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Grande libro fotografico sulla pittura (alcune pagine incollate)
br. Questo nuovo lavoro di Margherita Pascucci è una riflessione sul capitale come "metafisica", in quanto sistema produttivo che "si presuppone", e come meccanismo di sfruttamento, in quanto la sua forma di produzione è appropriazione della capacità produttiva altrui. L'analisi muove dalla formazione del denaro e della prima metafisica nell'antica Grecia per poi passare alla struttura teorica del capitale ai suoi esordi, alle sue prime definizioni nel Medioevo come "ragione seminale di lucro", di cui rintraccia la genesi nelle "ragioni seminali" in Agostino e nella metafisica medievale. Le ragioni seminali indicano la capacità della materia di autoprodursi ed è proprio questa capacità, di cui il capitale si appropria, che viene investigata. Seguendo lo svilupparsi di questa seminalità, con una attualizzazione tematica che ne percorre alcune espressioni storiche - l'usura, le prime leggi sulla povertà, la formazione dei Monti di pietà -, si affronta poi la lettura che nel Novecento Alfred Sohn-Rethel prima, e Gilles Deleuze e Félix Guattari poi, hanno dato del capitale come meccanismo di sfruttamento e "presupposto". L'infrastruttura del meccanismo di sfruttamento che caratterizza il capitale come sistema produttivo viene mostrata anche nella struttura della conoscenza astratta e della formazione della soggettività. A fronte di questa analisi, l'autrice propone alcuni dispositivi di affrancamento dal meccanismo di sfruttamento stesso: un "coefficiente di produzione della disuguaglianza" - che sviluppa il concetto del saggio di sfruttamento in Marx - come l'impronta della produzione di povertà da parte del capitale, e una nuova figura teorica di segno affermativo, il "più di essere", ossia un plusvalore che torna sul lavoratore.
br. Che cos'è un'opera d'arte? In questa antologia di conferenze, Joseph Margolis affronta il quesito fondamentale dell'estetica, proponendo una forma di realismo culturale secondo cui "le opere d'arte sono enti fisicamente incorporati (embodied) e culturalmente emergenti." Queste non sono "trasfigurazioni" di "mere cose reali," ma denotata che possiedono proprietà sui generis non riducibili alle loro caraneristiche puramente fisiche. In questo senso la percezione di oggetti artistici non è altro che un'estensione dell'autocoscienza umana, intesa come comprensione del sé e della società di riferimento. Gli esseri umani a loro volta sono "simili" ad opere d'arte: il loro agire, la loro identità, i loro enunciati possono essere compresi solamente alla luce della propria Lebensform, Lebenswelt, habitus o tradizione.
pp. [24], 528 Including illustrated title page engraved by C. Hagen [Christiaan Hagen / van der Hagen / Hagens of Bremen (ca. 1635-1707). Latin text with some Hebrew. Includes a brief but interesting section on Kabbalah. Though this work is held by a few major European libraries, we can find no holdings among U.S. libraries. / BOUND WITH / Geier, Martin (1614-1680); Maimonides, Moses (1135-1204). MARTINI GEIERI L. DE EBRAORUM LUCTU lugentiumq[ue]; ritibus; E Sacris pracipue, nec non R. Mosis B. Maimon tit. Efel, alijsq[ue]. Impensis Hared. Henningi Grossi, Lipsiae (Leipzig, Germany): 1656. pp. [24], 432 [i.e. 434], [34]. Latin with some Hebrew text. 24 mo.140 x 90 x 56 mm. Bound in old full vellum, with much of the covering gone from the front board. The colophon reads: Lipsiae, Literis Friderici Lanckisii imprimebat Christophorum Cellarius, 1656. Very Good. For this work there are a few U.S. holdings and about a dozen in Europe. SCARCE. CHEST 2/1
in-8, broché, couverture illustree. Très bel exemplaire. [SO-5]
br. Un'analisi filosofica e sociologica della trasformazione dell'estetica dal 1995 a oggi: l'ibridazione delle forme di visualità canoniche con i linguaggi popolari, in particolare la street art, le nuove tecnologie e il neo pop; l'occasione persa delle realtà virtuali e dell'abbattimento della distanza fra osservatore e opera. Dalla nascita dei Cattelan, dei Damien Hirst, Andres Serrano, Vanessa Beecroft e Mat Collishaw per arrivare alla leadership dell'arte di sistema americana - quella dei Jeff Koons e Matthew Barney - dove Wall Street e la grande moda si intersecano con la stessa sintesi formale dell'arte svuotandola di senso e riempiendola di valori economici. Ma su tutto continuano a restare i Richter, Kiefer, Viola e Kapoor. La domanda che attraversa l'intero libro è: l'arte ha ancora una funzione sociale? Forse l'Armageddon comincia proprio qui, nello scontro tra le due forme antitetiche dell'arte visuale, metafora del conflitto globale, proprio nella valle della Beqa del web. Introduzione di Maria Chiara Valacchi.
Félix Alcan 1931, In-8 broché, 362 pages. Bon état.
ril. "Logique et existence" si interroga sui rapporti strutturali tra la "Fenomenologia dello spirito" e la "Scienza della logica" hegeliane, offrendo una panoramica complessiva dell'opera di Hegel a partire da alcuni snodi cruciali della riflessione del filosofo di Stoccarda. Affrontando il problema della controversa questione del rapporto tra eternità e tempo, l'analisi hyppoliteana lascia emergere, in modo quasi schivo, alcune questioni centrali che verranno fatte proprie dalla speculazione di Foucault, Deleuze e Derrida: la questione del rapporto tra genesi e struttura e tra esperienza e trascendentale, il tema della desoggettivizzazione del pensiero, il tentativo di pensare la differenza senza subordinarla all'identità.
A CURA DI GIUSEPPE CANTILLO E FULVIO TESSITORE GUIDA EDITORI 1993 228 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO Con l'apparizione di questo terzo volume termina l'edizione italiana di quest'opera fondamentale del pensiero contemporaneo. Lo storicismo e i suoi problemi rappresenta, senza dubbio e in più sensi, la sistemazione conclusiva delle esigenze ed elaborazioni teoriche avvertite e costruite da Troeltsch nel corso della sua lunga e in tensa vita di ricerca. Con consapevolezza nietzscheana, Troeltsch espone qui l'utilità e il danno, la malattia e la virtù dello storicismo. L'elencazione impietosa dei «pericoli» e «gran vizi» dello storicismo si accompagna con la coscienza della novità imprescindibile della «rivoluzione» storicistica, che appare qui come una costellazione spirituale in scritta nel compimento della modernità. La costruzione teorica dell'opera si lascia indicare in tre nuclei principali cui risponde la suddivisione in tre volumi in questa edizione italiana: i linea menti di una logica formale e di una filosofia materiale della storia, l'analisi del concetto di sviluppo storico, la proposta dell'ideale di una nuova sintesi della cultura europea. IV Sulla costruzione della storia della cultura europea 1. Sviluppo e costruzione Vi sono dunque due temi principali della filosofia mate riale della storia: la sintesi culturale del presente e la storia universale. Entrambe stanno in una stretta connessione reciproca. La prima costituisce il presupposto soggettivo e l'ideale, determinante la selezione, della storia universale, la seconda lo sfondo obiettivo ed il materiale concreto della sintesi culturale. È un rapporto di determinazione reciproca e di reciproca dipendenza, dunque un rapporto circolare. Allo stesso modo, noi misuriamo le rotazioni del sole e quelle della terra dalla regolarità dell'ammontare delle ore e quest'ultima dalla regolarità delle prime. Tali determinazioni circolari non si possono mai evitare, laddove si vada ai fondamenti ultimi. Anzi, esse sono determinazioni circolari solo quando si parta dal presupposto della insicurezza di un elemento e si voglia oltrepassarla con l'aiuto dell'altro elemento. Esse non sarebbero tali, se si potesse presupporre uno sguardo intuitivo, che colga e comprenda simultaneamente entrambi afferrando insieme l'uno con l'altro. Solo perché non ci è data una tale simultaneità, e dobbiamo iniziare sempre a partire dall'uno o dall'altro, per pensarli solo successivamente in unità, sorge per noi la circolarità. In verità, però, anche per noi un tale sguardo intuitivo costituisce la soluzione del circolo e già l'inizio del l'intera posizione del problema. Esso sguardo, solo per... Parole e frasi comuni ambito apriori base Cantillo causalità comprensione concetto di sviluppo configurazione connessione considerazione contenuto coscienza costituisce Cristianesimo criteri cultura culturale del presente dell'individuale dell'umanità determinata divenire dottrina dei valori empirica Ernst Troeltsch esso etica eventi filosofia della storia filosofia materiale fondamentale fondamento formale formazione generale Geschichte H.G. Wells Hegel Historismus Ibid ideali idee indivi individualità intemporaleintuitiva Kant l'idea Leipzig logica della storia logica formale marxismo materiale della storia Max Weber mediante mente metafisica metalogica moderna monismo Nietzsche nuovo oggetti positivismo posizione possibile possono presupposti principio problema processo proprio psichici psicologia punto di vista puramente Ranke rapporto razionale realizzazione realtà Rickert risultato Romanticismo scaturisce scientifica scienze della natura scienze naturali senso significato singoli sintesi culturale sistema di valori situazione sociologia spirito spirituale storia universale storiografia tale teleologia tendenze Tubingen totalità tratta Troeltsch trova ultima istanza validità valutazione Soggetti: Filosofia della storia, Storicismo, Welpolitik, Humanitat, Cultura europea, Periodizzazione, Costruzione, Etica, Cristianesimo, Religioni, Politica, Patriottismo, Diritto naturale, Europeismo, Windelband, Hegel, Marxismo, Metafisica, Positivismo, Psicologismo, Max Weber, Dialettica, Teleologia, Razionalismo, Neokantismo, Kant, Universalità, Nietzsche, Meinecke
RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO: LIEVI FIORITURE LUNGO I TAGLI. Informazioni bibliografiche Titolo: Lo storicismo e i suoi problemi: Sul concetto di sviluppo storico e sulla storia universale; Volume 2 II Titolo originale: Der Historismus und seine Probleme Autore: Ernst Troeltsch Curatori: Giuseppe Cantillo, Fulvio Tessitore Editore: Napoli: Guida Editori, 1989 Collana: Volume 21 di Micromegas ISBN: 887042734X, 9788870427349 Lunghezza: 455 pagine; 22 cm Soggetti: Filosofia, Storicismo, Storiografia, Benedetto Croce, Bergson, Ranke, Meinecke, Sviluppo storico, Storia universale, Dialettica hegeliana, Marxismo, Materialismo storico, Idealismo, Positivismo, Realismo, Metafisica, Conoscenza, Rickert, Diltey Parole e frasi comuni base Bergson biologia causalità complesso comprensione Comte concetto sviluppo concezione concreta configurazione connessione considerazione contenuto coscienza costituisce critica cultura umanità determinato dialettica Dilthey dinamica divenire economico elementi empirica essenzialmente etica filosofia della storia fondamentale fondo formazione generale Hegel hegeliana Husserl ideale idee individuale intuitiva Kant kantiana intero leggi naturali Leibniz Leipzig logica Marx marxismo materiale meccanicismo metafisica metodo moderna mondo monismo movimento neokantismo Nietzsche organologia pensatori pensiero positivismo presupposti principio problema processo profondità progresso psichica psicologia Ranke rapporto razionale realizzazione Rickert Romanticismo Schelling Schopenhauer scientifica scienze naturali scopo scuola di Marburgo Simmel sintesi culturale sistema sociale sociologia Spencer spirito spirituale storico-universale storiografia tale tedesca teleologica tendenze teoria conoscenza valori visione Wundt
br. L'impatto tra l'arte e le nuove tecnologie elettroniche (dalla computer graphics alla realtà virtuale) è attualmente oggetto di un dibattito esteso a una quantità di saperi e discipline. Ma come è cambiata la natura stessa dell'arte? Come è cambiata la nostra percezione della sua tradizionale funzione di "produzione del nuovo"? La pratica artistica può ancora considerarsi come in passato l'esempio più eminente della creatività umana? Massimo Carboni e Pietro Montani hanno raccolto le pagine di venti maestri sul tema del rapporto tra arte e tecnica. Tra questi: Valéry, Brecht, McLuhan, Heidegger, Adorno, Baudrillard, Maldonado, Lévy.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. L’opera di Emmanuel Lévinas ha in sé tracce, ispirazioni, implicazioni, in grado di orientare ad un percorso ‘sconosciuto’ chi scelga di avvicinarsi ad essa. È opportuno richiamare almeno tre ‘campi’ che, per la loro autonoma rilevanza tentano l’interprete di Lévinas, disponendolo, e confortandolo, quanto alla concreta possibilità di un’analisi ‘per parti’ del suo pensiero. Innanzitutto, la fenomenologia husserliana, fenomenologia di cui Lévinas è stato precoce interprete e divulgatore nella Francia che sarebbe stata, poi, di Sartre, e più tardi, di Derrida e di Ricoeur; ma anche, Lévinas e Martin Heidegger, provocazione e ispirazione costante per l’allontanamento da quelle categorie e matrici ontologiche di cui Heidegger, ad avviso di Lévinas, era l’ultimo custode. E, ancora, Lévinas pensatore ebraico, a suo modo, lungo l’itinerario di assimilazione ed estraneità permanente che avevano già segnato, per il Novecento, prima di Lévinas, Martin Buber e Franz Rosenzweig: ebraismo nella carica destrutturante delle categorie, ebraismo che, in Lévinas, come in Buber e in Rosenzweig, è antagonismo ‘laico’, forte della lezione del Talmud, la parola e la sua capacità di significare inesausta. Questo lavoro prende il suo avvio muovendo da almeno due di questi nuclei ‘forti’ della riflessione lévinasiana: la fenomenologia, Husserl e Heidegger mai tra loro disgiunti, e l’ebraismo esigente, chiamato da Lévinas a rendere, anche linguisticamente, una estraneità, una non-riducibilità che rivolta su se stessa la pretesa egoica – idealistica – della conoscenza. Queste matrici non riescono tuttavia ad esaurire il pensiero di Lévinas, rivelando, al contrario la inesaustività di ogni approccio che speri di domare, e tenere la sua riflessione entro domini dai confini definiti. La desautorazione della sovranità moderna del soggetto – soggetto che è, prima e più ancora dell’Altro, la categoria concettuale chiave della riflessione lévinasiana – lascia emergere, con forza esponenzialmente maggiore, una sorta di piano ‘in controluce’ del suo filosofare, piano che del soggetto veicola la deposizione, proiettandone l’esposizione, e la passività, lungo assi che riconvocano e riassettano il rigore fenomenologico, l’itinerario lento, e mai a margine, del suo confronto con Heidegger, con il capovolgimento, la messa fuori uso, delle categorie del pensiero occidentale. Questo lavoro, seguendo Lévinas – e passando attraverso gli interrogativi ed i dubbi che questa scelta, inevitabilmente, ha portato con sé – ha provato a non usare violenza a Lévinas. La scelta è stata questa: a ciascun piano la sua rilevanza, nella consapevolezza che ognuno di essi ha dinanzi a sé un livello preziosissimo che si è mostrato, ogni volta, di convergenza ed al contempo di apertura. È nell'appagamento assai breve di una dimensione etica guadagnata, e chiamata poi ad essere ‘filosofia prima’, che la soggettività lévinasiana, rivoltata e rifondata, dalla libertà alla responsabilità, si fa vedere come l’autentico fuoco attivo della sua riflessione. L’esposizione e la sostituzione soggettive, nel senso della responsabilità, scavano fino alle sue ultime, infruttuose, potenzialità, la capacità di risposta del soggetto della Modernità. Un soggetto che arranca, che è vittima miserevole di quello stesso vettore etico grazie al quale si era ritrovato: il senza-limiti della responsabilità rivela la sua crudeltà irremissibile, la sua matrice, ultima, di violenza. La filosofia di Lévinas non è affatto pacificatrice, per nulla confortante. È stato questo, forse, l’inatteso risultato, destabilizzante e prezioso, di questo lavoro. Giustizia per il soggetto, limite di ragione – una ragione che torna, dopo esser stata denudata da Lévinas della sua virtù di generalizzazione, strumento astrattamente ordinante, che riduce e fa anonima ogni singolarità – che intervenga a fermare il flusso crudele della responsabilità. Dall'etica, ma secondo l’etica, alle istituzioni, allo Stato. L’ultima sezione di questa ricerca si è ritrovata dinanzi così le ragioni autentiche ed altre di una possibile legittimità dello Stato; la sua forza, come forza fondata nella misura della Giustizia, ma anche la sua costitutiva non autoreferenzialità, nella necessità di esser costantemente corretta, riassestata negli equilibri che la tengono assieme, dal rapporto di alterità. È l’aver fondato, prima della politica, il rapporto con l’Altro, che conduce Lévinas ad un esito inatteso: ad essere svelata è la matrice paradossale e anfibia, Amore e Giustizia, Autre e Autrui, della relazione di alterità, una matrice che obbliga all'imperativo del genere, lo Stato, alla relazione da correggere nella sua realtà senza-confini, aperta, socialità-con-altri. Una necessità, un ordine da instaurare, lo Stato, e con esso il diritto, non già sulle ceneri di una inesaustività, quella dell’Etica, ma in una assunzione d’origine, di fondamento, di legittimità materiale. Descrizione bibliografica Titolo: Lo Stato come possibilità di giustizia: un percorso di rilettura della filosofia di Emmanuel Lévinas Autore: Valeria Marzocco Editore: Napoli: Massa, 2005 Lunghezza: 206 pagine; 22 cm ISBN: 8887835659, 9788887835656 Collana: Volume 2 di Studi di Filosofia, Diritto e Politica Soggetti: Filosofia politica Contemporanea, Monografia, Saggistica, La notion de "subjectivité" dans la phéménologie d'Emmanuel Lévinas, Revue philosophieque de Louvain, Emmanuel Lévinas, Stato, Giustizia, Essere, Edmund Husserl, Heidegger, Fenomenologia, Sein und Zeit, Tempo, Volti, Ontologia, Altro, Annunciarsi, Intransitività, Esistenza, Metafisica, Io, Totalità, Medesimo, Solitudine, Società, Alterità, Libertà, Veglia, Responsabilità, Soggettività, Linguaggio, Comunicazione, l'Altrimenti, Terzo Uomo, Diritti umani, Ospitalità, Ambiguità, Etica, Legittimità, Ebraismo, Rosenzweig, Buber, Giovanni Marino, Totalité et Infini, Dasein, Volto dell'Altro, Umanesimo, Le Temps et l'Autre, Tradizione ebraica, Autrui, Libri Vintage, Fuori catalogo, Contemporary political philosophy, Monograph, Essay, State, Justice, Being, Phenomenology, Time, Faces, Ontology, Announcing, Intransivity, Existence, Metaphysics, Totality, Same, Loneliness, Society, Otherness, Freedom, Vigil, Responsibility, Subjectivity, Language, Communication, the Other, Third Man, Human Rights, Hospitality, Ambiguity, Ethics, Legitimacy, Judaism, Face of the Other, Humanism, Books Out of print
br. Le immagini che il fotografo dona al mondo sono racconti, esperienze, visioni. In questo senso, esse costituiscono un invito alla riflessione, al dialogo, allo scambio di punti di vista, al fine di ampliare la prospettiva originale e di integrare il mondo dell'altro nel proprio. Il fotografo, come il filosofo, propone, suggerisce, stimola. Quando a essere immortalata in una fotografia è una persona, questa può rivedere sé stessa nell'immagine prodotta dall'occhio e dalla sensibilità del fotografo. Farsi ritrarre offre la possibilità di osservarsi da una prospettiva diversa, nonché l'opportunità di fare un'esperienza a volte inedita. Ecco allora che la fotografia inizia a delinearsi come esperienza di rivelazione di sé. Le opere fotografiche riprodotte in questo libro sono ritratti che si ispirano alla figura mitologica di Lilith, simbolo di emancipazione e fascino femminile, che ne Lo Specchio di Lilith è simbolo di catarsi in un percorso estetico ed esperienziale.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Il ruolo centrale svolto dal filosofo tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716) nello sviluppo della riflessione sul linguaggio e la conoscenza in Europa fra Seicento e Settecento è l'oggetto di studio di questo libro. La innovatività del contributo di Leibniz è affidata sia alla sua personalissima elaborazione teorica (con l'idea del funzionamento "cieco o simbolico" del pensiero e la connessa attribuzione al linguaggio di una funzione attiva, non solo strumentale, nella formazione della conoscenza), sia alla rete straordinaria di contatti e stimoli scientifici intessuta coi maggiori dotti del tempo. I grandi nomi della tradizione retorica, filosofi come Cartesio, Hobbes, Spinoza, Locke spiccano fra i moltissimi interlocutori, diretti o indiretti, della ricerca leibniziana, cui si rifaranno, dopo la morte del grande filosofo, pensatori centrali del periodo successivo, da De Brosses a Herder, fino a coinvolgere temi dell'attuale dibattito in filosofia della mente. I contributi raccolti in questo volume, opera di noti studiosi di Leibniz e di storici delle idee linguistiche, illustrano i "casi" più importanti di questo ricchissimo confronto filosofico-linguistico che ha influito in maniera notevole sulla formazione del paradigma "semiotico" della moderna teoria della conoscenza. Indice Premessa, di S. Gensini 1. Tra Valla e Scaligero: Leibniz, la linguistica rinascimentale e il problema del cambiamento semantico, di Francesco Piro 2. Impegno "editoriale" e temi retorici nella prefazione a Nizolio, di Giovanna Varani 3. Leibniz alla caccia di Spinoza, di Enrico Pasini 4. De Brosses e Leibniz: un modello di naturalismo linguistico, di Marina De Palo 5. Eins in Vielem: motivi leibniziani nella filosofia del linguaggio di Herder, di Ilaria Tani 6. Spiral Lines: Aspects of Leibniz' Language Philosophy and Semiotics, by Klaus Dutz 7. Spiegazione e riduzione: Leibniz e i filosofi della mente, di Clotilde Calabi Gli autori Indice dei nomi Descrizione bibliografica Titolo: Linguaggio, mente, conoscenza. Intorno a Leibniz Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Stefano Gensini Editore: Roma: Carocci, febbraio 2005 Lunghezza: 224 pagine; 22 cm ISBN: 8843027816, 9788843027811 Collana: Volume 310 di Biblioteca di testi e studi, Filosofia Soggetti: Filosofia, Università, Gottfried Wilhelm von Leibniz, Saggi, Storia della scienza e della cultura scientifica, Linguaggio universale, Rinascimento, Linguistica, Language and languages, Philosophy, Forschung, Heinekamp, Dascal, Monadi, Metafisica, Conoscenza, Matematica, Filosofi tedeschi del XVIII secolo, Scienza, Logica, Panglossismo, Candide, Voltaire, Characteristica universalis, Calcolo, Ars combinatoria, Simboli, Dalgarno, J. J. Becher, J. Wilkins, Numeri, Arabi, Cina, Sinologia, Segni, Fonemi, Significato, Pasigrafia, Monadologia, Formule, Lettere, Equazioni, Giudizi, Giordano Bruno, Notazione, Proposizioni, Cartesio, Marsenne, Semantica, Liber observationum, Loci rhetorici, Scritti giovanili, Opere, Libri fuori catalogo, Dissertatio de Arte combinatoria, Intelletto umano, Scritti filosofici, University, Essays, History of science and scientific culture, Universal language, Renaissance, Linguistics, Monads, Metaphysics, Knowledge, Mathematics, 18th century German philosophers, Science, Logic, Panglossism, Calculus, Symbols, Dalgarno, Numbers, Arabic, China, Sinology, Signs, Phonemes, Meaning, Pasigraphy, Monadology, Formulas, Letters, Equations, Judgments, Notation, Propositions, Descartes, Semantics, Youth Writings, Works, Books not in the catalog, Combinatorial Art, Human Intellect, Philosophical Writings
Mm 160x235 Antologia a cura di Massimo Baldini - Brossura editoriale di 167 pagine. Letture critiche di Antiseri, Ayer, Bartley, Carnap, Engelmann, Feigl, Janik, Mc Guinnes, Malcolm, Neurath, Parak, Popper, Ramsey, Russell, Toulmin, von Ficker, von Wright. Diffuse sottolineature ed evidenziature colorate, buona copia da studio. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 130x220 Collana "Filosofia e problemi d'oggi". Brossura originale, 376 pagine. Buona copia. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Il volume ricostruisce la vicenda storica dell'estetica moderna a partire dalla sua origine come "filosofia dell'arte", dal pensiero tardosettecentesco fino ai più recenti sviluppi in ambito analitico e continentale. Grazie al costante confronto che vi viene stabilito fra l'estetica e le altre scienze (umane e naturali), gli autori si propongono anche di ripensare le questioni cruciali della disciplina: la determinazione dell'oggetto estetico, la definizione del bello al di là dei confini dell'arte, il rapporto tra percezione e rappresentazione artistica e così via. Si tratta dunque di uno strumento di studio rivolto non soltanto agli studenti dei corsi di laurea che prevedono l'insegnamento dell'estetica, ma anche a chiunque voglia confrontarsi con i diversi modi in cui la modernità ha pensato in termini filosofici il fenomeno dell'arte.
Fatta, Michele Lineamenti di metafica generale. Milano, Società Editrice Vita e Pensiero 1929 italian, 459 1929. Copertina editoriale in brossura pieghevole. 459 p.; 22 cm. Pagine leggermente ingiallite soprattutto ai bordi.
Nearly new copy: one page has been turned back to keep a place, otherwise book is flawless and as-new. Dust jacket shows light shelfwear only, no marks or tears, not price clipped. 238 pages, a few b&w photos.
brossura Per enunciare semplicemente quel che significa 'profano' direi che l''umano' è questa meditazione che riconosce come solo principio di verità il Tempo. Questa trasformazione culturale radicale avviene lungo il secolo dei 'Lumi', i periodi precedenti non solo ignorano questa idea ma, anzi, se ne distolgono - invito a riportarsi alla 'Troisième méditation' di Cartesio -, il tempo non può essere il principio dal quale si spiegherebbe l'umano. Questo secolo dei 'Lumi' si emancipa infatti da una dominazione della cultura religiosa quando invece il XVII secolo rimane religioso (cosa sarebbe una riflessione sulle scienze del XVII secolo che volesse separare il religioso dal non religioso?). Tale separazione si realizza invece nel XVIII secolo, una cultura, in questo, 'profana', si sviluppa, si espande, s'impone infine su vasti settori della società che vede diventare l''umano' in particolare, e il 'vivente' in generale, la costruzione astratta anti religiosa per eccellenza. Per raccogliere tutto ciò in una semplice formula: il Tempo caccia Dio.
Imola, P. Galeati, 1936, in-8, br., pp. 154, (2).
LIGUORI 1988 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: TRACCE DI POLVERE ALLA SOVRACCOPERTA DELLA BROSSURA, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO
br. "Lezioni di metafisica" presenta tradotti in italiano due cicli di lezioni tenuti da Henri Bergson presso la classe di khâgne del Lycée Henri-IV, tra il 1893 e il 1894. Per la loro collocazione temporale, a cavallo tra gli anni del "Saggio sui dati immediati della coscienza" (1889) e "Materia e memoria" (1896), queste lezioni risultano di straordinario interesse per gli studi sul filosofo francese, che vi sviluppa un serrato confronto con la storia della metafisica moderna e della psicologia. Aristotele, Descartes, Malebranche, Spinoza, Leibniz, Kant, Spencer sono presentati e discussi da Bergson, che riflette - con loro e attraverso di loro - sui grandi temi dello spazio, del tempo, della materia, della memoria e dell'individualità. Tra i banchi dell'Henri-IV Bergson mette a punto un vero e proprio studio preparatorio per la sua originale critica al pensiero classico. Prefazione di Rocco Ronchi.
Opera in due volumi rilegati in un solo tomo mezza pelle coeva, titolo e fregi oro al dorso, tagli colorati, buonissime condizioni. Sc. S.