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br. Quando nel 1941 Ragione e rivoluzione fu pubblicato negli Stati Uniti, la guerra mondiale era in corso. Da quella contingenza il libro prendeva il movente primo: dimostrare che il pensiero di Hegel non era connesso agli sviluppi nazionalisti e autoritari allora incarnati drammaticamente nel nazismo, rivendicare la valenza rivoluzionaria della dialettica hegeliana. Nella prima parte sono messi in luce gli aspetti delle idee di Hegel che lo avvicinano agli sviluppi posteriori del pensiero europeo. La seconda parte segue le due linee antagoniste della filosofia della seconda metà dell'Ottocento: l'una, che rappresenta lo sviluppo del principio dialettico hegeliano, conduce a Marx, l'altra al positivismo sociologico francese e tedesco.
alcuni danni evidenti ma testo ben leggibile
GUIDA 2001 266 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. «Cosa devo fare?». O meglio, più estesamente: «come faccio a sapere cosa devo fare e ad avere la forza di farlo?»: questo l’interrogativo che ha percorso l’intera carriera intellettuale di Locke. Le due guide che ha l’uomo per rispondere a questa domanda sono - secondo Locke - la ragione e la rivelazione biblica. E infatti la ricerca del corretto rapporto tra queste due guide, e del giusto utilizzo dell’una per comprendere e integrare l’altra, sono stati uno degli oggetti principali del pensiero lockiano, dai primi scritti politici fino alle sue ultime opere di ermeneutica religiosa. L’argomento centrale di questo nuovo studio sul pensiero di Locke è proprio la comprensione delle istanze e degli obiettivi della sua ermeneutica religiosa, nel contesto delle grandi tensioni religiose e intellettuali, e dei rivoluzionari cambiamenti politici che segnarono la sua epoca. Raffaele Russo collabora con la cattedra di Filosofia morale dell’Università di Trieste. Si occupa prevalentemente del pensiero filosofico moderno con particolare interesse per la storia e la filosofia della religione. È autore di saggi su Max Scheler, Ficino e sull’ermeneutica dell’opera d’arte. INDICE Introduzione Ragione e ascolto Tavola delle abbreviazioni I. Dall’esegesi all’ermeneutica - L’esegesi della legge divina - Gli interlocutori - Edward Bagshaw - First Tract on Governmet - L’Essay on infallibility - Rohert Filmer - Il First Treatise of Government - Conclusione II. I limiti del compito ermeneutico - ’’Contro la disperazione scettica’’ - La selva delle parole - Morale biblica e morale razionale - La cattiva ermeneutica - I pregiudizi - Il principio di autorità - L’entusiasmo fanatico - La difficoltà del compito ermeneutico - L’assenso ermeneutico III. La ragionevolezza dei Cristianesimo - Il problema dell’orientamento - La ripresa polemica contro i pregiudizi - I pregiudizi esterni - I pregiudizi interni - Il letteralismo - La messianicità di Cristo - Legge delle opere e legge della fede - La legge di ragione Appendice IV. L’interpretazione delle epistole - Il metodo ermeneutico - Le epistole come ragionamenti - ’’Salvare le opere’’ - La distruzione del tempio - Vita activa - Etica dell’intenzione - L’esempio della provincia in rivolta - La predestinazione delle nazioni - Lo spazio della ragione Conclusione Bibliografia Parole e frasi comuni afferma alcuni antitrinitari argomentazioni arminiani autorità Bagshaw base Bibbia biblica Boyle calvinista campo chiaro chiesa chiesa d'Inghilterra Christianity concezione conoscenza considerare contesto cristiana cristianesimo Cristo critica deismodeista dell'Essai dimostrare divina dottrina Edwards effetti Eisenach epistemologico epistole ermeneutico esegetica esempio Essay Faith fede Filmer filosofia First Gesù Gospel great idee infatti interpretazione John Locke l'Essay Laslett latitudinari legge di natura legge mosaica lettera life Limborch lockiana mente messianicità metodo metodologica morale naturale necessario obedience opere Paraphrase and Notes passi Patriarcha pensiero di Locke pertanto polemica politica posizione di Locke possibile possono potere predestinazionista pregiudizi principio problema proposizione proprio punto di vista questione ragione razionale Reason Reasonableness religione religiosa riferimento rivelazione Robert Filmer salvezza san PaoloSchouls scritti Scrittura senso significato sociniani sostenere Spellman teologica teorica tesi testo sacro things Tract tratta Treatise Treatises Two Tracts Tyrrell umana Understanding uomini vangelo verità Works Yolton
Sassari, Gallizzi, 1968, in-8, brossura editoriale, pp. 238.
Il libro ricostruisce la presenza del protestantesimo nell'evoluzione della filosofia hegeliana e, anziché suggerire ipotesi interpretative, preferisce individuare la rigorosa chiave di lettura dei testi di Hegel con diretto approccio alle pagine tedesche. Ciò al fine di mostrare il progressivo costruirsi dell'idea hegeliana del protestantesimo nella edificazione del sistema filosofico. L'articolazione dei rapporti tra Stato e religione, i suggerimenti storiografici sulla funzione politica e sociale del Protestantesimo nella formazione della Germania, si compongono nel rapporto tra religione ed eticità che, nella costruzione hegeliana, assegna al Protestantesimo una importante funzione di educazione alla libertà. Autori: Fortunato M. Cacciatore.
LAURENZIANA 1968. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PRESSOCHé PERFETTO.
LIGUORI 2002 A CURA DI FABRIZIO LOMONACO E FULVIO TESSITORE 528 PP. FONDO DI MAGAZZINO: ALLO STATO DI NUOVO, NEL CELLOPHANE EDITORIALE L'esemplare che significativamente è stato prescelto per questa ristampa anastatica è conservato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli “V. Emanuele III”. Questa copia rappresenta, insieme all'altro volume postillato segnato XIII H 58, uno dei più importanti e ricchi esemplari di “editio princeps” dell´opera del 1730 finora conosciuti, sui quali Vico sia intervenuto in prima persona. Si tratta di un esemplare a stampa ben conservato, rilegato in pergamena, di cm 16×9, di pp. XII-478-XII + 2 pp. numerate 479 e 480, che presenta la “Dipintura” prima della “Dedica a Clemente XII” e, in aggiunta all'“Indice”, le “Correzioni, Miglioramenti e Aggiunte” prime (interamente barrate dal Vico), la lettera a F.M. Spinelli e le “Correzioni” seconde (entrambe barrate dall'autore). La redazione del 1730 costituisce sicuramente la tappa più travagliata e complessa – sia dal punto di vista filologico che teoretico – del percorso vichiano. La qualità e la tecnica degli interventi di modifica e integrazione al testo mediante un vasto apparato di postille autografe rendono più convincente l'immagine di un Vico frequentatore abituale della tipografia, preoccupato di correggere gli errori più vistosi o di personalizzare – dal punto di vista non solo della forma, ma anche del contenuto – copie destinate a particolari personaggi. La corposità degli interventi vichiani è particolarmente singolare in questa copia prescelta per essere fornita in anastatica perché spesso compare un vero e proprio rimando a un apparato esterno, a volte mediante numeri di riferimento, facendo pensare – come è stato già detto – all'utilizzo di questa copia (come anche dell´esemplare XIII H 58) alla stregua di una correzione di bozza per una successiva e nuova stampa. La “Tavola cronologica”, ripiegata e posta alla fine del volume, documenta ulteriori correzioni manoscritte dell'autore.
Collana "Biblioteca di cultura filosofica" - A cura di Norberto Bobbio -
ISBN 8842504807
brossura Le ripetute crisi che affannano il cammino della modernità tendono ad investire, per tutto il corso della loro durata, numerosi aspetti dell'esistenza umana: condizioni materiali e produzione spirituale, forme del diritto e dell'arte, filosofia e letteratura, generando spesso, nelle anime più sensibili o negli strati sociali più colpiti, un forte desiderio di cambiamento. Ma perché le cose cambiano? E come avviene di fatto la trasformazione? Ovvero, come realizzarla? Nella convinzione che essa venga favorita promuovendone non tanto il desiderio soggettivo, quanto piuttosto la comprensione dei funzionamenti oggettivi, questo volume tenta, a partire da Hegel, di esplorarne i meccanismi interni, cominciando in primo luogo dall'analisi dei suoi elementi fondamentali: i soggetti, la volontà, l'azione. Si tratta di uno studio che getta luce su molti problemi teorici del nostro tempo, ma anche su diversi lati del pensiero hegeliano, illustrato con semplicità e rigore. Autori come Fichte, Sartre, Gentile, Massolo, Severino vengono chiamati in causa per il confronto. Alle parti rivolte agli studiosi del campo sono affiancate altre, più divulgative, indirizzate a chi intenda addentrarsi per la prima volta nel vasto sistema del filosofo tedesco.
RUSCONI 1994 FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO
ALFREDO GUIDA 2008 215 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, PER IL RESTO PERFETTO E INTONSO. E l'artifizio, anche come artefatto, che media all'uomo la verità, che figurandone i contorni e plasmandone la sostanza gli concede e vita e mondo, non come spettro e Maya, ma in tutta la concretezza, durezza e luminosità della natura. Polymechanos, dalle molte macchine e macchinazioni, arti e tecniche, egli è l'unico animale ad avere abbastanza coraggio e ostinazione e speranza per vedere in quella luce e provarsi a dirla. Questo, in fondo, ciò che in vari toni e da vari punti di vista raccontano i saggi qui raccolti, insieme all'invito che, teso tra la potenza del suo produrre e raffigurare e il principio di quella potenza, l'uomo sappia e voglia tenere la misura e così tenersi in quanto "misura di ogni cosa".
In 8°, brossura editoriale (manca sovracc.), pp. VI, 198, (2), coll. "Biblioteca di cultura moderna 745", nota di possesso al frontesp., per il resto copia molto buona. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
ALFREDO GUIDA EDITORE 2000 217 pp. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Politica e certezza: due mondi inconciliabili o solo lontani? La filosofia politica contemporanea non è concettualmente attrezzata per affrontare l’emergere di questioni nuove che richiedono soprattutto soluzioni politiche veloci per evitare il dilagare del caos e dell’incertezza individuale. Muovendo da alcune delle più importanti tendenze della filosofia politica, questo libro tratta del ruolo che le istituzioni sociali possono svolgere per ridurre la naturale condizione di incertezza dell’uomo. Raimondo Cubeddu e professore ordinario di Filosofia Politica e Politica comparata presso l’Università di Pisa. Si occupa da sempre della tradizione politica liberale e di filosofia delle scienze sociali. Tra i suoi libri più recenti: ’Tra Scuola Austriaca e Popper. Sulla filosofia delle scienze sociali’ (1996); ’Atlante del liberalismo’ (1997) Indice Introduzione Fonti I. Il liberalismo come ’’soluzione del problema politico mediante mezzi economici’’ II. La teoria delle istituzioni nella Scuola Austriaca La concezione dello stato in Menger, Mises, Hayek e Leoni - Dalla Scuola Austriaca al Libertarianism III. L’epilogo del Classical Liberalism La Scuola Austriaca nella storia del pensiero politico - Il liberalismo di Hayek - Oltre lo stato: il Libertarianism di Rothbard IV. Informazione, conoscenza e politica Una teoria dell’ordine - La filosofia delle scienze sociali - Conoscenza e politica - Dall’individual order all’extended order V. Mercato, etica e incertezza Legge e mercato - Mercato, religione e incertezza VI. Il destino della libertà individuale nell’età della globalizzazione Note Bibliografia Parole e frasi comuni parole anarco-capitalisti aspettative individuali aspettative soggettive base bisogni caso catallassi circostanze Classical Liberalism coercizione comportamenti comune concezione condizione connessa conseguenze indesiderate consentire costi di transazione costituzionale costituzione critica definire democra democratica diritti individuali diritto naturale distribuzione diventa diverse duali economica esempio esiste esso etica fallibile filosofia delle scienze filosofia politica fonda funzione garantire globalizzazione governo Hayek hayekiana indivi individuali e sociali individui infatti istituzioni sociali KIRZNER legislativa Leoni liberali classici libertà individuale Libertarianism limitata Menger mente miglior ordine politico Mises nazionali negative possibile possono potere politico potrebbe problema prodotto produrre certezza produzione politica proprio prospettiva punto di vista raggiungere realizzazione realtà regime regole religione risolvere risultato ritenuta Rothbard Rule of Law scambio scelte collettive scelte pubbliche scienze sociali Scuola Austriaca selezione sfera privata sistema situazione società soddisfacimento soltanto soluzione Strauss strumento tale tentativo teorici tesi totalitari tradizione liberale
LUDWIG FEUERBACH PIERRE BAYLE UN CONTRIBUTO ALLA STORIA DELLA FILOSOFIA E DELL'UMANITà TRADUZIONE E CURA DI MARIA LUISA BARBERA LA CITTà DEL SOLE 2009 373 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO Tutta la letteratura sul "Pierre Bayle" di Feuerbach si aggira intorno a una convinzione: che vi prevalgano aspetti da un lato polemici e dall'altro psicologici, a scapito di un discorso teoretico e comunque filosofico. Ma ridurre il Bayle a un manifesto ideologico o/e a un "diario intimo" è possibile solo se l'opera è riassunta o antologizzata. Per cogliere un altro e più filosofico senso del Bayle bisogna, quindi, vedere l'opera nel suo insieme e soprattutto nel testo della prima edizione (è proprio quello che fa questa traduzione), perché solo cosi si possono cogliere le indicazioni per capirla che l'autore vi ha disseminato. Questa traduzione del Pierre Bayle di Feuerbach, la prima in assoluto dell'opera nella sua interezza, contribuisce a confermare - anche grazie alle indicazioni di lettura contenute nella presentazione della curatrice l'immagine di un Feuerbach - filosofo della nonviolenza, che una lettura episodica e parziale dell'opera sembrerebbe invece sconfessare. Con questo lavoro, infatti, si colma una lacuna (le altre opere maggiori del filosofo tedesco sono tutte tradotte in italiano), ma si facilita nello stesso tempo, a chiunque sia interessato ai temi posti dalla conflittualità, non solo agli studiosi, l'accesso a un libro, in questi senso, straordinario. La curatrice del volume, Maria Luisa Barbera, insegna Storia della Storiografia filosofica all'Università di Siena. Nell'ambito della filosofia sette-ottocentesca, che ha particolarmente curato, si è sempre dilettata di studiare i filosofi visti dai filosofi.
22,7x14 cm; Tre tomi: XII, 628 pp.; (4), 440, 32 pp.; (4), 574, (2), 32 pp. Brossure azzurre con fascetta con il titolo ed il volume applicata al dorso. Piccoli e leggeri aloni di foxing in alcune pagine dovuti alla qualità della carta ma per il resto in buone condizioni di conservazione. Prima edizione di questa traduzione in francese e commento dell'hegeliano Augusto Vera, celebre filosofo italiano, professore a Parigi, Milano e a Napoli, originario di Amelia in provincia di Terni. Vera mantenenne frequenti rapporti sia con la Società filosofica hegeliana di Berlino che con la cultura letteraria francese e tedesca anche se rimase sempre freddo nei confronti dei rappresentanti della corrente Hegeliana "critica". E' proprio attraerso la traduzione di Vera che il pensiero hegeliano entrò in Francia. Minime macchioline di foxing in alcune pagine dovute alla qualità della carta e per il resto buon esemplare di questa rarissima edizione originale. Testo basilare nella storia della filosofia. GOOD COPy.
Paris, Ladrange, 1863/1864/1865. Ensemble de trois forts volumes brochés de format in 8° de : Tome premier 12, 628 pp. Et 32 pp., catalogue de l'éditeur; Tome second 440 pp.; et 32 pp., catalogue de l'éditeur; Tome troisième 576 pp., et 3é pp., catalogue de l'éditeur. Couvertures imprimées. Couvertures un peu défraîchies, quelques rousseurs; émouvant exemplaire, en bon état et tel que paru à l'époque; de la première édition française.
Milano, Mondadori, 2001, 8vo cartonato editoriale con sovraccopertina illustrata a colori, pp. 347 (Frecce)
A CURA DI Giuseppe Cantillo Traduzione di: Gennaro Auletta GUIDA 2002 SECONDA EDIZIONE ACCRESCIUTA 224 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO E INTONSO Il testo raccoglie i corsi universitari che Heidegger tenne a Friburgo nel semestre di guerra del 1919 sull'idea di filosofia. In essi il giovanissimo docente enuncia, partendo da Husserl, ma già prendendo le distanze da lui, il programma del suo pensiero. Oggetto della filosofia è già, in questi primi corsi friburghesi, non l'aspetto teoretico del pensiero, ma l'esperienza di senso inscritta nella vita in quanto esistenza storica. Heidegger articola il suo discorso sul significato della filosofia attraverso un serrato confronto coi suoi grandi maestri (Rickert, Dilthey, Husserl). In questo dialogo, si fa visibile per la prima volta il programma ontologico esistenziale con cui Heidegger si avvia rinnovare il panorama della filosofia contemporanea. Indice: Avvertenza di Giuseppe Cantillo L’idea della filosofia e il problema della visione del mondo (Semestre straordinario di guerra del 1919) Considerazioni preliminari Scienza e riforma dell’università Introduzione 1. Filosofia e visione del mondo a) La visione del mondo come compito immanente della filosofia b) La visione del mondo come limite della scienza critica dei valori c) La paradossalità del problema della visione del mondo. Inconciliabilità di filosofia e visione del mondo Parte prima L’idea della filosofia come scienza originaria I. Ricerca di una via metodologica 2. L’idea della scienza originaria a) L’idea come determinatezza determinata b) La circolarità dell’idea di scienza originaria 3. La via d’uscita attraverso la storia della filosofia 4. La via d’uscita attraverso l’atteggiamento scientifico del filosofo 5. La via d’uscita della metafisica induttiva II. Critica del metodo critico-teleologico 6. Conoscenza e psicologia 7. Il problema assiomatico fondamentale 8. Metodo critico-teleologico nel trovare le norme 9. La funzione metodologica della preliminare fornitura del materiale 10. L’esibizione dell’ideale come nucleo del metodo. Disconoscimento della problematica della scienza originaria 11. Indagine sulla pretesa scientifico-originaria del metodo critico-teleologico a) Verità e valore b) Il problema della validità c) Il rapporto tra fornitura del materiale e esibizione dell’ideale. Essere e dover-essere 12. Inclusione della sfera pre-teoretica. La sfera dell’oggetto della psicologia Parte seconda La fenomenologia come scienza originaria pre-teoretica I. Analisi della struttura dell’esperienza vissuta 13. L’esperienza vissuta della domanda: c’è qualcosa? a) Il soggetto psichico b) L’atteggiamento di interrogazione. Molteplicità di significati del «c’è» c) Il ruolo di chi interroga 14. L’esperienza vissuta del mondo-ambiente 15. Comparazione tra le strutture dell’esperienza vissuta. Processo ed evento II. Il problema dei presupposti 16. La questione gnoseologica della realtà del mondo esterno. Posizioni del realismo critico e dell’idealismo 17. Il primato del teoretico: esperienza della cosa (oggettivazione) come esperienza de-vitalizzata III. La scienza originaria come scienza pre-teoretica 18. La circolarità della teoria della conoscenza 19. Il come della considerazione dell’esperienza vissuta del mondo-ambiente a) Il metodo della riflessione descrittiva (Natorp) b) La ricostruzione come momento caratteristico del metodo. Soggettivazione e oggettivazione c) Critica del metodo di Natorp 20. L’esplorazione fenomenologica della sfera dell’esperienza vissuta a) Obiezioni contro la ricerca fenomenologica b) Caratterizzazione degli stadi di de-vitalizzazione. Il qualcosa pre-mondano e il qualcosa della conoscibilità c) L’intuizione ermeneutica Fenomenologia e filosofia trascendentale dei valori (Semestre estivo 1919) Introduzione a) Princìpi direttivi del corso b) Sull'intenzione del corso Parte prima Esposizioni storiche del problema I. La genesi della filosofia dei valori come filosofia della cultura del presente 1. Il concetto di cultura nella filosofia della fine del XIX secolo a) Il concetto storico di cultura. Illuminismo e coscienza storica b) La cultura come acquisizione e prestazione 2. L’impostazione del problema assiologico. Il superamento del naturalismo con Lotze II. La fondazione della moderna filosofia trascendentale dei valori da parte di Windelband 3. Rinnovamento della filosofia kantiana. Il carattere assiologico della verità a) La riscoperta del metodo trascendentale da parte di Cohen b) Giudizio e valutazione (Windelband) c) Il saggio di Windelband sul giudizio negativo: determinazione scientifica delle forme di giudizio 5. Il contributo alla dottrina delle categorie. La logica come teoria delle relazioni. Categorie riflessive e costitutive 6. La ripresa del problema della storia nella filosofia dei valori a) Scienze della natura e scienze dello spirito. La fondazione di una psicologia descrittiva da parte di Dilthey b) La distinzione di Windelband tra scienze di leggi e scienze di eventi. Pensiero nomotetico e idiografico III. La prosecuzione della filosofia dei valori con Rickert 7. Formazione dei concetti storici e conoscenza scientifica. La realtà come continuo eterogeneo 8. La questione della possibilità della scienza della storia Parte seconda Considerazioni critiche 9. L’influenza della fenomenologia su Rickert 10. Principi della critica 11. La concezione di Rickert del problema gnoseologico fondamentale. La via soggettiva a) Giudizio e valore b) Evidenza e validità c) La trascendenza del dover-essere 12. La via logica-trascendentale (oggettiva) come metodo della fondazione dei presupposti impliciti nella via soggettiva 13. Considerazioni sulla negazione Appendice I Sull'essenza dell’università e dello studio accademico Semestre estivo del 1919 (Trascrizione di Oskar Becker) Post-scriptum del curatore dell’edizione tedesca
a cura di Giuseppe Cantillo, traduzione di Gennaro Auletta Guida EDITORI 1993 222 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO. Il testo raccoglie i corsi universitari che Heidegger tenne a Friburgo nel semestre di guerra del 1919 sull’idea di filosofia. In essi il giovanissimo docente enuncia, partendo da Husserl, ma già prendendo le distanze da lui, il programma del suo pensiero. Oggetto della filosofia è già, in questi primi corsi friburghesi, non l’aspetto teoretico del pensiero, ma l’esperienza di senso inscritta nella vita in quanto esistenza storica. Heidegger articola il suo discorso sul significato della filosofia attraverso un serrato confronto coi suoi grandi maestri (Rickert, Dilthey, Husserl). In questo dialogo, si fa visibile per la prima volta il programma ontologico esistenziale con cui Heidegger si avvia a rinnovare il panorama della filosofia contemporanea Inidice: Avvertenza di Giuseppe Cantillo L’idea della filosofia e il problema della visione del mondo (Semestre straordinario di guerra del 1919) Considerazioni preliminari Scienza e riforma dell’università Introduzione 1. Filosofia e visione del mondo a) La visione del mondo come compito immanente della filosofia b) La visione del mondo come limite della scienza critica dei valori c) La paradossalità del problema della visione del mondo. Inconciliabilità di filosofia e visione del mondo Parte prima L’idea della filosofia come scienza originaria I. Ricerca di una via metodologica 2. L’idea della scienza originaria a) L’idea come determinatezza determinata b) La circolarità dell’idea di scienza originaria 3. La via d’uscita attraverso la storia della filosofia 4. La via d’uscita attraverso l’atteggiamento scientifico del filosofo 5. La via d’uscita della metafisica induttiva II. Critica del metodo critico-teleologico 6. Conoscenza e psicologia 7. Il problema assiomatico fondamentale 8. Metodo critico-teleologico nel trovare le norme 9. La funzione metodologica della preliminare fornitura del materiale 10. L’esibizione dell’ideale come nucleo del metodo. Disconoscimento della problematica della scienza originaria 11. Indagine sulla pretesa scientifico-originaria del metodo critico-teleologico a) Verità e valore b) Il problema della validità c) Il rapporto tra fornitura del materiale e esibizione dell’ideale. Essere e dover-essere 12. Inclusione della sfera pre-teoretica. La sfera dell’oggetto della psicologia Parte seconda La fenomenologia come scienza originaria pre-teoretica I. Analisi della struttura dell’esperienza vissuta 13. L’esperienza vissuta della domanda: c’è qualcosa? a) Il soggetto psichico b) L’atteggiamento di interrogazione. Molteplicità di significati del «c’è» c) Il ruolo di chi interroga 14. L’esperienza vissuta del mondo-ambiente 15. Comparazione tra le strutture dell’esperienza vissuta. Processo ed evento II. Il problema dei presupposti 16. La questione gnoseologica della realtà del mondo esterno. Posizioni del realismo critico e dell’idealismo 17. Il primato del teoretico: esperienza della cosa (oggettivazione) come esperienza de-vitalizzata III. La scienza originaria come scienza pre-teoretica 18. La circolarità della teoria della conoscenza 19. Il come della considerazione dell’esperienza vissuta del mondo-ambiente a) ll metodo della riflessione descrittiva (Natorp) b) La ricostruzione come momento caratteristico del metodo. Soggettivazione e oggettivazione c) Critica del metodo di Natorp 20. L’esplorazione fenomenologica della sfera dell’esperienza vissuta a) Obiezioni contro la ricerca fenomenologica b) Caratterizzazione degli stadi di de-vitalizzazione. Il qualcosa pre-mondano e il qualcosa della conoscibilità c) L’intuizione ermeneutica Fenomenologia e filosofia trascendentale dei valori (Semestre estivo 1919) Introduzione a) Princìpi direttivi del corso b) Sull’intenzione del corso Parte prima Esposizioni storiche del problema I. La genesi della filosofia dei valori come filosofia della cultura del presente 1. Il concetto di cultura nella filosofia della fine del XIX secolo a) Il concetto storico di cultura. Illuminismo e coscienza storica b) La cultura come acquisizione e prestazione 2. L’impostazione del problema assiologico. Il superamento del naturalismo con Lotze II. La fondazione della moderna filosofia trascendentale dei valori da parte di Windelband 3. Rinnovamento della filosofia kantiana. Il carattere assiologico della verità a) La riscoperta del metodo trascendentale da parte di Cohen b) Giudizio e valutazione (Windelband) c) Il saggio di Windelband sul giudizio negativo: determinazione scientifica delle forme di giudizio 5. Il contributo alla dottrina delle categorie. La logica come teoria delle relazioni. Categorie riflessive e costitutive 6. La ripresa del problema della storia nella filosofia dei valori a) Scienze della natura e scienze dello spirito. La fondazione di una psicologia descrittiva da parte di Dilthey b) La distinzione di Windelband tra scienze di leggi e scienze di eventi. Pensiero nomotetico e idiografico III. La prosecuzione della filosofia dei valori con Rickert 7. Formazione dei concetti storici e conoscenza scientifica. La realtà come continuo eterogeneo 8. La questione della possibilità della scienza della storia Parte seconda Considerazioni critiche 9. L’influenza della fenomenologia su Rickert 10. Principi della critica 11. La concezione di Rickert del problema gnoseologico fondamentale. La via soggettiva a) Giudizio e valore b) Evidenza e validità c) La trascendenza del dover-essere 12. La via logica-trascendentale (oggettiva) come metodo della fondazione dei presupposti impliciti nella via soggettiva 13. Considerazioni sulla negazione Appendice I Sull’essenza dell’università e dello studio accademico Semestre estivo del 1919 (Trascrizione di Oskar Becker) Post-scriptum del curatore dell’edizione tedesca
C.E.I.R. CEIR 1985 203 PP. SEGNI DEL TEMPO, COPERTINA CON QUALCHE ABRASIONE, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
DEDALO 1999, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO, MAI SFOGLIATO. La guerra sembra essere un evento che si sottrae, quasi per definizione, ad ogni possibile definizione logica. Eppure, in tutto l'arco dela storia della cultura occidentale, si è costantemente cercato di "pensare la guerra", di comprenderne la logica, anche là dove essa sembrava oscura o assente. Si può anzi affemare che non vi è autore o filone speculativo nel quale non sia possibile ritrovare il realistico riconoscimento della "dura realtà" della guerra. Nello stesso tempo, in quella stessa tradizione è ricorrente la tensione al superamento di questo vincolo e lo sforzo per individuare le condizioni per l'instaurazione di qualcosa che almeno assomigli alla "pace perpetua".
EDITORI RIUNITI 1992 283 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, DUE PICCOLISSIME ABRASIONI ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO, PARI AL NUOVO.
LATERZA EDIPOL 1986 XIV-190 PP. ECCEZION FATTA PER I SEGNI DEL TEMPO, IL VOLUME è PERFETTO, ITONSO, MAI SFOGLIATO, PARI AL NUOVO.
EDIZIONE CRITICA A CURA DI FABRIZIO LOMONACO PRESENTAZIONE DI FULVIO TESSITORE ANASTATICA DELL'EDIZIONE F. MOSCA NAPOLI 1713 LIGUORI 2005 RISPETTIVAMENTE LXIV-506 E 507-937 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI IMPERFEZIONI AI MARGINI DELLE SOVRACCOPERTE (SU ENTRAMBI I VOLUMI), PER IL RESTO PERFETTI E INTONSI. Presentata da Fulvio Tessitore, la ristampa anastatica delle Origines Juris Civilis del filosofo e giurista calabrese Gianvincenzo Gravina è curata da Fabrizio Lomonaco, professore di Storia della Storiografia filosofica nell'Università degli di Napoli Federico II. L'esemplare riproposto è tratto dalla prima e completa edizione napoletana del 1713, successiva all'edizione lipsiense del 1708; nella due "Appendici" sono riprodotti la recensione-"compendio" (in italiano) delle Origines e l'elogio dell'Autore nel "Giornale de' Letterati d'Italia" del 1711 e del 1718. L'iniziativa prosegue il lavoro della "Fondazione Pietro Piovani per gli studi vichiani" svolto a sussidio della nuova edizione delle opere di Vico. Non a caso, infatti, l'Introduzione (a cura di F. Lomonaco) indica le connessioni con la cultura "previchiana" da un lato, e con Vico stesso dall'altro. Tuttavia, non si propone un pensatore "previchiano" per opposizione o per attardato giusnaturalismo, e neppure un filosofo preparatore delle Scienze Nuove. Gravina è studiato in quanto portatore di una risposta diversa da quella di Vico a problemi non diversi: dalla polemica contro il dualismo cartesiano e la prevalenza della mens alla critica del razionalilsmo giusnaturalistico, dall'esigenza di fondare logicamente e sistemare storicamente l'ordine della humanitas, scosso dalla prepotenza hobbesiana, alla fondazione di una scientia humanitatis che, per Gravina, deve garantire l'animi tranquillitas, ripensando il nesso ciceroniano di honestas e utilitas. Ed è qui che la via di Vico diverge, incalzato dalla consapevole necessità di fondare la historia come scienza della vita, animata, fino ad essere inquieta, dagli incommoda e anfractuosa vitae, dalle affectiones, in cui si esprime tutta la forza degli uomini. Perciò, anche il comune platonismo neoplatonico, egualmente letto dalla prospettiva dell'intimismo della coscienza agostiniana, conduce Gravina e Vico a conclusioni diverse che sono, per il primo, il "sistema" della recta ratio iuris su cui si regge la "ragione universale della tranquillità pubblica" e, per il secondo, la definizione, tutta moderna, della storicità del diritto come sistema delle utilità in vista della "teologia civile ragionata", in cui l'umanità consegue la congiunzione di pietas e sapientia in nesso indissolubile e, però, mai certo o assolutizzato.