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br. Il volume The Aesthetic Field ha segnato il debutto filosofico, nel 1970, di Arnold Berleant, una delle voci più originali della riflessione estetica statunitense contemporanea. Mettendo a fuoco il concetto di "campo estetico", il volume intreccia istanze di origine fenomenologica, altre legate alla tradizione pragmatista e altre ancora connesse con i primi maturi esiti della filosofia analitica dell'arte. La teoria estetica svolge in tal modo un ruolo essenziale per un ripensamento del modello di esperienza già in sintonia con tesi che oggi dominano il dibattito culturale e filosofico. Il volume infatti delinea un orizzonte che si è rivelato cruciale con il passaggio all'epoca "post-analitica" in cui oggi ci muoviamo e in cui, non a caso, Berleant occupa una posizione di spicco con le sue indagini sull'ambiente e sull'"impegno estetico".
br. Il volume The Aesthetic Field ha segnato il debutto filosofico, nel 1970, di Arnold Berleant, una delle voci più originali della riflessione estetica statunitense contemporanea. Mettendo a fuoco il concetto di "campo estetico", il volume intreccia istanze di origine fenomenologica, altre legate alla tradizione pragmatista e altre ancora connesse con i primi maturi esiti della filosofia analitica dell'arte. La teoria estetica svolge in tal modo un ruolo essenziale per un ripensamento del modello di esperienza già in sintonia con tesi che oggi dominano il dibattito culturale e filosofico. Il volume infatti delinea un orizzonte che si è rivelato cruciale con il passaggio all'epoca "post-analitica" in cui oggi ci muoviamo e in cui, non a caso, Berleant occupa una posizione di spicco con le sue indagini sull'ambiente e sull'"impegno estetico".
117645aafFirenze, Leo S. Olschki Editore, 1999, gr. in-8vo, VII + 358 p., brochure originale.
La Città del Sole 1997 208 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO.
A CURA DI RITA MESSORI PRESENTAZIONE DI HUGO SCHMALE, INTRODUZIONE DI RITA MESSORI LA CITTà DEL SOLE 2002 243 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO PARI AL NUOVO. Contiene parte degli atti dei Colloqui zurighesi. Il colloquio come evento, frutto degli incontri zurighesi a carattere seminariale avvenuti a partire dal 1977 con colleghi appartenenti a diversi settori disciplinari, emerge in modo esplicito il senso che la pluralità delle forme espressive in generale e il dialeghesthai in particolare riveste per Grassi. I dialoghi platonici offrono l’occasione di pensare all'atto linguistico in modo nuovo: nel dialogo si realizza un colloquio. Il filosofo è mosso dal convincimento che occorre distinguere il dialogo dal colloquio, al fine di ritrovare il senso autentico di un dialogo non ridotto a monologo scientifico. Soggetti: Filosofia, Saggi, Umanesimo, Meditazioni, Semiotica, Scritti, Colloquio, Semiotik, Gespräch, Einleitung, Monologo, Dialogo, Evento semiotico, Conoscenza, Tragedia, Commedia, Concetti filosofici, Erasmo, Follia, Linguaggio, Identità, Metafora, Nietzsche, Parola, Ungaretti, Heidegger, Idealismo tedesco, Pensiero metaforico, Romanticismo, Critica, Jacob Bohme, Mitologia, Cultura, Vico, Dramma, Prometeo, Rinascimento, Arbeit, Lavoro, Platone, Marx, Storicismo, Storicità, Lichtung, Parousia, Poiesis, Praxis, Hegel, Novalis, Natura, Piacere, Anspruch, Ursprung, Appello, Impulso, deutscher Philosophie, Kunst und Mythos, Humanismus und Marxismus, Parola metaforica, Edizione critica, Zürich Discourses, Retorica, Classical rhetoric, Renaissance Philosophy, Thought, Poetry, Metafisica, Arbeit und Gelassenheit: Zwei Grundformen des Umgangs mit Natur. Zürcher Gespräche, Erfahrung, Mathieu, Metapherein, Studi in memoria, Philosophy, Essays, Humanism, Meditations, Semiotics, Writings, Colloquium, Monologue, Dialogue, Semiotic Event, Knowledge, Tragedy, Comedy, Philosophical Concepts, Erasmus, Language, Identity, Metaphor, Word, German Idealism, Metaphorical Thinking, Romance, Criticism, Mythology, Culture, Drama, Prometheus, Renaissance, Work, Plato, Historicism, Historicity, Nature, Pleasure, Appeal, Impulse, Metaphorical Word, Critical Edition, Rhetoric, Metaphysics, Studies in Memory
ill., br. La storia della pittura moderna si apre con l'immagine usata da Leon Battista Alberti nel De pictura, là dove l'umanista allude alla trasparenza perfetta di una finestra oltre la quale si percepisce la realtà in prospettiva. La finta trasparenza di quella finestra è intimamente legata alla percezione illusoria della profondità e quindi dello spazio tridimensionale della scena. Ma il gioco delle ombre, delle luci e dei colori è altrettanto cruciale nella percezione dello spazio. Quali sono allora i modi in cui i nostri occhi colgono e interpretano la realtà? Un interrogativo con cui si sono confrontati Aristotele, la scienza araba, i filosofi medievali, l'ottica di Keplero e di Newton, e infine l'Ottocento, con la nascita di una nuova scienza del colore e poi della fotografia. Una storia affascinante, che intreccia le vicende dell'indagine scientifica e quelle dell'arte del dipingere, al termine della quale la pittura - come già sapeva Leonardo - si conferma ancora una volta come una scienza.
La tradizione commentaristica antica sul libro Lambda della Metafisica di Aristotele è formata dal commentario di Alessandro di Afrodisia, pervenutaci solo in parte, e dal commento di pseudo-Alessandro. Autori: Rita Salis.
In-8° gr. pp. 129, bross. edit. intonso.
Mm 145x215 Volume in copertina rigida, 159 pagine con disegni in nero nel testo. Copia in ottime condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Il concetto dell'angoscia (1844), insieme a La malattia mortale, Aut-aut e Timore e tremore, è una delle opere capitali di Søren Kierkegaard (1813-1855). Come tutte le sue opere maggiori, anche questa viene pubblicata con uno pseudonimo: Vigilius Haufniensis; ossia "colui che vigila ad Haufnia", l'antico nome di Copenaghen. Per Kierkegaard nell'esistenza umana nulla è necessario: tutto è possibile. Ma proprio l'infinità e l'indeterminatezza delle possibilità fanno sentire all'uomo la sua impotenza. Si manifesta così l'angoscia, in cui l'esistenza si rivela come possibilità, come rischio dello scacco, del fallimento, dell'insignificanza totale, del nulla. L'angoscia accompagna costantemente l'esistenza dell'uomo, vi è essenzialmente connessa, ed è la prima tappa nel lungo e drammatico cammino verso la scelta religiosa, come incertezza angosciosa e sublime vissuta nel rapporto decisivo del singolo con Dio.
Mm 170x250 Brossura editoriale di xi-249 pagine, leggeri segni del tempo alla copertina. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. In questo breve testo Heidegger analizza il fenomeno del tempo riconducendolo alla radice dalla quale scaturisce: l'esistenza umana, nella sua finitudine e nel carattere transeunte che per definizione la costituisce.
br. L'emergere di nuove forme di immagini si accompagna a una domanda sempre più urgente: come l'interazione con queste immagini ci stia trasformando. Con la guida di un filosofo asistematico ed eccentrico, ma capace di grandi intuizioni, quale Vilém Flusser, Il contrattacco delle immagini prende le mosse da una riflessione sulla tecnica, tenendo conto dei processi di interiorizzazione e di esteriorizzazione, per comprendere le immagini come tecnologie in grado di modellare il modo in cui vediamo il mondo. Risalendo genealogicamente al problema dell'idolatria, che sembra aver raggiunto oggi una nuova attualità, il volume mira a individuare gli aspetti dai quali dovremmo stare in guardia e quelli che invece potrebbero migliorarci. Il carattere manipolabile delle nuove immagini può infatti rivelarsi una risorsa, se impariamo a giocare con loro.
br. L'emergere di nuove forme di immagini si accompagna a una domanda sempre più urgente: come l'interazione con queste immagini ci stia trasformando. Con la guida di un filosofo asistematico ed eccentrico, ma capace di grandi intuizioni, quale Vilém Flusser, Il contrattacco delle immagini prende le mosse da una riflessione sulla tecnica, tenendo conto dei processi di interiorizzazione e di esteriorizzazione, per comprendere le immagini come tecnologie in grado di modellare il modo in cui vediamo il mondo. Risalendo genealogicamente al problema dell'idolatria, che sembra aver raggiunto oggi una nuova attualità, il volume mira a individuare gli aspetti dai quali dovremmo stare in guardia e quelli che invece potrebbero migliorarci. Il carattere manipolabile delle nuove immagini può infatti rivelarsi una risorsa, se impariamo a giocare con loro.
ill., br. "Ogni volta è un gesto del corpo e del pittore che fa apparire l'immagine, cioè la presenza vera di quell'assente che si proietta verso se stesso ritornando a sé per offrirsi come spettacolo, gioco di tratti o di macchie, disposizione di ciò che è effettivamente incorporato nel corpo che dipinge." (Jean-Luc Nancy)
br. Questo libro presenta in traduzione italiana tre scritti risalenti agli anni 1780-1786: le due dissertazioni "Filosofia della fisiologia" e "Saggio sul rapporto tra natura animale e natura spirituale dell'uomo" e il saggio epistolare "Dialoghi filosofici", che riflette le posizioni metafisiche del giovane Schiller nel quadro del dibattito illuministico tra materialismo e spiritualismo.
br. Ritratto simbolico, poliedrico e interdisciplinare della complessità dell'essere umano che trova il coraggio di esprimere e condividere i suoi disagi, le sue passioni, i suoi tormenti e le sue speranze in una forma comunicativa assoluta, il volume si presenta come un'indagine sul funzionamento del processo creativo del performer. I numerosi contributi accolti ricercano i valori semantici e gli sviluppi paradigmatici dell'azione artistica sottolineandone i legami alla genealogia e alle radici, agli stati di trance e all'identità di genere, analizzando in maniera completa la performance nella sua dimensione psichica, spirituale e fisica.
br. Ritratto simbolico, poliedrico e interdisciplinare della complessità dell'essere umano che trova il coraggio di esprimere e condividere i suoi disagi, le sue passioni, i suoi tormenti e le sue speranze in una forma comunicativa assoluta, il volume si presenta come un'indagine sul funzionamento del processo creativo del performer. I numerosi contributi accolti ricercano i valori semantici e gli sviluppi paradigmatici dell'azione artistica sottolineandone i legami alla genealogia e alle radici, agli stati di trance e all'identità di genere, analizzando in maniera completa la performance nella sua dimensione psichica, spirituale e fisica.
brossura Abbiamo o siamo un corpo? La domanda ha senso solo se con "corpo" si intende, oltre al provvisorio supporto materiale della vita organica, anche il punto di orientamento "estetico" del commercio col mondo e, forse, perfino una non meglio precisata materia "sottile". La crisi del dualismo corpo/spirito provocata dalle tecnoscienze potrebbe a sua volta imparare qualcosa dall'evoluzione "carsica" del concetto di "corpo spirituale", autentico ideale regolativo di molti saperi premoderni, da un esame cioè di alcuni dei principali modelli di ontologia "sottile": dall'escatologia cristiana del corpo risorto, giungendo, attraverso varie metafisiche "intermediariste" (l'ochema neoplatonico, il corpo eucaristico e di Maria, il corpo astrale del paracelsismo, lo spirito della filosofia medica), all'organica concezione della Geistleiblichkeit di un teologo dell'età dei Lumi come Friedrich Christoph Oetinger. Ne emerge un "pluralismo ilico" che resiste alla progressiva identificazione di spirituale e incorporeo in nome di un'ontologia stratificata e carica di aspettative epistemologiche non meno che soteriologiche; non tanto e non solo dunque un'arcaica metafisica costretta alla clandestinità dal razionalismo moderno, quanto un autentico revenant del pensiero occidentale, che nel corpo spirituale ha cercato la condizione di possibilità non solo dell'interazione psicosomatica, ma anche della salvezza dalla corruzione delle cose.
ALFREDO GUIDA EDITORE 2011 212 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, PERFETTO, PARI AL NUOVO La religione non è per Feuerbach solo alienazione. I suoi elementi tipici, il bisogno, la sensibilità, la passività, vengono rivendicati a una filosofia pratica che ne assume le funzioni. Egli distingue però tra un sentimento ancorato alla terra, che rimane dentro i limiti della necessità naturale, e un sentimento sovrannaturalistico, che crede all’esistenza degli oggetti di ogni possibile aspirazione, prima di tutte quella di essere immortali. La distinzione tra cuore e animo viene introdotta a questo scopo. I saggi di questa raccolta ruotano intorno alla questione se la distinzione abbia fondamento e se l’etica che Feuerbach elabora a partire dalla critica della religione corrisponda all’intensità del desiderio teogonico. Quest’etica eudemonistica, costituita in un costante confronto con Kant e Schopenhauer, permette di riformulare le categorie della morale razionalistica e di avanzare l’idea ‘materialistica’ di una libertà che si attua nel tempo, attraverso la buona amministrazione delle risorse pulsionali di cui ciascuno dispone. Ferruccio Andolfi insegna Filosofia della storia nell'Università di Parma. Tra le sue pubblicazioni: 'L'egoismo e l'abnegazione' (1983), 'Lavoro e libertà. Marx Marcuse Arendt' (2004) e, per queste edizioni, 'Il non uomo non è un mostro. Saggi su Stirner' (2009). Ha curato l'edizione di opere di Schleiermacher, Feuerbach, Marx, Guyau e Simmel. Dirige il quadrimestrale «La società degli individui» e la collana «La ginestra» di classici dell'individualismo solidale. Indice Introduzione. Il cuore e l'animo PARTE I - La critica della religione I. L'immortalità - 1. L'insegnamento dello spirito - 2. Modernità e immortalità - 3. Il perfezionamento indefinito della personalità - 4. L'annuncio di una svolta - 5. Una visione più complessa della modernità - 6. La morte dell'individuo - 7. La compiutezza della natura - 8. Lo spirito come fondamento ultimo della morte - 9. L'abnegazione - 10. La ricompensa della storia - 11. La morte condizione di vita ovvero l'immortalità dell'stante - 12. La spiegazione antropologica - 13. Insopprimibilità del bisogno di sopravvivenza II. La misura dei pagani - 1. La misura - 2. Filosofia moderna e filosofia pagana - 3. Un animo cosmico e realistico - 4. Individuo e genere - 5. La qualità e l'unità sostanziale - 6. Bisogno e desiderio - 7. Il duro lavoro del volere III. Il dio misericordioso di Lutero - 1. La genesi dello scritto su Lutero - 2. I temi dello scritto - 3. Dalla bontà divina alla filantropia - 4. L'amore di sé IV. La natura e il sentimento di dipendenza - 1. L'oggetto incantato del sentimento religioso - 2. L'alienazione dalla natura nelle religioni dello spirito V. Critica della religione e teologia liberale - 1. La religione del sentimento - 2. Karl Barth: l'esito antropologico della teologia liberale - 3. L'apologetica di Schleiermacher - 4. Peter Berger: le opzioni della teologia nel mondo secolarizzato - 5. Al di là della religione e della critica della religione PARTE II - L'etica Dalla legge della ragione al desiderio - 1. Una nuova etica a della religione partire dalla comprensione - 2. Il cuore come superamento della legge - 3. L'egoismo come Principio morale - 4. Una more razionale di sé - 5. Il desiderio teogonico II. L'etica kaidiana - 1. Amore di sé e legge morale - 2. Il fondamento della morale - 3. Felicità e virtù - 4. L'eudemonismo universalistico - 5. A ognuno la propria felicità - 6. L'arroganza dell'imperativo etico - 7. Osservazioni conclusive III. Legge dell'altro e sentimento di sé - 1. Una conquista irreversibile - 2. L'autonomia e il regno dei fini - 3. Reinterpretazione non intellettualistica dell'autonomia - 4. Il sentimento di dipendenza da oggetti - 5. Unione di autonomia ed eteronomia - 6. Sentimento di dipendenza e sentimento di sé IV. L'eudemonismo - 1. Il principio di una nuova filosofia per l'uomo - 2. Volere e istinto di felicità - 3. Il suicidio, il nirvana, l'amore sessuale - 4. I doveri morali - 5. L'oggettività della felicità V. Materialismo e libertà - 1. La filosofia a confronto con la fisiologia - 2. Schopenhauer, un idealista contagiato dal materialismo - 3. Un materialismo di origine religiosa - 4. Critica del trascendentalismo kantiano e nuova intuizione della vita - 5. La libertà nel tempo - 6. Un diverso sistema di valutazioni etiche - 7. La dimensione politica della libertà - 8. Una felicità entro i limiti della legge Appendice Sull'immortalità. Lezioni XXIX e XXX sull'essenza della religione di Ludwig Feuerbach Il senso del limite e la credenza nell'immortalità. Commento alle lezioni di Feuerbach Questa raccolta
br. I saggi qui riuniti, apparsi originariamente in riviste oggi di difficile reperimento, coprono un arco temporale che abbraccia l'intero periodo creativo di Guénon, dal 1909 al 1950. La visione metafisica di Guénon appare già compiuta fin dal primo saggio sul Demiurgo - pubblicato a ventitré anni -, in cui egli affronta il millenario quesito "unde malum?", rispondendo con la disinvoltura e la meticolosità di chi svolga una dimostrazione di ciò che dovrebbe risultare a tutti ovvio, o perlomeno facilmente desumibile da alcune nozioni universali di immediata evidenza, quali l'infinito, l'essere e il non-essere, il manifestato e il non-manifestato, l'unità e la molteplicità. E fedele a quella visione, incentrata sugli assiomi che nelle civiltà tradizionali definiscono l'ordine del mondo e il percorso iniziatico di realizzazione spirituale, Guénon nei quarant'anni successivi si adopera instancabilmente a rettificare le confusioni di pensiero e le aberrazioni terminologiche che vede diffondersi nel mondo moderno, chiarificando con puntiglio i rapporti fra monoteismo e angelologia, il significato delle idee platoniche, la distinzione fra spirito e intelletto, le valenze metafisiche della produzione dei numeri e della notazione matematica.
br. Che cosa indicavano i Greci con la parola ágalma? Almeno tre grandi direzioni sematiche: quella dell'ornamento e del tesoro, quella del simulacro del divino, e quella dell'immagine informe. È Platone, nel Simposio, a conferire alla parola spessore e peso filosofico. Ma sarà Jacques Lacan, nella cultura contemporanea, che raccoglie e modifica profondamente questi significati re-inventando l'ágalma per noi, nella confluenza tra la potenza del desiderio e gli inganni dell'immaginario. Ripercorrendo alcune delle argomentazioni di Lacan questo libro traccia ulteriori direzioni di sviluppo e amplifica l'elevata densità che il termine racchiude anche nelle deviazioni che suggerisce. Ragionare su ágalma è ragionare sul modo in cui l'immaginario e il desiderio si intersecano nelle nostre vite, per comprendere l'immaginario al di fuori delle retoriche insopportabili che ce lo impongono come costrizione alla creatività, come must dell'epoca postindustriale dei "beni simbolici" e dei processi di valorizzazione pervasivi, come parola magica del paradiso delle merci. Il tutto per restituire al termine ágalma il carattere problematico di evento da pensare, di enigma e di domanda, ma forse anche di illusione vitale.
LA CITTà DEL SOLE 2006 FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, VOLUME MAI SFOGLIATO L'assidua frequentazione della problematica bioetica e le sollecitazioni provenienti dai corsi universitari che da diversi anni tengo nel corso di laurea in Biotecnologie, mi hanno convinto che uno dei maggiori limiti della riflessione e del dibattito in materia di bioetica e biodiritto in Italia è dato da una forte vis polemica, che caratterizza pressoché tutte le posizioni, con enormi ricadute in sede politica e sociale; d'altronde, la bioetica - che in quanto tale è bioetica per l'uomo - non può essere risolta in un terreno di scontro e di contrapposizione, ma di confronto delle diversità in termini positivi e costruttivi, così da passare dalla diversità delle culture a una cultura delle diversità; a questa impostazione risponde un primo volume legato a un profondo ripensamento del rapporto dell'uomo con le biotecnologie, intese come modello culturale caratteristico dell'uomo contemporaneo: Il diritto di non sapere: lo specifico dell'uomo bioetico, pubblicato a cura dell'Istituto Italiano per gli Studi filosofici, per i tipi delle edizioni La città del sole, 2006
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. COME NUOVO, MAI SFOGLIATO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO; MACCHIETTE/FIORITURE LUNGO I TAGLI. L’attuale situazione storica, che va sotto il nome di postmodernità, sembra essere caratterizzata dall'indifferenza dei generi di discorso e delle forme di vita. La crisi dei cosiddetti meta-racconti, delle grandi narrazioni legittimanti, ha lasciato il posto ad un ’tutto va bene’ che abolisce la possibilità del giudizio e l’esercizio della decisione. E la coscienza, soprattutto quella filosofica, sembra godere della propria irresponsabilità. Filo conduttore dei presente lavoro è, al contrario, che proprio la decadenza dei meta-racconti impone al pensiero l’assunzione di una responsabilità tanto più radicale quanto più priva di rassicurazione. Prendendo le mosse dall'esperienza di Auschwitz, segno della nostra attualità storica, evento in cui sprofonda il pensiero vigile e che costituisce tuttora il nostro più proprio ’impensato’, questo libro tenta di restituire alla filosofia quella ’dignità del pensare’ che, sola, ne giustifica la già incerta esistenza. Descrizione bibliografica Titolo: Il discorso e la cenere: dieci variazioni sulla responsabilità filosofica Autore: Bruno Moroncini Editore: Napoli: Guida Editori, 1988 Lunghezza: 437 pagine; 22 cm ISBN: 8870429210, 9788870429213 Collana: Guida ricerca: Filosofia; Epistemologia antropologica Soggetti: Filosofia, Saggi, Nazismo, Scrittura, Differenza, Spirito Apollineo, Dionisiaco, Felicità, Antimetafisica del fondamento, Aldo Masullo, Etica, Giustizia, Coscienza, Razionalità, Tragedia e politica, Moralità, Modernità, Storia, Ebraismo Parole e frasi comuni Auschwitz cenere costituisce Critica del giudizio destinazione dialogo differenza disastro discorso scienza universitario dissidio empirica enunciati prescrittivi epistemico facoltà filosofica fondo frase Freud generale genere umano gioco linguistico giudizio godimento governo Hegel Heidegger infine insieme Kant Jacques Derrida Jacques Lacan legge morale legittimazione linguaggio linguistica logica luogo Lyotard Maurice Blanchot Menone mente meta-racconto metafora mimesi mistagogo morte narrazione nome Parmenide parola pensiero performativo Platone posizione pratica principio del piacere problema proprio psicoanalisi questione racconto ragione rapporto rappresentazione razionale regole relazione ripetizione rispetto saperi scena scientifico scritto scrittura segno storico senso significante silenzio Socrate sofista sapere enunciazione desiderio soggetto filosofico soltanto specie umana storia strutturale Teeteto tematizzazione termini testo tradizione trasmissione verità Walter Benjamin INDICE I. La specie umana. Robert Antelme o dell’indivisibile II. Lyotard I. La decadenza del racconto III. Lyotard II. L’emergenza della frase IV. L’elogio della cenere. Controfirmato, Jacques Derrida V. La prosopopea della legge. Platone, un détour attraverso la scena primaria VI. Teoria del discorso. Jacques Lacan e la sovversione del desiderio VII. Kant I. Risposta alla domanda ’’Che cos'è l’Università?’’ VIII. Kant II. La logica del passo o della filosofia chiliastica IX. Kant III. La dea velata o la verità che parla X. La legge del dialogo. Maurice Blanchot e il disastro del pensiero
br. Contro ogni pretesa di normatività, l'estetico va ricondotto alle operazioni mentali che lo costituiscono come tale. Tuttavia, l'insieme di queste operazioni ha una sua storia e un posto nella gerarchia dei dispositivi mentali che gli esseri viventi hanno generato in un processo di adattamento biologico e culturale - prima biologico, poi culturale, senza però che sia mai chiaro dove e quando una certa categorizzazione possa sostituirsi all'altra. La consapevolezza in ordine alle priorità di questi molteplici dispositivi è questione di responsabilità politica.