensiero filosofico, Metafisica, Benedetto Croce, Martin Heidegger, Arthur Schopenhauer, Friedrich Wilhelm Nietzsche, Luigi Pareyson, Eternità, Libertà, Ontologia, Collection of already published essays, Ewigkeit, Freiheit, Ontologie, Philosophie, Vernunft, Uber die vierfache Wurzel des Satzes vom zureichenden Grunde, Sulla quadruplice radice del principio di ragione sufficiente, Ottocento, Novecento, Giorgio Colli, Mazzino Montinari, Traduzioni, Storia, Idealismo, Teologia, Scienze, Pazzi di Dio, Nazismo, Ideologie politiche, Letteratura, Nichilismo, Linguaggio, Mitologia, Estetica, Colloqui, Ragione, Pazzia, Aforismi, Aristotele, Plotino, Descartes, Diritto, Natura, Linguaggio, Dramma, Sofferenza, Libertà, Tragedia, Volontà, Potenza, Superomismo, Fascismo, Comunismo, Crisi europea, Politica, Nemico, Etica, Opere generali, Opere filosofiche, Filologia, Profezie, Libri Vintage Fuori catalogo, Studi filosofici, Solitudine, Conoscenza, Intelletto, Illuminismo, Poetica, Icaro, Prometeo, Leggende napoletane, Napoli, Modernità, Arte, Morte, Anima, Interpretazioni filosofiche, Speculazione, Chiesa, Thomas Mann, Germania, Italia, Freud, Zarathustra, Aurora, Gaia scienza, Umano, Troppo umano, Leverkuhn, Goethe, Cristianesimo, Franco Volpi, Vattimo, Deleuze, Foucault, Lyotard, Marcuse, Francia, Artistik, Friburgo, Wagner, Genealogia della morale, Umberto Galimberti, Hegel, Platone, Saggi, Recensioni, Articoli, Libri rari, Collezionismo, Contemporary Philosophy, University Books, Humanities, Criticism, Interpretation, Philosophical Thought, Metaphysics, Eternity, Freedom, Ontology, On the Fourfold Root of the Principle of Sufficient Reason, Nineteenth and Twentieth Century, Translations, History, Idealism, Theology, Sciences, Mad About God, Nazism, Political ideologies, Literature, Nihilism, Language, Mythology, Aesthetics, Conversations, Reason, Madness, Aphorisms, Aristotle, Plotinus, Law, Nature, Language, Drama, Suffering, Freedom, Tragedy, Will, Power, Superomism, Fascism, Communism, European crisis, Politics, Enemy, Ethics, General works, Philosophical works, Philology, Prophecies, Out of print books, Philosophical studies, Loneliness, Knowledge, Intellect, Enlightenment, Poetics, Icarus, Prometheus, Neapolitan legends, Naples, Modernity, Art, Death, Soul, Philosophical interpretations, Speculation, Church, Germany, Italy, Gay science, Human, Too human, Christianity, France, Freiburg, The genealogy of morality, Plato, Essays, Reviews, Articles, Rare Books, Collectibles
br. I piaceri dell'Immaginazione Pubblicati nel 1712 sui nn. 411-421 dello "Spectator", il famoso periodico culturale e di costume diretto da Joseph Addison e Richard Steele, gli undici saggi intitolati I piaceri dell'Immaginazione costituiscono, insieme a quello sul "gusto" che li introduce (n. 409), il primo trattato di Estetica modernamente intesa. Scritti con tono discorsivo e rivolti ai "lettori comuni" - secondo il programma addisoniano di trasferire la filosofia dagli studi e dalle biblioteche ai club e alle coffee-houses - essi fissano le coordinate lungo le quali si muoverà l'intera riflessione settecentesca intorno all'esperienza del bello naturale e artistico. Erede di Locke, Addison affronta il problema estetico non più in chiave retorica ma in chiave psicologica (cioè dal versante della fruizione anziché da quello della produzione), e in tal modo avvia una fenomenologia dell'esperienza estetica a cui tutti gli autori che verranno dopo di lui, fino a Kant incluso, saranno in qualche misura debitori. Definizione del gusto, statuto dell'immaginazione (e suoi rapporti col giudizio), individuazione di specifiche categorie estetiche (fra cui particolarmente innovativa quella del "sublime"), abbozzo di un "sistema delle arti": questi alcuni dei più rilevanti temi proposti dai Piaceri dell'Immaginazione. E attorno ad essi una molteplicità di osservazioni e di spunti - sull'architettu ra, i giardini, il linguaggio della poesia, ecc. - che saranno ripresi e sviluppati nel corso del xviii secolo da filosofi, critici e artisti assicurando all'operetta addisoniana una fortuna europea che ha pochi paragoni nel suo tempo. La presente traduzione italiana, eseguita da Goffredo Miglietta, è la prima dopo quella di Mario Manlio Rossi apparsa nel 1944 e da tempo esaurita. Corredano il testo una limpida presentazione, un ampio appaiato di note e una ricca bibliografia a cura di Giuseppe Sertoli.