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1944053400ALS Manuscript 1944. No Binding. Very Good. Original two manuscript ALSs and one manuscript autobiography including 30 lines. 1 p.; 2 p.; 2 p. In Ottoman script. Only one letter with date and letterhead of 'Vecih Bereketoglu'. In his first letter dated April 26 1944 he talks about the painting and oil painting he is working on. He states that he has met Fazil Bey since 1923. Another paper includes a two-pages autobiography. Second ALS includes 19 lines. Hasan Vecih Bereketoglu was a Turkish painter influenced by impressionistic aesthetics who took painting lessons from Halil Pasha and at the Julian Academy in Paris. He is one of the painters of the 1914 Generation. He was the son of Kazasker Bereketzade Cemil Bey. Since his father was a civil servant he completed his primary education in Egypt. He completed high school in Rhodes. He studied at Istanbul Darülfunun Law Faculty. He took his first lessons in painting from Halil Pasha between 1916 and 1920. He became one of the names that supported the establishment of the Fine Arts Union. He was in Paris between 1922-1923 and continued at the Art Academie Julian. Upon his return to Turkey in 1923 he became the Chairman of Kadikoy Halkevi. When he moved to Ankara in 1943 he became the Presidential office manager. During these years he produced still life works. He produced such works by adopting the impressionist understanding of his art life in general. It was seen that he was influenced by Halil Pasha Hikmet Onat and Nazmi Ziya Güran in his works on Istanbul. He was mostly remembered as an 'open-air painter' with his paintings with the views of Fenerbahçe Kurbagalidere and Göksu. In these paintings he did not see the light element as the element that determines the color and presented it with the reflection it's created in nature. <br/> <br/> ALS Manuscript unknown
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Sostituire: le immagini stanno al posto delle cose, come del resto le parole. Estendere: gli strumenti tecnici sono un'estensione del corpo. Oggi si danno però anche nuove possibilità: immagini, come quelle della realtà virtuale, che diventano un mondo a parte, procedure di intervento sulla materia vivente, come la clonazione, in grado di riprodurre individui geneticamente identici. La duplicazione del mondo e del corpo non è più esclusivamente simbolica o estensiva: nuovi doppi si affacciano all'orizzonte. In questo libro si tenta di decifrarne la natura. Due i punti focali: l'impatto delle tecnologie digitali sulle arti visive e le questioni etiche sollevate dalle prospettive della clonazione riproduttiva e terapeutica. Informazioni bibliografiche Titolo: Tutto doppio: mondi virtuali e clonazione umana Collana: Volume 3 di Etica pratica Autore: Marcello Monaldi Editore: Napoli: Alfredo Guida 2005 ISBN: 8871889487, 9788871889481 Lunghezza: 268 pagine; 22 cm Soggetti: Sociologia, Antropologia, Scienze sociali, Comunicazione, Cultura, Platone, Clonazione, Immagine, Caverna, Sofismo, Mimesis, Glosse, Arti visive, Cinema, Digitalizzazione, Tecnologia, Pittura, Immagine digitale, Immaginario, Omero, Allan Poe, Ombre, Riflessi, rapporto uomo-macchina, mentalità tecnica, embrione umano, fecondazione, Etica, Estetica, Filosofia Parole e frasi comuni artificiale artistica Baudrillard Bioetica biologico capacità caso caverna cellule cellule staminali certo cinema clonazione riproduttiva clonazione terapeutica umana clone codice genetico copia corpo cyborg arte immagine oggetto uomo digitale dimensione diritto discorso diventa diverse doppio duplicazione effetti embrioni esiste etico eugenetica falso fantascienza fecondazione in vitro figura FIVET fondo forma gemelli generazione genetico genoma Gombrich Habermas identità individuo Jonas embrione livello macchina maniera mimesi mimetica mito caverna modello mondo morale natura naturale nucleo ombre ontologica percettivo percezione fantasma piano pìstis pittura Platone problema procedura processo prospettiva pseudo-zigote questione rapporto rappresentazione reale realtà virtuale referente rischi rispetto robot schema scienza sembra semplice senso simbolico simulacro simulazione sociale Sofista somiglianza spazio sperimentazione tecnica tecnologia termini verità vero video art visibile visiva vista Warnock zigote
GUIDA 2005 268 pp. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO, PARI AL NUOVO. Sostituire: le immagini stanno al posto delle cose, come del resto le parole. Estendere: gli strumenti tecnici sono un'estensione del corpo. Oggi si danno però anche nuove possibilità: immagini, come quelle della realtà virtuale, che diventano un mondo a parte, procedure di intervento sulla materia vivente, come la clonazione, in grado di riprodurre individui geneticamente identici. La duplicazione del mondo e del corpo non è più esclusivamente simbolica o estensiva: nuovi doppi si affacciano all'orizzonte. In questo libro si tenta di decifrarne la natura. Due i punti focali: l'impatto delle tecnologie digitali sulle arti visive e le questioni etiche sollevate dalle prospettive della clonazione riproduttiva e terapeutica. INDICE Introduzione I. L’esperienza clonata - Immagine e rappresentazione: qualche premessa Dallo schema corporeo all’immagine culturale; Breve anticipazione - L’immagine secondo Platone Ombre e riflessi; Nella pancia della caverna; La copia della copia; Il ’Sofista’ e il nuovo corso dell’immagine; Immagine e non essere; Immagine e discorso - Glosse a Platone Confini mobili; I garbugli della mimesis; Occhio innocente?; Amore per le cose del mondo - Virate novecentesche Linea, schema, superficie; Il digitale e le arti visive; Crisi della pittura e immagine digitale; Il cinema e gli idoli digitali II. Il corpo clonato - L’immaginario del doppio Doppi letterari; Tra Omero e Poe - L’uomo artificiale Dall’automa al robot; Il cyborg - Clone, clone delle mie brame! Ontologia minima del clone; Biologicamente parlando - Questioni morali Pie illusioni, rischi, incertezze; Il diritto non è tutto - L’etica delle due clonazioni Il clone: diritti negati e asimmetrie di relazione; Il clone terapeutico, l’embrione, lo pseudozigote; la nudità dell’universalismo, i veli della tecnica Parole e frasi comuni all'interno artificiale artistica Baudrillard Bioetica biologico capacità caso caverna cellule cellule staminali certo cinema clonazione riproduttiva clonazione terapeutica clonazione umana clone codice codice genetico considerare copia corpocyborg davvero dell'arte dell'immagine dell'oggetto dell'uomo digitale dimensione diritto discorso diventa diverse doppio duplicazione ecco effetti embrioni esiste etico eugenetica falso fantascienza fecondazione in vitro figura FIVET fondoforma gemelli generazione genetico genoma Gombrich Habermas identità immagini individuo infatti invece Jonas l'embrione l'immagine livello macchina maniera mimesi mimetica mito della caverna modello mondo morale natura naturalenucleo nuovo oggetti ombre ontologica percettivo percezione phàntasma piano pìstis pittura Platone possibile possono problema procedura processo proprio prospettiva pseudozigote punto quest'ultimo questione rapporto rappresentazione reale realtà virtualereferente rischi rispetto robot schema scienza sembra semplice senso simbolico simulacro simulazione sociale Sofista soltanto somiglianza spazio sperimentazione tecnica tecnologia termini vedere verità vero video art viene visibile visiva vista Warnock zigote
52689Beverley Massachusetts: Fair Winds Press Quayside Publishing Group 2007. 1st edition in very good condition with dustwrapper. pp.384. Signed by the author to title page: "For John Thank You for all your help and wit! Robert Lomas". Clean text and illustrations throughout. White cover with red titles. Clean dustwrapper designed by Mary Ann Smith. VG/VG. From the Library of John Acaster Beverley, Massachusetts: Fair Winds Press, Quayside Publishing Group, 2007. unknown
SIGNED BY IGAEL TUMARKIN (b.1933) - an eminent Israeli painter and sculptor. There appear to be two signatures by Tumarkin - in English and Hebrew, both on front endpaper. This album contains numerous color and b&w reproductions of Tumarkin's works alongside his personal notes and an epilogue by W. Sandberg. 345x245mm. 147 pages. Brown cloth oblong Hardcover with illustrated dust-jacket. Gilt lettering on front cover. Jacket, cover, spine and text block edges yellowing. Jacket edges and corners tattered/partly torn. Cover rubbed and slightly curved. Rear cover upper edge and corner bumped. Text block edges stained/age-stained. Pages slightly yellowing. [SUMMARY]: This extremely rare album of works by an eminent modern sculptor and painter, signed twice by him, is in good condition. PLEASE NOTE: This item is overweight. We may ask for extra shipping costs.
2003ART5757MRelié, 280 pages, paru le 17 avril 2003 chez La Bibliotheque des Arts, livre en très bon état général, quasi neuf.
9315Belfond In-8, broché, couverture souple ill (feme rousse surmontant le titre en trompe l'il), 295 pages, bel exemplaire.
20011261312001 Tiré à Part à 60 exemplaires de la Revue "Licences" pour les Editions du Renard Pâle - Janvier 2001 - 2 disques et 1 fascicule de 20 pages dans une chemise semi-rigide in-4 oblong, avec une lithographie numéroté 41/60 sur la quatrième de couverture
grand in-8°, 74 pages + XVII + XXI + XX planches h.t. N&B, broche, couv. Bel exemplaire. [DV-10]
1988ART6027MBroché, 440 pages, paru le 1er octobre 1988 chez Mondadori Electa, très bon état général.
Mm 175x250 Volume rilegato di pp. 199 con sovracoperta di velina, con 93 illustrazioni in bianco e nero, a cura di Irving Lavin, ritratto biografico di William S. Heckscher, in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
25707Revue "Traverses", n° 35, Centre Georges Pompidou, Revue du Centre de Création Industrielle, septembre 1985, 163 pp., illustrations, broché, couverture très légèrement défraîchie.
1975103851975 N° 1 - revue trimestrielle illustrée - septembre 1975 - Grand in-8 broché - revue illustrée
THREE VOLUME SET. VOLUMES X-XII ONLY. [ALL VOLUMES]: 255x170 mm. [192] + [140] + [130] pages. Softcover. Cover and spine yellowing and slightly stained. Cover corners and spine edges slightly wrinkled. Spine slightly wrinkled. Spine edges slightly worn. Few pages slightly stained - no damage to text. Pages yellowing. [VOL. X]: Front cover upper edge slightly torn. [VOL.XI]: Rear cover bottom edge slightly torn. Spine partly detached from few pages. [VOL.XII]: Few page edges slightly worn. [SUMMARY]: Else all volumes in good condition.
D. DIDEROT Trattato sul bello. Milano, SE 1995 italian, 85 SC680Brossura editorialevolume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda85 pagine circaCopertina come da foto
br. L'eco delle concezioni estetiche di Denis Diderot (1713-1784) fu presso i contemporanei straordinaria. «Ieri mi è capitato sotto gli occhi Diderot,» scrive Schiller a Goethe «che davvero mi incanta e ha scosso profondamente il mio spirito. È come un lampo che illumina i segreti dell'arte, e le sue osservazioni riflettono così fedelmente ciò che l'arte ha di più alto e di più intimo da poter costituire un'indicazione non meno per il poeta che per il pittore». E Goethe risponde: «È davvero magnifico, più utile ancora al poeta che al pittore, anche se a quest'ultimo fornisce un lume possente». Le concezioni estetiche di Diderot trovano una prima compiuta espressione in una voce («Bello») che scrisse per l'«Encyclopédie», e che venne pubblicata a parte nel 1751 e più tardi nelle edizioni delle sue opere con il titolo di «Trattato sul bello». «È bello» afferma Diderot «tutto ciò che contiene in sé qualcosa che possa risvegliare nel mio intelletto l'idea di rapporti». Ma cosa intende Diderot per «rapporti»? Egli prende come esempio una celebre battuta tratta da una tragedia di Corneille. Ora, la «bellezza» di quella battuta dipende dai rapporti che la legano al contesto drammatico. Se il contesto fosse un altro, cambierebbe, insieme con il significato, anche la bellezza, la forza poetica di quella battuta. Il bello, non solo artistico, non è dunque intuizione repentina, frammentaria, non è immobile, indistinta contemplazione di una verità ideale, ma è movimento, progresso nella conoscenza della realtà attraverso i suoi nessi vitali. Un'esaltante passione di conoscenza, in cui il rigore del ragionamento scientifico sembra coniugarsi con la prepotente esigenza di adesione alla natura, e l'ansia profonda di conferire all'arte una nuova dignità, una serietà, un'autorevolezza più alte: ecco ciò che induce Diderot a portare con tanta penetrazione, con tanta passione il suo sguardo sul problema del bello.
Opera incompleta, dei tre volumi di cui è composta presente Volume III. Buono stato, coperta illustrata in cartone rigido patinato, su I.a di coperta "La scuola di Atene" di Raffaello Sanzio, leggera ammaccatura, taglio di testa appena ambrato con minuscole macchioline, quello di piede con lieve macchia, pagine, in carta patinata, ottimamente conservate. Presenta illustrazioni a colori, alcune tabelle. Numero Pagine 629, numerazione delle pagine in sequenza USATO
23 cm, br. editoriale, sovracop. editoriale; p. 255, intonso
Mm 145x225 Brossura editoriale di pp. 255, sovraccoperta editoriale, in buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
lii + 171 [2] pp., 21cm., beautiful fac-simile reprint of the Rome 1821-edition, numbered copy: no.304, red leather binding with gilt title and decorations, in slipcase, text in italian, fine condition
1968S61376Roma, 1968 lii + 171 [2] pp., 21cm., beautiful fac-simile reprint of the Rome 1821-edition, numbered copy: no.304, red leather binding with gilt title and decorations, in slipcase, text in italian, fine condition
In 4°; 98, (4) pp. Legatura in cartoncino editoriale azzurro con autore, titolo, casa editrice e luogo di stampa in oro al dorso. Prima edizione della Casa Editrice Vittoria del celebre trattato della pittura di Leonardo da Vinci. Esemplare illustrato. Ottimo stato di conservazione.
Terza edizione, di note accresciuta. <BR>16°(cm.19,5), pp.XV (1) 111 (1), vignetta di carattere mitologico in cornice ricca cornice inc. in rame al front., con la scritta: Xalepa' ta kala. Mz. perg. recente. Un'antica sigla al front. Lievi fioriture. Dalla prefazione "... ho stimato bene darvi una breve notizia dell'edizioni più celebri finora fatte... Francesco Robortello d'Udine avendolo ritrovato sepolto in una libreria, fu il primo a pubblicarlo: e ciò seguì in Basilea per le stampe di G. Oporino... Paolo Manuzio, figlio di Aldo, nulla sapendo di tale edizione, lo pubblicò similmente anch'esso l'anno seguente... Il primo a darlo in luce colla traduzione latina fu Gabriello dalla Pietra e fu impresso parimenti in Ginevra l'anno 1612 per G. Tornesio... (e prosegue con altre ediz. con trad. in latino)... Non son'io però stato solo e primo a tradur in toscano... Si dice che in questa famosa Libreria Magliabechiana vi sia la traduzione toscana fatta da Giovanni da Falgano... Con somma lode rammemorar si dee la traduzione pari-menti toscana di Niccolò Pinelli fiorentino il quale fu il primo di tutti a donarcela l'anno 1630... l'anno 1723 mi fu permesso di vederla da un mio bun amico... Nel frontespizio (per non lasciar di dirvi ancor questo) ho voluto porre per insegna del libro, Dedalo, che sta terminando con grande applicazione l'ala destra, per darla a Icaro suo figliuolo; il quale avendosi di già adattata agli omeri l'ala sinistra... mostra la sua impazienza... Il disegno è stato preso diligentemente da un'antica gemma, di cui ne ho l'impronta; e vi ho aggiunto oltre i simboli di Mercurio, Dio dell'Eloquenza, quel motto greco, Xalapa' ta kala, il quale mostra, che tutte le belle e oneste cose, ardue sono e malagevoli". Il trattato contiene infatti le regole per determinare le belle idee, a quali fonti e autori ispirarsi, come conquistare il sublime attraverso lo studio. Il trattato fu attribuito erroneamente a Cassio Longino, ma nel codice dal quale si ricavò, Codex Parisinus graecus 2036, del X sec. (cfr. Diz. di filosofia Treccani), si leggeva "Dionusiou e' Logginou" ("di Dionisio o di Longino"), da cui l'Aut. è indicato come Pseudo Longino. [Gamba 2314-nota questa e ediz. Canterzani, Cat. dei libri pubbl. da Lelio della Volpe, p.146 n.11: "Accurata ristampa di questa versione, terza rispetto alla prima fatta in Verona nel 1733 e a quella Firenze nel 1737 pubblicata dal Gori... Vi si trova lo stesso discorso proemiale che il traduttore indirizza alla gioventù studiosa e tiene la medesima insegna al front. che è la delineazione della gemma..."].