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br. Questo nuovo numero di "Ágalma", la rivista di studi culturali e di estetica diretta da Mario Perniola, raccoglie gli articoli di Miki Okubo, Fabrizio Scrivano, Sergio Benvenuto, Paolo Bartoloni, Antonio Romano, Marco Viscomi, Cristina Formenti.
br. Mi è stato riferito un episodio, a suo modo divertente, sul pensiero delle campagne in merito alle consuetudini matrimoniali. In occasione della redazione di una tesi di laurea sulla mentalità tradizionale in un ben preciso e circoscritto ambito territoriale, un parroco di campagna era rimasto molto turbato, quando l'autrice dell'inchiesta, armata di questionario e opportuni mezzi di registrazione, si era presentata a lui, ponendogli questa provocatoria domanda: 'Ma ci si sposa ancora...?' aggiungendo poi, dopo una pausa di sospensione '... in chiesa...', ma solo per rendere il quesito più vicino a lui e alla sua ottica. L'intervistatrice, tuttavia, intendeva non solo lì, ma in generale, ritenendo quella pratica retaggio di tempi remoti. Quello che infatti aveva in mente però era argomento di sociologia, non tematica per preti rurali. Il pover'uomo rimase, pare, letteralmente senza parole (forse gli sarà venuta in mente l'intimazione dei bravi a don Abbondio. Interdetto balbettò, incespicò, non seppe comunicare altro che non fosse il suo stupore. La responsabile di tale disagio, subito pentita per averlo messo in crisi, cercò di rimediare al suo sconcerto ridimensionando il contenuto del quesito e accollandosi la colpa di non essersi saputa esprimere.
brossura Questo nuovo numero di "Ágalma", la rivista di studi culturali e di estetica diretta da Mario Perniola, raccoglie gli articoli di: Anne-Emanuelle Demartini, Anselm Jappe, Luigi A. Manfreda, Stefano Catucci, Norihide Mori, Marika Pensa, Matteo Monaco.
br. Questo numero di Àgalma esce in concomitanza con un anniversario importante: è infatti proprio il 31 ottobre 1517 che, secondo la tradizione, Martin Lutero affisse sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg le 95 tesi che per convenzione storica segnarono la nascita della Riforma protestante. Non è dunque un caso che la parte monografica sia dedicata alle proteste, contestazioni e minoranze. L'articolo guida è un testo di Serge Moscovici che mostra quali siano le condizioni perché una minoranza, anche estremamente esigua, e addirittura limitata ad un solo individuo, possa esercitare influenza e ottenere un riconoscimento, naturalmente a condizione che sia attiva. Ciò premesso, bisogna tenere presente che la stragrande maggioranza delle proteste falliscono ed è anche legittimo chiedersi se questo tipo di azioni sia una forma di lotta efficace, oppure sia addirittura controproducente perché mette allo scoperto i dissenzienti consentendo al nemico di individuarli e di combatterli meglio. Uno dei famigerati Trentasei stratagemmi cinesi consiglia di "solcare il mare senza che il cielo se ne accorga". In effetti molto spesso la protesta nasce dall'ingenuità, vale a dire dal presupposto che l'avversario sia onestamente disposto ad ascoltare e a discutere al fine di trovare un compromesso tra opposte esigenze. Lutero stesso non intendeva operare una rottura risolutiva con la Chiesa di Roma e il successo della sua azione è dovuto alla concomitanza di fattori imprevedibili. Se si arriva ad un dialogo è perché la controparte teme una ritorsione, ma ciò implica che il "protestante" sia in grado di minacciarla: "tutt'i profeti armati vincono, e li disarmati ruinorno" (Machiavelli). Questo è tanto più vero se guardiamo alle proteste del nuovo millennio: per esempio, milioni di persone sono scese in piazza il 15 febbraio 2003 senza ottenere alcun risultato e la stessa cosa si può dire a proposito di tante altre proteste recenti in varie parti del mondo occidentale. La causa principale di questi fallimenti è dovuta all'egemonia assunta dal discorso economico che ha completamente soppiantato il discorso politico, al punto che chi osava criticare l'attuale stato di cose in nome di una teoria passava per un residuo del passato. Su questo punto non è superfluo citare Lenin, secondo cui "Senza teoria rivoluzionaria non vi può essere movimento rivoluzionario" (Che fare?).
brossura Rivista di studi culturali e di estetica fondata da Mario Perniola.
brossura
br. Rivista di studi culturali e di estetica fondata da Mario Perniola.
br. "Ágalma. Rivista di studi culturali e di estetica" è una rivista semestrale fondata a Roma nel 2000 da Mario Perniola, insieme a Gianni Carchia e ad altri intellettuali italiani e internazionali. È diretta da Luigi Antonio Manfreda. Condirettrice Ivelise Perniola.
2 voll. in-16° (cm.15,5), pp.VIII (4) 250; (2) 367-1 b. Leg. coeve mz. pelle con doppio tass. con tit. oro e ricchi fregi oro ai dorsi, con lievi abrasioni. Questa ediz. contiene 10 discorsi: 1.Sur le Beau en général et en particulier sul le Beau visible; 2.Sur le Beau dans les moeurs; 3.Sur le Beau dans les pieces d'esprit; 4.Sur le Beau musical (I et II partie); 5.Sur le Modus; 6.Sur le Decorum; 7.Sur les Graces (I et II partie); 8.Sur l'amour du Beau, ou le pouvoir de l'amour du Beau sur le coeur humain; 9.-10.Sur l'amour désintéressé (2 discorsi). [Diz. biogr. univ. (Firenze 1842) I 127: "gesuita, nato nel 1675 a Châteaulin nella Bassa Bretagna; professò matematica a Caen, dove morì nel 1764. Fu grande ammiratore di Malebranche e il suo Saggio sul bello è de gno discepolo di Platone. Le sue opere complete furono pubblicate a Parigi nel 1766,per cura dell'ab. Guyot su amico". Sommervogel, Bibliothèque de la Compagnie de Jésus, I, 334. Barbier I 5681 oltre al nome dell'Aut. cita l'ed. orig. Paris 1741 e le ediz. Amsterdam 1758 e Paris 1763: "publiée par l'ab.Guyot."].
Bologna, Il Mulino, 1989. PRIMA EDIZIONE. Dall’indice: Introduzione; L’esperienza estetica; Dall’estetica all’arte; La molteplicità delle arti; L’artista, il fruitore, il critico; Indicazioni bibliografiche per ulteriori approfondimenti. In 8vo (cm. 21,7); brossura originale illustrata, con titoli al piatto e al dorso; pp. 201, (11). Al piatto anteriore: Claude Lorraine, Enea a Delo (1672), particolare. Copia perfetta. PAx
Milano, Mondadori, 1982, 8vocartonatocon copertina illustrata a colori, pp. 192 con 200 disegni a colori f.t.
Rimini, Meb, 1998, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 121 con illustrazioni n.t.
Milano, 1904, estratto con copertina posticcia muta, pp. 760/764 con ill. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Milano, 1904, estratto con copertina posticcia muta, pp. 186/189 con ill. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Milano, 1942, 8vo cop. ill. pp. 16
Milano, 1905, estratto con copertina posticcia muta, pp. 481/484 con ill. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Milano, 1907, estratto con copertina posticcia muta, pp. 759/760 con ill. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Milano, 1906, estratto con copertina posticcia muta, pp. 729/732 con ill. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Milano, 1903, estratto con copertina posticcia muta, pp. 170/172 con ill. (Forme di nasi femminili) - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo di rivista, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perchè ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “estratto” or “stralcio” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
pagg. 2007, con fotografie a colori.
br. Innumerevoli sono stati i tentativi di rifare i capolavori del maestro del brivido, ma con scarsi risultati. L'Hitchcock's touch, quel quid indefinibile che determina la grandezza degli originali, sparisce sempre anche nei remake migliori. Emblematico il caso di tentativi addirittura filologici, come lo "Psycho" di Van Sant, che in un omaggio al maestro rifa il film originale quasi fotogramma per fotogramma. Dobbiamo concludere che i buoni remake sono impossibili? Il fatto che lo stesso Hitchcock sia stato il più intelligente rifacitore di se stesso, suggerisce Zizek, complica però il quadro, e forse la risposta giusta, come in un buon film di suspance, non è quella più probabile.
br. Innumerevoli sono stati i tentativi di rifare i capolavori del maestro del brivido, ma con scarsi risultati. L'Hitchcock's touch, quel quid indefinibile che determina la grandezza degli originali, sparisce sempre anche nei remake migliori. Emblematico il caso di tentativi addirittura filologici, come lo "Psycho" di Van Sant, che in un omaggio al maestro rifa il film originale quasi fotogramma per fotogramma. Dobbiamo concludere che i buoni remake sono impossibili? Il fatto che lo stesso Hitchcock sia stato il più intelligente rifacitore di se stesso, suggerisce Zizek, complica però il quadro, e forse la risposta giusta, come in un buon film di suspance, non è quella più probabile.
br. Questo saggio è un perfetto esempio dì cosa sia in grado di fare i! filosofo sloveno Slavoj Zizek quando può mescolare a piacimento gli ingredienti che gli sono più congeniali: psicoanalisi, cinema e filosofia. Attraverso l'analisi di uno dei più famosi film di Hitchcock, "Psycho", Zizek espone mirabilmente le differenze che dividono usi approccio estetico moderno da uno post-moderno: mentre l'arte moderna è semplicemente shockante per il pubblico, quella postmoderna comprende in sé tutte le possibili interpretazioni che essa stessa mette in moto. La riflessione su Hitchcock diventa così al contempo auto-riflessione, considerazione critica e messa in discussione continua dei paradigmi che sorreggono le teorie estetiche, In una sorta di strabismo continuo, soggetto e oggetto della riflessione non cessano di scambiarsi di posto e di cancellare la distanza che li separa.
brossura Nello scorrere nel suo caleidoscopico universo David Lynch ci mostra come l'unità psicologica di una persona si disintegra da un lato in una serie di stereotipi e comportamenti rituali, dall'altro in esplosioni di un Reale crudo e brutale, dotato di energia psichica insopportabilmente intensa e (auto) distruttiva. Le apparizioni di angeli alla fine di Fuoco cammina con me e di Cuore selvaggio, o il sogno del pettirosso alla fine di "Velluto blu", seppure scene tra le più pateticamente ridicole, vanno prese sul serio. Così come le figure malvagie eccessivamente violente quali Frank in "Velluto blu", Eddy in "Strade perdute", e il Barone Harkonnen in "Dune". L'opera cinematografica di Lynch, con il suo estremo onirismo, consente a Slavoj Zizek un ritorno perturbante sui temi prediletti della sua riflessione, in particolare sull'oscenità del reale e il "ridicolo sublime".